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Il Gruppo Modellismo Ferroviario Valfiemme nasce a Predazzo nel settembre del 1982. La prima sede ufficiale è istituita in Corso Dolomiti, nel luglio del 1983.
Nell’agosto del 1985 si procede all’allestimento della 1ª mostra di modellismo, alla quale seguiranno altre due edizioni.
Con la convinzione che la naturale collocazione della sede possa essere la Vecchia Stazione Ferroviaria Predazzo / Ora, sita in Corso A. De Gasperi, nel mese di dicembre 1986 inoltriamo una richiesta scritta alla Società Ferroviaria del Renon s.p.a. dalla quale, purtroppo, abbiamo ricevuto, con rammarico, una risposta negativa.
Il 1987 vede il Gruppo impegnato nell’organizzazione della presentazione del libro “Vapore in Val di Fiemme”.
A novembre dello stesso anno, per motivi, avviene il trasloco nella sede attuale.
Nell’anno 1988 il Gruppo si impegna nell’organizzazione (3 ore ogni sabato pomeriggio, per l’intera durata dell’anno scolastico 1988/1989, a partire dal mese di novembre) di un corso di modellismo ferroviario per ragazzi.
Nell’agosto del 1991 allestiamo la 2ª mostra di modellismo che, in 10 giorni, viene visitata da oltre 2500 persone. La 3ª ed ultima edizione è stata allestita nell’agosto del 1993.
La svolta decisiva ha inizio nel corso del gennaio 1995, quando il fondatore ed alcuni soci, non avendo più alcun interesse a proseguire nel particolare e dispendioso passatempo, decidono per lo scioglimento del Gruppo.
Non condividendo questa scelta, con la collaborazione di alcuni amici, decido per il proseguimento dell’attività e per la realizzazione di un nuovo plastico.
Affrontando non poche difficoltà, ma con tenacia e molta costanza, sono arrivato a realizzare quello che ora potete vedere.
Dopo alcuni anni di intenso lavoro, a mano a mano che il plastico cominciava ad assumere una sua concreta fisionomia, ho iniziato ad aprire la sala ai visitatori ottenendo da questi ampi consensi.
A coronamento degli sforzi profusi il lavoro realizzato è stato pubblicato, con mia grande soddisfazione, sul n° 219 della rivista di modellismo ITRENI.
Ora, consapevole delle problematiche che esso comporta, ad opera quasi ultimata mi rimane la speranza che i risultati da me conseguiti possano essere di stimolo per tutti coloro che, modellisti e non, vogliono cimentarsi nella realizzazione di un plastico. | |
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