 |
|
 |
| IL MATERISMO DI GIORGIO DE CESARIO |
|
 |
| Volti in rilievo e tesi nella contemplazione del mondo circostante, corpi flessuosi, quasi felini, forse in attesa di essere fotografati dall'occhio della mente di chi li guarda, il tutto su uno sfondo decorato dove il colore assume nuove sfumature ed intensità inquietanti.
Questa è l'arte di Giorgio De Cesario, un'espressione nuova eppure antica se consideriamo i particolari, la nettezza dei tratti, lo studio del colore.
I volti in rilievo, i giochi cromatici sottolineano i soggetti delle tele che non sono solo di origine filosofica, come ad esempio "Sacro e profano" e "Paura di Vivere", ma molto spesso riguardano temi e problemi di attualità come "La Depressa", "Gli Extracomunitari", "La Cometa di Halley".
Filosofia e realtà che si compenetrano, che parlano a chi osserva e nello stesso tempo lo lasciano libero di interpretare, di fantasticare, di perdersi in pensieri da tanto tempo persi di vista per ritrovare infine se stessi nella mente, nel corpo e nell'anima. |
|
|
|
 |
| ASPETTANDO GODOT
tecnica mista con volti in rilivo in argilla tela cm50X70 |
|
 |
| LE OPERE
la caratteristica e l'innovazione è che i volti sono in argilla in rilievo sulla tela e le donne indossano un orecchino. |
|
|
|
 |
| MALINCONOIA
tecnica mista con volto in rilivo in argilla tela cm50X70 |
|
 |
|
|
 |
| DONNA ALLO SPECCHIO
tecnica mista con volto in argilla in rilievo sulla tela cm 70X100 |
|
 |
|
|
 |
| LA DEPRESSA
tecnica mista con volto in argilla in rilievo sulla tela cm 50X70 |
|
 |
|
|
 |
| L'ISOLA CHE NON C'E'
tecnica mista con volto in argilla in rilievo sulla tela cm 50X70 |
|
 |
|
|
 |
| GIORGIO DE CESARIO
Architetto, pittore, scultore, grafico, nasce a Matino (Le) il giorno di Capodanno del 1956 e qui frequenta la
locale scuola dell'obbligo, stupendo da subito i suoi insegnanti per le eccezionali doti artistiche
che dimostra nella realizzazione di opere giovanili in gesso, in ceramica, su tela e altri supporti,
ma sopratutto curando le illustrazioni dei giornalini scolastici di cui diviene il più grande animatore.
Comunque le sue esperienze continuano con studi approfonditi in ogni campo dell'arte.
E le sue opere diventano così un compendio di tutto ciò: le sue " modelle " e i suoi "manichini"
non sarebbero mai esistiti senza i suoi trascorsi romani nell'ambito del design e della grafica pubblicitaria;
ed ancora, i suoi sfondi e i suoi ghirigori pieni di cromatismi abbaglianti, ed accattivanti nello stesso tempo,
non avrebbero mai colpito i nostri occhi senza le sue ricerche e le sue sperimentazioni nell'ambito della
decorazione pittorica; e che dire della sinuosità delle sue forme? Le tecniche incisorie apprese ad Urbino,
in due anni di intensa attività e in un clima di studi raffaelliani, hanno sicuramente contribuito a creare
la loro " leggerezza". Contemporaneamente l'artista fa numerose esperienze lavorative in aziende grafiche e
nel 1978 apre a Matino (Lecce) il suo studio dove si occupa di grafica, design, architettura, ma dove, soprattutto, continua a coltivare il suo amore per l'arte, studiando tecniche e soggetti nuovi per le sue tele e le sue sculture.E' proprio in questi anni di ricerca che, dopo un sogno particolarmente illuminante, come lui stesso afferma, riesce ad elaborare il suo stile pittorico personalissimo abbandonando il realismo caravaggesco degli anni precedenti.Uno stile nuovo quindi fatto di
personaggi con volti in argilla che si muovono su uno sfondo cromatico sempre più vivido, quasi a rappresentare, su qualsiasi supporto, la realtà onirica che l'artista aveva vissuto in quella famosa visione notturna: " ...figure trafugate da grotte ...inquietanti personaggi insorgono, tristi e dignitosi, timidamente implorano aiuto e solidarietà" (Maddalena Caruso).
Opere pittoriche, incisioni, sculture si susseguono in questo desiderio di sperimentare sempre nuovi mezzi e
di espimere sempre nuove sensazioni attinenti sia il mondo dell'attualità che quello della filosofia e della storia.
Negli anni '80 la sua attività artistica prosegue e proprio in questi anni il suo bagaglio di esperienze
si arricchisce ulteriormente grazie ai continui viaggi nel mondo che lo portano a contatto con culture e
popoli diversi. La vita frugale dell'Europa dell'Est e quella opulenta della Corsica diventano uno stimolo
per esplorare l'interiorità dell'uomo europeo che viene subito messo a confronto con l'assolata vita africana. Ed ecco quindi i vagabondaggi in Egitto,
Tunisia, Marocco, Senegal e le tanto amate isole di Capo Verde, da dove riporterà nuove impressioni
cromatiche che trasferirà poi sulle tele degli anni'90 insieme alle forme plastiche e alla luce di
quei luoghi che tanto lo hanno colpito. Col nuovo millennio l'artista
incrementa la sua popolarità tramite Internet, grazie al quale tutto
il mondo arriva a conoscere le sue opere come attestano i continui
apprezzamenti provenienti dai paesi più lontani.Attualmente Giorgio De Cesario
vive ed opera a Gallipoli nella sua casa-museo, Villa Maritati De Cesario, da lui sapientemente
ristrutturata ed ampliata. E' un grande e scenografico contenitore d`arte denominato "La Casa degli Artisti",
una costruzione ultramoderna, caratterizzata da un certo eclettismo di stili un pò orientaleggianti
e un pò mediterranei,comunque energicamente innovativa, che ben si confà con il paesaggio urbano circostante.
Oltre ad ospitare la Galleria Permanente dell' artista,la Casa-Museo, di circa 1.000 metri quadrati,
è destinata ad ospitare mostre temporanee,presentazioni di libri, concerti e performance teatrali
ed è inoltre attrezzata per accogliere, con la formula del b.& b. artisti e amanti dell'arte provenienti
da tutto il mondo. |
|
|  |
|
 |
 |
|
 |
| Quando si ha il coraggio di esplorare la propria vita, allora si può guardare anche a quella degli altri e
soffermarsi, con uguale, dolorosa naturalezza sulle ferite aperte, sulle piaghe che mai potranno rimarginarsi e
su bocche spalancate che annunciano nascite e morti.
E’ questa straordinaria sincerità morale a rendere emozionante ed incredibile la produzione artistica di Giorgio
De Cesario. E’ una storia a ritroso, dipinta e scolpita dall’oggi allo ieri, scavando oltre le radici insospettate
dell’infelicità del presente. Alla fine, nulla resta della storia dei volti e delle maschere, a parte la memoria di
una sconfitta necessaria. Su questa sconfitta si apre la ricerca dell’artista. Con crudele semplicità la
composizione ne elenca i termini mediante le applicazioni e manipolazioni di oggetti tratti dal passato.
Già, il passato. Il pensiero può permettersi di andare a ritroso, di scavare nei gesti, negli sguardi di un volo
negato, nelle parole di un giorno, di un anno, di una vita precedente. Non è un banale flashback, quello scelto
dall’artista. Sono frammenti selezionati in ordine inverso, dal più vicino al più lontano, per scoprire come tutto è
iniziato e poi concluso. L’emozione più forte è vedere, in entrambi i casi, la teoria alla prova dei fatti,
l’intuizione che diventa linguaggio, la sperimentazione che crea un nuovo mondo di immagini, in grado di essere
captate da ciascuno.
De Cesario coglie il mondo alla sprovvista, usa il frammento per scardinare una realtà ancora più vera di quella
che appare nel quotidiano. Così continuamente si ricrea la funzione metaforica del linguaggio, figure di uomini
vuoti, impagliati che hanno commesso l’errore di credere che il progresso proceda in linea retta. Ma hanno preteso
troppo, hanno voluto mordere un boccone troppo grande per le loro bocche. Così, da un’esistenza in technicolor,
dalla conoscenza attraverso gli eccessi, dalla libertà radicale, sono passati di colpo alla sconfitta.
E’ una sconfitta che l’artista racconta con impeto ed energia, ma anche con una meravigliosa serenità, quasi
infantile, e una profonda sensibilità psicologica, concretizzando l’impressionante capacità di restituire il clima
della nostra epoca e i sussulti del cuore di personaggi ricchi di sfumature, di slanci, di cammini intrapresi e mai
interrotti.
La sua è epopea avvincente che, nonostante tutto, trasuda voglia di vivere, rimpiange tutto ciò che c’è da
rimpiangere, senza evitare di affondare la lama negli errori e nelle ingenuità dei nostri anni.
Troppo frettolosamente messi in archivio. Intensità, vicinanza, dolore, solitudine e compostezza rappresentano le
coordinate di una umanità che esiste, e crede, e spera, e si arrende. Senza far rumore, col grido che resta sospeso
in gola.
De Cesario centra il bersaglio del silenzio e, all’astuzia dei potenti, degli accademici, delle ideologie,
contrappone l’attesa della rivelazione del reale, la sua infermità, la sua complicità con gli uomini semplici,
la sua attenzione all’ignoto, dentro e fuori di sé. Tutto è pervaso da uno spirito misterioso e visionario;
un impalpabile filo rosso aggrega i cieli evocati di un qui e di un altrove sconvolti e, con insolita semplicità,
lancia il suo messaggio all’osservatore senza eccedere in retorica, in una sorta di gioco illusionistico che non può
che lasciare sgomenti.
E’ la storia che lacera l’uomo in fantasmi e lascia affiorare le debolezze di un’emozione irripetibile e, a tratti,
selvaggia. E’ il silenzio di voci smorzate che lascia affiorare la debolezza umana, la sua vulnerabilità,
la sua sofferta fantasia, fino ai presagi di morte. Il destino di chi è santo e dannato, angelo e demone.
EUGENIO GIUSTIZIERI |
|
|
 |
|
 |
|
|
 |
| EXTRACOMUNITARIO CON BAMBINA IN PUGLIA
tecnica mista con volto in argilla in rilievo sulla tela cm 100X70 |
|
 |
|
|
 |
| SACRO E PROFANO
tecnica mista con volto in argilla in rilievo sulla tela cm 90X120 |
|
 |
|
|
 |
 |
| LA CASA DEGLI ARTISTI
contenitore d'arte e di ospitalità |
|
|
 |
| LA CASA MUSEO DIMORA E GALLERIA PERMANENTE DELL'ARTISTA GIORGIO DE CESARIO |
|
 |
| La residenza di mq 1.000 in centro e di fronte al mare a Gallipoli (Le) è attrezzata per accogliere, con la formula del bed &breakfast, artisti da tutto ilmondo,
ma non solo artisti, che qui vorranno esporre le proprie opere, creare o trascorrere una piacevole vacanza.
Gli amanti dell'arte potranno utilizzare un laboratorio e cimentarsi nella creazione di opere d'arte.
Gli artisti potranno esporre le loro
opere nella galleria personale dell'artista Giorgio De Cesario. La Casa degli
Artisti dispone di 4 camere e due suites, tutte con servizi e ciascuna dedicata a
grandi artisti del passato quali Mondrian, Van Gogh, Leonardo,D'Annunzio,Canova, Bach.
Le suites godono di una bella vista sul mare di Gallipoli e tutti gli ospiti possono usufruire di
un accogliente terrazzo dove fare colazione, chiacchierare, leggere, fare un
idromassaggio nella minipiscina Jacuzzi, dipingere, comporre, creare oppure, per esempio,
assistere ai fuochi pirotecnici di Santa Cristina, uno degli appuntamenti più importanti
dell'Estate Gallipolina. Gallipoli, infatti, è ormai famosa in tutto il mondo non solo per
la sua spettacolare posizione sulla Costa Ionica, ma anche per la sua storia, le sue tradizioni,
la sua intensa vita culturale e la sua gastronomia. Situata a Km.40 da Lecce, a Km.40 da Otranto e a Km.40
da Santa Maria di Leuca, questa ridente cittadina può essere un ottimo punto di partenza per escursioni in tutto
il Salento. |
|
|
|
 |
|
 |
|
|
 |
| AFFRESCO DI GIORGIO DE CESARIO (personale interpretazione della Divina Commedia). |
|
 |
|
|
 |
| JACUZZI IDROMASSAGGIO SUL TERRAZZO PANORAMICO DI FRONTE AL MARE |
|
 |
|
|
 |
|
|
|