Home Introduzione I percorsi Punta Chiappa Portofino, il promontorio Da Sestri a S.Giulia Da Sestri alla Ciappa... Vallegrande  P. Baffe Bracco-Nicolao Framura-Bonassola Bonassola, il salto.. Bonassola-Levanto Levanto-Monterosso Le Cinque Terre 5Terre Nascoste Campiglia-Portovenere Montemarcello-Punte Tradizioni e ricette

 

Da Vallegrande a Punta Baffe

  Le Foto: scelte per voi..........

 

Durata del cammino , a passo lento, 1 ora e 10 minuti circa

Periodo consigliato: ogni stagione ma come uso rammentiamo che l’estate è la stagione meno adatta per il numero elevato di turisti sulle strade di accesso.

 Il sentiero parte a Vallegrande, località sita fra le gallerie che conducono da Sestri Levante a Moneglia e precisamente alla terza galleria.

Un tempo(fino a pochi mesi fa) la zona era selvaggia e conosciuta da pochi ora lo sviluppo di strutture di un nascente parco “nua natua” forse lo corromperanno…speriamo di no ma la nascita di una struttura ricettiva e di un ristoro…fa sorgere dubbi.

Si inizia la salita seguendo i cartelli di indicazione di percorso…il salire è tranquillo, lento e piacevole.

Ci addentriamo nella macchia mediterranea dove anche alberi ombrosi offrono frescura.

Le tracce di cinghiali e di altri piccoli animali arricchiscono il sentiero.

Si raggiungono posti panoramici con scorci affascinanti sul mare di Vallegrande la cui spiaggia ciottolosa era raggiungibile solo da volonterosi che scendevano lungo la scogliera o scendevano seguendo il corso di un rivolo che si getta in mare fra sterpi e rovi e… reperti di stupidità umana quale cartacce ..la salita continua fino a che si arriva alla torre di avvistamento, strumento di vedetta usato per evitare gli assalti dei pirati saraceni .

La zona attorno al torrione è pericolosa per l’escursionista disattento, infatti il folto degli alberi copre il dirupo che scende sul mare.

Ma nessun pericolo per chi segue il sentiero.

superbo il tramonto nei pressi del torrione.

 

SCOPERTE VERDI

lecci

pini

corbezzoli

rovi salsapariglia

finocchio selvatico

ombelico di venere

lentisco

agavi

 

IN QUESTO ITINERARIO SCOPRIAMO

Finocchio selvatico

nome latino :phoeniculum vulgare

Pianta selvatica mediterranea, la pianta può raggiungere anche una altezza di 1 metro e mezzo ha un colore verde azzurro intenso,l’odore è tipico e il sapore dolce tendente al piccante.

Le sue foglie sono divise in lacinie capillari, le infiorescenze senza involucri in piccole ombrelle con raggi di diversa lunghezza. Si riconosce anche da lontano per le infiorescenze gialline

cresce nei luoghi assolati e predilige vecchie macerie e muri a secco.

E’ un carminativo ovvero combatte i gonfiori addominali, antibatterico e digestivo.

ha un alto contenuto in vitamina C per cui è anch’esso un antiscorbuto.

I semi vanno raccolti in autunno e sono in realtà i frutti della pianta

Si utilizza in cucina e per antichi rimedi fra cui  antitosse dei bambini, infusi e cataplasmi di foglie per lenire gonfiori.

Si dice abbia proprietà afrodisiache ed era spesso usato contro la frigidità.

 

CHE FARE CON IL FINOCCHIO SELVATICO?

usatelo sia per cucinare che per piccoli rimedi quali infusi di semi e cataplasmi di foglie.

vedere anche la ricetta dell’escursione di Punta Chiappa.

 

TRENETTE CON SARDE E FINOCCHIO SELVATICO

per 4 persone

1 spicchio di aglio vestito e schiacciato che toglierete dopo l’uso dall’ampio tegame di coccio

4 hg di  trenette o linguine

6 sarde grosse (o per un condimento meno forte 10 acciughe)

1 mazzetto di foglie di finocchio selvatico giovane

olio di oliva

½ bicchiere di vino bianco secco

In un ampio tegame di coccio mettete olio in misura abbondante sul solito uso, l’aglio che eliminerete dopo che ha dato il suo contributo, soffriggete e unite il finocchio selvatico tritato finemente.

Aggiungete a questo punto anche le sarde pulite e diliscate e il vino bianco.

Salate e terminate la cottura , una decina di minuti scarsi.

Lasciate riposate.

Intanto avrete posto una pentola ampia e colma d’acqua a bollire in cui avrete gettato 3 o 4 rametti di finocchio, appena bolle gettate la pasta e cuocete al dente.

Scolate e fate saltare nel coccio con il sughetto, servite caldissimi.

Il parmigiano non è vietato…de gustibus…

 

INFUSO   DELLA NONNA:

1 cucchiaino di semi secchi in una tazza grande di acqua bollente coprire e lasciar riposare per 10 minuti, filtrare e bere.

E’ un depurativo e antigonfiori intestinali .

 

 SCIROPPO DI FINOCCHIO:

Occorre bollire in un litro di acqua 60 grammi di semi di finocchio per almeno 5 minuti.

Filtrare e unire sciogliendolo a bagnomaria 700 grammi di zucchero di canna.

! cucchiaino al bisogno elimina il mal di pancia,e lenisce la gola infiammata.

 

LETTURE E PENSIERI

Bruce Chatwin

Le vie dei canti

ed Adelphi

 

….le droghe sono veicoli per gente che ha dimenticato come si cammina…Chatwin

 

 

 

La spiaggia di Vallegrande e le gallerie che portano a Moneglia

 

verso punta Baffe,
sullo sfondo le Cinqueterre.

 

 

..