Spulciando qua e là...

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Una divertente esercitazione di laboratorio

Luogo di ritrovamento: Una sperduta directory all'interno del mio vecchio hard-disk da 2,1 GByte.
Autore: La geniale mente di Danilo.
Commenti: A volte il caldo e l'estremo interesse verso gli argomenti trattati durante le esercitazioni all'università, lasciano il tempo di creare autentici capolavori.

Sapevo che non avrei dovuto farlo. E invece mi ritrovo qui, davanti a questo schermo luminoso. Ho ignorato quello che diceva il dottore. Vecchio Frank, quante ne abbiamo combinate insieme. Lui mi aveva detto queste testuali parole: Ancora venti minuti davanti ad un fottuto monitor da 19 pollici con refresh a 60 hz, e te le giochi, quelle cazzo di retine.

Dannato Frank. Non aveva mai perso l'abitudine di dire parolacce. E pensare che era stato picchiato e seviziato più volte per questo. Ma non distraiamoci. Adesso, c'era qualcosa da fare. Qualcosa di molto importante.

Era un pomeriggio di aprile, il 6 aprile, per la precisione. La voce, che mi perseguita sempre, quando sono qui, sta farfugliando qualcosa... qualcosa su una certa Simul Inc.

Simul Inc... ne avevo già sentito parlare. Un'azienda specializzata nella compravendita di azioni. Simul-azioni, appunto.

Ma so che lei mi odia, so che non le sono mai andato giù. La voce sta semplicemente parlando di aria fritta. Venti sue parole, possono essere riassunte in una mia esclamazione di stupore. Ma io ascolto. Bisogna conoscere il nemico, per poterlo togliere di mezzo.

Uno strumento fornito da Matlab, dice. Odio quando fa così. Perché, perché devi sempre dire tutte queste bugie? E pensare che una volta... ma è un altro discorso. Adesso, inizia la fase pratica: adesso, inizierò ad usarlo, dice. Questi dannati strumenti. E pensare che anche lei sostiene di non conoscerli a dovere. Mente, ne sono certo. Dannati funzionari governativi.

Un sorso dal mio succo di pesca, e via. Mi immergo completamente nell'ambiente integrato di cui parla. Molto più user-friendly, e la voce parla di blocchetti. Una metafora, una crudele metafora per nascondere chissà quale nefandezza. Si è premurata di dire che non può prevedere quando tutto questo finirà... se fossi, un novellino, avrei paura. Ma sono un duro, e so che, qualsiasi cosa succeda, alle cinque non sarò più qui.

Nei sinks sono raccolti tutti i blocchi destinati a raccogliere informazioni... anche piuttosto esplicita. Chissà quanti miei amici, che rappresentavano un blocco per l'azienda, hanno fatto questa fine mentre cercavano di capire i misteri della Simul Inc. E adesso, tutti giù. Nei sinks. Il mondo è crudele. Ma lei continua a cercare giustificazioni. Dice di non essere ancora pratica, con questi nuovi strumenti. Ignora che io so più di lei, e so che sta mentendo.

Ed infatti, parla di creare la nostra prima rete. Chi ci finirà, in questa rete? Forse i pesci piccoli, mentre quelli grossi continueranno ad agire indisturbati? In questo momento è vuota, dice. Stiamo a vedere dove vuole andare a parare.

Ora è chiaro. Parla di salvare il lavoro, spostando i blocchi... no, no.

Tutta questa robaccia non fa per me. Io i blocchi non li sposto, li scavalco. Anche se si tratta di salvare il lavoro di qualcuno, non mi piegherò.

Sono passati pochi minuti, e già ha piegato la mia volontà. Ho spostato i blocchi, ed ho salvato. Ecco il suo progetto... il sistema massa molla. Ho già sentito parlare di questa orrenda pratica. Una povera vittima viene tenuta ferma, e su di lui viene rovesciata un'enorme quantità di massa molla... mio Dio, ho la pelle d'oca. Ma sono un duro, e devo andare avanti.

Sono tutte cose che, poi, pian piano vengono... uno va avanti per una settimana, e gli fa male il polso perché non riesce a trascinare i blocchi... che orrenda metafora. Come se ci si potesse abituare, a fare cose simili. Invece no, ogni volta è come la prima, e ogni volta è come un pugno nello stomaco. Del resto, lo dice anche lei... Ogni blocco, ha un nome. E lei, nonostante questo, non si fa scrupoli. Li mette nella rete senza pietà. Dio, spero di non essere mai un blocco per nessuno, non potrei sopportare di finire nella rete.

A questo livello, abbiamo bisogno della forza. E ha tragicamente ragione. Chi potrebbe sottostare a tutto questo, senza essere costretto? Certo, per lei è diverso. Lei trae un guadagno, e lo pone nella rete. E si sofferma, anche, sulla filosofia del guadagno... chissà a chi appartiene, questa voce cinica e crudele. Ma io non scendo a compromessi, voglio andare fino in fondo. Finché il guadagno è a poche cifre, ci sta... ma se cambio, e le cifre aumentano, non ci sta più. Ma quale sottile logica anima questi pazzi? Dovevo dare retta a Frank...

Adesso inizia la simulazione vera e propria. Anche se è solo una simulazione, mi sembra di vedere le facce di quella povera gente... quanto è difficile, il mio mestiere. Devo stringere i denti e andare avanti. L'integrazione è inevitabile. Presto sarà uno di loro, o forse diventerò un blocco anche io. Cercherò di evitarlo: sarò discreto, ed eviterò passi variabili.

Per lei è facile... dice che cambia poco.

E oramai da quindici minuti sta cercando di confondere le acque... ma io non demordo. Non lascerò che il sonno mi colga. Dio solo sa cosa potrebbe succedere dopo.

E' fatta. Ho realizzato il mio primo sistema. Parlo come lei, adesso. Mi sta spiegando come selezionare i blocchi... disgustoso. Adesso vuole complicare il sistema, e aggiungere qualcosa che controlli il tutto. Come se non bastassero i loro occhi da rapaci, precisi e crudeli... e quel che è peggio, è che io mi renderò colpevole di tutto questo, insieme a loro.

Un blocco che dall'esterno sembri un'uscita... questo linguaggio psicanalitico inizia a darmi seriamente sui nervi. Mi sono affidato alle mani di pericolosissimi strizzacervelli, ahimé.

Del resto la tecnica c'è tutta... ora sta parlando di sottosistemi... fare qualcosa di più programmabile...

Sta parlando di maschere! Oh mio Dio... ma cosa vorrà dire? Mi sta chiedendo di specificare il tipo di maschera! Ho paura, per la prima volta in tanti anni di lavoro, ho paura sul serio... che tutto questo sia da ricondurre ai baccanali ed ai riti dionisiaci?

Ed infatti. Sarebbe rigorosamente vietato usare l'italiano. Qui bisogna persino porsi il problema. Non mi piegherò, e non userò italiani, inglesi o nessun altro. Devo ripetermelo continuamente, oramai le loro dannate tecniche ipnotiche stanno facendo cedere il mio già provato sistema nervoso.

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