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Giacinto Lo Bianco
 

Il SS. Crocifisso.

Questo rito, al canto dell'inno "A Te lode o Crocifisso", rievoca la caduta del muro, che storicamente custodiva la statua all'interno della Fortezza Chiaramontana.Veniva riportata alla luce ed esposta nella Cappella del Castello il giorno prima della festa; tutti i fedeli si preparavano al grande giorno di grazia, che sarebbe stato il successivo, con la solenne festa del 3 maggio. Fa parte della tradizione portare, ancora oggi, ogni tre maggio, il Simulacro in processione nella via Castello fino all'ingresso del Maniero medievale. Diverse manifestazioni prodigiose sono state ascritte alla storia del taumaturgo SS. Crocifisso e tra le altre quella del 1843 e del 1897, quando durante la processione la bara ebbe dei comportamenti razionalmente inspiegabili. Una ricca tribuna fu realizzata a mo' di cielo per la bara, ma a causa della grande mole che rendeva difficoltoso il trasporto del fercolo in processione per le vie del paese, è stata sistemata nel Cappella del Battistero, sul fonte battesimale. In passato la bara è stata tenuta in gran pregio dai siculianesi: avere un posto da portatore era un privilegio tanto speciale che i padri lasciavano nei testamenti il loro diritto come prezioso legato ai figli. Il 3 maggio 1939 Monsignor Giovanni Battista Peruzzo venne a Siculiana per incoronare, in Piazza Umberto I, il SS. Crocifisso con una corona d'oro offerta dai devoti. Il cinquantenario dell'evento è stato ricordato con ogni solennità il 3 maggio 1989, alla presenza del Vescovo di Agrigento, Monsignor Carmelo Ferraro. Una pratica di culto devozionale tipica al SS. Crocifisso è il pellegrinaggio penitenziale fino ai piedi del Simulacro fatto, spesso, a piedi scalzi, dai siculianesi e dalla moltitudine di fedeli provenienti da ogni dove, specie nei giorni di festa.

Testo di Tonino Casatuto

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