Mal di montagna acuto (MMA)

é la forma più comune e può comparire ad altitudini di appena 2000 metri.

è caratterizzata da cefalea, spossatezza, nausea, dispnea e disturbi del sonno.

L’esercizio fisico aggrava i sintomi.

Il MMA regredisce di solito in 24-48 ore ma, occasionalmente, come nella malattia da alte quote, evolve verso un edema polmonare e/o cerebrale.

I dati di laboratorio sono aspecifici e non sono utili per la diagnosi.

 

Edema polmonare da alte quote (EPAQ)

é una forma meno comune ma più grave, si manifesta abitualmente entro 24-96 ore dopo una rapida ascesa al di sopra dei 2500 metri. Nella maggior parte delle persone che raggiungono quote oltre i 2500 metri, i liquidi tendono ad accumularsi negli spazi interstiziali polmonari e vengono drenati dal sistema linfatico; quando questi liquidi si accumulano troppo rapidamente rispetto all’attività drenante, si sviluppa un edema alveolare franco.

Le vittime di un episodio di EPAQ potrebbero presentare una recidiva e dovrebbero quindi essere avvisati della possibilità di questa evenienza.

Le infezioni respiratorie, anche lievi, sembrano aumentare il rischio di EPAQ.

Recentemente, sono stati identificati soggetti che hanno presentato ripetuti episodi di EPAQ e sono stati definiti EPAQ-S (suscettibili), ma la ragione di questa suscettibilità è sconosciuta. Gli uomini presentano un rischio di sviluppare EPAQ 5 volte maggiore rispetto alle donne, ma il MMA e l’edema cerebrale da alte quote colpiscono entrambi i sessi con la stessa frequenza.

I bambini sembrano presentare un rischio lievemente aumentato, nel caso in cui siano residenti ad alte quote e, dopo una breve permanenza a basse quote, vi ritornino.

L’assenza di una delle arterie polmonari, una rara anomalia congenita, può aumentare notevolmente il rischio di EPAQ, anche a quote di appena 1500 metri.

I soggetti che sviluppino EPAQ ripetutamente o a quote insolitamente basse, dovrebbero essere esaminati per ricercare una patologia dell’arteria polmonare o un pregresso embolo polmonare.

L’EPAQ è considerato un edema ad alta pressione con aumentata permeabilità del microcircolo. L’eccessiva vasocostrizione di alcuni distretti è responsabile di iperperfusione in altri, ne consegue un’inversione del rapporto ventilazione/perfusione che viene considerata come la causa precipitante.

È di recente osservazione che una diminuzione dell’ossido nitrico alveolare, probabilmente dovuta all’assenza della sintetasi dell’ossido nitrico, sia un fattore importante nella suscettibilità all’EPAQ.

L’EPAQ è caratterizzato da dispnea ingravescente, tosse irritativa, che produce escreato schiumoso e spesso striato di sangue, debolezza, atassia e infine coma.

Sono inoltre frequenti cianosi, tachicardia e febbre di lieve entità, accompagnate da rantoli polmonari a piccole o a grandi bolle (spesso udibili anche senza lo stetoscopio), che possono indurre erroneamente a porre diagnosi di polmonite.

Una radiografia del torace mostrerà le linee di Kerley e un edema a chiazze, diverso però da quello dell’insufficienza cardiaca congestizia.

La pressione atriale si presenta normale, ma quella dell’arteria polmonare è superiore anche a quella riscontrabile nei soggetti sani durante un evento ipossico.

L’EPAQ può peggiorare rapidamente e possono sopravvenire nell’arco di poche ore coma e morte.

 

Edema cerebrale da alte quote (ECAQ)

Si ritiene che l’edema cerebrale sia presente, in grado moderato, in tutte le forme della malattia da alte quote.

L’edema cerebrale diffuso o a chiazze, osservabile con le scansioni della TAC, si ritiene contribuisca allo sviluppo dell’ECAQ e del MMA.

L’edema grave si manifesta con atassia, cefalea, confusione mentale e allucinazioni; la rigidità nucale è assente e non è necessaria per la diagnosi la presenza di edema della papilla; la pressione del LCR può essere elevata, ma il liquor è normale.

L’atassia deambulatoria è un segno predittivo affidabile e precoce.

Il coma e la morte possono sopravvenire entro poche ore dall’esordio dei sintomi.

L’ECAQ deve essere distinto dal coma dovuto ad altre cause (per esempio infezioni, accidenti cerebrovascolari, chetoacidosi) sulla base dell’anamnesi, dell’assenza di febbre significativa o di paralisi e del riscontro di parametri ematici e liquorali nella norma.

 

Mal di montagna subacuto infantile

Questa sindrome è stata descritta, per la prima volta, nei bambini cinesi della città di Han, nati o cresciuti ad alta quota. Una sindrome simile è stata descritta tra le truppe che hanno stazionato oltre i 6000 metri per mesi.

Entrambe queste sindromi sono caratterizzate da insufficienza cardiaca destra e dalla necessità di portarsi a quote inferiori per evitare la morte.

 

Mal di montagna cronico (malattia di Monge)

é una affezione rara che colpisce gli individui che risiedono ad alta quota da lungo tempo.

é caratterizzata da affaticamento, dispnea, dolori diffusi, policitemia e tromboembolie e presenta una stretta analogia con l’ipoventilazione alveolare (definita in precedenza sindrome di Pickwick (The “wonderfully fat boy” Joe, descritto da Charles Dickens in "The Pickwick Papers") che colpisce individui obesi e si manifesta con eritrocitosi, ipercapnia e sonnolenza, che ha portato anche a definirla come sindrome sonno-apnea (sleep-apnea) nella quale vi è certamente una diminuita sensibilità del centro del respiro alla CO2. Si ritiene che sia anch'essa provocata da un’insufficiente sensibilità del centro del respiro.

Il paziente deve necessariamente tornare al livello del mare, la guarigione è lenta e la patologia può recidivare se il paziente si reca di nuovo in alta quota.

Le flebotomie ripetute possono essere efficaci nel ridurre la policitemia, ma non rappresentano il trattamento ideale.

 

Copyright © 2005-2006 - Francesco Angelo Zanolli                                        Aggiornato in data 23 gennaio 2006