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Raffaello Sanzio - Ipazia d’Alessandria - La sapienza della scuola di Atene
Gaetano Barbella
mercoledì 9 dicembre 2009
capra

Introduzione

Ipazia d'Alessandria viene ricordata, ancora oggi, come la prima matematica della storia, anzi, fu la sola matematica per più di un millennio: per trovarne altre, da Maria Agnesi a Sophie Germain, bisognerà attendere il Settecento. Ipazia fu anche l'inventrice dell'astrolabio, del planisfero e dell'idroscopio.
Nel celebre affresco di Raffaello, la Scuola di Atene, l'unica figura femminile rappresentata è lei, che è anche l'unica filosofa, oltre all'autoritratto dell'autore, che guarda verso l'osservatore.
Se si rammenta che Ipazia fu massacrata da un gruppo di monaci cristiani invasati e che il dipinto è sito in un palazzo del Vaticano, interpretazioni diverse possono darsi di questa peculiarità. Nondimeno non mi è parso di veder circolare sul web o su riviste e libri ipotesi a riguardo.
Ma attraverso la geometria composita c'è modo di entrare nel tabernacolo della scienza e filosofia della Scuola di Atene. Una sorta di radiografia a raggi X per scoprire i possibili intenti che animarono l'eccelso Raffaello Sanzio nell'allestire l'affresco. Nulla che meravigli che esso doveva illuminare in qualche modo recondito la Stanza della Segnatura nei Palazzi Vaticani di Città del Vaticano. Giusto la segreteria e biblioteca di Papa Giulio II che commissionò l'opera pittorica a Raffaello, non certo senza la sua approvazione a lavoro inoltrato.
E se c'erano intimi segreti, magari alchemici, legati all'opera in questione e cari a Raffaello, Papa Giulio II era in grado di rilevarli e rigettarli. Ma per il fatto che dell'affresco fu approvato la presenza di Ipazia d'Alessandria in Vaticano come altre presenze pagane, tante, poteva andare.
Chissà manca oggi il fatto esteriore a riguardo e il recente film Agorà della storia di Ipazia, piuttosto rivoluzionario in contrapposizione a fondamentalismi epocali, potrebbe mettere in pari la cosa. Però sta di fatto che anche la Chiesa di Roma sia vista come fondamentalista, poiché si ventila che ostacoli la visione del film in Italia. In realtà vi sono altre cause che concorrono a questo fine.
Dicevo della geometria composita che, in verità, ho già utilizzato per sondare a modo mio diversi dipinti famosi ed anche altre opere, addirittura un monumento e una città, l'Arco di Costantino di Roma e la mappa di Torino. E di Raffaello Sanzio mi è piaciuto occuparmi, appunto con la geometria composita, della pittura Sposalizio della Vergine. Come a dire che si è stabilita un intesa fra me e lui, giusto per approcciarmi ora all'affresco la Scuola di Atene.
Così mi sono accinto di buona lena a vederci con la geometria composita nella pittura murale Scuola di Atene e sin da principio si è profilato una luce sul conto di Ipazia che mi ha fatto trasalire.
Basta, non aggiungo altro e lascio il piacere della sorpresa al lettore.
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Il geometra pensiero in rete di Gaetano Barbella