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Da Framura a Bonassola |
Le Foto: scelte per voi.......... |
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Durata del cammino, a passo lento , 1ora e 45 minuti E’ una semplice passeggiata , nessuna difficoltà, solo attenzione nel primo tratto dove il sentiero è a ridosso della scogliera ma vi sono le necessarie protezioni. Periodo consigliato: inverno, primavera, autunno, estate ( calcolando il turismo nei due borghi di partenza e arrivo) E’ un bell’itinerario ben segnalato con segnavia azzurro e con il numero 1. si parte dalla stazione di Framura , si sale una scalinata e subito si trova il segnavia. dopo qualche centinaio di metri il sentiero che segue una strada asfaltata penetra in un gruppo di case e qui troviamo il cartello segnaletico che ci informa dei percorsi e delle caratteristiche morfologiche della zona. Finalmente si abbandona la strada carrozzabile e ci si inoltra nel percorso vero e proprio. E’ una passeggiata in mezzo alla macchia mediterranea, scorci di cale tra le scogliere, paesaggio ampio e realmente pittoresco. Ben presto si giunge ad un punto panoramico, non indicato se non dalle tracce di altri passanti, è un roccione che si sporge a picco sul mare. Un senso di vertigine ci consiglia di stare a distanza di sicurezza, ma il paesaggio è davvero meritevole di una sosta. Attorno alla piastra di roccia una vera colonia di ginepro spinoso, dalle grosse bacche rossastre di grande dimensione, purtroppo più decorative che profumate.
SCOPERTE VERDI Asparago selvatico (vedi foto) Ginepro spinoso Cisto Euforbia Pini marittimi
IN QUESTO ITINERARIO SCOPRIAMO: L’ASPARAGO SELVATICO:
si trova nelle siepi e nelle zone boschive e lungo la costa. si dice che dove possa vivere l’olivo viva anche questa pianta. I suoi germogli che sbucano dal rizoma sono detti turioni e sono ottimi . A gennaio-febbraio, sono una piacevole raccolta da farsi. E’ stato spesso usato dai fioristi per arricchire con il suo verde le composizioni. Conosciuto sin dai tempi più antichi ( i romani ne furono ghiotti estimatori, Plinio li definiva Prodigium Ventrosi. Non si riproduce per seme ma si moltiplicano per via vegetativa grazie ai turioni che hanno forti radici. Ha proprietà diuretiche e depurative. Si dice abbiano un effetto di riduzione della formazione dei calcoli renali e vescicali. Le bacche di colore nero non sono commestibili non è ancora chiaro se siano tossiche ed è sulla pianta ad agosto –settembre.
CHE FARE CON GLI ASPARAGI SELVATICI? Proporremo un uso culinario. Frittata agli asparagi selvatici (per 2 persone)
Le tenere punte di asparago vanno ben lavate e lessate per 5 minuti in poca acqua. saltateli in padella con poco olio e nel frattempo battete le uova con il parmigiano, il sale ed il pepe. unite nella terrina gli asparagi saltati e rimescolate con cautela. Ungete la padella e cuocete la frittata per qualche minuto, poi giratela e terminate la cottura facendola dorare dall’altro lato. Riso e asparagi selvatici E’una rapida ricetta il cui sapore sarà esaltato dagli asparagi che avrete raccolto e dall’uso di un riso integrale. Lessate 80-100gr di riso per commensale con il succo di mezzo limone nell’acqua di cottura. dopo 10 minuti che avrete gettato il riso unite gli asparagi selvatici ben lavati e terminate la cottura. Scolate con delicatezza e condite subito con olio extravergine di Liguria e parmigiano grattugiato. La leggerezza del piatto sarà esaltata dal sapore.
LETTURE E PENSIERI Tutte le creature viventi e le piante portano beneficio a qualcosa Shooter Nativo americano Sioux Teton
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Un tratto del sentiero
Il sentiero non è pericoloso. Ma la prudenza...
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