Home Introduzione I percorsi Punta Chiappa Portofino, il promontorio Da Sestri a S.Giulia Da Sestri alla Ciappa... Vallegrande  P. Baffe Bracco-Nicolao Framura-Bonassola Bonassola, il salto.. Bonassola-Levanto Levanto-Monterosso Le Cinque Terre 5Terre Nascoste Campiglia-Portovenere Montemarcello-Punte Tradizioni e ricette

 

Da Camogli a Punta Chiappa

  Le Foto: scelte per voi..........

Durata del cammino, a passo lento, circa 2 ore

La camminata non presenta difficoltà

Periodo consigliato: ogni stagione ma una predilezione alla tarda  primavera ed autunno, il periodo di agosto è da escludere per l’affollamento di Punta Chiappa raggiungibile da Camogli con un servizio di battello.

 

La partenza del sentiero, il cui segnavia è rappresentato da 2 bolli rossi,è presso il torrente Gentile che si costeggia per un breve tratto.

Il primo tratto si snoda lungo orti e case contadine dove olivi e piccoli appezzamenti di coltivi si intravedono dietro le cinte murarie delle case.

Una salita leggera ci conduce in breve (30 minuti) al piazzale di San Rocco, una delle porte di ingresso al Parco di Portofino e per la precisione la porta occidentale.

Da qui si inizia la discesa e si scende fra la macchia mediterranea a strapiombo sul mare.

Dopo aver  girato a destra vicino alla vecchia scuola si arriva al piccolo nucleo di Pego e al Fosso dei Bruchi qui c’è una piccola sorgente.

si giunge alla chiesuola di san Nicolò e qui si scende ancora per scalini ampi e comodi (..in discesa) qui il sentiero segue la scogliera e ben presto siamo in un mondo antico fatto di reti stese ad asciugare , di salsedine, di rocce tipiche (il conglomerato)barche in secca e non , baracche…ecco Porto Pidocchio.

Il vaporetto raccoglie con orari fissi i turisti e gli escursionisti che stanchi dalla giornata di sole desiderano evitare la salita verso S. Rocco e tornano con questo comodo mezzo gustandosi il paesaggio anche dal mare.

Da Porto Pidocchio una salita agevole ed  ecco questa enorme piastra di puddinga( ovvero un conglomerato di detriti tondeggianti cementati da matrice calcarea.) Punta Chiappa.

Nulla ha da invidiare ai paesaggi bretoni ma qui il sole è più vivo e caldo.

 

 SCOPERTE VERDI

lecci

olivi

corbezzolo

limonio ligure

 salsapariglia

 ombelico di venere

 sassifraga spatolata*(pianta rara e  dette velluto di roccia)

erica arborea

aglio selvatico

 

 

IN QUESTO ITINERARIO SCOPRIAMO

Aglio selvatico o aglio orsino

nome latino :Allium vineale

 allium ursinum

sono due tipi comuni nei nostri prati e sottomacchia

si trova anche spontanea e pur essendo di facile reperibilità l’aglio coltivato è senza dubbio piacevole trovare ed usare le varietà selvatiche.

Il primo , aglio delle vigne, cresce nei campi e molto comunemente presso le vigne. ha foglie lineari allungate che finiscono a punta e un ombrella alla fine del lungo asse fiorale (scapo).

il secondo, aglio orsino, ha foglie più spicciolate e fiori bianchi in grappoletti a 6 raggi.

Si usa e raccoglie il bulbo come nell’aglio comune.

Il valore dell’aglio è senza dubbio noto è stimolante, aiuta la ventilazione polmonare, l’ossigenazione del sangue e ha proprietà antibiotiche e battericide in genere.

Pochi conoscono il valore dell’aglio come antimalarico e come vermifugo.

Il problema dell’aglio è l’alito terribile che lascia a questo si può ovviare masticando un grano di caffè.

 

CHE FARE CON L’AGLIO SELVATICO?

Lo si usa come l’aglio comune da cui si differenzia per un sapore leggermente meno acuto e più amaro.

 

 

ZUPPA DI AGLIO ORSINO E FINOCCHIO SELVATICO

per 4 persone

2 teste di aglio orsino

4 grosse fette di pane casereccio abbrustolito

3 hg di pecorino fresco(primo sale)

1 hg di pecorino stagionato grattugiato

3 hg di finocchio selvatico olio di oliva extravergine

sale

 

Dapprima lessiamo il finocchio selvatico che avremo lavato e ripulito dei filamenti ingialliti, tritiamolo a mezzaluna ancora caldo e lasciamo raffreddare.

intanto in un tegame di coccio poniamo uno scalogno tritato con 1 capocchia di aglio orsino e facciamo soffriggere con olio extravergine, quando è appassito uniamoli finocchio e qualche mestolo di liquido di cottura del finocchio e continuiamo la cottura.

Intanto sfreghiamo con la restante testa di aglio il pane che depositeremo in una teglia unta  e porremo sulle fette di pane il pecorino a fette.

Uniamo il finocchio  e cospargiamo di pecorino grattugiato bagnando con ancora un mestolo di acqua di finocchio.

Gratiniamo per 10/15 minuti  e gustiamo bollente.

 

LETTURE E PENSIERI

Il consiglio di questa camminata è  una buona lettura:

“ Il mondo a piedi elogio della marcia”

 di David le Breton

 ed. Feltrinelli Traveller

 

 

 

 

 

 

Il sentiero per San Rocco

 

La scalinata che porta a Punta Chiappa

 

La chiesetta di S.Nicolò

 

Alcune reti per pescatori a Punta Chiappa

 

Verso la Punta

 

Porto Pigheuggio

 

spiaggetta a levante della punta

 

La Punta....

 

Il golfo Paradiso...da S.Rocco