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I due leoni cibernetici
Gaetano Barbella
giovedì 11 dicembre 2008
I due leoni cibernetici - Macro Edizioni
Gaetano Barbella
I due leoni cibernetici
Macro Edizioni (E-Book)
Nel passato remoto le scienze esoteriche erano un tutt'uno con le scienze pratiche poi, con l'avvento della scienza moderna, a cominciare da Galilei, ci fu la definitiva separazione che già si era delineata da tempo. Fu come il distacco di una certa luna dalle madre terra sempre più rivolta alla ricerca scientifica al riparo dal vecchio empirismo. Ci sarebbe da pensare che oggi è chimerico sperare di ritrovare il legame perduto delle due scienze, eppure c'è qualcosa di nuovo ed imprevisto che forse potrà mutare questa situazione di distacco, quasi incolmabile.
Ad un tratto, e fuori dalle terre battute, sia dai circoli esoterici che dalle accademie scientifiche, spuntano i due leoni ermetici di vecchio stampo, ma in tutt'altra foggia e disposti a dialogare con un linguaggio non più antico, ma secondo canoni matematici da fare invidia agli accademici stessi della matematica.
Il leone verde lo si vede in azione nel famoso numero irrazionale e trascendente 3,14..., noto come pi greco, mentre l'altro leone, quello rosso, che interagisce col primo, è la nota sezione aurea, ossia il numero irrazionale (ma non trascendente) 1,618...
Ma così come sono non potrebbero mai trovare fra loro relazione, eppure attraverso il quarto del primo e la radice quadrata dell'inverso del secondo, noto come sezione argentea, la cosa sembra possibile.
Di qui, in seguito a una densità di operazioni matematiche non difficili da seguire, dopo otto stadi estenuanti il leone verde si unisce all'altro rosso e così concludono felicemente le loro fatiche d'Ercole e realizzano il sogno di vedersi "sposi" per sempre. In alchimia diremo che così si festeggiano le cosiddette nozze ermetiche. In matematica invece si sfaterà la concezione su pi greco che non ha modo di trovare relazione algebrica, tanto meno essere imbrigliato geometricamente con l'uso di riga e compasso.
Naturalmente ora ho descritto la cosa dipingendola come una narrazione di un fatto metafisico, ma nel contesto del compendio matematico in presentazione compaiono solo operazioni di matematica e geometria e di meccanica delle macchine. È solo nella prefazione e nel capitolo conclusivo che si sfiora il lato metafisico, quanto basta per i lettori esoterici da un lato e dall'altro, per i matematici e fisici accademici che non si dispongono a ragionamenti ove non sia la scienza moderna a tenere banco. Ciò non toglie agli esoterici di considerare prezioso l'esame delle procedure matematiche espresse in questo testo in modo che siano disposti a stimare questa strada buona per loro allo scopo di agganciarsi al presente similmente al leone verde in progressiva fase di congiungimento col leone rosso. Quindi non più un fatto metafisico distaccato dalla coscienza ordinaria, ma un concepibile passo in avanti che la coinvolgerebbe in qualche modo. Una cosa tutta da far evolvere nel tempo.
La matematica trattata nel libro, come anzidetto, non è difficile da seguire perché è elementare, però è complessa per la densità delle operazioni. Quindi un processo non diverso da quello contemplato in esoterismo.
Si tratta di una concezione che non trova eguali e che fa capo ad una sfera-poliedro, una sorta di pacco di sfere in tangenza fra loro, assai paragonabile - mettiamo - ad una ipotetica sfera di energie ignote che per comodità didattica ho relativizzato al nostro pianeta Terra con i meridiani e paralleli.
Fin qui, se non fosse per due "punti di vista" disposti sulla sfera-poliedro, indispensabili per collimare all'interno della sfera in studio con il vertice di una conica sotterranea speciale (necessaria per far progredire le fasi numeriche degli otto stadi operativi suddetti), sarebbe precluso l'aggancio matematico con l'esoterismo.
Quale l'aggancio? Proprio questa conica che è inscrivibile in una piramide del tutto simile a quella dislocata a Giza d'Egitto, la Piramide di Cheope. E guarda caso, uno dei "punti di vista" suddetti si trova esattamente alla stessa latitudine di questa famosa piramide, ossia circa 30° sessagesimali. Ma stuzzica l'interesse esoterico anche la dislocazione dell'altro "punto di vista" perché si trova esattamente alla latitudine di 45° sessagesimali, una misteriosa e attrattiva Stargate tutta da scoprire.
Mi è stato chiesto in fase editoriale di aggiungere al titolo di copertina un breve sottotitolo per permettere un approccio meno enigmatico al libro. Non è stato facile perché era forte in me l'intenzione di accennare alla tematica esoterica suddetta, ma anche a interessanti implicazioni con lo sviluppo delle nuove teorie scientifiche delle superstringhe, ovvero il possibile suggerimento di come potrebbero agire le ipotetiche stringhe in un'ideale micro-galassia geometrica. Infatti mi sembrava buono questo sottotitolo:
«L'alfa e l'omega di una matematica ignota, pi greco e la sezione aurea. Due numeri senza fine, opposti fattori dello scandire del tempo. Ordine e armonia, poli di peculiari sincroni pendoli che oscillano senza sosta in un mondo geometrico in miniatura. Pitagora ne udì il suono orchestrato da miriade di stringhe, minuscole corde come di violino, intorno a sfere che in esso roteavano. Oggi queste inconcepibili stringhe sembrano ripresentarsi alla visione di scienziati di frontiera con la "teoria delle superstringhe"».
Ma poi è stata deciso per semplificare e lasciare aperto l'enigma sui due leoni col sottotitolo che compare sulla copertina del libro, ossia:
«L'alfa e l'omega di una matematica ignota, pi greco e la sezione aurea».
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Il geometra pensiero in rete di Gaetano Barbella