LA STORIA DEL KALI FILIPPINO
La parola Kali probabilmente deriva da "kamot", che significa mano o corpo, e da "lihok", che significa movimento; il Kali è anche noto per essere il progenitore dell'Eskrima e dell'Arnis.
Secondo altri, il termine Kali deriva da kalis, un termine del dialetto tagalong che indica un'arma con la lama larga. Tale vocabolo è usato soprattutto nell'area dei Moros, nell'arcipelago di Sulu, dove le armi da taglio erano l'elemento principale: il kriss, il bolo e il baraw (coltello) sono le armi più note.
C'è una grande confusione sulla differenza esistente tra i termini Arnis de mano, Eskrima e Kali: di solito si afferma che il Kali è il progenitore, l'arte più vecchia e che è maggiormente basata sull'uso di armi da taglio mentre la versione moderna è l'Arnis de mano, che pone più attenzione all'uso del bastone. Il termine Eskrima era usato invece dagli spagnoli riferendosi alle tecniche di scherma (Esgrima è il termine spagnolo che indica la scherma).
Al giorno d'oggi comunque si usa di solito un solo termine:
Eskrima è usato di solito nelle isole di Visayas (nord);
Kali è usato nell'area di Mindanao, Maranao e Sulu (Sud);
Arnis è il termine più noto a Luzon (CENTRO).
La storia di un'arte marziale è spesso influenzata dalla cultura e dalla società da cui ha origine, così è anche per il Kali.
La storia complessa di tale paese ha contribuito ha creare confusione anche sulla storia delle sue arti da combattimento.
Alcune storici affermano che gli antichi filippini provenivano dall'Indonesia e dalla Persia (attuale Iran) e che, attraverso l'Indonesia, raggiunsero e si stabilirono nell'arcipelago delle Filippine. Altri affermano che furono addirittura gli Egiziani i primi a raggiungere l'arcipelago.
Una delle teorie più interessanti asserisce che l'arcipelago filippino (più di 7000 isole) facesse parte un tempo del continente asiatico e che tale area fosse abitata da tribù di pigmei (i negritos); avvenuto il distacco di tale area dal continente, probabilmente tale ceppo etnico è rimasto a formare il nucleo dei primi abitanti dell'arcipelago appena nato.
Nel quinto secolo nacque uno dei primi imperi dell'Asia: l'impero Sri Vishaya che riuniva l'area dall'India fino a Sumatra. Le popolazione dell'impero portarono una civilizzazione più avanzata nelle Filippine influenzandone la cultura e lo sviluppo. I discendenti dell'impero occupano oggi l'area di Visaya, al centro delle Filippine.
Nel dodicesimo secolo un altro grande imperò regnava nell'area: l'impero Madjapahit, nato a Java, si diffuse nell'area meridionale dell'arcipelago subendo la forte influenza dei missionari mussulmani che resero famosa tale zona come "tierras moras", la terra dei Moros (mussulmani filippini).
Fu all'inizio del secolo 16°, con l'invasione spagnola, che si scontrarono i guerrieri filippini e uno dei più famosi conquistatori: Fernando Magellano. Nell'area di Cebu avvenne lo scontro tra i valorosi guerrieri filippini armati di spade e bastoni guidati dal valoroso Lapu Lapu e gli spagnoli di Magellano, che in tale scontro perse la vita nel 1521. Era l'inizio di quasi quattrocento anni di dominazione spagnola nelle Filippine.
Dopo aver stabilito un controllo più stabile sull'area e sulla popolazione, il Kali fu bandito e si sviluppo clandestinamente: spesso veniva praticato solo di notte in luoghi nascosti e veniva tramandato solo di padre in figlio direttamente e attraverso i movimenti di danza (sayaw) tra le tribù dei moros, dove erano usuali i combattimenti con armi da taglio. In tale periodo i filippini entrarono in contatto con il metodo spagnolo di combattere con la scherma (che non fu bandita) con la spada e la daga e a mani nude; analizzando questi nuovi metodi e eliminandone i punti deboli, ebbe origine il metodo di combattere tipico del Kali denominato "espada y daga" in cui si lotta armati di bastone e coltello o di spada e coltello. La capacità di studiare i propri nemici e di rielaborarne il metodi di lotta fondendolo con quello conosciuto, portò al nascere di molti e diversi stili nelle varie parti dell'arcipelago, nelle varie isole.
Tutto ciò porto ad un ulteriore dispersione e disomogeneità del Kali accrescendo le differenze tecniche tra le varie aree e regioni: ad esempio gli stili del nord erano di solito maggiormente basati sull'uso del bastone e della spada adottando soprattutto la distanza di combattimento lunga e non svilupparono sistemi di lotta a mani nude; gli stili dell'area centrale erano basati sull'uso di spada e coltello e quindi sul combattimento a media e corta distanza sviluppando anche un raffinato metodo di combattimento a mani nude che adotta colpi di pugno, lussazioni, leve, proiezioni e colpi di vario genere; nel sud invece, l'area dei Moros, ci si allenava con i bastoni ma nel combattimento si usavano le spade e altre armi da taglio come nell'area centrale e si adottavano anche tecniche a mani nude.
Alla fine del secolo 19° si rafforzò il movimento nazionalista filippino: Josè Rizal fu il simbolo della lotta al colonialismo spagnolo al punto da essere arrestato e poi giustiziato nel 1896. Dopo due anni, con l'avvenuta nascita del Movimento di Libertà Nazionale, le Filippine si autodichiarano indipendenti dalla Spagna, proprio quando la nazione iberica entrava in guerra con gli USA, che vinsero il conflitto acquisendo anche il governo dell'arcipelago, considerato un ottimo punto strategico nell'area asiatica. Si susseguirono per anni, soprattutto nel sud, violenti scontri tra i guerrieri filippini armati di spade o coltelli e i soldati americani che , nonostante fossero armati di armi da fuoco, spesso avevano la peggio.
Dopo la seconda Guerra Mondiale, nel 1946 fu proclamata l'indipendenza e la nascita delle Repubblica ma continuano tutt'oggi gli scontri e le rivendicazioni delle popolazioni del sud musulmano che chiedono l'indipendenza.
L'esame della storia di tale nazione e di tale popolo ci permette di capire l'evoluzione tecnica delle arti nate e sviluppatesi nell'arcipelago filippino, arti che sono state sempre insegnate ai guerrieri all'interno dei singoli villaggi e l'istruttore era sempre un parente stretto: era quindi un'arte tramandata a livello famigliare, una trasmissione di nozioni e tecniche da parte di chi aveva combattuto e sperimentato direttamente l'arte e le proprie abilità. Solo negli anni '20 furono aperte le prime scuole di Kali nelle Filippine.
Non solo le arti occidentali (scherma spagnola e metodi conosciuti con il contatto con gli americani e di giapponesi) influenzarono la cultura marziale filippina, ma un'altra grande forza influenzava le arti di combattimento dell'arcipelago: il Penchak Silat.
Dal Sud infatti, dall'isola di Mindao, giunsero gli influssi del Silat: l'apertura mentale tecnica dei maestri di escrima li portò ad inglobare nel loro sistema qualunque cosa potesse arricchire il patrimonio marziale. Ecco dunque che alcune scuole di Arnis o Kali si differenziavano da altre per le sofisticate tecniche originarie dell'Indonesia e in particolare dell'isola di Sumatra.