Home Mi Presento I miei studi Siti Consigliati Contattami
Leonardo, Madonna col bambino. Geometria del rosario il fiore dell'Apocalisse.
Gaetano Barbella
lunedì 24 ottobre 2011
Leonardo. Madonna col Bambino. Particolare del fiore e del Rosario.
Il sottotitolo che ho dato a questo saggio senza dubbio è un forte richiamo che può destare l'attenzione di cultori d'arte magari incuriositi, e se no almeno i dilettanti come me. Mi basta così, ma meglio di più, per sentirmi appagato per tutto il mio lavoro rivolto a togliere veli su un dipinto di Leonardo da Vinci, noto col nome di Madonna Benois, ovvero Madonna col Bambino.
La spilla ovale appuntata sul petto della Madonna e la semplice coppia fiorellini al centro dell'attenzione del dipinto in osservazione, col titolo che ho dato appunto, già potrebbero bastare per disporre il lettore a riflessioni che non ho riscontrato fra le critiche d'arte in merito. Ma intanto, con quella spilla, giusta sull'asse di simmetria verticale del quadro in visione, secondo me, si ha modo di intravedere il vero Leonardo, il matematico Leonardo che qui pone la questione generativa umana in chiave apocalittica se ad essa si affiancano i due bianchi fiorellini a quattro petali, non solo allegoria di crocifissione com'è stato interpretato dalla critica d'arte.
La spilla è contornata da 15 sfere di diametro decrescente in senso antiorario a iniziare dall'alto, e al suo centro vi si intravede la nota M di Maria madre di Dio: di qui il passo è breve per interpretarlo come simbolo del Rosario che era di 15 decine in tre serie chiamate corone. Nel 2002 queste decine sono diventate 20 con l'aggiunta di una quarta serie ad opera di papa Giovanni Paolo II per richiamare la cristocentricità di questa preghiera.
Ciascuna decina, come tutti i ferventi cristiani sanno, corrisponde ad uno dei Misteri della Redenzione, secondo una lista di origine non anteriore al XV o XVI secolo e per molto tempo non c'è stato un accordo universale su quali fossero. Si possono, però, contemplare anche altri Misteri, oltre quelli tradizionali. Questi Rosari possono contemplare fatti della vita di Gesù o di Maria, parole di Gesù oppure possono prendere spunto da versi dell'Antico Testamento insieme a versetti del Nuovo ecc.
Ecco che già dalla diversa interpretazione del Rosario è come si aprisse una finestra per trascendere la semplice e pur amabile visione di una giovane madre che si delizia a stimolare col fiore l'attenzione del suo pargolo. E quale finestra se non quella in alto a destra, una insolita bifora senza colonnina al centro? Vedremo che quest'inesistente sostegno vale per Leonardo da Vinci un asse geometrico di grande riferimento, perché è questo il segno della pietra di paragone, la pietra angolare con la quale egli si propone di far “inciampare” almeno qualche curioso visitatore della sua opera pittorica in causa. E se l'immaginazione si dispone a valicare la luce della magica bifora, ecco che in essa si vedono le due tavole della legge che Iddio dispose per il popolo di Mosé sul Monte Sinai. Ma Leonardo spinge, spinge forte con la sua peculiare pittura. Egli si propone di condurre, non tanto il comune visitatore della sua opera, ma un potenziale neofita che lui intende per portarlo con mano nel mistero e per questo gli apre un certo spiraglio della porta. Questa è appena segnata con un arco sulla bifora e intorno un riquadro rettangolare appena visibile. Ma è anche un forte richiamo alla sagoma del quadro stesso, anch'esso se contornato in un riquadro, infatti si tratta di due rettangoli simili fra loro...

...Continua sul >pdf<
Torna alla rubrica Torna su

Il geometra pensiero in rete di Gaetano Barbella