Proposte
per la pace tra i sessi
Tutto l’attuale sistema del ginecocentrismo
odierno comporta una rapida degenerazione dei
rapporti umani in quanto mina quel rapporto
basilare che è quello tra i sessi. Vi
sono vie di uscita da questo tunnel di barbarie?
Porsi il problema è già un buon
passo avanti nella ricerca di soluzioni. La
nostra specie e la vita in generale è
in effetti un insieme di risoluzioni di problemi.
Ognuno può avanzare proposte, noi avanzeremo
le nostre, fondate non su un ritorno all’indietro
ma su un andare in avanti, liberando gli individui
di vecchi lacci e laccioli con cui ci siamo
incatenati negli ultimi anni.
1. Una cultura basata sul rispetto,
ma anche sull’apprezzamento. Bisogna insegnare
alle donne il rispetto verso il maschile, ma
non sarebbe male insegnare loro di apprezzare
l’uomo quanto l’uomo sa apprezzare
la donna. Di porre fine alla campagna di ridicolizzazione
del maschio, della sua psiche, del suo corpo,
della sua immagine e della sua sessualità.
Insegnare le donne a interessarsi sinceramente
del mondo maschile e non trattarlo con quella
grettezza e sbrigatività con cui l’hanno
trattato negli ultimi decenni.
2. Una migliore cultura sessuale, sessuologica
e psicologica, fondata sull’individuo
al di fuori di ogni etichettatura che
tenga conto delle comuni pulsioni umane sviluppate
a seconda del vissuto individuale e che vada
oltre ogni imposizione ideologica, non più
di parte, faziosa, unilaterale e ginecocentrica
e nel rispetto della libertà di ogni
individuo.
3. Un rapporti tra i sessi senza pregiudizi
e fondata sulla libera scoperta delle inclinazioni
individuali, sulla onestà, sulla
chiarezza e soprattutto sulla lealtà.
Una tipologia relazionale fatta di scambio reciproco
e comunicazione piena che favorisca il piacere
e la crescita di uomini e donne e rispettosa
di inclinazioni individuali natuarli e culturali
senza alcuna forzatura.
4. Educazione sessuale fin da piccoli,
per imparare a conoscere il sesso e le problematiche
ad esso legate, conoscere il proprio corpo e
quello dell’altro sesso con le possibili
sfumature individuali e senza banalizzazioni
e generalizzazioni.
5. Divieto assoluto di trasmettere immagini
o racconti che propagandino violenza gratuita
contro esseri umani maschi o femmine e ridicolizzazioni
di categorie di persone.
6. Passando alla politica e al lavoro,
e favoritismi sessiti di alcun genere,
ma un sistema fondato sul merito e sulle capacità
personali. Niente più favoritismi sessuali
in campo di lavoro, ma la possibilità
di fare carriera regolarmente per tutti. Niente
più deroghe ai principi dello stato di
diritto a favore dell’uno o dell’altro
sesso.
7. Legalizzazione e regolamentazione
del mercato della prostituzione, nonché
professionalizzazione degli operatori e delle
operatrici sessuali, senza moralismi e ipocrisie,
volta a evitare che chi lavora nel mondo del
sesso possa essere facile preda di giri delinquenziali.
Ma anche corsi per operatori e operatrici affinché
chi voglia fare questo mestiere lo faccia come
si deve. Quindi liberalizzazione, legalizzazione
e professionalizzazione della prostituzione.
Che ognuno sia libero/a di prostituirsi senza
divenire schiavo/a e magari con contratti di
lavoro regolare e volti alla tutela sotto tutti
gli aspetti anche igienico-sanitari. Corsi che
insegnino a rapportarsi sessualmente col cliente,
a conoscerlo come individuo in maniera rapida
e capire come soddisfare le sue esigenze. È
ovvio che ciò vale sia per la prostituzione
femminile che maschile, come è comunque
ovvio che la prostituzione sarà sempre
prevalentemente femminile.
Proponiamo pertanto non solo di liberare la
sessualità femminile, ma anche e quella
maschile, entrambe schiacciate sotto il martello
repressivo di decenni di schematismo sessuale
ideologico e ipocrita.
8. Basta con questa politica e questa
cultura protezionista verso la femmina e repressiva
verso il maschio! Basta con questo
insufflare sensi di colpa negli uomini, spesso
per l’unica loro colpa di essere uomini!
Vogliamo un mondo non più a misura di
donna, ma che risponda alle reali esigenze di
ogni essere umano.
9. Anche per la procreazione bisognerebbe aggiustare
delle storture. Libera paternità
come libera maternità. Che ogni
padre abbia piena libertà di riconoscere
e fare da padre per i propri figli senza alcuna
costrizione. Modalità di adozioni più
flessibili e che magari non richiedano la rinuncia
totale da parte dei genitori naturali. Magari
anche lo sviluppo di una tecnologia, come l’espianto
embrionale e l’utero artificiale, che
consenta alle donne di interrompere a piacimento
la gravidanza senza uccidere il figlio. E che
consenta agli uomini di procreare anche senza
un contatto diretto con la donna.
10. Obbligo legale da parte di una donna
gravida di notificare la sua gravidanza al padre
o ai presunti padri, affinché
questo o questi siano nella possibilità
di fare le proprie scelte. In caso di inadempienza,
la madre potrà essere citata in tribunale
per risarcimento danni dovuti a sottrazione
di paternità.
11. Diritto del padre di sottoporre
il figlio minorenne, in ogni momento all’esame
di paternità.
12. Possibilità del padre putativo,
in caso di scoperta di non essere il padre biologico
del figlio allevato, di citare la compagna
per danni.
13. Mancato riconoscimento dei privilegi
coniugali in caso di separazione e divorzio
per il coniuge colpevole.
14. Normativa sulle adozioni che preveda
procedure più agili e adozioni
che consentano ai genitori naturali di non perdere
definitivamente i contatti col proprio figlio.
Ma le proposte più precise riguardano
l’organizzazione della famiglia e si traducono
in aggiustamenti di questo istituto più
in linea con le esigenze dei tempi e che aiutino
a superare la crisi dell’attuale famiglia
nucleare fondata sulla gelosia e l’appropriazione
psicofisica del partner.
15. Libera scelta del cognome da dare
ai figli. In assenza di diversa decisione
dei genitori, crediamo sia più naturale
che il bambino erediti il cognome della madre.
15. Matrimonio senza limiti di numero
e di sesso, che potrebbe favorire la
nascita di vere e proprie comunità familiari.
Niente più clausola che imponga per il
matrimonio un numero di contraenti e il loro
sesso. Più uomini e più donne
che si uniscono in una grande famiglia liberi
di vivere la propria vita e la propria sessualità
senza più imposizioni, gelosie e condizionamenti.
Una comunità aperta in cui chiunque può
entrarne a far parte o uscirne in ogni momento.
Queste sono le linee direttrici che noi proponiamo
per il terzo millennio.
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