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Giacinto Lo Bianco
 

Siculiana
La voce "Siculiana" deriverebbe, secondo alcuni, dalle parole latine "Siculi janua" (porta dei Siculi e della Sicilia), lo Please download Java(tm). storico Pirro ritiene che sia nata dalla corruzione delle parole saracene suq al Jani (mercato di Giovanni), mentre l'Arezzo crede verosimile l'origine dai termini arabi "suqu 'l yuni" o "suqu 'l yunani" (mercato dei Greci). Siculiana, già ritenuta l'antica Cena romana, è uno dei possibili siti della mitica Camico sicana. Il Casale Siculiana fu fondato nel 1310 da Federico II Chiaramonte, a cui si deve la costruzione del castello, in parte oggi ancora esistente, che sarebbe sorto sulle rovine del baluardo arabo "Kalat Sugul". In questo maniero fu celebrato il matrimonio in seconde nozze tra la chiaramontana Costanza II e il Brancaleone Doria, citato da Dante nell'Inferno. Morto Federico II dominarono la scena feudale siculianese i Chiaramonte Del Carretto, il barone Gilberto Desfar et Corillas, i Del Bosco, i Bonanno Bosco, i Bonanno Borromei e i Bonanno Branciforti. Ultimo Barone di Siculiana, investito nel 1899 con R.D. fu Antonio Bonanno Perez. Il castello pervenne in seguito al Cav. Stefano Agnello di Cefalù che ne fece una dimora di campagna. La superficie del territorio di Siculiana è pari 4.058 ha, l'abitato è situato ad un'altitudine media di 100 metri s.l.m. e conta una popolazione di circa 5.100 abitanti. Le campagne siculianesi ospitano diverse aree boschive ma anche seminativi, oliveti, mandorleti, vigneti, colture orticole, floricolture e frutteti diversi. Lo Scalo marittimo siculianese per lunghi secoli fu un importantissimo emporio commerciale dalla toponomastica variante nel tempo: in età romano-punica si chiamò "Erbessos", sotto gli Arabi "Tirsat 'Abbad" e "Rahl Bekit", intorno al XVI sec. d.C. "Cala Cortina" e più tardi semplicemente "Caricatore di Siculiana", che fu attivo fino alla fine del 1800. Siculiana si vanta di una marina di ben 13 km di costa, di cui la gran parte è assolutamente incontaminata. Nella località Torre Salsa è stata delimitata una riserva naturale regionale di particolare interesse naturalistico-ambientale. Incantevole è il paesaggio che si mostra a chi percorre la costa in barca. Negli ampi arenili vivono specie erbacee ed arbustive rarissime tra cui il giglio marino, mentre nell'area interna vegetano il ginepro fenicio e l'orchidea agrigentina. Ricchissime di specie sono la fauna e la flora marine.

Testo di Tonino Casatuto

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Giacinto Lo Bianco