DUPLICE OMICIDIO A SIRACUSA: RITORNA OMBRA SERIAL KILLER

SIRACUSA, 1 AGO - Dopo meno di tre anni torna a riaffacciarsi l' ombra inquietante di un serial killer nel Siracusano. Una tesi che non ha mai trovato conferme, che prese corpo nel dicembre del 2000 dopo cinque omicidi in 31 mesi nella zona di Cassibile, e che adesso torna nuovamente ad emergere.
L' agguato avvenuto ieri sera a Fontane Bianche rievoca nella dimanica quegli omicidi: l' arma, un fucile, e le vittime, insospettabili. A cadere sotto i colpi di un fucile caricato a pallettoni sono stati l' imprenditore edile Sebastiano Tinè, 66 anni, e la moglie Giuseppa Spadaro, di 65. Ferita ad un spalla in maniera non grave la figlia della coppia, Katia Tinè, di 26, titolare di una gioielleria a Cassibile. Nella sparatoria è rimasto miracolosamente illeso suo figlio, che ha meno di un anno. Erano tutti nella veranda della villa dei Tinè.
Un agguato che per polizia e carabinieri per il momento non ha un movente apparente come quei cinque omicidi in 31 mesi compiuti tutti con la stessa tecnica, un colpo di fucile calibro 12 caricato a pallettoni sparato da lontano, tra il 1997 e il 2000 misero in allarme Cassibile, paese siracusano con poco più di tremila abitanti.
Il primo omicidio avvenne il 24 maggio del 1997: a restare ferito mortalmente da colpi di fucile sparati da lontano l'agricoltore Gioacchino Franzoni, di 72 anni, assassinato mentre era nella sua casa di campagna in contrada Spina Gallo.
Il 13 agosto del 1997 il secondo delitto: ad essere colpito mortalmente è un ragioniere di 40 anni, Rosario Basile, nella casa di campagna dei genitori. Il 30 maggio del 1998 è assassinato Stefano Arcidiacono, di 42 anni: gli sparano in strada mentre sta per tornare a casa. La quarta vittima era Giovanni Ficarra, ucciso il 25 aprile del 2000 nella casa di campagna della propria famiglia in contrada Spina Gallo. Il quinto omicidio il 21 dicembre del 2000: Maria Cavallari, 29 anni, che è uccisa da un sicario che fa fuoco da dietro un muro a secco sovrastato da un reticolato metallico che recinge una piccola costruzione adibita a deposito di mezzi agricoli. La donna, assieme ad altri congiunti, la settimana prima era finita nel mirino di attentatori: un colpo di fucile era stato sparato contro la sua automobile, che prima era stata data alle fiamme.
Altre due vittime, Stefano Arcidiacono e Gioacchino Franzoni, erano state minacciate prima di essere assassinate: il primo fu ferito con un colpo di fucile, la madre del secondo ricevette anonime telefonate minatorie.(ANSA).


DUPLICE OMICIDIO A SIRACUSA:UN AGGUATO SENZA UN PERCHE'/ANSA INVESTIGATORI NON ESCLUDONO L' IPOTESI DI UN SERIAL KILLER

SIRACUSA, 1 AGO - Un agguato senza un perchè. Il duplice omicidio avvenuto ieri sera a Fontane Bianche, una località balneare sul litorale di Siracusa, fa ripiombare gli abitanti della zona nell' incubo di un fantomatico serial killer che sceglie a casaccio le sue vittime. L' assassino ha sparato tre colpi di fucile calibro 12 uccidendo l' imprenditore Sebastiano Tinè, di 65 anni, e la moglie, Giuseppa Spadaro, di 48. Un' esecuzione in piena regola, che gli investigatori definiscono'anomala': scartata l' ipotesi di un tentativo di rapina, si valutano così eventuali collegamenti con altri omicidi avvenuti nella zona e ancora insoluti.
Nell' agguato è rimasta ferita alla spalla destra anche la figlia della coppia, Katia, di 25 anni, che gestisce a Cassibile una gioielleria. I medici dell' ospedale di Avola sostengono che guarirà in quindici giorni. La ragazza, al momento degli spari era seduta nella veranda della villetta insieme ai genitori a guardare la televisione. I tre davano le spalle al cancello, il punto dal quale il sicario ha aperto il fuoco.
Katia, secondo la ricostruzione dei carabinieri, si è alzata di corsa dopo aver udito l' eco del primo sparo che ha colpito Sebastiano Tinè che si è accasciato a terra. La moglie dell' imprenditore e la figlia hanno tentato di mettersi al riparo, ma il secondo colpo ha raggiunto alle spalle Giuseppa Spadaro.
Quando Katia stava per entrare nell' abitazione, i pallini del terzo colpo l' hanno ferita alla spalla destra.
Nella villetta era presente anche il marito della gioielliera che stava mettendo nella culla il figlio di un anno; l' uomo ha dichiarato di non avere visto nulla.
Per tutta la notte i carabinieri hanno interrogato i vicini di casa e gli altri due figli delle vittime che gestiscono un' attività commerciale a Cassibile specializzata nella vendita di materiale per l' edilizia.
Sebastiano Tinè non aveva precedenti penali. L' agguato viene definito «un rebus» dagli inquirenti, che per oggi hanno previsto altri interrogatori. Le indagini vengono coordinate dalla procura della Repubblica di Siracusa. Gli investigatori stanno valutando eventuali analogie con alcuni omicidi avvenuti alcuni anni fa nella zona e che avevano fatto ipotizzare l' esistenza di un serial killer. Anche in quelle occasioni infatti l' assassino aveva utilizzato un fucile calibro 12 caricato a pallettoni, scegliendo le sue vittime senza un movente apparente.


CONIUGI SIRACUSA UCCISI: GIALLO CON OMBRA DEL SERIAL KILLER

Siracusa, 1 ago. - Appare indecifrabile per gli investigatori il duplice omicidio di ieri sera, quando intorno alle 22, a Fontane Bianche, zona balneare a sud di Siracusa, sono stati uccisi l'imprendiotre edile Sebastiano Tinè, 66 anni, e la moglie, Giuseppa Spadaro, 65 anni. Nell'agguato che fino a questo momento ha tutte le caratteristiche del giallo, è rimasta ferita anche la figlia della coppia, Katia Tinè, 26 anni, titolare di una gioielleria a Cassibile, una frazione di Siracusa distante una decina di chilometri dal luogo del delitto. La giovane donna è ricoverata nell'ospedale di Avola e le sue condizioni non sono gravi. Miracolosamente incolume suo figlio, un bambino di un anno, che era sulla veranda dove sono stati colpiti i nonni e la madre e che non è stato raggiunto dai pallini delle e scariche sparate con un fucile da caccia. Stamattina sono ripresi gli interrogatori di carabinieri e polizia, che in prima battuta stanno cercando di scavare nella vita delle vittime, alla ricerca di un possibile movente dell'agguato. Quella dei Tinè era una famiglia tranquilla, dicono in paese, e comunque senza guai con la giustizia. Anche le due attività della famiglia, impresa edile e la gioielleria, sembra che non siano mai state interessate da richieste di pizzo. Il duplice omicidio è avvenuto in via Lago di Varese, una zona di villette, e molti vicini ieri hanno udito indistintamente i 3 colpi di fucile da caccia che hanno freddato i coniugi Tinè. L'assassino ha sparato da dietro il cancello della villa, da una distanza di oltre 5 metri. L'unica cosa di cui gli investigatori si dicono certi è che a sparare è stata una sola persona. Gli inquirenti stanno ascoltando i vicini di casa per ricostruire la dinamica, ma l'attenzione è rivolta soprattutto ai familiari e ai conoscenti della famiglia Tinè. Non si esclude che ci possano essere motivi privati dietro il delitto ma finora non sarebbe emerso nulla. Anche il marito di Katia Tinè appartiene ad una famiglia considerata tranquilla.
Dietro il duplice delitto si profila nuovamente l'ombra del serial killer. Nella zona di Cassibile infatti dal'98 ad oggi sono in tutto 5 gli omicidi consumati con modalita' simili a quello di ieri sera e che sono rimasti senza movente e senza un responsabile. Il primo ad essere ucciso nel ferragosto del'98 fu il ragioniere Corrado Basile. L'ultima vittima, Maria Calleri è stata assassinata il 12 dicembre del 2001. (AGI)


DUPLICE DELITTO SIRACUSA: CC, SERIAL KILLER? ULTIMA IPOTESI GLI INVESTIGATORI NON LO ESCLUDONO MA E' RITENUTO POCO PROBABILE

SIRACUSA, 1 AGO - «L' ipotesi serial killer? Non la escludiamo, ma è l' ultima della lista». Così il maggiore Paolo Piccinelli, del comando provinciale di Siracusa commenta la tesi che dietro il duplice omicidio di Fontane Bianche possa esserci un assassino seriale. «E' una teoria che non scartiamo - spiega l' ufficiale - anche perchè attualmente sembra un agguato senza movente. Lavoriamo a tutte le ipotesi, senza trascurarne alcuna, vedremo...».
Gli investigatori più esperti, che da anni lavorano a Siracusa, segnalano le diversità tra i delitti imputabili ad un presunto serial killer e il duplice omicidio di ieri. Soprattuto l' arma: l' assassino seriale ha sempre utilizzato un fucile calibro 12 sovrapposto, una doppietta, caricato a pallini; ieri ha sparato un fucile semi automatico caricato a pallettoni. Poi l' obiettivo: ha sempre agito contro un solo bersaglio, al contrario di ieri.
Per i militari, però, per il momento non esistono piste privilegiate per un duplice omicidio apparentemente inspiegabile. «Sono una famiglia pulita ed unita - ricostruisce un investigatore - che non ha avuto problemi con la legge. Mai.
neppure economici: visto che la vittima (Sebastiano Tinè, ndr) aveva da poco ceduto la propria attività ai fratelli e si era messo in pensione». Nessuna lite, nè contenziosi. Neppure richieste di denaro o minacce. Un agguato inspiegabile insomma al momento anche per gli investigatori, ed è per questo che rispunta l' ombra del serial killer.(ANSA).


DUPLICE OMICIDIO SIRACUSA:TORNA PAURA PER SERIAL KILLER/ANSA (di Lirio Abbate)

SIRACUSA, 1 AGO - Tre misteriosi colpi di fucile, sparati da dietro un cancello. La strage di Fontane Bianche sembra finora non avere un movente: l' imprenditore Sebastiano Tinè e la moglie Giuseppa Spadaro non avevano mai ricevuto minacce. Una tranquilla famiglia borghese in una casa di vacanza con figlia, genero e nipotino.
Chi ha ucciso ha agito con la complicità del buio e ha cercato di colpire anche la figlia della coppia, Katia, 25 anni, rimasta ferita e per fortuna fuori pericolo. L' agguato rimane un giallo. Sul duplice omicidio si allunga l' ombra di un ipotetico serial killer, che fino al dicembre 2000, a Cassibile, aveva messo a segno cinque omicidi.
I tre colpi di fucile calibro 12, caricato a pallettoni, sono stati sparati in rapida successione. Il killer ha premuto il grilletto per colpire tutte e tre le persone che erano nella veranda a guardare la televisione. Katia ha sentito l' eco del primo sparo e ha tentato di allontanarsi, cercando riparo dentro l'abitazione, ma i pallini l'hanno colpita alla spalla destra e si è accasciata a terra. «Ho sentito sparare e subito ho percepito un dolore lancinante alla spalla e sono fuggita».
Katia, titolare di una gioielleria a Cassibile, non ha visto e non ricorda altro, se non la paura per i suoi genitori e il figlio di sette mesi, scampato all' agguato.
L' uomo ricorda la scena: «Ho sentito gli spari ed ho nascosto mio figlio sotto il letto, poi sono uscito - ricorda - per attirare su di me l' attenzione e proteggere i miei suoceri e mia moglie, ma a quel punto mi sono trovato davanti a quella scena terribile». «L' unica spiegazione che riesco a darmi è che a commettere la strage sia stato qualche squilibrato: nè io nè i miei suoceri avevamo nemici».
Uno squilibrato potrebbe essere l' autore della tragedia. E questa ipotesi fa ripiombare gli abitanti della zona nell' incubo di un fantomatico serial killer che sceglie a caso le sue vittime e che fino al dicembre 2000 ha messo a segno cinque omicidi in 31 mesi. L' agguato di ieri sera rievoca nella dinamica quegli omicidi: l' arma, un fucile, e le vittime, insospettabili.
Per tutta la notte i carabinieri hanno interrogato i vicini di casa e gli altri due figli delle vittime che gestiscono un' attività commerciale a Cassibile specializzata nella vendita di materiale per l' edilizia.
Sebastiano Tinè non aveva precedenti penali. L' agguato viene definito «un rebus» dagli inquirenti, che hanno previsto altri interrogatori. Le indagini vengono coordinate dalla procura della Repubblica di Siracusa. L' ipotesi del serial killer è l' ultima pista che vogliono seguire i carabinieri.
«E' una teoria che non scartiamo - spiega un ufficiale -.
Attualmente sembra un agguato senza movente. Lavoriamo a tutte le ipotesi, senza trascurarne alcuna». Gli investigatori più esperti, che da anni lavorano a Siracusa, segnalano le diversità tra i delitti imputabili ad un presunto serial killer e il duplice omicidio di ieri. Soprattuto l' arma: l' assassino seriale ha sempre utilizzato un fucile calibro 12 sovrapposto, una doppietta, caricato a pallini; ieri ha sparato un fucile semi automatico caricato a pallettoni. Poi l' obiettivo: ha sempre agito contro un solo bersaglio, al contrario di ieri.
«Sono una famiglia pulita ed unita - afferma un investigatore - che non ha avuto problemi con la legge. Mai.
neppure economici: Sebastiano Tinè aveva da poco ceduto la propria attività ai fratelli e si era messo in pensione».
Nessuna lite, nè contenziosi. Neppure richieste di denaro o minacce. Un agguato inspiegabile, insomma, anche per gli investigatori. Senza un movente, ecco che rispunta l' ombra del serial killer.(ANSA).


RUSSIA: TREDICESIMA DONNA UCCISA, SOSPETTI SU SERIAL KILLER

MOSCA, 1 AGO - Un'altra donna, la tredicesima dall'inizio di luglio, è stata trovata uccisa oggi alla periferia di Mosca. Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass, ricordando che, almeno in parte, la catena di delitti è stata ricondotta da fonti investigative e da alcuni criminologi a un presunto serial killer solitario.
La vittima trovata in queste ore dimostra un'età attorno ai 40 anni, ma non è stata ancora identificata. La polizia ha rinvenuto il cadavere - come in altri casi precedenti - in un parco pubblico: questa volta vicino alle rive di un piccolo corso d'acqua, il fiumiciattolo Certanovka, nel rione dormitorio di Beitsa. Non è ancora chiaro se la donna sia stata strangolata come la maggior parte delle vittime di queste settimane, nove delle quali - secondo i media - sarebbero da attribuite probabilmente a un'unica mano assassina. (ANSA).


RUSSIA: SI ALLUNGA CATENA DELITTI, ALTRA DONNA UCCISA / ANSA SONO 13 A MOSCA DA INIZIO LUGLIO, ALEGGIA OMBRA SERIAL KILLER (di Alessandro Logroscino)

MOSCA, 1 AGO - Si allunga la catena dei delitti estivi che sta insanguinando la periferia di Mosca e che continua a evocare l'incubo di un misterioso serial-killer strangolatore. Un'altra donna, la tredicesima dall'inizio di luglio, è stata trovata morta oggi in un parco pubblico della capitale, sull'argine di un fiume, secondo un copione che ripropone le scene di efferatezza di molti casi precedenti.
Il ritrovamento è avvenuto oggi sulle rive del Certanovka, un piccolo corso d'acqua che costeggia il tentacolare quartiere dormitorio di Bitsa, ai margini meridionali della città.
Secondo una portavoce della polizia, non si può escludere che «si sia trattato di un caso di annegamento», ma fonti del ministero della protezione civile citate dall'agenzia Itar-Tass hanno tagliato corto: la donna - hanno detto - è stata trucidata.
Per la prima volta l'episodio è avvenuto a sud di Mosca, dopo che tutti e 12 gli altri omicidi erano stati registrati in aree periferiche a nord e a ovest della metropoli. Per il resto, tuttavia, gli elementi comuni appaiono prevalenti: il cadavere è ancora una volta quello di una donna, la scena quella di un parco e l'ora della morte compresa tra la tarda sera e la notte.
La vittima di Bitsa non è stata ancora identificata, ma secondo i primi esami si tratta di una signora di 40-45 anni.
Neppure questo particolare è in ogni caso una novità se è vero, come è vero, che tra le 12 sventurate che l'hanno preceduta nell'ultimo mese (quasi tutte strangolate, in alcuni casi violentate e sempre brutalizzate dal loro assassino) si contano donne di ogni età: da studentesse di 17-18 anni a casalinghe ultraquarantenni.
L'ipotesi di un'unica mano assassina, sostenuta apertamente dai media e da alcuni criminologi, potrebbe riguardare quanto meno una decina di casi. Il ministero dell'interno e la procura continuano a negare che vi siano ragioni solide per imboccare questa pista, ma la loro reticenza si scontra con le mezze ammissioni di alcune fonti investigative anonime.
Le stesse smentite non appaiono categoriche. «Siete proprio sicuri che ci sia in giro un serial killer in città?», si è limitato a rispondere ai giornalisti che lo interpellavano in proposito il procuratore distrettuale Viktor Kozakov, che indaga su tre dei primi delitti.
Secondo i giornali, il tentativo degli inquirenti appare più che altro quello di non alimentare un'inquietudine che persino nella fatalista e imperturbabile Mosca comincia far breccia negli animi. Il parco di Bitsa oggi pomeriggio era in verità frequentato come sempre, ma nella periferia nord - teatro del maggior numero degli omicidi recenti - non è stato difficile cogliere parole come quelle di Anatoli Lemaghin, 57 anni, guardiano di un cantiere edile: «Ormai non lasciamo più uscire da sole le nostre figlie e le nostre nipoti, mentre comincio a essere preoccupato anche per mia moglie. Finora non ci avevo mai pensato, ma adesso la vado a prendere alla metropolitana quando torna dal lavoro». O perlomeno parole come quelle di Svetlana, una ragazza di 16 anni che assicura di «non avere paura», ma ammette di essere diventata «più accorta di prima».
La vicenda intanto ha fatto sentire la sua eco anche negli uffici giudiziari di Mosca. Nel giro di due giorni sia il procuratore cittadino Mikhail Avdiukov, sia quello regionale Eduard Denisov sono stati esonerati dai rispettivi incarichi su disposizione dalla Procura generale russa: ufficialmente le imprese criminali del presunto serial killer non c'entrano, visto che i provvedimenti sono frutto di inchieste interne avviate molto prima, ma l'accusa agli inquirenti locali rimossi di scarsa efficacia nella lotta al crimine e nella soluzione di molti casi di omicidio appare se non altro tempestiva.
Il criminologo Gheorghi Vedenski, dell'Istituto psichiatrico Serbski, ha ripetuto oggi dal canto sua di ritenere plausibile - a dispetto delle rassicurazioni dei procuratori moscoviti - la versione del serial killer, quanto meno per una parte degli ultimi omicidi. Ha tuttavia invitato la stampa a evitare forme di sensazionalismo che -ha avvertito- «potrebbero risvegliare le ossessioni dormienti di altri potenziali assassini». (ANSA).


DUPLICE OMICIDIO SIRACUSA: CITTA' NON CREDE A SERIAL KILLER

SIRACUSA, 2 AGO - «Un serial killer? Non ci credo, è una tesi senza riscontro, solo perchè non c' è una pista precisa». E' la riposta più frequente raccolta a Cassibile, frazione di tremila persone di Siracusa dove la sera di giovedì scorso sono stati uccisi l' imprenditore Sebastiano Tinè e la moglie Giuseppa Spadaro. Nella sparatoria avvenuta nella villa estiva delle due vittime è rimasta ferita, in maniera non grave alla spalla, la loro figlia, Katia.
Sono in pochi a Cassabile, infatti, a credere all' ipotesi del delitto seriale. Qualcuno non nasconde «la paura che ritorna dopo tre anni», ma sulle spiagge dorate di Fontane Bianche la vita trascorre tranquilla, normale. Non ci sono i segni di timori, e il continuo passaggio delle'volanti' e i posti di blocco della polizia sono gli unici segnali di diversità.
A Cassabile la gente dice «di non interessarsi all' accaduto». E' come se fosse apparentemente disinteressata alla vicenda. «Non sappiamo cosa è successo - dice uscendo da un bar una coppia di giovani - non abbiamo idea. Il serial killer? Non mi sembra vero: dove è stato negli ultimi tre anni, visto che l' ultimo delitto risale al dicembre del 2000?». Annuisce il ragazzo che è con lei che spiega: «forse c' è qualcuno che ha voluto fare sembrare il delitto seriale, per depistare». Gli anziani di Cassibile, seduti all' ombra, preferiscono non commentare. «Non c' è niente da dire - si limitano ad affermare - è accaduto e basta. Il serial killer? E chi lo può dire...».
La chiesa principale di Cassibile, della parrocchia di San Giuseppe, è chiusa. Accanto, in un bar, alcuni giovani giocano con i videogame. «Sappiamo del duplice omicidio - dicono alcuni, senza volere rivelare il loro nome - ci è dispiaciuto, ma non sappiamo nulla. Paura per un serial killer? Certe cose succedono solo nei film». Eppure c' è anche chi teme che l' assassino possa tornare a sparare. Come un bagnante a Fontane Bianche: «non si può mai sapere - sostiene - e tutti dobbiamo temere di potere essere vittime senza alcun motivo». (ANSA).


DUPLICE OMICIDIO SIRACUSA:FIGLIO PRIMA VITTIMA, TORNA DOLORE SUO PADRE FU UCCISO NEL 1997 A CASSIBILE, DELITTO INSOLUTO

SIRACUSA, 2 AGO - «Ogni volta è come allora: mi torna in mente quanto è accaduto a mio padre, e il dolore si riaffaccia violento». Angelo Franzoni, nella sua officina di fabbro a Cassibile, parla sottovoce ricordando la morte del padre, Gioacchino, 72 anni, assassinato il 24 maggio del 1997.
Fu il primo degli omicidi per il quale si parlò di serial killer. L' agricoltore fu assassinato con colpi di fucile sparati da lontano mentre era nella sua casa di campagna in contrada Spina Gallo.
Vorrebbe evitare di parlare, Angelo Franzoni. «Il dolore è forte - spiega mentre lavora in ferro nella sua officina - come l' emozione». Poi si lascia andare ai ricordi e definisce quello del padre «un delitto senza spiegazioni, senza logica, come quello di Giovanni Ficarra», avvenuto nella stessa zona il 25 aprile del 2000. Non lo dice apertamente ma Franzoni non crede alla pista del serial killer. «Se facessero indagini approfondite, come sanno fare - sostiene - non sarebbe difficile trovare la soluzione». Altro non vuole dire, l' uccisione del padre è una ferita che ancora sanguina. (ANSA).


CONIUGI SIRACUSA UCCISI: SI LAVORA SU IPOTESI SERIAL KILLER

Siracusa, 2 Ago. - Investigatori al lavoro senza sosta per fare luce sul duplice omicidio avvenuto giovedì a sera nella zona balneare di Siracusa, nella zona di Fontane Bianche, dove con tre colpi di fucile da caccia caricato a pallettoni sono stati uccisi l'imprenditore edile Sebastiano Tinè, 66 anni, e la moglie Giuseppa Spadaro, 58 anni. Il killer ha anche ferito ad una spalla la figlia della coppia, Katia Tinè, 26 anni, titolare di una gioielleria a Cassibile, la frazione di Siracusa in cui risiedeva la famiglia. Un duplico omicidio per ora senza movente e per questa ragione si mettono assieme le tessere del mosaico alla ricerca di uno spunto che possa indirizzare le indagini verso una pista precisa.
In assenza di una concreta ipotesi investigativa, anche se sul punto gli inquirenti sono molto abbottonati, si prende in considerazione l'ipotesi del serial killer, come emerge dai primi atti d'indagine. Stamattina il sostituto procuratore Silvia Minerva, titolare del caso, ha tenuto un vertice nel suo ufficio al quale hanno partecipato, tra gli altri, il comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Siracusa Paolo Piccinelli, il dirigente della Mobile Gennaro Semeraro (che ha interrotto le ferie), la sua vice Angela Lauretta e il comandante della stazione dei carabinieri di Cassibile il maresciallo Roberto Pistritto.
Una riunione, da quanto è stato possibile sapere, servita per confrontare le informazioni in possesso e per pianificare le successive mosse. Intanto, la parola passa agli investigatori specializzati. Nel pomeriggio, mentre il medico legale Giuseppe Bulla effettuerà l'autopsia dei due uccisi, a Fontane Bianche, nella villa dei Tinè in via Lago di Varese, saranno i carabinieri del Racis a tenere un sopralluogo. Lunedì arriveranno a Siracusa i poliziotti dell'Ascv, che si occupano dei serial killer e che già in passato hanno indagato sui gialli di Cassibile.
Nella piccola frazione di Siracusa, dal'97 ad oggi, si contano altri otto omicidi rimasti senza responsabile e con molti dubbi sui moventi. Di questi, quattro sono stati commessi con modalita' simili al duplice omicidio di giovedì sera: un killer che uccide sparando da lontano e con un fucile da caccia.
Il primo è della sera 13 agosto del'97, quando il ragioniere Rosario Basile, 40 anni, fu freddato mentre era seduto nelle veranda di una villa, proprio come i coniugi Tine'. Il 29 maggio del'98, nel mirino del killer fini' l'ex guardia giurata Stefano Arcidiacono, 46 anni, ucciso su una strada sterrata mentre si allontanava da casa con la sua auto. Il 25 luglio del 2000, una sorte uguale a quella dei Tinè e di Basile toccò, all'autotrasportatore pensionato Giovanni Ficara, 68 anni.
Infine, il 21 dicembre del 2000, la vittima fu una donna di 29 anni, Maria Callari, assassinata mentre usciva di casa per essere ricoverata in ospedale. (AGI)

RUSSIA: ALTRA DONNA UCCISA A MOSCA, E' LA QUATTORDICESIMA ANCORA VOCI E SMENTITE SU IPOTESI PRESUNTO SERIAL KILLER

MOSCA, 4 AGO - Un'altra donna, la quattordicesima dall'inizio di luglio, è stata uccisa nelle ultime ore alla periferia di Mosca, secondo un copione che ricorda molti dei casi precedenti e che ha fatto già gridare i media russi al serial killer.
L'ultima vittima - scrive oggi l'agenzia Itar-Tass, citando fonti investigative - è stata trovata nella tarda serata di ieri in un parco ai margini nord-orientali della capitale, la stessa area in cui è stata registrata più della met' degli 14 omicidi. La donna - Svetlana Lacevskaia, 44 anni - risulta essere stata colpita alla testa e strangolata.
Lo strangolamento (accompagnato in alcuni casi dallo stupro e sempre dall'accanimento brutale dell'assasino) è considerato dalla stampa popolare moscovita la firma del presunto omicida seriale, al quale anche alcuni criminologi e fonti investigative anonime tendono ad attribuire almeno in parte la catena di delitti recenti.
La procura cittadina continua tuttavia a negare che vi siano collegamenti evidenti tra un omicidio e l'altro. Un portavoce, citato dalla stessa Itar-Tass, ha sottolineato anzi che le ultime perizie «hanno evidenziato non poche differenze tra i vari delitti». Per alcuni episodi, gli inquirenti mettono in dubbio persino che si tratti di omicidio e non escludono l'ipotesi di annegamento accidentale, un fenomeno tradizionalmente molto diffuso a Mosca durante l'estate e che quest'anno si calcola sia costato già la vita a 138 persone.
Solo due dei 14 casi sospetti sono stati in ogni caso finora archiviati, rispettivamente come un delitto passionale e come una resa dei conti tra senza tetto, mentre gli altri restano per il momento aperti. (ANSA).


RUSSIA: SERIAL KILLER, CERVELLO NATO PER UCCIDERE / ANSA LO DICONO RICERCATORI RUSSI CHE HANNO STUDIATO MOSTRO CIKATILO

MOSCA, 4 AGO - Serial killer si nasce o si diventa? Una equipe di ricercatori russi, che ha cominciato a studiare il fenomeno fin dai tempi delle imprese criminali di Andrei Cikatilo, l'insospettabile insegnante e militante del partito comunista capace di uccidere in epoca sovietica oltre 50 tra ragazze e ragazzi, non ha dubbi: si nasce.
La domanda è tornata prepotentemente d'attualità a Mosca, sconvolta in questa calda estate 2003 da una catena di delitti costata finora la vita a 14 donne, e alle prese con il fantasma di un ipotetico assassino seriale. Un fantasma al quale il team dello psichiatra Aleksandr Bukhanovski, professore all'università di Rostov sul Don (la città natale di Cikatilo) e consulente della Fbi americana per i casi di pluriomicidio, ritiene di poter dare un volto concreto.
Bukhanovski - definito dal settimanale Itoghi uno dei massimi esperti mondiali di serial killer e ammiratore dichiarato di Cesare Lombroso - si occupa del fenomeno da circa un ventennio.
Negli anni'80 aiuto' gli inquirenti a catturare Cikatilo, l'ultimo detenuto della storia giudiziaria russa finito dinanzi a un plotone di esecuzione. In seguito ha potuto esaminare il cervello e la psiche di altri 57 maniaci e assassini plurimi.
La sua conclusione, di sapore lombrosiano, è che tutti erano nati per uccidere, «natural born killers, si potrebbe dire, citando il titolo di un celebre film di Oliver Stone».
Secondo Bukhanovski, l'inclinazione a uccidere in serie è frutto tra l'altro di «tare educative» e di «turbe psichiche e psico-sessuali» prodotte da traumi patiti nell'infanzia e persino durante la gravidanza. Ma soprattutto «è conseguenza di fattori congeniti» causati da «modificazioni cerebrali evidenti», riscontrabili attraverso gli esami tomografici.
Lo psichiatra russo ne indica tre, individuati - afferma - in tutti i soggetti studiati: la prima riguarda la formazione di una cisti che costituisce una sorta di «quinto ventricolo cerebrale» capace di opprimere i quattro che ciascun cervello ha; la seconda modificazione si manifesta invece in «un appiattimento dei contorni delle circonvoluzioni crebrali»; la terza, infine, nello «spostamento a destra del diaframma cerebrale» e in un «aumento significativo del seno frontale».
Le aree coinvolte da queste malformazioni sono quelle «responsabili per la formazione della personalità e dell'etica» (il seno frontale e la zona temporale) e per «i desideri istintivi» (i ventricoli), conclude Bukhanovski, secondo il quale il serial killer è in sostanza un individuo menomato moralmente e senza freni nella sua istintività. Ma è anche individuabile in anticipo con una semplice Tac e - a differenza di quanto pensava Lombroso - «è un uomo che, se preso in tempo, può essere curato». (ANSA).


RUSSIA: INCUBO SERIAL KILLER, A MOSCA VITTIMA NUMERO 14/ANSA ANCORA UNA DONNA STRANGOLATA IN UN PARCO ALLA PERIFERIA NORD (di Alessandro Logroscino).

MOSCA, 4 AGO - I cadaveri saltano fuori uno dopo l'altro, come nel Gorky Park di Martin Cruz Smith. Solo che in questo caso si tratta di cronaca e non di fiction, e lo spionaggio non c'entra nulla con la morte delle 14 donne strangolate dall'inizio di luglio a Mosca, sullo sfondo di un mistero che continua ad alimentare piuttosto l'incubo di un serial killer.
La quattordicesima e più recente vittima di questa truce catena di delitti è stata trovata nella tarda serata di ieri in un bosco frequentato dagli amanti del jogging alla periferia nord-orientale della città. La stessa area in cui era stata registrata più della metà dei precedenti 13 omicidi.
La donna - Svetlana Lacevskaia, 44 anni - è stata colpita alla testa e poi soffocata con un laccio al collo, secondo quanto hanno riferito fonti investigative.
Ancora una volta una donna, ancora una volta un parco, ancora una volta uno strangolamento. Un copione che la stampa popolare - ma anche alcuni autorevoli studiosi di criminologia - tendono a interpretare con crescente convinzione come una sorta di sfida. La sfida alla polizia del fantomatico serial killer di questa cruenta estate moscovita.
La procura cittadina continua a negare che vi siano collegamenti evidenti tra un omicidio e l'altro. Un portavoce ha sottolineato anzi che le ultime perizie «hanno evidenziato non poche differenze tra i vari delitti». Senza considerare che per alcuni episodi non sarebbe ancora del tutto esclusa l'ipotesi dell'annegamento accidentale, un fenomeno tradizionalmente diffuso a Mosca e che in questa stagione ha già fatto 138 vittime, secondo le stime ufficiali.
Ma i giornali, forti delle mezze ammissioni sulla pista seriale fatte da alcuni investigatori impegnati in prima linea nelle indagini, liquidano le smentite come un depistaggio o, più semplicemente, come un tentativo di scongiurare il rischio - per ora solo teorico - di una psicosi collettiva. Tanto più che dei 14 casi sospetti solo due risultano essere stati finora chiariti (il primo come un delitto passionale, il secondo come una resa di conti tra clochard) e che non mancano analogie in almeno una decina degli omicidi irrisolti.
Alcuni criminologi mettono l'accento tra l'altro sul fatto che molte delle donne strangolate (di età compresa tra i 17 e i 45 anni) sono state brutalizzate nello stesso modo e che in più di un caso è stata riscontrata la violenza carnale. Qualche specialista azzarda persino un identikit del potenziale assassino (o dei potenziali assassini, a voler dar credito alla tesi di una emulazione tra maniaci scatenata dalla pubblicità data alla vicenda): un individuo di sesso maschile, forse uscito di recente di prigione, certamente afflitto da gravi turbe psichiche (e magari da malformazioni organiche, stando al parere di taluni ricercatori).
La paura comincia intanto a farsi strada. Poco incline al panico e alle crisi di nervi, Mosca continua a vivere come sempre. Ma se i molti parchi cittadini non sembrano certo essersi svuotati, nei quartieri della periferia nord, la più colpita dal presunto maniaco, c'è chi si comincia porre il problema. «Ormai non lasciamo più uscire da sole le nostre figlie e le nostre nipoti - dice Anatoli Lemaghin, 57 anni, guardiano di un cantiere edile - e del resto sono preoccupato anche per mia moglie. Finora non ci avevo mai pensato, ma da qualche giorono la vado a prendere alla metropolitana quando torna di sera dal lavoro». (ANSA).


RUSSIA: INCUBO SERIAL KILLER, FERMO SOSPETTO SINGOLO DELITTO

MOSCA, 4 AGO - Un uomo, sospettato di aver ucciso una della 14 donne assassinate a Mosca dall'inizio di luglio, è stato arrestato stasera dalla polizia, secondo quanto ha riferito un portavoce all'agenzia Itar-Tass.
L'uomo, uno squilibrato, avrebbe già ammesso di essere stato lui a uccidere una delle ultime vittime della catena di delitti, trovata strangolata in un parco cittadino (come in altri casi analoghi), alla periferia settentrionale della capitale russa.
Si tratta della fratello della donna assassinata, ha affermato il portavoce, senza spiegare se l'omicidio abbia avuto o meno un movente plausibile.
Il rapporto di parentela con una singola vittima sembra escludere in ogni caso eventuali collegamenti con gli altri 13 omicidi dell'estate.
I giornali moscoviti e alcuni specialisti hanno attribuito in questi giorni almeno una decina di questi delitti a un ipotetico serial killer, mentre la procura di Mosca ha finora escluso la pista di un'unica mano assassina, anche se al momento gli inquirenti ammettono di aver risolto - compreso quello di oggi - solo tre dei casi sospetti. (ANSA).


CONIUGI UCCISI A SIRACUSA: INDAGANO ESPERTI IN SERIAL KILLER

Siracusa, 4 ago. - Dopo i carabinieri del Racis, oggi tocca ai poliziotti dell'Uacv (Unità analisi crimine violento) esaminare il duplice omicidio di Siracusa, dove giovedì sera, nella frazione balneare di Fontane Bianche, sono stati uccisi l'imprenditore edile Sebastiano Tinè e sua moglie Giuseppa Spadaro ed è stata ferita in maniera live la figlia della coppia, Katia Tinè. Gli investigatori giunti in mattinata da Roma, sono specializzati nelle indagini sui serial killer e la loro presenza conferma che l'ipotesi del"mostro" non è stata accantonata. Gli uomini dell'Uacv hanno in programma una riunione in questura per raccogliere tutti gli elementi necessari, e quindi un sopralluogo nella villetta di via Lago di Varese, dove si è consumato il delitto. Gli stessi investigatori specializzati erano già venuti due anni fa a Siracusa per verificare un'ipotesi di serial killer in riferimento ad altri quattro omicidi commessi con modalità simili a quello di giovedì sera: tutte le vittime sono di Cassibile (una frazione di Siracusa) e sono state uccise mentre erano nella veranda di una villa o mentre uscivano da casa. Tutti agguati senza un movente e commessi a colpi di fucile da caccia sparati da lontano ma con grande precisione.
Il duplice omicidio dei coniugi Tinè, tuttavia, ha qualche elemento diverso rispetto agli altri: il killer, infatti, ha caricato l'arma a lupara e ha abbandonato sul posto le tre cartucce utilizzate, segno che stavolta, avrebbe potuto utilizzare un'arma automatica. Proprio le cartucce trovate in via Lago di Varese sono all'attenzione dei periti balistici e da esse potrebbero arrivare importanti indicazioni sull'ipotesi del serial killer. Tuttavia, gli inquirenti non stanno abbandonando altre piste e, soprattutto, stanno scavando nella vita dei Tinè, una famiglia agita che ha realizzato la sua fortuna attraverso il lavoro. Nessuno a Cassibile avanza sospetti sui coniugi uccisi, ma gli investigatori stanno indagando sulle attivit di famiglia (Katia Tinè è proprietaria di una gioielleria) per cercare anche un piccolo indizio che possa trasformarsi in un'ipotesi investigativa. (AGI)


RUSSIA: DONNA E AGENTE UCCISI, MA NON SEMBRA SERIAL KILLER

MOSCA, 5 AGO - Una donna e un agente sono stati brutalmente uccisi oggi in un edificio residenziale di Mosca, da un uomo - probabilmente uno squilibrato - che è stasera ricercato dalla polizia. Lo ha riferito l'agenzia Interfax, lasciando intendere che questa volta l'episodio non sembrerebbe collegato tuttavia con le gesta efferate del presunto serial killer al quale la stampa e alcuni specialisti attribuiscono almeno in parte l'uccisione di 14 donne, trovate strangolate in alcuni parchi pubblici alla periferia della città.
In questo caso la donna è stato uccisa invece in casa sua da un uomo armato con un coltello, che l'ha mortalmente ferita all'addome e si è poi accanito sul suo corpo. L'uomo, ancora sporco di sangue, ha più tardi incrociato nel cortile un poliziotto che ha cercato di fermarlo, ma è stato freddato da un colpo di pistola.
L'assassino è fuggito su un automobile di fabbricazione coreana. Sulle sue tracce si sono messe diverse pattuglie della polizia. Gli investigatori hanno avvertito la gente del quartiere e ritengono che l'uomo sia uno psicolabile.(ANSA).


DUPLICE OMICIDIO SIRACUSA: ANONIMO PROPONE IDENTIKIT

SIRACUSA, 5 AGO - Un buon cacciatore, dotato di una buona disponibilità economica, che dopo aver colpito risulta essere andato in crociera. Sin qui avrebbe sparato ed ucciso perchè si sarebbe eretto a «giustiziere morale» del paese.
E' il «ritratto» del presunto serial killer di Cassibile così come emerge da una lettera anonima recapitata oggi nella buca delle lettere delle redazioni di alcuni quotidiani.
Nella lettera - trentasette righe scritte utilizzando un computer, in buon italiano - prendendo le mosse dal duplice omicidio di Fontane Bianche, dei coniugi Sebastiano Tinè, impreditore edile, e della moglie Giuseppa Spadaro, assassinati la scorsa settimana con tre fucilate nella veranda della loro villa di Fontane Bianche, tra un interrogativo e l' altro l' anonimo ipotizza che ci si possa trovare al cospetto di «un personaggio che si è eretto a giustiziere morale del paese. Non in tutti i campi però. Un possibile giustiziere, qualcuno che ha avuto forte il senso della giustizia ma non quello della legge dello Stato».
Quanto al fatto che nell' ultimo duplice omicidio si evidenzino alcuni elementi di novità, secondo l' anonimo potrebbe trattarsi dell' «apertura di un nuovo capitolo», mentre l' impiego del «nuovo fucile rappresenta un aggiornamento dell' omicida o l' avvicendamento di un complice che intende prenderne l' eredità «.Il contenuto della lettera anonima è al vaglio degli investigatori che non stanno tralasciando alcuna ipotesi.
Sul fronte delle indagini sul duplice omicidio Tinè, intanto, stamane è giunta da Roma, dal comando generale dei carabinieri, il capitano Anna Bonifazi, una psicologa, che ha incontrato Katia Tinè, la giovane figlia della coppia assassinata e rimasta a sua volta ferita, fortunatamente solo in maniera superficiale, nell' agguato di giovedì scorso a Fontane Bianche. Si è trattato di un colloquio svoltosi in ambiente familiare ed andato avanti per circa due ore, volto soprattutto a consentire alla donna di ricordare quanti più particolari possibile delle sequenze dell' agguato. (ANSA).