ISTITUITO IL COMITATO NAZIONALE WELFARE PER LA GENTE DI MARE:
Roma, 05 maggio 2006
Comitato di Welfare Marittimo: è polemica !!!
si aggiunge con plauso l’IPSEMA ma la Chiesa italiana, per voce del
Direttore Nazionale dell’Apostolato del Mare – Migrantes- CEI, si interroga
sulla grave assenza dell’Assoporti. Sembrerebbero temere il Welfare
marittimo contro il buon senso e la Convenzione Internazionale ILO 163 e
successive.
Siglata presso il notaio la nascita del Comitato Welfare dei Marittimi.
Lavorerà in sinergia per far conoscere la realtà di 2milioni di lavoratori
del mare e promuoverne i diritti.
Viva soddisfazione del Direttore nazionale dell’Apostolato del Mare, don
Giacomo Martino: “C’è ancora tanto da fare ma si può dire che si è fatto un
passo nella direzione giusta. L’attenzione da parte delle istituzioni e la
tutela dei diritti del marittimo sono destinati a crescere in termini
qualitativi. Non si comprende la grave e reiterata assenza dell’Assoporti
(Associazione Autorità Portuali Italiane) e mi auguro che senza ulteriori
indugi colga l’opportunità e la responsabilità di fare parte del Comitato
Welfare per offrire il suo indiscutibile e prezioso contributo”.
ROMA: È stato siglata stamane, 5 maggio 2006, dinanzi al notaio, la nascita
del Comitato per il Welfare dei Marittimi, istituito presso il Dipartimento
per la navigazione e il trasporto marittimo ed aereo del Ministero delle
infrastrutture e dei Trasporti lo scorso 13 aprile.
Il Comitato è frutto della sensibilizzazione operata negli ultimi tre anni
da don Giacomo Martino, direttore nazionale dell’Apostolato del Mare della
Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.
Il Comitato Welfare coordina le azioni dei singoli soggetti fondatori
(Ministero dei Trasporti, Comando Generale delle Capitanerie di porto,
Armatori di Confitarma e Fedarmare, Agenti marittimi della Federagenti,
Sindacati Marittimi internazionali dell’ITF, Federazione Nazionale Stella
Maris, IPSEMA ovvero Organismo Istituzionale per la Previdenza Marittima)
sui temi che pongano al centro dell’attenzione i marittimi e il
riconoscimento dell’associazionismo come parte integrale delle strutture
portuali. Si occupa inoltre della sicurezza e della qualità del lavoro. Tra
le priorità in agenda, vi è la ratifica della Convenzione ILO (International
Labour Organization) che tratta le tematiche del lavoro e ha dedicato ai
lavoratori marittimi diversi strumenti; L’Agenzia delle Nazioni Unite,
infatti, già nel 1987 ha elaborato una Convenzione (n. 163) e una
Raccomandazione (n. 173) che forniscono un quadro dettagliato di quelli che
sono i doveri di assistenza da parte delle comunità portuali (Stato e/o enti
locali) verso i marittimi che transitano nei loro porti. A febbraio di
quest’anno una nuova Convenzione ha ulteriormente allargato gli orizzonti
del Welfare marittimo.
Il bisogno si è fatto maggiormente stringente ora in seguito alla
attuazione, in Italia, del piano anti-terroristico ISPS. Per questo la
protezione dal mare come l'attivazione di controlli più stringenti sul
traffico container sono considerati prioritari. I vari stati di allerta
rischiano di isolare i marittimi ancora più di prima. Non solo i marittimi
extra-comunitari non potranno quasi più scendere a terra ma tutti i
volontari della Stella Maris rischiano di non poter più salire a bordo per
fare loro accoglienza. In tal modo si arriva al paradosso per cui il diritto
alla security lede altri diritti fondamentali della persona che lavora in
mare, riconosciuti anche al carcerato, (come la visita dei familiari, la
telefonata, l'ora d'aria giornaliera, la sicurezza sanitaria), minando non
di poco la qualità del lavoro e la stessa dignità della persona”.
A tal riguardo, il Presidente dell’Assoporti (Associazione Autorità Portuali
Italiane), Tommaso Affinita, in occasione della 43° Assemblea Generale,
asseriva che: “È importante che si arrivi a definire presto il quadro di
riferimento per la security, con l'auspicio che si eviti una sorte di
"overdose" normativa, (…) che rischiano di condizionare la fluidità dei
traffici portuali”. E, più avanti: “Assoporti non potrà accettare un
approccio che riduca il tema della security portuale (…) ad una
indiscriminata ed irragionevole "blindatura" dei nostri scali”. Don Giacomo
Martino ribadisce che “anche il Comitato Welfare è sensibile ai temi della
security ma soprattutto in relazione al lavoratore marittimo”. Per questo
condivide il problema suscitato dall’Assoporti estendendolo alla dovuta e
imprescindibile libertà di movimento dei marittimi che lavorano per
assicurare i traffici portuali, che costituiscono l’80% del fabbisogno
nazionale. Al contempo, come l’Assoporti è contraria alla blindatura delle
merci dovrebbe essere ovvio che lo fosse infinitamente di più a quella dei
marittimi, perché non restino quasi ostaggi senza volto e senza nome
all’interno delle navi o al massimo delle aree portuali. Sono fronti che
richiedono un lavoro di sinergia e di presenza allo stesso tavolo tra tutte
le realtà rappresentative e qualificate presenti nell’ambito marittimo.
Continua don Giacomo Direttore dell’Apostolato del Mare – Stella Maris: “La
reiterata assenza dell’Assoporti anche a questo secondo incontro, appare
assolutamente ingiustificata, perché dimostra una incapacità di fatto di
cogliere l’opportunità e la responsabilità di fare parte del Comitato di
Welfare. La Chiesa italiana non vuole che questa insensibilità di organismi
tanto importanti passi sottovoce. Già negli ambienti nazionali ed
internazionali del mondo marittimo ci si interroga sulle motivazioni reali
di questo “passo indietro” rispetto alle iniziali dichiarazioni di grande
disponibilità. Ritengo che la presenza di Assoporti possa invece offrire il
suo indiscutibile e prezioso contributo. Alle parole seguano i fatti
concreti”.
Il Comitato Welfare, assicurano i fondatori, diventerà
immediatamente operativo con alcune iniziative di mappatura nazionale dei
porti e delle richieste dei marittimi oltre alla sensibilizzazione, nelle
città di mare, per la promozione dei Comitati Locali di Welfare marittimo in
cui non solo istituzioni e volontariato ma anche le strutture cittadine si
coinvolgeranno per rendere operativa questa vicinanza alla gente di mare.
I marittimi svolgono un ruolo significativo nel funzionamento regolare dell'economia mondiale, trasportando circa il 90% delle materie prime, degli alimenti e altri prodotti nel mondo intero
La dimensione umana e personale nel settore dello shipping viene considerata come uno degli elementi fondamentali della sicurezza e dell’efficienza dei traffici.
Nel nostro paese l'industria del trasporto marittimo costituisce un elemento fondamentale del Prodotto Interno Lordo, nonostante ciò, la maggior parte degli italiani non conosce e non è informata adeguatamente sulle condizioni di lavoro e di vita di queste persone che generalmente chiamiamo: marittimi. Questi uomini e donne trascorrono la maggior parte della loro vita lavorativa lontano da casa e dalla famiglia, svolgendo una professione faticosa e rischiosa, in paesi stranieri, spesso impossibilitati ad accedere ai più elementari servizi alla persona (ad esempio la comunicazione, la sanità, i bisogni primari). I miglioramenti tecnologici nella movimentazione delle merci, la posizione dei terminal portuali fuori dalle aree urbane e un insieme di altri fattori se da una parte permettono performance più elevate dei terminal e una maggiore rapidità dell’intero ciclo di distribuzione delle merci, dall’altra hanno notevolmente ridotto le possibilità ricreative e di svago che chi lavora a terra considera scontate.
Rendere presente e accessibile, sia a terra sia a bordo, tutte quelle possibilità che vengono definite nel mondo anglosassone “welfare facilities & services” è quindi essenziale da realizzare anche nei nostri porti.
Welfare vuol dire anche ILO 163 L'ILO (International Labour Organization), è l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa delle tematiche del lavoro formulando standard minimi sulle condizioni lavorative attraverso l’adozione di strumenti conosciuti come Convenzioni e Raccomandazioni.
La natura speciale delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori marittimi ha fatto si che l'ILO adottasse un'estesa gamma di Convenzioni e Raccomandazioni rivolte specificamente ai marittimi. La convenzione n.163 stabilisce i principi base riguardanti le strutture e i servizi di assistenza. Le raccomandazioni n. 173 E 185 danno ulteriori standard. La convenzione include provvedimenti che riguardano i doveri dei governi nell'assicurare che siano fornite adeguate strutture e servizi di assistenza ai marittime senza tenere conto degli Stati in cui la nave e' registrata, nazionalità razza, colore, sesso, religione, opinioni politiche e origini sociali, sia in porto che a bordo delle navi (articolo 2 e 3) e che siano fatti piani adeguati per il finanziamento (Articolo 2). In aggiunta, include una disposizione che riguarda la cooperazione tra gli stati ratificanti e tra le parti impiegate e interessate nel promuovere l'assistenza ai marittimi, quali le organizzazioni di marittimi e di armatori, organizzazioni volontarie, ecc. (art. 6). Le strutture di assistenza devono essere revisionate frequentemente per essere sicure che siano aggiornate e coprano le attuali necessità dei marittimi. L’Italia all’inizio del 2003 non ha ancora ratificato questa CONVENZIONE 163 tanto importante per far si che l’assistenza alla gente di mare sia fatta con costanza e professionalità e non solo appoggiandosi sempre sulla buona volontà di qualche buon samaritano di passaggio. Il bisogno per l'assistenza ai marittimi e' pressante oggi come lo era 100 anni fa. L'obiettivo che abbiamo di fronte e' di cercare di raggiungere livelli di accoglienza maggiori. In questi anni l’Apostolato del Mare italiano intende promuovere una presa di coscienza del “problema marittimo” a tutti i livelli della vita sociale ed ecclesiale sino a giungere alla ratifica della Convenzione da parte dello stato italiano e ad una sua concreta e fruttuosa applicazione per “l’accoglienza ed il benessere di questa gente di mare”.
I comitati di Welfare locali e Il Consiglio Nazionale: Per la prima volta volontariato e istituzioni si confronteranno per rendere dignitoso il livello dell’accoglienza agli oltre 2 milioni di marittimi che transitano nei porti italiani ogni anno. Navi sequestrate, equipaggi abbandonati, ed isolamento di questi lavoratori trattati alla stregua dell’immigrato clandestino. Nei porti mancano i servizi minimi per i marittimi. La formazione dei Comitati Locali comporta la sensibilizzazione dei soggetti che ne dovrebbero farne parte a pieno titolo per essere un vero strumento esecutivo del Welfare marittimo:Associazioni di Volontariato, Autorità Religiose, Autorità Portuali, Sindacati Internazionali, Capitanerie di Porto,Sindaci delle città portuali, Rappresentanti degli Armatori - Agenti Marittimi - Marittimi, pescatori e famigliari, Rappresentanze dei Sindacati Internazionali ed Istituti Nautici, sono le figure che formeranno il gruppo di lavoro e le commissioni operative del "Comitato di Progetto" che vuole partire dalla "base" e cioè dalle esperienze delle singole comunità portuali sino a giungere alla creazione della struttura nazionale. I "Comitati di Welfare" devono porre istituzioni e volontariato sullo stesso piano mettendo al centro la gente di mare e riconoscendo l’associazionismo come parte "integrale delle strutture portuali stesse per l’accoglienza ed assistenza dei marittimi in transito". Il punto di partenza e d’arrivo è dunque il "benessere dell’uomo viator" rispetto al quale leggi, strutture e dinamiche economiche vanno orientate a fornirgli servizi e non viceversa.
questo articolo e' stato prelevato nel sito dell'apostolato del mare al seguente Url:www.aposmar.net
UNA MANO TESA
L'obiettivo primario a cui bisogna tendere per uscire dagli enormi errori del passato e' mettere al centro di tutto l'uomo: La Stella Maris,guidata dal grande amico della gente di mare:Don Giacomo MARTINO,sta spostando l'ago della bussola verso questa direzione. Con impegno costante e non senza problemi Lui e i suoi collaboratori vanno predicando la dignita' ed i diritti della gente di mare ed aiutando l'uomo che sul mare svolge il suo lavoro. Ora chiede allo stato,per allargare questi aiuti, che l'assistenza verso la gente di mare non sia lasciata ai soli volontari ma che partecipino attivamente anche stato ed istituzioni. La stella maris o apostolato del mare sta spingendo verso la ratifica della convenzione n.163 dell'ILO.Gia' in qualche porto italiano sono sorti comitati welfare.E' in questi comitati che il marittimo italiano avra' la possibilita' di confrontarsi con le componenti sociali ad esso collegate.E' in questo sistema, che sta nascendo, che devono incanalarsi per essere risolti i problemi dei marittimi italiani.Solo dove l'uomo e' posto al centro di tutto si possono risolvere questi problemi.Il marittimo in Italia era abbandonato a se stesso,finalmente grazie all'opera della Stella Maris, si stanno creando dei punti di riferimento dove poter dirigere la prua per portare piu' umanita' sul mare.
COME GIA' SAPETE:
I soggetti che faranno parte dei comitati di welfare locali sono:Associazioni di Volontariato,Autorita' Religiose,Autorita' Portuali,Sindacati Internazionali,Capitanerie di Porto,Sindaci delle citta' portuali,Rappresentanti degli Armatori,Marittimi,Pescatori e Famigliari,Agenti Marittimi,Istituti Nautici.Tutti questi soggetti saranno posti sullo stesso piano mettendo al centro la gente di mare.Ora riflettete sulle potenzialita' di questi comitati e date una mano alla Stella Maris affinche' questi comitati diventino presto una realta' in tutte le regioni costiere italiane.
Francesco M.09.09.2005