Sito di Ferdinando Mercuri
Poesie di Ferdinando Mercuri


































Doveri (or è giunto il tempo in cui)
In questo tempo,
cantar con le corde vocali
vano sarebbe, inaccordati al giusto dover.
Affrontar quanti?!
Tanti problemi la gente deve
colmandoli senza nessun sfiorar,
altrimenti vittime si casca
in immensi doveri di pene_dolor.
Ma?! Insomma cos'è questo dovere?
Che sempre di mezzo ci trasciniamo
rendendoci schiavi ad esercizio di questi.
Dover sottrarsi alla gioia
del tempo propizio per schiava virtù.
Dover correre all'impazzata di qua
e di là, cercare, fare, aiutare, sostenere questo
principio per non impazzire
al reale idealismo.
Puntualità è il nostro dovere
anche a costo di attendere invano
il sommo signor...Gelandoci sotto la neve.
Se cerchiamo il vero dovere
lo troviamo al momento opportuno,
schivati, delusi ci stringiamo le cinghie
al nostro dovere di non farci cadere i pantaloni di dosso.
Essi che noi abbiamo dato del pane
col nostro sudore ora ci schiacciano
al sommo dovere.
E noi costretti a patir la fame
per non strisciarci sotto i loro piedi
increduli senza u n briciolo di pietà,
avvertiamo combattendo
il volto della morte che
tutto si trascina <<Sàggio Dovere>>
( Poesia scritta il 6-10-1974 da Ferdinando Mercuri ) Le poesie e tutto quello che c'è in in questo sito possono essere utilizzate purché si citi la fonte.


fiori viola con sfumature
                                      verso il bianco con petali simili
                                      alle margherite.

Cuori
Van le donzèllette pei campi
a mietere il grano fèrvidi.

E i fanciulli lasciano il grégge al pascolo,
sospinti dalla delizia attiva
di quelle gioventù.
Che senza posa riflettono
i desideri attraverso quel candòre
facendo si che i loro gesti
divengan parole, parole d'amore...
Or cresciuti i fanciulli
seguono con orgoglio il destino
alle lievi promesse d'un ritorno,
lasciando cuori attesi.

Vanno in cerca d'una vita migliore...
Con la fierezza d'un desiderio
giovanile alla umile speranza.

Poesia scritta da Ferdinando Mercuri il 10-10-1974 a Giffone RC.
Giffone,
                                                      vista della piazza
                                                      del paese con un
                                                      campanile e sette
                                                      fontane.


Paese
Giffone,dolce paese
della regione Calabra
sai sto struggendo questa posa*

che in fondo mi sfugge nel vago*ritorno
al pago* pensiero di te.

Rivedo nel ricordo del senso
ormai lontano le tue dolci colline,
i monti e pendii ruscelli
in cor mormoranti.
Le case ed eterno costume,
la vecchia candida chiesetta,
le strade tortuose a disinvolti intervalli,
la dolce piccola scuola vigente

ed eterno amor.
Ormai a te il corpo mio è lontano
ma la mente molte volte ti rivede,
sincero il ricordo di bambino
che amico più caro non vedo
altro a te solo.

Non so com'io lontano sto,
ma un bel giorno accanto
te rivivrò.

nota:
posa=quiete, calma

vago=incerto
pago=soddisfatto

Poesia scritta da Ferdinando Mercuri il 27-7-1973


fiorellini color
                                              rosso viola
Ricordo
Ricordo di un tempo

ormai troppo lontano,
venivi a cercarmi e
in fondo al cuore nasceva
una rosa d'amore...
Speranza sincera e sicura
ormeggiando solea.
Tu strana figura che,
sfuggi scompari or
ora stavi con me
portandomi un sogno
d'amor, vagante è
sfiorita in me
la speranza di te.
E tu oh lume,

al chiaror di stelle
che cospiri ai dì
ovi corri il...tempo che manchi?
Qual estremo mondo
oltre a quel ch'io vi conosca?!
E di Tu*,ci sarà lassù
un pensiero per me se...,
in questo tempo sprecato

di pace e d'amor vivrò?.

Poesia Scritta il 16-2-1974 da Ferdinando Mercuri.


Fiore color
                                                      rosso, bella la
                                                      forma dei petali

Speranza
Pensiero, perché mi struggi?

E non scappi.
Lasciami solo al rimpianto che ho!
Lo so, triste è restar qui ma,
questa gente lo sa e io, io che farò?
Come vivrò? A chi, questo mio tempo dedicherò?

Non so.
Mi sento piccolo e grande ma,
sempre uguale malconcio sarò!
Riportam nell'atmosferico-vuoto i
ricordi dei pensieri eccitanti al cuor
come un ossillante echeggiar,
che ripeton:...Come potrò scordar
questa triste-indimenticabile infanzia
di pena-dolor.
Quanti anni costretto a viver sempre
sdraiato ( giudizio incomparabile )
ho Giffone terra mia; ch'hai fatto
di me tanti e tanti sentimenti.
Quanta comprensione di dolor
ha uguagliato tanti amici.
Magna riconoscenza in me
pel grande Monticelli.
Certo è orgoglio immenso
poter vivere fra questa brava gente...
Ma!? Altezza dove stai?
Non dolerti cuore mio,

cancellar potrò questo presentimento
se, una vita nuova costruirò.
Bastasse scordare e tutto sarebbe
finito così semplicemente ma, come
distruggere il triste pensiero
che mi tormenta se, non fuggendo
via di qui e andar lontano
ignorando tutto e tutti.
Andar ove nessuno sappia mai
niente di me poiché non possino
immaginar cio che mi duole dentro...
Tutto è seguito, il tempo
lungo e favorevole, troppi impegni,
molte le stime, pochi gli incontri,
tutti i ricordi cancellati sottomessi
dai nuovi desideri; nuove conquiste
tutto è rifiorito.
Una vita nuova è sbocciata
portandomi il desiderio del ritorno
per pochi giorni nel caro paese natio.
Rivisto l'ambiente ch'ormai
la mente avea un pò sbriciolato,

ritrovato l'amore han portato
giorni felici...
Or-via non son fuggito ma,
ripartito con un fiore dentro al cuore
e un'unica speranza nel desiderio
del ritorno presto e breve felice
nel poter riabbracciare per sempre
la dolce Giffone.

Ferdinando Mercuri
Poesia iniziata 1 Gennaio 1969 e finita il 10 Settembre 1973


***
Pensiero Notturno.
Vi son giorni e...
Eppur sto qui,
mai si sapesse!
Riminar nel silenzio notturno
la mia radio-onde,
mentre esalta la reazione di voci,
echi e mormorii lontani,
sperduti nello spazio e nel tempo.
Apportando di tanto in tanto
qualche si lieve modifica,
in questo silenzio di tomba.
L'orecchio è teso sotto l'ormai
spenta luce e quasi vi dondolo
tra il bagliore dei tubi accesi
cadente dal sonno.
Tutto sembra confuso e vicino e,
a cavallo delle onde
v'afferro un pensiero solitario
in quei miti gesti di voci poveri e umili,
che un dì avrei sperato anch'io...
Per strada si sentono come d'un sogno
i primi passi al risveglio del nuovo giorno,
mentre di schianto m'inondo nel più profondo del sonno.
10/1/1973 Ferdinando Mercuri

Una rosa rossa con ape che succhia il
                        nettare.
 


Dedica al vento
chi, mi ispirò? Ho dolce vento,
ad affidarti questa mia giuliva melodia.
Così come le onde radio giungano nelle case
portando espressioni e sentimenti, io a te
l'affido affinché porti a lei questo mio cuore.
Ti prego ascolta questi frasi amore e ,
se gradite a te non sono;
sottometter potrai...
Allora capirò!
Ma, geniale tu sarai e mi comprenderai,
ti aspetterò ovunque vuoi
per dirti tante e tante cose che,
certo gradirai con amor ed il resto proseguirà da sè,
se incontro mi verrai.
Ti attenderò! Ti attenderò da solo

con gran gioia d'amore alla sorgente del fiume Eia
ove giace la rustica
casetta mia che, a levante volge
lo sguardo circoscritta di siepi, fiori
e rose d'ogni color...
Qual arboscèllo sorge qua e là che
errar la via certo non si potrà.
Credo sai averti fatto gradire con gioia
queste frasi che ci condurranno in
un grande amore, ma? se vano fosse
in te ti prego non l'ho fatto apposta.
Ciao amore!
Amore ti amo sempre e ti porterò con me
come il vento d'autunno accarezzando
soffice e lieve strappa lentamente ad ogni
pianticella l'ultima foglia per condurla
ove ogni cosa riposa in pace.
Amore sei tutto per me, infinitamente tutto
perciò ti sento mia e ti porto con me
se vuoi -ciao- a una tua risposta
presto ed attendo sperando vederti venire
incontro per dirti tutto di me, ossia
di noi due, per portarti con me se ti
fa piacere. Ciao...
Amore sento già in me un profumo di viole,
che portate con il sole sotto un soffio
lento e lieve fan già sussurrar il senno

in un sonno dolce e breve che incontro
conduce oltrepassando l'eterno rancor.
Amore sai tutto è passato non resta
più niente nemmeno il ricordo più
dolce e caro, Amore ogni volta mi
sento tornar su questa terra e non
vedo niente di te ma, un sussurro
lento e confuso che vano mi conduce
ai ricordi di un tempo.
Amore tutto è svanito.

Questa poesia(dedica) è stata scritta il 30-8-1973 da Ferdinando Mercuri

verde intenso con sassi
                                      sparsi adornato di fiorellini.


Poesia è
Questa storia, insieme a te.
Dove tutto è più sereno e tranquillo.
Dove i sogni diventano realtà!
Dove i profumi dei desideri si esprimono in mille pensieri.
Dove le carezze siano gioie d’idee.
Dove il tempo non ha mai fine.
Dove i sottili fili dell’armonia vibrano nell'aria...
Col sapore dolce della melodia!
Il tuo nome: è poesia, la tua voce è pensiero ed azione.

Il tuo viso e lo sguardo ardono di passione.
Il giorno e la notte divengono colori e sapori.
I fiori e i prati ci riempiono di gioie, profumi e ardori...
Le farfalle aleggiano nell'aria e nei pensieri...
Il tuo nome è amore.
Il tuo nome è...Fatime.

Poesia scritta oggi 2 Aprile 2009 0re 22,30 da: Ferdinando Mercuri



Pianticella
Era si dire,
Una pianticella novella...
Ella non sapea nulla
al riserbo dell'altrui vita,
eppur gioiva lesta al risvegliar del sole
quando solea tornar sorella primavera.
E i fringuèlli cantar al festuoso richiamo

di quel mondo senza riserve.
Ognun ch'andava e poi se ritornava,
raccontar volea del gioir di quei luoghi ameni
trascorsi in terre straniere.
Ella mai pensò d'andar un dì lontano
e non volgea lo sguardo oltre quel confine d'orizzonte,
lì sarebbe terminato il mondo.
Veder ella non potea chi ritorno non facea
ma ne sentiva la presenza al cuor palpitar.
E fu così un dì,
prima ancor che tornasse sorella primavera
a rivestire i prati di bei fiori.
Ella s'abbandonò a tutta quella quiete
d'impetuoso diluvio e il vento

le strappò via le radici dalla terra
trascinandosela con se in mezzo
a quel fiume di tormento
al richiamo del suo destino che,
la condusse ai confini d'un mormorio lontano.
Così la pianticella abbandonò quel giardino
tanto caro che le faceva vivere
in eterno una vita novella.
Tutto si svegliò al dolce ritorno della primavera e rifiorì.
Lì dove ella piantò del seme
nacquero dei bei germogli ostruenti.
Nulla la destò e il ricordo
d'una attesa amica perì
nel mormorio delle acque.

Poesia scritta da Ferdinando Mercuri il 28-09-1974 a Giffone RC.


 rose rosse con foglie verdi
                                      blu lucenti.


Solitùdine
Cos'è questo silenzio che
tutt'intorno sfavilla"?",
Odo nell'aria un muto rancor
ch'ogni sera m'assale e
par sia all'or del vèspro
un silenzio d'oltretomba
al solito ritorno straziante
della solitùdine.
E van mi lascia la tristezza,
se i miei occhi gonfi non sono,
dal sonno struggenti.
Ch'io veder ove casco
possa sol saperlo quando,
le fatali ore s'immergono nel bagliore
del sole al risveglio
del nuovo giorno.

Poesia scritta il 4-10-1974 da Ferdinando Mercuri


Fiori color rosso
                                              forma simile ai gigli


Vita
Oh vita!
Da dove sei venuta?.
Cosa mi lasci quando m'abbandoni e te ne vai?
Fermati ancora un pò in me
e non farmi soffrire.
Ti prego finché avrò questi braccia e tanta voglia
di lavorar non mi lasciare...
Per te, farei qualunque cosa.
Che importanza acquisterai?!
Quando i miei occhi non potranno
scrutar più lo spazio attraverso
il tempo i confini di questo mondo.
  Perché nell'estasi vitale il cammin non s'è inciampato?
Or che un dì, a te m'affidai
alle tue ricerche mistici,
scoprendo tanta affinità e ributtato
di fronte all'ignoro autonomismo,
invòlto al destin ti chiedo;
Se rivivere fosse il tuo prègio
come lo è il sogno mio,
adempiresti i miei desideri.
Allora perdere un attimo non vorrei, perché...
Il tempo è amèno,
se nelle gioie felice si vive,
noi due spensierati
al dolce sogno d'amore,
insieme rivivremo l'epoca nostra
tutta d'un fiato.
Io e te un amore infinito...

nota:
noi due= io e la vita
te=vita
Questa poesia è stata scrtta il 18-10-1974 da Ferdinando Mercuri.


Un bel roseto di
                                                fiori rossi.

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