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Diario del capitano, data stellare 200901.06
Gaetano Barbella
martedì 6 gennaio 2009
Stargate
Illustrazione 1: Fotogramma dal film Stargate.

Prolusione

Non sembra essersi dimostrata in quest'epoca una buona cosa del destino far mescolare le cose dell'antica Inghilterra, Scozia e Bretagna, con quelle dei romani di Giulio Cesare e dei suoi successori imperatori di Roma, presi per la conquista a cominciare, dei Galli e oltre il loro mare..., ma poi per mano di un giovane esperto di "geroglifici" si rivela di smisurata portata scientifica...

Introduzione

Non lasciatevi ingannare, la prolusione introduttiva non è quella di uno storico ma riguarda una riflessione di un certo mio viaggio fantascientifico misto a surrealtà, come quelli della serie televisiva Stargate SG1 attraverso l'arcaico Anello che si vede sopra in figura e che nella versione originale del film omonimo fu attivato grazie ad un giovane studioso dell'antico Egitto. Nel mio caso il viaggio oltre l'Anello è a ritroso nel tempo al punto da risalire alle leggende che nacquero in Inghilterra in seguito alle conquiste romane delle terre dei suddetti Celti appunto, ma è una storia intravista in un insolito ed originale modo come si vedrà.
Della razza celtica, in seguito alle conquiste romane, sappiamo di Artù, un leggendario re romanizzato, del mago Merlino e della sorella e amante di Artù, la fata Morgana e delle loro vicende delle quali si è incerti a ritenerle tutte pure leggende. Questo è appena un incerto esordio storico si e no, tutto da vedere, che mi ha spinto a fare questo viaggio nel tempo, ma intanto facciamo un bel balzo in avanti per portarci ai giorni nostri, fino ad oggi che è il giorno della prima settimana del 2009 e manca niente per l'Epifania, quanto basta per finire di redigere il presente "Diario del Capitano, data stellare 200901.06", mettendola anche in un altro modo fantascientifico non senza surrealismo, ma relativo ai giorni nostri.
Un'altra mescola di due modi di concepire storie di fantascienza, con un vascello, l'astronave Enterprise, e l'anello arcaico di Stargate GS1 suddetto. Il vascello può essere paragonato al nostro secondo corpo che gli esoterici chiamano Eterico o Doppio Eterico perché si identifica esattamente con il corpo fisico, sopravanzandolo di alcuni centimetri e vi si differenzia perché è pura energia; mentre l'Anello arcaico è ciò che collega i due corpi e questo permette di vivere. Per l'Enterprise mi riferisco ad un'altra serie di film, quella di Star Trek e del capitano Kirk, il capitano del "Diario" appunto.
Oggi è anche il giorno della Befana e stuzzica, non solo ai bambini ma anche i grandi, l'idea di capire che, nelle cose che qui ho scritto, portano a sfiorare misteri nascosti, storie antiche e vicende attuali in un modo simpaticamente attrattivo. Poi chi mi legge, riuscendo a valicare la frontiera della fantascienza per legarla alla vita reale, chissà potrebbe convenire appieno sulla prolusione iniziale di questo mio "diario di bordo".
Dunque ho pensato di scrivere delle cose che possono essere considerate alla stregua di due concezioni, una curiosamente surreale, come già chiarito, e l'altra assolutamente ineccepibile, poiché si tratta di una luminosa geometria che verso la fine diventa una straordinaria esibizione matematica e meccanica delle macchine davvero fuori dal comune, tale da non essere ancora stata concepita dai moderni accademici della scienza. Insomma è un tutto assai utile a sapersi. Due concezioni dunque,per uno strano connubio difficile a legarsi, tuttavia l'uno e l'altro lato appena detti - questo è la cosa assai seducente - sembrano fatti per stare bene insieme, come se si guardassero ad un immaginario specchio: appunto, proprio quello delle magie della fata Morgana, giusto a cominciare in un'immagine di lavoro artistico, tratto dal web, su cui si incentra gran parte di una tematica dalle sembianze parascientifiche (ma si tratta di una storia fantascientifica) fuori dal comune che ho riportato per filo e per segno su questo "diario di bordo".
Si tratta di un post di un Forum del web, quello di Teoderica, in cui si presenta una figura all'insegna della fata Morgana e il titolo è appunto "Nel calderone di Morgana". Purtroppo questo post non compare più sul web perché l'amica Paola (che si faceva chiamare Teoderica dai convenuti al suo blog, ma poi no) ha deciso di cancellare ogni cosa del suo blog e cominciare daccapo, precisamente il 18 dicembre scorso con il post "Più forte della morte è l'amore". Tuttavia ella mi ha chiesto di pubblicare un mio studio sull'immagine da lei prodotta per il post suddetto, ora non più, che le avevo inviato per posta elettronica.
Può sembrare magico o comunque fantasioso, ma questo studio sembra costituire qualcosa di prezioso di Morgana in seno all'amica Paola che in precedenza è Teoderica (personaggio celebre di una seconda Roma, quella dell'impero d'oriente che ci detta la storia), come di un certo Mosè da porre in salvo e con questo diario personale come si vedrà, infatti, si sviluppa tutta una trama che lo dispone per la salvezza di concezioni "intime" inerenti una certa antica "coppia edenica". Poi vedremo effettivamente a cosa miro con questi misteriosi due arcaici. Perciò non dirò ancora nulla sulla natura di queste "intime" concezioni, perché sarà tutto chiaro nell'approssimarmi alla fine della stesura di questo mio "diario" grazie alle ultime battute di Teoderica nel post successivo a quello impostato su Morgana, anch'esso cancellato. Si trattava di un arcano segreto posto nelle mani di Teodora imperatrice romana d'oriente...
Come anzidetto, su questa immagine di Morgana si incentrerà poi tutta una disquisizione e proprio qui la geometria farà da decisivo anfitrione alle concezioni appena presentate. Ma poi, come appena rivelato, ne presenterò un'altra del suddetto Forum e questa fornirà la risposta alla prolusione iniziale per dar seguito a mie concezioni di ordine matematico...
Intanto cosa ci suggerisce l'Anello di Stargate, preso come simbolo, oltre al fatto di costituire nel film relativo quale porta di transito? Diremo che ci porta alla concezione di unione, collegamento, sintonia e via dicendo. Perciò per argomentare concezioni probabili (per il momento sul piano della fantasia, mettiamo, ma cum grano salis però...), in coda alla prolusione in questione, occorre che un immaginario "anello" sia capace di unire ogni cosa ipotizzata con la mia persona in qualche modo per far fede a tutto ciò che scrivo sul presente "diario di bordo". Anche questo è un anello che si deve chiudere ed è la condizione fondamentale.
Per il post, Nel calderone di Morgana, dell'amica Paola, verrà il giusto momento per presentarlo, ma intanto parliamo della fata Morgana che vi attiene.

Il Santo Graal in Sicilia

Dunque dal lato della leggenda - per portarci sulla strada che conduce a me -, e che trova in Morgana la giustapposizione, è interessante il legame che unirebbe, ma apparentemente con l'inganno, gli antichi Celti alla terra italica ed in particolare alla Sicilia: giusto l'analogo legame voluto dal destino con l'invasione dei romani della terra anglosassone della citazione iniziale di incerto destino. In questa migrazione, il perno su cui ruotano le vicende è il Santo Graal.
Sono in molti gli studiosi a occuparsi di questa preziosa coppa che poi, come farò vedere, approda in Sicilia.
Ne colgo uno di notevole mole esoterica, il filosofo e maestro Rudolf Steiner che sembra farvi buona luce con la sua Antroposofia.
Nel libretto di Bernard C.J. Lievegoed, «Le correnti di Misteri in Europa e i nuovi Misteri», edito da Antroposofia Milano, il Graal viene presentato come una «cosa», appunto, poi una «pietra» e infine un «calice». Perciò la «cosa» risulta collegata al «calice» che, chiaramente, porta al mistero del sangue di Cristo, lo stesso calice dell'ultima cena. Ecco il punto di partenza della leggenda intorno a questo calice che viene portato da Giuseppe d'Arimatea, dopo avervi raccolto il sangue che fluiva dalle ferite mortali del Cristo crocifisso, in Europa fino a comparire in Inghilterra. Il resto ci è pervenuto attraverso la saga leggendaria di re Artù e dei cavalieri della Tavola rotonda.
Non è escluso di conseguenza un tutto frammischiato dalle concezione locali legate a magici fatti in cui troneggia il noto mago Merlino e la fata Morgana. Ma senza farci deviare da tutto ciò, quel che vale è risalire all'argomentata «cosa-pietra-calice-graal» sede di uno fuoco vitale alla base, appunto, della vita sulla terra: la «Fenice risorgente dalle fiamme» in continua evoluzione.
Ecco che si illumina la mente nel capire che con Artù, che in irlandese si dice Earth, significa roccia o terra e che i greci intravedevano nella dea Gea e i romani in Tellus la dea analoga della fertilità. Naturalmente l'uomo del tempo antico aveva bisogno di antropomorfizzare simili divinità ed ecco un vero Artù, personaggio storico capace di assomigliare al "domatore" della forza attiva riposta nella terra, un certo drago da uccidere ed incarnarne i poteri. Perciò l'estrazione della leggendaria «spada» dalla roccia a questa concezione porta. Ma è vero anche che si tratta di un potere, come di un fiore (l'emblema della rosa dei Rosacruciani per esempio), che è potuto spuntare in diverse altre parti della terra. Ed ecco che si fanno strada storie e leggende come quelle che coinvolgono la Sicilia quale fantastico luogo d'arrivo del migrare delle cose graaliche legate al «calice» del sangue di Cristo che in prima istanza lo vedono posto presso il pozzo, cosiddetto sul posto "Chalice Well", adiacente all'Abbazia di Glastonbury non tanto distante dalla capitale d'Inghilterra, Londra.
Si suppone persino che sia opera dei Normanni questo misterioso trasbordo, confermato anche da una nobile leggenda sul conto di Ruggero il Normanno che liberò la Sicilia dalla dominazione araba. Di conseguenza non poteva mancare in Sicilia lo scenario legato al re Artù "visto" ai "piedi dell'Etna", non senza quello della fata Morgana sempre premurosa per il fratello e amante Artù ferito mortalmente in uno scontro con il figlio Moldred nato dall'unione incestuosa con lei.
Non fanno meraviglia queste fantastiche concezioni perché ricorrono nei fatti saturni ossia tellurici, come quella del mito greco latino relativo a Era, Saturno e Giove. E così la famosa collina di Glastonbury, ove sembra fosse stato posta la tomba di re Artù, diventa il focoso Etna come a far delineare una corrente d'un fiume che riceve un affluente ingrossandosi.
Fenomeno ottico detto di fata Morgana.
Illustrazione 2: Fenomeno ottico detto di fata Morgana dovuto alla rifrazione dei vari strati di aria del posto.
La leggenda, poi, perfeziona ogni cosa con Morgana che si insedia nei paraggi, tra l'Etna e lo stretto di Messina, nel mare, il suo elemento congeniale, e naturalmente non manca di costruirsi un bel palazzo di cristallo. Morgana troneggia così in questo tratto di mare che diventa infido a causa sua. In modo leggendario viene dipinta così la sua arte ammaliatrice. Ella esce dall'acqua con un cocchio tirato da sette cavalli e gettando nell'acqua tre sassi, fa diventare il mare come un cristallo capace di riflettere immagini di città distorgendo la realtà. E così, grazie alle sue abilità, la fata Morgana riesce a fuorviare il navigante che, ingannato dall'illusione prodotta dal movimento di immagini inesistenti in quel punto visivo, crede di approdare a Messina o a Reggio, ma in realtà naufraga nelle di lei braccia. Sappiamo oggi che si tratta di un fenomeno ottico che si ammira spesso nello stretto di Messina e nell'isola di Favignana a causa di particolari condizioni atmosferiche. Infatti desta la curiosità turistica il fatto di guardare da Messina verso la Calabria e vedere come sospesa nell'aria l'immagine di Messina e, viceversa, guardando da Reggio Calabria verso Capo Peloro, si vede nello stretto Reggio. E' un fenomeno della fisica ottica che a scuola si impara a capirlo ed è chiamato appunto «fata morgana» (illustrazione 2).
Grammichele in Sicilia
Illustrazione 3: Planimetria di Grammichele di Sicilia che sembra un calice in mano misteriosa nell'atto di far versare il suo contenuto.
Ora mi preme riallacciarmi al pensiero steineriano, lasciato in sospeso, che non menziona il mio supposto trasmigrare del Graal in Sicilia. È una ipotesi che mi viene suggerita dalla particolare geometria della disposizione della planimetria di una cittadella della Sicilia meridionale, Grammichele (illustrazione 3), cosa che mi ha fatto pensare ad un calice. Ricordo che siamo sul piano di concezioni esoteriche che molto speso fanno da substrato a trame di storie fantascientifiche e fiabesche allestite da cineasti. Ecco che Grammichele porta al legame personale con la leggenda del Graal migrato in Sicilia poiché in questa cittadella nacque Luisa Sapio, la mia cara nonna paterna. Ma è appena un esordio perché aggiungerò note significative che vedono lo sposo della nonna Luisa, Gaetano Barbella, quindi mio nonno paterno, morto appena pochi anni dopo il loro matrimonio, significativamente in stretta relazione con l'Italia stessa, tanto più che la cosa trova giubilo in occasione della festa delle Forze Armate del 2 giugno 2002. Queste cose le dirò nel commento al post più volte citato, Nel Calderone di Morgana.

La captologia

Irretito, captologia
Illustrazione 4: Irretito. Secondo gli studiosi di captologia, arriverà il tempo in cui il computer diventerà una vera figura carismatica.
A questo punto conta entrare nei meandri di una storia-leggenda che vede l'Italia ed in particolare la Sicilia costituirsi quale seconda patria celtica e romana, però legati fra loro in modo instabile. E come ho fatto vedere, è Morgana che ha condizionato quest'unione, forse anch'essa incestuosa come lo era quella col suo fratello Artù.
É cosa del passato si direbbe, tuttavia ora sembra riaffiorare, attraverso le vicende italiche del momento che pongono in evidenza una crisi di valori giusto in relazione in seno alle istituzioni che mostrano incertezze e tentano di porvi rimedio. Sono cose che si profileranno in seguito a ragionamenti in coda alle mie concezioni geometriche della ormai familiare Morgana la figura del post che Paola ha eseguito come se fosse mirabilmente ispirata.
Siamo a riparo dall'essere incolpati di eresie poiché sin da principio ho detto che si tratta di un fantascientifico diario di un certo "capitano", appena rientrato da una sua missione fuori dal tempo, in sostituzione di una vecchia befana ammalata.
In tema di inganni attribuibili alla fata Morgana, abbiamo visto in che modo scientifico è possibile capirli, solo che queste cose avvengono nel mondo dell'interiorità che gli esoterici chiamano Astrale. Comunemente diciamo infatti "pure astralità" di cose strane, ingannevoli e incomprensibili.
Perciò per stare con i piedi a terra, la mia supposta magia sugli inganni possiamo accostarla - mettiamo - alla nuova disciplina sociologica chiamata captologia che riguarda una tecnologia di Internet.
Cosa è la captologia? Gli esperti la definiscono un mezzo di persuasione per modificare i nostri pensieri.
A riguardo colgo da internet alcune informazioni essenziali che ho tratto da un pdf, scaricabile a questo indirizzo.
"Si chiama captologia (captology, in inglese) ed è un neologismo fresco di conio al quale d'ora in poi sarà meglio prestare molta attenzione visto che ciò cui si riferisce riguarda tutti noi nella maniera più insidiosa e subdola possibile. Il termine - acronimo di Computers As Persuasive Technologie («i computer come tecnologie persuasive») - richiama nel suono ma anche nel significato quello di captive, «prigioniero». E infatti la captologia è la nuova disciplina che studia come computer, nuove tecnologie interattive e Internet possono essere progettati per modificare pensieri e comportamenti, influenzandoci in maniera occulta, rendendoci - per l'appunto - loro prigionieri.
Un filone di ricerca il cui pioniere è BJ Fogg, psicologo sperimentale, direttore del Persuasive Technology Lab all'Università di Stanford e autore del saggio Tecnologia della persuasione (Apogeo), attraverso cui lancia un allarme: «Andiamo incontro a un'epoca in cui il computer saprà essere talmente persuasivo da assumere il ruolo di vera e propria figura carismatica, incluso quello finora tradizionalmente ricoperto da insegnanti, preti, allenatori, terapeuti, dottori, commessi, e via dicendo».
Attenzione perciò agli effetti letali della captologia del tutto somigliante alla magia illusiva della fata Morgana, cosa che è stata annoverata come "effetto camaleonte".
"Mi comporto come te e ti conquisterò", viene detto quale pericolo slogan cui stare attenti". "In America hanno dimostrato che la tecnica potrebbe essere usata anche dai politici".
"Secondo gli studiosi di captologia, arriverà il tempo in cui il computer diventerà una vera figura carismatica.
La chiamano «effetto camaleonte» e consiste nel replicare in modo subliminale atteggiamenti ed espressioni dell'interlocutore allo scopo di ingraziarselo. Sembra infatti che l'impalpabile percezione dei propri gesti «riflessi» predisponga positivamente alle argomentazioni della controparte. Non a caso è un trucco non di rado usato dai venditori più esperti. Ora però la sua applicazione a mezzo computer lo potrebbe trasformare da mero espediente da piazzista a vero e proprio metodo di manipolazione delle masse.".
Tutto questo è quanto basta per far capire che l'immagine di Morgana, editata in Internet da Paola attraverso suo Forum, sembra possedere incerti requisiti captologici. Ma è vero anche di aver posto in risalto che l'immagine artistica da lei prodotta in seno al suo post in discussione (che ancora non ho esposta, ma portate pazienza) è come se fosse frutto di una mirabile ispirazione. Si badi però, e continuo a ripeterlo, che ci stiamo addentrando in una storia dettata dalla fantascienza. È il capitano Kirk dell'astronave Enterprise, in me che sta scrivendo il suo diario di bordo, data stellare 200901.06.

Accenni sul film Stargate

Nel caso di questo mio ipotetico "diario di bordo", come già anzidetto, non ci sono circuiti del genere elettronico per legarlo chiaramente ad una concezione improntata alla captologia appena trattata, bensì ad argomenti di geometria di facile comprensione a tutti, perciò niente di astruso da luminari accademici. Linee e cerchi disposti a configurare una ipotetico transito di una virtuale porta del tempo, il calderone di Morgana appunto, non tanto diversa da quella della storia fantastica dei tempi moderni, così come viene proposta dal famoso film americano Stargate, del quale se ne è già parlato.
Geroglifici della lastra di pietra del film Stargate.
Illustrazione 5: Geroglifici della lastra di pietra del film Stargate.
Ricordate gli scavi archeologici presso la grande Piramide d'Egitto e poi il Grande Anello e gli strani geroglifici incisi su un coperchio di pietra (illustrazione 5)? E poi quel sorprendente giovane dottor Daniel Jackson, esperto di geroglifici, cui però nessuno nutriva stima, riuscì a tradurre una delle frasi incise sulla misteriosa lastra di pietra. Di qui lo sviluppo della storia che porta alla scoperta dell'astronave Ra atterrata su Abidos, valicando il Grande Anello reso attivo...
Non dimenticate questa storia fantascientifica che ci ha proposto il cinema, perché è frutto di una fata Morgana dei nostri tempi. Per dire che molte cose sue, oggi non meraviglia, possano essere ascrivibili alla captologia descritta in precedenza. Ma vedrete con sorpresa che Stargate ricompare intrecciata alle cose del mio "Diario di bordo, Stardate 200901.06". La figura di Morgana esposta sul web ad opera dell'amica Paola, che poi si vedrà finalmente, verrà considerata come un'analoga lastra di pietra che io, un secondo dott, Jackson, decifrerò.
Ora basta su questi preamboli del mio "diario di bordo" e veniamo alla mia storia fantastica del 6 gennaio 2009.
Tutto ha inizio, esattamente il 5 dicembre dell'anno da poco trascorso, collegandomi con il blog di una cara amica, "Il Forum di Teoderica". È una cosa che faccio spesso attratto dai bei disegni fatti dall'amica, che si fa chiamare Teoderica, ma in realtà è Paola il suo vero nome. Sono precisazioni di cose già dette che occorreva fare per iniziare il discorso sul post, Nel calderone di Morgana, tante volte nominato. Il disegno di quel 5 dicembre mi sembrò diverso dai soliti presentati da Paola, al punto da esserne attratto per la mia inclinazione a leggervi eventuali messaggi ivi celati. E in questo caso fui immediatamente preso, quasi a fare la stessa parte di quel dott. Daniel Jackson del film Stargate sopra menzionato, pronto a decifrare geroglifici che a modo mio peculiare mi pareva di intravedere nel disegno del Forum di Teoderica, intitolato Morgana. Giusto in coerenza del fatto che la cosa all'insegna di una maga, Morgana appunto, poteva essere accostata ad una lettura delle carte dei tarocchi del chiromante. Si capisce subito che la mia tecnica di lettura esula da questo genere arcaico, perché ho accennato all'inizio il lato della geometria per il racconto appena ai preamboli. Si tratta della stessa geometria attinenti le opere d'arte del passato (specie del Rinascimento), cosa che si basa sulla scomposizione dell'immagine nei suoi possibili elementi geometrici essenziali. E sappiamo che tali opere erano impostate scheletricamente all'insegna della sezione aurea ed altro basato su circoli e forme ideografiche come l'esagramma, pentagramma e altro.
Ma è bene fare questa domanda, nel procedere in questo modo per l'immagine di Morgana: a che serve la geometria che via, via si delinea? Solo a dire esultanti, magari, che determinati dettagli di quest'opera - mettiamo che si tratti del Cenacolo di Leonardo da Vinci -, e precisamente Gesù fra gli apostoli, questi è configurato esattamente in un triangolo equilatero? No. Infatti in tal caso viene subito da pensare alla Trinità propria del Cristo in lui. Infatti non c'è critico d'arte che non convenga su questa deduzione.
Quindi la stessa cosa sarà per l'annunciata figura di Morgana sotto i riflettori della mia geometria.
Infatti, in aderenza alla suddetta spiegazione del triangolo equilatero di Gesù del Cenacolo, mi è venuto di fare una prolusione che mi è sembrata confacente a prima vista, giusto una velata sintonia con il quadro scenico offerto dalla suddetta immagine assai magnetica, di indubbio effetto magico. Poi vedremo che questa prolusione ricorre costantemente nelle varie fasi evolutive dell'indagine sulla figura in causa, mentre procede il viaggio a ritroso della mia Enterprise nel tempo. Sarà il filo conduttore.

La vittoria di Cesare del 2 agosto 47 a.C.

«Subito marciò contro di lui con tre legioni e dopo una gran battaglia presso Zela lo fece fuggire dal Ponto e distrusse totalmente il suo esercito. Nell'annunziare a Roma la straordinaria rapidità di questa spedizione, scrisse al suo amico Mazio tre sole parole: "Giunsi, vidi, vinsi".»
Dalla Vita di Cesare (50,6) del biografo greco Plutarco

La promessa di Giulio Cesare

Durante la battaglia di Farsalo venne promesso in voto da Giulio Cesare un tempio alla dea Venere. Il tempio doveva essere dedicato a "Venere Vincitrice", come quello edificato dal rivale Pompeo alla sommità del suo teatro. L'epiteto Giulio allude alla mitica discendenza del dittatore, attraverso Iulo, progenitore della gens Giulia, da Enea, figlio della dea, ma si riferisce anche all'aspetto della divinità in quanto legata al rifiorire primaverile della natura.
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Il geometra pensiero in rete di Gaetano Barbella