Come si può notare non tutti i bonsai hanno euguale forma,alcuni infatti salgono diritti verso il cielo, altri scendono a cascata verso il suolo, altri ancora si piegano di lato come se un ostacolo oppure il vento li avessi forzati in una direzione obbligata!
Tutto ciò non è opera casuale ma del bonsaista, che modella l'albero in vari stili.
lo stile è quindi la forma del bonsai secondo una classificazione ed un codice cinese o giapponese molto antico.
esistono circa 30 stili diversi, io ne illustrerò i principali e più adottati, specie in occidente.
ERETTO CLASSICO - STILE CHOKKAN
E' lo stile più adatto alle conifere e, in particolar modo si addice all'abete, al cedro, al cipresso, all'olmo, all'acero tridente, al pino alla cryptomeria, al tasso ed alla zelcova.
e' lo stile più classico e prevede che l'albero salga dritto ed eretto verso il cielo.
I rami sono disposti ad una certa distanza tra loro e alternativamente, sul lato destro, sul sinistro e sul retro del tronco. Salendo verso l'alto si accorciano e si , avvicinano in modo che l'insieme assomigli il più possibile ad una forma conica, in cui la base del tronco appare solida e ben radicata nel terreno, e la cima sottile ed appuntita.
ERETTO INFORMALE - STILE MOYOGI
E' uno stile adatto sia alle conifere che agli alberi a foglia caduca, ed è piuttosto semplice da ottenere, in quanto è quello che più corrisponde alla realtà. E' consigliabile ai principianti ed a coloro che non si sentono ancora in grado di rischiare uno stile più complesso.
Il tronco dell'albero appare eretto ma sinuoso, con molte curve che piegano armoniosamente verso destra,verso sinistra e dietro. i rami sulle curve devono dirigersi nella stessa loro direzione e partire dal lato più esterno.
Il primo ramo nasce sopra il primo terzo dell'altezza totale dell'albero.
Al fine di migliorarne l'aspetto della prospettiva è bene eliminare i rami cresciuti nella parte frontale dell'albero, cioè quelli che sporgono verso chi guarda.
INCLINATO - STILE SHAKAN
questo stile si adatta bene all'acero, al biancospino,al carpino all'azalea, al faggio, all'olmo al pino, al ginepro ed al melo. E' detto stile inclinato perchè l'albero appare realmente inclinato, indifferentemente verso destra o sinistra, come se fosse cresciuto sulla china scoscesa di una collina o fosse oppresso dal peso della neve. Non è rilevante che abbia o meno delle curve, ciò che conta è che i rami presentino un'inclinazione armoniosa e trasmettano una senzazione di perfetto equilibrio nello spettatore.
A tale scopo il ramo più basso dovrà essere in posizione opposta a quella dell'inclinazione generale della pianta e le radici, robuste e ben visibili sulla superficie del terreno, contribuiranno a questo effetto.
I cinesi hanno elaborato tre ulteriori classificazioni dello stile Shakan, lo Sho-Shakan definisce gli alberi poco inclinati, lo Chu-Shakan quelli inclinati tra 25° e i 40°, e lo Dai-Shakan quelli che appaiono quasi orizzontali rispetto alla base.
SPAZZATO DAL VENTO - STILE FUKINAGASHI
Questo stile imita la forma di alberi riscontrabili in natura, soprattutto lungo le coste marine. La pianta in questione deve infatti apparire come investita da un forte vento, e quindi con il tronco piegato verso un lato, (destro o sinistro non fa differenza) e tutti i rami protesi orizontalmente nella stessa direzione.
Un lato dell'albero deve restare totalmente spoglio, così da dare una sensazione di equilibrio perfetto, in questo stile è determinante anche la posizione della pianta nel contenitore, la base del tronco sarà infatti interrata nell'estremità del vaso opposta alla direzione dei rami.
Anche le radici devono essere ben evidenti.
Il Fukinagashi si adatta a numerosi alberi, quali l'azalea, l'albicocco, l'acero, il biancospino, il faggio, il carpino, il ginepro, il cotoneaster, il pino, l'olmo ed il melo.
A CASCATA - STILE KENGAI
Esistono diverse varianti dello stile Kengai. Il classico prevede che il tronco dell'albero si pieghi su se stesso e ricada verso il basso oltre il bordo del contenitore. Perchè la pianta conservi una certa stabilità quest'ultimo dovrà essere più profondo e stretto del comune.
Nello stile Gaito-Kengai, invece, il tronco dell'albero sale verso l'alto, per qualche centimetro, si piega leggermente all'indietro e poi curva improvvisamente e ricade oltre il bordo del vaso come un grosso ramo. Lo stile Ito-Kengai è molto simile al precedente, ma dal tronco che cade a cascata partono altre ramificazioni più sottili, disposte in maniera tale da ottenere una quantità di luce equilibrata.
Infine lo stile Han-Kengai, cioè a semi-cascata, prevede che il ramo che ricade verso il basso non oltrepassi la base del contenitore e si estenda in orizontale.
Si adattano bene a questo stile l'azalea, l'acero, il biancospino, il ginepro,il cotogno, il glicine, il cotoneaster, il pino, ed il salice.
A SCOPA ROVESCIATA - STILE HOKIDACHI
E' uno stile di grande effetto estetico, poco riscontrabile in natura. Si adatta soprattutto alla betulla, alla quercia, alla zelkova e all'olmo. Ne esistono due principali varianti benchè, in entrambi i casi, sia la disposizione perfettamente geometrica dei rami ad attirare maggiormente l'attenzione.
Nel primo stile Hokidachi i rami partono tutti da uno stesso punto del tronco e si tendono verso l'alto, disposti a raggiera ed equidistanti tra loro. L'albero appare realmente come una scopa rovesciata e il tronco robusto con le radici in evidenza bilancia la parte superiore con grande equilibrio.
Nel secondo stile Hokidachi i rami partono da diversi punti del tronco e salgono verso l'alto accorciandosi progressivamente, conferendo alla pianta un aspetto stabile e ben proporzionato.
LIBERO - STILE BUJIN-GI
E' lo stile che corrisponde maggiormente alle piante presenti in natura, in quanto non obbedisce ad alcuna regola precisa.
E' semplicemente caratterizato da un tronco lungo e sottile e da rami contorti che nascono nell'ultimo terzo superiore del tronco. In natura questo tipo di alberi possono crescere tra i fianchi di due montagne, in uno spazio molto ristretto che le costringe a cercare verso l'alto un pò di luce.
SU ROCCIA - STILE ISHIZUKE
E' uno stile insolito, di grande effetto che mette in risalto le capacità del bonsaista. Prevede infatti l'allestimento di una pianta sopra una roccia, preferibilmente porosa e non friabile. Le radici devono scivolare lungo la roccia e penetrare nel terreno solo con le punte. In tal modo la pianta può nutrirsi e crescere pur restando quali totalmente visibile. Il contenitore dovrà essere lungo e piatto per dare maggiore risalto alla composizione, il colore della roccia dovrà armonizzare con gli eventuali fiori o frutti della pianta. Gli alberi più adatti allo stile su roccia, sono il cotogno, il cipresso, il cotoneaster, la forsizia, l'azalea, il gelsomino, il pino ed il ginepro.
IN GRUPPO - STILE YOSEUE - (BOSCHETTO)
Tale stile prevede l'allestimento nel medesimo contenitore, di più alberi con tronchi e dimensioni differenti, al fine di formare una specie di piccolo bosco. Gli alberi più adatti sono i bambù, gli abeti, le zelcove, i cipressi, che vanno posizionati sul terreno secondo uno schema ben preciso. Và qundi studiata attentamente la posizio ne delle piante, al fine di creare un buon effetto prospettico. a tale scopo gli alberi più grossi vanno collocati davanti, quelli medi nel centro ed i più piccoli sul fondo del vaso.