Una passeggiata nella città dove più che in qualunque altro luogo le cose belle vengono
enfatizzate con lo stesso eccesso usato per minimizzare le cose brutte. Dove tra
maremoti, terremoti, eruzioni del Vesuvio, epidemie di peste e di colera è successo di
tutto e chissà quant’altro avrebbe potuto succedere, se non ci fosse San Gennaro che la
protegge...
E' naturale che Napoli sia la città del mito e del soprannaturale dove la Morte, che ne ha
segnato storia e leggende, abbia un rapporto di confidenza che facilmente sfocia in
familiarità, disinvoltura di modi e di espressione, terreno fertile per umorismo e ironia.
Gli stranieri la visitano con circospezione ma al tempo stesso divertiti. Consapevoli di
trovarsi in un luogo unico al mondo, nel bene e nel male. “Napoli, l’unica vera metropoli
dell’Italia meridionale: una città bellissima e sporca, una città vivace e indisciplinata, una
città dalle molteplici sfaccettature, che come nessun’altra riesce ad attirare su di sé le
opinioni più diverse”.
Napoli, una citta sulla quale si è depositato un tale strato di narrazione da renderla non
visibile agli stessi napoletani.
Da qui la necessità di un ecologia dello sguardo, di un liberare soprattutto i sensi perchè
siano essi e non ciò che già si sa della città a guidare la conoscenza di una Napoli che è
anche rischio e sporcizia, che "ti ferisce a morte o ti addormenta" ma che è persino altro,
altro, altro.
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