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Giacinto Lo Bianco
 

Il SS. Crocifisso.

Il Simulacro del SS. Crocifisso è una scultura in leccio smaltato marrone cupo, raffigurante il Cristo appena spirato. I lineamenti purissimi del volto mesto, sereno e imponente, incutono riverente timore. È appoggiato tutto di peso sulle Please download Java(tm). ginocchia piegate. La statua sembra che si stia per staccare dalla croce e protendersi verso chi lo guarda. Il vescovo di Girgenti Monsignor Rhini, con Bolla del 14 febbraio 1681, eresse in titolo nella Chiesa Madre di Siculiana la Confraternita del SS. Crocifisso o dei 33, i cui confrati in quel giorno ricevettero in dono dalla Confraternita del SS. Sacramento, che ne erano i vecchi proprietari, il taumaturgo Simulacro del SS. Crocifisso. Pertanto, la scultura deve essere stata realizzata non più tardi del 1600, sebbene potrebbe trattarsi di un'opera del 1300 o ancora anteriore: alcuni la credono bizantina, rimasta per secoli tra le macerie del vetusto Castello di Siculiana. Per una tradizione popolare si ritiene che il SS. Crocifisso, diretto a Burgio, capitò a Siculiana, dove i carrettieri che lo stavano trasportando fecero sosta in un fondaco del Casale chiaramontano. Accadde che sulla cassa contenente la statua vi si sedette un cieco (o uno zoppo) che subito guarì. I siculianesi, meravigliati dell'accaduto e saputo del contenuto della cassa, non vollero che il Crocifisso ripartisse per giungere a destinazione e lo portarono al Castello. Nacque una contesa con la gente di Burgio e si convenne ad una sorta di gara: posta la cassa su un carro tirato da buoi, se questi avessero superato il torrente adiacente al paese si sarebbe aggiudicata la vittoria Burgio, viceversa avrebbe vinto Siculiana. I buoi non oltrepassarono il corso d'acqua e così il Crocifisso rimase ai siculianesi. Temendo che venisse trafugata dai burgitani o dai pirati maomettani, tutto l'anno la statua si custodiva murata all'interno della Cappella del Castello. Nei primi del XVII sec. d.C. il SS. Crocifisso fu traslato nella Chiesa Madre e sistemato nella cappella laterale adiacente al battistero, oggi della Pietà. E quando nel 1813 si conclusero i lavori di ampliamento, il Simulacro fu collocato sull'altare maggiore, tribuna ove si conserva tuttora. Riguardo al SS. Crocifisso vi è una antica costumanza: la caduta (calata) del velo. È un momento suggestivo e di grande devozione per i fedeli, che si celebra con solennità il 2 maggio.

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Testo di Tonino Casatuto

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