La Casa Santa dell'Annunziata: L'origine del cognome ESPOSITO



                          LA CASA SANTA dell'ANNUNZIATA
                          Con Innocenzo III inizia la pratica di raccogliere bambini abbandonati presso
                           case di accoglienza, fu egli infatti che volle un brefotrofio presso l’attuale
                           ospedale S. Spirito di    Roma. La Casa Santa dell'Annunziata o Ave Gratia Plena,
                           fu eretta nel XIV secolo in epoca angioina come ex voto di due nobili napoletani
                            liberati dalla prigionia. Vi fu poi istituita una confraternita di Battenti e Repentiti,
                            cui si iscrissero i maggiori feudatari del Regno, che fondò un ospedale per gli
                            infermi poveri. Ma il ritrovamento nel 1322 di una neonata su cui era scritto
                             "buttarsi per poverta" fece si che da quel momento lo scopo principale dell'
                             opera pia fu accogliere e nutrire i trovatelli.  Nel 1343 la Regina Sancia di
                             Maiorca, seconda moglie del Re Roberto D'Angio, eresse a sue spese una
                             nuova chiesa con un grande ospizio moltiplicando le opere di beneficenza.
                              Ospizio per l'Infanzia abbandonata, i cosiddetti «figli della Madonna o figli d'
anunziata», ma anche ospedali per gli Infermi e pure un Banco di prestiti su pegni. Un dissesto
finanziario nel 1702 causò il fallimento del Banco dei Pegni limitando l'attività dell'opera pia alla
sola assistenza dei bimbi abbandonati. Uno spaventoso incendio poi distrusse gran parte dell'
edificio dell'ospedale e l'intera chiesa nel 1757. Il complesso fu ricostruito successivamente su
progetto del Vanvitelli.

LA RUOTA degli "ESPOSTI"
All’esterno, al di sopra della ruota, vi era un puttino di marmo con la scritta: “O padre e madre che qui ne gettate / Alle vostre limosine siamo raccomandati”. il passaggio attraverso il muro, per mezzo del torno, trasformava i bambini in "figli della Madonna" “figli d’a Nunziata” o “esposti”.
La buca dell’Annunziata fu rimpicciolita da un palmo quadrato a tre quarti di palmo per limitarne l'ingresso ai soli neonati, ma accadeva che le madri cospargessero di olio i loro bimbi più grandi causando spesso lesioni interne e fratture agli arti.
Alcuni neonati venivano trovati con al collo un foglio di carta con il nome dei genitori, o qualche pezzo di oro o di argento. Tutto quello che indossavano qualsiasi segno particolare veniva annotato in un registro, ogni cosa che potesse servire, un giorno, al suo riconoscimento. Accadeva anche che la madre o il padre tornassero a riprendere il proprio figlio o che la madre si presentasse come balia riuscendo ad allattare il bambino ricevendone anche un compenso.
Le condizioni di vita per questi bimbi era pessima all'interno della Santa Casa, molti "esposti"morivano entro la prima settimana di permanenza,i più fortunati venivano affidati a balie esterne sotto compenso. O,per quelli ancora piu' fortunati,c'erano coppie senza figli che si recavano al brefotrofio per adottarne uno, dopo averne fatta regolare richiesta al Governatore dell’opera pia.
Tutti i bambini ricevevano il nome di battesimo dalla balia che li aveva in carico, il cognome era uguale per tutti: Esposito. Gioacchino Murat volle l’abolizione di tale usanza nel 1814 mentre la ruota venne definitivamente abolita nel 1875 ma il brefotrofio le sopravvisse per oltre un secolo.

Ma chi, in numero crescente nel corso del Settecento e agli inizi dell’Ottocento, e perché, rinun...

Il numero dei bambini abbandonati durante il Settecento non è un evento che si verifica solo a Napoli: a Roma questi bambini abbandonati prenderanno il cognome «Proietti», in Toscana ed in Umbria « Diotiguardi» e «Diotiallevi» e tale evento si verificherà in tutta Europa. Poiché dopo la Controriforma i figli innaturali erano
considerati degli illegali, esclusi dalla società, la scelta di mostrare il proprio figlio, affidandolo ad un'opera pia, poteva significare dargli un avvenire sempre che fosse sopravvissuto all'altissima percentuale di decessi che caratterizzava all'epoca questi tipi di educandato. La collocazione dei neonati nella «Ruota» assumeva un valore figurativo poiche' il trapasso attraverso il muro per mezzo del «Tomo» trasformava il bambino in «figlio della Madonna» ed è con questo nome che per secoli furono chiamati gli «Esposti dell’Annunziata».

archivio storico dell'Annunziata, registro

il '"merco" dell' esposto

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L'archivio cartaceo tra registri, fasci e fascicoli, comprende circa 7.500 unità archivistiche che si riferiscono alle diverse attività della Casa Santa, dalla gestione del suo patrimonio, all'attività del Banco e vanno dal XV secolo al 1950. Si distinguono tra questi le serie Deliberazioni e Filze dei Projetti, che riguardano i bambini anonimamente abbandonati attraverso la Ruota degli Esposti.