PROCESSO STEVANIN: IMPUTATO ALLA FINE SI DICE ''AMAREGGIATO'

(ANSA) - VERONA, 10 GEN - C'e' voluta l'insistenza e l'abilita' dei suoi difensori ma alla fine, dalla bocca di Gianfranco Stevanin sono uscite parole di rammarico per i sei omicidi - il pm Maria Grazia Omboni ha corretto il capo d'imputazione inserendo tra le vittime anche una donna fotografata presumibilmente priva di vita ma mai identificata - di cui e' accusato. Negli ultimi istanti della sua lunga deposizione, cinque udienze, quasi 30 ore passate al tavolo dei testi, l'agricoltore, 37 anni, di Terrazzo (Verona) si e' detto ''amareggiato per quello che e' successo''. Nessuna concessione ad un vero pentimento ne' una supplica al perdono perche' per il ''mostro'' della bassa veronese in questo caso ''c'e' il rischio di dire banalita'''. ''Non mi so spiegare perche' di certi fatti - ha detto riferendosi alle vittime rispondendo alle sollecitazioni dei difensori Cesare Dal Maso e Lino Roetta - erano tutte persone con le quali c'era un certo sentimento. Farei di tutto per farle tornare in vita''. Nonostante tutto, Stevanin, l'uomo che schedava le sue amanti perche' un simile archivio avrebbe potuto tornargli utile come fotografo, resta in possesso di una grande dose di autostima. ''Mi considero discretamente bene, sono una brava persona - ha ripetuto oggi in aula - che ha solo bisogno di cure''.

Stevanin ha oggi finalmente potuto parlare di se' trovando spazio, tra i dettagli delle morti delle ragazze e del depezzamento di una di loro, per ricordare che in una donna lo attirano maggiormente ''sesso e sentimento'' perche' sono elementi ''inseparabili come le rotaie del treno''. L'uomo ha ammesso di avere tuttora in corso rapporti sentimentali, epistolari, con due donne. La prima lo ha contattato dopo averlo conosciuto attraverso i media, la seconda e' una sua vecchia conoscenza gia' teste nel procedimento. Ha negato, Stevanin, di avere avuto in questi ultimi anni rapporti sessuali in carcere, ma ha ammesso di aver ricevuto proposte da un travestito brasiliano, ''avance'' prontamente respinte perche' ''non mi sognerei mai di avere un rapporto con un essere che non sia femmina'' e comunque non con una donna di colore perche' ''hanno seno e sedere troppo grossi''. Gli ultimi interventi Stevanin li ha riservati al rapporto con la madre, Noemi Miola, un sentimento minato dall'essere stato rinchiuso a quattro anni in un collegio e mai sfociato, secondo l'imputato, in un autentico e tradizionale amore. Ma e' gia' l'ora della ''resa dei conti'' giudiziaria. Dopo che il tribunale ha oggi respinto l'istanza dei difensori per una nuova perizia mentale, lunedi' tocchera' alla requisitoria del pm. La parola infine alla difesa e per il 28 e' prevista la sentenza.

OSTAGGI MILANO: 'SUPPORTERS' PER GARGANO, MA ANCHE PER ALTRI

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - Non rappresentano un fatto isolato i messaggi di solidarieta' pervenuti a Domenico Gargano, in quanto esistono precedenti di questo genere, dal momento che anche altri protagonisti di vicende recenti di cronaca nera sono stati fatti oggetto della ''stima'' da parte di alcuni ''supporters''. Nello scorso ottobre, ad esempio, a Verona, durante il processo al ''serial killer'' Gianfranco Stevanin, era stato lo stesso imputato a rivelare pubblicamente in aula che molte persone gli avevano scritto in carcere, dicendosi pronte a ''ricalcare'' le sue orme. In particolare erano stati resi noti in quella circostanza i contenuti di una lettera indirizzata a Stevanin da un suo ''fan'' di 27 anni, Gianni, che si ''complimentava'' con lui per l' assassinio di alcune prostitute ed al tempo stesso si diceva dispiaciuto di non aver potuto fare la stessa cosa in alcune circostanze in cui aveva avuto una frequentazione con alcune di loro. Le stesse attenzioni peraltro i ''fan'' avevano dedicato in precedenza a Pietro Maso, condannato per aver ucciso i propri genitori con l' aiuto di tre coetanei. Anche a Maso arrivarono infatti in carcere parecchie lettere, sopratutto di ragazzine infatuate del personaggio, mentre in alcune discoteche veronesi furono organizzati dei ''Maso-party''. Sugli spalti, alle partite di calcio del Verona, infine, alcuni tifosi avevano intonato cori dedicati a Maso ed anche a Stevanin.

OSTAGGI MILANO: 'SUPPORTERS' PER GARGANO, PARLA IL CRIMINOLOGO

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - Piu' sono cattivi, piu' vengono ammirati. Sono tanti i soggetti che di fronte a una carneficina come quella di Pietro Maso sentono il desiderio di esprimere solidarieta' e ammirazione all' eroe negativo ''tanto che - spiega Isabella Merzagora, docente di criminologia all' Universita' di Trento - la psichiatria ha dato un termine a questo fenomeno, si tratta di 'delinquenza fantasmatica' ''. ''Tutta quella quota di aggressivita' che, in gergo psichiatrico, non viene agita, non e' espressa, non da' seguito ad azioni - afferma Isabella Merzagora - puo' venire convogliata su soggetti che si sono resi protagonisti di gesti clamorosi''. ''E' un po' come se, ammirando le loro gesta e esprimendo loro solidarieta' - continua il criminologo - si agisca, in maniera vicaria, la propria dose di aggressivita' e violenza''. ''Come consulente del pm nel processo 'Maso' - ricorda il criminologo - ho avuto modo di leggere le numerosissime lettere di ammirazione che giungevano al ragazzo. Ad inviarle erano soggetti immaturi o per eta' o per carattere''. ''Non sono rari, inoltre - conclude Isabella Merzagora - i casi in cui l'ammirazione e la solidarieta' per questi eroi negativi portano a relazioni epistolari e addirittura ad innamoramenti e matrimoni''.

BELGIO: PANDY, FORSE QUINDICI VITTIME PASTORE SERIAL-KILLER

(ANSA) - BRUXELLES, 17 GEN - Sarebbero dodici, o forse addirittura quindici, le vittime del presunto serial-killer Andras Pandy, il pastore belgo-ungherese arrestato in ottobre e accusato di avere ucciso sei membri della propria famiglia, due mogli e quattro degli otto figli, e di avere sciolto i loro cadaveri in un acido stura-lavandini. Gli inquirenti belgi hanno confermato oggi che i resti umani trovati sotto la cantina della casa di Pandy a Bruxelles appartengono ad almeno sei e al massimo nove persone: il test del Dna ha confermato che non appartengono ai familiari di Pandy. Fonti investigative hanno confermato che non e' stato possibile per ora identificare i cadaveri ritrovati nella 'casa dell'orrore': l'ipotesi piu' probabile e' che appartengano a donne sedotte dal focoso pastore in Ungheria e attirate a Bruxelles con la promessa di un matrimonio. Andras Pandy, 71 anni, dal momento dell'arresto rifiuta di collaborare con gli inquirenti. La figlia Agnes, 39 anni, arrestata in novembre, ha invece confessato di avere aiutato il padre a uccidere cinque familiari, fra i quali la madre Ilona Sores, i fratelli Zoltan e Daniel, la matrigna Edith Fintor e la sorellastra Andrea. Agnes, che ha precisato di essere stata l'amante del padre, ha pero' negato di avere contribuito all'uccisione della seconda sorellastra scomparsa, Tunde.

BELGIO: NUOVI ORRORI DEL SERIAL KILLER PANDY (DI FRANCESCO CERRI)

(ANSA) - BRUXELLES, 17 GEN - Torna alla ribalta a Bruxelles il giallo del pastore protestante ungaro-belga Andras Pandy, il presunto serial-killer arrestato in ottobre con l'accusa di avere ucciso con l'aiuto della figlia Agnes le due mogli e quattro figli, e di averne sciolto i loro cadaveri in un liquido stura-lavandini. Stando alle ultime rivelazioni del team investigativo, le vittime del settantunenne pastore sarebbero almeno il doppio di quanto si pensasse inizialmente. I risultati delle analisi del Dna dei resti umani trovati sotto il suolo della cantina della casa di Pandy a Bruxelles hanno confermato infatti che appartengono ''ad almeno sei e al massimo nove persone'', tutte estranee alla famiglia Pandy. E' la conferma della macabra versione del massacro in famiglia data agli inquirenti dalla figlia primogenita ed ex- amante di Pandy, Agnes, 39 anni, arrestata in novembre. Secondo la giovane donna i resti ritrovati nella cantina della 'casa dell'orrore' di Rue Vandermaelen a Bruxelles non potevano essere quelli dei sei familiari, tutti uccisi negli anni 1980, perche' i loro cadaveri erano stati dissolti dagli 'amanti diabolici' - come Pandy e la figlia sono stati definiti dalla stampa belga - in bidoni pieni di un liquido per sturare le tubature in vendita in tutti i supermercati del paese

Chi sono quindi le altre vittime di Pandy? Il mistero per ora e' totale. Dal momento dell'arresto, il presunto serial-killer si e' rinchiuso in un silenzio ostinato, mentre Agnes afferma di non sapere nulla di altri possibili omicidi commessi dal padre dopo che questi l'aveva 'lasciata' alla fine degli anni '80 perche' invaghito di un'altra figlia, poi fuggita in Ungheria con il figlio avuto dal padre. Stando ad una delle piste seguite dagli inquirenti, i cadaveri in cantina potrebbero essere quelli di giovani donne ungheresi 'sedotte' dal focoso pastore e attirate a Bruxelles con la promessa di un matrimonio. Ma le indagini in Ungheria finora non hanno confermato l'ipotesi. Gli inquirenti hanno disposto anche il confronto del Dna delle nuove presunte vittime di Pandy con quello delle circa 1.000 persone scomparse in Belgio negli ultimi dieci anni. L'operazione potrebbe essere estesa all'Ungheria. Restano inoltre avvolti nel mistero anche i moventi dei massacri di Rue Vandermaelen: gelosia, timori di rivelazioni pericolose per il 'padre-padrone' Pandy, interessi finanziari, collegamenti con la malavita? Il silenzio di Andras e lo stato di confusione mentale di Agnes, che gli inquirenti considerano avere agito 'sotto l'influenza del padre', non hanno consentito finora di andare alla radici di una delle vicende piu' macabre e complesse della storia criminale europea.

VERSACE: OMICIDIO, POLIZIA MIAMI GETTA LA SPUGNA

(DALL'INVIATO CRISTIANO DEL RICCIO) (ANSA) - MIAMI, 21 GEN - ''Per noi il caso Versace e' chiuso. Non sapremo mai perche' e' stato ucciso''. La polizia di Miami Beach ha gettato oggi ufficialmente la spugna sull'omicidio di Gianni Versace. Gli inquirenti, in una conferenza stampa finale sul caso, hanno accettato il fatto che non sara' mai spiegato il motivo che ha spinto il serial killer Andrew Cunanan ad assassinare lo stilista italiano nel luglio scorso. ''Solo Cunanan conosce la risposta a questa domanda. Abbiamo seguito ogni possibile pista. Ma non siamo riusciti a trovare una risposta'', ha ammesso il capo della polizia Richard Barreto. Gli inquirenti hanno formulato quattro possibili ipotesi per l'omicidio di Versace: rapina fallita, assassinio su commissione, vendetta, mitomania. ''Abbiamo eliminato le prime due ipotesi: Cunanan non voleva derubare Versace e non e' stato pagato da nessuno per ucciderlo - ha detto Barreto - Ma le altre due possibilita' restano aperte''. La polizia non e' riuscita a documentare alcun precedente contatto tra lo stilista e il suo assassino. Barreto non ha comunque escluso che i due si fossero conosciuti in passato, come alcuni testimoni hanno riferito ad un mensile americano.

''L'unico rimpianto che abbiamo in questo caso e' quello di non essere riusciti a catturare Cunanan prima che si uccidesse'', ha detto Barreto. ''Cunanan ha capito di essere in trappola, senza alcuna via di uscita. Miami Beach e' stata saturata di agenti e il killer sapeva che non sarebbe mai sfuggito alla caccia della polizia - ha detto Barreto - Per questo ha deciso di togliersi la vita''. La conferenza stampa, nella centrale di polizia di Miami Beach, e' stata tenuta a due isolati di distanza dalla villa di Versace, dove i turisti continuano a fermarsi sulla famosa scalinata del delitto, protetta da una catena, per una rapida foto ricordo.

ANZIANI UCCISI IN PUGLIA: 17 IN MENO DI DUE ANNI

(ANSA) - BARI, 23 GEN - Con la donna di 73 anni trovata morta oggi a Salve, in provincia di Lecce, sono 17 gli omicidi di persone anziane avvenuti in Puglia negli ultimi due anni. Per alcuni degli omicidi da tempo si sospetta la ''mano'' di un ''serial-killer'' che uccide soprattutto le vecchiette che vivono sole sgozzandole e poi portando via miseri bottini. Per tre degli omicidi attribuiti al serial-killer e' in carcere da mesi un tunisino che respinge tutte le accuse e che ha anche tentato di uccidersi proclamando la propria innocenza. L' ultimo omicidio risale al 9 dicembre scorso: a Brindisi viene uccisa a scopo di rapina una donna di 84 anni, Lucia Nichil, morta soffocata da batuffoli di ovatatta che le erano stati infilati nella bocca. La notte tra il 5 e il 6 dicembre scorsi, invece, venne uccisa a bastonate Antonietta Giuliano, di 77 anni, di Minervino Murge (Bari). L' anziana - che viveva sola - venne uccisa, probabilmente a scopo di rapina, con colpi alla testa, al torace e al volto. La catena di violenza in Puglia nei confronti degli anziani comincia il 25 aprile del 1996 a Lucera (Foggia), dove viene uccisa con una coltellata alla gola Celeste Madonna, di 81 anni. Il 30 maggio dello stesso anno a San Ferdinando di Puglia (Foggia) muore Giuseppina Garbetta, di 72 anni, sgozzata con due fendenti.

ANZIANI UCCISI IN PUGLIA: PERIZIE SU PRESUNTO SERIAL KILLER

(ANSA) - BARI, 23 GEN - Una persona lucida e senza alcuna particolare patologia, in preda piuttosto ad uno stato ansioso: questo e' quanto emerso dalle prime due perizie psichiatriche eseguite nel carcere di Taranto su Ben Mohamed Ezzedine Sebai, 32 anni, indicato come il presunto ''serial killer delle vecchiette''. Tuttavia, nel corso degli interrogatori con i carabinieri, Sebai ha evidenziato una personalita' complessa: in alcune circostanze ha mantenuto un atteggiamento fermo, quasi di sfida; in altre si e' lasciato andare a gravi momenti di sconforto dichiarandosi vittima di un errore giudiziario. L' extracomunitario in due circostanze ha anche tentato il suicidio. Gli investigatori hanno ripercorso a ritroso le tappe della vita di Sebai. L' uomo, nato a Kairowan (Tunisi) e proveniente da una famiglia numerosa, decise di trasferirsi in Italia alla ricerca di un lavoro, ma senza successo. Per un certo periodo mantenne i contatti con i parenti, ai quali avrebbe anche inviato saltuariamente denaro. Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno ipotizzato che il tunisino cambiasse nome dopo ogni omicidio in ossequio ad una specie di rito di purificazione della propria identita'.

PROCESSO STEVANIN: LA VICENDA SU SITO INTERNET 'SERIAL KILLER'

(ANSA) - PAVIA, 28 GEN - L'intera vicenda del 'serial killer' veronese Gianfranco Stevanin e' da oggi 'raccontata' su Internet, in occasione della fase finale del processo a carico dell'agricoltore veronese accusato di sei omicidi e di una violenza carnale. Il sito Internet, intitolato ''Serial killer home page'', e' attivo dal settembre 1996. Le pagine sono state realizzate a Pavia da due giornalisti (uno della 'Provincia Pavese' e uno dell' 'Arena' di Verona), assieme a due studenti universitari pavesi e con la collaborazione saltuaria di altri studenti. All' interno delle numerose pagine dedicate a Gianfranco Stevanin si possono trovare fra l'altro un suo profilo psicologico e le schede delle vittime. Restando anonimi, sara' possibile anche esprimere la propria opinione sulla imminente sentenza. La ''Serial killer home page'' e' l' unico sito italiano interamente dedicato agli assassini seriali, con notizie da tutto il mondo aggiornate settimanalmente, studi criminologici e investigativi dedicati a fatti di cronaca. Fino a oggi, hanno detto gli organizzatori, il sito ha registrato circa 20 mila contatti.

MESSICO: QUASI 100 RAGAZZE UCCISE DA 'SERIAL KILLER'

(ANSA) - CITTA' DEL MESSICO, 30 GEN - E' panico nella citta' messicana di Ciudad Juarez, alla frontiera con gli Stati Uniti, dove un 'serial killer' violenta e uccide giovani ragazze in uno scenario che sembra tratto dalla migliore cinematografia 'nera'. I primi casi, si apprende oggi, furono segnalati alla polizia tre anni fa, ma negli ultimi tempi c'e' stato un forte aumento dei delitti tanto che ora sono 97 le giovani uccise, tutte fra i 15 e i 20 anni. Le vittime erano studentesse e molto magre, e sono state violentate e poi strangolate allo stesso modo dall'assassino, forse proveniente dal vicino Texas. La situazione e' diventata talmente preoccupante che la Commissione nazionale per la difesa dei diritti umani del Messico ha chiesto una relazione sui delitti ad Arturo Chavez, procuratore dello stato di Chihuahua in cui si trova Ciudad Juarez. Le indagini, alle quali hanno partecipato anche esperti americani, hanno portato finora all'arresto di una decina di persone sospette, ognuna delle quali ha poi potuto dimostrare la sua innocenza ed e' stata rilasciata. Uno dei detenuti, il cittadino egiziano Sharif Sharif, 50 anni e dirigente di un'azienda americana con sede a Ciudad Juarez, e' ancora in carcere perche' giudicato responsabile di alcuni dei delitti. Ma dopo il suo arresto la tragica serie non si e' fermata.

ITALIA 1: MILLENNIUM (14 GENNAIO - ORE 22.40)

(ANSA) - MILANO, 4 GEN - ''L'essenza del male'' - Il dottor Ephraim Fabricant e' un pericoloso serial killer rinchiuso da sei anni in un carcere di massima sicurezza per aver ucciso cinque infermiere a cui ha asportato gli organi. Fabricant, ricoverato in ospedale per un intervento chirurgico, viene liberato da uno sconosciuto che gli asporta entrambi i reni e lo riporta morente in clinica. Frank, chiamato ad indagare, scopre che il serial killer corrispondeva dal carcere con una donna Lucy Butler residente in Virginia. - ''Il messaggero'' - Nel parcheggio di un supermercato Frank assiste ad una strana scena: Al Pepper viene avvicinato dal giovane Sam; improvvisamente un potente fascio di luce, proveniente dal corpo di Sam, fa cedere a terra Pepper.

OMICIDIO NOBILE ROMANO: AUTOPSIA, MORTO TRA DOMENICA E LUNEDI'

(ANSA) - ROMA, 7 GEN - Risalirebbe a circa 24 ore dal ritrovamento del corpo la morte di Enrico Sini Luzi, 67 anni, gentiluomo di Sua Santita', avvenuta nella sua abitazione in Viale Angelico, nel quartiere Prati, lo scorso lunedi' notte. E' quanto risulta dai primi esami autoptici cominciati oggi. Sini Luzi, che e' stato colpito al cranio con un pesante candelabro in ottone, sarebbe stato ucciso tra la mezzanotte di domenica e le 5 del lunedi' mattina. La salma non e' stata ancora messa a disposizione dei familiari per i funerali. Gli investigatori dei carabinieri, coordinati dal colonnello Paolo La Forgia, hanno intensificato gli accertamenti per chiarire la matrice del delitto. Allo stato attuale delle indagini, i carabinieri continuano a prendere in considerazione la pista omosessuale anche se non escludono altre ipotesi, compreso l' omicidio a scopo di rapina. Gli inquirenti hanno anche controllato, senza risultati, i cassonetti dell' immondizia nelle adiacenze dell' edificio dove abitava il gentiluomo vaticano, allo scopo di ritrovare il portafogli e i documenti dell' uomo portati via dall' omicida. (

Tra gli ambienti in cui si indaga, e' stata anche controllata la zona di Valle Giulia, non lontana da Viale Angelico, frequentata abitualmente nelle ore serali da chi predilige partner omosessuali, senza pero' trovare riscontri. Gli investigatori tendono poi ad escludere la possibilita' che ad uccidere Sini Luzi sia stato un serial killer perche', hanno spiegato, per avallare questa possibilita' bisogna avere punti di contatto e analogie ben piu' evidenti di quelle registrate negli ultimi casi di omicidi di omosessuali compiuti nella capitale.

'MOSTRO' FIRENZE: DE FAZIO, NON SONO DELITTI SESSUALI

(ANSA) - FIRENZE, 12 GEN - Se sono state piu' persone a commettere i delitti del ''mostro'' di Firenze, allora la loro motivazione non era di tipo sessuale: questa la conclusione alla quale e' giunto oggi, nell'aula della corte d'assise dove si celebra il processo a Mario Vanni, Giancarlo Lotti e Giovanni Faggi, il professor Francesco De Fazio, autore, 12 anni fa, di una perizia criminologica sui duplici omicidi. De Fazio, insieme ai suoi collaboratori dell' universita' di Modena, autori con lui della perizia (Salvatore Luberto, Giovanni Beruschi, Ivan Galliani e Giovanni Pierini), era stato chiamato a deporre dall'avvocato Nino Filasto', difensore di Vanni, proprio in base ai risultati di quella perizia che diceva che il killer delle coppiette era uno solo, certezza ribadita successivamente dal criminologo. ''Noi - ha detto De Fazio - abbiamo stabilito che era stata una sola mano a sparare e che era stata una sola mano a compiere le escissioni sul corpo delle vittime. Ci avevano chiesto di appurare che tutti i delitti fossero attribuibili alla stessa mano e noi questo lo abbiamo appurato. Non ci siamo mai posti il problema che fossero due persone diverse, una a sparare ed una a tagliare, ma oggi dico che non ci sono elementi che rendano impossibile questa ipotesi. Ma se uno sparava ed uno tagliava, allora mi riesce difficile riportare ad unita' questi due atti in un' unica motivazione sessuale''

''Da studioso - ha poi detto il professor De Fazio parlando con i giornalisti - la mia analisi dice che l'assassino e' uno solo e che la motivazione e' sessuale. Ma niente impedisce che fossero piu' persone, non ho elementi per escluderlo e neppure per acclararlo. Cambia, pero', la motivazione. Allora, forse, le escissioni sono state fatte su commissione, anche se riesce difficile capire perche' sono andati a cercare coppie e non, ad esempio, donne sole''. Andando, poi, ad esaminare i vari delitti, De Fazio ed i suoi collaboratori hanno, ad esempio, trovato ''molto difficile da ipotizzare'' che nella tenda dei due francesi a Scopeti (1985) potessero entrare due assassini. In letteratura, hanno aggiunto, non esistono altri casi di omicidi di gruppo che hanno come obiettivo l'asportazione di feticci. Il criminologo Francesco Bruno, sentito dopo De Fazio, invece non ha dubbi: in base alle sue ricerche l'autore degli omicidi ''e' uno solo, un serial killer altamente organizzato, capace di attendere anni, di lasciare pochissimi elementi utili alle indagini, di avere una grande capacita' di autocontrollo che gli fa volgere a proprio favore anche gli imprevisti che via via si sono verificati''. Una persona, secondo Bruno, ''che ha individuato le coppie come obiettivi del suo delirio ed ha esercitato una ritualita' tale da essere inequivocabile per il significato patologico di natura sessuale''.

BELGIO: PANDY, NUOVE RIVELAZIONI SU PRESUNTO SERIAL KILLER

(ANSA) - BRUXELLES, 15 GEN - I resti umani ritrovati a Bruxelles nella casa dell'ex pastore ungherese Andras Pandy, da tre mesi in carcere perche' accusato di avere ucciso almeno dieci persone, non appartengono a membri della sua famiglia. Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori dell'Univerista' di Bruxelles, sono state oggi confermate dal tribunale. Il presento serial killer e' accusato infatti di aver ucciso tra gli altri le due ex mogli e quattro degli otto figli, con la complicita' della figlia-amante Agnes. Accuse che l'ex pastore protestante continua a negare, mentre la figlia Agnes Pandy ha confessato che i corpi dei famigliari uccisi erano stati dissolti in un acido stura-lavandini. Il tribunale di Bruxelles dovra' ora determinare a chi appartengono i resti umani ritrovati: un'indagine enorme se si considera che sono piu' di un migliaio le persone date per disperse in Belgio nell'ultimo decennio.

CINEMA: ASHLEY JUDD, SESSO E SPORT CONTRO I SERIAL KILLER

(ANSA) - ROMA, 16 GEN - Sull' utilita' della pena di morte come deterrente per i serial killer ha qualche dubbio, ma sesso e sport, che in modi diversi tengono in forma chiunque, possono aiutare contro la minaccia di un pericoloso assassino. Almeno nella finzione: a parlare e' infatti Ashley Judd, l' attrice americana originaria di Nashville, protagonista con Morgan Freeman di ''Il collezionista'', ennesima variazione sul tema degli assassini seriali, in uscita in Italia il 13 febbraio. Nota soprattutto per la sua parte in ''Heat-La sfida'' accanto a Robert de Niro e per una love story con Val Kilmer (''la realta' della vita e' diversa dai pettegolezzi perche' e' molto piu' complicata''), Judd, che e' stata apprezzata anche in ''Smoke'' e ''Crocevia per l' inferno'' di John McNaughton, in questo film e' una dottoressa esperta di ''kickboxing'' sfuggita ad un serial killer cui da' la caccia Freeman. ''E' vero - dice - questo tipo di assassini ha una fascinazione particolare sulle persone. Il dibattito sulla pena di morte e' infinito perche' il vero punto e': crediamo nella possibilita' della riabilitazione? Personalmente credo nei miracoli e nella grazia piu' che nella pena di morte''. Quanto a sport e sesso, che il suo personaggio pratica con identica disinvoltura, dice: ''in entrambi i casi si suda e si ricava soddisfazione personale, a volte possono essere intercambiabili''.

GB: 7 PROSTITUTE UCCISE A GLASGOW, SI TEME SERIAL KILLER

(DI PIER ANTONIO LACQUA) (ANSA) - LONDRA, 3 MAR - Una e' stata accoltellata diciassette volte e strangolata. Un'altra e' stata mutilata e buttata a pezzi in una discarica. Una terza e' stata denudata, stuprata, uccisa senza pieta'. E' terrore tra le prostitute di Glasgow: negli ultimi sei anni sette di esse sono state ammazzate in modo spesso efferato e non e' escluso che i delitti siano opera di un unico serial killer con gravi turbe sessuali. La vittima piu' recente, Margo Lafferty, aveva ventisette anni, era un'eroinomane ed esercitava la professione nel piccolo quartiere a luci rosse della citta' scozzese. E' stata picchiata a sangue, con furia selvaggia. Il suo cadavere e' stato ritrovato due giorni fa davanti all'ingresso di un palazzo, sotto un palmo di neve. Quattro mesi fa una mercenaria dell'amore attiva nella stessa area, Tracy Wylde, ventunenne, e' stata rinvenuta senza vita nella casa dove riceveva i clienti, dopo che una videocamera l'aveva ripresa mentre usciva dal quartierino a luci rosse in compagnia di un uomo ben vestito. Nemmeno uno dei sette omicidi a danni di donne di strada e' stato risolto. La polizia dice di non avere elementi concreti per sospettare l'esistenza di un unico serial killer e in effetti la ''tecnica'' varia da delitto a delitto.

A detta di Lynn Nixon, madre di Diane, una delle vittime, gli investigatori hanno indagato finora con estrema negligenza: ''Saremmo in una situazione ben diversa - ha denunciato - se si trattasse di cosidette ragazze rispettabili. Ma anche la mia Diane ha diritto alla stessa giustizia''. Un'altra madre, Alice Wilson, e' convinta che un unico uomo, con un forte odio ''per le prostitute o per tutte le donne'', sia responsabile della catena di omicidi. Una parte delle settecento prostitute di Glasgow va adesso a lavorare nella vicina Edimburgo ma a dispetto della grande paura per ''jack lo squartatore'' il grosso delle mercenarie continua a vendersi come prima. ''Molte di esse - ha spiegato Roseann Coutts, un'assistente sociale - sono tossicodipendenti e hanno bisogno di soldi per comprarsi la droga, per lo piu' eroina. Non vedono alternative''. Le piu' prudenti hanno preso a battere in coppia, cosi' da prendere reciprocamente i numeri di targa dei clienti, frequentando quei tratti di marciapiede e di asfalto dove operano in bella vista telecamere di sorveglianza. La polizia ha anche consigliato alle dispensatrici di eros a pagamento di non salire mai in auto dove ci sia piu' di un uomo e di non indossare mai sciarpe, facilmente usabili in un raptus omicida come arma di soffocamento.

MOSTRE: ''VAMPIRI'' A MILANO

(ANSA) - MILANO 4 MAR - E' dedicata al mito del 'vampiro' una singolare mostra, inaugurata oggi presso i ''Musei di Porta Romana'', dove rimarra' fino al 31 maggio. La rassegna e' divisa in diverse sezioni. Nella prima, intitolata ''Dalla preistoria all'etenita''', sono presentate riproduzioni di brani e di libri che, dai Greci al 1700, parlano di vampiri, illustrazioni nell' arte antica, ricostruzioni di oggetti che secondo la credenza popolare potevano servire a respingerli o ad ucciderli. Vi sono anche ritratti di Vlad Tepes, il nobile della Vallacchia che impersonifico' questo mito. Sono inoltre documentati miti e leggende che nel mondo si rifanno a vampiri, articoli di giornali ed altre testimonianze sulla loro reale esistenza. Un' altra sezione e' dedicata ai fumetti ispirati ai vampiri, ricca di disegni originali di Crepax e di altri autori di memorabili ''Dracula''. Anche cinema e tv partecipano alla rassegna con proiezioni di filmati e serial sui vampiri. Una sezione letteraria parte da Bram Stoker, inventore del conte Dracula, per passare ad altri autori che si sono cimentati su questo mito sino al fotoromanzo. Vi sono anche libri e cartoni animati per bambini. Foto di scena e locandine documentano spettacoli teatrali e di balletto sul tema del vampiro. Non mancano i giochi, di carte, da tavolo e video, pupazzi, maschere, gadget (fra cui caramelle all' aglio). Infine, il vampiro nella politica con originali di vignette satiriche.

USA: LOUISIANA, ARRESTATO TASSISTA SOSPETTATO 25 OMICIDI

(ANSA) - WASHINGTON, 4 MAR - Dal 1991 avrebbe ucciso 25 persone tra prostitute, tossicodipendenti e transessuali a New Orleans, strangolandole o usando un'overdose di droga, forse insieme ad altri complici. La polizia ha oggi incriminato Russell Ellwood, 47 anni, tassista, che per gli inquirenti ha ''una passione per i rapporti sessuali con persone che non sono in controllo del proprio corpo''. Ellwood ha negato tutte le accuse, ma per la polizia e' caduto piu' volte in contraddizione, convincendo il giudice che era il caso di spiccare il mandato d'arresto. L'uomo e' anche sospettato di altri otto omicidi. Gli inquirenti contano su un gran numero di testimoni che si sono fatti vivi con la polizia dopo l'arresto del presunto assassino (in ottobre a causa di violazioni recidive nella guida), tra cui una prostituta ex ragazza di Ellwood, e un carcerato della Florida con cui Ellwood divenne amico mentre scontava una condanna per spaccio di droga. Cheryl Lewis, una delle donne che Ellwood avrebbe assassinato, affogo' mentre era sotto l'effetto di cocaina e anfetamine. Il corpo fu ritrovato in una palude di Hahnville (New Orleans) il 20 febbraio 1993. Il giorno dopo, poco distante dalla palude, un'altra donna fu trovata morta. Strangolata e con alto tasso di cocaina nel sangue. Mesi dopo, un poliziotto fermo' Ellwood nella stessa zona, in piena notte. Il tassista disse che si era fermato per cambiare l'olio all'auto.

UNGHERIA: CRIMINALITA', GOVERNO INTERCETTERA' TELEFONINI

(ANSA-REUTERS) - BUDAPEST, 5 MAR - Il governo ungherese ha fatto sapere oggi che intercettera' anche i telefoni cellulari nel quadro di una serie di misure anticrimine che intende varare per contrastare un'ondata di violenza che ha fatto negli ultimi giorni diverse vittime. Per anni la polizia si e' lamentata per il fatto di non poter intercettare esponenti della criminalita' organizzata che comunicano con i telefonini perche' non aveva l'autorizzazione delle compagnie che gestiscono la telefonia mobile. Queste si erano detto disposte a collaborare con le forze dell'ordine a patto che il governo si facesse carico delle spese per l' installazione delle apparecchiature necessarie per le intercettazioni. Dopo l'assassinio, il mese scorso, del magnate dei 'mass media' Janos Fenyo, e il caso del serial killer che da meta' gennaio ha ucciso quattro commesse, sono cresciute le pressioni sul governo, che ora intende obbligare i gestori dei telefonini a dare il permesso per le intercettazioni. ''Faremo in modo che nel piu' breve tempo possibile i telefonini vengano controllati'' ha detto il portavoce del governo, Elemer Kiss. Il portavoce ha aggiunto che la legislazione vigente obbliga tutti i gestori a rendere possibile la sorveglianza. ''Solo se i controlli dei telefonini saranno possibili la legge verra' pienamente rispettata'', ha detto Kiss.

GIAMPAOLO RUGARLI ANCORA UNA VOLTA DALLA PARTE DEL 'MOSTRO'

(ANSA) - ROMA, 6 MAR –GIAMPAOLO RUGARLI, ''UNA GARDENIA NEI CAPELLI'' ''Il pericolo e' altrove: sta in agguato/ trattenuto da fragili catene/ l'oscuro mostro che ci mangia il cuore...'' Nel 1991 Giampaolo Rugarli introduceva con questi versi ''Il punto di vista del mostro'', una raccolta di racconti incentrati appunto sulla 'mostruosita''. Il tema torna nel suo nuovo romanzo, ''Una gardenia nei capelli''. Titolo apparentemente gentile per una storia inquietante, il cui protagonista e' ancora una volta un mostro, anzi un serial killer con undici vittime all'attivo. E' un uomo qualunque, un oscuro ragioniere che se non raccontasse le sue imprese omicide potrebbe risultare il piu' banale tra i personaggi del romanzo. La sua mostruosita' e' infatti lo scarto dalla norma e in questo senso costituisce un elemento di fascino nella macchina delle falsificazioni che lo scrittore gli costruisce intorno con abilita'. ''Vi sono situazioni di frontiera - gli fa dire Rugarli - come succede ad attraversare un sogno o un fatto inconsueto o una possibilita'. Lungo un tale crinale le reazioni soggettive possono essere le meno prevedibili, le piu' sconcertanti; e' in questa marca di confine che agiscono gli artisti, gli eroi, i santi e, se lo permettete, i mostri''.

PROSTITUTA URUGUAYANA SGOZZATA A TRENTO

(ANSA) - TRENTO, 7 MAR - Una prostituta uruguayana di 24 anni e' stata uccisa e sgozzata la notte scorsa nel suo appartamento alla periferia nord di Trento. Il corpo della vittima, della quale non si conoscono ancora le esatte generalita', e' stato trovato riverso sul letto in seguito ad una serie di telefonate anonime fatte ai centralini della polizia e dei carabinieri, che si trovano ora sul posto assieme al sostituto procuratore della repubblioca Giuseppe De Benedetto, che coordina l' inchiesta. La morte della giovane risalirebbe alle prime ore di oggi, tra l' una e l' una e trenta della notte. Secondo i primi accertamenti, la prostituta si trovava da circa un anno a Trento ed era rintracciabile normalmente in via Brennero, all' altezza del centro commerciale ''Top Center''. L' omicidio sarebbe avvenuto nell' appartamento al sesto piano di un' abitazione del quartiere di Gardolo, dove nell' agosto dello scorso anno un uomo venne massacrato in strada dopo aver chiesto ad un pregiudicato calabrese di abbassare il volume della sua autoradio. Secondo i primi rilievi, sarebbe stata accoltellata piu' volte e quindi sgozzata. La vittima e' Maria Jesus Vasquez, nata a Montevideo (Uruguay) ma con cittadinanza spagnola. Risultava residente a Barcellona e da un anno anche a Trento. L' omicidio e' avvenuto in un appartamento al sesto piano di uno stabile, poco abitato, in via Lunelli, nella zona di Centochiavi, nei pressi di Gardolo, a nord di Trento. La donna e' stata uccisa da una ferita alla gola nella stanza da letto, ritrovata dagli inquirenti in ordine e senza grosse tracce di sangue. Il corpo era steso seminudo sul letto. Le indagini sono rivolte al mondo della prostituzione, anche se dall' appartamento sembrebbe sparito del denaro. La donna aveva peraltro ancora al polso un orologio d'oro. ''Siamo in possesso di concreti elementi che ci consentono di lavrorare'' si e' limitato a dire il Pm De Benedetto rimasto oggi a lungo sul posto con il capo della squadra mobile del capoluogo Paolo Sartori e il maggiore Conti dei carabinieri. Si ipotizza possa trattarsi di uno dei clienti, soprattutto giovani, con i quali la donna si intratteneva nella sua abitazione, come hanno confermato gli inquilini dello stabile. Sono tre gli omicidi di donne avvenuti in Trentino negli anni '90 tuttora irrisolti: a S.Martino di Castrozza nell' agosto '90, a Trento nel gennaio '91, dove una prostituta fu uccisa a coltellate nel suo appartamento, ed a Arco nel settembre '94 dove fu accoltellata la socia di un Night Club.

OMICIDIO PROSTITUTA A TRENTO: DUBBI SULL'IDENTITA' SPAGNOLA

(ANSA) - TRENTO, 8 MAR - Si allargano le indagini per l' omicidio di Maria Jesus Farga Vasquez con l' intervento, parallelo al lavoro della squadra mobile e dei carabinieri di Trento, di personale specializzato della polizia scientifica. E' stata contattata la polizia a Barcellona per controllare la vita della giovane prostituta spagnola. Gli inquirenti non lo confermano, ma pare che vi siano fondati dubbi sui documenti ritrovati, il passaporto e la patente, e quindi sulla reale identita' della ragazza. L' indirizzo riportato e' quello di una zona bene della citta' catalana e quindi la sua decisione, se reale, di trasferirsi a Trento per prostituirsi appare quantomeno singolare vista la possibilita' di svolgere tale lucrosa attivita' direttamente in Spagna. Anche ieri sera sono state ascoltate delle prostitute nella zona a Nord di Trento, durante un controllo effettuato da agenti della squadra mobile, con il commissario capo Paolo Sartori, e dai carabinieri. Non e' stata invece rintracciata la donna con cui la vittima aveva diviso l' appartamento di via Lunelli. Parallelamente alle verifiche si attendono gli esiti della ricerca sui tabulati Tim per verificare le telefonate ricevute dalla giovane spagnola sul proprio cellulare. La ricerca richiede pero' - secondo quanto appresa da fonti vicine all' inchiesta - almeno tre giorni. Polizia e carabinieri potranno quindi disporre dei tabulati non prima di domani sera.

FRANCIA: SERIAL KILLER PARIGI, DIFFUSA FOTO MAGLIETTA

(ANSA) - PARIGI, 9 MAR - Gli inquirenti francesi hanno diffuso oggi la foto di una maglietta probabilmente appartenuta al serial killer di Parigi, che l'ha abbandonata sul luogo di uno dei suoi sette delitti commessi fra il 1991 e il 1997. La brigata criminale e' da tempo sulle tracce del maniaco, che ha stuprato ed ucciso sette giovani donne nel quartiere attorno alla Bastiglia. Per tre di questi delitti c'e' gia' la prova del Dna. L'ultimo assassinio imputato all'uomo, di cui e' stato diffuso a novembre un identikit, risale al 16 novembre dell'anno scorso. Accanto al cadavere di Estelle Magd, la segretaria trucidata dal killer, sarebbe stata trovata la maglietta grigia, a manica corta, con un cappuccio munito di laccio, taglia 46-48. La polizia spera anche - secondo fonti attendibili - di ''riuscire ad identificare la fabbrica o il distributore della maglietta, sulla quale non c'e' alcuna etichetta ne' marchio''.

UCCISA A VARAZZE: IDENTIFICATA, ERA PROSTITUTA ALBANESE

(ANSA) - VARAZZE (SAVONA), 10 MAR - E' stata identificata la ragazza trovata morta ieri a Varazze. Si tratta di una albanese di 25 anni, domiciliata a Genova, segnalata negli archivi delle forze dell' ordine come prostituta. La donna era stata raggiunta di recente da un decreto di espulsione dal territorio italiano. L' identita' e l' attivita' della donna supporterebbero l' ipotesi di un regolamento di conti, di un' esecuzione maturata nell' ambiente della malavita e del racket del ''marciapiede''. Il delitto e' stato scoperto ieri mattina, poco dopo le 10, da un passante che stava conducendo a passeggio il cane lungo una strada di periferia dove un tempo correva la linea ferroviaria. La ragazza sarebbe stata uccisa poche ore prima del ritrovamento, con un colpo di pistola di grosso calibro che le avrebbe trapassato il cranio. La ragazza, alta un metro 55 centimetri, capelli biondo ramati, carnagione chiara, senza particolari segni di riconoscimento, e' stata trovata nuda sulla scogliera. La zona e' prossima al confine tra i comuni di Varazze e Cogoleto, a cavallo tra le province di Savona e Genova. Ulteriori particolari sul delitto saranno forniti agli investigatori dall' esame autoptico sul cadavere, in corso di esecuzione.

GERMANIA:DUE SCOLARI UCCISI E FATTI A PEZZI,SPETTRO PEDOFILO

(ANSA-AFP) - HANNOVER (GERMANIA), 11 MAR - Serpeggia la paura di un pedofilo serial killer a Peine, cittadina vicino ad Hannover (centro Germania) dove negli ultimi tempi due scolari sono stati uccisi, fatti a pezzi e ritrovati a pochi chilometri di distanza. La polizia brancola nel buio: ''non abbiamo ancora alcuna pista, nonostante i molti indizi'', ha detto un portavoce. I resti sezionati di Jasmin Stieler, 18 anni, furono ritrovati nell'ottobre del 1996 ai bordi di uno stagno vicino a Peine. Il corpo nudo, decapitato e smembrato di Markus Wachtel, 13 anni, scomparso sabato dalla sua casa, e' stato ritrovato ieri dopo intense ricerche a meno di un chilometro dalla sua casa. Testa e membra erano state sparpagliate in un raggio di una decina di metri.I suoi abiti non sono ancora stati ritrovati. Secondo i risultati dell'autopsia, il ragazzo e' stato probabilmente strangolato nella notte tra sabato e domenica. Uscito di casa Markus stava recandosi da un amico a 200 metri dalla sua abitazione e aveva detto che sarebbe rientrato verso le 21:00. Nella zona ora aleggia lo spettro di un serial killer pedofilo, anche se la polizia ha detto che finora non e' stato stabilito alcun legame chiaro tra i due omicidi.

SERIAL KILLER MILANO: INFERMO DI MENTE, NIENTE PROCESSO

(ANSA) - MILANO, 13 MAR - Gaspare Zinnanti, il serial killer che uccise tre persone a Milano sostenendo di voler purificare le loro anime per salvarle dalla dannazione, e' stato dichiarato non imputabile in quanto totalmente infermo di mente. In questo senso si e' espresso il gip Renato Bricchetti, annullando quindi il processo in Corte di Assise. L' uomo, che ha 35 anni, ed e' originario di Palermo, nel marzo dello scorso anno,aveva ucciso in due giorni Francesca Coelli, con la quale aveva avuto anche una relazione sentimentale, e due amici, Alvaro Calvi e Vincenzo Zenzola, tutti ammazzati a colpi di martello e trinciapollo. Zinnanti si e' attribuito anche un tentato omicidio, avvenuto sempre in quei giorni: quello di Genoveffa Nuzzo, sospinta sui binari della metropolitana mentre era in attesa di un treno alla stazione Sondrio. La donna, dopo alcuni giorni in fin di vita, riusci' a superare la crisi e si salvo'. Zinnanti invece fu arrestato alla fine di marzo mentre compiva una rapina nei pressi della Stazione Centrale di Milano.

Sottoposto a perizia da parte dello psicopatologo forense Gianluigi Ponti, Zinnanti fu definito totalmente incapace di intendere e volere in quanto ''affetto da una grave ed acuta schizofrenia e dotato di elevatissima pericolosita' sociale''. Il decorso della malattia appare non prevedibile e le possibilita' che possa verificarsi la guarigione sono molto scarse. Da qui la decisione del gip di ritenere Zinnanti non imputabile per infermita'. Gaspare Zinnanti dovra' stare a tempo indeterminato nell' ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, dove, ogni sei mesi, sara' sottoposto ad accertamenti per controllare le sue condizioni di salute. Il pm Rosario Spina, considerando la pericolosita' sociale del soggetto, aveva chiesto come misura di sicurezza 15 anni di detenzione in ospedale giudiziario.

PROSTITUTA UCCISA A VARAZZE: SI CERCA PISTOLA DELITTO

(ANSA) - VARAZZE (SAVONA), 16 MAR - Nuove ricerche nella zona sul litorale di Varazze dove e' stata trovata morta la prostituta albanese venticinquenne Stela Truya, che abitava a Genova presso una pensione di via Balbi. I carabinieri anche stanno setacciando, con l' ausilio del nucleo subacqueo, il tratto di mare antistante la scogliera di Piai di S. Giacomo, tra Varazze e Cogoleto, in cerca della pistola di grosso calibro con la quale il killer ha ucciso la ragazza con un colpo alla fronte. I militari avevano gia' cercato l'arma sulla scogliera con l'ausilio di un metal- detector. Le indagini intanto proseguono su piu' fronti. E' sempre ricercato il ''protettore'' albanese di Stela, che subito dopo il delitto, avvenuto nella notte tra domenica 8 e lunedi' 9 marzo, ha fatto perdere le tracce. I carabinieri della Compagnia di Savona stanno continuando ad interrogare amiche e connazionali di Stela. Una di queste era stata sottoposta a fermo giudiziario venerdi' scorso, perche' reticente alle domande degli inquirenti, ma era stata rimessa in liberta' dopo poche ore. E' stata smentita inoltre dai carabinieri, stamane, la notizia riportata da un giornale circa un presunto legame sentimentale della vittima con un giovane di Varazze.

DONNA TROVATA MORTA ACCOLTELLATA A PIETRA LIGURE

(ANSA) - GENOVA, 18 MAR - Il cadavere di una donna, si presume una prostituta, e' stato trovato stamane, all'alba, in una zona abbandonata dietro l'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, in provincia di Savona. Secondo le prime frammentarie notizie, la donna sarebbe stata accoltellata e il corpo abbandonato in una sorta di discarica. L' abbigliamento della donna, secondo i primi accertamenti, conferma che si tratta di una prostituta, probabilmente slava o albanese. Sarebbe stata uccisa intorno alle quattro o alle cinque del mattino e sembra si tratti di un' esecuzione. Il corpo e' stato rinvenuto da un uomo che si recava al lavoro alle 6.30 in una zona poco frequentata dietro l' ospedale ai marigini di una stradina immersa tra gli ulivi. Dal 31 dicembre a oggi, questa e' la terza prostituta uccisa in provincia di Savona.

OMICIDIO PROSTITUTA A PIETRA LIGURE: UN COLPO ALLA NUCA

(ANSA) - ALBENGA (SAVONA), 18 MAR - E' stata fatta inginocchiare e freddata con un colpo di pistola alla nuca. Questa la prima ricostruzione che trapela dalle indagini sull' omicidio di una prostituta, probabilmente ucraina, di 25 anni, uccisa questa notte a Pietra Ligure. Il suo nome viene tenuto per il momento segreto dai carabinieri, i quali, su ordine del sostituto procuratore Franco Greco non hanno fornito particolari sul delitto e hanno vietato ai cronisti di avvicinarsi anche al luogo del delitto. Da quanto trapela, pare certo che si sia trattato di un' esecuzione: la ragazza, intorno alle 4 di questa notte e' stata prelevata dal rettilineo dell' Aurelia di Albenga, epicentro della prostizione del Ponente (non lontano dal posto in cui un anno fa venne uccisa una prostituta albanese) ed e' stata condotta in auto a Pietra Ligure, in una strada di periferia in collina alle spalle dell' ospedale Santa Corona. Qui sarebbe stata trascinata per alcuni metri e fatta inginocchiare per l' esecuzione. Il cadavere e' stato ritrovato alle 6.30 ai bordi della strada da un bidello che abita nella zona e che stava andando a lavorare. Attualmente e' in corso un rastrellamento nella zona di Albenga: numerose prostitute e anche alcuni uomini sono stati condotti nella caserma dei carabinieri.

PROSTITUZIONE: SI ALLUNGA SERIE OMICIDI IN LIGURIA

(ANSA) - GENOVA, 18 MAR - Ancora una prostituta uccisa in Liguria: con la giovane trovata stamane a Pietra Ligure (Savona) sono 4 gli omicidi dall'inizio dell'anno. Due vittime sono italiane e due straniere. La nazionalita' delle uccise sembra dividere in modo netto le indagini su questi delitti: mentre per le due italiane vi sono elementi concreti (in un caso l'omicida e' reo confesso, nel secondo vi sono sospetti su clienti), per le uccisioni delle straniere gli investigatori parlano apertamente di guerra tra clan di albanesi. - 1 gennaio: viene scoperto ad Andora (Savona) il corpo di Anna Giunti, 30 anni, milanese. Per il delitto e' stato arrestato un cliente della vittima, Ivo Giordano, camionista. - 2 febbraio: a lato dell'autostrada Genova-Savona, nei pressi di Arenzano (Genova), viene trovato il cadavere di Silvana Bazzoni, 38 anni, originaria della provincia di Verona. - 9 marzo: con un colpo di pistola alla nuca viene uccisa a Varazze (Savona) Stela Truya, albanese, 25 anni. L'hanno ammazzata di notte e hanno abbandonato il suo cadavere, completamente nudo per ritardarne il riconoscimento, lungo una strada sterrata a Punta San Giacomo, al confine tra le province di Savona e Genova. Dalle indagini e' emerso che Truya era stata raggiunta mesi fa da un provvedimento di espulsione ma era rimasta a Genova in un alloggio di fortuna nei pressi della stazione Principe.

L'omicidio di oggi ha molte analogie non solo con quello scoperto nove giorni fa a Varazze ma soprattutto con quello di una giovane uccisa il 6 febbraio del '97 ad Albenga: Domika Hoxhollari, in arte Dimitra, 20 anni, anche lei albanese venne trovata completamente nuda. Anche lei ''giustiziata'' con 2 colpi di pistola alla testa. Gia' allora le forze dell'ordine seguirono la pista della guerra tra bande di albanesi.

USA: FLORIDA, SENATO VOTA PER MANTENERE SEDIA ELETTRICA

(ANSA) - WASHINGTON, 19 MAR - Dopo la Camera statale, anche il Senato della Florida ha votato all'unanimita' per mantenere in funzione la sedia elettrica da 75 anni usata nelle esecuzioni nello stato. Si tratta della sedia che lo scorso anno incendio' la testa di un condannato, provocando cosi' una sospensione del suo utilizzo. Il governatore Lawton Chiles ha gia' assicurato la sua firma, cosi' la prossima settimana il primo a essere messo a morte dovrebbe essere il 'serial killer' Gerald Stano. Dei 38 stati dell'Unione che ammettono la pena di morte, solo sei usano la sedia elettrica. Intanto e' prevista per questa notte l'esecuzione in Virginia di Douglas Buchanan. I suoi avvocati avevano chiesto invano alla Corte Suprema federale di bloccare l'esecuzione perche' il governatore dello stato James Gilmore, che per la legge della Virginia deve prendere in considerazione un atto di clemenza, non poteva essere 'neutrale': quando era procuratore generale, infatti, si adopero' perche' Buchanan fosse condannato a morte.

SANITA':MORTI EPATITE B; LUCARELLI,NON CREDO A SERIAL KILLER

(ANSA) - PESARO, 19 MAR - ''Un serial killer in reparto? Non mi e' mai passato per la testa''. Il prof. Guido Lucarelli primario del reparto di ematologia dell' ospedale di Pesaro, dove si sono registrati otto decessi per un' epatite B fulminante, nega l' ipotesi di un maniaco che si aggiri furtivamente per la corsia propagando in qualche modo il virus e rilancia l' idea del sabotaggio. Gli otto malati hanno contratto l' infezione pochi mesi fa e sono morti nel giro di poche settimane. ''Nell' apertura di una falla cosi' grossa, con carica virale cosi' elevata, si doveva tenere presente per forza un gesto intenzionale''. Un' alta carica virale, che a giudizio di Lucarelli, sarebbe stata immessa direttamente nelle vene dei malati. ''Un meccanismo di questo tipo non puo' funzionare con un ago o una lametta, e neppure con l' eparina (il farmaco che secondo il comitato infezioni ospedaliere potrebbe essere uno dei possibili veicoli del contagio, ndr.)''. Secondo il professore toscano l' occasione non sarebbe mancata, perche' ci sono ''tanti 'veicoli' possibili dall' esterno all' interno, tanto materiale liquido che viene utilizzato per le procedure in questo reparto, dove tutti i pazienti sono portatori di cateteri venosi. Non ci vuole una grande astuzia e neanche una grande capacita'''

Intanto a Pesaro e' la giornata dell' attesa: si aspettano tra oggi e domani i risultati dell' indagine epidemiologica commissionata dal Cio all' Istituto Spallanzani di Roma. Dopo il decesso ieri di una ventottenne romagnola, al reparto infettivi l' ultima paziente proveniente da ematologia - una donna di 63 anni - e' in condizioni stazionarie, come pure gli altri malati di questa seconda ''ondata'' di epatite: un uomo di 65 anni ricoverato sempre allo Spallanzani di Roma e una bambina di 11 anni che si trova nel reparto di Lucarelli. Tutti e quattro sono risultati infettati da un virus dello stesso tipo di quello del portatore sano, ricoverato a Pesaro lo scorso ottobre, da cui, forse, ha avuto origine tutta la vicenda. Secondo gli ultimi dati, i quattro malati sono venuti a contatto con il virus tra il 16 e il 17 dicembre scorsi quando erano tutti ricoverati nel reparto di ematologia.

SANITA': MORTI EPATITE 'B'; UNA RIDDA DI IPOTESI

(DELL' INVIATA ALESSANDRA MASSI) (ANSA) - PESARO, 19 MAR - Il prof. Guido Lucarelli non crede all' ipotesi del ''serial killer, dell' uomo nero, del folle'' che, magari armato di un qualche agente infettante, si sia aggirato nel reparto di ematologia di Pesaro a ottobre e a dicembre, seminando morte e lutti. Per lui, che pure aveva prospettato l' idea del 'crazy act', del gesto di un folle, dietro a quegli 11 casi finora accertati di epatite 'B', dei quali otto con esito mortale, oggi l' ipotesi piu' credibile e' quella della ''mano infida'' di un sabotatore. ''Qualcuno - spiega - che avrebbe agito non per uccidere'', ma solo per danneggiare la sua reputazione e quella del centro di trapianto di midollo osseo di Pesaro, che ha curato migliaia di bambini leucemici e talassemici. Un danno - secondo Lucarelli - che si voleva creare ''forse con qualche caso di infezione 'normale' di epatite 'B''', tanto per dare l' immagine di un reparto mal gestito. Se fosse cosi', per il primario, non ci vorrebbe ''neppure una grande astuzia o capacita', perche' stiamo parlando di imbecilli, di pidocchi, di miserabili''. Un fantomatico sabotatore sarebbe potuto penetrare abbastanza agevolmente nel reparto degenze dei leucemici che si trova al piano terra. Per Lucarelli, ''la strada piu' semplice sarebbe stata introdurre il virus in uno dei tanti flaconi di liquidi e soluzioni fisiologiche usati nel reparto, dove tutti i pazienti hanno cateteri venosi; flaconi infettati fuori di qui''

Sull' identita' di un simile personaggio Lucarelli non fa congetture. C' e' qualcuno che ce l' ha con lei? Gli viene chiesto. ''Si'''. Ha qualche idea? ''No''. Il primario esclude il coinvolgimento di qualcuno dei suoi collaboratori e anche la possibilita' di qualche ''errore umano, perche' abbiamo condotto un' analisi critica molto approfondita sulle procedure del reparto. Ed e' impossibile pensare che qualcuno qui dentro sia improvvisamente impazzito''. Ma la pista del serial killer o quella di un sabotatore sono solo le ultime, in ordine di tempo in una vicenda che fin dall' inizio ha avuto poche certezze e molte ipotesi. Le certezze riguardano il numero dei pazienti affetti dall' epatite: finora 11 in tutto, a cui si aggiungono due casi sospetti per i quali la magistratura ha disposto l' autopsia, il genoma virale che e' lo stesso per tutti i malati colpiti, compresa la ragazza morta ieri, i periodi in cui i pazienti sono entrati in contatto con il virus: 20 e 21 ottobre per ilprimo gruppo di infettati, 16 e 17 dicembre per il secondo. Le congetture, invece, riguardano le modalita' di trasmissione del contagio e gli eventuali responsabili. Un' indagine del comitato infezioni ospedaliere del nosocomio pesarese, che si e' avvalso di consulenti dell' istituto ''Spallanzani'' di Roma, ha individuato come possibile veicolo di contagio la procedura per la pulizia dei cateteri con flaconi multiuso di eparina.

SANITA': MORTI EPATITE 'B'; FIGLIO GIALLISTA AIUTA LUCARELLI

(ANSA) - PESARO, 20 MAR - Un figlio giallista corre in soccorso del prof. Guido Lucarelli, luminare della medicina tradito da un virus killer che ha fatto otto morti per epatite 'B' nel suo reparto modello, e gli e' costato altrettanti avvisi di garanzia per omicidio colposo plurimo. Fra oggi e domani Carlo Lucarelli, 37 anni, autore di gialli di successo (''Il giorno del lupo'') e di una fortunata trasmissione televisiva della Rete due, ''Mistero in blu'', lascera' la sua casa bolognese di Maderno per raggiungere il padre a Pesaro ed aiutarlo a capire ''cosa puo' essere successo in quella corsia'', dove ad agire potrebbe essere stato un sabotatore, o addirittura un serial killer, se la tesi piu' 'modesta' di un errore umano dovesse essere scartata. ''Sia chiaro - premette Carlo, primo di quattro figli nati dai due matrimoni dell' ematologo - io non sono un investigatore, e l' inchiesta la fanno magistratura e forze di polizia, ma mettere insieme un 'trust' di cervelli per ragionare sulle meccaniche del contagio puo' essere utile''. Per cominciare, come in ogni buon romanzo, lo scrittore invita a mettere a fuoco la figura del padre-protagonista, ''una persona carismatica, oggetto di santificazioni ma anche di demonizzazioni. Che ha molti adoratori e senz' altro dei nemici per i successi ottenuti nel campo dei trapianti di midollo osseo e le tante vite salvate''.

Un 'eroe' letterario a tutto tondo dunque, che puo' ben suscitare odi profondi e altrettanto devastanti gelosie professionali. Di qui, sempre secondo il giallista, l' ipotesi, piu' che plausibile, del sabotaggio ai danni del reparto. ''Ma in questo caso - spiega Carlo Lucarelli - non penserei al gesto del familiare di un paziente deceduto. Certo, chi subisce un dramma come la perdita di una persona cara, entrata in ospedale per curarsi, puo' essere indotto a cercare un capro espiatorio, ma e' difficile supporre che voglia uccidere altre persone. Piuttosto avrebbe sparato a mio padre''. ''No, in un giallo questo non riuscirei a metterlo''. E l' ipotesi di una vendetta di un collaboratore licenziato, di qualcuno che allontanato dall' equipe che opera nella divisione? ''Si', questo potrebbe essere - risponde Carlo, che pure non sa di minacce specifiche ricevute dal padre - e sarebbe uno scenario compatibile con quello di una rappresaglia sfuggita di mano'', da parte di chi magari voleva ''solo'' infettare senza uccidere, per gettare discredito sul reparto. Ma, e qui si entra nel cuore del giallo che appassiona giornali e tv, benche' ai parenti dei morti non piaccia quest' aura di fiction che avvolge una tragedia vera, Carlo non esclude neppure la pista del serial killer. ''Si', capisco che mio padre fatichi a crederci, perche' e' un' ipotesi agghiacciante. Al serial killer riesce a credere a cuor leggero solo il giallista''

Eppure, insiste il figlio del medico, ''il sospetto di un agente esterno, che entra in ospedale per uccidere, puo' essere fondato. L' abbiamo visto, anche recentemente a Genova, che ci sono maniaci delle corsie, che hanno a che fare con ospedali e infezioni''. Del resto ''quella del sabotatore o del serial killer sono le sole due ipotesi che restano in piedi una volta eliminate le altre''. Perche' ''non certo per amor filiale'' lo scrittore considera improponibili le tesi di un errore, di una 'malpractice' nel reparto, o di sperimentazioni non autorizzate, di cui a Pesaro peraltro si vocifera. ''La divisione di Muraglia - afferma - nel bene e nel male e' al centro dell' attenzione internazionale, e quindi molto controllata. Mio padre non e' un dottor Mengele che fa esperimenti in un laboratorio nascosto nella giungla. Dovrei immaginarmelo al lavoro di notte, in un sotterraneo, e non lo vedo proprio. Queste cose sarebbero gia' venute fuori cento volte''. Insomma, ''se c' e' un serial killer che va in giro ad ammazzare otto persone deve essere preso, e se invece e' un sabotatore, che lo prendano lo stesso prima che si impicchi per i sensi di colpa''. Ma come fa suo padre a rimanere cosi' padrone di se'? ''E' la finta tranquillita' dei poliziotti. E' abituato a reagire con la freddezza del medico. Quando avevo dieci anni, a volte tornava a casa dopo aver visto morire un bambino come me. Con la morte deve convivere''.

SERIAL-KILLER IN AZIONE DA ANNI, CRITICHE A POLIZIA

(ANSA) - LONDRA, 21 MAR - Piovono critiche sulla polizia britannica: uno o piu' 'serial killer' potrebbero aggirarsi da anni nel paese uccidendo una donna dopo l'altra e nessuno, scrive oggi il quotidiano 'Independent', se ne sarebbe accorto. Un attento esame dei 207 casi irrisolti di donne uccise tra il 1986 e il 1996, avrebbe permesso di individuare collegamenti tra molti degli omicidi finora considerati isolati. I risultati di questa inchiesta, chiamata 'Operazione Enigma' saranno inviati la prossima settimana ai capi delle 43 polizie responsabili della Gran Bretagna. Per informarli che 135 omicidi sembrano veramente frutto del caso e scollegati tra loro, ma gli altri 72 meritano un riesame alla luce delle nuove ipotesi. ''Se i risultati sono autentici - ha detto il laburista Chris Mullin che fa parte della Commissione Interni della Camera- essi provocano seri ripensamenti su come e' organizzata la polizia''. Gli investigatori di Operazione Enigma, avviata nel 1996 quando l'alto numero di omicidi irrisolti di donne fece sorgere il sospetto di uno o piu' 'serial killer' in azione, sono stati aiutati dall'FBI, la polizia federale americana, che ha una maggiore esperienza di inchieste su omicidi plurimi. Per questo spesso le riunioni di 'Operazione Enigma' sono avvenute a Quantico (Virginia, Usa), dove l'FBI ha il suo quartier generale.

Non e' chiaro se e' una diretta conseguenza di 'Enigma', ma contemporaneamente al rapporto le polizie di West Yorkshire, Leicestershire e Nottinghamshire hanno annunciato oggi l'arresto di un uomo di 40 anni, considerato reponsabile di almeno cinque rapimenti a sfondo sessuale contro donne dell'Inghilterra centrale. L'arresto e' avvenuto ieri mattina a Leeds, nell'ambito dell' 'Operazione Lince'. In ognuno degli episodi una donna isolata e' stata rapita e sottoposta a violenze sessuali. Il primo caso considerato era avvenuto nel dicembre 1982: una donna di 30 anni era stata rapita nel centro di Bradford, portata all'aeroporto di Leeds, violentata e abbandonata a York. Un mese dopo era toccata a una studentessa di 26 anni, salvatasi a stento dal canale dove alla fine delle sue vicissitudini era stata gettata con mani e piedi legati. Nel maggio 1984 una ragazza di 20 anni era stata rapita e violentata a Leicester, poi una lunga pausa fino al maggio 1993, quando a Nottingham, la vittima rapita e violentata aveva 24 anni. Infine l'ultimo caso a Leeds nel luglio 1995: un uomo - sempre descritto come biondo e magro, accento scozzese e eta' tra i 35 e i 50 anni - assali' una giovane di 22 anni, le incollo' gli occhi con un potente attaccatutto e poi la violento' in un parcheggio.

BELGIO: SEPOLTE BRACCIA E GAMBE ULTIMA VITTIMA 'SQUARTATORE'

(ANSA) - BRUXELLES, 22 MAR - Ha finalmente trovato sepoltura l'ultima vittima dello 'squartatore di Mons', l'anonimo serial- killer che nella primavera del 1997 ha ucciso e fatto a pezzi almeno quattro donne abbandonando parte dei loro cadaveri in sacchi dell'immondizia nei dintorni della cittadina di Mons. Jacqueline Leclerc, 34 anni al momento della sua uccisione un anno fa, e' stata sepolta ieri sera in un cimitero di Mons (Belgio meridionale), ha riferito oggi la stampa belga. Per mesi la sua famiglia non era stata autorizzata a procedere alla sepoltura perche' della giovane donna erano stati ritrovati solo gli arti superiori e inferiori, in diversi sacchi dell' immondizia, ma non la testa e il tronco. La settimana scorsa tuttavia il giudice istruttore Jacques Pilette, che guida le indagini sullo 'squartatore', ha disposto la restituzione dei resti alla famiglia, consentendo lo svolgimento dei funerali. Oltre a Jacqueline Leclerc lo 'squartatore di Mons' ha ucciso altre tre donne, l'entraineuse francese Martine Bohn, 41 anni, una giovane emarginata di Mons, Nathalie Godart, 21 anni, ed una commessa italo-belga, Carmelina Russo, 45 anni, i cui resti sono stati identificati. La polizia sospetta il serial-killer di avere ucciso anche altre due donne. Tutte le piste seguite dagli inquirenti per cercare di risalire fino allo 'squartatore' non hanno dato finora alcun risultato.

USA: GIUSTIZIATO IN FLORIDA SERIAL KILLER

(ANSA) - WASHINGTON, 23 MAR - La vecchia sedia elettrica della Florida dopo un anno di 'riposo' e' tornata oggi a funzionare a pieno regime. Questa mattina e' toccata a Gerald Stano, un serial killer condannato a morte per l'omicidio di una diciassettenne, ma che si e' autoaccusato di aver ucciso altre 40 donne. Nei prossimi giorni sono in calendario altre tre esecuzioni, fra cui quelle di una donna che come Karla Tucker sostiene di essersi convertita e predica il vangelo ai compagni di prigionia. Stano e' stato il primo condannato ad essere messo a morte in Florida dal marzo 1997. Lo stato aveva sospeso le esecuzioni con la vecchia sedia elettrica, dopo un principio di incendio che aveva reso piu' atroci le sofferenze di un condannato a morte. 'Old Sparky', la sedia elettrica della Florida, ha 75 anni ma il congresso della stato ha rifiutato di finanziare uno strumento piu' moderno per le esecuzioni capitali, teorizzando che il terrore di finire arrostiti e' un ulteriore mezzo di dissuasione contro il crimine.

DUE GUARDIE NOTTURNE TROVATE UCCISE NELL' ALESSANDRINO

(ANSA) - ALESSANDRIA, 24 MAR - Due guardie notturne sono state uccise nella notte nei pressi della strada statale Novi Ligure-Serravalle. I cadaveri sono stati trovati poco dopo le tre, in localita' ''Barbellotta'', su un viottolo laterale della statale. La zona e' frequentata da prostitute e viados. Le indagini sono condotte dai carabinieri. Oltre alle due guardie uccise - Candido Rando' e Massimo Guarino - i carabinieri hanno trovato anche un travestito ferito, che e' ora ricoverato nell' ospedale di Novi Ligure. La sparatoria e' avvenuta nel viale alberato che porta ad una villa in ristrutturazione e a far fuoco e' stato, probabilmente, un cliente del travestito. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, quando le guardie, che avevano incarichi di sorveglianza nella zona, hanno invitato i due ad andarsene, lo sconosciuto ha estratto una pistola e fatto ripetutamente fuoco verso di loro. Poi ha colpito il suo accompagnatore e, prima di fuggire, l' ha scaricato dall' auto, pare una vettura di grossa cilindrata. Gli inquirenti ritengono che l' assassino abbia perso la testa o per il timore di essere stato riconosciuto mentre si trovava in compagnia del travestito o per aver scambiato le guardie notturne per rapinatori. Le vittime - e' stato precisato - sono Candido Rando', 43 anni, sposato, di Castellazzo Bormida, e Massimino Gualillo (e non Massimo Guarino), di 31, celibe, di Ovada. Erano dipendenti dell' ''Istituto di vigilanza di Novi Ligure'', un' azienda che e' stata fondata 60 anni fa e impiega una quarantina di persone. Stavano facendo il giro di sorveglianza su due auto diverse, anche perche' il primo, dal '91 in servizio, fungeva da istruttore al compagno, assunto da soli 13 giorni e, tra l' altro, ancora privo dell' autorizzazione a portare una pistola. Alla centrale dell' Istituto l' ultima loro segnalazione, che indicava che in uno stabilimento vicino era tutto regolare, e' delle due meno dieci; si pensa, quindi, che il duplice omicidio sia avvenuto poco dopo. Le due guardie sono state sorprese dalla reazione dell' assassino, un atteggiamento imprevisto se si tiene conto che il loro intervento consisteva solo nel chiedere, ad una delle tante ''coppiette'' che si appartano nella zona, di andarsene. Candido Rando' e' stato trovato a terra, nel viale della villa, a poca distanza dalla sua auto, raggiunto alla fronte da un colpo di pistola. Massimino Gualillo era invece accanto all' altra vettura, con la portiera aperta e il microfono staccato, segno evidente di un disperato tentativo (visto che era anche disarmato) di chiamare la centrale e dare l' allarme. Il ferito e' un transessuale venezuelano di 23 anni, per ora identificato come Julio Castro. Colpito all' addome, il giovane e' stato stamane sottoposto ad un intervento chirurgico; i medici si sono riservata la prognosi, ma non lo considerano in pericolo di vita. Secondo gli inquirenti, il transessuale si e' salvato fingendosi morto e poi e' riuscito a raggiungere una delle auto delle guardie e a dare l' allarme.

'MOSTRO' FIRENZE: PROCESSO-BIS; ERGASTOLO PER MARIO VANNI

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAR - Ergastolo per Mario Vanni, 30 anni di reclusione per Giancarlo Lotti. Giovanni Faggi, il terzo ''compagno di merende'' di Pietro Pacciani, e' stato invece assolto per non aver commesso il fatto. Assoluzione anche per l' avvocato Alberto Corsi, che era accusato solo di favoreggiamento, perche' ''il fatto non sussiste''. Questa la sentenza che la corte d' assise di Firenze ha emesso stasera alle 18,10, dopo oltre cinque giorni di camera di consiglio, a conclusione del processo per gli ultimi cinque duplici delitti del ''mostro'' di Firenze.

'MOSTRO' FIRENZE: 30 ANNI DI DELITTI E INDAGINI

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAR - Trenta anni di delitti e di indagini e di caccia al ''mostro'', scanditi da date-chiave. - 21-22 agosto 1968: in una Giulietta bianca, a Castelletti di Signa vengono uccisi Barbara Locci, 32 anni, e Antonio Lo Bianco, 29. Per quel delitto finisce in carcere Stefano Mele. - 14 settembre 1974: a Borgo San Lorenzo, Stefania Pettini, 18 anni, ed il fidanzato Pasquale Gentilcore sono sorpresi dal maniaco in una Fiat 127 blu. Lui e' ucciso a colpi di pistola, su di lei il 'mostro' infierisce con 96 pugnalate e con un tralcio di vite. - 6 giugno 1981: Carmela Di Nuccio, 21 anni, viene uccisa insieme al fidanzato Giovanni Foggi, 30 anni, in un viottolo sterrato vicino Scandicci. Alla ragazza, per la prima volta, viene asportato il pube. - 15 giugno 1981: viene arrestato Enzo Spalletti, ritenuto un guardone, che sembra sapere molte cose sul delitto. - 22 ottobre 1981: a Calenzano, il serial-killer uccide Susanna Cambi, 24 anni, e Stefano Baldi, 26. Anche in questo caso avviene l' asportazione del pube. - 19 giugno 1982: a Montespertoli, Antonella Migliorini, 19 anni, e Paolo Mainardi, 22, sono vittime del maniaco. Solo ora, si comincia a parlare del ''mostro'' . - 7 novembre 1982: il giudice istruttore Vincenzo Tricomi annuncia che, Francesco Vinci, e' indagato.

9 settembre 1983: Vinci viene scagionato dal 'mostro', che uccide a Giogoli due ragazzi tedeschi, Horst Meyer, 24 anni e Uwe Rusch Sens, 24 anni. - 8 novembre 1983: mandato di cattura per Francesco Vinci per il delitto del 1968. - 26 gennaio 1984: scatta l'arresto per il panettiere Piero Mucciarini, 61 anni, e Giovanni Mele, 60. - 29 luglio 1984: a Vicchio, dove vengono uccisi Pia Rontini, 18 anni, e Claudio Stefanacci, 22. Mele e Mucciarini vengono scarcerati. - 8 settembre 1985: l' ultimo delitto del maniaco agli Scopeti, dove vengono uccisi Jean-Michel Kraveichvili, 25 anni e Nadine Mauriot, 36 anni. - 11 settembre 1985: un anonimo scrive ai carabinieri facendo per la prima volta il nome di Pietro Pacciani. - marzo-dicembre 1989: il giudice istruttore Mario Rotella proscioglie tutti i sardi coinvolti nella vicenda (compreso Salvatore Vinci) ed Enzo Spalletti. - 30 ottobre 1991: i pm Vigna e Canessa inviano a Pacciani, in carcere dal maggio 1987 per le violenze sulle figlie, un avviso di garanzia per i delitti del ''mostro''. - aprile-maggio 1992: per 12 giorni vengono perquisiti a Mercatale la casa e l' orto di Pacciani, uscito dal carc re il 6 dicembre 1991. 16 gennaio 1993: Pietro Pacciani viene arrestato con l' accusa di essere il maniaco. - 15 gennaio 1994: Pacciani viene rinviato a giudizio per gli otto duplici delitti. - 19 aprile 1994: comincia il processo di primo grado. - 1 novembre 1994: Pacciani e' condannato all'ergastolo. - 25 gennaio 1996: avviso di garanzia a Mario Vanni. - 29 gennaio 1996: comincia il processo d' appello. - 12 febbraio 1996: viene arrestato Mario Vanni. - 13 febbraio 1996: Pacciani e' assolto da ogni accusa dalla Corte d' assise d' appello. - 23 marzo 1996: ordine di custodia cautelare a Vanni per omidio del 1984. - 12 dicembre 1996: la Casazione annulla la sentenza d' appello che ha assolto Pacciani. - 2 gennaio 1997: Giancarlo Lotti, uno dei ''compagni di merenda'' si accusa: ''ho ucciso anch' io''. - 13 gennaio 1997: Lotti riferisce di rapporti sessuali con Pacciani. - 14 gennaio 1997: chiesto rinvio a giudizio per Vanni, Lotti e Faggi. 13 febbraio 1997: negata scarcerazione a Vanni. - 19 febbraio 1997: Lotti conferma tutte le accuse. - 25 marzo 1997: perizia psichiatrica detenuto Massimo Ricci che accusa Pacciani. - 13 maggio 1997: un altro detenuto, Giuseppe Fazzina, accusa Pacciani di avergli offerto denaro per uccidere una coppia. - 20 maggio 1997: comincia processo inchiesta bis. - 24 dicembre 1997: Vanni agli arresti domiciliari. - 22 febbraio 1998: Pietro Pacciani viene trovato morto nella sua abitazione di Mercatale val di Pesa. - 24 febbraio 1998: il pm Canessa conclude la sua requisitoria chiedendo la condanna di Vanni all' ergastolo, di Lotti a 21 anni di reclusione, dell' avvocato Fabrizio Corsi a un anno e sei mesi e l' assoluzione di Faggi. - 13 marzo 1998 - Dopo nuovi accertamenti della squadra mobile, Canessa chiede la condanna (21 anni di reclusione) anche per Faggi. - 19 marzo 1998 - I giudici della corte d' assise si ritirano in camera di consiglio per la sentenza.

GUARDIE NOTTURNE UCCISE: SESSUOLO DISEGNA IDENTIKIT ASSASSINO

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - ''Una persona dall' identita' sessuale confusa ma dalla vita sociale normale che, in un attimo, ha visto irrimediabilmente compromessa''. Cosi' descrive il possibile assassino delle due guardie giurate di Alessandria, il presidente dell' Associazione italiana per la ricerca in sessuologia, Iole Bardaro Verde. ''Un uomo dal ruolo sociale che andava difeso - dice la sessuologa - terrorizzato dal fatto che qualcuno potesse scoprire questa sua 'debolezza' dovuta ad una sessualita' incerta. Paura che lo ha fatto sragionare''. ''Il fatto poi che andasse in giro armato denota - secondo Iole Bardaro Verde - una personalita' paranoica, il terrore di essere scoperto nella frequentazione di transessuali e di essere perseguitato''. ''I clienti dei transessuali spesso - spiega il medico - non si sentono maschi a tutti gli effetti, il ruolo femminile e quello maschile in loro e' indistinto, hanno un' omosessualita' latente che fa loro paura. Non confesserebbero mai a nessuno le loro abitudini sessuali e dunque essere colti sul fatto li terrorizza''.

'MOSTRO' FIRENZE: PROCESSO-BIS; CHI E' MARIO VANNI

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAR - Mario Vanni, detto 'Torsolo', ha il ''copyrigth'' della definizione ''compagni di merende'' con la quale e' ormai noto il processo bis per i duplici omicidi del ''mostro'' di Firenze. Fu ascoltato come testimone nel processo a Pacciani nel 1994 e, appena seduto davanti alla corte d' assise, senza neanche dire il suo nome, si giustifico' affermando che lui ''con Pacciani andava solo a fare delle merende''. Arrestato nel febbraio del 1996, alla vigilia della sentenza d' appello che assolse Pacciani, e' agli arresti domiciliari dal dicembre scorso, appena compiuti 70 anni: la prima accusa, per lui, fu quella di aver partecipato al delitto del 1985, l' ultimo della serie. Poi venne accusato anche di altri compiuti in precedenza, tra i quali quello del 1984 a Vicchio, e del 1983 a Giogoli. E sempre secondo le accuse sarebbe stato lui ad impugnare la lama con cui sono state compiute le escissioni sui cadaveri. Ex postino a San Casciano, un centro a pochi chilometri da Mercatale Val di Pesa, e amico di Pacciani da anni, andava con lui a bere alle feste di paese. Nel 1964 fu accusato di maltrattamenti in famiglia: spinse la moglie per le scale procurando gravi danni alla figlia che la donna portava ancora in grembo. Quando Pacciani era in carcere Vanni ricevette una lettera dall' amico che lo turbo' ingenerando in lui paura nei confronti di Pacciani.

'MOSTRO' FIRENZE; PROCESSO-BIS; CHI E' GIOVANNI FAGGI

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAR - Cosi' come Mario Vanni anche Giovanni Faggi, 78 anni, fu ascoltato come testimone nel processo a Pietro Pacciani. Ex rappresentante di piastrelle, ex assessore comunale del Pci a Calenzano negli anni Cinquanta, Faggi sarebbe entrato in contatto con Pacciani e, secondo l' accusa, avrebbe partecipato agli omicidi del 23 ottobre 1981 nei pressi di Calenzano, e sarebbe stato sul luogo dell' ultimo delitto, quello del 1985 a Scopeti. Della presenza di ''quello di Calenzano'' a Scopeti, Lotti avrebbe avvisato anche un testimone, Fernando Pucci, poco prima che i due giovani francesi fossero uccisi. Arrestato nel luglio del 1996 e' stato scarcerato dopo alcuni mesi e non e' mai venuto in aula al processo bis. A Faggi gli investigatori sono arrivati attraverso le rivelazioni di Lotti e ritengono che possa trattarsi dell' uomo ritratto in un identikit diffuso subito dopo l' omicidio di Calenzano. Faggi ha sempre sostenuto di aver conosciuto casualmente Pacciani nel 1980, ma secondo gli investigatori il loro rapporto sarebbe piu' vecchio di almeno tre anni. Nell' abitazione di Faggi sono state compiute a piu' riprese perquisizioni, una delle quali porto' alla scoperta di riviste pornografiche e di falli di gomma e di legno.

'MOSTRO' FIRENZE: PROCESSO-BIS; CHI E' GIANCARLO LOTTI

(ANSA) - FIRENZE, 24 MAR - Uomo chiave dell' accusa, Giancarlo Lotti, ex manovale di 58 anni, e' soprannominato ''Katanga''. Grazie alla sua collaborazione (Lotti e' sottoposto a programma di protezione) gli investigatori ritengono di aver chiarito la dinamica e gli autori di quasi tutti i duplici delitti del mostro. Vanni frequentava la casa del ''mago'' Salvatore Indovino: la casa di via Faltignano in cui si ritrovavano anche Mario Vanni, Pietro Pacciani e la prostituta Filippa Nicoletti, la donna del ''mago''. Inizialmente reticente comincio' a rivelare particolari sul delitto di Scopeti del 1985, che secondo il racconto di Lotti sarebbe stato commesso da Pacciani e Vanni. Poi racconto' ad inquirenti ed investigatori il delitto precedente, quello del 1984 a Vicchio, la localita' del Mugello che i tre avrebbero raggiunto in auto per sorprendere la coppia: in entrambi i casi, racconto' Lotti, Pacciani avrebbe sparato e Vanni compiuto le escissioni. Lotti, in queste due occasioni, sempre secondo il suo racconto, avrebbe solo fatto da palo. Ma ha ammesso di aver sparato contro il camper dei due ragazzi tedeschi a Gigoli nel 1983 perche' obbligato da Pacciani, il quale avrebbe in precedenza anche tentato di abusare sessualmente di Katanga. Farlo partecipare direttamente a quel delitto, spiego', serviva a Vanni e Pacciani per avere la sua fedelta' assoluta.

GUARDIE UCCISE: MOVENTE L'AVVENTURA DI UN 'UOMO NORMALE'?

(ANSA) - NOVI LIGURE (ALESSANDRIA), 24 MAR - Due morti e un ferito grave per una ''trasgressione'' disturbata rappresentano l' incredibile conclusione dell' avventura erotica di un ''uomo normale'' diventato all' improvviso uno spietato killer, che ha dato il colpo di grazia alle vittime ed ha risparmiato la terza solo perche' non aveva piu' proiettili. Nella sua ricerca, polizia e carabinieri della zona a cavallo tra Piemonte, Liguria e Lombardia sono impegnati dalla scorsa notte, da quando, in frazione ''Barbellotta' di Novi Ligure, nel viale alberato di una villa in ristrutturazione, sono stati trovati i cadaveri delle guardie giurate Candido Rando', 45 anni, padre di due figli, nativo di Pizzoni (Vibo Valentia), ma residente a Castellazzo Bormida (Alessandria), e Massimino Gualillo, 31 anni, celibe, nato in Svizzera e abitante a Ovada (Alessandria); accanto a loro, in gravi condizioni, il transessuale venezuelano Julio Castro, 23 anni, domiciliato a Genova. A sparare l' intero caricatore di una rivoltella contro le guardie che gli si erano avvicinate per un controllo e poi far fuoco contro l' occasionale amico, e' stato il cliente del transessuale, poi fuggito con la propria auto scura di grossa cilindrata, con ogni probabilita' una Mercedes. Sui motivi che hanno portato ad una reazione tanto feroce quanto assurda, gli inquirenti considerano - almeno ufficialmente - valide tutte le ipotesi.

Si pensa a una persona conosciuta che ha perso la testa perche', sorpresa con un travestito, ha temuto di perdere una ''rispettabilita''' conquistata in anni di lavoro; ma non si esclude che si tratti di un pregiudicato che non voleva correre il rischio di far sapere del suo ''vizietto'' nell' ambiente della malavita o che ha scambiato le guardie per i carabinieri, oppure ancora un altro tipo di equivoco (lo scambio delle guardie per rapinatori) al quale lo sparatore, sentendosi comunque perduto, ha cercato di porre rimedio nel modo peggiore. E' accaduto verso le due, a circa un chilometro da Novi, a poche centinaia di metri dalla statale per Serravalle, che, nei sei chilometri che portano al casello autostradale, e' diventata da anni redditizio posto di lavoro per prostitute e travestiti. Sono un centinaio di persone che hanno gia' provocato numerose proteste in una zona nella quale, insieme a fabbriche, si trovano anche ville di prestigio, tra le quali quella di Fausto Coppi. In una situazione del genere, per le guardie giurate il lavoro non manca e proprio durante il normale giro di controllo ad abitazioni e aziende dei clienti Candido Rando' e Massimino Gualillo si sono trovati nel viale di ''Villa Minerva''. Sono arrivati con due Panda dell' ''Istituto di vigilanza di Novi Ligure''.

Rando' vi prestava servizio da sette anni e, per la sua esperienza, aveva avuto l' incarico di ''addestrare'' Gualillo, che era stato assunto solo da tredici giorni e non aveva ancora il permesso per portare la pistola. Un ''giro'' di routine, nel quale si deve soprattutto controllare che non ci siano segni di scasso negli immobili e si cerca di evitare che gli incontri tra prostitute e clienti avvengano in strade o cortili privati. Di solito, basta un invito per convincere a cambiare posto; per male che vada si rimedia qualche insulto. La scorsa notte, invece, c' e' stata una reazione imprevista. Quando, sceso dalla Panda, ha fatto pochi passi verso l' auto ferma nel viale, Candido Rando' e' stato subito abbattuto a rivoltellate. Il collega ha tentato disperatamente di dare l' allarme via radio (il microfono e' stato infatti trovato staccato) alla centrale dell' Istituto, ma e' finito anch' egli a terra, raggiunto da altri proiettili. L' assassino ha poi dato il colpo di grazia ai due (colpiti a bruciapelo in fronte) e ha fatto fuoco su Julio Castro, che tentava di fuggire. Visto che non aveva piu' munizioni l' ha colpito alla testa con il calcio della pistola e, quando ha creduto di averlo ucciso, si e' allontanato. Il transessuale ha poi chiesto aiuto con la radio delle guardie. Ora, dopo essere stato operato, e' in ospedale, con riserva di prognosi, ma non in pericolo di vita.

'MOSTRO' FIRENZE:NON UN MANIACO MA UNA BANDA ASSASSINI/ANSA

(DI PINO REA) (ANSA) - FIRENZE, 24 MAR - I quattro testimoni che il 13 febbraio del 1996 la corte d' assise d' appello non aveva voluto sentire prima di riunirsi in camera di consiglio per la sentenza che aveva assolto Pietro Pacciani, cancellandogli la condanna all' ergastolo e liberandolo, sono stati alla base della sentenza con cui stasera la corte d' assise ha condannato due dei presunti complici di Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Dunque, secondo la corte d' assise, Pacciani non aveva agito da solo, ma insieme ai suoi due ''amici di merende''. Allora Lotti era solo uno dei testi dell' ultima ora, insieme a Fernando Pucci, Gabriella Ghiribelli e Norberto Galli. Personaggi di un sottobosco poco raccomandabile, di cui molti mettevano in dubbio la credibilita', ma le cui testimonianze, insieme agli elementi di riscontro che gli inquirenti hanno via via raccolto, sono state evidentemente ritenute attendibili dalla corte. Messo alle strette dalle indagini condotte dal capo della squadra mobile Michele Giuttari nell' ambito dell' inchiesta bis sui duplici delitti del ''mostro'' di Firenze, Lotti alla fine da teste era diventato imputato, aveva ammesso di aver preso parte ad alcuni dei delitti delle coppie e di aver visto Pacciani che sparava sulle vittime e Vanni che, col coltello, praticava le tremende escissioni sui corpi delle donne.

Ammissioni in cui aveva sempre cercato di dare un peso minimo alla sua partecipazione alla banda, sostenendo di essere stato costretto da Pacciani a seguire lui e Vanni nelle loro scorribande maniacali e sanguinarie per una sorta di ricatto sessuale. Un comportamento che anche in aula e' apparso fortemente reticente, tanto che la corte ha deciso per una condanna pesante: 30 anni contro i 21 chiesti dal pm Canessa. E anche l' assoluzione di Giovanni Faggi, secondo i giudici di primo grado, non toglie nulla alla costruzione dell' accusa. A uccidere era una banda: scalcagnata quanto si vuole, ma spietamente sanguinaria. E anche se l' accusa di associazione per delinquere per i due imputati e' caduta, cio' e' avvenuto, stando alla sentenza, solo per la avvenuta prescrizione del reato. La sentenza, anche se dovra' essere vagliata nei successivi gradi di giudizio, porta con se' altre ombre sulla figura di Pacciani, morto il 22 febbraio scorso, in totale solitudine, nella sua casa di Mercatale val di Pesa, libero e assolto in secondo grado ma sulla base di una sentenza che era stata annullata dalla Cassazione proprio perche' i giudici d' appello non avevano voluto ascoltare i nuovi testimoni e in attesa di un secondo processo d' appello che era stato fissato per il 4 ottobre prossimo e che naturalmente non si svolgera'

Ora Pacciani riceve di fatto da questa sentenza una sorta di ''condanna postuma'', visto che i giudici hanno condannato Lotti e Vanni per i delitti ''in concorso con Pacciani Pietro''. Naturalmente, sempre ammesso che la sentenza regga alle prossime scadenze processuali, continueranno a restare nell' ombra una lunga serie di questioni: come la pistola, la Beretta 22, che uccise per la prima volta nell' agosto 1968 (per quel delitto Pacciani era stato assolto anche in primo grado), sarebbe poi finita alla banda dei ''compagni di merende''; quali erano i moventi di quei delitti e, soprattutto, di quelle tremende escissioni di pubi e lembi di seno; se c' era davvero, come qualcuno ha adombrato, un presunto mandante di quelle uccisioni. Sono questioni su cui si sta continuando a indagare. C' e' una terza inchiesta che il pm Paolo Canessa sta conducendo insieme col capo della mobile Michele Giuttari. Ed e' piena di fascicoli su una serie di episodi misteriosi (come le presunte riunioni sataniste nel casolare del mago Francesco in via di Faltignano, la scoperta dei cadaveri carbonizzati di Francesco Vinci e della sua ex amante Milva Malatesta o il misterioso suicidio del padre di quest' ultima) che, al di la' dei delitti delle coppie, hanno costellato la vicenda di Pacciani e dei suoi ''compagni di merende''.

FRANCIA: SERIAL KILLER PARIGI, IDENTIFICATO 'SOSPETTO N.1'

(ANSA-AFP) - PARIGI, 26 MAR - Un 'sospetto numero uno' e' stato identificato grazie a test del Dna nel quadro delle indagini sul serial killer sospettato di aver ucciso varie donne a Parigi. Lo si e' appreso stamattina da fonte certa. Da ieri la polizia ha lanciato una caccia all'uomo per fermare il sospettato. L'uomo sarebbe stato fermato qualche anno fa e sottoposto allora a test genetici. I test sono stati confrontati martedi' sera con varie impronte lasciate sui luoghi degli omicidi attribuiti al serial killer di Parigi e un 'sospetto numero uno' e' stato cosi' identificato. Gli inquirenti lavorano sull'ipotesi di sette omicidi e di un tentato omicidio, preceduti da stupro, commessi tra il 1991 e il 1997, di cui sono state vittime giovani donne a Parigi. Tre di questi assassinii e il tentato omicidio sono stati collegati tra di loro con certezza grazie a test del Dna. La polizia ha diffuso l'identikit del presunto serial killer.

Da ieri la polizia ha lanciato una vasta caccia all'uomo per riuscire a catturare il presunto serial-killer. L'uomo sarebbe stato gia' fermato qualche anno fa per uno stupro e sottoposto allora a test genetici. Gli esami sono stati confrontati con quelli effettuati sulle vittime degli omicidi attribuiti al maniaco-omicida ed e' stato cosi' identificato Guy Georges. Gli inquirenti lavorano sull'ipotesi di sette omicidi e di un tentato omicidio, preceduti da stupro, commessi tra il 1991 e il 1997, di cui sono state vittime giovani donne a Parigi. Tre di questi assassinii e il tentato omicidio sono stati collegati tra di loro con certezza grazie a test del Dna

FRANCIA: SERIAL KILLER PARIGI, ARRESTO PRESUNTO COLPEVOLE

(ANSA) - PARIGI, 26 MAR - Guy Georges, 35 anni, il presunto serial-killer che viene ritenuto responsabile dello stupro e dell'uccisione di sette donne a Parigi e' stato arrestato. Georges, contro il quale era stato spiccato mandato di cattura questa mattina dopo che era stata diffusa una sua foto e resa nota la sua identita', e' stato arrestato da una pattuglia della polizia alla stazione Blanche della metropolitana nel 18mo arrondissement. Una vasta caccia all'uomo era in corso da diverse ore

''Il margine di errore e' nell' ordine di un miliardesimo. I test del Dna lo inchiodano. E' il mostro della Bastiglia. Le sette ragazze le ha ammazzate lui''. Su Guy Georges, il presunto serial killer arrestato questa mattina a Parigi, gli esperti della polizia scientifica della capitale francese non hanno dubbi. Le 'impronte genetiche' che hanno permesso la sua identificazione per ora lo indicano come responsabile di tre dei sette delitti compiuti dal 1991 al 1997 nel popoloso quartiere parigino della Bastiglia e di un tentato-omicidio. Georges, 35 anni, di probabile origine caraibica anche se e' nato ad Angers, nell'ovest della Francia, da genitori sconosciuti, e' una vecchia conoscenza della giustizia francese. L'uomo, che e' stato cattturato poco dopo mezzogiorno da una pattuglia della polizia alla stazione Blanche della metropolitana, nel 18mo arrondissement, era stato infatti gia' condannato a Nancy nel 1985 a dieci anni di carcere per lo stupro di una ragazza sotto la minaccia di un'arma in un parcheggio sotterraneo. Le sue 'impronte genetiche' furono rilevate dopo quel primo crimine

A identificare Georges la polizia e' arrivata grazie a Elisabeth O., la sola ragazza che e' riuscita, il 16 giugno 1995, a sfuggire alla furia del 'mostro della Bastiglia' che l'aveva violentata e colpita selvaggiamente nel suo appartamento. A Elisabeth, che si e' salvata fingendosi morta, sono state mostrate piu' di 2500 foto di pregiudicati per reati a sfondo sessuale. In un primo tempo non ha riconosciuto il suo aggressore. Solo pochi giorni fa chiamata dalla polizia ad esaminare nuovamente il dossier dei potenziali 'serial killer' ha indicato il volto di Georges. Sono stati immediatamte effettuati approfonditi confronti tra le 'impronte genetiche' di Georges e quelle rilevate nel tentato omicidio di Elisabeth e in altri tre delitti sicuramente 'firmati' dallo stesso assassino. Il risultato, che non lascia spazio a dubbi, ha fatto scattare una gigantesca caccia all'uomo che si e' conclusa al metro' Blanche dove il 'terrore di Parigi' si e' fatto mettere le manette ai polsi senza tentare alcuna resistenza. Martine Monteil, responsabile della polizia criminale di Parigi, il mese scorso in un intervista al settimanale 'Paris- Match', riferendosi al serial killer, aveva dichiarato: ''ormai e' una questione tra me e lui''

Grazie alla testimonianza di Elisabeth, la Monteil e la squadra di investigatori impegnata nelle indagini, prima di riuscire a scoprire il volto dell' assassino, avevano comunque messo a fuoco la sua personalita' criminale. Era emerso il profilo tipico di un serial killer con manie sessuali, attentissimo alle abitudini delle vittime, meticoloso nel lacerare i vestiti e gli indumenti intimi delle donne uccise a coltellate. Nei vari delitti aveva poi manifestato il bisogno di conservare dei 'trofei': carte di credito, chiavi, penne o altri oggetti delle ragazze sgozzate, un'altra conferma della sue ossessioni patologiche. Aveva commesso poco sviste, ma due importanti: un mozzicone di sigaretta che ha confermato il suo 'codice genetico' e una maglietta abbandonata nell'abitazione dell'ultima vittima, Estelle Magd, la segretaria venticinquenne uccisa il 16 novembre 1997. Due mesi fa, quando ancora non era stato riconosciuto da Elisabeth, Georges era stato fermato per il furto di un motorino e subito rilasciato.

GUARDIE GIURATE UCCISE: I SOSPETTATI SONO PIU' DI DUE

(ANSA) - NOVI LIGURE (ALESSANDRIA), 26 MAR - In particolare uno dei proprietari di una casa vicina avrebbe affermato di aver notato, nelle sere precedenti, le luci accese a villa Minerva, ma avrebbe anche aggiunto di non aver mai visto nessuna delle auto del proprietario. Le indagini, comunque, avrebbero circoscritto nel novese la zona nella quale si muoverebbe l' omicida. Oggi, inoltre, e' stato a lungo sentito un altro viado, amico di Julio Castro. I due erano soliti fare la spola ogni sera da Genova alla strada per Serravalle e ritorno. ''L' ultima volta che ho visto Castro stava salendo a bordo di un' auto di piccola cilindrata'' avrebbe raccontato agli inquirenti. ''Alle tre e mezza avevamo sempre l' appuntamento per ripartire per Genova - avrebbe aggiunto - e non vedendolo, ho provato achiamarlo sul cellulare. Dopo un po', pero', me ne sono andato da solo e alle sei ho avuto la triste notizia''. L' amico di Castro, dunque, non avrebbe fornito particolari utili, tranne quello che i due sarebbero stati molto richiesti nella zona tanto da avere fino a dieci clienti per notte. ''E la meta' - avrebbe anche detto il viado - erano sempre clienti nuovi''. Secondo indiscrezioni non sarebbe trascurata neppure la pista del serial-killer anche se finora non ha alcun riscontro. Sulla base di tale ipotesi gli inquirenti stanno ragionando sulla possibilita', al momento remota, che vi siano analogie con alcuni omicidi di prostitute tra il novese e la Liguria.

FRANCIA: PRESUNTO SERIAL KILLER INCRIMINATO

(ANSA-AFP) - PARIGI, 26 MAR - La magistratura francese ha stasera incriminato per ''omicidio e stupro'' Guy Georges, l'uomo di 35 anni che avrebbe assassinato sette ragazze nella regione di Parigi. Il presunto 'serial killer', arrestato ieri nel quartiere parigino di Pigalle, e' stato rinviato a giudizio dal giudice istruttore Gilbert Thiel, che ha disposto inoltre che l'uomo resti in cercere.

FRANCIA: SERIAL KILLER PARIGI CONFESSA DUE OMICIDI

(ANSA) - PARIGI, 27 MAR - Guy Georges, il serial killer che per anni ha terrorizzato il quartiere della Bastiglia a Parigi, ha confessatto questa mattina due delitti che non gli sono stati contestati ieri dal giudice istruttore.

Si tratta dello stupro e dell' assassinio di Magali Sirotti e di Pascale Escarfaille, entrambe diciannovenni. Si tratta di due dei sette omicidi, preceduti da violenza carnale, commessi nel quartiere della Bastiglia dal 1991 al 1997. A Georges, arrestato ieri mattina a una stazione della metropolitana a Pigalle, il giudice istruttore, Gilbert Thiel, aveva contestato solo tre omicidi e un tentato omicidio sulla base del confronto tra le 'impronte genetiche' trovate nei luoghi dei vari delitti e quelle prese al serial killer, dieci anni prima, quanto fu condannato a 10 anni di carcere per stupro.

FRANCIA: SERIAL-KILLER CONFESSA FRA MILLE INTERROGATIVI

(DI TULLIO GIANNOTTI) - (ANSA) - PARIGI, 27 MAR - Guy Georges, il presunto serial- killer della Bastiglia arrestato ieri dalla polizia, ha cominciato a confessare. Ma sull'intera vicenda, le lunghe indagini, l'identikit, i tempi delle varie fasi dell'inchiesta, permangono mille interrogativi e si intrecciano polemiche. L'uomo - che non assomiglia affatto all'identikit diffuso nel novembre scorso - ha confessato due delitti per i quali non era stato incriminato, mentre per altri due casi si attende la decisione dei magistrati. Ha ammesso di aver stuprato ed ucciso Magali Sirotti, 19 anni, il 23 dicembre 1997, e Pascale Escarfaille, 19 anni, il 24 gennaio 1991, entrambe in ''arrondissement'' diversi da quello della Bastiglia. Per ora, davanti alle domande incalzanti del giudice Gilbert Thiel, ha negato altri tre delitti e un tentativo. L'esame del Dna, peraltro, gliene imputa con certezza tre, a parte il tentativo su Elisabet O., sopravvissuta perche' riuscita a fuggire da casa. Ora, diversi interrogativi pesano sul groviglio di accuse: le tre vittime per le quali il Dna incastra il ''mostro'', sono diverse dalle due ragazze che Georges confessa di aver ucciso. Non solo, ma Elisabeth O., la sopravvissuta - stando a fonti degli inquirenti citate dal solitamente informatissimo quotidiano 'Le Parisien' - avrebbe decisamente negato, a chi le ha mostrato foto di Georges, che sia stato lui ad aggredirla.

Dal momento che ora Georges confessa due omicidi per i quali la polizia non disponeva di impronte genetiche, mentre nega quelli che gli sono addebitati, l'unica ipotesi e' che Elisabeth si sia sbagliata e che abbia dato una descrizione errata dell'aggressore e che poi non l'abbia nemmeno riconosciuto in fotografia. Un errore di Elisabeth e' la sola spiegazione al fatto che l'identikit diffuso era quello di un ''tipo mediterraneo'', nord-africano di 25-30 anni, capelli bruni, un metro e 80, atletico, 80 chili, mentre Georges e' di pelle scura, originario delle Antille, alto un metro e 70 ed ha una grossa cicatrice che gli deturpa il naso. Oltre alla fronte bassissima dell'uomo dell'identikit e quella molto spaziosa dell'arrestato. Ma i ''misteri'' non si fermano qui. La polizia conosceva bene Georges, era stato arrestato molte volte per furti, una per tentato omicidio, accusa che gli valse 10 anni di carcere ed avrebbe quindi commesso i sette delitti del killer della Bastiglia durante i permessi o gli intervalli fra una detenzione e l'altra. Tutto da verificare, cosi' come il fatto che per mesi la polizia ha avuto in mano il suo Dna - in seguito ad un controllo per l'uccisione di due donne a fine 1995 in un parcheggio parigino - senza pensare di confrontarlo con quello del serial-killer. ''E' stato un errore fatale per le due ultime vittime che potevano salvarsi'' protestano le famiglie.

PROSTITUTA DI COLORE UCCISA NEL GENOVESE

(ANSA) - COGOLETO (GENOVA), 29 MAR - Una prostituta di colore e' stata trovata morta questa mattina a Cogoleto (in localita' Molinette), nella riviera ligure di ponente. Secondo quanto si e' appreso pare che la donna, che era priva di documenti, sia stata uccisa con due colpi di pistola.

La donna, apparentemente una nord africana, e' stata trovata sul terrapieno di un capannone in cui hanno sede gli uffici di una ditta che commercia in capannoni prefabbricati situata in localita' Molinette, tra Cogoleto e Varazze. Secondo quanto si e' appreso pare che il cadavere fosse poco lontano, circa 300 metri, dal luogo in cui e' stata trovata ammazzata, qualche giorno fa, Stela Truya, la prostituta albanese di 25 anni freddata con un colpo alla fronte sulla scogliera dell' Arrestra, tra Varazze e Cogoleto. A trovarla sarebbe stato un dipendente della ditta che ha subito dato l' allarme. Sul posto sono giunti i carabinieri. La donna era in un lago di sangue presumibilmente per un colpo di pistola al capo. Di eta' apparente di 25-30 anni, indossava un abito nero e calze autoreggenti color carne.

PROSTITUZIONE: L'OMBRA DEL RACKET SU OMICIDI IN LIGURIA

(ANSA) - GENOVA, 28 MAR - Si profila l' ombra del racket nella serie degli omicidi di prostitute nel ponente ligure. Con la donna di colore trovata morta stamani, presumibilmente freddata con un colpo di pistola alla testa, salgono a cinque le donne ammazzate in neppure tre mesi. Circoscritta nella zona tra le province di Genova e Savona, la serie di delitti inizio' nella notte tra il 31 dicembre ed il primo gennaio scorsi con l' uccisione di Anna Giunti, 32 anni, ammazzata a colpi di roncola nella sua abitazione di Andora (Savona) ed e' proseguita il 3 febbraio con il ritrovamento, lungo l' autostrada Genova-Savona, del cadavere di Silvana Bazzoni, di 39 anni. Il 9 marzo e' stata trovata uccisa a Varazze (Savona), con un colpo di pistola alla nuca, Stela Truya, albanese, 25 anni. E' stata ammazzata di notte ed il suo cadavere, completamente nudo, e' stato abbandonato lungo una strada sterrata a Punta San Giacomo, al confine tra le province di Savona e Genova. Il 18 marzo il cadavere di Slyudmyla Zuskova, 23 anni, di nazionalita' ucraina, e' stato rinvenuto nei pressi dell' ospedale di Pietra Ligure. La giovane pare sia stata fatta inginocchiare e poi freddata con un colpo di pistola alla nuca, una sorta di vera e propria esecuzione. A parte il primo delitto di Andora per il quale ha confessato un autotrasportatore, gli altri omicidi potrebbero essere la conseguenza di una guerra tra i clan che controllano le principali piazze della prostituzione.

Gia' in occasione dell' omicidio della giovane ucraina gli inquirenti riferirono che, quasi con certezza, e' in atto una gerra tra clan albanesi che controllano il ''giro '' di prostituzione nel ponente ligure. Ne parlo' proprio il sostituto procuratore del tribunale di Savona Alberto Landolfi, il magistrato che ha condotto le indagini con le quali, di recente, e' stata sgominata l' organizzazione mista di albanesi e calabresi che faceva capo a Enea Prifti di Durazzo che controllava i marciapiedi della statale Aurelia tra Albenga e Ceriale. Secondo il magistrato il delitto di Pietra Ligure sarebbe rientrato in questo scontro tra clan e si collegherebbe all' omicidio di Donika Oxhallari, la ventenne albanese uccisa a colpi di pistola nel febbraio del 1997 in una serra di Albenga. Landolfi qualche giorno fa riferi', appunto, che Donika, probabilmente fu uccisa da un gruppo albanese concorrente a quello di Prifti che sta lottando per assumere il controllo del territorio lasciato libero dal clan avverso. Si tratterebbe di una guerra che si sta combattendo anche sulla riviera ligure di ponente ma che potrebbe essere decisa a Genova ed a Milano dove il ''racket'' avrebbe i suoi ''cervelli''. La malavita albanese, infatti, pare abbia preso il sopravvento, nel settore della prostituzione, su quella italiana e su quella slava

PROSTITUTA UCCISA NEL GENOVESE: DOMANI L' AUTOPSIA

(ANSA) - GENOVA, 28 MAR - Sara' effettuata domani l' autopsia sul corpo della prostituta trovata morta, stamane verso le 8.30, in localita' Molinette, a Cogoleto, nella riviera ligure di ponente. Dall' esame si potranno avere, in particolare, indicazioni sul calibro della pistola con la quale e' stata uccisa e sul numero dei colpi. La donna e' stata colpita alla testa, in prossimita' dell' orecchio sinistro, e al ginocchio destro. Quest' ultimo particolare potrebbe far pensare, ma non ci sono conferme ufficiali, ad una sevizia prima del colpo di grazia per ottenere informazioni. Non e' stato ancora possibile identificarla perche' era senza documenti. Gli investigatori stanno procedendo alla comparazione delle impronte digitali con quelle di altre straniere e prostitute che gia' hanno avuto a che fare con le forze dell' ordine e sono quindi state schedate. L' esame, sottoineano fonti dei carabinieri, potrebbe tuttavia non portare ad una risposta se la donna non fosse schedata o fosse un' immigrata clandestina. Da un primo esame sommario, sembra trattarsi di una nigeriana o comunque di origine africana. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore del tribunale Enrico Zucca e affidate ai carabinieri del reparto operativo provinciale. L' autopsia sara' effettuata presso l' istituto di medicina legale dell' universita' di Genova.

Il cadavere della donna che non e' stata ancora identificata, domani sara' sottoposto all'autopsia, e' stato trovato da un operaio che doveva effettuare un sopralluogo per lavori di muratura per una ditta. Il corpo giaceva su una terrazza veicolabile che sovrasta una costruzione a sei-sette metri di altezza dalla strada che costeggia il fiume Arresta, sull' esatto confine tra le provincie di Savona e Genova. A poche centinaia di metri di distanza era stato trovato, il 9 marzo scorso, il corpo di un' altra prostituta, Stela Truya, albanese, di 25 anni. Entrambe sono state uccise con un colpo alla testa. Ed entrambe sono state trovate in una zona dove, a detta degli inquirenti, non si segnala attivita' di spaccio o prostituzione.

PROSTITUTA UCCISA A GENOVA: ERA NIGERIANA, UCCISA DA CAL.38

(ANSA) - GENOVA, 31 MAR - Aveva detto di chiamarsi Tessy Adodo e di essere nigeriana la prostituta di colore trovata uccisa a colpi di pistola domenica mattina a Cogoleto, comune rivierasco in provincia di Genova. La donna, priva di documenti e clandestina, era stata fermata dai carabinieri alcuni mesi fa durante un controllo nel quartiere genovese della Foce. Ai militari aveva detto di avere 27 anni di essere orginaria di Lagos e di abitare a Genova in vico San Bernardo. I carabinieri contano di avere questo pomeriggio la conferma dell' identita'. Il cadavere della donna e' stato scoperto la mattina di domenica alle 8.30 su di una terrazza-parcheggio accanto al capannone della impresa di laterizi Pietro Pesce, nella zona industriale lungo il torrente Arrestra. A trovarlo sono stati un geometra della ditta e un muratore che doveva fare dei lavori. La donna era stata uccisa con due colpi di pistola di grosso calibro alla testa: un terzo colpo le aveva ferito un ginocchio. Nel corpo della prostituta sono stati ritrovati due proiettili, molto frammentati, forse di calidro 38. Il terzo non e' stato trovato. I reperti saranno esaminati da domani dal Centro di Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Parma. Tessy Adodo ultimamente batteva a Genova, ma l' anno scorso aveva lavorato anche a Novi Ligure, nella stessa zona della Garbellotta dove la settimana scorsa sono stati uccisi due metronotte e ferito un viado.

OMICIDI PROSTITUTE: LIGURIA, LA SERIE DEI DELITTI

(ANSA) - GENOVA, 31 MAR - Sono cinque le prostitute uccise in Liguria dall'inizio dell'anno: - 31 dicembre 1997: la serie di delitti comincia la notte di Capodanno quando Anna Giunti, 32 anni, viene uccisa a colpi di roncola nella sua abitazione di Andora (Savona). Per questo omicidio e' stato arrestato Ivo Giordano, camionista, cliente della vittima. - 3 febbraio 1998: viene ritrovato, lungo l' autostrada Genova-Savona, il cadavere di Silvana Bazzoni, di 39 anni. - 9 marzo: trovata uccisa a Varazze (Savona), con un colpo di pistola alla nuca, Stela Truya, albanese, 25 anni. Il suo cadavere, completamente nudo, e' stato abbandonato lungo una strada sterrata a Punta San Giacomo, al confine tra le province di Savona e Genova. - 18 marzo: il cadavere di Slyudmyla Zuskova, 23 anni, di nazionalita' ucraina, viene scoperto nei pressi dell' ospedale di Pietra Ligure. La giovane e' stat fatta inginocchiare e poi uccisa con un colpo di pistola alla nuca. - 29 marzo: Tessy Adodo, nigeriana, 27 anni viene trovata morta a Cogoleto (in localita' Molinette), nella riviera ligure di ponente. La donna, che era priva di documenti, e' stata uccisa con un colpo di pistola alla testa. Il luogo del ritrovamento del cadavere e' a circa 300 metri, da quello in cui venne trovata morta Stela Truya

OMICIDI PROSTITUTE: SCHELOTTO,'CRESCE LA VIOLENZA MASCHILE'

(ANSA) - GENOVA, 31 MAR - ''La violenza maschile e' certamente in crescita: sono sempre piu' frequenti gli episodi di uomini che non accettano il rifiuto della donna. Ma questa furia distruttrice e' probabilmente il sintomo di una debolezza e di una profonda angoscia''. E' quanto ha dichiarato oggi all'Ansa la psicoterapeuta genovese Gianna Schelotto interpellata per una riflessione sulla catena di omicidi di prostitute che s'e' verificata negli ultimi mesi in Liguria. La dottoressa Schelotto ha sottolineato pero' di voler affrontare il discorso ''in termini generali, rispetto alla violenza sulle donne, non conoscendo nel dettaglio le vicende avvenute in questi giorni''. Rispondendo ad una domanda sulle proposte di riapertura delle ''case chiuse'' che negli ultimi tempi sono state espresse da piu' parti, la dottoressa Schelotto afferma: ''Questa e' una societa' che genera angoscia. Di fronte alle angosce, sovente, si tende a fare la politica dello struzzo. Da un lato c'e' chi vuole nascondere il problema, facendo cosi' finta di non vedere. Dall'altra parte, per gli uomini la 'casa chiusa' puo' essere la nostalgia di un 'paradiso perduto': donne che non discutono, accondiscendenti, a cui il giorno dopo non e' necessario mandare un mazzo di fiori. Certamente, al di la' di questo, il problema della sicurezza e' da affrontare''.

OMICIDI PROSTITUTE: 20 ANNI FA UN SERIAL KILLER

(ANSA) - GENOVA, 31 MAR - Aveva 20 anni Maurizio Minghella nel 1978 e faceva il piastrellista, con un breve passato di pugile dilettante ed un presente di piccoli furti d'auto. Condannato all'ergastolo per quattro omicidi, avvenuti alla periferia di Genova tra la primavera e il dicembre di quell'anno, fortemente sospettato per un quinto delitto - mai provato - Minghella e' considerato uno dei primi ''serial killer'' italiani a sfondo sessuale. A scatenare la sua furia - come racconto' lui stesso agli agenti della squadra mobile di Genova - era la vista del sangue mestruale. Prima del suo arresto, avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 1978 e della confessione - limitata pero' a soli due omicidi - Genova aveva vissuto lunghi mesi con la psicosi del ''mostro''. I cinque delitti infatti avevano analogie inconfondibili: l'assassino aveva strangolato le vittime su automobili rubate, le aveva violentate, dopo averle spogliate e seviziate, in tutti e cinque i casi le ragazze erano in periodo mestruale. La serie degli omicidi comincio' il 9 aprile 1978, a Trensasco, nell'entroterra nordoccidentale di Genova, quando alcuni pastori trovarono il corpo di una prostituta, Anna Pagano. Aveva la testa fracassata e sul corpo scritte sgrammaticate che alludevano alle ''Brigate Rosse''. L'8 luglio il secondo delitto, ancora una prostituta. La donna, Giuseppina Jerardi, di 23 anni, venne trovata su un'automobile rubata alla periferia della citta'. Undici giorni dopo, il 19 luglio, la polizia scopri' il terzo delitto: in uno spiazzo ai margini del torrente Brevenna fu trovato il cadavere di Maria Catena Alba, detta ''Tina'', scomparsa da casa il giorno precedente. Il 25 agosto venne scoperto il corpo straziato di Maria Strambelli, una giovane commessa barese da pochi anni a Genova. L'ultimo delitto fu scoperto il 3 dicembre, lungo la scarpata che costeggia la ferrovia Genova-Milano: Wanda Scerra, anche lei commessa, era scomparsa da casa il 28 novembre. Fu proprio nel corso dei frenetici interrogatori successivi a quest'ultimo omicidio che Maurizio Minghella confesso' di aver ucciso la stessa Sciarra e Maria Strambelli. Prove schiaccianti gli attribuirono, nel corso del processo anche gli omicidi di Maria Catena Alba e Anna Pagano. Che lui fosse anche l'assassino di Giuseppina Jerardi non e' mai stato provato.

DONNE UCCISE A MODENA: CASO ABATE; DS GETTA OMBRE SU QUESTURA

(ANSA) - MODENA, 31 MAR - A Modena il segretario dei democratici di sinistra Massimo Mezzetti getta ombre sulla questura e lancia un nuovo allarme sul caso di Monica Abate, l'ultima delle otto ragazze assassinate tra l'85 e il '95, un omicidio per il quale il gip Francesco Caruso ha disposto nuove indagini rinnovando i sospetti sul possibile coinvolgimento di poliziotti, uno dei quali gia' sospeso dal servizio per altri fatti. Nel corso di una conferenza stampa, Mezzetti ha dichiarato di temere ''che si tenda a ridimensionare tutto, circoscrivendo fatti e presunte responsabilita' a un solo episodio specifico e alle uniche due persone indicate nella sentenza''. Mezzetti ha convocato i giornalisti a una settimana dalla lettera aperta in cui chiedeva di fare chiarezza sulla vicenda. ''Mi chiedo se sia giusto e normale che nella questura di Modena nel recente passato abbiano ricoperto funzioni di responsabilita' agenti in precedenza condannati per gravi reati e reintegrati in poco tempo nella questura di provenienza'', ha dichiarato Mezzetti, citando i casi di un agente condannato per spaccio di droga e prostituzione reintegrato dopo 4 anni, di un altro condannato per violenza sessuale reintegrato dopo 5 anni e al quale sarebbero stati affidati compiti di coordinamento. ''Il sospetto nostro e di tutti i cittadini - ha aggiunto - e' che qualcosa di anomalo sia avvenuto all'interno delle forze dell'ordine di Modena''.

OMICIDI PROSTITUTE: SERIAL KILLER O GUERRA TRA BANDE

(ANSA) - GENOVA, 31 MAR - Guerra fra protettori o serial killer. Sono queste le due piste che stanno battendo i carabinieri per il delitto della nigeriana di Cogoleto e delle altre prostitute uccise in questi ultimi mesi fra Genova e Savona. Una lunga scia di sangue cominciata gia' all'inizio del 1997, con l'omicidio di Donika Hoxhollari, albanese, trovata morta nel febbraio dello scorso anno in una serra ad Albenga, e a cui si sono aggiunti i cinque delitti del 1998. Il primo a parlare di una ''guerra tra bande'' per il controllo del ''giro '' di prostituzione nel ponente ligure, e' stato il sostituto procuratore di Savona Alberto Landolfi, il magistrato che ha condotto le indagini con le quali, di recente, e' stata sgominata l' organizzazione mista di albanesi e calabresi che faceva capo a Enea Prifti di Durazzo e che controllava i marciapiedi della statale Aurelia tra Albenga e Ceriale. Secondo il magistrato si tratterebbe di una guerra che si sta combattendo anche sulla riviera ligure di ponente ma che potrebbe essere decisa a Genova e a Milano dove il ''racket'' avrebbe i suoi ''cervelli''. Sulla pista della guerra tra sfruttatori stanno indagando i carabinieri. Gli albanesi di Genova, che gestiscono anche la prostituzione nel Basso Piemonte, potrebbero aver tentato di allargarsi sul Savonese, uccidendo le ragazze dei rivali. Questi ultimi avrebbero reagito facendo lo stesso con le prostitute di oltre adriatico

L' ipotesi del serial killer e' sostenuta dal fatto che tutti gli altri delitti hanno modalita' simili: le prostitute sono state uccise con un colpo in testa, sparato da una pistola di grosso calibro. Il proiettile nel caso della prostituta ucraina Slyudmila Zubskova e della nigeriana Tessy Adodo si e' frammentato. E proprio sul tipo di frammentazione, che sembra ad una prima analisi presupporre l'esistenza di cartucce appositamente modificate per facilitare questo scopo e quindi rendere difficile l'identificazione dell'arma, stanno lavorando gli esperti del Centro investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Parma. Altro elemento comune e' il fatto che le ragazze sono state trovate nude, tranne la nigeriana: quest' ultima pero' - l'unica a presentare una ferita d'arma da fuoco ad un ginocchio - potrebbe aver fatto maggiore resistenza. Tutte infine sono state uccise in luoghi isolati. La pista del serial killer - ed e' uno degli elementi piu' inquientanti delle ipotesi investigative - potrebbe portare ad un collegamento con il delitto dei due metronotte e il ferimento del viado avvenuto a Novi Ligure il 24 marzo. Secondo il racconto del travestito, il cliente che avrebbe poi ucciso i vigilantes, lo aveva fatto denudare ed aveva poi estratto una pistola di grosso calibro. E nella stessa zona aveva ''lavorato'' anche l'ultima prostituta uccisa.

PROSTITUTA UCCISA A GENOVA: SI CERCA UN'AUTO BIANCA

ANSA) - GENOVA, 1 APR - Si cerca un'auto bianca per l'omicidio della prostituta nigeriana uccisa domenica a Cogoleto. Lo si e' appreso da fonti investigative. La sera di sabato scorso la ragazza sarebbe stata vista da alcune colleghe salire su un'auto bianca guidata da un uomo , in viale delle Brigate Partigiane, non lontano dalla stazione Brignole di Genova. Alle 'colleghe' la prostituta avrebbe detto di non preoccuparsi se non la vedevano tornare presto. Da quel momento le prostitute non l'avrebbero piu' vista. La notizia del nuovo indizio e' giunta al termine di una giornata che ha permesso agli investigatori di identificare con certezza la prostituta uccisa. Non si chiamava infatti Tessy Adodo, come aveva dichiarato ai carabineri mesi fa nel corso di un controllo, ma Evelin Esohe Edoghaye, nata a Benin City in Nigeria il 13 giugno del '69. I carabinieri genovesi hanno ricostruito anche il suo passato in Italia. Proveniva da un campo profughi di Castelvolturno, in provincia di Caserta. Nel '96 aveva presentato istanza all' ufficio di collocamento di Frignano. Nello stesso anno aveva richiesto il permesso di soggiorno alla questura di Caserta. Presso l' Inps di Aversa risultano suoi versamenti per il 1996. Il cadavere della donna e' stato scoperto la mattina di domenica alle 8.30, nella zona industriale di Cogoleto alla periferia occidentale di Genova.

OMICIDI PROSTITUTE: SEI ARRESTI AD ALBENGA

(ANSA) - ALBENGA (SAVONA), 2 APR - Sei arresti ad Albenga per associazione a delinquere e favoreggiamento della prostituzione. I carabinieri hanno arrestato quattro slavi e due italiani, questi ultimi un tassista e un albergatore. L' inchiesta, secondo quanto si e' potuto appurare, potrebbe anche avere punti di collegamento con gli omicidi di prostitute che di recente hanno insanguinato il ponente ligure. Due dei fermati sarebbero stati infatti gia' sentiti dagli inquirenti nei giorni successivi al ritrovamento del cadavere di Slyudmyka Zuskova, la ventitreenne ucraina uccisa a Pietra Ligure il 18 marzo. Ulteriori particolari verranno resi noti nel pomeriggio dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa.

USA: SI TEME UN 'SERIAL KILLER', ALLARME IN NEW JERSEY

(ANSA) - NEW YORK, 2 APR - Il timore che ci sia un 'serial killer' all'opera ha fatto scattare l'allarme nello stato di New Jersey, dove la polizia ha riaperto i casi irrisolti di 14 donne uccise negli ultimi cinque anni. Le vittime, tutte donne di colore tra i 19 e i 38 anni, furono strangolate, picchiate o accoltellate a morte. I loro corpi, poi, abbandonati in discariche o edifici di Newark, East Orange, Irvington. La gran parte di queste donne viveva ai margini della societa': prostitute, drogate o alcolizzate, che per tirare avanti si arrangiavano con piccoli furti, secondo quanto rivelato dalle autorita'. Il giudice istruttore della contea di Essex, Patricia Hurt, ha formato una squadra speciale che dovra' determinare se questi omicidi siano stati opera di una persona sola. La Hurt, in carica da pochi mesi, ha deciso di andare a fondo su questa lunga lista di crimini rimasti impuniti e vedere se emergano collegamenti tra loro. Le donne furono uccise in modi diversi e poi lasciate in posti diversi, ma un responsabile della polizia che preferisce rimanere anonimo ha detto a un giornale locale che ''tutte le indicazioni farebbero pensare a un serial killer''.

SEI ARRESTI AD ALBENGA (2)

(ANSA) - SAVONA, 2 APR - Associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. E' questa l' accusa che ha portato in carcere Bruno De Andreis, 57 anni, tassista di Albenga e Ottavio Magistro, 34 anni, sempre di Albenga. I carabinieri hanno fatto scattare le manette anche per quattro albanesi (e non slavi, come era emerso in un primo tempo), dei quali non hanno voluto rendere noti i nomi. L' operazione dei carabinieri di Albenga e' scattata la notte scorsa. Gli arrestati sono ora reclusi nel carcere di Cuneo. Secondo gli inquirenti, i sei avrebbero organizzato una ''mini scuderia'' di prostitute, facendole lavorare sui marciapiedi dell' Aurelia tra Ceriale ed Albenga. Le donne sarebbero state ''acquistate'' per diversi milioni sulla riviera romagnola. Da Albenga nulla per ora e' trapelato sulle possibili connessioni tra i sei arresti e i recenti omicidi di prostitute che hanno insanguinato il ponente ligure. A sorpresa, pero', i carabinieri della Compagnia di Savona, che seguono le indagini di alcuni di questi tragici episodi, stanno tenendo una ulteriore conferenza stampa.

OMICIDI PROSTITUTE: UNA DELLE VITTIME ''GESTITA'' AD ALBENGA

(ANSA) - SAVONA, 2 APR - Slyudmyla Zuskova, la giovane ucraina uccisa il 18 marzo scorso a Pietra Ligure, faceva parte della ''scuderia'' di prostitute controllata dai quattro albanesi e due italiani arrestati ieri notte dai carabinieri di Albenga. E' questo lo sviluppo clamoroso emerso questa sera nel corso di una conferenza stampa tenuta dai carabinieri a Savona. Il gruppo, secondo quanto spiegato dai militari, gestiva ragazze ucraine e albanesi che ''acquistava'' a Rimini e che trasferiva ad Albenga per essere impiegate sui marciapiedi dell' Aurelia. L' operazione che ha portato agli arresti durava da diversi mesi, all' incirca dall' ottobre scorso. Dunque, prima degli omicidi piu' recenti che hanno insanguinato il Ponente ligure. I carabinieri hanno filmato, pedinato, fotografato i componenti della mini-organizzazione e le ragazze. I due italiani, De Andreis e Magistro, si occupavano di accompagnare sul posto di lavoro le prostitute. Si occupavano invece dell' ''acquisto'' delle ragazze e della loro ''gestione'' i quattro albanesi. Sono Dritan Bazai, 28 anni; Omeri Altin, 24; Beqo Kasim, 20; Bledar Flamurai, 28 anni. Per ora i sei devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, ma la circostanza che Slyudmyla Zuskova facesse parte della loro ''scuderia'', composta da una ventina di donne, potrebbe aprire nuovi spiragli nelle indagini.

IL SERIAL KILLER? AL CINEMA FA MORIR DAL RIDERE

ALBERTO GUERRI, ''FILM NOIR-STORIE AMERICANE'' (GREMESE, 190 PP., 45 MILA LIRE). ''Il miglior dramma del mondo e' comico'': il genere poliziesco, senz' altro il piu' vitale e longevo tra quelli classici del cinema americano, sembra dare ragione a questa massima di uno dei registi piu' duttili di sempre, Howard Hawks. La produzione degli ultimi anni infatti, in cui il poliziesco, ormai omaggiato perfino dagli Oscar (da ''Il silenzio degli innocenti'' a ''Pulp fiction'' ''I soliti sospetti'', ''Fargo'' fino al recente ''L.A. Confidential''), continua ad essere genere leader anche al box office, dimostra che la vitalita' delle crime stories e' giunta fino al punto di assorbire in se' i tratti della commedia. I dialoghi di Quentin Tarantino e le situazioni improbabili dei killer messi in scena dai fratelli Coen e dallo stesso Tarantino, lo dimostrano: paradossali discettazioni sugli hamburger e il significato delle canzoni di Madonna, goffaggini, crudelta' grottesche, perversioni esilaranti. Tutto contribuisce a ridisegnare (e rivitalizzare) un mondo che sembrava fatto solo di detective privati, asfalti bagnati, stanze fumose, impermeabili stretti in vita. E' pensando a questa vitalita' e a questa evoluzione ''incoerente'' ma fortunata che Alberto Guerri ha disegnato la sua storia del cinema ''nero''.

Prendendosi la liberta' di estendere l' uso dell' espressione ''film noir'' a tutto il poliziesco (convenzionalmente il sottogenere e' limitato da date precise, tra l' inizio degli anni 40 e la meta' dei '50), dai gangster movie degli anni '30 al thriller contemporaneo, Guerri traccia una storia della ''rappresentazione del lato oscuro dell' esistenza'' che e', appunto, il noir. Una storia nella quale il crimine e' solo ''la forma estrema, dolorosamente visibile e tangibile, di un malessere in atto o, talvolta, latente''. Insomma, forse la migliore (e per questo la piu' variegata e longeva?), forma di rappresentazione di una societa in cui, come ebbe a dire il regista e sceneggiatore Paul Schrader, ''siamo tutti un po' gangster''.

OMICIDI PROSTITUTE GENOVA: NUMERO VERDE CC PER INDAGINI

(ANSA) - GENOVA, 8 APR - I carabinieri di Genova hanno istituito un numero verde per raccogliere informazioni sull' omicidio di Evelin Esohe Edeghaye, la prostituta nigeriana trovata morta domenica 29 marzo a Cogoleto (Genova). Il numero e' 167-127341 e sara' in funzione da giovedi' 9 aprile tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19. Le informazioni potranno essere fornite senza rivelare il proprio nome. ''Molti testimoni possono avere problemi a contattarci - spiega il maggiore Filippo Ricciarelli del nucleo operativo di Genova - per timore di far conoscere le proprie frequentazioni. Con il numero verde, noi garantiamo il piu' assoluto anonimato''. I carabinieri cercano notizie sulla notte del delitto e sull' ambiente in cui viveva la nigeriana. L' omicidio della Edeghaye, conosciuta come ''Tessy'', secondo gli investigatori potrebbe essere collegato a quelli delle altre quattro prostitute avvenuti fra Genova e Savona nelle ultime settimane e quello di una prostituta avvenuto a Bologna nel settembre del '97. Quest'ultimo collegamento e' nato da una richiesta della squadra mobile di Bologna che sta indagando sull'omicidio avvenuto nella citta' emiliana, con modalita' ritenute simili ai delitti liguri. Due le ipotesi investigative tuttora seguite: la presenza di un maniaco e quella della guerra fra bande di sfruttatori.

OMICIDIO PROSTITUTA TRENTO: SEI URUGUAIANI RICERCATI

(ANSA) - TRENTO, 8 APR - La procura di Trento ha emesso sei mandati di cattura internazionali nei confronti di altrettanti cittadini uruguaiani nell' ambito di un' inchiesta su un' organizzazione internazionale dedita al reclutamento di giovani sudamericane da avviare alla prostituzione in Europa. L' inchiesta e' partita in seguito all' omicidio di una giovane prostituta uruguayana avvenuto la notte tra il 6 e il 7 marzo scorso in un appartamento di Trento Nord, in zona Centochiavi. Le persone per cui sono stati emessi i mandati, firmati dal gip di Trento Marco La Ganga su richiesta del pm Giuseppe De Benedetto, sono Miguel Angel Ruiz Vicente, 38 anni, detto ''Moco'', convivente della donna trovata uccisa, residente, fino al giorno del delitto, a Pissol di Pergine Valsugana (Trento); Manolo Fernandez Lopez, 36 anni, detto ''Cirolla'', residente a Serso di Pergine; Ariel Alberto Gatto Genta, 41 anni, detto ''El Gatto'', residente a Padova; Gustavo Geymonat Gonzales, 43 anni, residente ad Ala (Trento); Antonio Fernandez Martinez, 28 anni, detto ''Gaita'', residente ad Albignasego (Padova); e Mario Gabriel Gasco Orsini, 41 anni, detto ''Nero'', residente a Calceranica (Trento). Tutti hanno precedenti per sfruttamento della prostituzione e tutti sono stati identificati altre volte dalle forze dell' ordine con altri nomi e altre origini: alcuni risultano nati in Spagna, altri a Montevideo in Uruguay. Tutti sono fuggiti dall' Italia la notte dell' omicidio.

L' identificazione dei sei uomini e' stata resa possibile dalle indagini congiunte di polizia e carabinieri e dalla collaborazione delle polizie internazionali nell' ambito degli accordi di Schengen sulla libera circolazione di cittadini europei all' interno dell' Ue. In una conferenza stampa tenuta oggi presso il comando provinciale dei carabinieri di Trento, il tenente colonnello Lorenzo Berardengo, il capitano Marco Sessich e il dirigente della squadra Mobile, Paolo Sartori, hanno spiegato che l' inchiesta e' parallela a quella sull' omicidio della prostituta e che e' stata favorita dagli accordi di Schengen, tanto che, hanno spiegato, un incidente stradale accaduto a Barcellona il 31 marzo scorso, nel quale e' rimasta coinvolta la Bmw in uso a uno dei sei, e' stato comunicato agli inquirenti trentini appena un' ora dopo. La Bmw risultava in uso a Antonio Gaita, che e' riuscito a fuggire. Grazie alla collaborazione con la Guardia Civil spagnola, si e' poi scoperto che la maggior parte dei documenti falsificati e l' auto di Gatto provengono da Valencia, mentre la collaborazione della polizia francese ha permesso di ricostruire la presenza di alcuni dei ricercati a Nizza, presumibile luogo di ingresso in Europa prima di giungere in Italia e di rifugio dopo l' omicidio. I sei uruguaiani ricercati avrebbero portato le giovani a prostituirsi in Nord Italia, fra Milano, il Veneto e il Trentino.

Ognuno dei sei conviveva con una di loro in un appartamento affittato in zone tranquille, mentre un secondo appartamento veniva affittato per gli incontri delle donne con i clienti. Due di loro, tra cui la ragazza uccisa, avevavano anche un bambino, che vivevano una vita normale, all' asilo o a scuola. Gran parte dei guadagni andava ai conviventi. Tutta l' inchiesta e' partita dall' omicidio della giovane prostituta che dai documenti risultava chiamarsi Maria Jesus Fraga Vazquez, 26 anni, di origine spagnola, e che da successive indagini e' risultata chiamarsi Fabiana Isabel Rios Barrios, nata in Uruguay. Sul luogo dell' omicidio era stato visto il convivente, Miguel Angel Ruiz Vicente, e un bambino di 5 anni, figlio della donna uccisa. Tre telefonate alla polizia, tra le 2 e le 3 di notte, avevano informato della scoperta del cadavere. Secondo gli inquirenti le telefonate erano state fatte da Ruiz, che, insospettito per il mancato rientro a casa della donna, era andato a controllare e l' aveva trovata morta. Dopo aver telefonato era fuggito, aveva avvertito gli altri uruguaiani residenti in Trentino e in Veneto e tutti avevano lasciato l' Italia. Infatti sapevano di aver documenti falsi e precedenti per sfruttamento. La ricostruzione della ragnatela criminale e' stata possibile anche grazie alla collaborazione di alcune prostitute amiche della vittima, trovate dagli inquirenti la notte del delitto mentre stavano fuggendo.

ANZIANA UCCISA A GENOVA: UNA SCIA DI DELITTI INSOLUTI

(ANSA) - GENOVA, 9 APR - Sono dieci i delitti irrisolti in provincia di Genova dal '95 ad oggi. Nel settembre di tre anni fa, in una basso in vico Indoratori, nel centro storico del capoluogo, viene uccisa a colpi di trapano elettrico la prostituta Luigia Borrelli, 42 anni. I carabinieri indagano un elettricista cliente della donna, Ottavio Salis, che per la vergogna si uccide: risultera' poi innocente. Gli investigatori battono la pista dell' usura, ma senza risultato. Il 6 maggio del '96 a Chiavari viene uccisa nell' ufficio dove lavora, la segretaria di un commercialista, Nada Cella. L' assassino le spacca il cranio con un corpo contundente (mai trovato) e la lascia agonizzante. Morira' in ospedale. La Squadra mobile di Genova indaga il suo datore di lavoro, il commercialista Marco Soracco. L' anno scorso, l' uomo viene completamente prosciolto. Ancora oggi dal delitto non si conoscono colpevole, movente e arma. In piazza Cavour a Genova il 24 ottobre del '97 vengono uccisi in casa loro a colpi di pistola due sposini appena tornati dal viaggio di nozze, Maurizio Parenti, 42 anni, e Carla Scotto, 34 anni. Lui ufficialmente faceva il rappresentante di videogames, in realta' raccoglieva le scommesse del totonero per una cosca siciliana trapiantata a Genova. La Mobile ipotizza una guerra fra bande per il controllo del gioco clandestino, ma per il momento non ci sono prove.

Il 27 ottobre in via Monticelli a Marassi vengono uccisi nel loro appartamento due coniugi titolari di un' oreficeria, Bruno Solari, 65 anni, e Maria Luigia Pitto, 71 anni. I due sono uccisi a colpi di pistola. Si pensa ad una rapina, ma la polizia sta ancora indagando. Un metronotte di 63 anni, Giangiorgio Canu, il 25 gennaio di quest' anno viene ucciso con un colpo di pistola alla testa nell' ascensore del palazzo di via Armellini a Genova che stava controllando. Attualmente per il delitto la Squadra mobile ha indagato due guardie giurate, colleghi della vittima. Si arriva quindi ai delitti delle prostitute. Il 2 febbraio scorso sull' autostrada fra Arenzano e Varazze viene trovato il cadavere di una ex-prostituta di Milano, Silvana Bazzoni. Il 9 marzo su di una spiaggia fra Arenzano e Varazze viene trovato il corpo di Stela Truya, 25 anni, albanese, nuda e uccisa con un colpo di pistola alla testa. La giovane batteva a Genova in viale Brigate Partigiane. Di fronte a lei, lavorava una nigeriana di 27 anni, Evelin Esohe Edoghaye. Il cavadere di quest' ultima, con due colpi di pistola in testa, viene scoperto la mattina del 29 marzo a 200 metri di distanza dal luogo dove e' stato scoperto il corpo della Truya. Gli investigatori non escludono che le due siano vittime di uno stesso maniaco, che il 18 marzo potrebbe anche aver ucciso anche la prostituta ucraina Ljudmyla Zubskova a Pietra Ligure in provincia di Savona.

PROSTITUTA UCCISA A PIETRA LIGURE

(ANSA) - PIETRA LIGURE (SAVONA), 14 APR - Una giovane prostituta e' stata trovata uccisa questa mattina a Pietra Ligure, nel savonese. Secondo le prime informazioni la donna sarebbe stata abbandonata lungo la strada per Ranzi, nell' immediato entroterra della cittadina. Sul posto sono accorsi i carabinieri per i primi accertamenti. Si tratta della sesta prostituta uccisa in Liguria dall' inizio dell' anno.

Con la vittima di oggi, sale a sei il numero delle prostitute uccise in Liguria dall' inizio dell' anno: - 31 dicembre 1997: la serie dei delitti comincia la notte di Capodanno quando Anna Giunti, 32 anni, viene uccisa a colpi di roncola nella sua abitazione di Andora (Savona). Per questo omicidio viene arrestato Ivo Giordano, camionista, cliente della vittima. - 3 febbraio 1998: viene ritrovato lungo l' autostrada Genova-Savona il cadavere di Silvana Bazzoni, di 39 anni. - 9 marzo: uccisa a Varazze (Savona), con un colpo di pistola alla nuca, Stela Truya, albanese, 25 anni. Il suo cadavere, completamente nudo, e' stato abbandonato lungo la strada sterrata a Punta San Giacomo, al confine tra le province di Savona e Genova. - 18 marzo: il cadavere di Slyudmyla Zuskova, 23 anni, di nazionalita' ucraina, viene scoperto nei pressi dell' ospedale di Pietra Ligure. La giovane e' stata fatta inginocchiare e poi uccisa con un colpo di pistola alla nuca. - 29 marzo: Evelin Edsohe, conosciuta come Tessy, nigeriana, 27 anni, viene trovata morta a Cogoleto (Genova), in localita' Molinette. La donna, priva di documenti, e' stata uccisa con un colpo di pistola alla testa. Il luogo del ritrovamento e' a circa 300 metri da dove e' stata trovata Stela Truya.

Secondo le prime sommarie informazioni la vittima, di carnagione chiara, sarebbe stata uccisa con un colpo di pistola alla testa, probabilmente con le stesse modalita' con cui e' stata eliminata il 18 marzo, sempre a Pietra Ligure, Slyudyla Zuskova. In quella occasione, secondo quanto accertato dagli inquirenti, la giovane donna, 23 anni, di nazionalita' ucraina, era stata condotta in una zona isolata, alle spalle dell' ospedale Santa Corona, fatta inginocchiare a terra e poi finita con due colpi di pistola alla nuca. Il particolare del ''colpo di grazia'' alla testa e' un elemento ricorrente nella serie di delitti di prostitute avvenuta negli ultimi mesi in Liguria. Cosi' venne uccisa a Varazze Stela Truya (9 marzo), cosi' ha trovato la morte a Cogoleto Tessy Edsohe (29 marzo). Ma anche lo scorso anno, il 6 febbraio, ad Albenga, sempre nel savonese, una giovane prostituta albanese, Domika Hoxhollari, in arte Dimitra, di 20 anni, fu trovata completamente nuda, ''giustiziata'' con due colpi di pistola alla testa.

La nuova vittima, la sesta, di questa lunga catena di omicidi nel mondo della prostituzione e' stata scoperta questa mattina intorno alle 8,30 dal proprietario di un allevamento di mucche che sorge nell' immediato entroterra di Pietra Ligure. La donna, non ancora identificata ma forse di nazionalita' albanese, tra i 20 e i 25 anni, si trovava a terra lungo un sentiero sterrato tra gli ulivi nei pressi della strada che conduce a Ranzi, alle spalle della cittadina rivierasca.

OMICIDI PROSTITUTE: DUE LE PISTE, SERIAL KILLER O RACKET

(ANSA) - SAVONA, 14 APR - ''Serial killer o racket della prostituzione. Sono queste le piste da battere in relazione alla catena di omicidi di prostitute compiuti dall' inizio dell' anno tra le province di Genova e Savona''. Il questore di Savona, Rodolfo Venezia, non si sbilancia, ma ci tiene a sottolineare che l' ipotesi di un ''giustiziere'' delle prostitute puo' essere abbastanza plausibile, anche se non bisogna trascurare neppure quella di un' eventuale guerra tra protettori. ''Quella del serial killer - ha spiegato il questore - e' l' ipotesi piu' probabile, date le modalita' dei delitti che si ripetono puntualmente, come il fatto che le vittime vengano portate in strade isolate e 'giustiziate'. Anche se non bisogna tralasciare la pista della lotta tra bande avverse per la supremazia sul territorio. In sostanza, non bisogna mai sposare una tesi e abbandonarne un' altra''. ''Siamo nella fase delle indagini pure - ha sottolineato il questore Venezia - Per quanto riguarda i servizi di prevenzione ne abbiamo organizzati di giorno, di notte, in tutte le ore, rastrellando in ogni direzione. Ma se la singola prostituta viene prelevata e portata in auto in una localita', non possiamo impedirlo. Questo e' un lavoro di investigazione''.

PROSTITUTA UCCISA A PIETRA LIGURE (2)

(ANSA) - PIETRA LIGURE (SAVONA), 14 APR - E' un' albanese di 21 anni, Cristina Valla, la giovane uccisa con un colpo di pistola alla nuca e trovata questa mattina da un allevatore della zona. Sul conto della vittima, bionda e dalla carnagione chiara, si e' appreso che fino a poco tempo fa risiedeva a Ceriale, nel savonese, e che svolgeva la sua attivita' di prostituta nella zona di Pietra Ligure. Dai primi accertamenti degli investigatori pare che l' omicida abbia fatto inginocchiare la sua vittima prima di finirla; le ginocchia della giovane, infatti, sono sporche di terriccio. Il cadavere era stesso su uno spiazzo sterrato nei pressi di un casolare disabitato, un luogo appartato che e' meta di coppiette in cerca di intimita'.


OMICIDI LIGURIA: PROCURATORE SAVONA 'ERA TENUTO SOTTO CONTROLLO'

(ANSA) - SAVONA, 6 MAG - ''Era una delle persone sulle quali, in questi ultimi giorni, si erano concentrati forti sospetti. Era tenuto sotto controllo dai carabinieri''. Lo ha detto oggi pomeriggio il procuratore capo di Savona, Vincenzo Scolastico, uno dei magistrati impegnati sin dalla prima ora nella caccia al killer. ''Lo sentiro', assieme ai miei sostituti Franco Greco e Alberto Landolfi, domani, dopo che sara' stato interrogato dal gip di Genova. Sara' sentito riguardo ai delitti delle prostitute di Pietra Ligure e di Varazze''. Secondo i carabinieri di Genova, infatti, Donato Bilancia, e' indiziato per tutti i delitti delle prostitute e del massacro dei metronotti a Novi. Su questo aspetto, ha detto ancora Scolastico: ''attendiamo gli accertamenti del Cis di Parma sulla pistola trovata all'indiziato per avere la conferma definitiva''.


OMICIDI LIGURIA: BILANCIA, EMIGRATO DA POTENZA A QUATTRO ANNI

(ANSA) - POTENZA, 6 mag - Donato Bilancia e' nato a Potenza il 10 luglio 1951, figlio di Rocco e Anna Mazzaturo, ed e' emigrato con i familiari il 3 febbraio 1955 da Potenza ad Asti, quando aveva quattro anni. Successivamente, e' risultato residente a Capaccio (Salerno) ed infine si e' trasferito a Genova. Agli atti di Polizia risultano numerosi precedenti per reati contro la persona ed il patrimonio, alcuni dei quali compiuti quando era minorenne. Tra l' altro, risulta che Bilancia fu assolto dal Tribunale per i minorenni di Genova da un' imputazione di furto perche' giudicato incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Sempre a Potenza si e' appreso che a Bilancia sono stati notificati fogli di via obbligatoria dalle Questure di Livorno e Salerno e che egli e' stato fermato e segnalato dalla Polizia francese. Tra le diverse vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, vi e' un arresto a Como il 20 dicembre 1974 per detenzione abusiva di armi. In quell' occasione, insieme a Bilancia vi erano altre due persone, una delle quali, sprovvista di documenti, disse di essere un cittadino francese. La Polizia indago' per accertare se l' uomo che era insieme a Bilancia fosse coinvolto nell' omicidio di una prostituta, avvenuto a Genova circa un mese prima, il 10 novembre 1974. Non sono noti a Potenza gli sviluppi giudiziari di tale vicenda.


OMICIDI LIGURIA: PROCURATORE SANREMO, INDAGHIAMO ANCHE PER TRENI

(ANSA) - VENTIMIGLIA (IMPERIA), 6 MAG - ''Faremo di tutto per scoprire se l' uomo arrestato quest' oggi a Genova e' implicato anche nell' omicidio di Maria Angela Rubino'': lo ha dichiarato il Procuratore capo di Sanremo Mariano Gagliano, impegnato nelle indagini che sull'omicidio della giovane colf ventimigliese, uccisa il 18 aprile scorso, mentre viaggiava sull' Interregionale 2888 partito da Genova Brignole. ''Inizieremo a constatarlo venerdi' prossimo - ha aggiunto Gagliano - quando mi incontrero' a Genova con gli altri magistrati liguri per raffrontare l' esito delle indagini compiute fino ad oggi. Nessuno esclude collegamenti con gli altri omicidi delle prostitute, ma e' ancora troppo presto per cantare vittoria''. ''Per ora - conclude Gagliano - ci limitiamo ad esaminare ogni minimo particolare per trovare prove schiaccianti che confermino la colpevolezza di una sola persona''. (ANSA)


OMICIDI LIGURIA: DONATO BILANCIA, UNA VITA D'AZZARDO

(ANSA) - GENOVA, 6 MAG - Donato Bilancia e una vita d'azzardo. E' quanto risulta dalle prime indiscrezioni che consentono di tracciare un profilo dell'uomo arrestato oggi dai carabinieri di Genova e fortemente indiziato per i delitti commessi negli ultimi due mesi in Liguria. Una vita segnata da infiniti ''incontri'' con la giustizia, da una passione sfrenata per il gioco d'azzardo, da un equilibrio psicologico precario che l'avrebbe portato piu' volte a ricoveri in ospedali psichiatrici. Tra i molti precedenti penali, uno in particolare ha attirato l'attenzione degli investigatori: nel 1990 punto' una rivoltella contro una prostituta che lo denuncio' alla polizia e che gli costo' tra l'altro un'accusa di atti di libidine violenta. Non risulta un lavoro nella vita di Donato Bilancia, che abitava da solo un piccolo appartamento nel centro di Genova. Risulta invece che i suoi genitori, ormai anziani, hanno una casa a Cogoleto, il comune a ponente di Genova. Una casa che si trova a 200 metri dal luogo dove il 29 marzo e' stata uccisa la prostituta nigeriana Evelin Esohe Edoghaye. A 500 metri, attraversando un cancello che rimane sempre aperto, si raggiunge senza difficolta' il luogo di un altro omicidio della serie, quello di Stela Truya, prostituta albanese di 25 anni, ammazzata il 9 marzo. E' il primo delitto della serie.

Scorrendo la fedina penale di Donato Bilancia si incontrano accuse fin da quando era minore. E poi imputazioni per furto nel 1973 e nel 1983, una rapina nel 1981 - quando insieme a due complici avrebbe sequestrato una coppia a Crocefieschi nell'entroterra genovese - e un'altra nel 1988. Nel 1976, mentre stava scontando una condanna ad un anno e sei mesi per rapina impropria, e' stato protagonista di una evasione dal reparto di traumatologia dell'ospedale San Martino di Genova, dove era stato ricoverato per una serie di esami. Fuggi' in borghese dal padiglione 12 uscendo tranquillamente dalla porta principale. Ma se c'e' una caratterizzazione nella vita di Bilancia - secondo quanto si e' appreso - e' quella della passione per il gioco d'azzardo. Ha collezionato due denunce per questo, lontanissime nel tempo: una nel 1973, l'altra nel 1995. Nel mezzo c'e' una frequentazione assidua dei casino'. A Sanremo, si rincorrono numerose le voci, sarebbero in molti a conoscerlo. E proprio in queste ore sono in corso frenetici accertamenti sulla sua presenza nella riviera dei fiori nei giorni dell'omicidio di Maria Angela Rubino, trovata morta il 18 aprile nella toilette del treno Genova Ventimiglia. Forse le parole degli investigatori, che hanno escluso per ora, un suo coinvolgimento nei delitti dei treni, sono state dettate dall'ultimo - comprensibile - atto di prudenza.


KILLER LIGURIA: NELLA CASA GENOVESE DI DONATO BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 7 MAG - ''Quando sono entrato in casa di Bilancia con i carabinieri e loro hanno iniziato a cercare anche nei vasi dei fiori ho pensato che il mio inquilino trafficasse droga. Solo dopo, dal telegiornale, ho saputo che lui forse e' il killer. Mi e' venuto un colpo''. Parla pacato il proprietario dell'ultimo domicilio di Donato Bilancia, un appartamento in via Montaldo 6/a nel popolare quartiere di Marassi, che il presunto killer ha preso in affitto lo scorso dicembre. Preferisce mantenere l'anonimato. Si chiama Vittorio, e' un imprenditore affermato, ha un' azienda con diversi dipendenti e ha la passione per le gare di auto. ''Non ho mai incontrato Bilancia - spiega - tutte le pratiche le ha gestite l'agenzia immobiliare. Io ho ricevuto le carte e le ho firmate''. ''So che era un buon inquilino - ha aggiunto - ha pagato tre mesi in anticipo e non ha mai disturbato nessuno. Ora era un po' indietro con il pagamento dell'ultimo affitto, doveva saldare aprile e maggio, l'agenzia mi ha avvisato ma non c'erano problemi, abbiamo pensato che fosse impegnato fuori Genova''. L'agenzia ha dato al padrone di casa buone referenze su Bilancia: ''Ha detto di essere un assicuratore e ha dato referenze bancarie che sono risultate ottime - ha aggiunto il signor Vittorio -. Nel contratto l'appartamento risulta seconda casa. Pensavo, lo usera' come pied a terre. Anche mia moglie c'e' rimasta. Poi c'e' quella coincidenza...''.

Una coincidenza da non credere. ''Conosco molto bene il proprietario della villa di Novi Ligure dove sono stati uccisi i due metronotte - spiega Vittorio - E' incredibile. L' ho incontrato proprio alcuni giorni fa in occasione di un rally e ne abbiamo parlato. L'ho anche un po' preso in giro: gli ho detto 'guarda un po' chi frequenta la tua casa'. L'ho fatto per sdrammatizzare, dopo quello che ha passato. E' stato anche sospettato. Ora guardi cosa mi capita. Se e' vero che il killer viveva nella mia casa... e' incredibile''. In via Montaldo, Donato Bilancia non e' stato notato. Anche chi vive li' da tanti anni e conosce le abitudini di tutti non se lo ricorda proprio. ''Forse usciva solo la sera - dice uno di loro - noi qui abbiamo tutti una certa eta' e a quelle ore stiamo in casa''. Forse il presunto omicida usava questo appartamento solo rare volte. Di certo lo ha frequentato: i carabinieri lo hanno perquisito a fondo. L'appartamento e' al piano terra di un palazzo degli anni '70 alto sei piani che si affaccia sul torrente Bisagno. Non lontano dalla stazione Brignole e dall'autostrada Genova-Livorno. Dalle finestre si vede il carcere di Marassi, dove ora Bilancia e' rinchiuso.


KILLER LIGURIA: PROVE E INDIZI CONTRO DONATO BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 7 MAG - Sono numerosi gli elementi di prova contro Donato Bilancia per il delitto di Evelin Edoghaye (alias Tessy Adodo), e altrettanto numerosi gli indizi che portano a sospettarlo per i delitti delle prostitute e dei due metronotte di Novi Ligure. Questo un riepilogo degli elementi conosciuti di cui dispongono ad oggi gli investigatori:

- DELITTO TESSY (29 marzo): l'ordine di custodia cautelare e' stato firmato quando e' arrivata la perizia dell'identita' tra il suo Dna e quello rilevato da liquido seminale trovato sul cadavere della vittima. Sulla Opel Kadett bianca rubata dove l'assassino ha fatto salire la nigeriana sono state trovate tracce di polvere da sparo riconducibili ai proiettili della sua calibro 38. La macchina era posteggiata regolarmente in via Bobbio, vicino all'abitazione di Bilancia: il ritrovamento il 18 aprile in quella zona di un'auto simile a quella dove era salita la nigeriana prima di essere uccisa ha fatto ipotizzare ai carabinieri che il killer vivesse nella zona e ha finito per indirizzarli sul ladro-giocatore. Il primo esito positivo delle comparazioni del Dna per questo caso e' giunto il 1/o maggio: l'esito definitivo, che ha fatto scattare l'arresto, e' arrivato il 5 maggio.

- DELITTI PROSTITUTE: Reperti biologici (tra i quali la pelle trovata sotto le unghie delle vittime) rappresentano un collegamento diretto dell'uomo per gli omicidi di Pietra Ligure, quelli di Sljudmyla Zuskova (18 marzo) e di Valbona Mema, alias Kristina Valla (14 aprile). Su tutti e due i cadaveri erano stati trovati liquidi biologici: i proiettili erano stati recuperati, in entrambi i casi frammentati. Al momento le perizie sui reperti non hanno permesso di dimostrare il coinvolgimento di Bilancia sul delitto Stela Truya. La vittima era nuda e presentava tracce di liquidi biologici. Il proiettile mortale non e' stato mai trovato, probabilmente e' finito in mare.

- DELITTO METRONOTTE (24 marzo): Per l'omicidio dei due metronotte di Novi Ligure c'e' la testimonianza del viado Jorge ''Lorena'' Castro e la presenza di tracce di polvere da sparo sulla Mercedes. I reperti biologici trovati sul posto sono considerati ''non significativi'' dai carabinieri del Cis: piu' interessanti i frammenti dei proiettili recuperati. Il maggiore Luciano Garofano definisce ''una corbelleria'' l'indiscrezione sul ritrovamento di frammenti del fanalino della Mercedes. Ma l'elemento determinante, in questo caso, sara' il riconoscimento o meno di Donato Bilancia da parte del viado Julio Castro, ferito il giorno dell'omicidio e unico testimone vivo di tutta la scia dei delitti.

- DELITTI SUI TRENI (Elisabetta Zoppetti, 12 aprile e Maria Angela Rubino, 18 aprile): solo due giorni fa il Cis ha ricevuto i reperti relativi ai due delitti sui treni: si tratta in particolare degli indumenti delle vittime. Gli esami comparativi sono in corso. Le perizie balistiche su tutti i delitti delle prostitute e dei treni, i risultati ufficiali arriveranno domani, ma i magistrati hanno gia' ricevuto un responso ufficioso che ribadisce la compatibilita' fra i proiettili. E sono all'attenzione degli investigatori tutti i movimenti di Donato Bilancia nelle zone dei delitti. E' certo che alle 20:01 del 18 aprile e' stato registrato in ingresso al casino' di Sanremo. Il treno su cui viaggiava la Rubino e' passato dalla stazione di Sanremo alle 21:55. Un tassista di Bordighera ha detto di aver portato alle 22,20 circa di quella sera da quella citta' a Sanremo un uomo che somigliava molto all'identikit. Se Donato Bilancia e' coinvolto anche nei delitti sui treni - riferiva un investigatore - gli accertamenti per scoprirlo non dureranno piu' di 48 ore.


KILLER LIGURIA: ANCHE IL 'MALOCCHIO' E' SERVITO PER LE PROVE

(ANSA) - GENOVA, 7 MAG - Per raccogliere elementi di prova contro Donato Bilancia, i carabinieri di Genova hanno dovuto ingannare il cameriere di un bar del centro di Genova. E' accaduto nei giorni in cui Bilancia era pedinato, e gli uomini del maggiore Filippo Ricciarelli cercavano ''elementi biologici'' del sospettato da confrontare con quelli trovati sui luoghi dei delitti. ''Un giorno - ha raccontato oggi Ricciarelli - Bilancia si e' fermato in un bar a prendere un caffe'. Accanto a lui c'era uno dei nostri uomini in borghese. Appena l'uomo ha lasciato la tazzina ed e' uscito, il carabiniere si e' precipitato sulla tazzina dicendo al barman: 'Non vede, questi fondi di caffe' hanno brutti presagi. Io sono uno che se ne intende. La prendo io questa tazzina, la esamino e poi gliela riporto'. Ed e' uscito dal bar lasciando il barista incredulo e senza parole''. ''Non potevano rischiare - ha concluso Ricciarelli - che il barista capisse chi eravamo e che Bilancia fosse messo sull'avviso''.


KILLER LIGURIA: FRATELLO SI UCCISE SOTTO TRENO DA VENTIMIGLIA

(ANSA) - GENOVA, 7 MAG - Il fratello di Donato Bilancia, Michele, si uccise nel 1987 gettandosi sotto l' Espresso Ventimiglia-Genova con in braccio il figlioletto Davide, di 4 anni. Erano le 14:30 del 19 marzo 1987, quando Michele Bilancia, con in braccio il piccolo Davide, si getto' contro la motrice del treno all' altezza di Multedo, delegazione a Ponente del capoluogo Ligure. Michele Bilancia aveva 37 anni e proprio quella mattina si era legalmente separato dalla moglie. Stamane gli investigatori hanno ricordato questo episodio che ha segnato la famiglia di Bilancia e che, secondo quanto si e' appreso, avrebbe profondamente sconvolto Donato Bilancia. E' stata anche richiamata la coincidenza che, undici anni dopo, Maria Angela Rubino e' stata uccisa su un treno che viaggiava sulla stessa linea Genova-Ventimiglia.


KILLER LIGURIA: GENITORI ARRESTATO, 'ERA FIGLIO PREMUROSO'

(ANSA) - ASTI, 7 MAG - ''Si', Donato ci ha dato qualche dispiacere, ma e' sempre stato un figlio premuroso e gentile. E' impossibile che abbia fatto quello di cui lo accusano''. Il padre di Donato Bilancia, Rocco, 76 anni, e la madre Anna Mazzaturo, 73 anni, non credono di essere i genitori di un ''serial killer''. Sono sconvolti, confusi. La donna non riesce a trattenere le lacrime mentre parla nel piccolo appartamento del centro storico di Nizza Monferrato. L' uomo e' quasi impietrito dal dolore. Ha problemi di udito e lascia spesso la parola alla moglie. Hanno comprato casa a Nizza Monferrato una ventina d' anni fa. Nel 1955 l' uomo, pensionato dell' Inam, aveva lavorato per un breve periodo ad Asti. Poi aveva chiesto il trasferimento a Genova ''perche' Donato era gracile e cagionevole di salute''. Ma amavano la campagna e, quando Rocco Bilancia e' andato in pensione, hanno acquistato l' appartamento di Nizza Monferrato, cittadina in cui avevano alcuni amici. ''Sono persone gentili e riservate'', dicono i vicini di casa. E in effetti i coniugi affrontano questa seconda batosta del destino con compostezza. Anna Mazzaturo ricorda tra le lacrime il suicidio dell' altro figlio e del nipotino: ''La moglie lo aveva lasciato ed era sconvolto - dice - Donato fu molto colpito da quella tragedia''.

Donato Bilancia provava rancore nei confronti delle donne dopo che il fratello si era suicidato in seguito alla separazione dalla moglie. E' uno degli elementi sulla figura dell'uomo arrestato ieri a Genova, che i carabinieri stanno cercando di ricostruire, anche dal punto di vista psicologico. ''Dopo quella disgrazia ha avuto uno choc - spiega il maggiore Filippo Ricciarelli - e una reazione molto negativa nei confronti delle donne. Era molto aggressivo con loro''. Bilancia non era sposato e non risulta che avesse una compagna. Frequentava abitualmente le prostitute. Con Evelin Edoghaye-Tessy Adodo aveva un avuto un rapporto senza preservativo prima di sparare e non ci sono conferme all'ipotesi - pure seguita dagli investigatori - che l'avesse frequentata prima dell'omicidio. Il suo sperma trovato sul cadavere ha permesso l'esame del Dna che lo ha incastrato. Bilancia secondo i carabinieri in passato viveva rubando negli appartamenti, anche fuori Genova. Negli ultimi anni, la sua fonte di sostentamento era il gioco d'azzardo. ''Frequentava i casino' di Sanremo e di Saint Vincent - spiega Ricciarelli -: Nelle ultime settimane pero', si faceva vedere in giro molto meno. Aveva nascosto la Mercedes, andava di rado ai casino'. Quando l'abbiamo trovato aveva un aspetto trasandato, barba lunga e tuta''.


KILLER LIGURIA: LA SUA PISTOLA HA UCCISO A COGOLETO

(ANSA) - GENOVA, 7 MAG - La pistola trovata in casa di Donato Bilancia e' quella con la quale e' stata uccisa la prostituta nigeriana ''Tessy'' a Cogoleto. Lo si e' appreso da indiscrezioni filtrate negli ambienti di Palazzo di Giustizia di Genova. Le perizie ufficiali arriveranno alla Procura genovese solo domani, ma le prime comparazioni effettuate dai tecnici dei carabinieri non lascerebbero molti dubbi. ''Aspettiamo i risultati ufficiali della perizia - si e' limitato a confermare il procuratore Francesco Meloni -. Sappiamo, comunque, che in due o tre casi i proiettili sono stati esplosi dalla stessa pistola. Se questo verra' confermato si allargheranno le imputazioni''. Confermate le analisi sul liquido seminale: dagli esami effettuati sulla nigeriana morta (tampone vaginale) ci sono elementi tali da determinare che ci sia stato un rapporto sessuale tra l' indagato e la prostituta nigeriana. Da qui le comparazioni con i liquidi biologici prelevati dai carabinieri a Donato Bilancia durante l'indagine per stabilire il Dna. Meloni ha ribadito che ''Donato Bilancia e' una persona raggiunta da gravi indizi in relazione all' omicidio della nigeriana suscettibili di sviluppi in merito agli altri delitti delle prostitute ma, per il momento, non a quelli dei treni per i quali ancora non si hanno in mano elementi certi per affermarlo''.

''Dal punto di vista formale - aggiunge Meloni - ritengo ci siano indizi gravi sulla persona arrestata ieri. Soggettivamente riteniamo che ci siano prove consistenti fatto salvo il giudizio definitivo''. Alla domanda se la popolazione ora puo' ritenersi tranquilla Meloni ha risposto: ''Nei confronti delle prostitute devo ritenere che ci possa essere un' atmosfera di tranquillita'''. Meloni ha, poi, negato che si sia parlato di problemi di AIDS legati alla persona indagata e ha aggiunto:''non so di problemi psichici''. L' ordine di custodia cautelare, di quattro pagine, a carico di Donato Battaglia, secondo quanto e' stato riferito, riguarda la contestazione di omicidio volontario, porto e detenzione abusivo di arma in relazione all' omicidio della prostituta nigeriana. Per il momento non e' stata contestata alcuna aggravante che, nel caso specifico, potrebbe eventualmente essere la premeditazione. In questo caso si tratterebbe di un reato piu' grave che prevede l' ergastolo. Domani a Genova si incontreranno il procuratore Meloni, il pm Enrico Zucca che si occupa dell' inchiesta sull' omicidio di Tessy ed i magistrati delle procure di Alessandria, Savona e Imperia che indagano sugli altri omicidi. ''Si tratta di uno scambio di vedute - ha spiegato Meloni - poi si vedra' anche di compattare la questione della competenza territoriale''.


KILLER LIGURIA: RICCIARELLI SU COLLEGAMENTO DELITTI TRENI

(ANSA) - GENOVA, 7 MAG - ''Abbiamo un quadro indiziario molto favorevole. Siamo molto fiduciosi in un esito positivo''. Lo ha detto il maggiore dei carabinieri Filippo Ricciarelli, che ha coordinato l'attivita' investigativa dell'Arma sui delitti in Liguria, sull'ipotesi di collegamento tra gli omicidi delle prostitute e dei metronotte e i due avvenuti sui treni (Maria Angela Rubino ed Elisabetta Zoppetti). Ricciarelli ha parlato nel corso della trasmissione ''Uno di notte'', condotta dal giornalista Andrea Purgatori in diretta su Raiuno. Nel corso dell'intervista Ricciarelli ha anche brevemente commentato il riconoscimento di Donato Bilancia da parte del viado Julio Castro: ''Non avevamo dubbi''. Rispondendo ad una domanda di Purgatori, il maggiore Ricciarelli ha infine reso noto che Donato Bilancia ''sicuramente conosceva'' Maurizio Parenti e Carla Scotto. Sono due coniugi, lui rappresentante di video-games, uccisi nel loro appartamento di Genova il 24 ottobre 1997. L'inchiesta su quel delitto - che si e' ipotizzato fosse legato alle scommesse clandestine e al gioco d'azzardo - non aveva portato finora a risultati. L'indagine e' ripartita in questi giorni, proprio in relazione all'indagine su Donato Bilancia.


KILLER LIGURIA: DIFENSORE, ERA TRANQUILLO SOLO IN APPARENZA

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Era tranquillo solo in apparenza. Con questa breve descrizione, il legale di Donato Bilancia, avvocato Enrico Franchini ha raccontato lo stato d'animo del suo assistito durante il confronto avvenuto nella tarda serata di ieri nel carcere di Alessandria. Durante la ricognizione svoltasi nel carcere San Michele di Alessandria che ospita pentiti e detenuti definitivi, Bilancia tradiva una sensibile tensione e agitazione. ''Erano agitati anche i ''birilli'' (le tre 'controfigure' utilizzate per il riconoscimento, ndr) - e' stato il commento di una delle persone che hanno assistito al confronto - la tensione che gravava nell' aria si poteva toccare''. Il difensore di Bilancia, anche questa mattina, ha escluso, che il suo assistito abbia pronunciato frasi di ammissione o commenti a proposito del primo omicidio che gli e' stato contestato, quello della prostitura nigeriana Tessy.


KILLER LIGURIA: SI INCROCIANO INDAGINI DELITTI INSOLUTI

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Si verificano i dati, si controllano gli spostamenti, ma soprattutto si attende l'esito delle perizie sulla pistola calibro 38. E' su questi elementi - e su alcune testimonianze che potrebbero rivelarsi decisive - che si gioca il possibile allargamento dell'inchiesta su Donato Bilancia, ad altri delitti insoluti avvenuti in Liguria. Due le indagini che sembrano emergere alla massima attenzione degli investigatori: quella sul delitto dei coniugi Maurizio Parenti e Carla Scotto, avvenuto a Genova il 24 ottobre 1997, e che Donato Bilancia sicuramente conosceva; e quello del cambiavalute di Ventimiglia Enzo Gorni, ucciso nella citta' di confine il 20 marzo scorso. A proposito di un' eventuale coinvolgimento di Bilancia nell'inchiesta sull'omicidio degli sposini di piazza Cavour Maurizio Parenti e Carla Scotto, il procuratore aggiunto di Genova Francesco Lalla ha detto: ''E' una ipotesi di lavoro. Valuteremo quando avremo qualche elemento concreto. Saranno esaminati i reperti di quell' omicidio e poi si vedra'''. ''Prendiamo in esame tutti i delitti - ha detto stamani il pm genovese Enrico Zucca -. Quella sull' omicidio Parenti-Scotto e' una ipotesi investigativa che si apre. Potrebbe esserci niente o tutto''. Il pm Mario Tuttobene che indaga sul delitto dei coniugi Parenti conferma: ''Riscontriamo tutte le informazioni. Per ora non si puo' dire nulla''

- Maurizio Parenti, 42 anni e Carla Scotto, 34 anni, sposi da poco piu' di un mese, vennero trovati morti nel loro appartamento in piazza Cavour nel pomeriggio del 24 ottobre 97. Il delitto passa alle cronache come quello della ''casa del boia'' in relazione alla vicinanza con un edificio che viene cosi' chiamato, e sembra risalire al giorno precedente. Maurizio Parenti era rappresentante di video-games ed appassionato del gioco. A suo carico risulta un piccolo precedente per gioco d' azzardo in una bisca clandestina. Viene trovato seminudo sul letto. Ad ucciderlo, un colpo di pistola calibro 38 special alla nuca. Carla Scotto, commessa in un negozio di abbigliamento del centro storico genovese, viene probabilmente uccisa perche' testimone del delitto del marito. Anche per lei il killer ha usato una 38 special. Le indagini si indirizzano subito sulla pista del totonero e del gioco d'azzardo. E' il mondo in cui ha vissuto Donato Bilancia. Accertamenti sono in corso anche sul delitto avvenuto tre giorni dopo, il 27 ottobre 97, sempre a Genova quando due anziani coniugi, Bruno Armando Solari, 65 anni, e Maria Luigia Pitto, 71 anni, titolari di una gioielleria nel quartiere di Marassi, vengono uccisi a colpi di pistola nella loro casa di via Monticelli. Il Pm Giuliana Tondina, che si occupa dell' inchiesta su questo delitto, stamani ha detto: ''Siamo sereni, per ora non c' e' niente di concreto''

- L' altra pista investigativa porta a Ventimiglia e all'omicidio del cambiavalute Enzo Gorni, ucciso nel suo ufficio in corso Nizza, nella frazione di Latte poco dopo le 19 del 20 marzo. Quattro gli elementi che potrebbero portare ad un coinvolgimento di Donato Bilancia: la presenza di un testimone che ha visto la vittima parlare con l'assassino; la pistola dell'omicidio, ancora una volta una calibro 38; la testimonianza di chi ha visto fuggire l'assassino a bordo di una Mercedes scura; la presenza certa di Donato Bilancia nella zona quella stessa sera: alle 21.12 l'uomo e' registrato in ingresso al casino' di Sanremo. Stamani il procuratore della Repubblica di Sanremo, Mariano Gagliano si e' limitato a ripetere ''stiamo lavorando, valutando tutti le possibilita' e le possibili relazioni. Ogni punto verra' valutato per verificare tutti gli elementi raccolti''


KILLER LIGURIA: ESAMI SU DELITTI TRENI PRONTI TRA QUATTRO GIORNI

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - ''Gli esami balistici definitivi sui delitti delle prostitute, dei metronotte e dei treni saranno pronti alla meta' della settimana prossima, fra martedi' e giovedi'''. Lo afferma il maggiore Luciano Garofano, dirigente del Centro di Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Parma, che ha coordinato tutte le analisi sui reperti relativi ai delitti avvenuti in Liguria. ''Abbiamo ricevuto ieri - ha aggiunto Garofano - la pistola sequestrata a Bilancia. Oggi cominceremo gli esami. Per il momento possiamo dire solo che c'e' compatibilit… fra i proiettili del delitto della nigeriana e quelli dei metronotte''. Tre giorni fa - ha riferito Garofano - i carabinieri del Cis hanno ricevuto dalla polizia i reperti sui delitti dei treni: proiettili, sostanze biologiche liquide e solide, capi di abbigliamento delle vittime. ''Alcuni reperti sono alterati e saranno necessari particolari trattamenti per esaminarli. Ritengo che nel giro di tre settimane potremo consegnare i risultati definitivi di tutte le analisi (balistiche e biologiche) relative a tutti gli omicidi, delle prostitute, di Novi Ligure e dei treni''.


KILLER LIGURIA: PROCURATORE SANREMO 'FATTI SONO PIU' CHIARI'

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - ''Ho qualche ragionevole motivo di ritenere che ora i fatti siano piu' chiari''. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Sanremo Mariano Gagliano prima di entrare nell' Ufficio del procuratore Capo di Genova Francesco Meloni per il vertice che vede impegnati i magistrati delle cinque Procure che si occupano delle inchieste sugli omicidi. La procura di Sanremo indaga sul delitto di Maria Angela Rubino, uccisa sul treno Genova-Ventimiglia, il 18 aprile scorso. Il magistrato ha poi riferito che potra' dire qualche cosa di piu' concreto al termine della riunione con i colleghi.


KILLER LIGURIA: VIADO LORENA SI COSTITUIRA' PARTE CIVILE

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Il viado Julio Castro, ''Lorena'', che ieri ha riconosciuto nel carcere di Alessandria, Donato Pagano come l'omicida dei due metronotte uccisi a Novi Ligure, si costituira' parte civile: lo ha annunciato, oggi a Palazzo di Giustizia di Genova, il suo legale, avvocato Gianfranco Pagano. Il legale ha quindi rievocato il drammatico confronto di ieri sera, confermando che si e' trattato di un incidente probatorio quindi un atto processuale a tutti gli effetti valido quale prova da portare in corte d'assise. Durante la ricognizione di ieri, dapprima Lorena ha ricostruito la persona definendo particolari della fisionomia del killer dei metronotte (borse sotto gli occhi, due solchi ai lati del viso) poi ha riferito che sarebbe stato in grado di riconoscerlo dalla voce particolarmente gutturale. Ma l'acquisizione della prova fonica non e' stata ammessa dal gip. Poi ha avuto luogo il confronto all' americana con Bilancia, inserito in mezzo a tre controfigure tutte in giacca e cravatta. Lorenzo ha subito puntato su Bilancia chiedendo che si ponesse di profilo. Poi ha detto, tremando, ''E' lui, sono sicura, non fatemelo piu' vedere. E' lui''.


KILLER LIGURIA: DOPO DELITTO NOVI HA INIZIATO AD AVERE PAURA

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Ha cominciato ad avere paura dopo il delitto dei due metronotte di Novi Ligure: Donato Bilancia sapeva di aver lasciato un testimone, il viado Julio Castro, che ieri lo ha riconosciuto nel confronto del carcere di Alessandria. Ma sapeva anche di aver disseminato di tracce la sua azione, come la Mercedes 190 blu notte, con i fascioni dei paraurti di colore leggermente diverso dalla carrozzeria. Infatti il 27 marzo - tre giorni dopo quel delitto - Bilancia si presenta dal proprietario della Mercedes, che gli ha prestato l'auto che lui usa dal giugno 1997. Dalla testimonianza resa agli investigatori da questo conoscente si viene a sapere che quel 27 marzo Bilancia gli chiese di non dire a nessuno che aveva la Mercedes, ne' che era un abituale frequentatore di casino'. Bilancia gli disse anche di essere stato fermato dalle forze dell' ordine nell' ambito delle indagini sull' omicidio di Novi Ligure. Un controllo che pero' alle stesse forze dell'ordine non risulta. Il giorno dopo, 28 marzo, in Corso Gastaldi a Genova, viene rubata una Opel Kadett bianca. Il 29 marzo quell'auto targata Genova viene notata da una prostituta che vede la sua collega nigeriana Tessy salire a bordo in Viale Brigate Partigiane. Poco dopo Tessy sara' uccisa a Cogoleto. La Opel bianca sara' invece ritrovata il 18 aprile in via Bobbio a Genova, poco distante da una delle abitazioni di Donato Bilancia.

E' questo uno degli elementi che hanno convinto i magistrati genovesi a chiedere il primo ordine di custodia cautelare contro Donato Bilancia. Un provvedimento che gia' metteva in luce i gravi indizi a suo carico anche sugli altri omicidi dei due metronotte e delle due prostitute di Pietra Ligure. Elementi che sono andati ad aggiungersi ad un complesso di prove: prima di tutto il DNA, test di confronto tra il liquido seminale trovato sul corpo di Tessy e due mozziconi di sigarette prelevate all' insaputa di Bilancia. E ancora i proiettili, sempre gli stessi, a piombo nudo, C358 calibro 38, di fabbricazione finlandese, marca Lapua Patria. Gli investigatori avevano gia' accertato che ad ogni delitto corrisponde la presenza di Donato Bilancia al Casino' di Sanremo e la conferma arriverebbe dalla telecamera del Casello Autostradale nei pressi della citta' dei Sanremo. Ultima circostanza confermata: Bilancia si sarebbe presentato alla barriera di un casello autostradale infilando una Viacard scaduta. La macchinetta l'ha respinta, e' arrivato il casellante sbloccando la sbarra e lui e' passato senza pagare. Ma la sua auto e' stata automaticamente segnalata.


KILLER LIGURIA: BILANCIA ACCUSATO OMICIDIO CAMBIAVALUTE

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Donato Bilancia e' stato riconosciuto come l'omicida del cambiavalute Enzo Gorni, ucciso a Ventimiglia il 20 marzo scorso. Il riconoscimento e' avvenuto su una fotografia da parte del cognato della vittima che aveva assistito all'omicidio. Non e' stato compiuto alcun confronto diretto tra il testimone e Donato Bilancia. La conferma e' avvenuta, in serata, da fonti investigative. Gia' quindici giorni fa lo stesso cognato aveva riconosciuto come molto somigliante all'omicida di Enzo Gorni, l'identikit del killer preparato sulla base della descrizione del viado Julio Castro, scampato al duplice omicidio dei metronotte a Novi Ligure (Alessandria).

Il cambiavalute Enzo Gorni venne ucciso nel suo ufficio in corso Nizza, nella frazione di Latte a due chilometri dal confine francese alle 19 del 20 marzo. Enzo Gorni, 46 anni, sposato e padre di due bambine di 8 e 10 anni, ha tentato di reagire all'omicida col quale venne visto discutere. Lo testimonia una pistola calibro 9 x 21, che la vittima stringeva in mano quando e' stato colpito. Gorni non sarebbe pero' riuscito ad esplodere neanche un colpo. Numerosi invece i proiettili esplosi dal rapinatore e che lo hanno raggiunto: in particolare uno allo sterno e l'altro all'occhio destro, che e' considerato dal medico legale quello mortale. Fin dai primi momento l' unica flebile traccia riguarda una vettura di grossa cilindrata, probabilmente una Mercedes nera, con targa del nord Italia, vista allontanarsi dalla zona immediatamente dopo il delitto. Il corpo dell' operatore di cambio e' stato trovato riverso sul pavimento, in una pozza di sangue, dal cognato della vittima che ogni sera raggiungeva il congiunto per aiutarlo nelle operazioni di chiusura. Cognato che ha visto l'omicida parlare con la vittima e che consentira' agli investigatori di disegnare un identikit: un uomo distinto sulla cinquantina, alto circa un metro e 75, brizzolato, abito e cappello grigio. (SEGUE).


KILLER LIGURIA: L'OMICIDIO DEL CAMBIAVALUTE ENZO GORNI (2)

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Secondo la testimonianza di alcuni giovani, l'omicida sarebbe uscito dal cambio con un sacchetto blu in una mano. Il revolver era nascosto sotto la giacca pronto per intidimidire i passanti che avessero tentato di fermarlo. L' uomo avrebbe camminato per una ventina di metri, dove l' attendeva una Mercedes nera di nuova immatricolazione. Secondo la testimonianza di un benzinaio un'auto simile si era fermata a fare rifornimento prima del delitto e al volante c'era una donna. Quattro gli elementi che potrebbero portare ad un coinvolgimento di Donato Bilancia: la presenza di un testimone che ha visto la vittima parlare con l'assassino; la pistola dell'omicidio, ancora una volta una calibro 38; la testimonianza che ha visto fuggire l'assassino a bordo di una Mercedes scura; la presenza certa di Donato Bilancia nella zona quella stessa sera: alle 21.12 l'uomo e' registrato in ingresso al casino' di Sanremo.


KILLER LIGURIA: VERTICE, ELEMENTI OBIETTIVI SU DELITTI TRENI

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Sono emersi ''elementi obiettivi'' che rendono ''probabile il coinvolgimento'' di Donato Bilancia ai delitti sui treni. E' la conclusione del vertice tra i magistrati che si e' concluso alle 19 a Genova tra gli inquirenti impegnati nelle indagini sui delitti avvenuti in Liguria. Il procuratore di Genova Francesco Meloni ha letto un comunicato ufficiale: ''Oggi 8 maggio si sono incontrati i Procuratori della Repubblica ed i sostituti designati di Alessandria, Genova, Sanremo, Savona e Verona unitamente ai collaboratori investigativi dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Sono stati discussi e valutati i risultati delle indagini finora compiute e confrontati i successivi sviluppi investigativi. Sono emersi gravi e concreti indizi di natura balistica, chimico-fisica e biologica che fanno ritenere attribuibili all' indagato Donato Bilancia gli omicidi commessi in Pietra Ligure, Novi Ligure e Cogoleto''. ''Sono altresi' emersi elementi obiettivi - prosegue il comunicato - che fanno ritenere probabile il coinvolgimento dello stesso indagato anche negli omicidi commessi in Varazze e sui convogli ferroviari di Verona e Ventimiglia''. La firma in calce e' dei Procuratori della Repubblica di Alessandria, Genova, Sanremo, Savona, Verona.

''I delitti delle due prostitute di Pietra Ligure sono attribuibili a Bilancia sulla base degli esami del Dna sullo sperma trovato sulle vittime e delle perizie balistiche sui proiettili e sull'arma''. Alberto Landolfi, sostituto procuratore a Savona, all'uscita del vertice di questo pomeriggio spiega cosi' l'attribuzione al pregiudicato di Genova dei delitti di Sljudmyla Zuskova e Valbona Mema (alias Kristina Valla). I carabinieri di Genova ieri mattina avevano dichiarato di ritenere Bilancia responsabile dei due omicidi di Pietra Ligure, dei due di Novi Ligure e di quello di Cogoleto. Non avevano rivelato tuttavia quali prove avevano in mano per i due omicidi del Savonese. Il pregiudicato genovese era stato arrestato per l'omicidio di Evelin Edoghaye: i militari avevano dichiarato che l'esame del Dna e le perizie balistiche lo accusavano. Per il duplice delitto di Novi e' stato richiesto dal pm di Alessandria un ordine di custodia cautelare, dopo che il viado Julio ''Lorena'' Castro giovedi' sera ha riconosciuto Bilancia. Per gli omicidi di Pietra Ligure non sono ancora state richieste misure cautelari.


KILLER LIGURIA: LE INDAGINI ESTESE IN TUTTA ITALIA

(ANSA) - SAVONA, 8 MAG - ''Le indagini verranno estese a tutti i casi di omicidio, avvenuti anche oltre i confini della Liguria, che hanno assonanze con quelli per i quali e' indagati Donato Bilancia. Laddove emergeranno compatibilita', verra' compiuto un ulteriore approfondimento''. Ad annunciarlo e' il procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico, al termine del vertice tra magistrati che si e' svolto oggi alla Procura di Genova. ''Non abbiamo fatto ipotesi specifiche'' ha chiarito Scolastico, ma non e' escluso che si sia parlato ad esempio del delitto di Donika Hoxhallhari, la prostituta albanese uccisa ad Albenga nel febbraio '97 con due colpi di pistola di calibro medio o di altri fatti di sangue. ''Per parlare - ha concluso Scolastico - bisognera' attendere la comparazione delle perizie, che richiedera' almeno un mese''.


KILLER LIGURIA: LA PISTOLA IN MANO A BILANCIA DAL '92

(ANSA) - GENOVA, 9 MAG - La Smith e Wesson calibro 38 usata da Donato Bilancia per uccidere i metronotte Candido Rando' e Massimino Gualillo (24 marzo, Novi Ligure) e la giovane prostituta nigeriana Evelin Edoghaye, alias Tessy Adodo (29 marzo, Cogoleto) e che potrebbe aver sparato e ucciso almeno altre sei volte, era in possesso del presunto serial killer genovese dal 1992. L' arma era stata infatti rubata in una abitazione di Arona, in provincia di Novara. Questo particolare ha indotto gli investigatori ad allargare non solo dal punto di vista geografico ma anche temporale le indagini sui fatti di sangue per i quali potrebbe emergere una relazione con Donato Bilancia. Per il momento il presunto serial killer e' accusato formalmente dai magistrati di Genova (delitto della nigeriana Tessy) e di Alessandria (i due metronotte uccisi a Novi Ligure), ma nei prossimi giorni sono attesi analoghi provvedimenti per i delitti di altre tre prostitute da Savona. Per lunedi' e' in programma nel carcere di Marassi, dove Donato Bilancia si trova rinchiuso, l' interrogatorio da parte del procuratore capo savonese Vincenzo Scolastico e del Pm Alberto Landolfi. In settimana, inoltre, se le perizie balistiche daranno le ultime risposte, sara' la volta delle Procure di Sanremo (delitto sul treno di Maria Angela Rubino) e Verona (Elisabetta Zoppetti, uccisa sull' intercity

Otto delitti a cui ieri sera si e' aggiunto, dopo il riconoscimento da parte di un testimone, quello del cambiavalute di Ventimiglia Enzo Gorni (20 marzo). Un numero impressionante di fatti di sangue, che potrebbe anche aumentare se gli accertamenti in atto dovessero far emergere analogie e compatibilita' con altri episodi non ancora analizzati nel dettaglio. Questa mattina in Procura a Genova, intanto, e' in corso un lungo incontro tra il maggiore dei Carabinieri Filippo Ricciarelli, Comandante del Nucleo investigativo, ed Enrico Zucca, il Pm che si occupa dell' inchiesta sull' omicidio di Tessy Adodo.


KILLER LIGURIA: SCIENTIFICA DELINEA UNA TRIPLA PERSONALITA'

(ANSA) - GENOVA, 8 MAG - ''Donato Bilancia e' un serial killer assolutamente fuori dall' ordinario. E' un caso che finira' sui libri. Nella sua figura coesistono ben tre profili: la criminalita' ordinaria, la psicopatologia nei confronti di una categoria ben determinata (le prostitute) e quella nei confronti di persone assolutamente estranee (le donne sui treni)''. Un alto dirigente della Polizia Scientifica di Roma descrive cosi' la figura del serial killer della Liguria. ''Qui ci troviamo di fronte ad un uomo con addirittura tre personalita'. In primo luogo, quella del criminale ordinario. Bilancia ha un passato di violento e di rapinatore. Se (come sembra in base alle testimonianze) e' responsabile dell' omicidio del cambiavalute Gorni a Ventimiglia, sarebbe il classico malavitoso assassino. Ma Bilancia uccide anche le prostitute''. Per l' alto dirigente della Scientifica, questi ultimi delitti non possono essere ricondotti esclusivamente a semplici rapine, per quanto l' assassino abbia sempre fatto sparire le borsette delle sue vittime, presumibilmente piene di soldi: ''Certo, il movente iniziale puo' essere stato la rapina, per procurarsi i soldi per giocare al casino'. Per prendere il denaro alle ragazze pero', non era necessario ucciderle, basta minacciarle. Le uccisioni poi avvengono con una vera e propria ritualita', facendo inginocchiare le vittime, coprendo loro la testa con un indumento''

''Per questi omicidi - prosegue il dirigente della Polizia Scientifica - Bilancia potrebbe essere considerato un maniaco che ha particolari motivi di rancore nei confronti delle prostitute''. Gli ultimi due delitti del serial killer? ''Qui ci troviamo di fronte a vittime scelte a caso, con l' unico denominatore comune di essere donne giovani. Il movente della rapina e' insignificante, dalle borsette sono spariti pochi soldi. Il treno pero' e' un luogo particolarmente simbolico per Bilancia: sotto un treno si e' tolto la vita il fratello con il figlioletto, dopo la separazione della moglie. Da quel momento, l' uomo aveva maturato rancore nei confronti delle donne. Ucciderle su di un treno potrebbe avere un forte valore simbolico per lui. E questo e' il terzo profilo della sua figura: il maniaco vero e proprio, che non ammazza per soldi, ma perche' convinto di dover compiere una missione''.


KILLER LIGURIA: UN RIFUGIO PER OGNI DELITTO / ANSA

(ANSA) - GENOVA, 9 MAG - La residenza anagrafica di Donato Bilancia, in via del Fossato Antico 4, nel quartiere genovese di Marassi (con un secondo ingresso in via Montaldo 6a), si trova a qualche centinaio di metri dall'appartamento di via Monticelli dove il 27 ottobre del '97 erano stati uccisi a colpi di pistola i coniugi orefici Bruno Solari e Maria Luiga Pitto. L'assassino aveva portato via due plateaux di gioielli. Da via Montaldo si raggiunge in pochi minuti in macchina viale Brigate Partigiane, dove Bilancia ha caricato Stela Truya e Evelin Edoghaye. Di qui si puo' imboccare la Sopraelevata e arrivare al casello dell'autostrada di Genova Ovest dove comincia l'A 10 per Ventimiglia. Subito dopo Genova si incontra il casello di Arenzano, uscendo dal quale si raggiunge in pochi minuti Cogoleto. Qui hanno affittato un appartamento i genitori di Bilancia. La casa si trova a poche centinaia di metri dai punti dove sono state uccise le due prostitute. I luoghi sono estremamente isolati e solo una persona che conosce bene il luogo puo' arrivarvi. Proseguendo sull'Aurelia si incontra Celle, dove Bilancia aveva la disponibilita' di un appartamento. Da qui si puo' entrare in autostrada e raggiungere in una mezz'ora Pietra Ligure dove sono stati trovati i cadaveri di Ljudmyla Zuskova e Valbona Mema. Sempre in autostrada in mezz'ora si raggiunge Sanremo, dove Bilancia andava abitualmente a giocare al casino'.

Via Montaldo e' vicina anche alla stazione Brignole, dove ferma il treno La-Spezia-Venezia (delitto Zoppetti) e dove parte il Genova-Ventimiglia (delitto Rubino). Bilancia poteva contare anche su altri quattro appartamenti a Genova, di proprieta' di sue amiche. Uno si trova nel quartiere di San Martino, non lontano da via Montaldo, l'altro a Borgoratti, nel quartiere di Sturla, piu' a levante. Da Borgoratti si raggiungono rapidamente in macchina i caselli di Genova Est e di Nervi della A 12, dalla quale ci si immette sulla A 10 per Ventimiglia, dove sono stati uccisi i cambiavalute Luciano Marro ed Enzo Gorni. Da Genova si arriva al confine in un'ora e mezza, da Sanremo in un quarto d'ora. Ad Arma di Taggia, poco prima della citta' dei fiori, c'e' l' area di servizio dove tre persone su di un'auto scura di grossa cilindrata il 22 aprile hanno ucciso il benzinaio Giuseppe Mileto.

Via Montaldo sale sul fianco della Val Bisagno fino a corso Armellini: qui, nell'ascensore di un palazzo, il 25 gennaio di quest'anno e' stato ucciso con un colpo di pistola di grosso calibro alla testa il metronotte Gian Giorgio Canu. Le modalita' di questo delitto sono simili a quelle delle prostitute. Bilancia poteva disporre anche di due pied-a-terre nel centro storico di Genova. Nello stesso quartiere vivevano Maurizio Parenti e Carla Scotto, gli sposini uccisi a colpi di pistola il 24 ottobre del '97 nel loro appartamento di piazza Cavour. Il serial killer conosceva bene Parenti, che gestiva il totonero in centro storico per conto della cosca siciliana di Riesi. Infine c' e' la casa dei genitori di Bilancia, a Nizza Monferrato, nel basso Piemonte, non lontano da Novi Ligure dove il 24 marzo furono uccisi due metronotte e ferito il viado ''Lorena'', unico testimone in vita.


KILLER LIGURIA: BILANCIA COINVOLTO ANCHE IN DELITTO BENZINAIO

(ANSA) - GENOVA, 9 MAG - Donato Bilancia sarebbe coinvolto anche nel delitto di un benzinaio compiuto il 20 aprile scorso sull' autostrada dei Fiori. La Procura di Sanremo, competente per territorio, starebbe raccogliendo una serie di elementi d' accusa attraverso interrogatori e atti istruttori. Il delitto fu compiuto poco dopo le 22 nell' area di servizio Conioli, in localita' Santo Stefano al Mare, nel comune di Arma di Taggia. Qui fu ucciso, nel corso di una rapina, il benzinaio Giuseppe Mileto, di 50 anni. Immediatamente dopo il delitto una testimone, una barista collega della vittima, che oggi e' stata interrogata a Sanremo, descrisse un uomo visto vicino a Mileto poco prima della sua uccisione. Quella descrizione era molto simile alla fisionomia di Donato Bilancia. Secondo alcune indiscrezioni, che si sono rincorse oggi tra Genova e Sanremo, la testimone avrebbe gia' riconosciuto Bilancia in un fotografia, ma ne' fonti giudiziarie, ne' fonti investigative hanno voluto confermare questa notizia. La testimone arrivo' nell' area di servizio, quella sera, quando la rapina era gia' cominciata. Secondo il racconto fornito agli investigori, la ragazza disse che Giuseppe Mileto si era avvicinato a lei facendole capire che c' era una rapina in corso e consentendole di allontanarsi. La giovane ricordava di aver visto tre persone: un uomo, vicino al benzinaio, e due persone poco distanti, accanto ad una autovettura.

Un ulteriore elemento sul quale gli investigatori stanno lavorando e' relativo ad un' auto di grossa cilindrata vista allontanarsi dall' area di servizio dopo il delitto. E' probabile che nei prossimi giorni il magistrato inquirente, Mariano Gagliano, proponga di sottoporre la teste ad un confronto con Bilancia, anche se per il momento nei confronti di quest' ultimo non sarebbe stata formalizzata una vera e propria accusa. Le ipotesi che gli inquirenti stanno seguendo sono due: la prima e' quella che il rapinatore-omicida fosse da solo e che quindi le due persone che si trovavano accanto all' autovettura poco distante siano solo due testimoni casuali dell' omicidio e per paura non si sono mai messi in contatto con gli investigatori. La seconda e' che invece i rapinatori fossero tre e che quindi le due persone non fossero altro che complici dell' omicida. La presenza di Donato Bilancia in quella zona, in quella stessa notte, e' comunque un fatto certo. Lo testimonia il tabulato degli ingressi registrati al casino' di Sanremo che Bilancia frequentava abitualmente: il 20 aprile l' uomo - in carcere con l' accusa di essere l' autore dei delitti della Liguria - entro' nella casa da gioco alle ore 23.16.


KILLER LIGURIA: SI CERCA UNA ''FIRMA'' PER TRE DELITTI/

(ANSA) - GENOVA, 9 MAG - Un paio di scarpe potrebbe incastrare il presunto killer Donato Bilancia anche per un altro delitto compiuto a Genova nell' ottobre '97, quello degli orefici Bruno e Maria Luigia Solari, uccisi nel loro appartamento nella zona di Marassi. In quell' occasione, infatti, fu rilevata l' impronta di una scarpa ed ora sono in corso accertamenti in questo senso proprio cercando nelle varie abitazioni dell' uomo arrestato qualche giorno fa per l' omicidio della nigeriana Tessy Adodo. Ma altri due delitti potrebbero recare la ''firma'' della stessa persona: quello degli sposini Maurizio Parenti e Carla Scotto, ammazzati nel loro attico di piazza Cavour, nei pressi della cosiddetta ''Casa del boia'' il 24 ottobre '97, e del metronotte Giangiorgio Canu, freddato con un colpo di pistola alla nuca nell' ascensore di un caseggiato che stava ispezionando in corso Armellini il 25 gennaio di quest' anno. I magistrati che si occupano delle relative inchieste confermano che sono in corso indagini molto approfondite e comparazioni tra i reperti gia' in possesso degli inquirenti, la calibro 38 special sequestrata a Bilancia ed il suo DNA. Secondo quanto si e' appreso i proiettili relativi a questi tre omicidi pare siano gia' stati inviati al Cis di Parma per effettuare una perizia balistica ed una eventuale comparazione.

Tra gli indizi da mettere a confronto sarebbero di rilevante importanza alcune impronte ed un bicchiere. Le prime, digitali, riguarderebbero il duplice delitto di piazza Cavour (sarebbero state trovate sul nastro adesivo usato per legare la giovane moglie di Parenti) e quello del metronotte Canu (sul giubbotto in pelle della vittima). Ma ci sarebbe anche una impronta, di scarpa, rilevata nell' appartamento degli orefici uccisi in via Monticelli. Per quel delitto pare esista anche un identikit, mai diffuso. L' altro importante indizio, il bicchiere, si riferisce sempre all' uccisione dei coniugi Parenti: nella loro abitazione fu infatti rinvenuto un bicchiere sporco che risulto' non essere stato usato dalla coppia. L' analisi del DNA sul bicchiere, a confronto con quello di Donato Bilancia, potrebbe fornire una risposta definitiva sulla vicenda. Ci sono, comunque, altri elementi che potrebbero collegare in un certo qual modo Donato Bilancia con le vittime dei tre omicidi. Per i coniugi Parenti qualcosa piu' di una conoscenza li avrebbe legati al presunto killer con il quale pare abbiano trascorso anche qualche Capodanno. Inoltre il gioco d' azzardo potrebbe essere un altro filone da non sottovalutare: Maurizio Parenti, rappresentante di videogames, sarebbe stato coinvolto nel totonero. Molte testimonianze pare abbiano indicato Bilancia come un giocatore d' azzardo a vari livelli.


KILLER LIGURIA: IL QUADRO ACCUSATORIO DI BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 9 MAG - Il quadro accusatorio nei confronti di Donato Bilancia, il presunto serial killer ritenuto responsabile di una serie di delitti compiuti in Liguria e nel basso Piemonte, si sta facendo di giorno in giorno sempre piu' pesante. A fronte dei provvedimenti emessi dalla magistratura per singoli episodi, ci sono indizi, analogie, concomitanze, compatibilita', testimonianze relative ad una decina di casi che potrebbero nei prossimi giorni chiamare direttamente in causa Bilancia. - DELITTO PARENTI-SCOTTO (Genova, 24 ottobre): La coppia di sposini viene uccisa con una calibro 38. Lo scenario nel quale il duplice omicidio matura e' quello del gioco d' azzardo, un mondo al quale Bilancia sembra appartenere. Circa mezzo miliardo di lire e preziosi sono portati via dalla cassaforte. Bilancia conosceva piuttosto bene la coppia. - DELITTO OREFICI (Genova, 27 ottobre '97): i coniugi Solari vengono assassinati con una pistola calibro 38 special nel loro appartamento situato a circa un chilometro e mezzo dall' abitazione di Bilancia, in via Montaldo. - DELITTO MARRO (Ventimiglia, 13 novembre): il cambiavalute viene trovato morto nel suo ufficio ucciso con tre colpi di pistola alla nuca. La cassaforte viene trovata aperta e vuota. - DELITTO CANU (Genova, 25 gennaio): il metronotte, in servizio di vigilanza in un caseggiato di corso Armellini, viene bloccato nell' ascensore, fatto inginocchiare ed ucciso con ul colpo di pistola calibro 38 alla nuca. - DELITTO TRUYA (Varazze, 9 marzo '98): la giovane prostituta albanese viene freddata con un colpo di pistola alla testa esploso da un' arma calibro 38, con modalita' che si ripeteranno poi in altri omicidi attribuiti a Bilancia. - DELITTO ZUSKOVA (Pietra ligure, 18 marzo): la giovane ucraina viene fatta inginocchiare e uccisa con un colpo di pistola alla nuca calibro 38. - DELITTO GORNI (Ventimiglia, 20 marzo): il cognato della vittima riconosce in Donato Bilancia l' uomo che la sera del delitto vide parlare con Enzo Gorni, il cambiavalute ucciso, e allontanarsi a bordo di una Mercedes nera alla cui guida si trovava una donna bionda. - DELITTO METRONOTTE (Novi Ligure, 24 marzo): per questa vicenda la Procura di Alessandria ha richiesto un provvedimento di custodia cautelare dopo il riconoscimento di Bilancia da parte del viado Jorge ''Lorena'' Castro rimasto ferito gravemente il giorno dell' omicidio e unico testimone vivo di tutta la scia di delitti. - DELITTO TESSY (Cogoleto, 29 marzo): l' ordine di custodia cautelare e' stato firmato quando e' arrivata la perizia dell' identita' tra il Dna di Bilancia e quello rilevato dal liquido seminale trovato sul cadavere della vittima. Sulla Opel Kadett bianca rubata dove l' assassino ha fatto salire la nigeriana, sono state trovate tracce di polvere da sparo riconducibili ai proiettili della calibro 38 trovata a Bilancia. - DELITTO ZOPPETTI (Intercity La Spezia-Venezia, 12 aprile): solo da quattro giorni il Cis (Centro di investigazioni scientifiche) dei Carabinieri di Parma ha ricevuto gli indumenti della vittima per un esame comparativo, attualmente in corso. Per quanto riguarda le perizie balistiche esiste ''compatibilita''' tra il proiettile che ha ucciso la giovane infermiera e quelli usati contro le prostitute. - DELITTO MEMA (Pietra Ligure, 14 aprile): eliminata con un colpo di pistola alla testa con una calibro 38. Sono in corso esami su un giubbotto della vittima servito all' omicida per coprire la canna della pistola. - DELITTO RUBINO (treno Genova-Ventimiglia, 18 aprile): anche in questo caso, come per l' altro omicidio sul treno, sono in corso gli esami su un indumento della vittima usato dall' assassino per rifasciare la canna della pistola.

Quella stessa sera Donato Bilancia e' registrato in ingresso al casino' di Sanremo alle 21.01. Il treno su cui viaggiava la Rubino passa alla stazione della citta' dei fiori alle 21.55. Un tassista di Bordighera dice di aver portato a Sanremo, alle 22.20 circa di quella sera, un uomo molto somigliante all' identikit del presunto serial killer. - DELITTO BENZINAIO (Arma di Taggia, 21 aprile): in un' area di servizio dell' autostrada Giuseppe Mileto viene ucciso nel corso di un tentativo di rapina. Una collega della vittima, unica testimone, riconosce in Donato Bilancia uno dei tre uomini visti al momento del delitto. Dalla zona viene notata allontanarsi un' auto di grossa cilindrata.


KILLER LIGURIA: OMICIDIO CAMBIAVALUTE, SI CERCA DONNA BIONDA

(ANSA) - GENOVA, 10 MAG - Gli investigatori stanno puntando l'attenzione sull'ultimo delitto che presumibilmente viene attribuito a Donato Bilancia, l'uomo arrestato la settimana scorsa con l'accusa di avere ucciso la prostituta nigeriana Tessy Adodo a Cogoleto. A proposito dell'omicidio di Enzo Gorni, il cambiavalute di Latte, una frazione di Ventimiglia, avvenuto nel novembre dell'anno scorso e per il quale ieri il cognato Mario ha riconosciuto ufficialmente in Bilancia l'uomo che ha assassinato il congiunto, oggi gli investigatori stanno cercando di individuare la sua presunta complice, una donna bionda, sulla trentina, che avrebbe atteso l'omicida a bordo di un'auto di grossa cilindrata con la quale subito dopo l' omicidio i due si allontanarono. Secondo alcune indiscrezioni pare che gli investigatori stiano indagando con insistenza nel mondo della prostituzione.

La donna bionda, presunta complice nell' omicidio del cambiavalute ucciso a colpi di pistola verso le 19,30 del 20 marzo scorso (e non nel novembre scorso ndr), potrebbe averlo accompagnato anche in altre circostanze delittuose. Per il momento, comunque, si e' nel campo delle ipotesi e sono in corso accertamenti per verificare tutti gli elementi a disposizione degli investigatori, comprese alcune testimonianze. La cosa che, al momento, pare certa e' che la donna, apparentemente sui 30 anni, si trovasse a bordo dell' auto di grossa cilindrata posteggiata ad alcuni metri di distanza dall' agenzia del cambiavalute Enrico Gorni, situato a Latte, nei pressi del confine con la Francia. Alla luce della testimonianza di Mario, il cognato di Gorni, che si trovava nei pressi dell' agenzia e che ha assistito all' omicidio riconoscendo in Donato Bilancia il killer, tutto si e' svolto nel giro di pochi minuti. Subito dopo l' omicida si e' allontanato a bordo dell' auto guidata dalla donna. E' da stabilire, comunque, se quest' ultima ignorasse le vere intenzioni del suo compagno di viaggio, il quale potrebbe averle detto di recarsi da Gorni per cambiare del denaro (perche' diretto in Francia o perche' rientrava in Italia) mentre le sue intenzioni erano ben diverse, cioe' compiere una rapina poi conclusasi nel sangue.


KILLER LIGURIA: OMICIDIO CAMBIAVALUTE, UNA FEROCE ESECUZIONE

(ANSA) - VENTIMIGLIA (IMPERIA), 10 MAG - Enzo Gorni, 46 anni, sposato, padre di due bambine di 8 e 10 anni, di professione cambiavalute, la sera del 20 marzo scorso si trovava nel suo ufficio in corso Nizza 100 a Ventimiglia, frazione di Latte. Come ogni sera attendeva il cognato Mario con il quale avrebbe poi chiuso l' esercizio. Quella di farsi scortare dal congiunto era una precauzione che l' uomo aveva adottato da tempo per evitare che malintenzionati lo aggredissero mentre era in possesso di denaro in contanti. Il cognato di Gorni arrivo', come sempre, intorno alle 19, e vide nell' ufficio il cambiavalute intento a discutere animatamente con un uomo. ''Stavo per entrare - racconto' piu' tardi il testimone agli investigatori - ma mio cognato mi ha lanciato uno sguardo eloquente. Ho capito che qualche cosa non andava, ho cercato di avvisare una negoziante vicino e sono tornato davanti all' ufficio proprio mentre si sentivano alcuni spari''. L' uomo si trovo' improvvisamente di fronte l' assassino; i due si guardarono per un attimo negli occhi, ''occhi che non dimentichero' piu''' disse. Lo sconosciuto appoggio' una mano sulla pistola che teneva sotto la giacca, con lucida freddezza. Il cognato di Enzo Gorni indietreggio', impaurito, e vide lo sconosciuto, con una sacchetto blu in mano, attraversare tranquillamente la strada e raggiungere una Mercedes scura parcheggiata sul lato opposto.

Tutto si svolse in pochi minuti, istanti che al terrorizzato testimone parvero ore. L' assassino sali' sulla vettura alla cui guida si trovava una donna, bionda, di circa 30 anni, che con assoluta naturalezza aspettava seduta. La scena, ripetuta e rivissuta decine di volte dal cognato di Gorni, risulto' quasi irreale se coniugata con l' atrocita' del gesto appena compiuto. Stupiva la freddezza, la calma, l' apparente noncuranza dimostrate dall' assassino. Nell' ufficio di cambio Enzo Gorni giaceva a terra, senza vita, raggiunto da due proiettili al viso ed al torace. Altri quattro colpi, un intero caricatore, tutti esplosi da un' arma calibro 38, avevano perforato la parete del gabbiotto interno, dove Gorni si stava preparando a registrare l' incasso: circa 10 milioni di lire. Spariti. Il giorno successivo, in base al racconto dell' unico testimone del delitto, gli inquirenti fornirono una sorta di profilo dell' omicida: un uomo distinto, sulla cinquantina, alto un metro e 75, brizzolato, abito e cappello grigio. Una descrizione che risultera' poi perfettamente combaciante con quella fornita quattro giorni piu' tardi dal viado Jorge ''Lorena'' Castro, rimasto ferito nel corso della sparatoria alla ''Barbellotta'' di Novi Ligure, quando furono uccisi i due metronotte Candido' Rando' e Massimino Gualillo.


KILLER LIGURIA: BILANCIA, LA SUA VITA PASSATA AL SETACCIO

(ANSA) - GENOVA, 10 MAG - La vita, le abitudini, le conoscenze di Donato Bilancia sono al vaglio degli investigatori che stanno indagando su tutti i delitti compiuti in Liguria, compresi quelli degli sposini di piazza Cavour, degli orefici della zona di Marassi e del metronotte Giangiorgio Canu. I suoi trascorsi sono passati al setaccio. ''Stiamo controllando tutto dalla A alla Z - sostengono gli investigatori - fin da quando era giovane. Naturalmente non intendiamo fare di Bilancia un capro espiatorio, ma e' indispensabile valutare tutto cio' che in qualche modo possa collegarsi a lui''. Bilancia, un passato che lo vede coinvolto in numerosi reati fin dagli anni '70, aveva conoscenze e bazzicava nel mondo del gioco d' azzardo. Non lavorava, ma aveva sempre a disposizione molti soldi. Bazzicava da tempo negli ambienti delle bische clandestine ed aveva molte conoscenze tra personaggi, anche di spicco, della malavita genovese. Risulta, tra l' altro, che conoscesse bene Maurizio Parenti, il rappresentante di video-games ucciso insieme alla moglie Carla Scotto nella sua abitazione di piazza Cavour il quale, secondo quanto emerse dalle indagini, era legato al mondo del toto nero e del gioco d' azzardo. Dalla cassaforte di Parenti che pare incassasse le giocate del toto nero, sparirono circa mezzo miliardo ed una collezione di orologi d' oro

Tre giorni dopo, il 27 ottobre, furono uccisi a colpi di pistola calibro 38, due orefici, i coniugi Solari, nel loro appartamento di via Monticelli, nella zona di Marassi. Un omicidio rimasto insoluto che si penso' potesse essere opera di rapinatori comuni. Ora, alla luce di quanto sta emergendo, non e' da escludere che possa esserci un collegamento. Il killer che uccise gli sposini di piazza Cavour, forse aiutato da un complice, potrebbe essersi rivolto agli orefici per vendere i preziosi rubati. Forse il killer si era gia' recato dalla coppia che aveva il negozio nella zona di Borgo Incrociati (a pochi metri dall' abitazione di Bilancia in via Montaldo) prima di quel lunedi' di sangue, ma qualche intoppo potrebbe avergli fatto decidere di recarsi nella loro abitazione in un momento in cui i negozi erano chiusi. Secondo gli investigatori anche il delitto del metronotte Giangiorgio Canu potrebbe essere collegato in qualche modo: sia l' abitazione di Bilancia sia il negozio degli orefici erano controllati dal capozona Canu. Tutto e', comunque, da verificare. Certo e' che quella di Donato Bilancia e' una vita d' azzardo, iniziata quando non aveva ancora 18 anni ed ebbe a che fare con il tribunale dei minori

La vita di Bilancia e' segnata da infiniti ''incontri'' con la giustizia, da una passione sfrenata per il gioco d' azzardo, da un precario equilibrio psicologico che alcune volte l' avrebbe portato a ricoveri in ospedali psichiatrici, da una vita sessuale insoddisfacente. Scorrendo la fedina penale di Donato Bilancia si apprende di imputazioni per furto nel 1973 e nel 1983; di rapina nel 1981 quando insieme a due complici avrebbe sequestrato una coppia a Crocefieschi, nell' entroterra genovese, e un' altra nel 1988. Nel 1976, mentre stava scontando una condanna ad un anno e mezzo per rapina impropria, fu protagonista di un' evasione dal reparto di traumatologia dell' ospedale San Martino di Genova dove era stato ricoverato per una serie di esami. Per quanto riguarda la sua grande passione, il gioco d' azzardo, colleziono' alcune denunce comunque lontane nel tempo: una nel '73 ed una nel '95. Assiduo frequentatore dei casino', sono in molti a ricordarlo intento a giocare ai tavoli da gioco soprattutto a Sanremo. Arrestato per l' assassinio della prostituta nigeriana e riconosciuto come l' autore degli omicidi di Novi Ligure, Ventimiglia e Arma di Taggia, ma sospettato di aver ucciso le altre prostitute e le due giovani donne sui treni, ora si trova in isolamento nel carcere di Marassi dove, secondo quanto ha detto il direttore del carcere, nessuno puo' incontrarlo al di fuori del suo difensore.


KILLER LIGURIA: NOVE DELITTI IN CERCA D'AUTORE

(ANSA) - GENOVA, 10 MAG - Sono almeno nove i delitti ancora senza soluzione negli ultimi cinque anni in provincia di Genova. La lunga serie comincia con Maria Sconfienza, antiquaria settantaquattrenne uccisa la sera del 12 ottobre del '93 nel suo appartamento. Ventiquattro colpi di coltello sul corpo della povera donna; poi l' assassino fugge portando con se' alcuni oggetti preziosi. Del delitto viene incolpato l' avvocato di Imperia Lorenzo Musso, conoscente della Sconfienza. Contro di lui ci sono solo labili indizi, ma in primo grado viene condannato a 23 anni. All' inizio di quest' anno pero' viene assolto in Cassazione. Il 18 marzo del '94, in via Scarpanto, a Pra', avviene forse il delitto piu' feroce consumato a Genova negli ultimi anni. Tre donne vengono uccise nel loro appartamento a colpi di pistola. Sono Nicolina Celano, 74 anni, originaria di Rosarno, in Calabria, sua figlia Maria Teresa Gallucci, 41 anni, e la figlia della sorella di quest' ultima, Marilena Bracaglia, 22 anni. La Gallucci abitava a Rosarno ed era arrivata da pochi giorni a Genova: era ospite della sorella Carmela, la madre di Marilena, nella casa di via Scarpanto. Nell' appartamento viveva anche l' anziana madre Nicolina e il marito della cognata, Dante Bracaglia. Il killer colpisce nelle prime ore del mattino, con una pistola con silenziatore. La prima ipotesi e' il delitto di 'ndrangheta.

Maria Teresa Gallucci sarebbe stata uccisa perche' colpevole di avere una relazione sentimentale a Rosarno con un commerciante locale, assassinato per uno sgarro. Per salvarsi sarebbe fuggita a Genova. Le altre due vittime sarebbero state eliminate perche' testimoni. Del delitto viene incriminato il figlio della Gallucci, Francesco Alviano. Per gli investigatori, avrebbe ucciso la madre per completare la vendetta contro il suo defunto amante. Ma nel dicembre del '95 la Corte d' Assise lo assolve. Scagionato dai giudici anche il principale sospettato dell' omicidio di Amel Belazi, 25 anni, la portiera tunisina di un albergo di via Balbi, nel centro di Genova, massacrata con quindici coltellate la notte del 20 maggio '94. Del delitto viene incolpato il marito Mohamed El Said, ma l' accusa non regge in giudizio. Non ha ancora un colpevole poi uno dei delitti piu' efferati avvenuti a Genova negli ultimi tempi: quello di Luigia Borrelli, la prostituta di 42 anni assassinata il 5 settembre del '95 nel ''basso'' dove lavorava in vico Indoratori. Come in un film dell' orrore, l' assassino usa come arma un trapano elettrico acceso. Il primo sospettato e' un cliente della donna, l' elettricista Orravio Salis, 52 anni. L' uomo, per la vergogna di essere indagato, si toglie la vita. Pochi giorni dopo, la prova del Dna lo scagina.

Attenzione: come segnalato dalla procura Giuliano Bonzo stato assolto dal delitto di omicidio in concorso dalla corte di assise di Genova l'8 gennaio 1999, sentenza diventata irrevocabile il 25 maggio del 1999. Inoltre, Bonzo non pi assolutamente in carcere essendo stato assolto dal reato

Senza un colpevole finora anche la morte di Luciano Maltesta, il contadino sessantenne di San Pietro di Novella, sopra Rapallo, ucciso a sprangate in testa nella notte fra l' 11 e il 12 ottobre del '95. A novembre vengono fermati due zingari con l' accusa di omicidio, ma i sospetti cadono subito. C' e' poi il ''giallo'' piu' appassionante, quello che ha protagonista Conrad Endricus Schoofs, 52 anni, insegnante di musica olandese, amante dei cavalli, scomparso fra Arenzano e Milano all' inizio del '95. Per il suo omicidio, il 2 febbraio viene arrestato il titolare di una scuderaia di Arenzano, Giuliano Bonzo, 35 anni. Avrebbe ucciso Schoofs, suo cliente, per rapina. Il cadavere pero' non viene mai trovato. Bonzo, ancora in carcere, continua a dirsi innocente. Fra i delitti genovesi irrisolti si puo' annoverare anche quello di Giampiero Trastullo, 52 anni, titolare di una ditta di riparazioni di motori marini a Campoligure, ucciso il 20 ottobre del '95 con cinque colpi di pistola nel sottopasso dell' area di servizio Stura, sulla A 26, fra i caselli di Masone e Ovada, in provincia di Alessandria, ma al confine con Genova. Nella notte fra il 27 e il 28 marzo del '96, in piazza dell' Agnello, nel Centro storico, viene soffocata Gabriella Vaccaroni, 53 anni. Il cadavere viene scoperto il giorno dopo.

La polizia arresta il figlio della donna, Massimiliano Persico, 24 anni, sofferente di disturbi psichici, in quei giorni ricoverato all' ospedale Galliera. Al processo l' accusa non regge ed il giovane e' assolto. Il 6 maggio del '96, infine, a Chiavari, viene uccisa nello studio del commercialista dove lavorava la segretaria Nada Cella, 25 anni. L' assassino le spacca la testa con un corpo contundente che non verra' mai trovato. Viene indagato il suo datore di lavoro, Marco Soracco, 36 anni, ma dopo un anno di indagine l' uomo viene prosciolto. Attenzione: come segnalato dalla procura Giuliano Bonzo stato assolto dal delitto di omicidio in concorso dalla corte di assise di Genova l'8 gennaio 1999, sentenza diventata irrevocabile il 25 maggio del 1999. Inoltre, Bonzo non pi assolutamente in carcere essendo stato assolto dal reato


KILLER LIGURIA: INDAGINI SU COMPLICI PER QUATTRO DELITTI

(ANSA) - GENOVA, 10 MAG - Sono almeno quattro gli omicidi compiuti in Liguria e messi in collegamento con Donato Bilancia, nei quali, oltre al killer, potrebbero aver agito uno o piu' complici. Donato Bilancia, arrestato per l' omicidio della prostituta nigeriana Tessy e da ieri formalmente accusato anche dei delitti dei due metronotte di Novi Ligure e', comunque, sospettato di 13 altri omicidi. Gli inquirenti attendono i responsi delle perizie che i carabinieri del Cis di Parma stanno esaminando relativamente alle pallottole trovate in ogni delitto e sui vari reperti rinvenuti anche in relazione ai tre omicidi Parenti-Scotto, orefici Solari e metronotte Canu. Un' ipotesi che prende sempre piu' consistenza e' quella che, in riferimento al delitto degli sposini ed a quello dei titolari del negozio di preziosi, l' omicida possa aver agito almeno insieme ad un complice. Questa figura ricompare, invece, con certezza in altri due omicidi: quello del cambiavalute di Ventimiglia Enzo Gorni ucciso il 20 marzo scorso (la donna bionda rimasta in auto in attesa) e quello del benzinaio Giuseppe Mileto avvenuto il 21 aprile in un' area di servizio dell' autostrada dei fiori all' altezza di Arma di Taggia. In occasione della rapina ai danni del benzinaio, secondo una testimone, i rapinatori sarebbero stati tre e in uno di questi avrebbe riconosciuto Bilancia.


KILLER LIGURIA:BILANCIA INDAGATO PER DUE DELITTI A SANREMO

(ANSA) - SANREMO (IMPERIA), 11 MAG - Donato Bilancia e' stato iscritto nel registro degli indagati per due omicidi avvenuti a Sanremo, quello del cambiavalute Enzo Gorni avvenuto il 20 marzo scorso, e quello del benzinaio Giuseppe Mileto avvenuto un mese dopo. Lo si e' appreso oggi a palazzo di giustizia a Sanremo. Il presunto Killer, arrestato il 6 maggio scorso dai carabinieri e sospettato di vari omicidi commessi negli ultimi mesi in Liguria, e' gia' stato formalmente incriminato per il delitti delle due guardie giurate di Novi Ligure (24 marzo) e della prostituta Nigeriana Tessy Adodo (29 marzo).


KILLER LIGURIA: BILANCIA ASSOMIGLIA KILLER OREFICI

(ANSA) - GENOVA, 11 MAG - Donato Bilancia assomiglia all'identikit dell'assassino degli orefici Bruno Solari e Maria Luigia Pitto. La notizia viene da ambienti investigativi. Bilancia corrisponde in tutto all'identikit fornito dai testimoni oculari: un uomo alto, con i capelli brizzolati, con gli stessi lineamenti del pregiudicato genovese, sui quarant'anni d'eta'. Il nome del presunto serial killer delle prostitute era emerso nel corso delle indagini della Squadra mobile di Genova sul duplice delitto degli orefici, avvenuto nel loro appartamento di via Monticelli, nel quartiere di Marassi, il 27 ottobre dell'anno scorso. Bilancia era stato preso in considerazione per i suoi precedenti di rapinatore violento e la sua foto segnaletica era risultata estremamente somigliante all'identikit. Quando era stato reso noto il ritratto del killer di Novi Ligure, la polizia aveva notato la somiglianza con l' identikit dell'assassino degli orefici e quindi con Bilancia. Gli investigatori della Mobile avevano avviato accertamenti sul pregiudicato anche in relazione ai delitti delle prostitute e di Novi. Dal fascicolo di Bilancia risultava che aveva precedenti di ricoveri per cure psichiatriche e disponeva di una Mercedes scura


KILLER LIGURIA: PROVATO COINVOLGIMENTO CON DELITTI TRENI

(ANSA) - GENOVA, 11 MAG - Gli investigatori hanno provato il coinvolgimento di Donato Bilancia nei delitti avvenuti sui treni. La prova e' stata trovata nell'analisi delle ''polveri'' dei proiettili esplosi negli omicidi, lasciate sui vestiti delle vittime, nelle toilette dei treni e nelle autovetture. La notizia e' stata confermata da fonti investigative. Si tratta di particolari composti chimici che sono risultati uguali a quelli trovati nei delitti delle prostitute e di Novi Ligure, per i quali Bilancia e' gia' stato incriminato.

Gli omicidi sui treni sono avvenuti la domenica di Pasqua, 12 aprile, quando Elisabetta Zoppetti, infermiera milanese venne trovata morta nella toilette dell'intercity ''Tigullio'' La Spezia-Venezia; e la sera di sabato 18 aprile, quando Maria Angela Rubino, e' stata uccisa nella toilette del treno diretto 2888 Genova-Ventimiglia. Le perizie balistiche comparate definitive tra la Smith and Wesson due pollici, calibro 38 special, trovata a Donato Bilancia, i frammenti dei proiettili e i reperti recuperati sulla scena dei delitti, saranno trasmesse entro venerdi' dal Cis dei Carabinieri di Parma, alla magistratura. Gli investigatori avevano gia' appurato che Donato Bilancia, negli omicidi, aveva usato proiettili finlandesi, ''Lapua Patria C 358'', munizioni fuori produzione da circa quindici anni, con una composizione della polvere diversa rispetto agli altri proiettili dello stesso calibro. Una ''anomalia'' dovuta alle diverse percentuali di silicio e altri componenti, che rende le tracce di questi proiettili facilmente individuabili. Il Cis di Parma sta esaminando anche i reperti dei delitti degli sposini di piazza Cavour (Maurizio Parenti e Carla Scotto, Genova 24 ottobre 1997) e degli orefici di via Monticelli (Bruno Solari e Maria Luigia Pitto, Genova 27 ottobre 1997): i risultati definitivi delle perizie su questi duplici omicidi sono previsti entro questa settimana.


KILLER LIGURIA: BILANCIA, ACCUSE PER DIECI DELITTI/

(ANSA) - GENOVA, 11 MAG - Deve rispondere di dieci omicidi: a cinque giorni dall'arresto compiuto a Genova dai carabinieri, il quadro accusatorio nei confronti di Donato Bilancia, si fa sempre piu' pesante. Nei suoi confronti sono stati emessi per ora solo due ordini di custodia cautelare (da Genova per la prostituta nigeriana Tessy e da Alessandria per i due metronotte di Novi Ligure): gli investigatori attribuiscono pero' a Bilancia anche i delitti avvenuti sui treni, perche' ha sempre usato proiettili finlandesi che hanno una mescola rara, facilmente identificabile. Tracce di questa mescola sono state trovate sui vestiti di tutte le vittime, nelle toilette ferroviarie e nelle due auto sequestrate, la Mercedes e la Opel Kadett. Questo il quadro accusatorio:

1) ORDINI CUSTODIA CAUTELARE: Delitto 'TESSY' ADODO (Cogoleto, 29 marzo): rilevata l' identita' tra il Dna di Bilancia e quello del liquido seminale trovato sul cadavere della vittima. Sulla Opel Kadett bianca rubata dove l' assassino ha fatto salire la nigeriana, sono state trovate tracce di polvere da sparo riconducibili ai proiettili della calibro 38 trovata a Bilancia. Delitti METRONOTTE (Novi Ligure, 24 marzo): riconoscimento di Bilancia da parte del viado Jorge ''Lorena'' Castro rimasto ferito gravemente il giorno dell' omicidio e unico testimone vivo di tutta la scia di delitti.

2) ISCRIZIONI NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI: Delitto GORNI (Ventimiglia, 20 marzo): il cognato della vittima riconosce in una foto di Donato Bilancia l' uomo che la sera del delitto vide parlare con Enzo Gorni, il cambiavalute ucciso, e allontanarsi a bordo di una Mercedes nera alla cui guida si trovava una donna. Delitto BENZINAIO (Arma di Taggia, 20 aprile): in un' area di servizio dell' autostrada A-10 Giuseppe Mileto viene ucciso nel corso di un tentativo di rapina. Una collega della vittima, unica testimone, riconosce in Donato Bilancia uno dei tre uomini visti al momento del delitto. Dalla zona viene notata allontanarsi un' auto di grossa cilindrata. - 3) RESPONSABILITA' CERTA PER INVESTIGATORI: sono delitti per i quali Bilancia non e' ancora formalmente indagato, in attesa della conclusione delle perizie. Su tutti sono state trovate tracce di polveri dei proiettili. Delitto TRUYA (Varazze, 9 marzo): la prostituta albanese viene uccisa con un colpo di pistola alla testa esploso da un' arma calibro 38, con modalita' che si ripeteranno poi in altri omicidi attribuiti a Bilancia. Non viene trovato il proiettile. Delitto ZUSKOVA (Pietra ligure, 18 marzo): la giovane ucraina viene fatta inginocchiare e uccisa con un colpo di pistola alla nuca calibro 38. Trovati tracce di liquido seminale e proiettile. Delitto ZOPPETTI (Intercity La Spezia-Venezia, 12 aprile): da una settimana il Cis (Centro di investigazioni scientifiche) dei Carabinieri di Parma ha ricevuto gli indumenti della vittima per un esame comparativo, attualmente in corso. Per quanto riguarda le perizie balistiche esiste ''compatibilita''' tra il proiettile che ha ucciso la giovane infermiera e quelli usati contro le prostitute. - Delitto MEMA (Pietra Ligure, 14 aprile): eliminata con un colpo di pistola alla testa con una calibro 38. In corso esami su liquido seminale e su un giubbotto della vittima servito all' omicida per coprire la canna della pistola. - Delitto RUBINO (treno Genova-Ventimiglia, 18 aprile): anche in questo caso, come per l' altro omicidio sul treno, sono in corso gli esami su un indumento della vittima usato dall' assassino per fasciare la canna della pistola. Quella stessa sera Donato Bilancia e' registrato in ingresso al casino' di Sanremo alle 21.01. Il treno su cui viaggiava la Rubino passa alla stazione della citta' dei fiori alle 21.55. Un tassista di Bordighera dice di aver portato a Sanremo, alle 22.20 circa di quella sera, un uomo molto somigliante all' identikit del presunto serial killer. Sono queste le dieci vittime che, a giudizio degli investigatori, sono riconducibili - ad oggi - alla responsabilita' di Donato Bilancia. 4) I SOSPETTI: dal momento dell'arresto di Donato Bilancia sono in corso verifiche su una serie di delitti insoluti avvenuti in Liguria negli ultimi mesi. Al Cis di Parma sono stati inviati, per le comparazioni, i reperti sui seguenti omicidi: Delitto PARENTI-SCOTTO (Genova, 24 ottobre '97): La coppia di sposi viene uccisa con una calibro 38. Lo scenario del duplice omicidio e' quello del gioco d' azzardo. Circa mezzo miliardo di lire e preziosi sono portati via dalla cassaforte. Bilancia conosceva la coppia. Delitto OREFICI (Genova, 27 ottobre '97): i coniugi Solari vengono assassinati con una pistola calibro 38 special nel loro appartamento non lontano dall' abitazione di Bilancia, in via Montaldo. L'identikit del killer somiglia a Donato Bilancia. Sono infine in corso accertamenti, disposti dalle procure di Sanremo e Genova, per verificare l'eventuale coinvolgimento di Bilancia in altri due omicidi: Delitto MARRO (Ventimiglia, 13 novembre 97): il cambiavalute viene trovato morto nel suo ufficio ucciso con tre colpi di pistola alla nuca. La cassaforte viene trovata aperta e vuota. Delitto CANU (Genova, 25 gennaio 98): il metronotte, in servizio di vigilanza in un caseggiato di corso Armellini, viene bloccato nell' ascensore, fatto inginocchiare ed ucciso con un colpo di pistola calibro 38 alla nuca.


KILLER LIGURIA: BILANCIA NON RISPONDE

(ANSA) - GENOVA, 12 MAG - Donato Bilancia, interrogato questa mattina nel carcere di Marassi dal Pm di Alessandria Andrea Canciani che indaga sui delitti dei due metronotte di Novi Lugure, si e' avvalso della facolta' di non rispondere. ''Gli abbiamo fatto le domande di rito - ha spiegato il magistrato - quindi si e' avvalso della facolta' di rispondere. Il suo avvocato Enrico Franchini ha preso atto. Bilancia e' apparso tranquillo, fisicamente in buone condizioni. Non si e' lamentato di eventuali maltrattamenti o insulti da parte degli altri detenuti. Non ha dato alcuna giustificazione al suo rifiuto di parlare. Le nostre indagini comunque vanno avanti''. ''Dobbiamo concludere degli accertamenti su alcuni aspetti che vanno approfonditi - ha aggiunto il sostituto procuratore di Alessandria - ma che non sono fondamentali. Staremo a vedere se nel corso dell' inchiesta Bilancia vorra' parlare''. Il pm Canciani ha poi spiegato che i riscontri obiettivi che hanno incastrato sicuramente Bilancia sono: la stessa arma di alcuni delitti delle prostitute, l' autovettura Mercedes vista da Lorena, e gli esami balistici comparati con gli altri delitti delle prostitute per i quali il Dna aveva gia' provato la responsabilita' di Bilancia. (SEGUE). KILLER LIGURIA: BILANCIA NON RISPONDE (2) (ANSA) - GENOVA, 12 MAG - Canciani ha anche aggiunto che il telefonino del viado Lorena non e' piu' stato ritrovato. Quanto alla questione delle competenze dei magistrati sulle indagini sui vari omicidi, il magistrato di Alessandria ha dichiarato: ''aspettiamo che gli vengano contestati tutti i reati per i quali puo' essere considerato responsabile. Dopodiche' vedremo di chi sara' la competenza a indagare''. Alle 11:35 e' uscito dal carcere il difensore Enrico Franchini il quale ha confermato che Bilancia si e' avvalso della facolta' di non rispondere: ''Non voglio fare altre dichiarazioni - ha concluso Franchini - il mio assistito sta bene''.


KILLER LIGURIA: ACCERTAMENTI RICHIESTI DA ALTRE PROCURE

(ANSA) - GENOVA, 12 MAG - Accertamenti su Donato Bilancia e sulle perizie ordinate dai magistrati che indagano sui delitti della Liguria e del Basso Piemonte, sono stati chiesti da procure di varie citta' italiane che indagano su delitti avvenuti nei territori di loro competenza e rimasti insoluti. ''Ora che tutto e' accentrato al Cis di Parma - e' stato il commento degli inquirenti genovesi - puo' essere che alcune autorita' giudiziarie sentano la necessita' di fare un controllo inviando i reperti relativi ad altri delitti rimasti insoluti al Centro Investigativo Scientifico''. Secondo gli inquirenti si tratta, comunque, di atti dovuti. ''A questo punto - e' stato riferito - poiche' e' saltato fuori un personaggio di questo tipo, per scrupolo, si faranno delle verifiche. Al momento, pero', non si puo' accostare Donato Bilancia ad altri omicidi al di fuori di quelli di cui e' gia' stato accusato o sospettato''. Uno dei clamorosi delitti rimasti insoluti a Genova e' quello della prostituta uccisa nel settembre 1995 con un trapano nell' abitazione in cui svolgeva il suo lavoro nel centro storico genovese. Quell' inchiesta che assunse toni drammatici per il suicidio di un uomo che fu accusato ma risulto' innocente dopo la prova del Dna, in seguito fu archiviata. E' possibile che le indagini vengano riaperte e che i reperti di allora vengano comparati con quelli in mano agli inquirenti. La conferma che alcuni fascicoli di omicidi rimasti ancora senza colpevole sono stati di nuovo ''spolverati'' e sono oggetto di accurati controlli viene, ad esempio, dagli investigatori di Treviso. Nella citta' veneta, all' inizio degli anni '90, alcune donne furono uccise da un killer che uso' una tecnica identica a quella messa in atto dall' omicida che ha colpito in Liguria. Le donne furono fatte inginocchiare prima di essere colpite alla testa con un colpo di pistola. A Genova, intanto, gli inquirenti manifestato un ''moderato ottimismo'' a proposito di eventuali prossimi sviluppi anche nell' ambito delle inchieste riguardanti gli omicidi dei due sposini di piazza Cavour Maurizio Parenti e Carla Scotto, degli orefici Solari e del metronotte Giangiorgio Canu. Sono attesi, a questo proposito, i risultati delle perizie che dovrebbero fornire risposte decisive. Nel corso del vertice di magistrati e forze dell' ordine di venerdi' scorso i carabinieri del Cis di Parma avevano fatto una relazione definita molto precisa e dettagliata eseguita con metodo estremamente sofisticato. Erano stati presentati anche grafici relativi al DNA di Bilancia in relazione ai vari reperti; e' stato analizzato materiale ''poverissimo'' dal quale i carabinieri del Cis sono riusciti a estrapolare risposte precise.


KILLER LIGURIA: DONATO BILANCIA, UN DETENUTO 'NORMALE'- DI ALESSANDRO CARLEVARO

(ANSA) - GENOVA, 12 MAG - Un detenuto ''normale'' che per motivi specifici deve stare in isolamento. Questo e' fino a oggi Donato Bilancia, il presunto killer della Liguria, rinchiuso ormai da sei giorni nel carcere genovese di Marassi. Giornate che Bilancia ha trascorso come tutti gli altri 700 detenuti ospiti della casa circondariale: senza particolari eccezioni alle regole, senza che la stessa casa circondariale, dai detenuti alle guardie carcerarie, venisse in qualche modo sconvolta dalla sua presenza. ''E' un detenuto normale - dicono al carcere - uno come tutti gli altri''. Bilancia e' fin dal primo giorno, mercoledi' 6 maggio, rinchiuso nella stessa cella singola all'interno del centro clinico del carcere. Nella stessa cella dove, per via del regime di isolamento stretto voluto dai giudici, non puo' incontrare nessuno. Gli ordini sono semplici e chiari, validi per tutti quelli che si trovano in isolamento: solo gli avvocati e i magistrati, oltre naturalmente agli agenti del carcere, possono incontrarlo. Nessun altro puo' vederlo. Non i parenti e neppure chi per mandato elettivo ha il permesso di visitare il carcere. Agli estranei e' assolutamente proibito avvicinarsi alla cella, tanto meno osservarlo attraverso lo spioncino. Come gli altri detenuti, in questi giorni Bilancia si e' sottoposto al tran tran quotidiano del carcere. Sveglia presto, colazione, ora d'aria - in momenti differenti dagli altri detenuti per via dell'isolamento - e poi pranzo, cena e a letto. Le uniche diversioni per il presunto killer sono gli interrogatori cui lo hanno sottoposto i diversi magistrati che seguono le inchieste in cui sarebbe coinvolto. Eseguiti sempre a Marassi. Bilancia ha infatti lasciato il carcere genovese solo una volta, giovedi scorso, per andare ad Alessandria al confronto con il viado ''Lorena'' che lo ha riconosciuto come killer dei due metronotte di Novi Ligure. Dopo gli interrogatori, di nuovo in cella, a fumare, tanto, e a guardare un po' di televisione. Visitato da un medico e da uno psicologo il giorno in cui e' entrato a Marassi, Bilancia nei giorni scorsi e' stato ancora sottoposto ad incontri con lo psicologo del carcere. Nei prossimi giorni e' prevista anche la visita di uno psichiatra.


KILLER LIGURIA: PM SANREMO, 'ABBIAMO GIA' PROVE PER ACCUSARLO'

(ANSA) - VENTIMIGLIA (IMPERIA), 12 MAG - ''Ci sono gia' gli estremi per almeno due ordinanze di custodia cautelare ai danni di Donato Bilancia, ma posso attendere ancora qualche giorno prima di emanarle. Intanto, l' imputato si trova in carcere quindi non sussiste alcun pericolo di fuga o inquinamento delle prove''. Lo ha dichiarato oggi il prucuratore capo di Sanremo, Mariano Gagliano. La magistratura della citta' dei fiori preferisce attendere prima di lanciare nuovi provvedimenti giudiziari. Gli inquirenti non avrebbero nessun dubbio - secondo quanto si apprende a palazzo di giustizia - per gli omicidi del cambiavalute ventimigliese Enzo Gorni e della colf Maria Angela Rubino; certezza quasi piena per il delitto del benzinaio Giuseppe Mileto, mentre ci sono buone possibilita' che il serial killer sia implicato anche nell' omicidio del cambiavalute Luciano Marro, ucciso il 13 novembre scorso con due colpi di calibro 38: ''Attendiamo l' esito della perizia balistica - aggiunge Gagliano - poi potremo confermare o smentire la sua colpevolezza. Purtroppo, nel delitto del primo cambiavalute, non risultano testimonianze dirette o indizi che possono essere sottoposti anche ad accertamenti biologici'' - Se il tipo di proiettile utilizzato per compiere l' omicidio di Marro risultera' uguale a quelli utilizzati per compiere gli altri delitti e inoltre si riuscira' a confermare che e' stato sparato dalla stessa arma, allora svanira' ogni ombra di dubbio sul poker di omicidi effettuati da Bilancia nel ponente ligure. La risposta potrebbe giungere gia' la prossima settimana. Una risposta definitiva dalle perizie balistiche e' attesa anche dalla Procura di Verona, che indaga sull'omicidio dell'infermiera milanese Elisabetta Zoppetti, prima di adottare provvedimenti nei confronti di Donato Bilancia. Il procuratore Mariano Gagliano si prepara intanto a chiedere la trasferta a Sanremo di Donato Bilancia, probabilmente alla fine di questa settimana, per sottoporlo a due ''confronti''. Quello con il cognato del cambiavalute Enzo Gorni e un secondo con la barista dell'area di servizio di Conioli, sull'autostrada dei Fiori, testimone del delitto del benzinaio Giuseppe Mileto. In entrambi i casi si tratta di ''ricognizioni personali'' che avverrano in sede di ''incidente probatorio''. Istituto giuridico, questo, che consente di portare il risultato dell'udienza come prova definitiva al processo. Negli interrogatori cui sono stati sottoposti, i due testimoni hanno gia' riconosciuto Donato Bilancia in fotografia.


KILLER LIGURIA: BILANCIA INDAGATO PER OMICIDIO DEL 1997

(ANSA) - SAVONA, 13 MAG - Il nome di Donato Bilancia e' stato iscritto nel registro degli indagati per l' omicidio di Donika Hoxhollari dal sostituto procuratore di Savona Alberto Landolfi. Donika, albanese di 21 anni, si prostituiva sui marciapiedi dell' Aurelia tra Albenga e Ceriale. Il 5 febbraio '97 venne uccisa a colpi di pistola nei pressi di una serra dalla Piana di Albenga. Era stata trovata nuda, i vestiti riposti in bell' ordine poco lontano dal cadavere. L' assassino le esplose due colpi alla schiena e alla nuca e la rapino' del denaro. Secondo gli ultimi sviluppi delle indagini, confortati anche da esami da laboratorio, la pistola usata dal killer sarebbe una calibro 38, ma diversa dalla ''Smith ® Wesson'' sequestrata a Bilancia. I proiettili, pero', avrebbero lasciato tracce di polvere da sparo i cui componenti sarebbero compatibili con quelli raccolti sul luogo di altri delitti dei quali e' sospettato Bilancia. E ancora, l' attenzione degli inquirenti si soffermerebbe anche sulle modalita' di esecuzione, assonanti a quelle che hanno caratterizzato gli altri omicidi: l' assassino ha esploso un colpo alla nuca, avrebbe utilizzato il giubbotto per attutire lo sparo e ripararsi da schizzi di sangue e particelle di polvere da sparo. Inoltre, sulla scena del delitto sarebbe stata anche riscontrata la presenza di un' auto di grossa cilindrata scura. E ancora perche' spogliarla e poi riporre in bell' ordine i vestiti? E' la domanda che si pongono gli inquirenti, alle prese anche con un ulteriore particolare: la vittima e' stata trovata con terriccio in bocca. Non e' stata scartata l' ipotesi che l' assassino potrebbe averla voluta ridurre al silenzio, agonizzante dopo il colpo alla schiena, che magari aveva erroneamento ritenuto gia' mortale, mentre abusava di lei. I magistrati di Savona hanno richiesto nuovi accertamenti necroscopici ed esami su tracce di liquido seminale. Domani, nel carcere di Marassi, il procuratore di Savona Vincenzo Scolastico e il sostituto procuratore Alberto Landolfi interrogheranno Donato Bilancia anche su questo delitto, oltre che per le altre tre prostitute uccise nella provincia negli ultimi due mesi. Sempre che Bilancia, che finora si e' sempre avvalso della facolta' di non rispondere, voglia cambiare il suo atteggiamento. (ANSA).


KILLER LIGURIA: LASCIAVA TRACCE OVUNQUE, ANCHE IN AUTOSTRADA

(ANSA) - GENOVA, 13 MAG - Donato Bilancia ha lasciato tracce ovunque, soprattutto ai caselli autostradali dove aveva l'abitudine di non pagare il pedaggio, lasciando che la sua Mercedes 190 blu notte venisse ''fotografata'' dalla Societa' autostrade. Lo ha fatto perfino nelle notti in cui - secondo l'accusa - ha commesso gli omicidi. E' l'ultimo elemento emerso dalle indagini sul serial killer della Liguria, che consente di ricostruire gran parte dei movimenti della Mercedes sulle autostrade. Ma anche un elemento che un investigatore non esita a definire ''sconcertante'': ''Per il delitto del cambiavalute di Ventimiglia Luciano Marro, avvenuto il 13 novembre 1997, stavamo cercando elementi obiettivi - confida -. Fino a quando ci siamo imbattuti nella foto della Mercedes: quel giorno, alle 18:30, cioe' un'ora prima dell'omicidio, chi la guidava non ha pagato il pedaggio e si e' lasciato fotografare. Non abbiamo elementi per non pensare che si trattasse di Donato Bilancia''. Ma le segnalazioni sono decine. Chi guidava la Mercedes si presentava ai caselli automatizzati, infilava lo scontrino, ma invece di infilare successivamente la viacard o un'altra carta di credito, faceva intervenire l'operatore, via interfono, chiedendo che la sbarra venisse alzata. L'operatore fornisce uno scontrino con l'addebito che l'automobilista ha tempo 15 giorni per pagare, altrimenti gli viene inviato a casa: la targa dell'auto infatti viene automaticamente fotografata. Una preoccupazione che Donato Bilancia evidentemente non aveva: per quella Mercedes non ha mai formalizzato il cambio di proprieta' e tutti gli addebiti continuavano ad arrivare all'intestatario dell'auto - gia' sentito dagli inquirenti - che gliela aveva ceduta nel 1997 per un debito di gioco. Il tabulato delle fotografie dimostra che la Mercedes percorreva quasi ogni giorno le autostrade liguri: e l'incrocio con le date dei delitti fornisce piu' di una indicazione. Ad esempio per l'omicidio di Maria Angela Rubino, uccisa sul treno Genova Ventimiglia, la sera del 18 aprile. Era gia' noto che Donato Bilancia quella sera e' stato registrato all'ingresso del casino' di Sanremo alle 20.01 (altra traccia evidente lasciata sul suo passaggio). Gli investigatori stavano valutando il fatto che la casa da gioco dista poche decine di metri dalla stazione ferroviaria dove, alle 21:55 di quella sera, si e' fermato il treno 2888, quando hanno trovato la ''traccia'' della Mercedes: l'auto e' stata registrata in ingresso al casello di Albisola, vicino Savona, alle 00:14 del 19 aprile e in uscita - senza pagare naturalmente - alle 00:37 al casello di Genova Ovest. E ancora sull'omicidio del benzinaio Giuseppe Mileto, ucciso sull'autostrada dei fiori il 20 aprile, poco dopo le 22, nel comune di Arma di Taggia, a cinque chilometri da Sanremo. L'ultima presenza di Bilancia al casino' di Sanremo, prima dell'arresto e' proprio del 20 aprile alle ore 23:16. Alle 00.01 del 21 aprile l'autista della Mercedes ritira lo scontrino d'ingresso al casello di Arma di Taggia e lascia l'autostrada alle 01,14 - senza pagare - al casello di Genova Nervi. Solo nel mese di marzo chi guidava quella Mercedes 190 ha attraversato i caselli senza pagare 21 volte. Nel mese di aprile altre otto volte. Sempre ammesso che Donato Bilancia fosse sempre alla guida, non e' possibile ovviamente verificare le volte in cui ha deciso di pagare regolarmente il ticket autostradale. Ma non poteva non sapere - e' il convincimento di un investigatore - che con il suo comportamento lasciava tracce evidenti.


KILLER LIGURIA: GLI OMICIDI SCOTTO-PARENTI E SOLARI

(ANSA) - GENOVA, 14 MAG - Gli omicidi delle due coppie di sposi, avvennero a tre giorni di distanza, nell'ottobre 1997 a Genova. Questo il racconto dei due duplici omicidi: GENOVA, 24 OTTOBRE 1997, ORE 16: Maurizio Parenti, 42 anni e Carla Scotto, 34 anni, sposi da poco piu' di un mese, vengono trovati morti nel loro appartamento in piazza Cavour. Il delitto, che passa alle cronache come quello della ''casa del boia'' in relazione alla vicinanza con un edificio che viene cosi' chiamato, sembra risalire al giorno precedente. Maurizio Parenti era rappresentante di video-games ed appassionato del gioco. A suo carico risulta un piccolo precedente per gioco d' azzardo in una bisca clandestina. Viene trovato seminudo sul letto. Ad ucciderlo, un colpo di pistola calibro 38 special alla nuca. La cassaforte, che era nella mansarda, viene svuotata dall'assassino che porta via una grossa cifra: si parla di oltre mezzo miliardo in contanti. Dal suo appartamento scompaiono anche una collezione di orologi Rolex d'oro e gioielli prezioni. Carla Scotto, commessa in un negozio di abbigliamento del centro storico genovese, viene probabilmente uccisa perche' testimone del delitto del marito. Anche per lei il killer ha usato una 38 special. Le indagini si indirizzano subito sulla pista del totonero. Donato Bilancia conosceva Maurizio Parenti e sembra che abbia passato con la coppia alcune feste di capodanno. GENOVA, 27 OTTOBRE, ORE 12: due anziani coniugi, Bruno Armando Solari, 65 anni, e Maria Luigia Pitto, 71 anni, titolari di una gioielleria nel quartiere di Marassi, vengono uccisi a colpi di pistola nella loro casa di via Monticelli. La donna viene trovata nell' ingresso, con un foro alla schiena, ed il marito nel salone attiguo, colpito alla nuca. Ad ucciderli - secondo le prime indicazioni fornite dalle indagini - sarebbero state due persone, probabilmente travestite da impiegati delle poste, che avrebbero finto di dover consegnare un pacco. E' risultato agli investigatori che Donato Bilancia conosceva l'anziana coppia, la quale aveva il negozio di oreficeria nella zona di Borgo Incrociati a Genova, a pochi metri dall' abitazione di Bilancia, in via Montaldo.


KILLER LIGURIA: ESPERTI, HA LASCIATO TRACCE PER SFIDA

(ANSA) - ROMA, 14 MAG - Ha lasciato tracce ovunque come se volesse sfidare gli agenti a trovarlo. Questa la spiegazione del comportamento di Donato Bilancia, che nella sua lunga 'carriera' di killer sembra non aver fatto nulla per cancellare i segni del suo passaggio. Autostrade non pagate, una macchina riconoscibile piu' volte segnalata, una stessa pistola per firmare tanti delitti, mozziconi di sigarette abbandonati vicino ai cadaveri. ''E' l' atteggiamento tipico di una persona eccessivamente sicura di se' - afferma Amato Fargnoli, lo psicologo della squadra contro i crimini violenti della Criminalpol (unita' che non si e' occupata del caso 'Bilancia' ma in tre anni di lavoro ha collezionato vari 'serial killer') - che vuole sfidare le forze dell' ordine''. ''Non teme di lasciare tracce dietro di se' perche' pensa di essere infallibile e cio' accresce il suo gusto per la sfida''. Secondo Paolo Ferracuti, psichiatra forense, ''quello di Bilancia e' il profilo tipico del killer che ad un certo punto comincia a provare piacere ad uccidere''. ''Il suo comportamento - aggiunge Ferracuti - comincia ad obbedire ad un crescendo di tensione che gli fa pensare di essere invulnerabile''. ''Il serial killer si trasforma allora in un 'predatore puro' alla disperata caccia della preda. Comincia a lasciare tracce del suo passaggio, come volesse 'firmare' i suoi delitti''. ''In alcuni casi - secondo Paolo Ferracuti - lo stesso stato di forte tensione ed eccitazione porta il soggetto ad una certa superficialita', a commettere errori''. ''Molti serial killer - aggiunge - ad un certo punto non reggono piu' alla spirale di morte, sesso e tensione e inconsciamente sperano di essere presi''. ''Forse, da parte loro - conclude - c'e' anche la ricerca della punizione e di qualcuno che li fermi''.


KILLER LIGURIA: MAGISTRATI DDA INDAGANO SU BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 14 MAG - Gli omicidi degli sposini Carla Scotto e Maurizio Parenti e degli orefici Solari, ma il primo in particolare, potrebbero essere stati commessi a pagamento forse su richiesta di alcuni personaggi di spicco della malavita organizzata genovese legata a qualche clan. Questa ipotesi, di cui gia' si e' parlato nei giorni scorsi, e' stata ribadita con insistenza stamani per la presenza del Pm Anna Canepa della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Genova alla riunione svoltasi nell' ufficio del Procuratore capo Francesco Meloni sui risultati di alcune perizie balistiche in riferimento alla pistola cal. 38 trovata in casa di Donato Bilancia, che pare sia la stessa usata per uccidere gli sposini di piazza Cavour e gli orefici di via Monticelli. ''La presenza della dottoressa Canepa alla riunione - e' stato detto in Procura - e' dovuta al fatto che le indagini sull' omicidio Parenti-Scotto fanno capo ai tre magistrati della DDA genovese (Canepa, Macchiavello, Nanni) oltre che del dott. Mario Tuttobene, titolare dell' inchiesta''. Dovendo parlare del duplice omicidio di piazza Cavour, hanno spiegato, era logico che qualcuno dei magistrati della DDA fosse presente. Anche il dott. Pio Macchiavello e' entrato nell' ufficio del dott. Meloni ma, secondo quanto lui stesso ha riferito, vi si e' recato per una questione giuridica legata ad un' altra vicenda giudiziaria, quella dell' imminente incidente probatorio per l' inchiesta del col. Riccio. Proprio il dott. Macchiavello ha precisato che, per il momento, il fascicolo riguardante il duplice omicidio Parenti-Scotto e' ''contro ignoti''. ''Si era gia' parlato di eventuali collegamenti di quel fatto di sangue con la mafia - ha detto il magistrato - altrimenti non ci sarebbe stata alcuna ragione di assegnarlo a noi della DDA''. Su un' eventuale conoscenza di Bilancia con esponenti di clan della mafia sia Machiavello sia gli altri magistrati non si sono espressi. Gli altri due magistrati della DDA Francesca Nanni e Anna Canepa non hanno anticipato alcunche' su un eventuale coinvolgimento di Donato Bilancia sugli altri omicidi. ''E' ancora contro ignoti - ha ribadito la dottoressa Nanni - speriamo di sapere qualcosa di concreto al piu' presto''. ''Aspettiamo i risultati definitivi delle perizie - ha aggiunto Anna Canepa - e poi eventualmente partiremo''. Anche i due Pm titolari delle inchieste sui due duplici omicidi, Mario Tuttobene (sposini di piazza Cavour) e Giuliana Tondina (orefici) sono in attesa. ''Finche' non verra' comunicato qualcosa di ufficiale - hanno detto - non possiamo esprimerci''. Nel frattempo si e' appreso che accertamenti sono in corso in riferimento ad Andrea Branca, il pregiudicato che il 14 aprile scorso si lancio' dalla finestra della questura di Savona dove si trovava in attesa di essere sentito dalla polizia e, successivamente, mori'. (ANSA).


KILLER LIGURIA: BILANCIA HA CONFESSATO

(ANSA) - GENOVA, 14 MAG - Donato Bilancia ha ammesso di fronte ai magistrati le sue responsabilita' in ordine ad alcuni episodi per i quali e' attualmente accusato, dicendo di aver agito da solo e di propria iniziativa. Lo ha comunicato questa sera, poco prima di mezzanotte, il difensore del presunto serial killer, avvocato Enrico Franchini.

KILLER LIGURIA: 6 ORE DI INTERROGATORIO E POI LA CONFESSIONE

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Oltre sei ore di interrogatorio, un' attesa carica di tensione davanti al Palazzo di Giustizia di Genova. Cosi' e' maturata questa sera, nel capoluogo ligure, la confessione di Donato Bilancia, il presunto serial killer accusato di almeno 16 omicidi. La notizia dell' interrogatorio-sorpresa di Bilancia si diffonde nel tardo pomeriggio. Le prime indiscrezioni parlano di una richiesta avanzata dallo stesso imputato il quale, dopo aver rifiutato di rispondere in occasione dei primi due interrogatori ai quali e' stato sottoposto nei giorni scorsi nel carcere di Genova, avrebbe maturato l' intenzione di rivelare ai magistrati le sue verita'. Immediatamente giornalisti, fotografi e cineoperatori si concentrano al Palazzo di Giustizia dove si ritiene debba avvenire l' interrogatorio. Da parte degli investigatori e dei giudici, pero', non arriva alcuna conferma. Negli uffici e nelle aule del tribunale e' il deserto. I carabinieri all' ingresso del palazzo di Giustizia negano che possa esserci un interrogatorio in corso. Alle 20 i giornalisti vengono invitati ad abbandonare l' edificio ed il pesante portone di ferro viene chiuso. Inizia una lunga attesa, costellata di infruttuose telefonate sui cellulari di tutti gli investigatori e dei magistrati alla ricerca di conferme. C' e' la sensazione che Donato Bilancia non sia al Palazzo di Giustizia, ma venga interrogato in carcere o in qualche caserma dei carabinieri in citta'. Ma i militari negano la circostanza. Poco prima delle 21 da una porta laterale del tribunale esce il sostituto procuratore Francesca Nanni, uno dei tre magistrati della DDA, il pool Antimafia. Alle domande dei giornalisti risponde dicendo di non aver visto ne' il dott. Enrico Zucca, che ha firmato l' ordine di arresto per Bilancia, ne' lo stesso presunto serial killer. Verso le 21,30 nei pressi della stessa porta laterale si ferma un' auto dei carabinieri, forse con l' intenzione di confermare nei giornalisti l' idea che l' interrogatorio avviene in Procura. Una luce accesa al nono piano del Palazzo di Giustizia, forse nell' ufficio del Procuratore Capo Francesco Meloni, rafforza il convincimento che Donato Bilancia si trovi proprio in quella sede. Sono circa 23,40 quando la radiomobile dei carabinieri si allontana e quasi contemporaneamente arriva in taxi l' avv. Enrico Franchini, difensore del serial killer. ''Il signor Bilancia ha ammesso le sue responsabilita' dicendo che ha agito da solo e di propria iniziativa'' e ''chiede di essere curato''. Bilancia si accusa del delitto di Tessy Adodo e di altri. Quali? Per il momento l' avvocato non lo rivela.


KILLER LIGURIA: BILANCIA AI GIUDICI, MI SONO LIBERATO

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - ''Mi sono liberato''. Donato Bilancia, dopo aver confessato le sue verita' sui delitti che hanno insanguinato la Liguria e il basso Piemonte, pare piu' sollevato. Forse ora che ha parlato e si e' scaricato la coscenza e' piu' tranquillo. Vuole essere curato, seguito da uno psichiatra. Per questo motivo l' avvocato difensore, Enrico Franchini, gia' ieri sera, al termine dell' interrogatorio, ha anticipato di avere intenzione di chiedere una perizia psichiatrica. Bilancia, barba lunga, con indosso la tuta da ginnastica che non ha piu' abbandonato da quando e' stato arrestato, durante l' interrogatorio di ieri sera pare abbia fumato una sigaretta dietro l' altra. Davanti al gip Anna Ivaldi e dal Pm Enrico Zucca, con i quali, a sorpresa, ha deciso di parlare, avrebbe dimostrato una soprendente calma. Assistito dal suo legale di fiducia, avvocato Enrico Franchini, per oltre sei ore, ha raccontato ed ammettesso le sue colpe. Ha confessato il delitto delle prostituta nigeriana Tessy Adodo ed altri episodi che, per il momento, non sono stati resi noti.

KILLER LIGURIA: BILANCIA HA CONFESSATO 15 DELITTI

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Donato Bilancia avrebbe confessato di essere stato autore di 15 delitti, tutti quelli compiuti in Liguria dal 24 ottobre dello scorso anno (omicidio Scotto- Parenti) ad oggi, compreso quello dei due metronotte di Novi Ligure. Il serial killer avrebbe anche ammesso la sua responsabilita' in due fatti di sangue avvenuti precedententemente al 24 ottobre, ma questi ultimi non sarebbero stati ancora del tutto chiariti. L' indiscrezione e' trapelata questa mattina in relazione alle dichiarazioni spontanee rese ieri da Bilancia di fronte al PM genovese Enrico Zucca. Secondo alcune informazioni, non confermate ufficialmente e sulle quali gli investigatori mantengono il piu' assoluto riserbo, Bilancia avrebbe ammesso di aver ucciso, ''da solo, di sua spontanea volonta' ed in assenza di complici'', almeno 18 persone.


KILLER LIGURIA: PSICOLOGO A DISPOSIZIONE IN CARCERE MARASSI

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Se Donato Bilancia avesse immediato bisogno di una assistenza psicologica, come ha paventato il suo difensore al termine del primo interrogatorio-confessione del killer, all' interno del carcere di Marassi avrebbe a disposizione i medici e gli psicologi del centro clinico. Potrebbe chiedere un incontro e in poco tempo avrebbe di fronte a se' lo psicologo del carcere, lo stesso che in questi giorni lo ha seguito sempre da vicino. Come ha riferito ieri sera l' avvocato difensore del killer reo confesso, Bilancia avrebbe gia' espresso la volonta' di essere curato perche' ''non e' in grado di rendersi conto di quello che ha fatto''. Anche in questo caso, per le cure potrebbe trovare assistenza dentro la casa circondariale oppure rivolgersi ad uno specialista esterno al carcere. Il centro clinico di Marassi, dove Donato Bilancia e' rinchiuso in una cella singola fin dal 6 maggio, e' dotato di un presidio psicologico ''nuovi giunti'' dove tutti i nuovi detenuti vengono sottoposti alle visite previste dal regolamento al momento dell' entrata. Anche Bilancia, dopo l' arresto, era stato prima visitato da un medico che ne aveva valutato il discreto stato di salute e poi accompagnato al presidio dove uno psicologo lo aveva sottoposto ai test per valutare alcuni aspetti della personalita', tra i quali il grado di aggressivita'.


KILLER LIGURIA: NOMINATI CONSULENTI PER PERIZIA BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Il difensore di Donato Bilancia, l' avvocato Enrico Franchini, in una breve conferenza stampa svoltasi questa mattina al palazzo di giustizia di Genova, ha comunicato di avere nominato i consulenti che dovranno occuparsi della perizia riguardante il suo assistito. I consulenti tecnici che hanno accettato l' incarico sono i professori Uberto Gatti, ordinario di psicopatologia forense all' universita' di Genova, e Giovanni Battista Traverso, ordinario di psicopatologia forense all' universita' di Siena. Secondo quanto ha riferito il legale i due professori si sono gia' occupati in precedenza di casi analoghi di risonanza nazionale. La nomina dei consulenti e' gia' stata depositata presso l' ufficio della Procura della Repubblica di Genova. Il legale non ha poi voluto riferire il luogo in cui oggi Bilancia proseguira' il suo racconto di fronte ai magistrati genovesi e non ha voluto neppure chiarire particolari sulla confessione di Bilancia ''perche' - ha detto - il verbale e' stato secretato''.


KILLER LIGURIA: SONO 39 DAL '50, ITALIA AL QUINTO POSTO

(ANSA) - ROMA, 15 MAG - Non e' solo un criminale e non e' solo un folle, e' il' serial killer', il 'mostro', colui che uccide ripetutamente senza evidenti motivazioni o relazioni con la vittima; spinto da finalita' di tipo edonistico e fanatico, da motivazioni sessuali e dalla presenza (frequente ma non assoluta) di diverse forme di patologia mentale. Un fenomeno che, secondo una 'classifica' stilata dall' Osservatorio sui casi di rilevante allarme sociale della cattedra di Psicopatologia forense dell' Universita' 'La Sapienza', vede l' Italia al quinto posto, dopo Usa (nazione che ha dato i natali al 60% dei serial killer conosciuti) Inghilterra, Germania, Francia, e prima di Messico, Ungheria, Australia e Russia. Affetto da forti disturbi di personalita', superficialmente piacevole ma freddo, cinico e solitario, il 'serial killer' non e', dunque, una figura nuova per l' Italia che dal '50 ne ha conosciuti ben 39. Nessuno pero' era arrivato a 'collezionare' tante vittime quante quelle confessate da Donato Bilancia. Il precedente 'record' di omicidi era detenuto dalla coppia Wolfgang Abel e Marco Furlan (con 15 vittime) che, tra il '77 e l' 84, hanno firmato le loro azioni con il nome di 'Ludwig'. Nove gli omicidi all' attivo di Giancarlo Giudice, detto il 'mostro di Torino', il camionista che tra l' '83 e l' '86 uccise nove prostitute. Otto quelli firmati da Maurizio Giugliano, tra Roma e Venezia, negli anni '83-'94. Ecco l' elenco dei serial killer piu' noti che hanno agito in Italia dal '50 in poi, secondo l' Osservatorio di psicopatologia forense di Roma:

nome inizio attivita' luogo d' azione vittime

Lionello Egidi 1950 Roma 7

Antonio Cianci 1975 Segrate 6

Valentino Pesenti 1976 Genova 4

Abel-Furlan 1977 Veneto 15

Maurizio Minghella 1978 Genova 5

Andrea Matteucci 1980 Aosta 4

Giancarlo Giudice 1983 Torino 9

Maurizio Giugliano 1983 Roma 8

Marco Bergamo 1985 Bolzano 5

Paolo Savini 1991 S. Remo 3

Luigi Chiatti 1992 Foligno 2

Alfonso De Martino 1993 Lazio 4

Ernst Schrott 1993 Bolzano 2

Gianfranco Stevanin 1994 Verona 2

Ferdinand Gamper 1996 Merano 6

Elvino e Andrea Gargiulo 1996 Roma 3

Gaspare Zinnanti 1997 Milano 6

Giambattista Traverso 1997 Genova 4

Ben Ezzeline Sebai 1998 Puglia 8


KILLER LIGURIA: LE 18 VITTIME DI DONATO BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Donato Bilancia ha confessato di avere sparato in 15 occasioni, uccidendo almeno 18 persone. La confessione riguarda tutti i 12 delitti avvenuti in Liguria dal 24 ottobre scorso, quello di Novi Ligure e altri due omicidi, precedenti, di cui non sono stati ancora chiariti i particolari. Ecco l' elenco, in ordine cronologico, dei delitti di cui Donato Bilancia si e' autoaccusato. - DELITTO PARENTI-SCOTTO (Genova, 24 ottobre): Freschi sposi, Maurizio Parenti, 42 anni, e Carla Scotto, 34 anni, vengono uccisi con una calibro 38 nella loro casa di Genova. Lo scenario nel quale il duplice omicidio matura e' quello del gioco d' azzardo, un mondo al quale Bilancia sembra appartenere. Circa mezzo miliardo di lire e preziosi sono portati via dalla cassaforte. Bilancia conosceva piuttosto bene la coppia. - DELITTO OREFICI (Genova, 27 ottobre '97): i coniugi Bruno Armando Solari, 65 anni, e Maria Luigia Pitto, 71 anni, vengono assassinati con una pistola calibro 38 special nel loro appartamento situato a circa un chilometro e mezzo dall' abitazione di Bilancia, in via Montaldo. Bilancia li conosceva, l' ipotesi e' che il killer abbia cercato inutilmente di vendere loro i gioielli rubati ai due sposini. DELITTO MARRO (Ventimiglia, 13 novembre): il cambiavalute Luciano Marro viene trovato morto nel suo ufficio ucciso con tre colpi di pistola alla nuca. La cassaforte viene trovata aperta e vuota. - DELITTO CANU (Genova, 25 gennaio): il metronotte Gian Giorgio Canu, in servizio di vigilanza in un caseggiato di corso Armellini, viene bloccato nell' ascensore, fatto inginocchiare ed ucciso con un colpo di pistola calibro 38 alla nuca. - DELITTO TRUYA (Varazze, 9 marzo '98): una giovane prostituta albanese, Stela Truya, viene freddata con un colpo di pistola alla testa esploso da un' arma calibro 38, con modalita' che si ripeteranno poi in altri omicidi attribuiti a Bilancia. - DELITTO ZUSKOVA (Pietra ligure, 18 marzo): un' altra giovane prostituta, Ljudmyla Zuskova, ucraina. Viene fatta inginocchiare e uccisa con un colpo di pistola alla nuca calibro 38. - DELITTO GORNI (Ventimiglia, 20 marzo): Enzo Gorni, cambiavalute, viene ucciso e rapinato nel suo ufficio. Il cognato della vittima riconosce in Donato Bilancia l' uomo che la sera del delitto vide parlare con Enzo Gorni e allontanarsi a bordo di una Mercedes nera alla cui guida si trovava una donna bionda - DELITTO METRONOTTE (Novi Ligure, 24 marzo): i metronotte Candido Rando' e Massimo Gualillo si avvicinano ad un' auto su cui si trovano un viado e un cliente e vengono ammazzati a colpi di pistola da quest' ultimo. Il viado, Jorge ''Lorena'' Castro, rimasto ferito gravemente il giorno dell' omicidio, e' l' unico testimone vivo di tutta la scia di delitti e riconoscera' Bilancia nel corso di un drammatico confronto. - DELITTO TESSY (Cogoleto, 29 marzo): la prostituta nigeriana Evelin ''Tessy'' Esohe Edoghaye viene ammazzata vicino alla casa dei genitori di Bilancia dopo essere stata costretta ad un rapporto sessuale in auto. E' il primo delitto per cui il killer viene incriminato. Il Dna tratto dal liquido seminale trovato sul cadavere della vittima lo inchioda. - DELITTO ZOPPETTI (Intercity La Spezia-Venezia, 12 aprile): Elisabetta Zoppetti, 32 anni, infermiera presso l' Istituto Tumori di Milano, viene ammazzata nel bagno di un vagone il giorno di Pasqua. Partita da Chiavari dove ha lasciato il figlio e il marito, e' diretta a Milano per un turno di lavoro serale. - DELITTO MEMA (Pietra Ligure, 14 aprile): la prostituta Kristina Walla, alias Mema Valbona, e' eliminata con un colpo di pistola alla testa con una calibro 38. L' assassino la carica in auto e la porta in un luogo isolato dove la ammazza e la abbandona. - DELITTO RUBINO (treno Genova- Ventimiglia, 18 aprile): Maria Angela Rubino, 32 anni, viene uccisa nel bagno del treno un sabato sera mentre torna a casa dopo essere stata al funerale di uno zio. In quell' istante, gli investigatori inziano a parlare di serial killer. - DELITTO BENZINAIO (Arma di Taggia, 21 aprile): in un' area di servizio dell' autostrada, Giuseppe Mileto, benzinaio, viene ucciso nel corso di un tentativo di rapina. Una collega della vittima, unica testimone, riconosce in Donato Bilancia uno dei tre uomini visti al momento del delitto. Per quanto riguarda i delitti precedenti alla data del 24 ottobre 1997, Donato Bilancia e' iscritto nel registro degli indagati per l' omicidio di Donika Hoxhollari, prostituta albanese uccisa il 5 febbraio '97 presso una serra ad Albenga (Savona), anche se sul coinvolgimento del serial killer esistono ancora perplessita'. Difficile, se non impossibile, ipotizzare l' altro fatto di sangue confessato da Bilancia. Negli ultimi cinque anni in Liguria sono dieci i delitti rimasti ancora senza un colpevole. Come dinamica, scenari ed analogie balistiche quello che piu' ricorda la tecnica di Bilancia e' l' omicidio di Renzo Rapallini, 32 anni, assassinato il 9 novembre 1993 nella sua abitazione a Chiavari con due colpi di pistola alla nuca. Rapallini era collegato al mondo delle scommesse clandestine, un mondo che Bilancia frequentava con assiduita'.


KILLER LIGURIA: PM GENOVA, CONFESSIONE CONFERMA LE PROVE

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - ''Non mi fate sbilanciare''. Il Pm genovese Enrico Zucca, il magistrato che da ieri sta raccogliendo le dichiarazioni spontanee di Donato Bilancia, risponde cosi', con un gioco di parole, alle domande dei giornalisti che per tutta la mattina hanno stazionato davanti alla porta del suo ufficio al nono piano del Palazzo di Giustizia di Genova. Zucca ribadisce l' impossibilita' di poter riferire il contenuto dell' interrogatorio svoltosi ieri poiche' e' secretato e non vuole neppure rivelare il numero di omicidi confessati ieri dal presunto killer. ''Si parla di 15 delitti compiuti in Liguria dal 24 ottobre '97 ad oggi'', gli e' stato chiesto. ''Non posso dire nulla - ha risposto - Bilancia ha fatto una panoramica; poi si vedranno i singoli episodi nel dettaglio''. E' stato proprio Donato Bilancia arrestato il 6 maggio scorso per l' omicidio della prostituta nigeriana, a volersi incontrare con il magistrato. ''Ho voglia di parlare'', ha detto al suo difensore avv. Enrico Franchini. Il suo desiderio e' stato subito esaudito e, tra una sigaretta e l' altra, per quasi sette ore, Bilancia ha confessato i suoi delitti. ''Ha deciso di lanciare un messaggio e si e' detto disposto a raccontare come si sono svolti i fatti - ha spiegato Enrico Zucca - la confessione, comunque, e' la conferma di elementi che sono in mano nostra. Abbiamo anche i risultati delle perizie del Cis di Parma''

''La confessione - ha aggiunto il Pm genovese - si inserisce in un quadro accusatorio che ritenevamo sufficiente''. Potrebbe esserci il pool antimafia in queste inchieste? e' stato chiesto. ''Lo vedrete'', e' stata la risposta secca del magistrato. Poco prima, dall' ufficio del procuratore capo Francesco Meloni che ha poi fatto una breve dichiarazione, erano usciti i tre magistrati della DDA di Genova Anna Canepa, Francesca Nanni e Pio Macchiavello.


KILLER LIGURIA: UNA CACCIA DURATA 26 GIORNI

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Donato Bilancia viene fermato da quattro carabinieri per strada mercoledi' 6 maggio intorno alle 13.00. Viene bloccato mentre e' a piedi e in un attimo si trova scaraventato dentro un' auto. Solo a quel punto i carabinieri si rivelano. Si conclude in quel momento la lunga e frenetica caccia al serial killer della Liguria, durata 26 giorni ed iniziata ufficialmente sabato 18 aprile, quando su un treno a Ventimiglia fu trovato il cadavere di Maria Angela Rubino. Ecco le tappe principali dell' inchiesta: SABATO 18 APRILE - Alle 22.25 arriva alla stazione di Ventimiglia il diretto 2888 proveniente da Genova. Nel bagno della seconda carrozza viene trovato il cadavere di Maria Angela Rubino, 32 anni, impiegata. E' stata uccisa con un colpo di pistola alla testa. L' omicidio e' la ''fotocopia'' di quello di Elisabetta Zoppetti, 32 anni, infermiera di Milano uccisa la domenica precedente sul treno Intercity La Spezia-Venezia. Per la prima volta si parla di ''serial killer''. LUNEDI' 20 - E' il giorno del primo vertice dei magistrati di diverse procure. A Genova si mettono insieme elementi comuni a diversi casi: l' uso di una calibro 38 e il 'modus operandi' dell' assassino fanno mettere in relazione gli omicidi di quattro prostitute (dal 9 marzo al 14 aprile) e l' uccisione dei due metronotte di Novi Ligure (Alessandria). MARTEDI' 21 - L' indagine fa perno sulle dichiarazioni del viado Julio Castro ''Lorena'', scampato per miracolo al delitto dei metronotte. L' identikit ufficiale, che sara' diffuso il 30 aprile, si basa sulla sua testimonianza. DOMENICA 26 - E' la giornata della prima svolta. Gli investigatori mettono sotto controllo alcuni sospetti, ai quali si e' arrivati setacciando elenchi di psicopatici e delinquenti con precedenti per reati sessuali. Tra gli osservati speciali c'e' Donato Bilancia. Da questo momento l' uomo non viene piu' perso di vista dai carabinieri che diventano la sua ombra. DOMENICA 3 MAGGIO - I carabinieri sono sempre piu' sicuri di Donato Bilancia. Attendono solo i risultati degli esami sul liquido seminale trovato sulla prostituta nigeriana Evelin ''Tessy'' Esohe per entrare in azione. MERCOLEDI' 6 - La seconda svolta. Arriva la conferma del coinvolgimento di Bilancia nell' omicidio della prostituta nigeriana. Il killer viene arrestato. Lo accusano l' esame del Dna, la Mercedes scura notata in altri delitti e una pistola calibro 38 trovata in casa sua. GIOVEDI' 7 - In un drammatico confronto in carcere ad Alessandria, ''Lorena'' riconosce Donato Bilancia come assassino dei due metronotte. Per il killer e' l' inizio della resa. Fino a ieri sera, con la confessione.


KILLER LIGURIA: FEROCE ESECUTORE O PASTICCIONE

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - Donato ''Walter'' Bilancia: killer spietato o pasticcione? Nella lunga scia di sangue di delitti ancora insoluti, che hanno insanguinato Genova e la Liguria, ora emergono diverse tracce comuni, quasi una firma dell' esecutore, presunto serial killer, da ieri sera reo confesso: pistola calibro 38, pedaggi autostradali non pagati nei giorni dei suoi delitti, Mercedes blu notte, prestata da un amico, usata per varie esecuzioni, molti conoscenti nel mondo notturno genovese, alcuni dei quali poi divenuti vittime (gli sposini Scotto- Parenti). Il primo errore clamoroso di Bilancia e' stato quello di tenere nella propria abitazione l' arma che ha firmato gli ultimi feroci delitti: i due metronotte alla Barbellotta, le prostitute e le donne sui treni. Ma non solo quelli. La Smith and Wesson calibro 38 avrebbe anche ucciso a Genova nel loro appartamento nella ''casa del Boia'' gli sposini Scotto-Parenti ed in seguito la coppia di orefici Solari-Pitto. Sempre con una calibro 38 e' stato ucciso il metronotte Giangiorgio Canu, i cambiavalute di Ventimiglia Luciano Marro e di Latte Enzo Gorni ed il benzinaio di Arma di Taggia Giuseppe Mileto. Ma la violenza di Bilancia molto probabilmente si e' sempre accompagnata con il gusto del rischio e dell' azzardo che ha segnato la sua lunga vita da balordo. L' 'escalation' di Bilancia da ''belinetta'' di piazza Martinez - come lo ha definito il comico Beppe Grillo, suo vicino di casa negli Anni Sessanta - a presunto serial killer non e' stata ancora compiutamente tracciata. Di sicuro si sa che i suoi esordi come criminale sono stati all' insegna del pressapochismo e dell' improvvisazione, tanto da portarlo in carcere, prima ancora di aver compiuto il reato. E' il caso ad esempio della tentata rapina ad una banca con alcuni complici, sorpresi dai carabinieri mentre si stavano aggiustando tranquillamente i passamontagna sul volto e anche della vendita a passanti di panettoni appena rubati. La vita di Bilancia e' comunque all' insegna del gioco anche se d' azzardo: gioca ai caselli autostradali dove non paga il pedaggio e lascia percio' fotografare la Mercedes, gioca nei vari Casino', soprattutto a Sanremo, dove si e' recato dopo alcuni delitti (delle prostitute Stela Truya, Ljudmila Zuskova e Valbona Mema, del cambiavalute Enzo Gorni, e della colf di Ventimiglia Maria Angela Rubino), forse gioca anche a figlio devoto. Una sua amica ha raccontato che ogni volta che usciva a cena con ''Walter'' lui chiamava i suoi genitori. ''Pensavo fosse molto affettuoso. Forse la sua vita e' rimasta sconvolta dalla morte violenta del fratello (suicida) e del nipotino Davide''.


KILLER LIGURIA: TERAPIE DI RECUPERO, DA FARMACO A LOBOTOMIA

(ANSA) - ROMA, 15 MAG - Ha chiesto di essere curato Donato Bilancia, ma in Italia l' esperienza clinica di recupero di personalita' come la sua ''e' scarsa e fallimentare''. A sostenerlo e' Francesco Bruno, docente di criminologia all' Universita' 'La Sapienza' di Roma. ''Tre sono le vie sperimentate in questo campo, e adottate soprattutto all' estero - sostiene Bruno - Il trattamento farmacologico che contiene l' aggressivita', la psicoterapia e la lobotomia, adottata soprattutto nei casi di schizofrenia grave''. ''Tutte presentano delle forti controindicazioni: i farmaci presuppongono che il soggetto sia disponibile a prenderli e, soprattutto che continui a farlo una volta fuori dal carcere''. ''La psicoterapia e' lunga - dice - complicata e costosa: sarebbe necessario che il detenuto venisse visitato ogni giorno da uno psicoterapeuta in carcere''. ''L' intervento chirurgico, come la lobotomia, coinvolge la sfera morale di chi lo applica e non puo' prescindere dalla volonta' del soggetto a sottoporvisi. In Germania e Svezia viene usato in quei casi in cui il soggetto gravemente schizofrenico commette atti di autolesionismo grave''. ''Per qualunque intervento - aggiunge Bruno - e' indispensabile la scelta responsabile del soggetto''. ''In Italia tutto cio' e' fantascienza, i casi ad elevata pericolosita' sociale sono sottoposti ad una lunga carcerazione o internati negli opg che non hanno mai curato nessuno''.


KILLER LIGURIA: BILANCIA CONFESSA ANCHE DELITTO CHE NON C'E'

(ANSA) GENOVA, 15 MAG - Donato Bilancia ha confessato di aver commesso un delitto che e' risultato poi una morte naturale. La notizia, trapelata oggi dagli inquirenti, sembra confermare la tesi difensiva secondo la quale il serial killer ''non e' in grado di rendersi conto di quello che ha fatto''. Secondo alcune indiscrezioni Bilancia avrebbe dichiarato di avere commesso 18 omicidi, due in piu' rispetto a quelli per i quali e' sospettato. Uno di questi episodi, tuttavia, non sarebbe in realta' un omicidio, ma un decesso per cause naturali. Le fonti non precisano il nome del morto, ma si puo' ipotizzare che si tratti dell' amico di Maurizio Parenti, deceduto poco prima della coppia, per il quale la procura antimafia di Genova aveva ordinato la riesumazione del cadavere. Si sospettava che l' uomo fosse stato avvelenato. I risultati dell' autopsia non sono mai stati resi noti. L' altro omicidio confessato potrebbe essere quello della prostituta albanese Donika Hoxhollari, uccisa ad Albenga il 5 febbraio del '97, o quello di Renzo Rapallini, personaggio legato al mondo delle scommesse clandestine, freddato a Chiavari il 9 novembre '93.


KILLER LIGURIA: I PERITI, GLI STESSI DI CHIATTI E STEVANIN

(ANSA) - GENOVA, 15 MAG - I due periti nominati dall' avv. Enrico Franchini per una consulenza psichiatrica su Donato Bilancia, in passato si occuparono di Luigi Chiatti, il geometra di Foligno che, tra l' ottobre del '92 e l' agosto del '93, uccise i piccoli Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci. I due consulenti tecnici, professori Uberto Gatti, ordinario di psicopatologia forense dell' universita' di Genova e Giovanni Battista Traverso, ordinario di psicopatologia forense all' universita' di Siena, furono entrambi consulenti di parte per Chiatti. Il prof. Traverso, inoltre, si occupo' di un serial killer: Gianfranco Stevanin, l' agricoltore di Terrazzo (Verona) condannato all' ergastolo il 27 gennaio scorso perche' giudicato responsabile degli omicidi di sei donne, uccise durante rapporti sessuali e poi sotterrate nel terreno adiacente alla sua abitazione. ''Per Chiatti - ha spiegato il prof. Traverso - c' era stato un diverso trattamento in primo grado, in cui era stato giudicato pienamente imputabile (due ergastoli) rispetto all' appello in cui era stato riconosciuto un vizio parziale di mente''. ''Per quanto riguarda Stevanin - ha aggiunto il consulente - c' e' stato un primo grado. Siamo in attesa della sentenza di secondo grado ed e' stato dichiarato pienamente imputabile dai periti d' ufficio''. ''Il racconto di Stevanin e'molto complicato - ha aggiunto il prof. Traverso - non e' una confessione o un diniego. Lui ha un grave traumatismo cranico per un incidente stradale di cui rimase vittima e che, in parte, lo condiziona, perche' ha influito sulle sue capacita' di ricordare anche altri eventi''. ''Chiatti, invece, - ha riferito il consulente - confesso' descrivendo minuziosamente molti particolari''. ''Ci sono meccanismi patologici - ha spiegato Traverso - che possono funzionare in senso ripetitivo, quindi una persona, dopo il primo omicidio, sente la necessita' di continuare ad uccidere. Chiatti, forse, e' stato fermato in tempo''. ''Stevanin - ha affermato il consulente tecnico - ha un grave traumatismo che l' ha portato ad una aggressivita' nei confronti delle donne. Ha una patologia neuropsichiatrica che spiega questi accessi di impulsi irrefrenabili. Questo, pero', finora non e' stato riconosciuto ufficialmente in tribunale''.

CINA: SERIAL KILLER, CON CAMION INVESTE E UCCIDE NOVE RAGAZZE (ANSA) - PECHINO, 23 MAG - Odiava le donne, soprattutto quelle giovani e graziose: questo il movente che avrebbe spinto Wu Yuansong a compiere ben nove omicidi investendo le ragazze con un camion. Altre dieci giovani sono state da lui ferite con lo stesso metodo. Lo scrive oggi il 'Quotidiano della legge', indicando che l'uomo e' stato arrestato nel distretto di Xianyou, nel Fujian (Cina sud-orientale). Si tratta di un maestro elementare di educazione fisica, da tempo afflitto da turbe psichiche, che dopo gravi dissapori sia con la scuola che con la moglie si era dimesso ed era scomparso. Secondo l'imputazione, egli avrebbe rubato il camion con il quale ha compiuto, o tentato di compiere, l'uccisione di 19 ragazze, che egli avrebbe anche derubato di denaro e gioielli. L'inchiesta e' in corso. FRANCIA: 'SERIAL KILLER'; GIUDICI LITIGANO, ARRESTATO TACE (ANSA) - PARIGI, 25 APR - Situazione imbarazzante alla procura parigina, dove tre giudici si contendono l'inchiesta sul presunto 'serial killer' della Bastiglia, mentre quest'ultimo, arrestato il 26 marzo, si e' chiuso in un mutismo assoluto in attesa di poter parlare ''con un solo magistrato''. ''E' inammissibile, ma si rendono conto di quello che stanno facendo?'' si lamenta Liliane Rocher, che da quattro anni aspetta di sapere chi ha strangolato sua figlia Cathy in un parcheggio sotterraneo. L'istruttoria sul caso di Cathy era stata affidata al giudice Thiel, cosi' come quella sulla morte di altre tre ragazze e sull'aggressione di Elisabeth O., l'unica sfuggita al 'mostro'. Il problema e' sorto durante gli interrogatori di Georges, il quale ha inaspettatamente confessato due omicidi che non gli erano stati addebitati in base alle risultanze dell'analisi del Dna. Le indagini su questi due omicidi, commessi nel 1991 e nel 1997, erano stati separatamente assegnate a due diversi magistrati, Olivier Deparis e Martine Bernard. Nell'ultimo interrogatorio, il sospetto maniaco ha negato due degli omicidi la cui istruttoria e' in mano al giudice Thiel, al quale gli altri due colleghi chiedono ora di ''rinunciare'' agli altri casi. La procura ha raccomandato un ''raggruppamento dei dossier'' senza pero' designare un giudice. INDONESIA: PENA DI MORTE A SERIAL KILLER, HA UCCISO 42 DONNE (ANSA) - GIAKARTA, 27 APR - La magistratura indonesiana ha oggi condannato a morte Ahmad Suraji, un sedicente stregone divenuto serial killer che e' stato trovato colpevole di aver ucciso in pochi anni 42 donne nella parte settentrionale dell'isola di Sumatra. Dopo aver a lungo negato ogni addebito, Suraji aveva alla fine confessato di aver trucidato le sue vittime e poi sepolto i corpi nei campi circostanti il suo villaggio, nel distretto di Lubuk Pakam. Lo stregone attirava donne di ogni eta' affermando di possedere poteri magici per restituir loro fertilita' e preparare pozioni amorose. Il serial-killer ha dichiarato di aver cominciato a trucidare le sue vittime, in genere strangolandole, dopo che gli era apparso in sogno il padre, il quale gli avrebbe detto che per aumentare i suoi poteri magici avrebbe dovuto uccidere 70 donne. Gli inquirenti, che hanno ritrovato le salme di quasi tutte le donne, hanno infatti detto che dopo ogni assassinio Suraji beveva la saliva della vittima nella convinzione che essa avrebbe incrementato i suoi ''poteri'' di stregone. USA: DOMANI SENTENZA UNABOMBER (ANSA) - WASHINGTON, 3 MAG - Sara' resa nota domani la sentenza per l'Unabomber, il 'bombarolo verde' che per anni ha inviato pacchi esplosivi a scienziati e ricercatori di molte universita' in una solitaria crociata contro il progresso tecnologico. Theodore Kaczynski, di 55 anni, si presentera' davanti al tribunale di Sacramento, la capitale della California. Conosce gia' il suo destino: si e' dichiarato colpevole in cambio della promessa che l'accusa non avrebbe chiesto la condanna a morte. A quel punto il processo, secondo la procedura americana, non era piu' necessario. L'accordo prevede quattro volte l'ergastolo piu' altri 30 anni di carcere per l'uccisione di tre uomini e il ferimento di decine di altri. L'ergastolo multiplo e' un accorgimento usato negli Stati Uniti per impedire che il condannato venga scarcerato per buona condotta. (ANSA). USA: UNABOMBER VOLEVA CAMBIARE SESSO (ANSA) - WASHINGTON, 3 MAG - Voleva cambiare sesso ma non ebbe il coraggio Theodore Kaczynski, il bombarolo verde di cui sara' annunciata ufficialmente domani la condanna all'ergastolo. Il settimanale Newswwek riferisce che Kaczynsky ha confidato le sue fantasie alla dottoressa Sally Johnson, la psichiatra che lo ha esaminato e lo ha dichiarato sano di mente. L'idea di uccidere gli venne per la prima volta quando era studente all'universita' del Michigan e avrebbe voluto confessare il suo desiderio di farsi operare e diventare donna. ''Ho sognato - spiego' Kaczunsky - che un qualche medico avrebbe cercato di convincermi che ero malato o avrebbe cercato di controllare la mia mente. Nel momento in cui, nel sogno, uccisi il medico, sentii un gran senso di sollievo''. Kaczynsky ha confermato alla psichiatra di non essere mai andato oltre il bacio nei suoi rapporti con le donne. (ANSA). USA: 'UNABOMBER', QUATTRO ERGASTOLI PER AUTORE PACCHI-BOMBA (ANSA) - WASHINGTON, 4 MAG - E' stato condannato a quattro ergastoli Theodore Kaczynski, il killer-per-posta che per 17 anni ha inviato pacchi esplosivi a scienziati e ricercatori, uccidendone tre e ferendo un'altra decina. Le quattro condanne all'ergastolo significano che l'uomo conosciuto come 'Unabomber' non uscira' mai dal carcere. La condanna e' stata patteggiata: l'imputato si e' dichiarato colpevole evitando cosi' la condanna a morte. Prima della lettura della condanna, l'imputato ha accettato l'invito a prendere la parola. L'eremita barbuto di 55 anni, reo confesso di 16 attentati con altrettanti pacchi-bomba, ha respinto il ritratto di killer solitario assetato di vendetta tracciato dall'accusa nella requisitoria. Kaczynski preferisce presentarsi come un idealista, amico dell'ambiente, che con l'invio di pacchi esplosivi a scienziati e ricercatori effettuava una crociata contro il progresso tecnologico. Ha scritto un manifesto di 30.000 parole per presentare la sua 'filosofia'. Ma invece di citare il manifesto, l'accusa ha preferito far affidamento, per la requisitoria, su diari dell'imputato, dai quali emerge una personalita' pieno di odio. ''Non credo in niente... Non mi importa niente della natura.... L'unico motivo per quello che faccio e' la vendetta personale''. L'imputato ha respinto la tesi dell'accusa, affermando che i motivi del governo sono ''chiaramente politici''. Oltre a Kaczynski hanno preso la parola i parenti di alcune sue vittime. Rivolgendosi al giudice, Susan Mosser, che vide il marito morire dilaniato da un pacco-bomba, ha implorato: ''Chiudetelo bene, il piu' vicino possibile all'inferno''. (ANSA). USA: 'UNABOMBER', LETTERE BOMBA CONTRO LA MODERNITA'/ SCHEDA (ANSA) - ROMA, 4 MAG - 'Unabomber', ovvero Theodore Kaczynski, l'attentatore 'antitecnologico' condannato oggi a quattro ergastoli, ha causato nella sua folle attivita' 3 morti e 23 feriti, vittime delle sue lettere esplosive. Il nome in codice 'Unabomber' glielo affibio' l'Fbi come acronimo di ''University and airline bomber'', perche' le sue lettere di posta aerea erano indirizzate soprattutto a professori universitari. 'Unabomber', arrestato il 4 aprile 1996, aveva iniziato la sua attivita' terroristica nel 1978, quando feri', con la prima lettera esplosiva, un professore dell' universita' di Chicago. Seguirono altri 15 attentati, tutti tramite lettere bomba. L'ultimo di quelli mortali fu messo in atto il 25 aprile 1995; la vittima fu Gilbert Murray, dirigente dell'associazione degli industriali del legno di Sacramento (ma la vittima designata era probabilmente un'altra). Gli altri attentati mortali del dinamitardo postale avvennero nel 1985 contro Hugh Scrutton, titolare di un negozio di computer e nel dicembre 1994 contro Thomas Mosser, direttore esecutivo dell' agenzia pubblicitaria ''Young and Rubicam''. Tra i feriti, vittime illustri dell'attivita' di 'Unabomber', furono David Gelernter, professore di informatica della Yale University, e Charles Epstein, genetista dell'universita' della California, mutilati dai suoi pacchi esplosivi nel '93. L' ultima apparizione di 'Unabomber', che pero' firmo' le sue ultime imprese con la sigla ''gruppo terrorista FC'' (sigla che e' stata interpretata come ''fuck the computer'' (fotti il computer), e' del 28 giugno 1995, quando minaccio' di far saltare in aria un aereo all'aeroporto di Los Angeles. In quell'occasione, il terrorista postale invio' a vari giornali un proclama lungo 65 cartelle, intitolato ''Societa' industriale e futuro'', promettendo di cessare l' attivita', in caso di una sua pubblicazione. Il 19 settembre 1995, il quotidiano ''Washington post'', dividendo le spese con il ''New York times'', e su raccomandazione del ministro della giustizia Janet Reno e del direttore dell'Fbi Louis Freeh, pubblico' il manifesto di 'Unabomber', otto pagine di giornale, in cui il terrorista affermava che la rivoluzione industriale era stata un disastro, che l' umanita' doveva tornare alla natura selvaggia e mettere fine al degrado dell' ambiente, al traffico di droga, alla corruzione politica e alla violenza domestica. 'Unabomber' spiego' anche che il suo obiettivo era quello di riportare la societa' a piccole unita' autonome, ma che, come traguardo intermedio, aveva ''la distruzione del sistema industriale su scala mondiale''. Colpiva pertanto i professori universitari in quanto esperti di settori fondamentali come l'informatica e la genetica. (ANSA).

CINA: SERIAL KILLER, CON CAMION INVESTE E UCCIDE NOVE RAGAZZE

(ANSA) - PECHINO, 23 MAG - Odiava le donne, soprattutto quelle giovani e graziose: questo il movente che avrebbe spinto Wu Yuansong a compiere ben nove omicidi investendo le ragazze con un camion. Altre dieci giovani sono state da lui ferite con lo stesso metodo. Lo scrive oggi il 'Quotidiano della legge', indicando che l'uomo e' stato arrestato nel distretto di Xianyou, nel Fujian (Cina sud-orientale). Si tratta di un maestro elementare di educazione fisica, da tempo afflitto da turbe psichiche, che dopo gravi dissapori sia con la scuola che con la moglie si era dimesso ed era scomparso. Secondo l'imputazione, egli avrebbe rubato il camion con il quale ha compiuto, o tentato di compiere, l'uccisione di 19 ragazze, che egli avrebbe anche derubato di denaro e gioielli. L'inchiesta e' in corso. (ANSA)

KILLER LIGURIA: BILANCIA PROTESTA PER TROPPA VIGILANZA

(ANSA) - GENOVA, 5 GIU - Donato Bilancia, da circa una settimana detenuto in una cella di isolamento del carcere di Chiavari dove ha chiesto di essere trasferito perche' non sopportava la supersorveglianza cui era sottoposto nella casa circondariale genovese di Marassi, continua a lamentarsi. Anche nella casa penitenziaria della cittadina rivierasca non si trova bene perche' e' ''guardato a vista 24 ore su 24''. Secondo quanto si e' appreso il presunto serial killer vuole avere meno sorveglianza perche' non sopporta piu' che le guardie carcerarie, a turno, continuino ad osservarlo ed a controllarlo. La competenza per decidere eventuali misure meno severe e' della direzione del carcere, ma il P.M. Enrico Zucca che finora ha raccolto le confessioni di Bilancia, oggi si e' recato a Chiavari proprio per parlare con il detenuto e raccoglierne le eventuali lamentele. Il timore, infatti, resta sempre quello che il detenuto possa tentare il suicidio, un' eventualita' ipotetica ma della quale sia la direzione del carcere sia il magistrato, evidentemente, continuano a tenere conto.

MESSICO: CACCIATORE DI 'SERIAL KILLER' CONTRO IL'DEPREDADOR' (DI CARLO GIACOBBE)

(ANSA) - CITTA' DEL MESSICO, 6 GIU - Nella atroce casistica mondiale degli 'omicidi in serie' il record potrebbe andare al 'Depredador', come morbosamente lo ha definito la stampa popolare messicana nel settentrionale stato di Chihuahua, che a Ciudad Juarez, al confine col Texas, e' ritenuto responsabile della morte di cento ragazze negli ultimi cinque anni. Per cercare di fare luce sulla impressionante catena di uccisioni ora e' stato chiamato lo statunitense Robert Ressler, gia' criminologo dell'Fbi e oggi consulente in proprio, unanimemente considerato il massimo esperto mondiale di 'serial killer'. Ressler, che e' stato chiamato dalle polizie di mezzo mondo per risolvere casi ritenuti quasi impossibili, si occupo' tra l'altro della vicenda dell'americano Jeffrey Dahmer (15 ergastoli per altrettanti omicidi e poi 'giustiziato' in carcere dagli stessi detenuti), divenuto protagonista di un romanzo dello scrittore Thomas Harris, che a sua volta avrebbe ispirato il celebre film 'Il silenzio degli innocenti'. Per ricostruire la storia dello psicopatico antropofago 'Hannibal the cannibal', interpretato sullo schermo in modo magistrale da Anthony Hopkins, l'apporto di Ressler fu essenziale. Ora il superesperto provera' a rompere il silenzio di una moltitudine di 'innocenti' messicane, la cui unica colpa era di avere tra 16 e 22 anni e di essere belle e longilinee. Che a Ciudad Juarez si sia di fronte ad un unico assassino non e' stato sinora provato. Una parte degli investigatori messicani ritengono che dietro alla gotica figura del 'Depredatore' possano nascondersi piu' 'serial killer' o addirittura bande di criminali giovanili che avrebbero agito, e si teme che agiranno ancora, per emulazione. E' incerto anche il numero delle vittime, tutte violentate prima di essere strangolate e poi sepolte in zone periferiche della citta', dove di notte nessuna donna sola si avventura piu'. Secondo la stampa locale e vari comitati femminili le vittime 'in sequenza' sono state 112, dal gennaio 1993 a marzo di quest'anno. In un rapporto recentemente depositato presso la Procura generale dal giudice Arturo Chavez, che coordina l'inchiesta, le vittime in serie sarebbero invece 'soltanto' 87, ritenendosi che le altre siano state uccise in fatti di sangue indipendenti l'uno dall'altro. Anche cosi', comunque, un record. Il compito che attende Ressler e' dunque di difficolta' almeno pari alla fama che lo circonda, mentre l'aver fatto ricorso a lui non ha mancato di scatenare polemiche politiche. Alcuni hanno infatti interpretato la chiamata di un 'deus ex machina' dagli Usa come una mossa preelettorale (a Chihuahua si vota tra un mese) da parte del governatore Francisco Barrio - del 'Partito di azione nazionale' (Pan), di destra - accusato di aver fatto sinora troppo poco per catturare il 'mostro'. (ANSA).

KILLER LIGURIA: NUOVO INTERROGATORIO PER BILANCIA A CHIAVARI

(ANSA) - CHIAVARI (GENOVA), 7 GIU - Nuovo interrogatorio, questa mattina nel carcere di Chiavari, per Donato Bilancia da parte del pm genovese Enrico Zucca. Si tratta del quinto appuntamento del serial killer con i magistrati liguri ai quali deve illustrare nei particolari i 17 delitti ammessi. L'interrogatorio, cominciato in tarda mattinata, e' ancora in corso. Enrico Zucca, l' inquirente genovese, e' per il momento l' unico con il quale Bilancia ha accettato di parlare, prima con una lunga confessione e, una settimana fa, sempre a Chiavari, attraverso l' analisi di alcuni degli omicidi compiuti a Genova. In particolare Bilancia deve spiegare al dott. Zucca dinamica, scenari ed eventuali complicita' sui delitti dei coniugi Maurizio Parenti e Carla Scotto (24 ottobre '97), degli orafi Bruno Solari e Maria Luigia Pitto (27 ottobre '97) e del metronotte Gian Giorgio Canu (25 gennaio'98). Inoltre deve fornire particolari piu' convincenti rispetto a quelli gia' in mano agli inquirenti circa la morte di Giorgio Centanaro, avvenuta ufficialmente per cause naturali il 16 ottobre dello scorso anno. Nella sua confessione Bilancia ha detto infatti di aver ucciso Centanaro, soffocandolo con nastro adesivo, perche', insieme a Parenti, lo avrebbe ''bidonato'' al gioco. Su questa vicenda e' stata avviata da parte della magistratura genovese la procedura per giungere alla riesumazione della salma. E' durato poco meno di 10 ore il quinto interrogatorio del serial killer della Liguria, Donato Bilancia, oggi nel carcere di Chiavari dove e' detenuto. Erano presenti il pm Enrico Zucca della procura della Repubblica di Genova e il legale, avv. Enrico Franchini. Il contenuto dell'interrogatorio e stato segretato, secondo quanto ha riferito il legale di Bilancia. ''Sono stati approfonditi i particolari e la ricostruzione di un nuovo omicidio di cui Bilancia aveva gia' parlato in un precedente interrogatorio - ha dichiarato all'uscita dal carcere l'avv. Franchini - e il magistrato gli ha chiesto chiarimenti specifici sugli omicidi di Genova''. Il legale di Bilancia ha, inoltre, riferito che il suo assistito ''ha ribadito di aver sempre agito da solo''. L'interrogatorio era cominciato stamane intorno alle 10,30 e si e' concluso alle 21.15.

SERIAL KILLER: A BILANCIA CONTESTATO NUOVO TENTATO OMICIDIO

(AGI) - Sanremo (Im), 9 giu. - C'e' un nuovo tentato omicidio nel capo di accusa della Procura di Sanremo nei confronti di Donato Bilancia che questa mattina ha fatto scena muta nell'interrogatorio di garanzia di fronte al giudice per le indagini preliminari Eduardo Bracco. Il procuratore Mariano Gagliani gli ha contestato infatti il tentato omicidio della prostituta Luisella C., 38 anni, che Bilancia aveva incontrato in un appartamento di Sanremo qualche giorno prima di Pasqua. In quella occasione il serial killer aveva estratto la pistola calibro 38 facendo inginocchiare ai suoi piedi la donna. Non sparo' soltanto perche' spaventato dallo squillo del citofono. Bilancia ha ammesso il tentato omicidio, la volonta' di uccidere la prostituta sanremese, ma non ha motivato ulteriormente l'accaduto. La sua linea difensiva continua ad essere quella del •processone• genovese e ha ribadito al gip Bracco di volersi avvalere della facolta' di non rispondere, pur tenendo presente la validita' delle rivelazioni fatte al pubblico ministero Enrico Zucca della Procura di Genova.

KILLER LIGURIA: ESUMATA SALMA GIORGIO CENTANARO

(ANSA) - GENOVA, 11 GIU - E' stata esumata nella tarda mattinata di oggi a Genova, la salma di Giorgio Centanaro, l' uomo dichiarato morto per infarto nell' ottobre scorso, ma che il presunto serial killer Donato Bilancia ha confessato di aver ucciso il 16 ottobre '97 soffocandolo, nella sua abitazione di Molassana, con del nastro adesivo. L' esumazione e' avvenuta dopo che, questa mattina, il pm Anna Canepa che si occupa dell' inchiesta sulla morte di Centanaro ha autorizzato il medico legale Carlo Torre, di Torino, ad effettuare la perizia. Consulente di parte e' invece il dottor Marco Canepa (omonimo del pm, ndr). I due periti che si sono recati al cimitero di Staglieno per effettuare dei prelievi dal cadavere di Giorgio Centanaro, hanno sessanta giorni di tempo per effettuare la perizia. (ANSA).

KILLER LIGURIA: STORIA 'DIABOLIK' ISPIRATA A PROSTITUTE UCCISE

(ANSA) - GENOVA, 11 GIU - Le tre prostitute uccise da Donato Bilancia nel marzo scorso hanno ispirato la storia per il numero di Diabolik in edicola in questi giorni. Le morti di Stela Truya (albanese, uccisa il 9 marzo), Ljudmyla Zuskova (ucraina, 18 marzo) e Tessy Adodo (nigeriana, 29 marzo) hanno infatti convinto l' autrice Luciana Giussani e la direttrice Patricia Martinelli ad affrontare nel fumetto il delicato tema della prostituzione. ''Ogni anno dedichiamo una storia a problemi sociali: recentemente abbiamo parlato di eutanasia e usura - ha spiegato la Martinelli -. L'idea della storia 'Mercanti di schiave' e' nata tre mesi fa, quando ancora non si parlava del serial killer. Vista la strage di queste giovani donne, abbiamo ritenuto doveroso comunicare ai lettori il dramma nascosto della prostituzione: dietro alla dura vita sui marciapiedi e all' esposizione costante al rischio c'e' il tragico regime di schiavitu' e di inganno che governa questi luoghi. Non sopporto i giudizi-etichetta della strada e dei media: sono dettati da impostazioni che non esitiamo a definire razziste''. La storia si snoda attorno ad un gruppo di malviventi che compra e rivende ragazze (si capisce il riferimento ai paesi dell'Est) dopo un periodo di drammatica prigionia caratterizzata da decessi, tentativi di fuga e punizioni. Diabolik (ladro che ''non uccide mai gratuitamente'') scopre questo traffico, libera le schiave e consegna i criminali alla polizia.

USA: PENA DI MORTE; SERIAL KILLER RITRATTA, IL 30 ESECUZIONE

(ANSA) - NEW YORK, 14 GIU - A due settimane dall'esecuzione Henry Lee Lucas, un pluriomicida condannato a morte, ha ritrattato: ''Posso accettare la morte, ma non per il delitto di qualcun altro'', ha dichiarato il detenuto in un'intervista esclusiva a 'Newsweek' dal braccio della morte. Salvo rinvii dell'ultim'ora Lucas - la cui vicenda ispiro' il film 'Henry, pioggia di sangue' (1990) - finira' sul lettino dell'iniezione letale al 'Muro' di Huntsville, in Texas, il 30 giugno per l'assassinio nel 1979 di un'autostoppista. Ma il caso, dei tanti attribuiti a Lucas, e' quello in cui, secondo 'Newsweek' ''ci sono piu' prove indipendenti che lo esonerano dal delitto''. Il serial killer, che ha 61 anni, divenne famoso ai primi anni Ottanta quando, interrogato per il brutale assassinio di una vecchia di 82 anni, affermo' di ''averla uccisa...e con lei almeno un altro centinaio''. Successivamente Lucas aumento' il numero delle sue presunte vittime arrivando a dichiararsi colpevole di circa 600 omicidi in 27 stati d'America. Le autorita' non si accorsero subito che era tutta una farsa: nel frattempo Lucas fu 'ospite' del governo federale che gli fece fare la spola dal Pacifico al Golfo del Messico nella speranza di risolvere assassinii insoluti. ''Mentivo per farli passare tutti per fessi. Per due anni ho vissuto come un re'', ha dichiarato a 'Newsweek' il condannato. A pochi giorni dal suo appuntamento col boia, il numero effettivo delle vittime di Lucas e' ancora in dubbio: alcuni dei casi di cui si era accollato la responsabilita' sono stati di recente riaperti dopo che gli investigatori si sono accorti che il presunto serial killer avrebbe dovuto guidare 18 mila chilometri in un mese su una Ford scarcassata per poterli commettere. ''Ma e' improbabile che per lui si mobiliti l'opinione pubblica come nel caso di Karla Tucker, la fotogenica assassina messa a morte in febbraio'', ritiene 'Newsweek' osservando che per Lucas ''non sono arrivate lettere dal Papa o dal Parlamento Europeo''. Solo un ex procuratore capo dello Stato del Texas ha lanciato una crociata solitaria per salvargli la vita: Jim Mattox ritiene che ci siano le prove che il giorno dell'assassinio dell'autostoppista Lucas era a mille miglia dal luogo del delitto. ''L'imminente esecuzione va contro il nostro sistema legale'', ha detto Mattox a 'Newsweek', sottolineando di essersi mobilitato ''piu' a garanzia del sistema giudiziario americano che della vita del condannato''.

(ANSA). USA: PENA MORTE; REVISIONE CASO 'HENRY PIOGGIA DI SANGUE'

(ANSA) - NEW YORK, 16 GIU - A due settimane dall'esecuzione Henry Lee Lucas, un pluriomicida condannato a morte, ha ottenuto la revisione del caso: il governatore del Texas George Bush Jr. che fu implacabile con Karla Faye Tucker, si e' detto colpito dai dubbi sollevati sulla sua colpevolezza per l'omicidio specifico per cui e' stato condannato e ha affidato il dossier allo State Board of Pardones and Paroles per una verifica. ''Mi hanno colpito i dubbi espressi sul fatto che possa non esser stato lui a commettere il delitto per cui e' stato condannato'', ha dichiarato Bush Jr., un acceso difensore della pena di morte, incaricando il Board di verificare tutte le prove che potrebbero scagionare il detenuto, che in passato si e' attribuito centinaia di omicidi, a molti dei quali era sicuramente estraneo. Per le sue stesse ammissioni, Lucas e' passato agli annali della cronaca e anche del cinema come un efferato serial killer: le sue confessioni di centinaia di omicidi negli anni novanta ispirarono il sanguinolento polpettone 'Henry, pioggia di sangue'. Nel calendario del 'Muro di Huntsville', il carcere texano dove l'iniezione letale e' diventata routine, la sua esecuzione era fissata per il 30 giugno: ieri gli aveva aperto la strada Johnny Dean Pyles, condannato per l'assassinio di un vice- sceriffo di Dallas e il decimo prigioniero dall'inizio dell'anno a ricevere l'iniezione letaleLucas fini' nel braccio della morte per l'omicidio di 'Orange Socks', un'autostoppista cosi' identificata perche' i calzini arancio erano il solo indumento che aveva indosso. Qualche giorno fa pero' Henry ha ritrattato: ''Posso accettare la morte, ma non per il delitto di qualcun altro'', ha dichiarato in un'intervista esclusiva a 'Newsweek'. Il settimanale ha sposato il suo caso affermando che, dei tanti assassini attribuiti a Lucas quello di 'Orange Socks' e' ''quello a cui appare piu' estraneo''. Il serial killer, che ha 61 anni, divenne famoso ai primi anni Ottanta quando, interrogato per il brutale assassinio seguito da atti di necrofilia di una vecchia di 82 anni, affermo' di ''averla uccisa...e con lei almeno un altro centinaio''. Successivamente Lucas aumento' il numero delle sue presunte vittime arrivando a dichiararsi colpevole di circa 600 omicidi in 27 stati d'America. Le autorita' non si accorsero subito che era in buona parte una farsa: nel frattempo Lucas fu 'ospite' del governo federale che gli fece fare la spola dal Pacifico al Golfo del Messico nella speranza di risolvere assassinii insoluti. ''Mentivo per farli passare tutti per fessi. Per due anni ho vissuto come un re'', si e' giustificato adesso il condannato.

KILLER LIGURIA: BILANCIA, ORDINI CUSTODIA PER OMICIDI SAVONA

(ANSA) - SAVONA, 20 GIU - Il gip di Savona Francesco Meloni ha firmato stamane le ordinanze di custodia cautelare chieste dalla procura per Donato Bilancia. I provvedimenti sono stati depositati in cancelleria e verranno trasmessi alla procura per la loro esecuzione (saranno notificate via fax al presunto serial killer al carcere di Chiavari). A partire dalla data di esecuzione scattera' quindi il termine di 5 giorni entro il quale il gip e' tenuto a sentire Bilancia in sede di interrogatorio di garanzia. Le ordinanze riguardano i delitti delle prostitute Stela Truya, Ljudmyila Zuskova e Valbona Mema (alias Kristina Valla). Il gip, nel suo provvedimento, non fa alcun riferimento all' omicidio della prostituta albanese Donika Hoxhollari, avvenuto nel febbraio '97 ad Albenga, l' unico che Bilancia non ha confessato e per il quale e' indagato dalla procura di Savona. ''Il gip si deve limitare a prendere in esame quanto viene formalmente domandato dalla procura. E le misure cautelari sono state chieste solo per gli omicidi delle tre prostitute Truya, Zuskova e Mema'' ha precisato il giudice Meloni. Nella richiesta della procura, pero', i magistrati facevano espressamente riferimento al delitto Hoxhollari, pur non chiedendo misure cautelari, contestando il vincolo di continuazione con gli altri delitti delle prostitute. ''Le indagini proseguono anche su questo fronte'' ha detto stamane il procuratore capo Vincenzo Scolastico. Quanto all' istanza di unificazione a Genova dell' inchiesta sul serial killer, avanzata dalla difesa e ''sposata'' dalla procura genovese che ha chiesto alle altre procure impegnate nelle indagini di trasmettere a Genova i loro atti, il procuratore di Savona ha detto che decidera' il da farsi dopo che la procura di Alessandria avra' sciolto la sua riserva sulla trasmissione degli atti, dalla quale verra' determinato l' organo che dovra' dirimere l' eventuale contrasto di competenza tra procure sulla paternita' dell' inchiesta e del processo: la Procura Generale ligure o la Corte di Cassazione.

ARRESTATO MAROCCHINO PRESUNTO SERIAL KILLER DI PROSTITUTE

(AGI) - Milano, 22 giu. - Un operaio marocchino, 31 anni, residente in provincia di Bergamo, con regolare permesso di soggiorno, e' stato sottoposto a fermo di polizia giudiziario da qualche giorno, indagato perche' sospettato di numerose aggressioni ai danni di prostitute nigeriane avvenute negli ultimi mesi al confine tra Bergamo e Cassano d'Adda, nel milanese. L'uomo e' indiziato di tentato omicidio della prostituta di colore soprannominata 'Pamela', avvenuto a Grezzago (Milano) il 14 maggio. Su questo episodio gli inquirenti, che oggi hanno tenuto una conferenza stampa, stanno ancora indagando,in quanto la donna, colpita alla teca cranica e avendo quindi perso la memoria non si ricorda con precisione del suo aggressore. E' stato fermato per tentato omicidio, rapina, minacce della prostituta nigeriana Violet Osa, risalente al 9 dicembre '97 a Filago (Bergamo), di sequestro di persona a fini di libidine, violenza carnale, di percosse e minacce ai danni di un'altra prostituta nigeriana Joy Osahene avvenuto nei primi giorni del mese di gennaio in un cascinale abbandonato a Filago(Bergamo), dove sono avvenute altre aggressioni. Il marocchino, e' al momento in custodia cautelare nella casa circondariale di Bergamo, come disposto dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bergamo, Carmen Pugliese. (Agi)

SANREMO:MALMENATO E DERUBATO DA PROSTITUTA PERCHE' SUPERDOTATO

(AGI) - Sanremo (Im), 22 giu. - Malmenato e derubato da prostituta perche' superdotato. La boccaccesca vicenda dai risvolti penali ha avuto come protagonisti un immigrato marocchino di 24 anni e una prostituta di colore. Assicurato alla giustizia il serial killer Donato Bilancia, i marciapiedi di Sanremo sono tornati a ospitare di notte lucciole e clienti desiderosi di compagnia. Fra questi anche il giovane extracomunitario, permesso di soggiorno in regola, che ha abbordato la ragazza pagando anticipatamente 100 mila lire. All'ultimo momento la donna, essendo il giovane superdotato, si e' pero' negata trattenendo il denaro. Alle proteste dell'extracomunitario e' seguito l'intervento dell'amico della lucciola che ha malmenato il marocchino. La notte brava e' finita nella caserma dei carabinieri di Sanremo dove il giovane, malconcio, si e' recato per sporgere regolare denuncia. (AGI)

KILLER LIGURIA: BILANCIA, CONTI CORRENTI IN DECINE DI BANCHE

(ANSA) - GENOVA, 24 GIU - Donato Bilancia, reo confesso di 17 omicidi, con precedenti per furti e rapine, accanito giocatore d' azzardo, e' l' intestatario di numerosi conti correnti che hanno avuto un ''giro'' di centinaia di milioni di lire in una decina di banche italiane ed estere. Lo hanno scoperto gli investigatori durante le indagini che riguardano il presunto serial killer tese anche ad accertare se tutto cio' che ha riferito al magistrato genovese Enrico Zucca, l' unico con il quale finora ha parlato, corrisponda al vero. Per il momento, a questo proposito, pare che i riscontri ci siano ed anche precisi. La confessione di Bilancia, infatti, e' stata fonte di numerosi dati ma, come viene riferito al Palazzo di Giustizia di Genova, ''vanno accuratamente vagliati''. Per il momento il presunto serial killer non sara' sottoposto ad altri interrogatori da parte del dott. Zucca. Prima e' necessario che sia decisa la competenza territoriale ed, eventualmente, vengano unificati i vari procedimenti delle cinque procure (Genova, Savona, Sanremo, Alessandria e Verona). Quest' ultima ha gia' trasmesso gli atti mentre, per quanto riguarda la procura di Alessandria, sono attesi da un momento all' altro. Poi sara' il Procuratore Generale Guido Zavanone a decidere a chi spettera' acquisire tutti gli atti per un unico processo. (ANSA).

USA: RICONOSCIUTO COLPEVOLE •KILLER ZODIACO•, ORA RISCHIA FORTE

= (AGI/AP/EFE) - New York, 25 giu. - Sono bastate meno di 24 ore a una giuria di New York per dichiarare il trentenne Heriberto Seda colpevole dei delitti commessi nella prima meta' degli anni '90 dal famigerato •killer dello Zodiaco•, che tenne con il fiato sospeso autorita' e concittadini minacciando di mietere una vittima per ciascuno dei dodici segni astrologici. Seda, che ha ascoltato impassibile la lettura della sentenza, e' stato ritenuto responsabile di tre omicidi piu' uno tentato, lesioni e reati in materia di armi. La pena sara' stabilita nell'udienza del 22 luglio prossimo. Il giovane, con alle spalle un passato di emarginazione, rischia grosso: come minimo gli sara' inflitto l'ergastolo, ma potrebbe anche finire i suoi giorni anzitempo. •E' un grande sollievo per chiunque rammenti quei giorni sapere che la colpevolezza del 'killer dello zodiaco' alla fine e' stata accertata e che ora e' chiamato a rendere conto delle sue malvagita'•, ha commentato il pubblico ministero, Richard A. Brown. Uno dei difensori, John Wallenstein, si e' limitato a dichiarare di accettare il verdetto •dopo la gran quantita' di prove• presentate contro il suo assistito: impronte digitali, test del Dna, la stessa confessione e soprattutto analisi grafologiche. Seda fu arrestato esattamente due anni fa dopo aver sparato alla sorellastra perche' riteneva che si fosse messa a frequentare •cattive• compagnie. A incastrarlo fu il confronto tra alcuni scarabocchi del sospetto e le lettere di avvertimento gia' inviate ai giornali dal serial killer. (AGI)

PENA DI MORTE: USA, RIESAME CASO 'HENRY PIOGGIA DI SANGUE'

(ANSA) - NEW YORK, 26 GIU - Il caso di 'Henry pioggia di sangue' ha fatto breccia nell'implacabile Commissione texana per la grazia che rifiuto' di commuoversi per Karla Faye Tucker: a quattro giorni dalla data originariamente fissata per l'esecuzione, il 30 giugno alle 18:01 ora locale, i suoi membri hanno raccomandato al governatore George Bush di commutare in ergastolo la condanna a morte del serial-killer Henry Lucas. Sarebbe la prima volta che Bush Jr. grazia un condannato a morte. Ed e' stata la prima volta dal 1976, quando in Texas e' tornata legale la pena di morte, che lo State Board of Pardones and Paroles ha raccomandato pieta' per chi sta nel braccio della morte, ha fatto osservare Danny Burns, l'avvocato di Lucas. La sorte del detenuto, che ha 61 anni, e' ora nelle mani del governatore: ''E' un caso inconsueto. Lo studiero' con estrema attenzione'', ha detto questi dopo il parere del Board facendo sperare gli abolizionisti del Texas. Era stato lo stesso Bush infatti a proporre la revisione del caso, colpito dai dubbi sollevati sulla colpevolezza del condannato. Lucas, che nel 1990 ispiro' il film 'Henry pioggia di sangue', e' stato condannato anche a sei ergastoli, due pene detentive di 75 anni e una di 60 anni per nove omicidi, ma l'assassinio per cui ha ricevuto la sentenza di morte e' l'unico in cui la sua colpevolezza appare seriamente messa in dubbioPer sua stessa ammissione, Lucas e' passato agli annali della cronaca - e anche del cinema - come un efferato serial-killer confessando ai primi anni Ottanta centinaia di assassini in 27 stati d'America. Nel braccio della morte e' finito per l'omicidio di 'Orange Socks', un'autostoppista cosi' identificata perche' i calzini color arancio erano il solo indumento che, quando la polizia scopri' il cadavere, le era rimasto indosso. Qualche giorno fa pero' Henry ha ritrattato: ''Posso accettare la morte, ma non per il delitto di qualcun altro'', aveva dichiarato in un'intervista esclusiva a 'Newsweek'. La sua causa aveva trovato un difensore autorevole in Jim Mattox, un ex procuratore dello stato del Texas con ambizioni di tornare in politica: basandosi su un'inchiesta condotta dal suo staff nel 1979, Mattox si e' convinto di avere le prove che Henry si trovasse in Florida il giorno in cui 'Orange Socks' fu uccisa in Texas. ''L'imminente esecuzione va contro il nostro sistema legale'', ha detto Mattox che il prossimo anno vorrebbe farsi rieleggere procuratore affermando di essersi mobilitato ''piu' a garanzia della giustizia del Texas, della reputazione dei procuratori agli occhi delle giurie, che della vita del condannato''.(ANSA).

PENA DI MORTE: USA, BUSH JR SALVA 'HENRY PIOGGIA DI SANGUE'

WASHINGTON, 26 GIU - Il governatore del Texas George Bush ha salvato il condannato a morte Henry Lucas, commutando la pena capitale in ergastolo. E' la prima volta che Bush Jr., che non si era commosso neanche per Karla Faye Tucker, 'grazia' un condannato rinchiuso nel braccio della morte. Lucas, un vagabondo con un occhio solo che nel 1990 ispiro' il film 'Henry pioggia di sangue', e' stato gia' condannato a sei ergastoli, due pene detentive di 75 anni e una di 60 anni per nove omicidi, ma l'assassinio per cui ha ricevuto la sentenza di morte e' l'unico in cui la sua colpevolezza appare seriamente messa in dubbio. Per sua stessa ammissione, Lucas e' passato agli annali della cronaca - e anche del cinema - come un efferato serial-killer confessando ai primi anni Ottanta centinaia di omicidi in 27 stati d'America. Nel braccio della morte e' finito per l'omicidio di 'Orange Socks', un'autostoppista cosi' identificata perche' i calzini color arancio erano il solo indumento che, quando la polizia scopri' il cadavere, le era rimasto indosso. Qualche giorno fa pero' Henry ha ritrattato: ''Posso accettare la morte, ma non per il delitto di qualcun altro'', aveva dichiarato in un'intervista esclusiva a 'Newsweek'. La sua causa aveva trovato un difensore autorevole in Jim Mattox, un ex procuratore dello stato del Texas con ambizioni di tornare in politica: basandosi su un'inchiesta condotta dal suo staff nel 1979, Mattox si e' convinto di avere le prove che Henry si trovasse in Florida il giorno in cui 'Orange Socks' fu uccisa in Texas. La decisione di Bush non lascia la possibilita' per Lucas di tornare mai in liberta': ci sono ancora i sei ergastoli e passa da scontare. (ANSA).

ANZIANE UCCISE IN PUGLIA:SBAI A GIUDIZIO PER OMICIDIO LUCIA NICO

(ANSA) - TARANTO, 29 GIU - Il tunisino Mohammed Ben Hezzedine Sbai, di 34 anni, e' stato rinviato a giudizio questa mattina dal gip del tribunale di Taranto Ciro Fiore, con l' accusa di omicidio volontario di Lucia Nico, di 75 anni. L' anziana fu assassinata a coltellate nel primo pomeriggio del 15 settembre del '97 nella sua abitazione a Palagianello, comune a circa 30 chilometri da Taranto. Il gip ha cosi' accolto la richiesta avanzata dal pm, Antonella Montanaro. L' omicidio di Lucia Nico fu l' episodio che porto' alla cattura del presunto serial killer di alcune vecchiette assassinate in Puglia e Basilicata da circa un anno. Il 15 settembre del '97 infatti Sbai venne bloccato vicino alla stazione di Palagianello poco prima che salisse a bordo di un treno. Ad incastrarlo fu il racconto di una bambina, vicina di casa di Lucia Nico, che si era affacciata sulla soglia dell' abitazione della vecchietta notando all' interno il tunisino. Successivamente la piccola confermo' agli investigatori che l' uomo visto nell' abitazione della vecchietta assassinata era proprio il 34enne tunisino. Nei mesi successivi Sbai e' stato accusato - e per questo gli sono stati notificati anche provvedimenti restrittivi da parte della magistratura - di altri omicidi di vecchiette in provincia di Taranto e Foggia ed in Basilicata. (ANSA).

SERIAL KILLER IN PUGLIA: ANCORA UN RINVIO A GIUDIZIO PER SEBAI

= (AGI) - Taranto, 29 giu - Ben Mohamed Ezzedine Sebai, il clandestino tunisino di 35 anni ritenuto il serial killer delle vecchiette in Puglia per rapinarle, continua a 'collezionare' rinvi a giudizio. Dopo quelli per gli omicidi di Maria Valente, di 83 anni, di Palagiano (Taranto), sgozzata in casa il 29 luglio del '97, e di Petronilla Vernetti, anche lei di 83 anni, di Melfi (Potenza), soffocata nelle coperte dopo essere stata picchiata nella sua abitazione l'8 luglio del '95, oggi e' stato il Gup di Taranto, accogliendo la richiesta del Pm Antonella Montanaro, a rinviarlo a giudizio per l'uccisione di Lucia Nico, di 75 anni, sgozzata nella sua casa a Palagianello (Taranto) il 16 settembre dello scorso anno. Sebai - che respinge tutte le accuse formulate nei suoi confronti e che in carcere ha tentato piu' volte il suicidio - fu arrestato pochi minuti dopo l'omicidio della Nico nei pressi della stazione ferroviaria sulla base della testimonianza di una bambina che lo aveva visto uscire dall'abitazione della vittima. Che il tunisino sia processato lo ha chiesto anche il Pm di Foggia Alfredo Viola (non e' stata ancora stabilita la data dell'udienza davanti al Gup) per l'omicidio aggravato di Maria Totaro, la vedova di Cerignola (Foggia), di 75 anni, sgozzata nel suo appartamento il pomeriggio del 15 gennaio dello scorso anno. E' inoltre indagato per almeno altri quattro analoghi omcidi accaduti in Puglia soprattutto durante il 1997 mentre per altri due delitti e' stata accertata la sua innocenza. (AGI)

SANITA': MORTI EPATITE 'B'; UN SOLO 'KILLER' E DIECI VITTIME

(ANSA) - PESARO, 2 LUG - La 'strage' nel reparto ematologia dell' ospedale San Salvatore, un 'gioiello' all' avanguardia nel trapianto del midollo osseo, comincia a dicembre. Altri sei pazienti muoiono fra il 4 gennaio e il 15 febbraio. In comune hanno un periodo di ricovero in ottobre, con due portatori sani del virus, anch' essi deceduti. Un secondo focolaio aggredisce altre quattro persone: due muoiono, e altre due - una bimba pugliese di 11 anni e un anziano - riescono invece a salvarsi. La decima vittima, uccisa questa volta dai sospetti, e' un ex portantino dell' ospedale, che si suicida lasciando una lettera in cui accusa pesantemente responsabili e collaboratori del reparto. Anche l' inchiesta condotta da Fucci registra alti e bassi, come le cartelle cliniche dei pazienti. Il pm si trova davanti a un ventaglio di ipotesi: una procedura errata, il sabotaggio, un serial killer. L' ultima viene subito scartata, mentre resistono per un po' le prime due. Alla fine resta la prima, ma, individuato il contesto, occorre scoprire anche la via del contagio. Intanto, non si contano le vittime 'bianche' dell' epidemia: lo stesso Lucarelli, fino ad oggi unico indagato per omicidio colposo plurimo, che arriva ad autosospendersi, rientrando pero' in servizio poco dopo, e il direttore generale Giuseppe Ricciarelli, che si dimette non riuscendo piu' a far fronte alla valanga di polemiche che ha investito i vertici dell' Azienda ospedaliera.

EVIRATO, SCUOIATO E TAGLIATO A PEZZI, ARRESTATO OMOSESSUALE

(ANSA) - TORINO, 17 LUG - Un omicidio maturato tra omosessuali: e' questo il contesto in cui e' morto Vito Milani, 39 anni, di Bitonto (Bari), l' uomo che, il 25 gennaio scorso, era stato trovato, in un corridoio delle cantine di uno stabile in via Maria Ausiliatrice a Torino, scuoiato, tagliato a pezzetti e semicarbonizzato. Stamattina i carabinieri del nucleo operativo di Torino, coordinati dal maggiore Aldo Iacobelli, hanno arrestato il presunto assassino. Si tratta di un pensionato di 69 anni, Giuseppe Gillone, che abita nello stesso stabile in cui e' stato trovato il cadavere e che respinge ogni accusa. ''In 30 anni di carriera - ha commentato il procuratore aggiunto Marcello Maddalena illustrando i dettagli dell' operazione condotta dai sostituti procuratori Marcello Tatangelo e Anna Maria Loreto - non ho mai visto un caso cosi' scioccante e allucinante. I carabinieri lo hanno risolto grazie al loro intuito e senza collaboratori o confidenti''. Secondo quanto e' stato accertato dagli inquirenti, la vittima, quando era ancora viva, e' stata evirata e il pene e i genitali sono stati messi in un sacchetto di plastica. In piu', oltre ad avere tagliato gli arti, l' assassino ha tolto i visceri dall' addome e li ha buttati distanti dal resto del cadavere. ''A livello europeo - e' stato detto - non ci risultano casi simili da cinquanta anni a questa parte''.

EVIRATO VIVO E SCUOIATO: ARRESTATO PRESUNTO ASSASSINO

(AGI) - Torino, 17 lug. - Avrebbe evirato la sua vittima quando era ancora viva, poi si sarebbe accanito su di lei squartandola e scuoiandola, ed infine gli avrebbe dato fuoco. Il presunto assassino e' stato arrestato stamane dai carabinieri del Nucleo operativo di Torino. Si tratta di Giuseppe Gillone, 69 anni, residente a Torino, in via Maria Ausilatrice 50, luogo in cui nel gennaio scorso fu trovato in cantina il corpo orribilmente straziato e semi carbonizzato della vittima, Vito Milani, 39 anni, di Bitonto, in provincia di Bari. Un delitto feroce, definito dagli stessi inquirenti •allucinante•. Gli uomini dell'Arma, coordinati dai magistrati Maddalena e Tatangelo, sono riusciti ad individuare il presunto assassino attraverso una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche. In casa dell'indagato sono stati trovati due libri di medicina con il segnalibro aperto nelle pagine dedicate al sezionamento dell'apparato genitale, e un tubo dell'aerosol identico a quello che era stato trovato nel sacchetto contenente i genitali della vittima. Ma l'elemento che ha fatto scattare la misura cautelare e' stato il ritrovamento dei residui lavati del dna della vittima nella cantina privata del Gillone che, per precauzione, aveva fatto disinfestare. La vittima era una persona senza fissa dimora con piccoli precedenti penali, che viveva di espedienti e si prostituiva spesso con persone anziane. Sul movente del delitto gli inquirenti non si sbilanciano, ma le ipotesi piu' probabili sono un gioco erotico finito in un raptus omicida, oppure la possibilita' che il presunto assassino, malato di tumore alla prostata, con un gesto di follia abbia voluto vedere cosa gli sarebbe successo durante l'operazione chirurgica. Gillone, ex sarto in pensione, pur essendo sposato viveva da solo. Si trova al momento in custodia al reparto psichiatrico dell'ospedale Molinette e nega di essere l'autore dell'omicidio. (AGI)

EVIRATO E TAGLIATO A PEZZI, PERIZIA PSICHIATRICA PER ARRESTATO

(ANSA) - TORINO, 18 LUG - Sara' sottoposto a perizia psichiatrica Giuseppe Gillone, 69 anni, il pensionato accusato di avere evirato, scuoiato e tagliato a pezzi un balordo, Vito Milani, 39 anni, il 25 gennaio scorso in una cantina di Torino. Le indagini sull' assassinio non sono concluse con l' arresto di Gillone. I carabinieri sono convinti della colpevolezza dell' uomo, ma cercano di capire se abbia agito da solo. C' e' da tenere presente che Gillone e' in precarie condizioni fisiche (ha un tumore alla prostata e soffre di enfisema polmonare) e che proprio per questo motivo e' stato rinchiuso nel reparto detenuti dell' ospedale Molinette. Avrebbe potuto aggredire e neutralizzare un uomo piu' giovane e piu' aitante di lui? Sui polsi della vittima sono pero' stati trovati dei legacci, circostanza che potrebbe fare pensare a una morte accidentale, durante un gioco erotico. Il teorema accusatorio ha come culmine la scoperta di tracce del dna della vittima all' interno della cantina di proprieta' di Gillone. In casa sono stati rinvenuti materiale pornografico anche a sfondo omosessuale e strani segni a penna su un libro di anatomia che corrisponderebbero allo strazio compiuto ai genitali della vittima. Il difensore di Gillone, Aldo Perla, ha oggi fatto visita al suo assistito. Tra le lacrime Gillone ha ribadito la sua innocenza, manifestando anche la volonta' di uccidersi se non sara' creduto. (ANSA).

UCCIDE CONVIVENTE 78 ANNI E NASCONDE CORPO A PEZZI IN VALIGE

(ANSA) - BIELLA, 19 LUG - Ha ucciso la convivente di 78 anni a colpi di spranga di ferro, poi ha sezionato il cadavere e riposto i vari pezzi in cinque valige occultate nella cava di un parco naturale nel biellese. L' incredibile gesto sarebbe avvenuto, secondo quanto si e' appreso, il 14 luglio scorso, ma se ne e' avuta notizia solo oggi. Il presunto omicida e' Eligio Careggio, 80 anni, di Verolengo (Torino), residente a Gaglianico (Biella), in via Montegrappa, mentre la vittima e' Rosa Teresa Cacciatori. I due, entrambi pensionati, convivevano da tempo, e, secondo amici e parenti, litigavano da tempo per problemi di gelosia. Careggio e' stato arrestato stamani dai carabinieri della compagnia di Biella con l' accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Secondo quanto ricostruito, due giorni fa l' uomo si era recato dai carabinieri di Candelo (Biella) per denunciare la scomparsa della convivente e per presentare una lettera dicendo che gli era stata spedita da un ignoto. Nella lettera lo sconosciuto spiegava di aver ucciso la Cacciatori perche' questa lo aveva respinto. I carabinieri si sono messi immediatamente in allarme, anche perche' poco prima avevano ricevuto la denuncia di scomparsa della vittima, da parte della nuora di quest' ultima, la signora Maria Baudo, moglie del figlio della Cacciatori. La reticenza di Careggio e' pero' durata poco e presto l' uomo ha ammeso di aver ucciso la donna e di averne poi fatto a pezzi il corpo. I carabinieri hanno infatti trovato le valige contenenti i macabri reperti proprio dove l' uomo aveva detto di averle nascoste, nella cava del parco naturale della Bessa, una zona protetta non cintata e non lontana dall' abitazione dei due pensionati. Sulla vicensa e' stata aperta un' inchiesta condotta dal pm di Biella, Nicola Serianni. E' presumibile che nei prossimi giorni l' uomo venga sottoposto a perizia psichiatrica. (ANSA).

BRASILE: SERIAL KILLER, 'TORNERO' AD UCCIDERE'

(ANSA) - SAN PAOLO, 11 AGO - ''Se mi dovessero lasciar libero, prima o poi tornero' ad uccidere'': lo ha affermato durante la sua confessione Francisco de Assis Pereira, il 'serial killer' brasiliano catturato nei giorni scorsi. ''Il mio 'lato nero' ha cominciato a manifestarsi intorno ai sedici anni - ha raccontato agli inquirenti l'ex-fattorino, accusato di aver violentato, torturato e strangolato dieci donne - La crisi della mia personalita' parallela cominciava sempre con incubi terribili e molto sudore di notte. Il giorno dopo potevo fare di tutto, cercare di lavorare, distrarmi, pregare, sapevo che era impossibile resistere: e allora mi mettevo a caccia di una vittima''. ''Quando la donna era gia' in mio potere, nel fondo del parco, la facevo svestire, la carezzavo per incutergli terrore, ma non le ho mai percosse - ha continuato Pereira nella sua raccapricciante confessione - Quello che mi dava piacere era la paura. Del loro dolore non mi importava nulla. Quello che sentivo per quelle donne era odio e un desiderio feroce, avevo voglia di mangiarle, tanto che credo che un giorno avrei finito per ingoiarne una intera''. La polizia sta studiando dove rinchiudere il maniaco perche' non corra pericolo con i detenuti comuni, che potrebbero incaricarsi di quello che molta gente in Brasile invoca nei riguardi di Pereira: giustizia sommaria e brutale. (ANSA)

VETRIOLO, LAMETTE E VIOLENZE PER LE AGGRESSIONI SERIALI A ROMA

ROMA, 21 AGO - Nick Martello non e' un caso unico nelle cronache romane per le aggressioni seriali. Nel 1953 un maniaco, poi arrestato, semino' il terrore in una zona allora disabitata della Valle dell'Inferno. Assaliva le coppiette che si appartavano nelle auto e le aggrediva con il vetriolo. Nel 1983 fu la volta di ''Jack Lametta'': armato di una lametta da barba, sfregio' nove persone creando una sorta di psicosi generale. La zona che aveva scelto per agire era Don Bosco, a Cinecitta'. Il folle, che almeno ufficialmente non venne mai identificato, aggrediva a colpi di lametta i passanti senza fare distinzioni di sesso o di eta'. Il 1988 fu invece l'anno di ''Joe Codino'': 13 donne aggredite. Lui invece di sfregiare le sue vittime, le minacciava con una pistola, le derubava, poi le violentava e le costringeva a subire palpeggiamenti spingendole all'interno di portoni bui nella zona di Montesacro. Liutaio, allora 25enne, fu condannato a sette anni di reclusione. Nel '95 un nuovo maniaco compi' diverse aggressioni, tra ottobre e dicembre, nella zona del parco della Caffarella, non fu mai preso ma venne soprannominato Jack Lametta come lo sfregiatore dell'83. Nel '97 nuove aggressioni contro donne crearono ancora panico in citta' e come responsabile fu nuovamente accusato Joe Codino che e' ora in carcere, ma si professa innocente e dice di aver rotto con il suo passato violento. (ANSA)

TEATRO: TODI FESTIVAL; CHIESTA SOSPENSIONE DELLA ''PRIMA''

(ANSA) - TODI (PERUGIA), 28 AGO - Salvo sorprese dell'ultima ora ''Giovani cannibali'', lo spettacolo-scandalo del Todi festival stasera sara' regolarmente in scena. Ma le sorprese potrebbero anche esserci, perche' dopo che e' stata superata la ''querelle'' fra il regista, Pino Quartullo, ed il direttore artistico del festival, Silvano Spada, per tagliare alcune scene troppo forti, potrebbero presentarsi al teatro comunale i carabinieri a impedire la ''prima''. Almeno questo ha chiesto Franco Corbelli, coordinatore nazionale del Movimento per i diritti civili, in un esposto- denuncia inviato nel primo pomeriggio al Procuratore generale della Repubblica di Perugia, Nicola Miriano. Nello spettacolo, secondo Corbelli, ''in un contesto di violenze e testi blasfemi e volgari, e' stato inserito un monologo che chiama in causa la figura di Marta Russo'', la studentessa assassinata un anno fa in circostanze ancora misteriose all'universita' di Roma. Corbelli ha chiesto al magistrato di aprire un'inchiesta e un provvedimento d'urgenza per bloccare lo spettacolo e accertare eventuali ipotesi di reato, come, per esempio, vilipendio della religione cattolica e istigazione alla violenza. In ''Giovani cannibali'', a quanto si e' saputo dalle stesse dichiarazioni del regista alla stampa, ''vengono rappresentati - ha detto Corbelli - serial killer, prelati violentati, incesti ipotizzati addirittura fra la Madonna e Gesu'e altro ancora''.

USA: OTTO CADAVERI ACCANTO AL COLLEGE PIU' ELEGANTE (DI CRISTIANO DEL RICCIO)

(ANSA) - WASHINGTON, 3 SET - Otto cadaveri putrefatti in una villa all'ombra del prestigioso Vassar College. Accanto al campus del piu' raffinato collegio femminile d'America la polizia di New York ha scoperto ieri una storia d'orrore: un maniaco aveva disseminato di corpi di prostitute la casa dove viveva con i genitori e la sorella. Kendall Francois, 27 anni, una montagna umana di 150 chili, aveva nascosto bene i resti delle sue otto vittime. I familiari non avevano mai sospettato che la villetta nell'elegante quartiere vittoriano di Poughkeespie (stato di New York) brulicasse di cadaveri. ''I corpi erano in cantina, in un armadio, nel giardino, in un sottoscala'', ha raccontato un portavoce della polizia. Francois strangolava le prostitute con le mani enormi. Il primo omidicio risale a due anni fa. I vicini avevano notato la ''puzza inumana'' che proveniva dalla casa. Il postino ormai consegnava le lettere turandosi il naso. Il cattivo odore era ancora piu' evidente in un quartiere cosi' raffinato, casette da cartolina e giardini impeccabili. ''Pensavamo ad un animale morto'', ha spiegato un vicino, ''Nessuno aveva sospettato che potesse trattarsi di resti umani''.(SEGUE). (ANSA) - WASHINGTON, 3 SET - Le prostitute avevano cominciato a sparire dai marciapiedi di Poughkeespie nell'ottobre 1996, al ritmo di una al mese. I familiari delle vittime avevano accusato la polizia di scarso impegno nelle indagini: ''Il fatto che siano prostitute e drogate non rende meno grave la situazione''. Gli agenti si erano rivolti alla squadra dell'FBI specializzata nella caccia ai 'serial killers', resa famosa dal film ''Il silenzio degli innocenti''. Francois, che lavorava come bidello in una scuola media locale, e' stato preso quasi per caso. Due giorni fa aveva assalito sessualmente una donna, coltello alla mano, ma la vittima, riuscita a fuggire, non aveva denunciato l' aggressione. Si era pero' confidata con un'amica, che aveva raccontato la storia alla polizia. Quando gli agenti sono entrati nella 'casa del puzzo' per arrestare Francois, l'uomo ha confessato immediatamente, tra lo stupore della polizia, i suoi otto omicidi. ''Dove sono i cadaveri?'', ha chiesto un poliziotto. ''Qui in giro, un po' dappertutto'', ha risposto il maniaco. Francois era stato soprannominato 'Stinky' (puzzolente) dai ragazzi della scuola. ''Si trascinava dietro una puzza orribile - ha raccontato un ragazzo - ma pensavamo che fosse solo perche' non si lavava spesso''. Invece si trascinava dietro l'odore dei suoi crimini. (ANSA).

PEDOFILIA: INTERNET; GIUSTI, EDITORE DI SERIAL KILLER

(ANSA) - FIRENZE, 4 SET - Il giovane trentaduenne arrestato ad Ostia, ma originario di Firenze, Giovanni Giusti, e' figlio di due docenti dell' ateneo fiorentino, Enrico Giusti, docente di analisi matematica alla facolta' di matematica e scienze naturali, e Francesca Giusti Fici, titolare di una cattedra di lingua e letteratura russa presso la facolta' di lettere. Secondo quanto trapelato, e' proprio a casa dei genitori di Giusti, nel centro di Firenze, e nella casa di campagna, nei pressi di Bucine (Arezzo), che la Polposta fiorentina, avrebbe effettuato le perquisizioni nei giorni scorsi, sequestrando - sembra - materiale informatico di proprieta' dei due coniugi. Il giovane, che a Firenze aveva frequentato il liceo classico Michelangelo, laureandosi in linguistica nell' ateneo di Pisa, aveva, negli anni '93 - '94 iniziato una pubblicazione dal titolo ''I libri neri'', una serie di volumi partiti come traduzioni di reportage giornalistici di serial killer internazionali famosi. La sede della casa editrice era a Roma, in viale Mazzini, e la direttrice responsabile era una giornalista fiorentina del quotidiano l' Unita', Domitilla Marchi, che si era resa disponibile in via amichevole. Tra i vari personaggi, Giusti aveva dedicato uno dei suoi volumi a Chikatilo, il mostro di Rostov, autore di efferati delitti nei confronti di bambini. (Nel corso del tempo, pero', Giusti aveva preso ad occuparsi anche di casi italiani non risolti, come quello di Simonetta Cesaroni, che gli avrebbe procurato, tra le altre cose, una querela da parte del padre della vittima. ''Giusti mi sembrava un ragazzo normale, mi era stato presentato da amici e mi ero resa disponibile a fare da direttore responsabile - ha spiegato Marchi - ma del contenuto di quelle pubblicazioni non mi sono mai occupata, anche perche' Giovanni faceva tutto da solo col suo computer, a Roma. Traduceva i testi, faceva la parte grafica e poi si affidava ad una tipografia. Da quanto mi raccontava - ha proseguito Marchi - vedeva in questo tipo di letteratura una possibile fonte di business''. 'Le pubblicazioni dei 'Libri neri' - ha spiegato uno degli specialisti fiorentini di questo genere letterario, Graziano Braschi, ex ufficio stampa del Gabinetto Viesseux - ebbero all' epoca un buon successo di critica e una certa risonanza in ambiente letterario, perche' reputati buoni anche da un punto di vista scientifico. Giusti, pero', che mi e' capitato di incontrare una volta nel corso di una conferenza stampa, era abbastanza sconosciuto nell' ambiente''.

PEDOFILIA: CI SONO RESPONSABILITA' STORICHE DI FREUD

= (AGI) - Roma, 5 Sett. - Il fenomeno della pedofilia arrivato ora sulle prime pagine dei giornali in realta' e' molto vecchio e ha un responsabile illustre: il 'padre' della psicoanalisi, Sigmund Freud, a cui il Congresso americano dedica in autunno una Mostra (15 ottobre a Washington) accompagnata da un 'Catalogo' di saggi scritti dalla nipote Sophie, da storici (Peter Swales), filosofi (Adold Grunbaum), studiosi della psicoanalisi (Frederick Crews) che stroncano l'intera teoria freudiana dall'Interpretazione dei Sogni al Complesso d'Edipo, alle Libere Associazioni. •Per cento anni, da quando Freud si invento' la teoria della seduzione, non si e' voluto credere ai bambini che denunciavano un abuso sessuale attribuendolo sempre alle loro fantasticherie. E' triste vedere in aula giudici che si ritengono intelligenti e che credono di dire cose scientifiche perche' citano Freud. Un giudice che cita Freud e' indietro di cento anni•. Queste affermazioni non vengono dagli Usa: sono di Tilde Giani Gallino, docente di Psicologia all'Universita' di Torino. •Freud non ha capito nulla dell'inconscio e per questo lo ha definito folle, da reprimere. E' stato un feroce reazionario•. Neppure queste affermazioni vengono dagli Usa: sono di uno psichiatra italiano, Andrea Masini, studioso del fenomeno della pedofilia e del serial-killer. Dice la Gallino: Freud e' colpevole di un ritardo centenario sia nella comprensione che nella terapia dei bambini che hanno subito 'un abuso sessuale' in famiglia. L'argomentazione parte dalla nota teoria della seduzione per cui Freud riteneva che •le donne - spiega la Gallino - diventano isteriche e gli uomini persone ossessive se da piccoli un adulto ne aveva abusato•. •Mentre nelle opere scientifiche Freud parla - continua la Gallino - degli abusi sessuali affermando che erano le governanti o le persone di servizio a commetterli, nelle lettere all'amico Fliess racconta che sono i padri, fornendo una doppia versione dei fatti. Freud va avanti cosi' fino alla fine dell'Ottocento, fino alla morte del padre. Freud aveva deciso che pure suo padre avesse abusato di suo fratello e sua sorella, ma quando muore non resiste al peso di questa denuncia e fa un sogno in cui legge un cartello •Si prega di chiudere gli occhi• che interpreta come un invito a mettere una pietra sul passato. Allora ripiega sulla governante, Nannie, che avrebbe abusato anche di lui. Poi - prosegue la Gallino - dopo un silenzio durato una ventina di anni afferma che in realta' si era ingannato e che gli abusi erano fantasie dei suoi clienti ed inventa il complesso d'Edipo come proiezione fantastica di un bambino che vuole attirare su di se l'attenzione•. Sbagliata la teoria della seduzione, altrettanto sbagliato il complesso d'Edipo, come l'interpretazione dei sogni. •Freud ha ucciso il bambino e la donna - sostiene Masini - e con essi ha ucciso la fantasia, la realta' psichica, che e' la caratteristica peculiare dell'essere umano. Dire che il bambino e' un polimorfo perverso e' un'aberrazione, una mostruosita' per cui si arriva a giustificare maltrattamenti ed abusi•. (AGI)

PROSTITUTE UCCISE IN ABRUZZO: ALLARME 'SERIAL KILLER'

(ANSA) - TERAMO, 14 SET - C' e' forse una sola mano, quella di un maniaco, dietro tre delitti di altrettante prostitute. L' allarme 'serial killer' si diffonde lungo la Bonifica del Tronto, la strada provinciale n.1 sulla sponda teramana del fiume Tronto, al confine tra l' Abruzzo e le Marche, da anni ribattezzata la ''strada dell' amore'' perche' ormai quasi esclusivamente frequentata da prostitute e viados, sia di notte sia in pieno giorno. L' inquietante ipotesi di una unica mano, dietro gli omicidi di tre 'lucciole', anche se i loro cadaveri sono stati rinvenuti in tre punti diversi e distanti tra loro centinaia di chilometri, emerge dall' inchiesta condotta dalla squadra mobile di Teramo sul delitto di Svetlana Koneva, l' ucraina di 24 anni massacrata a coltellate la notte tra venerdi' e sabato scorsi nelle campagne di Corropoli (Teramo). La pista privilegiata nelle indagini e' quella di un giovane, corpulento, alto e biondo che avrebbe preso a bordo la donna e al culmine di un raptus, dopo un rapporto sessuale, avrebbe infierito sulla giovane prostituta prima di nascondere il corpo in un casolare abbandonato. Ma perche' l' ipotesi del 'serial killer': perche' tutte e tre le prostitute avevano in comune tra loro la propria 'residenza di lavoro', cioe' la strada della Bonifica del Tronto. Le analogie riguardano gli omicidi avvenuti negli ultimi mesi di una prostituta albanese e di un' altra nigeriana, che frequentavano appunto la Bonifica del Tronto, scomparse all' improvviso e i cui cadaveri sono stati ritrovati in zone diverse. L' albanese e' la donna massacrata e chiusa in una valigia, poi trovata in una scarpata nei boschi di Cittareale, a Rieti, a Ferragosto. La giovane albanese aveva acquistato la valigia, poi diventata la sua bara, in un supermercato in provincia di Teramo, dove risiedeva in clandestinita'. Il corpo della nigeriana, invece, uccisa qualche mese fa, era stato trovato in una discarica sulla sponda ascolana del Tronto. Adesso gli investigatori cercano di stringere il cerchio attorno all' assassino, nel timore anche che possa commettere altri delitti. In attesa di aver importanti elementi dall' autopsia sul cadavere di Svetlana Koneva, in programma nel pomeriggio a Sant' Omero (Teramo), negli uffici della Squadra Mobile questa mattina e' stata interrogata, per l' ennesima volta, una connazionale della vittima, l' ultima ad averla vista la notte del delitto. Dai suoi ricordi, si cerca di ricostruire con maggior precisione l' identikit dell' ultimo cliente della sua amica, ritenuto il probabile assassino. (ANSA).

FRANCIA: TRE VITTIME, E UN 'SERIAL KILLER' CHE NON C'ENTRA

(ANSA) - PARIGI, 14 SET - Una giovane donna uccisa, un'altra scomparsa senza lasciare tracce, e un serial killer troppo ''perfetto'', che un terzo omicidio, avvenuto mentre lui era in carcere, ha messo (per ora) fuori causa. La vicenda, che sta impegnando a fondo la polizia di Perpignan, cittadina dell'estremo sud-est della Francia, e' diventato un rompicapo, di cui oggi il quotidiano Liberation tenta di rimettere insieme i pezzi. Il primo nome della storia e' quello di Tatiana Andujar, 17 anni, che rientra da Tolosa una domenica sera, il 24 settembre 1995: esce dalla stazione, svolta in una stradina laterale, e sparisce senza dare piu' notizie di se'. Due anni dopo tocca a Moktaria Chaib, 19 anni: e' il 20 dicembre 1997, la ragazza torna da una cena, passa davanti alla stazione, percorre qualche metro e sparisce. Il suo cadavere viene trovato in un giardino: i seni e l'utero sono stati scalpellati via con una precisione che un esperto definisce ''da chirurgo''. L'identikit e' rapidamente disegnato, e altrettanto rapidamente la polizia individua il colpevole ''ideale''. Si chiama Palomino Barrios, ha 49 anni ed e' stato appena cacciato dall' ospedale locale dove si e' scoperto che la sua laurea in medicina era falsa. C'e' di piu': la scoperta dei suoi falsi diplomi e' avvenuta in seguito all'inchiesta sul furto di alcuni strumenti chirurgici. Il personaggio e' descritto come introverso e taciturno; divideva con il suo amante algerino la stanza che l'ospedale gli aveva assegnato, e per completare il quadro, era in attesa di superare un esame da macellaio. Non basta: il giorno del delitto aveva litigato con una sua vicina, a cui la vittima e' risultata straordinariamente somigliante (uno scambio di persona in una notte di pioggia?), e il giorno dopo e' stato visto lavare senza risparmio d'acqua il suo furgone, di solito sporco e trascurato. Il caso sembra definitivamente chiuso: ma il 16 giugno scorso Marie Helene Gonzales, 22 anni, arriva a Perpignan, esce dalla stazione e dopo quattrocento metri sparisce. Il suo corpo viene trovato quattro giorni piu' tardi su una spiaggia della zona: mancano le mani e la testa. Le viscere sono state gettate qualche metro piu' in la'. Questa volta pero' Barrios, ''serial killer'' perfetto, e' in carcere da cinque mesi, e non si puo' attribuirgli anche questo omicidio. E allora l'inchiesta ricomincia da capo. Anche se c'e' chi non e' disposto a rinunciare alla sua colpevolezza: chi ha detto che le tre vittime (ma un corpo non e' mai stato ritrovato) siano cadute sotto la stessa mano? (ANSA)

OMICIDIO PROSTITUTA NEL TERAMANO: ALLARME MANIACO

(AGI) - Teramo, 14 set. - Allarme e paura tra le prostitute lungo la Bonifica del Tronto dopo il feroce omicidio di Svetlana Koneva, l'ucraina di 24 anni, uccisa a coltellate in un casolare vicino a Corropoli. Paura per la presenza di un possibile maniaco in considerazione che la prostituta Ucraina e' la terza a morire negli ultimi mesi. Cadaveri ritrovati a chilometri di distanza tra loro con modalita' di esecuzione differenti da far escludere l'ipotesi di un serial killer. Elemento comune il luogo di prostituzione: la Bonifica del Tronto, al confine tra l'Abruzzo e le Marche. Il primo cadavere ad essere scoperto alcuni mesi fa e' stato quello di una nigeriana, rinvenuto in una discarica in provincia di Ascoli, nelle vicinanze del Tronto. Il secondo corpo, a Ferragosto, era di un'albanese massacrata e chiusa in una valigia comprata qualche giorno prima nel Teramano. La prostituta e' stata ritrovata in una scarpata a Citta' Ducale in provincia di Rieti. Le indagini della Squadra Mobile in queste ore mirano a trovare qualche traccia ascoltando le testimonianze delle colleghe della Koneva. (AGI)

UCCISA IN ABRUZZO: AUTOPSIA, UNA FEROCIA INAUDITA

TERAMO, 14 SET - Quattro coltellate agli occhi, due delle quali, inferte quando la donna era ancora in vita, che hanno sfondato il cervello; una mortale al cuore, giunta molto dopo le prime e, a seguire, una al pube. Confermano l' inquietante ipotesi di un maniaco e rafforzano l' allarme ''serial killer'' i primi risultati dell' autopsia sulla prostituta ucraina di 24 anni, Svetlana Koneva, massacrata nella notte tra venerdi' e sabato scorsi nelle campagne di Corropoli (Teramo). La ferocia con cui l' assassino ha agito e' testimoniata dalle ferite prodotte dalle 25 coltellate contate: tutte sulla parte anteriore del corpo; 13 al viso. Alla giovane prostituta sarebbe stata risparmiata solo la violenza sessuale, dal momento che non ne sarebbero state trovate tracce. Tra le sue dita, pero', e' stato trovato un capello del killer di colore biondo- biancastro. Il ritrovamento e' molto importante per gli investigatori i quali stanno stringendo il cerchio attorno all' assassino convinti che, se non fermato entro breve, colpira' ancora. (ANSA).

OMICIDIO PROSTITUTA NEL TERAMANO: SECRETATI ATTI

= (AGI) - Teramo, 15 set. - Il procuratore capo della Procura della Repubblica di Teramo, Cristoforo Barrasso, ha deciso oggi, con proprio decreto, la secretazione degli atti inerenti l'omicidio di Svetlana Koneva, l'ucraina di 24 anni barbaramente uccisa il 12 scorso in un casolare vicino a Corropoli (Teramo). Secondo quanto disposto dal Procuratore il divieto di pubblicazione di notizie riguardanti l'omicidio durera' sino alla chiusura delle indagini preliminari. La donna, che si prostituiva lungo la strada della Bonifica del Tronto, al confine tra l'Abruzzo teramano e le Marche, era stata uccisa con 25 coltellate. L'omicidio ha provocato allarme e paura tra le prostitute, alcune delle quali hanno riferito agli investigatori di un uomo che da un po' di tempo passa lungo la Bonifica su un auto di grossa cilindrata urlando •vi ammazzero' tutte•. L'ipotesi di un serial killer viene commentata con scetticismo dagli inquirenti, innanzitutto - spiegano - perche' non c'e' alcun elemento seriale che possa collegare questo omicidio con altri piu' o meno recenti avvenuti a distanza di centinaia di chilometri e poi perche' tale ipotesi •e' solo allarmistica•. Le indagini, al momento, sono concentrate su una persona del posto, che gia' altre volte aveva avuto •contatti• con la prostituta uccisa. Sviluppi, in tal senso, potrebbero venire da accertamenti scientifici in corso. Polizia e carabinieri, comunque, sono ancora impegnati nell'audizione di numerose prostitute che conoscevano l'ucraina, alla ricerca di un pur minimo indizio. (AGI)

TROVATO ASSASSINO PROSTITUTA: LA MADRE, SCONVOLTA, SI UCCIDE

(ANSA) - TERAMO, 23 SET - Suo figlio un omicida, forse un serial-killer delle prostitute. All' indomani dell' arresto dell' uomo, sconvolta dall' idea, la madre si e' uccisa gettandosi da un viadotto dell' autostrada. Il suicidio, inizialmente inspiegabile, e' avvenuto lunedi' mattina ma il movente si e' appreso solo quando e' trapelata la notizia del fermo del figlio, un armatore di Alba Adriatica (Teramo), Angelo Di Silvestre, sospettato di essere l' assassino della giovane prostituta ucraina Svetlana Koneva, 24 anni, trovata uccisa con 25 coltellate il 12 settembre scorso in un casolare nelle campagne di Corropoli (Teramo). L' uomo e' stato fermato domenica sera, con l' accusa di omicidio volontario aggravato, dopo una perquisizione compiuta nel suo peschereccio, ormeggiato nel porto di Giulianova (Teramo). La madre, Ferrina Forte (61), lunedi' mattina ha preso la bicicletta e, raggiunto un viadotto dell' A/14, nei pressi di Mosciano (Teramo), si e' gettata da un' altezza di 15 metri. Del fermo del figlio non si era appreso nulla poiche' le indagini sull' omicidio della prostituta sono state secretate dalla magistratura di Teramo. Oggi, la stessa magistratura ha ammesso il collegamento. Nell' automobile dell' armatore sono state trovate tracce di sangue sui sedili, gia' affidate ai Carabinieri del CCIS per una comparazione con il Dna della vittimaSecondo alcune indiscrezioni, anche il calco sulle tracce del pneumatico lasciate nella zona dell' omicidio corrisponderebbe ai pneumatici montati dall' automobile di Di Silvestre, una ''Lancia'' di grossa cilindrata. In carcere a Teramo, intanto, e' cominciata questa mattina l' udienza di convalida del fermo da parte del Gip, Ileana Fedele. In Procura, invece, sono giunti il padre ed un parente della giovane vittima per sbrigare le pratiche di restituzione della salma. I due erano accompagnati dal Console e dal vice Console ucraino in Italia. Svetlana Koneva e' stata massacrata con una ferocia inaudita: 25 coltellate, tra le quali 13 al viso (due agli occhi quando era ancora viva), una mortale al cuore e una al pube. Proprio la ferocia dell' omicidio, aveva fatto subito pensare ad un maniaco o anche ad un serial-killer con un ipotetico collegamento (tutto ancora da verificare) con altri omicidi di prostitute e, soprattutto, con il caso della giovane prostituta albanese, trovata anch' essa massacrata e rinchiusa in una valigia rinvenuta a Ferragosto nei boschi di Cittareale (Chieti). Oltre alla ferocia, i due casi hanno in comune il fatto che le due vittime riesedevano entrambe a Villa Rosa di Martinsicuro (Teramo) ed entrambe si prostituivano lungo la strada della Bonifica del Tronto, al confine tra l' Abruzzo e le Marche A tradire il presunto killer sarebbero state proprie le gomme della sua auto. Quel tipo di pneumatici, una sottomarca, sono usati assai poco e tra l'Abruzzo e il Molise li venderebbe solo un concessionario. E' stato tramite il rivenditore che i carabinieri sono giunti all'identita' dell'uomo. Secondo quanto riferito dal procuratore l'indagato non avrebbe un alibi tra le 3 e le 6 del mattino del 12 settembre, orario in cui si fa risalire il decesso della giovane prostituta. La sua auto, una Lancia Thema, secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, non sarebbe stata neanche rimessa in garage il giorno del delitto e Di Silvestre avrebbe trascorso l'intera notte fuori casa. Gli inquirenti hanno scartato nel modo piu' categorico l'ipotesi del serial killer e possibili collegamenti con gli omicidi di altre prostitute avvenuti di recente, in particolare con il caso della giovane prostituta albanese il cui corpo, fatto a pezzi, fu rinchiuso in una valigia trovata a ferragosto nei boschi di Cittareale, nel reatino. Ad armare la mano assassina potrebbe essere stato un raptus e comunque, stando sempre ai riscontri degli investigatori, l'uomo - che ai magistrati ha negato decisamente ogni addebito - la sera dell'omicidio aveva bevuto parecchio. Angelo Di Silvestre, sposato, padre di due figlie minorenni, e' il comandante del peschereccio Brezza Primo. L'imbarcazione era stata sequestrata nel '97 dalle autorita' croate per sconfinamento dalle acque territoriali.

PROSTITUTA MASSACRATA NEL BERGAMASCO: LA QUARTA, SERIAL KILLER?

(ANSA) - BERGAMO, 14 NOV - Un' altra prostituta, Loredana Maria Piazza, di 41 anni, residente a Lesmo (Milano), e' stata massacrata nella bergamasca a colpi di bastone e di pietre: il suo corpo sfigurato e' stato trovato stamane dal figlio, Angelo, di 20 anni, in un boschetto lungo la provinciale Rivierasca, nei pressi dell' abitato di Suisio, lungo il fiume Adda che segna il confine tra le province di Milano e Bergamo. Si tratta del quarto omicidio di una prostituta nella zona a cavallo tra le due province. Un' altra decina di donne sono state ferite da quello che sembra essere lo stesso uomo, che abborda le prostitute al volante di una Mercedes nera. Tuttavia gli inquirenti non escludono la pista dell' omicidio occasionale. Il figlio della vittima, allarmato per il mancato rientro a casa della madre, attorno alle 9 di questa mattina si e' messo alla ricerca. Conoscendo la zona frequentata dalla donna, da Lesmo e' arrivato direttamente a Suisio per poi rivolgersi ai carabinieri e quindi dare l'avvio alle ricerche nell' intero comprensorio. La morte della donna e' stata fatta risalire intorno alla mezzanotte. Il cadavere e' stato individuato a fatica perche' era coperto dai cespugli e anche perche' si trovava a una trentina di metri dalla strada. La zona dove e' avvenuto il delitto e' molto battuta dal traffico dato che la provinciale collega Capriate a Calusco d'Adda (Bergamo) ma le abitazioni sono scarse. In prossimita' del punto in cui il delitto e' stato compiuto c'e' soltanto il capannone di una falegnameria. Loredana Piazza non era conosciuta negli ambienti della prostituzione bergamasca, anche se e' risultata frequentare con una certa assiduita' la Rivierasca. I carabinieri stanno cercando di ricostruire i suoi movimenti e soprattutto di stabilire se sia arrivata a Suisio con mezzi propri oppure se e' stata accompagnata da qualcuno. Il figlio ancora sotto choc non e' stato in grado di fornire indicazioni precise, mentre gli interrogatori di conoscenti della vittima abitanti a Lesmo svolti dai carabinieri non hanno portato a risultati concreti. I carabinieri ritengono che Loredana Piazza sia stata massacrata dal suo accompagnatore occasionale per una questione di soldi, ma con il passare delle ore sta prendendo sempre piu' consistenza l' ipotesi che possa trattarsi dello stesso maniaco che nelle ultime settimane ha aggredito e ridotto in gravissime condizioni varie altre prostitute. I precedenti episodi di violenza non si erano pero' mai verificati nella zona della Rivierasca, ma piu' a sud. (ANSA).

SERIAL KILLER: PROSTITUTE VITTIME PREFERITE

(ANSA) - ROMA, 14 NOV - Il serial killer e', quasi sempre, un uomo e le sue vittime preferite sono le prostitute. A sostenerlo e' Isabella Merzagora, criminologa dell' Universita' di Milano secondo cui ''spesso l'omicidio seriale delle prostitute e' motivato da desiderio di espiazione, delirio religioso o voglia di pulire il mondo''. La criminologia descrive il serial killer come un uomo di circa 29 anni, intelligenza superiore alla media e infanzia ''difficile' fatta di solitudine vuota e fredda, di abbandono e violenza''. La sua vittima e' preferibilmente 'indifesa' e dunque: donne, bambini, ma anche omosessuali o 'diversi'. La personalita' del serial killer e' superficialmente piacevole ma in realta' fredda e cinica, solitaria e isolata. Si vive come inadeguato e rifiutato dalla societa'. Tra i serial killer che hanno agito in Italia negli ultimi 20 anni sono molti quelli che hanno infierito sulle prostitute. Il piu' 'famoso' e' Giancarlo Giudice, camionista, detto il 'mostro di Torino', tra il 1983 e l'86 uccide 9 prostitute. C'e' poi Andrea Matteucci, il 'mostro di Aosta', artigiano, uccide 3 prostitute e un omosessuale tra l'80 e il '95. Ernst Schrott, agricoltore di Bolzano, tra il '93 e il '95 uccide due prostitute in trentino.( - Recente e' il caso di Gianfranco Stevanin, agricoltore di Terrazzo in provincia di Verona. Nel suo podere vengono ritrovati i corpi di tre donne, mentre nella sua abitazione viene scoperto un bazar del sesso e migliaia di foto pornografiche. Hanno ucciso prostitute anche Wolfagang Abel e Marco Furlan, che firmano le loro gesta in Veneto con il nome di 'Ludwig'. E' ancora tutta da verificare, invece, la 'carriera' da serial killer di Donato Bilancia. ''Non trova riscontri con la realta' investigativa'' l' ipotesi del serial killer, secondo i carabinieri di Bergamo che col passare delle ore hanno indirizzato le loro ricerche in tutt'altra direzione: quella di una banda, presumibilmente di albanesi, che potrebbe avere interesse di 'appropriarsi' della zona per far lavorare le proprie donne. Un'altra ipotesi e' quella del tentativo di rapina finito nel sangue: gli episodi avvenuti in passato nelle diverse zone del bergamasco vengono 'letti' dagli investigatori come delitti a se' stanti che hanno in comune solo l'area geografica nella quale sono stati consumati, sui quali tra l'altro stanno lavorando comandi dell'Arma di molte province. ''Anche la Mercedes nera rientra tra le ipotesi giornalistiche'' aggiungono: solo in un caso, avvenuto la scorsa estate, agli atti c'e' la dichiarazione di qualcuno cui sembra di aver notato nella zona una 'Mercedes' scura. (ANSA).

IRAN: DUE SERIAL KILLER CONDANNATI SEI VOLTE A MORTE

(ANSA) - TEHERAN, 15 NOV - Due pluriomicidi iraniani sono stati condannati sei volte all'impiccagione, 23 anni di detenzione e 74 frustate, secondo quanto riferisce oggi il giornale 'Iran'. I due, Human e Kheirollah, sono stati riconosciuti colpevoli da un tribunale di Teheran dell'assassinio di sei persone, tra cui un poliziotto e un complice dei loro crimini che voleva consegnarsi alla giustizia. Le altre vittime sono tassisti abusivi, uccisi a colpi di pistola o strangolati. Uno dei due condannati sara' impiccato due volte e l'altro quattro, ma non e' chiaro se le esecuzioni avverrano dopo che avranno scontato i 23 anni di carcere oppure se la pena detentiva e' puramente simbolica. (ANSA).

PROSTITUTA UCCISA NEL BERGAMASCO:RAPINATORE O SERIAL KILLER?

(ANSA) - BERGAMO, 15 NOV - Un'indagine a tappeto fra il 'popolo della notte', quella dei carabinieri sull'uccisione di Loredana Piazza, 41 anni, la prostituta di Lesmo (Milano), massacrata con un corpo contudente e trovata cadavere a Suisio, nel bergamasco. La scorsa notte i militari hanno contattato decine di persone che sono solite lasciare le discoteche a tarda ora o che sono state notate frequentare le prostitute dove 'lavorano' nella zona intorno al fiume Adda. Riserbo su quanto e' stato raccolto, anche nell'ottica di stabilire se l'omicidio di Loredana e' collegabile a quelli di altre 'colleghe', avvenuti nell'ultimo anno, in un raggio di pochi chilometri, oppure se e' un episodio isolato, magari il drammatico epilogo di una rapina. Insomma, le indagini spaziano dal terribile sospetto di un serial killer all'opera a quello di un rapinatore che ha perso il controllo. Qualche elemento utile potrebbe fornirlo l'autopsia, prevista per domani: sia sull'arma del delitto, che ancora non e' stata trovata (si ipotizza una pietra di fiume oppure una sbarra di ferro oppure un cric) sia sulla natura delle ferite (che potrebbero confermare o meno analogie con altri omicidi). I carabinieri, da parte loro, hanno ribadito ancora stamani che l'ipotesi piu' accreditata al momento e' quella della rapina, suffragata non soltanto dal mancato ritrovamento della borsetta della vittima ma anche da ''altri elementi''. Elementi che non vengono resi noti per non pregiudicare l'esito delle indagini. Intanto, pero', per la gente l'ombra del serial killer va prendendo sempre piu' consistenza, anche se non tutte le aggressioni verificatesi in quest'ultimo anno possono essere ricondotte ad un unico maniaco: fra l'altro, le 'lucciole' rimaste ferite hanno fornito identikit dei loro assalitori che non concordano. E' indubbio, pero', che quattro delitti molto simili fanno temere effettivamente la presenza di un serial killer: c'e' il fatto che tre delle quattro vittime sono prostitute non piu' giovani, sui 40 anni e piu', e c'e' soprattutto il fatto che gli omicidi sono avvenuti in un ventaglio di territorio piuttosto ristretto, al confine fra le province di Bergamo e Milano. Le rive dell'Adda restano il punto su cui si accentra l' attenzione degli investigatori nella raccolta di elementi sull' uccisione di Loredana Piazza. E' ormai certo che la donna non e' stata uccisa fra i cespugli di Suisio, dove il corpo e' stato ritrovato. Come nel caso di Donata Landi (prima vittima, novembre '97, rinvenuta a Masate) sarebbe stata trasportata li' dal suo assassino, gia' morta. Loredana, a quanto sono riusciti a stabilire gli investigatori, effettuava numerose trasferte, soprattutto nei fine settimana, da Lesmo, dove abitava, fin sulla'rivierasca', la strada che da Capriate porta a Calusco d'Adda. Sembra tuttavia che, nonostante sia stata ripetutamente notata, non fosse fra le piu' assidue nella zona e, comunque, nessuno ricorda di averla vista con qualche 'protettore'. Si cerca di stabilire anche come la donna, l'ultima volta, e' arrivata sul posto dove 'lavorava'. Con un taxi? Oppure direttamente sull'auto del suo assassino? E qualcuno ha visto la ormai famosa Mercedes nera? Ma quella di cui tutti parlano come della macchina del killer, per gli inquirenti rientra soprattutto ''tra le ipotesi giornalistiche''. (ANSA).

PROSTITUTE UCCISE: MARAZZITA, NESSUNA ANALOGIA CON BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 16 NOV - ''Non vedo analogie significative tra il presunto serial-killer che avrebbe ucciso le prostitute nel bergamasco con il caso-Bilancia''. E' il commento di Nino Marazzita, ultimo difensore di fiducia di Donato Bilancia, il serial-killer genovese, reo confesso di 17 omicidi. Sul fatto che entrambi i presunti serial-killer abbiano ucciso prostitute e siano stati visti a bordo di una Mercedes scura, Marazzita ha sottolineato che ''si tratta appunto di vaghe analogie. Ogni serial killer infatti e' 'autonomo', ha cioe' strategie, modalita', storia e pulsioni diverse''. Sull' autore degli episodi avvenuti nel bergamasco, dove sono state uccise in un anno quattro prostitute e quindici sono rimaste tramortite sotto i colpi del maniaco, Marazzita non ha dubbi. ''Sono convinto - ha detto - che si tratti di un serial killer. Trovo percio' sbagliato che gli inquirenti dicano che non e' vero, che non si tratta di omicidi seriali. Capisco che si voglia tranquillizzare la gente, ma se si distorce la realta' si mettono in pericolo i cittadini. In questo caso le prostitute, che potrebbero sottovalutare il pericolo e non prendere percio' le adeguate precauzioni''. Secondo Marazzita ''tutti questi omicidi hanno connotati molto simili''. Per il legale ''questo fenomeno in Italia si va estendendo in modo preoccupante. Dovremo quindi prepararci per potervi far fronte in modo adeguato nei prossimi anni''. (ANSA)

PENA MORTE; IN TEXAS QUATTRO GIORNI, QUATTRO ESECUZIONI

(ANSA) - NEW YORK, 9 DIC - Ci sara' pausa solo per Natale al 'Muro' di Huntsville, la cittadina del Texas diventata famosa come la capitale americana delle esecuzioni. In vista delle feste il braccio della morte del famigerato penitenziario sta lavorando a pieno regime: questa settimana soltanto, in quattro giorni sono state messe in calendario quattro esecuzioni. Quanto sta succedendo al 'Muro', dove la scorsa primavera e' stata giustiziata la cristiana 'rinata' Karla Faye Tucker, e' eccezionale anche per gli standard di Huntsville: lunedi' sera il carro funebre e' venuto a prendere il cadavere di Daniel Lee Corwin, 40 anni, serial killer confesso. E' tornato ieri per Jeff Emery, 39 anni, che stupro' e assassino' una studentessa durante una rapina. E di nuovo stasera, per Danny Lee Barber, 43 anni, ladro e assassino. E giovedi', salvo colpi di scena, si ripresentera' per Joseph Faulder, 61 anni, il canadese per il quale la segretario di Stato Madeleine Albright ha chiesto il rinvio dell'esecuzione. Un'altra serata con il boia e' in programma martedi' 15 dicembre, l'ultima prima della pausa per le feste di Natale, per ricominciare di nuovo in gennaio a pieno regime. ''A Huntsville ne abbiamo fatto una scienza'', ha dichiarato il portavoce della prigione Larry Todd informando oggi i lettori del 'Washington Post' che il macabro rituale della 'morte di stato' al 'Muro' e' portato avanti ''da un team di professionisti''

OMICIDI ANZIANI IN PUGLIA: NON SOLO ''SERIAL KILLER''

(ANSA) - BARI, 13 DIC - E' accusato di due omicidi, e sospettato di averne compiuti altri (in Puglia e Basilicata), il cittadino tunisino Ben Mohamed Ezzedine Sebai, di 34 anni, il presunto ''serial killer'' delle vecchiette pugliesi. Arrestato nel settembre '97, qualche ora dopo l' uccisione a Palagianello (Taranto) di Lucia Nico - sgozzata, come tutte le altre donne - nei confronti del nordafricano da tempo residente in Italia e' attualmente in corso un processo dinanzi alla corte d' Assise di Foggia per l' omicidio di Maria Totaro a Cerignola, nel gennaio del '97. In tre anni, dal '96 al '98, sono stati una ventina gli omicidi di persone anziane, in maggioranza donne, compiuti in Puglia apparentemente a scopo di rapina. Le analogie tra molti casi hanno fatto ipotizzare agli investigatori, solo dopo il quinto delitto - nel maggio del '96 - che la mano omicida, in alcune circostanze, potesse essere la stessa. Altre uccisioni sono state invece compiute dopo l' arresto di Sebai e sono riconducibili alla criminalita' comune. Luoghi degli omicidi sono sempre stati modeste abitazioni, a piano terra, nelle quali le vittime vivevano da sole. In molti casi, per uccidere, l' assassino ha utilizzato un coltello da cucina o da sub. Spesso ha ''firmato'' la sua azione mettendo a soqquadro le case, dalle quali - quasi sempre - si e' allontanato senza portare via nulla, neanche piccole somme di denaro o gioielli di poco valore. - E' stata invece scartata, dopo essere stata seguita per un po' di tempo dagli inquirenti con un certo interesse, l' ipotesi che dietro alcuni degli omicidi potesse esserci un parossismo religioso o mistico, connesso al nome di battesimo delle anziane uccise. In Puglia, ed al sud in generale, sono infatti molte le donne che si chiamano Maria, Angela, Pasqua o Celeste. Il gran numero di omicidi di anziani, avvenuti a ripetizione, nel breve volgere di pochi mesi, ha messo in evidenza un fenomeno che nella regione e' sempre esistito anche se prima che sulla ribalta salisse il presunto ''serial killer'' era rimasto confinato nelle pagine di cronaca locale. L' arresto di Sebai - che ha sempre proclamato la sua innocenza, tentando in carcere anche di suicidarsi - solo per poco ha ''tranquillizzato'' i tanti vecchietti che in citta' o nei piccoli paesi della Puglia vivono da soli, in abitazioni facilmente violabili. Gli assassini di anziani, anche con modalita' simili, periodicamente si sono infatti ripetuti, come accaduto oggi. (ANSA).

KILLER LIGURIA: MORTE CENTANARO, NOVITA' DA AUTOPSIA

(ANSA) - GENOVA, 18 DIC - Importanti novita' sulle cause e l' epoca della morte di Giorgio Centanaro, di 50 anni, grande giocatore d'azzardo e amico di Maurizio Parenti, una delle 17 vittime del serial killer Donato Bilancia, sarebbero emerse dall' autopsia eseguita dal perito d' ufficio Carlo Torre di Torino e dal consulente di parte Marco Canepa. Centanaro e' l' uomo che Bilancia sostiene di aver soffocato dopo avergli tappato la bocca con nastro adesivo, il 16 ottobre dell' anno scorso nella sua casa in via Merello, nel quartiere periferico di Molassana, mentre secondo il referto stilato dal medico che intervenne dopo la sua morte, il decesso sarebbe stato causato da un infarto. La perizia, con i risultati dei vari accertamenti ordinati dal Pm Enrico Zucca, che conduce l' inchiesta sul serial killer ligure, sara' depositata nei prossimi giorni. Secondo indiscrezioni, pero', sul viso di Centanaro non sarebbero stati trovati segni particolari dovuti a soffocamento e neppure tracce della colla del nastro adesivo. L' accertamento in questo senso avrebbe dato esito negativo. L' esumazione della salma era avvenuta, su ordine del magistrato, l' 11 giugno scorso al cimitero di Staglieno, alla presenza dei due periti. (ANSA).

KILLER LIGURIA: NUOVO INTERROGATORIO PER DONATO BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 23 DIC - Nuovo interrogatorio oggi, da parte del pm Enrico Zucca, per Donato Bilancia, il serial killer genovese reo confesso di 17 omicidi, detenuto da circa 6 mesi nella casa circondariale di Chiavari (Genova). Molto probabilmente il magistrato, che si e' recato stamane in carcere accompagnato dal maggiore dei carabinieri Filippo Ricciarelli, impegnato nelle indagini sui delitti del serial killer, chiedera' a Bilancia spiegazioni sul delitto di Giorgio Centanaro, avvenuto il 16 ottobre '97, l' unico omicidio di cui si e' autoaccusato. Nei giorni scorsi infatti indiscrezioni sull' autopsia, eseguita dai medici legali Torre e Canepa, avrebbero escluso che sul volto di Centanaro ci fossero tracce di colla. Bilancia invece aveva confessato di aver ucciso Centanaro soffocandolo con nastro adesivo. La vittima inoltre sarebbe morta circa 20 ore dopo il giorno confessato dal serial killer. All' epoca il decesso venne archiviato come morte provocata da infarto. Su questi e altri delitti, tra cui quello del metronotte Giangiorgio Canu, avvenuto a Genova il 25 gennaio '98, sui quali gli inquirenti cercano riscontri, oggi Bilancia, assistito dal difensore Umberto Garaventa, potrebbe fornire nuovi particolari. (ANSA).

KILLER LIGURIA: PER I PERITI BILANCIA E' SANO DI MENTE

(ANSA) - GENOVA, 28 DIC - Donato Bilancia, il serial killer ligure reo confesso di 17 omicidi, e' sano di mente, capace cioe' di intendere e di volere. Bilancia infatti non ha gravi patologie psichiatriche, ma solo una personalita' disturbata e molto narcisistica. Anche i suoi problemi legati alla sfera sessuale non sono stati determinanti per la follia omicida nei confronti delle donne uccise, alcune delle quali prostitute. Sono queste le conclusioni della perizia psichiatrica fatta dai professori De Fazio di Modena e Romolo Rossi di Genova, incaricati dal Pm Enrico Zucca di sottoporre il serial killer a vari test e quesiti. I risultati della perizia, di una cinquantina di pagine, depositati nei giorni scorsi, sono stati illustrati e discussi oggi dagli psichiatri, per oltre due ore e mezza, con il procuratore-capo di Genova Francesco Meloni e il Pm Zucca. La richiesta di rinvio a giudizio di Bilancia da parte del pm Zucca e' praticamente ultimata. Per scrivere gli ultimi tasselli, anche alla luce delle risultanze della perizia psichiatrica, il Pm incontrera', forse gia' domani, Donato Bilancia, detenuto nella casa circondariale di Chiavari (Genova) per sottoporlo a nuove domande e precisazioni. Quindi il magistrato inviera' al Gip Anna Ivaldi la richiesta di rinvio a giudizio. Se il giudice l' accogliera', il processo nei confronti di Bilancia potra' venir fissato gia' a maggio prossimo, ad un anno di distanza dal suo arresto. (ANSA).

GB: KOESTLER ACCUSATO STUPRI, ATENEO EDIMBURGO RIMUOVE BUSTO

(ANSA) - LONDRA, 29 DIC - Non c'e' pace per lo scrittore Arthur Koestler, neanche 15 anni dopo la sua morte: alla luce di una biografia fresca di stampa in cui lo storico David Cesarani rivela che Koestler era uno stupratore 'seriale', infatti, alcune studentesse dell'Universita' di Edimburgo hanno chiesto e ottenuto la rimozione del suo busto dalla hall dell'ateneo perche' infastidite da quell'ingombrante presenza. Il busto, eretto oltre dieci anni fa in onore di uno tra i piu' grandi benefattori dell'universita' scozzese, rischiava di essere decapitato dalle studentesse ed e' stato quindi trasferito in un luogo segreto dalla direzione dell'istituto. ''Il busto e' stato rimosso per ragioni di sicurezza'', ha dichiarato un portavoce dell' universita'. La richiesta delle studentesse e' giunta alla luce del volume ''The homless mind'' (''La mente senza casa''), in cui Cesarani analizza la vita e le abitudini dell'autore morto suicida assieme alla terza moglie nel 1983, all'eta di 77 anni. Secondo Cesarani, professore di Storia ebraica moderna all' Universita' di Southampton, infatti, la tendenza allo stupro era la caratteristica principale del comportamento di Koestler all'inizio degli anni cinquanta. Uno dei primi stupri attribuiti allo scrittore ex comunista che denuncio' il terrore seminato da Stalin nell'Unione Sovitica, risale al '51, anno in cui Koestler violento' l' attrice Jill Craigie. (ANSA).

KILLER LIGURIA: NUOVO INTERROGATORIO PER DONATO BILANCIA

(ANSA) - GENOVA, 2 GEN - Nuovo interrogatorio questa mattina da parte del pm genovese Enrico Zucca, per Donato Bilancia, il serial killer della Liguria, reo confesso di 17 omicidi, detenuto da circa sei mesi nel carcere di Chiavari (Genova). Con ogni probabilita' il magistrato inquirente ha voluto chiarire alcuni punti oscuri della confessione di Bilancia prima di predisporre la richiesta di rinvio a giudizio. Bilancia era stato per l' ultima volta sentito da Zucca il 23 dicembre, ma evidentemente quel colloquio non era stato sufficiente al magistrato. L' interrogatorio di questa mattina e' stato piuttosto breve e secondo l' avvocato difensore di Bilancia, Umberto Garaventa, ''non ha offerto alcun elemento di novita'''. La richiesta di rinvio a giudizio di Donato Bilancia sara' probabilmente inviata nei prossimi giorni al gip Anna Ivaldi. Se il giudice l' accogliera' il processo al serial killer potrebbe essere fissato per il mese di maggio, ad un anno di distanza dall' arresto. (ANSA

KILLER LIGURIA: BILANCIA,'UN FUOCO MI SPINGEVA AD UCCIDERE'

(ANSA) - GENOVA, 4 GEN - ''Una specie di fascia di fuoco che mi premeva la fronte e la nuca mi spingeva ad uccidere''. Lo ha detto il serial killer della Liguria Donato Bilancia durante uno degli ultimi interrogatori cui e' stato sottoposto dal p.m. Enrico Zucca, l' unico magistrato con il quale Bilancia abbia accettato di parlare ed al quale ha confessato 17 omicidi. Nel carcere di Chiavari dove e' detenuto da quasi cinque mesi (prima era rinchiuso a Marassi nel capoluogo ligure) Bilancia ha fornito ulteriori spiegazioni al magistrato per dirgli cosa accadeva nel suo animo quando uccideva le sue vittime. ''In quei momenti - ha affermato - non sapevo quel che facevo''. Per quanto riguarda l' omicidio del metronotte Giangiorgio Canu, ucciso il 25 gennaio '98 nell' ascensore di un palazzo di corso Armellini, Bilancia ha riferito al magistrato quale e' stato l' impulso che lo ha spinto ad uccidere. Ha raccontato che stava guardando la televisione; poi e' andato in bagno e, ad un tratto, ha sentito il bisogno irrefrenabile di ammazzare un metronotte. Si e' vestito, ha infilato il casco in testa e, a bordo della sua ''vespa'', si e' messo a girare per la citta' a caccia di una vittima. Il serial killer ha detto di essersi imbattuto in Canu e di avergli sparato. In sostanza Bilancia, anche in questi ultimi interrogatori, ha continuato a ribadire quanto gia' disse in passato e cioe' che agi' sempre solo. (ANSA) - GENOVA, 4 GEN - Il pm. Enrico Zucca ed i carabinieri tuttavia stanno indagando per appurare se abbia avuto dei complici, soprattutto per quanto riguarda i primi omicidi genovesi, quelli degli sposini Maurizio Parenti e Carla Scotto e dei coniugi orefici Solari. I due duplici omicidi furono compiuti a Genova nell' ottobre '97, a pochi giorni di distanza gli uni dagli altri. Nei prossimi giorni il pm. dovrebbe depositare la richiesta di rinvio a giudizio di Bilancia. I risultati della consulenza psichiatrica ordinata dal pm. sul serial killer parlano di un uomo dalla personalita' narcisistica ma che era capace di intendere e di volere quando ha commesso gli omicidi. (ANSA).

USA: OMICIDIO NEL BRACCIO DELLA MORTE IN CARCERE MISSISSIPPI

(ANSA) - WASHINGTON, 6 GEN - Un uomo e' stato ucciso nel braccio della morte poco prima di incontrare il boia: Donald Evans, 41 anni, che si vantava di aver ucciso oltre 60 persone in 22 stati, e' stato accoltellato da un altro detenuto nella prigione statale di Parchman, nel Mississippi. A uccidere l'autoproclamatosi 'serial killer' e' stato Jimmy Mack, 29, anche lui condannato a morte per un omicidio commesso nel 1990 durante una rapina. Adesso sulla sua testa pende una nuova accusa di omicidio. Evans, un vagabondo del Texas, era stato condannato alla pena capitale nel 1993 per l'uccisione di una bambina di 10 anni. In seguito alle sue vanterie, era stato collegato ad almeno un'altro omicidio, per il quale era stato condannato all'ergastolo nel 1995. (ANSA).