Noi Napoletani, è risaputo, siamo alquanto  beffardi nei confronti delle autorità
        precostituite, ivi compresa quella ecclesiastica, ciò nonostante non gradiamo che venga
     minimamente messo in discussione il potere del Principale Santo Protettore di Napoli:
                         San Gennaro.  Ianuario era il vero nome di S.Gennaro.
                         Discendeva, infatti dalla famiglia gentilizia Gens Januaria sacra al bifronte dio
                        Giano. Quindi Gennaro (trasformazione napoletana di Ianuario) non era il suo
        nome, bensì il cognome. Fonti non ufficiali affermano che il suo nome fu Procolo. Al di la' di
                 questo, che andava chiarito, Gennaro resta, senza dubbio, una delle figure piu' famose nel
                    panorama partenopeo e si puo' tranquillamente affermare che e' noto in tutto il mondo.

L'Urbs sanguinum, ovvero la "città dei sangui", è Napoli, e cosi fu definita nel 1632 da un osser...

Il miracolo di San Gennaro si è perpetuato fino ai giorni nostri e si rinnova due volte l'anno, per la maggior gloria della città di Napoli e la maggior confusione degli atei. I fedeli che si sono affidati e che si affidano al momento cratofanico del sangue che si scioglie sono stati salvati dalla fame, dalla peste, dalla lava del Vesuvio, dai terremoti e saranno salvati dalle malattie dai momenti critici e da ogni stato di trascendenza irrelata. Il Santo a cui le cosiddette ‘’parenti di S Gennaro’’ rivolgono preghiere di protezione, difesa e consolazione è presente e vivo “ Potenzia di S Gennaro, pruteggetece, Sangue di S Gennaro, defendetece”. San Gennaro non sarebbe esistito senza Napoli, né Napoli potrebbe esistere senza San Gennaro. I Normanni hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha scacciati. Gli Svevi hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha scacciati. Gli Aragonesi hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha puniti. Gli Angioini hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha scacciati. Gli Spagnoli hanno tiranneggiato su Napoli, ma San Gennaro li ha battuti. Infine i Francesi hanno occupato Napoli, ma San Gennaro li ha messi alla porta.

Il miracolo di San Gennaro si è perpetuato fino ai giorni nostri e si rinnova due volte l'anno, per la maggior gloria della città di Napoli e la maggior confusione degli atei.
I fedeli che si sono affidati e che si affidano al momento cratofanico del sangue che si scioglie sono stati salvati dalla fame, dalla peste, dalla lava del Vesuvio, dai terremoti e saranno salvati dalle malattie dai momenti critici e da ogni stato di trascendenza irrelata. Il Santo a cui le cosiddette ‘’parenti di S Gennaro’’ rivolgono preghiere di protezione, difesa e consolazione è presente e vivo “ Potenzia di S Gennaro, pruteggetece, Sangue di S Gennaro, defendetece”. San Gennaro non sarebbe esistito senza Napoli, né Napoli potrebbe esistere senza San Gennaro. I Normanni hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha scacciati. Gli Svevi hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha scacciati. Gli Aragonesi hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha puniti. Gli Angioini hanno regnato su Napoli, ma San Gennaro li ha scacciati. Gli Spagnoli hanno tiranneggiato su Napoli, ma San Gennaro li ha battuti. Infine i Francesi hanno occupato Napoli, ma San Gennaro li ha messi alla porta.

                                               Madonna mia,
te ringrazio c' 'a faccia'mbruscenata pe' terra ca m'hé fatto vedé'
na bbona e santa nuttata, comme spero 'e vedé' na bbona e santa jurnata.
Faccia 'ngialluta (1), accurre e stuta 'sta vampa de lo 'nfierno.
Ora pro nobis.
San Gennaro mio potente, scioscia chesta cennere e sarva tanta gente d' 'a morte e lav' ardente.
Ora pro nobis.
Miserere! Miserere! So' 'e peccate, so' 'e peccate! San Gennaro miserere, San Gennaro ora pro nobis.
Dille a Dio, a Cristo a 'e Santi ca pentite simme nuje,
ca peccà' cchiù nun vulimme.

(1) Invocazione a San Gennaro espressa dal popolo di Napoli in occasione della disastrosa eruzione del Vesuvio avvenuta alla metà' di giugno del 1794 accompagnata da scosse di terremoto e pioggia di cenere.

Il sangue, custodito in una ampolla nel Duomo di Napoli, si scioglie il 19 settembre, il sabato precedente la prima domenica di maggio e il 16 dicembre.
Oltre che a Napoli, il miracolo si verifica pure quasi simultaneamente nella chiesa di San Gennaro alla Solfatara di Pozzuoli, sulla pietra su cui la tradizione vuole fu decapitato il Santo.

Ritornando a San Gennaro pare che quello del sangue che da solido diventi liquido non sia l’unico evento miracoloso attribuito al santo: la Passione Vaticana descrive di un ordine da parte del prefetto Timoteo di uccidere durante le spietate persecuzioni di Diocleziano, Gennaro per il suo ostinato rifiuto a rinnegare la fede cristiana; ma le lame dei coltelli dei carnefici, pur attraversandogli il corpo, non gli provocarono alcun male. La Passione Vaticana inoltre ricorda il tentativo dello stesso Timoteo di dare Gennaro in pasto alle belve ma ancora una volta il prefetto venne sconfitto perché introdotte dell’arena, di Pozzuoli, le belve divennero mansuete: un orso si avvicinò allora vescovo di Benevento che lo benedisse e lo accarezzò. Sono passati secoli e secoli dal 19 settembre 305 giorno in cui nei pressi della solfatara di Pozzuoli avvenne la decollazione di San Gennaro: la lama del carnefice con un colpo secco recise il capo del martire. Una donna pietosa furtivamente ne raccolse il sangue in due ampolle di vetro per farne oggi una reliquia oggi celebre in tutto il mondo, conservata , dopo varie traslazioni nella cappella del Tesoro in Duomo. Nel 431 in occasione del trasferimento delle requie del Santo da Pozzuoli a Napoli un'altra donna presentò al vescovo ed altri rappresentanti dell’alto clero le due ampolle contenenti il sangue coagulato del martire. Il sangue quasi per attestare la veridicità della donna , si liquefece all’improvviso sotto gli occhi dei presenti e di una folla accorsa gridando al miracolo. Ciò come già detto si ripete due volte all’anno.

Faccia gialla!
faccia senza culore!
faccia ‘ngialluta
nun fà ‘o traditore!
fancillo ‘stu "Miracolo" fa ampresso
ca te mannammo cientomila "Messe"!
..E si vuò chesto, pe’ ‘m’accuntentà
t’ ‘o cerco "Addenucchiato"... San Gennà!
(G.Russo)

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I numeri di San Gennaro: 9-15-18-53-55

Sul fenomeno della liquefazione dei Sacri Grumi contenuti nelle antiche ampolline,il Vaticano per verità ha sempre tenuto un atteggiamento molto prudente. Le fonti ecclesiastiche lo hanno sempre definito con termine laico "prodigio". Non hanno mai parlato ufficialmente di miracolo, anzi nel maggio 1965, con S.Nicola di Bari, S.Luigi dei Francesi, S.Giorgio e S.Filomena, viene concesso soltanto un Culto Locale e facoltativo.


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