Home Mi Presento I miei studi Siti Consigliati Contattami
Il Gioco - Giogo
Gaetano Barbella
martedì 8 agosto 2006 (data di apertura del sito)
Cartografia di Perugia
Un perugino rock star - Un mio disegno tratto dalla mappa di Perugia.
L’uomo al pari di tutti gli animali, provvidenzialmente, nasce con lo stimolo per il gioco, che poi si trasforma in competizione. Di qui la possibile relazione con l'enigma posto da Sfinge all'intraprendente Edipo del mito: il gioco dei neonati che si fa gattoni, ovvero su quattro piedi, e poi la competizione nelle rispettive varianti buone e cattive, un altro gioco che si fa su due piedi, però. E a causa di ciò, o anche a ragione, egli è portato a svincolarsi dalla staticità frutto di una parvenza di sicurezza di mezzi e benessere.
Ecco che allo stesso gli si para innanzi «Sfinge» in sé, che è come fosse felice di porsi a sua disposizione, invitandolo con malie a trasgredire la sua coscienza incapace di trattenerlo, a quel momento molto instabile a causa della noia. Fu così per Adamo biblico al cospetto dell’emblematico «albero» avvolto dalle spire di un «serpente».
Per la comprensione di Sfinge infatti, fra le varie dizioni etimologiche, c’è quella egiziana in cui il copto FIK demone scindendo la voce in due elementi, coll’egiziano SB-O scienza e IK=copto FIK demone, appunto, rivela la suddetta natura dell’«albero della scienza del bene e del male» al centro del giardino edenico della Bibbia.
Vedremo poi quanto sia importante, per la comprensione del mito di Sfinge la sua icona di mostro con aspetto di una procace donna, ma lacerata in sé attraverso il restante aspetto corporeo di leone alato. E fu così che Satana entrò in Adamo ed in una lunga schiera di Edipo epocali, uno per ogni genere di disegno evolutivo umano in cui “occorreva” l’atto scenico finale tragico del «tradimento» con la rispettiva «cacciata» o «vomito» (vedi Apocalisse di Giovanni, o anche l’emblematico «segno di Giona» evangelico).
Procedendo sulla via biblica, vediamo, sin dalle prime battute dopo la «cacciata» edenica, Sfinge o Satana, che dir si voglia, all’opera in Caino contro Abele. Ma vediamo anche che alla donna è dato di dominare il «serpente», - meglio - di condividerne il suo potere creativo di supremazia spirituale. Quale? Quello di poter procreare nuovi esseri umani non priva di un prezzo da pagare attraverso il dolore delle doglie del parto. Resta per l’Uomo-Edipo, aperta la sfida con il “demone-alleato” in lui ma «mentitore», da vincere. Ma vincere la Sfinge è come vincere la paura dei «numeri», di cui essa va fiera, simili al brillio di una fulgida gemma, per arrivare alle doti innate della mente, di un mistero matematico tenuto stretto nel pugno di Lucifero smanioso di supremazia.
Capito l’incanto insito nell’allusione alla gemma che viene posta sulla fronte del primo angelo della creazione, Lucifero?
È la pressione, simile a quella del centro del nostro pianeta terra, ove Dante colloca il fondo dell’Inferno della sua Divina Commedia. La spiegazione la si trova in un’altra versione etimologica di Sfinge, quella greca, oltre quella citata in precedenza. Qui viene detto così: Sfinge = lat. SPHINGS – acc. SPHINGEM = gr. SPHINGS – di cui Esiodo ha l’accusativo SPHIKA. I Greci dissero questa voce affine al verbo SPHIG-GO, serro, stringo, soffoco: ma invece è di origine forestiera.
Infine ecco il terzo atto scenico dell’enigma di Sfinge, del «gioco-giogo» sempre competitivo in tarda età dove c’è tutto e niente, un incerto “pugno chiuso” artificiale per una sorta di «trinità», abbozzo pedestre vagamente rassomigliante a quella con la lettera iniziale maiuscola, e il cerchio si chiude, contenti tutti.
Fra meraviglia e stupore, oggi, si raccolgono a migliaia intorno ad artisti fenomenali, così come mi è parso estrapolarlo dalla mappa di Perugia sotto la guida della relativa geometria topografica. Pochi o meno che pochi si chiedono come sia concesso a taluni di poter diventare superlativamente geniali e brillare come di luce propria. Ma è una cosa che non riguarda solo il mondo della musica, vale per il tutto dell'esistere umano.
Un tempo c'era consapevolezza sulla questione della solarità disposta peculiarmente in ogni uomo: in chi per molto e in chi per poco più di niente. Però accadeva, come per Gesù ritenuto «figlio del falegname», che non si poteva credere assolutamente che potesse affermare cose che solo i maestri del tempio potevano sapere e perciò lo accusavano di essere figlio del demonio. Guardate ora il disegno che ho fatto, ma non a bella posta: non può essere che davvero il demonio (ritenuto “servitore” di Gesù), da intendere quale «Sfinge» peculiare e, in qualche modo, “rabbonita”, si sia architettata con “surrogati pseudo umani” a fare il miracolo della celebrità del perugino rock star sopra in bella mostra?
Ecco, vi propongo di valicare la porta di questo sito per saperne di più sulle stranezze, a di poco, della nostra Sfinge rabbonita, non prima di leggere accanto alcune vecchie curiosità che la riguardano.
Sfinge rabbonita per scambio
Zyxxy si dilaniò, non più possente.
Con l'uomo, or si mostra penitente
e con la xyzzy lavora la sua mente.
Torna alla home Torna su

Il geometra pensiero in rete di Gaetano Barbella