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NATURA MORTA
DI DOUGLAS PRESTON E LINCOLN CHILD
Dopo il grandissimo successo avuto con La stanza degli orrori,
Preston e Child tornano alla carica con un nuovo ed emozionante libro,
Natura morta.
Il protagonista è il nostro amato tanto strano agente
speciale Pendergast,in vacanza,dopo aver risolto unintricato caso,
ma, data la stranezza e lefferatezza dei delitti, non riesce a starne
lontano e si butta a capofitto nelle indagini.
Diventerà un caso talmente strano ed intricato da mettere in crisi
lagente stesso e le sue capacità di detective.
Ma con la sua testardaggine e laiuto di una ragazzina del luogo,
nominata temporaneamente come sua assistente, riuscirà a scoprire
il terribile segreto che si cela dietro i delitti.
Da evidenziare la figura dello sceriffo della piccola cittadina di Medicine
Creek.
Allinizio si presenta burbero e mal disposto verso Pendergast, in
quanto straniero e mal visto per le sue stranezze.
Riuscirà a fare del caso unaffare di stato, non riuscendo
a venirne fuori, ma alla fine si dimostrerà, per forze maggiori,
gentile e addirittura riconoscente verso quelluomo che odiava così
tanto.
Questa volta posso proprio dire veramente che il libro è così
avvincente da mozzarti il fiato, pieno di suspance e di mistero che non
ti permettono di lasciarlo un minuto: ti prende a tal punto da divorarlo.
Raccomandato a tutti gli appassionati del genere al 110%. E molto
bello, non fatevelo scappare!
IL 4° SACRIFICIO
DI PETER MAY
Secondo libro di una serie di sette per il novello Peter May.
Come il primo, è ambientato in Cina e i protagonisti sono sempre
gli stesi : lanatomopatologa dott.ssa Campbell e il detective Lee
Yang della polizia di Pechino.
Dopo la prima avventura , la dott.ssa non vede lora di tornare in
America,terra libera e senza costrizioni a cui ,invece, sono sottoposti
i cinesi, soprattutto i poliziotti.
Ma allultimo minuto verrà trattenuta per un difficile caso
di omicidio di natura internazionale.
Rivedrà così Lee Yang, America contro Cina, libertà
contro oppressione e disciplina.
E così il libro si divide,fino alla fine, in due mini-storie: lo
scontro dideali fra la dott.ssa e il poliziotto, e gli omicidi seriali
a sfondo rituale.
Molto bello e anche istruttivo, perché, per farti comprendere meglio
la vicenda, lautore ti mostra e spiega un po di quella Cina
che noi occidentali non conosciamo.
Da consigliare, ma possibilmente, se ci si riesce, da leggere dopo il
primo, Sette giorni a Pechino, per capire e godere più
a fondo il secondo.
WEEK-END DI PAURA
DI HUBERT CORBIN
Dopo il successo del thriller Cadaveri senza volto, Corbin
torna con un nuovo thriller: Week-end di paura.
Però questultimo non si può minimamente paragonare
al primo: è molto più brutto anche se più tetro.
E scritto bene ma a me sembra una brutta copia , ma proprio brutta
, di Jurassick Park.
Macabro, a volte molto crudo, forse fin troppo, nonostante sia pieno di
suspance da mozzare il fiato, non è allaltezza delle aspettative
fatte prima delluscita.
Da leggere se volete, ma io vi consiglierei il film al libro, è
molto meglio, oppure addirittura un altro libro più bello di questo.
Corbin questa volta ha fatto proprio cilecca, ma di brutto.
REPERTI INSOLITI
Di LYNN HIGHTOWER
Libro seriale molto interessante, soprattutto quando i due detectives
cercano di ricostruire la dinamica del massacro; ma quello che ti colpisce
di più è la capacità , da parte della scrittrice,
di descrivere chi cè al di là della donna poliziotto,
dellimpassibile agente: una persona con dei sentimenti, che si sente
impaurita e sola in un mondo pieno di pericoli, dove ti accade la cosa
più insensata nel posto più insensato.
Il libro è basato molto su questo lato psicologico della protagonista,
sulla sua dualità di madre, premurosa e gentile, e di detective,
dura e decisa.
Nel corso delle indagini avrà anche delle crisi di coscienza, di
esistenzialismo quasi, ma alla fine, vuoi il suo addestramento, vuoi i
suoi amici , soprattutto i suoi figli, la riporteranno sulla retta
via per affrontare ciò che non può negare dato il
suo lavoro: la nuda e cruda realtà.
Storia leggera e godibile, che ti prende fino alla fine tanto da non accorgertene;
per chi legge tranquillamente libri gialli a basso dosaggio di violenza,
a parte ovviamente linizio.
RITRATTO DI UN ASSASSINO
PATRICIA CORNWELL
l contrario di quanto è stato detto ne “Il Corriere
della sera”, “Ritratto di un’assassino” della
Cornwell ha superato tutte le aspettative dei suoi fans.
E’ vero, per la prima volta non ha scritto un romanzo avventuroso
con la sua protagonista Kay Scarpetta, ma, dopo un’anno e mezzo
di lavoro accurato, ha scritto un trattato su chi possa essere stato il
famoso Jack lo Squartatore così specifico, convincente e particolareggiato
nelle sue parti che, a parer mio, dovrebbe essere letto nei corsi di criminologia.
Per gli appassionati del genere , la Cornwell è sempre la Cornwell,
anche se ha cambiato genere: avvincente, coinvolgente dalla prima all’ultima
pagina.
Forse chi l’ha recensito non sapeva molto né riguardo l’autrice
né riguardo il titolo, perché altrimenti non avrebbe certamente
fatto una recensione negativa.
Per chi è appassionato almeno un pò di criminologia e ai
suoi studi, questo libro si rivela una fonte molto valida di molti rami
della criminologia: la grafologia, lo studio del DNA, lo studio al microscopio
della carta usata per scrivere le lettere e tanto altro ancora…
Chi compra o ha comprato un libro come questo, sa cosa va incontro leggendolo,
non può aspettarsi un classico romanzo.
Thriller avvincente e ricco di suspance, ma , oserei dire, un trattato
di criminologia vero e proprio.
Leggetelo per crederci.
Romina
Rominaronchi@iol.it
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