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Il geometra di «pensiero in rete», il Cannavaro della coppa del mondo 2006 del calcio
Gaetano Barbella
giovedì 17 agosto 2006
Cartografia di Brescia
Un mio disegno tratto dalla mappa di Brescia - Un geometra bresciano col trofeo di «Sphere Packing». Non c'è tema di turpi inganni nel suo petto, perché c'è anche una croce a sostegno. Completa lo scenario un amorevole sommesso rispetto per l'antico Gallo di antichi dissapori.
Dopo aver letto la prima edizione di «Il geometra pensiero in rete», più di un lettore si sarà adombrato pensando che io sia un tale poco rassicurante da evitare. Essi avranno commentato che quel «Perugino rock star», da me disegnato, non li convince poiché non è in grado di produrre reali melodie, facendo vibrare l'aria come si conviene attraverso la giusta voce e strumenti musicali. È vero, ma il mistero della vita trova riscontro in camuffamenti sotto le mentite spoglie del «gioco» che poi si rivela tardivamente un micidiale «giogo». A questo punto tutto è vano e non resta altro che fare buon viso a cattivo gioco, appunto. Ma non è sempre così, altrimento che senso ha la vita?
Ora con questa nuova edizione vi presento il progetto di questo sito da me ideato, cominciando dal mistero, che da un lato ci mortifica a causa della caducità di tutte le creature viventi, noi compresi, dall'altro lato non si può negare che esso eserciti su ognuno di noi un influsso a volte attrattivo e persino amabile.
Il mistero è stato, e sempre lo sarà, il polo primario di orientamento dell'uomo nel tempo in tanti modi d'essere, poiché è in questo ambito che trova la sua giusta collocazione l'architetto supremo del mondo, il creatore Dio attraverso tante identità a lui attribuite: Dio, Jahveh, Allah, i Deva, la Natura, l'Evoluzione, il Caso, la Necessità.
Per la scienza, questo non ha fatto mai differenza, e non appena se ne profila l'occasione, non si fa scrupolo di procedere senza indugi per scardinare concezioni dogmatiche religiose con impeto irrefrenabile non diverso da quel «Dragone rosso» dell'Apocalisse di Giovanni, che con un colpo di coda fece precipitare un terzo di stelle della «Donna vestita di sole». E questo, se da un lato allontana l'uomo dai rassicuranti sostegni offerti dalla fede religiosa, dall'altro gli procura il guadagno evolutivo perché diventi adulto e capace di reggersi da solo finché gli è possibile.
È anche vero che, se l'intero sistema planetario solare, cui la nostra terra è vincolata, si comporta come una trottola in virtù della precessione degli equinozi, quindi con un solo polo rotante, dall'altro, la singola terra di poli ne ha due. Questo per dire che, se uno dei due non è tanto discosto dal nord galattico, - mettiamo - quello del mistero quindi di Dio, l'altro, il polo Sud, è il cardine paragonabile a quello offerto dalla scienza, attraverso il vincolo della ragione e il pensiero.
E così si scopre, sin dagli albori della esistenza dell'uomo sulla terra, che è il «Geometra» di questi il lui a mostrargli continuamente «numeri», non senza linee geometriche a profusione, con l'intento di «squarciare» i «veli» del tempio del mistero della vita.
Che dire, riflettendovi? Che Gesù Cristo, figlio di Dio e dell'Uomo, fu uno di questi emblematici «Geometri»?
Ma se ciò fosse come si concilierebbe col fatto che il «Geometra», da me dipinto come il «Tentatore» dell'uomo che lo avrebbe portato alla perdizione causando l'allontanamento irrevocabile dall'eden del bene perenne?
Nondimeno nella conclusione dell'Apocalisse viene detto testualmente che «...al compimento dei mille anni ...», il tempo dell'incatenamento nell'Abisso del «...dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana - ...», «...dovrà essere sciolto per un po' di tempo. ...». (Ap 20,2-3)
Che può significare questa sorta di «indulto» (dalla “casuale” rassomiglianza con quello introdotto oggi in Italia a favore di molti reclusi) che verrà concesso al suddetto pericoloso «Geometra»?
Io credo che sia anche la necessità di ricorrere alla sua intima «scienza», di certo, smorzata nel tempo da manie di superbia e di intolleranza, perché la vita dell'uomo ad un certo punto epocale diventerà assai difficile per tante cause: è il pianeta, terra nel contesto del sistema solare, che comincia a manifestare i suoi segni di vecchiaia e non è più rigogliosa per dare i frutti della vita a sufficienza come nel passato.
Ad onor del vero, occorre dire anche che il «Geometra» in questione in talune epoche è stato l'artefice di influenze benefiche sull'uomo il quale ne ha fatto tesoro progredendo in tanti modi. E fu così che l'Europa, specie in Italia, nel 1500 e 1600 si illuminò come non mai con il Rinascimento, tanto per porre in luce i tanti lati “buoni” del nostro «Geometra», esposto alla gogna.
Ecco, detto questo aggiungerò poche altre parole per mostrare all'opera un certo «geometra», esposto nel sito da me ideato da poco, «Il geometra pensiero in rete». Un geometra tutto ben disposto e pieno di sorprese rassicuranti.
Il suo cruccio - il mio ovviamente - è la geometria perché è insita nelle cose dell'essere umano. Essa si rivela mirabilmente nelle innumerevoli espressioni dell'arte. Di qui il relativo uso inconsapevole e spontaneo dell'uomo atto a modellargli il pensiero in modo che egli viva in felice simbiosi col resto della creazione cosmica.
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Il geometra pensiero in rete di Gaetano Barbella