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Sulle tracce del piccolo popolo
Gaetano Barbella
venerdì 10 luglio 2009
Il segreto degli Gnomi, edizione Rizzoli.
Illustrazione 1: Tratto da Il segreto degli Gnomi, edizione Rizzoli.
«Il 19 dicembre trovammo nella cassetta delle lettere i biglietti ferroviari per Kemijärvi via Bentheim, Brema, Odessa, Copenaghen, Stoccolma, Haparanda e Rovanieni.
Su un pezzettino di corteccia de betulla, bianca come neve, spiccavano le parole incise a mano, a caratteri minuti ma eleganti: "Venite dobbiamo discutere con voi di questioni importanti!". Era di certo un messaggio degli gnomi, che non potevamo in alcun modo ignorare...».
È l'inizio di un bel libro, Il segreto degli Gnomi, edizione Rizzoli. I due autori, Rien Poortvliet e Wil Huygen, parlano di un favoloso viaggio nella Lapponia ove incontrano gli gnomi del suddetto messaggio che si dimostrano assai industriosi...
Ma non è di questo viaggio che intendo parlarvi, bensì di un altro, per trovarci Sulle tracce del Piccolo Popolo che è quello in cui fanno parte, tra altri, gli gnomi suddetti.

Il piccolo popolo

Gnomi, elfi, orchi, troll, fate, folletti, streghe, unicorni, draghi, ondine, spiriti del bosco: ecco il "Piccolo Popolo" che nel folklore britannico indica il mondo delle creature dette Fairies. Ma questo mondo valica le antiche credenze e il folklore dei britannici e limitrofi. Per esempio esaminando il termine "Fata", si riscontra che deriva dall'antico "faunoe o fatuoe" e che significa creatura selvatica, abitante del mondo naturale. Tuttavia è anche un termine che deriva dal latino "fatum", cioè destino, ed era associato alle "Parche" (o Moire). Sappiamo che queste erano divinità che filavano sul fuso i fili del destino umano, arrotolandolo sul rocchetto, per tagliarlo infine con le forbici al giungere dell'ora stabilita.
Oggi questo "Popolo" sussiste ancora in certe pratiche religiose neopagane, la più popolare delle quali è denominata Wicca, una religione che venne presentata per la prima volta nel 1954 attraverso gli scritti di un ex funzionario pubblico britannico esperto di esoterismo, Gerald Gardner. Poi di altre religioni neopagane è da menzionare il Druidismo o Celtismo, una continuazione celtica, infine l'Odinismo, che è basato sul vecchio Paganesimo nordico e che ebbe origine in Australia nel 1936, con la fondazione della Chiesa odinista da parte di Alexander Rud Mills.
Dal punto di vista teosofico, nel XVI° secolo, Paracelso si occupò del Piccolo Popolo ovvero di una popolazione di spiriti chiamati elementali. Sono spiriti della natura associati ai quattro elementi: aria, acqua, terra, fuoco. Gli elementali dell'aria sono chiamati silfidi, quelli dell'acqua sono le ninfe, quelli della terra gli gnomi e quelli del fuoco sono chiamati salamandre. Questi quattro tipi di spiriti sono fatti di carne e sangue come gli esseri umani, ma non hanno anima e possono muoversi velocemente come i "puri spiriti".
Per ciò che riguarda la natura fisica degli spiriti elementali, come già menzionato sopra, ci si riferisce alle tradizioni nordiche e medioevali, dove si credeva che i Trols, le fate, gli gnomi, i folletti ecc. non fossero di materiale eterico, ma come gli esseri umani possedessero un corpo fisico, fatto di carne e sangue.
Infatti, nel medioevo, quando l'umanità conservava ancora un legame molto stretto con i mondi invisibili e viveva a stretto contatto con la natura, queste creature, erano viste come piccoli esseri reali, proprio come se fossero di carne e sangue.
Le fiabe delle fate e degli gnomi, per noi si riferiscono a esseri fantastici, ma in quel periodo no, era normale incontrarli e crederli con un corpo materiale come il nostro, soltanto con fattezze diverse e senza un'anima, che era posseduta soltanto dal genere umano. Tant'è che si credeva, che gli gnomi scomparissero all'improvviso dalla vista dell'uomo per paura o timidezza.
Si pensa, che per descrivere gli elementali, Paracelso si sia servito delle leggende e superstizioni di molti paesi. In passato si credeva molto di più agli elementali. Si pensava, infatti, che tutto ciò che era stato creato – alberi, fiori, fiumi, campi, colline, nuvole – avesse uno spirito. Questa credenza era chiamata animismo, dalla parola latina anima, che significa appunto vita, soffio vitale, spirito. Gli Indiani del nord dell'America sono animisti: credono che gli animali e tutto ciò che c'è in natura, abbia un'anima o uno spirito, come quello delle persone.
Ma l'accenno alle Fate, associate alle Parche del mondo latino, anch'esso pagano e poi assorbito dalla nuova religione del cristianesimo, fa pensare. Anzi fa sorgere l'idea che il Piccolo Popolo, o elementali, sia stato soggetto ad un esodo nel corso dei millenni fino ad oggi, pur mantenuti in una certa misura in vita, ma in bilico incerto, dalle attuali pratiche religiose della menzionata Wicca ed altre.
Ecco che si profila lo scopo che mi sono proposto di esporre, in base a certe mie supposizioni, che è di percorrere un possibile itinerario, percorso nel tempo fino ad oggi dal "Piccolo Popolo" e capire dove rintracciarlo. Seguirà, un mio commento rilasciato ad un blog, col quale aprirò un interessante spiraglio su questo tema.
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