L'origine del Quadrifoglio Alfa Romeo - Ugo Sivocci e le prime corse dell'Alfa-Romeo

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L'origine del Quadrifoglio Alfa Romeo

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Catalogo Alfa-Romeo, Linea Quadrifoglio Verde

La storia del Marchio Alfa Romeo

1910

L' emblema Alfa Romeo è il risultato della fusione di due stemmi: la Croce rossa in campo bianco del Comune di Milano e il Biscione della Signoria Viscontea. Nata col nome di A.L.F.A. Anonima Lombarda Fabbrica Automobili il 24 giugno 1910, la società sceglie a proprio emblema i due simboli chiusi in un disco con una corona che riporta in alto la scritta ALFA, in basso MILANO, e sui lati due nodi Savoia simboli della monarchia Sabauda. Tutto il marchio ha un diametro di 65mm.Lo studio per un nuovo marchio iniziò subito dopo la fondazione dell'A.L.F.A., azienda milanese che sorse sulle ceneri della Società Italiana Automobili Darracq. Il consiglio di amministrazione della neonata casa automobilistica ne diede incarico al primo progettista Giuseppe Merosi; il giorno successivo il più giovane dei disegnatori dell'Ufficio Tecnico, Romano Cattaneo, suggerì a Merosi di includere il Biscione visconteo.



Sul lato del serbatoio della benzina, di forma cilindrica posizionato trasversalmente dietro i sedili, è riportata la scritta ALFA. Non è un vero emblema ma è solo una scritta di forma circolare.



1918


La casa automobilistica del "Biscione" non ha mai modificato radicalmente il suo marchio. Le uniche modifiche rilevanti hanno riguardato il settore circolare esterno:
Nel 1913 le scritte dall'ottone passano allo smalto bianco.
Nel 1919, dopo l'acquisizione del controllo dell'azienda da parte di Nicola Romeo, la legenda diventò Alfa Romeo (uniti da un trattino) Milano

1925


Nel 1925 è stata aggiunta una corona d'alloro in metallo sbalzato in ricordo della vittoria dell'Alfa Romeo P2 al primo campionato del mondo di automobilismo mai organizzato nella storia.

Il diametro esterno divenne di 75 mm per essere poi riportato a 60 mm nel 1930.

Nel 1932 le vetture destinate in Francia portarono la legenda Alfa Romeo Paris, mentre l'anno successivo, per le vetture destinate al mercato estero, si tornò a usare la dicitura Alfa Romeo, con i due termini divisi da tre nodi sabaudi



1946

Nel 1946 (o l'anno prima per altre fonti), dopo la vittoria della Repubblica al referendum del 2 giugno, sono state inserite due linee ondulate in sostituzione dei nodi sabaudi.

Nel contempo, la dimensione fu portata a 54 mm e si usò, quale materiale di base, una lamiera rossa


Variante

Il marchio viene prodotto, ed inserito armonicamente fra le cromature della vettura, direttamente dai carrozzieri. Si possono quindi trovare molte varianti. Questo stemma con assenza del nome Milano è anteguerra come testimoniano i nodi savoia.



Variante

Marchio in metallo monocromatico montato su una 6C 2500 carrozzata Pininfarina del 1946, senza i nodi Savoia.



1950

Con la caduta della monarchia, vengono eliminati i due nodi "savoia" e al loro posto vengono disegnate due ondine e la grandezza del marchio ridotta a 54 mm.

Dal 1950, in occasione dell'inizio della produzione dell'Alfa Romeo 1900, il marchio ritornò all'ottone smaltato, cioè al materiale ampiamente utilizzato per fabbricare questi componenti prima della seconda guerra mondiale.

A partire dal 1960, il marchio divenne invece di materiale plastico


1972


Nel 1972, con la conversione dello stabilimento Alfasud di Pomigliano d'Arco alla produzione automobilistica, sono state tolte dal marchio la scritta Milano, le linee ondulate e il trattino che separava Alfa e Romeo, dando quindi al marchio un aspetto più "moderno" (restyling di Pino Tovaglia).

1982

Nel 1982 viene abbandonata la corona d'alloro ed il logo ha lo sfondo integralmente dorato (smalto su ottone), compresa la scritta
2015

Il 24 giugno 2015, in occasione dell'uscita della nuova Giulia e per il 105º anniversario della casa, viene eliminata la linea che separava i due campi della croce e del biscione; il nuovo campo si presenta puntinato con un motivo a fibra di carbonio bianco, l'omino e la corona del biscione diventano argentei così come la scritta Alfa Romeo, il cui tipo di carattere viene aggiornato, la cornice rimane blu scuro; il restyling del nuovo simbolo Alfa è opera dello studio Robilant&Associati.

1923 - IL QUADRIFOGLIO

Il Quadrifoglio, come marchio della squadra corse dell’Alfa Romeo lo si deve a Ugo Sivocci, pilota dell’Alfa Romeo dal 1920 al 1923, che dipinse un quadrifoglio verde su un rombo bianco quale simbolo scaramantico sulla sua RL preparata per la Targa Florio del 1923.

Con questa vettura, Sivocci vinse la Targa Florio di quell'anno e Antonio Ascari, con la stessa macchina, ma senza il disegno del quadrifoglio, si dovette accontentare del secondo posto.
Quasi a voler confermare le doti taumaturgiche del quadrifoglio, qualche mese più tardi, avvenne il tragico incidente nel quale perse la vita Sivocci, l'8 settembre 1923, sul circuito di Monza, durante le prove del Gran Premio d'Europa. La "P1" del pilota salernitano, uscita di strada in curva, era priva del quadrifoglio e tale coincidenza suscitò una notevole impressione tra i piloti, i meccanici e i tecnici del biscione.


Dalla stagione 1924, pur in assenza di disposizioni ufficiali, la calandra delle Alfa Romeo da competizione venne decorata con il quadrifoglio verde e, in memoria di Sivocci, il quadrato bianco fu sostituito da un triangolo, a significarne l'assenza.


Nel secondo dopoguerra il quadrifoglio venne utilizzato per contraddistinguere le versioni particolarmente sportive della produzione di serie Alfa Romeo, ad iniziare dalla "Giulia TI Super" del 1963, anche detta "Giulia Quadrifoglio".




Il quadrifoglio verde in seguito fu dipinto su un triangolo bianco e diventò lo stemma ufficiale delle auto da corsa Alfa Romeo  


2012
Elaborazione grafica
ricavata da foto personale dell'epoca

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In rete dall'aprile 1998
Ultima modifica:
settembre 2017
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