Home Mi Presento I miei studi Siti Consigliati Contattami
Il concorso del caso in fatti esoterici di due italie
Gaetano Barbella
martedì 31 maggio 2011
Agonia. Carta geomantica di Bagnolo Mella (BS) eseguita dall'autore.

Il fascio littorio consegnato a Mussolini

Tratto dal libro: INTRODUZIONE ALLA MAGIA a cura del Gruppo di Ur, vol. III, p. 382, Edizioni Mediterranee.

LA « GRANDE ORMA »: LA SCENA E LE QUINTE

Sulla fine del 1913 cominciarono a manifestarsi segni, che qualcosa di nuovo richiamava le forze della tradizione italica. Questi segni, ci furono direttamente palesi. Nel nostro «studio», senza che mai si potesse spiegare per quali vie fosse giunto, rinvenimmo, in quel periodo, un foglietto. Vi era tracciata, schematicamente, una via, una direzione, un luogo. Una via oltre la Roma moderna; un luogo, là dove nel nome e nelle silenti auguste vestigia sussiste la presenza dell’Urbe antica. Indicazioni successive, avute a mezzo di chi allora ci faceva da tramite fra ciò che ha corpo e ciò che non ha corpo, confermarono il luogo, precisarono un compito e una data, confermarono una persona. Fu nel periodo sacro alla forza che rialza il sole nel corso annuale, dopo che ha toccato la magica casa di Ariete: nel periodo del Natalis Solis invicti, e in una notte di tempo minaccioso e di pioggia. L’itinerario fu percorso. Il luogo fu trovato. Che l’inusitata uscita notturna di chi agì non fosse in alcun modo rilevata; che chi condusse, di nulla poi si ricordasse; che nessun incontro avvenisse e, poi, che il cancello dell'arcaico sepolcro fosse aperto, e il custode assente – tutto ciò fu, naturalmente, il «caso» a volerlo. Un breve scalpellamento rivelò una cavità nella parete: In essa, stava un oggetto oblungo. Lunghe ore occorsero per disfare un esterno avvolgimento, simile a bitume, indurito dai secoli, che infine lasciò apparire ciò che esso proteggeva: una benda e uno scettro. Sulla benda, erano tracciati i segni di un rito. Ed il rito fu celebrato per mesi e mesi, ogni notte, senza sosta. E noi sentimmo, meravigliati, accorrervi forze di guerra e forze di vittoria; e vedemmo balenar nella sua luce le figure vetuste ed auguste degli «Eroi » della razza romana; e un «segno che non può fallire» fu sigillo per il ponte di salda pietra che uomini sconosciuti costruivano per essi nel silenzio profondo della notte, giorno per giorno. La guerra immane, che divampò nel 1914, inaspettata per ogni altro, noi la presentimmo. L’esito, lo conoscevamo. L’una e l’altra furono visti là dove le cose sono, prima di essere reali. E vedemmo l’azione di potenza che una occulta forza volle dal mistero di un sepolcro romano; e possedemmo e possediamo il breve simbolo regale che le aprì ermeticamente le vie del mondo degli uomini...

...Continua sul >pdf<
Torna alla rubrica Torna su

Il geometra pensiero in rete di Gaetano Barbella