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| La "Domenica delle Palme" nella Chiesa di San Francesco d'Assisi, il Sacerdote benedice le palme e i ramoscelli di ulivo e poi si avvia con i fedeli in un gioioso corteo verso la Matrice, dove viene celebrata la Santa Messa. Così la comunità parrocchiale rievoca l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. |
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| 17 Aprile 2011 - Domenica delle Palme |
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| Giovedì 21 Aprile 2011 - La "Lavanda dei Piedi" |
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| Giovedì Santo - Inizia in Cattedrale la mattina alle ore 9.30, dove il Parroco e alcuni fedeli vi si recano, per partecipare alla messa Crismale presieduta dall'Arcivescovo Mons. Paolo Romeo, nel corso della quale saranno anche benedetti gli oli santi. Alle ore 18.30 la santa Messa nella "Cena del Signore" che si apre con l'ingresso del Sacerdote che porta in forma solenne le ampolline degli oli santi benedetti in mattinata e che serviranno durante l'anno per i battesimi, le cresime e l'unzione dei malati. Poi durante la celebrazione della messa, il Sacerdote, tolti i paramenti sacri indossa il grembiule, segno di servizio, e procede alla "lavanda dei piedi agli Apostoli" raffigurati questa sera dal Comitato per i festeggiamenti di San Giuseppe. |
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| 22 Aprile 2011 - Processione dei Misteri |
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| 22 Aprile 2011 - Il Venerdì Santo è un giorno ricco di manifestazioni tradizionali e liturgiche. Ha inizio alle 7.30 con la processione dei "Misteri" un gruppo di sette statue che raffigurano i momenti più tragici delle ultime ore che accompagnano Gesù al Calvario, esse rappresentano 1) Gesù che prega nell'orto degli ulivi, 2) Gesù flagellato alla colonna, 3) l'Ecce Omo, 4) Gesù che cade sotto il peso della croce, 5) Gesù sulla croce, 6) Gesù morto, posto sulle braccia di sua Madre ed infine Gesù morto che viene portato dietro il quadro raffigurato con personaggi, che rappresenta Maria Addolorata con le Veroniche, il quale viene preceduto da tanti bambini vestiti anche loro da piccoli Gesù che portano piccole croci e piccole veroniche che portano i simboli della crocifissione. |
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| 22 Aprile 2011 - Predicazione delle sette parole |
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| (Foto di repertorio 2009)
Venerdì pomeriggio alle 14.30 nella Chiesa di San Giovanni Battista, ai piedi di Gesù Crocifisso (Patri di Grazi), ha luogo la predicazione delle ultime sette parole pronunciate sulla croce: "1) Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno; 2) Oggi sarai con me in Paradiso; 3) Ecco tua madre - Ecco tuo figlio; 4) Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?; 5) Ho sete; 6) Tutto è compiuto; 7) Padre, nelle tue mani affido il mio spirito", intercalata dalla lettura di brani del Vangelo, preghiere e canti. Alla fine, all'annuncio della morte di Gesù, dopo breve pausa di silenzio e di riflessione, dopo i tocchi di campana e i colpi di cannone, viene sceso dalla sua cappella, come accade da qualche anno, il Crocifisso, immagine miracolosa a cui i fedeli ciminnesi sono particolarmente attaccati e devoti. Dopo che tutti i presenti si sono prostrati e aver baciato il Crocifisso, viene riportato nella sua cappella. |
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| 22 Aprile 2011 - Adorazione della Croce |
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| (Foto di repertorio 2009)
Venerdì alle ore 18.00 ha inizio in Madrice, la celebrazione liturgica dell'adorazione della Croce. I sacerdoti, indossando le vesti di colore rosso, si recano in processione, all�altare dove si prostrano a terra in silenziosa preghiera. Quindi si avviano alla sede e il celebrante pronuncia l'orazione che introduce la liturgia della Parola. Essa consta di: una prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia (Is 52,13-53,12); il salmo responsoriale (Sal 30); una seconda lettura tratta dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo apostolo (Fil 2,6-11) e la Passione secondo Giovanni (Gv 18,1-19,42); dopo c'è la Preghiera Universale, formata da dieci intenzioni, introdotte da un Lettore e concluse ciascuna con l'orazione del celebrante. Quindi comincia l'Adorazione della Santa Croce; i sacerdoti accompagnano processionalmente al presbiterio una Croce e il celebrante in tre momenti, intona l'"Ecce lignum crucis" (Ecco il legno della croce), a cui il popolo risponde "Venite adoremus" (Venite adoriamo); la Croce viene esposta per il bacio da parte del clero e del popolo.
Seguono i riti di comunione; Quindi i concelebranti introducono il Padre nostro; subito dopo si distribuisce la comunione al popolo. Terminata la comunione, letta l'Orazione dopo la Comunione e l'Orazione sul popolo, senza dare alcuna benedizione e senza segno di croce, i celebranti fanno ritorno in sacrestia in silenzio, senza canti o musica. Poichè l'Eucaristia viene interamente consumata il Venerdì, il Sabato Santo i tabernacoli sono vuoti e, non essendoci il Santissimo Sacramento nelle chiese, entrando si genuflette adorando la Croce. |
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| 2 Aprile 2010 - Processione di Gesù Morto e dell'Addolorata |
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| (Foto di repertorio 2009)
L'intensa giornata del Venerdì Santo si conclude con la processione dell'Addolorata e di Gesù morto. Arrivati in piazza il Parroco, dopo una breve predicazione congeda i fedeli presenti, esortandoli alla preghiera, alla conversione ed alla riflessione, facendo memoria della morte di Gesù Cristo che ha cambiato la nostra vita. |
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| 23/24 Aprile 2011 - Veglia Pasquale |
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| Madrice - La Veglia Pasquale è un appuntamento a cui non si può mancare, il momento più bello e sentito di tutto l'anno, è la veglia di tutte le veglie, perchè celebriamo la resurrezione di Gesù, il passaggio dalla morte alla vita, celebriamo l'Amore. La celebrazione si svolge in quattro momenti:
1. La Liturgia del Fuoco - La Chiesa è completamente al buio, senza luci nè candele accese. Fuori dalla Chiesa viene preparato un braciere con il fuoco che il Sacerdote benedice. Quindi prende delle braci e le mette nel turibolo e accende da quella fiamma, il Cero Pasquale che benedice tracciandovi una croce, le lettere greche Alfa e Omega e le cifre dell'anno; prende cinque grani di incenso e li conficca alle quattro estremità e al centro della croce disegnata, a simboleggiare le cinque piaghe di Cristo, delle mani, dei piedi e del costato. Quindi il Sacerdote portando il Cero Pasquale, entra in Chiesa intonando per la prima volta "Lumen Christi" (La luce di Cristo) e i fedeli rispondono "Deo Gratias" (Rendiamo grazie a Dio). Dietro il Cero Pasquale si forma una processione; sulla porta il Sacerdote intona di nuovo "Lumen Christi" e tutti i presenti accendono una candela; arrivati al presbiterio il Sacerdote intona per la terza volta "Lumen Christi" e si accendono le luci della Chiesa. Quindi viene riposto e incensato il Cero Pasquale e il libro dal quale un diacono o un cantore, intona l'Exsultet o annuncio pasquale, chiamato anche Preconio pasquale uno dei più antichi inni della tradizione liturgica cattolica. Terminato l'annuncio tutti spengono le candele, ed inizia la liturgia della Parola, introdotta dal celebrante.
2. Liturgia della Parola - La Liturgia della Parola della Veglia di Pasqua è la più ricca di tutte le celebrazioni dell'anno; consta di sette letture e otto salmi dall'antico testamento, un'epistola di San Paolo apostolo ed il Vangelo scelto tra i tre sinottici, a seconda dell'Anno liturgico allo scopo di ripercorrere la storia della redenzione dall'origine della vita in Dio. Dopo ogni lettura e ogni salmo vi è l'orazione del celebrante. Dopo l'Orazione alla settima lettura il celebrante intona il Gloria; quindi si canta il Gloria.
3. Liturgia Battesimale. Tutti i fedeli riaccendono la candela che avevano all'inizio. Dopo una breve introduzione si cantano le Litanie dei Santi. Quindi il celebrante, pronunciata la preghiera, prende il Cero pasquale e lo immerge parzialmente nell'acqua del Battistero, benedicendo l'acqua. Poi passa ad aspergere tutto il popolo.
4. Liturgia eucaristica - Segue la Liturgia Eucaristica, culmine di tutta la celebrazione, nella quale entriamo in piena comunione con Cristo. Alla fine il celebrante dà la benedizione, concludendo così una grande celebrazione che era cominciata il Giovedì Santo con la Messa in Cena Domini. |
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| Se per una volta cancellassimo l'odio,
se abbracciassimo con l'anima ogni colore e religione,
se alzassimo bandiera bianca davanti ad ogni provocazione,
se guardassimo oltre al buio dell'egoismo,
potremmo vivere appieno il vero senso della Pasqua,
che è fatto di pace e serenità.
Auguri di cuore. |
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