Ho scritto questo articolo un po' di tempo fa sul sito del POuL, un gruppo Linux
del Politecnico di Milano. Potete leggere la prima versione
dell'articolo qui
Questa più che una guida intende essere un "proof of
concept", riguardo
la possibiltà di costruire un arduino. Chi non sapesse cos'è un arduino
è invitato a leggere il primo numero del Giornalinux
2.0 :-).
Sebbene non abbia molta simpatia per questa piattaforma hardware, un
messaggio scherzoso che è girato nella mailing list del POuL
"Costriamoci un arduino", e una notte durante le vacanze di Natale in
cui non avevo sonno mi hanno spinto a provare. Per costruire un Arduino
servono pochi componenti: un ATmega8 o ATmega168, un quarzo a 16MHz,
alcuni condensatori/resistenze e un programmatore per flashare il
bootloader. Ovviamente serve anche un modo per farlo comunicare con un
computer (il modo più semplice è un adattatore USB/seriale e un
MAX232). L'unica cosa che mi mancava era il quarzo a 16MHz: ne avevo
solo uno da 8MHz, ma cambiando qualche riga di codice e ricompilando il
bootloader non ci sono stati grossi problemi.
Ecco qualche immagine: la prima mostra l'arduino fai-da-te su
breadboard, l'altra il test della porta seriale sul computer.
Se volete provare, ricordo che lo schema dell'Arduino è liberamente
scaricabile dal sito di Arduino (qui).
Non spaventatevi, in realtà i componenti assolutamente indispensabili
sono solo il microcontrollore, il quarzo e i suoi due condensatori e
poco altro. Una volta costruito occorre un programmatore per caricare
il bootloader (perchè l'arduino IDE riesce a comunicare con il
microcontrollore solo se c'è installato un bootloader) e un adattatore
seriale, necessario per programmare il microcontrollore dopo averci
caricato il bootloader.

