I Carabinieri a Rocca di Botte
Vedi gli aggiornamenti alla pagina....!!!!
Il Corpo dei Carabinieri Reali nasce il 13 luglio 1814 in Piemonte.

Nel 1861 con l'unità d'Italia i Carabinieri vengono distribuiti su tutto il territorio nazionale, a Rocca di Botte venne impiantata una delle prime Stazioni con in forza sette militari (Un Brigadiere e sei Carabinieri).

Nel 1870 con la presa di Roma, vengono annessi all’Italia unita tutti i territori della provincia romana, parte dunque un nuovo progetto per la riorganizzazione del Corpo dei Carabinieri Reali, che sarà ultimato nel 1874 con la nascita della “Legione Territoriale Carabinieri Reali di Roma”.
La nuova legione assorbirà le seguenti province: Ancona, L’Aquila, Ascoli Piceno, Macerata, Perugia e Roma.
Tutte le nuove stazioni della provincia di Roma si vanno a creare in un momento in cui i bilanci erano difficoltosi a quadrare e pertanto su molte stazioni nate, alcune erano destinate ad essere soppresse, specialmente quelle nelle immediate vicinanze ad un centro più grande che in precedenza faceva parte dello Stato Pontificio. La Stazione di Rocca di Botte fu una di queste, infatti, essendo Arsoli a stretto confine e trovandosi vantaggiosamente sulla direttrice Roma - Pescara (via Tiburtina), prese il suo posto ed il territorio di Rocca di Botte passò sotto la giurisdizione della Stazione di Carsoli.
Ingresso della ex Caserma
Le vestigia di una delle più antiche stazioni dell'Arma si trovano a Rocca di botte, in provincia di L'Aquila. Si tratta di un paesino posto a 800 metri di altitudine, che nel 1861 si trovava esattamente sul confine tra il Regno d'Italia e lo Stato Pontificio. Questa posizione geografica ne faceva uno dei luoghi prediletti da briganti e malfattori.
A causa dell'insogente fenomeno del brigantaggio succeduto alla caduta del Regno delle Due Sicilie, nel 1861 Rocca di Botte divenne uno dei punti strategici più validi per contrastare tale nuova forma di criminalità organizzata
Le Foto (di Fabrizio Di Clemente) ed il testo integrale sono pubblicati sul terzo volume de:
"STORIA DOCUMENTALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI" del Gen. A. Ferrara
La vasca dove i Carabinieri abbeveravano i cavalli
E' rimasto pressochè uguale il contesto intorno alla piazzola (piazza Sciarra) sovrastante l'ingresso principale della Stazione dei Carabinieri Reali.
L'aria che vi si respira, in inverno, è veramente surreale.
Costanza
Foto a sx: Costanza qualche anno fa
Foto a dx: Costanza come si presenta ora
Probabilbente bisognerà fare qualcosa...!!!
Nella sezione DOCUMENTI viene presentato il primo documento riguardante le attività e le operazioni di servizio svolte dai Carabinieri della Stazione di Rocca di Botte.

Vai nel menu a lato.
Stemma dei Carabinieri Reali
Lo Stemma che sovrasta l'ingresso, venne affrescato dal Brigadiere Pietro Bonissoli, che fu il primo Comandante della Stazione.

Si conserva ancora dal 1861 e pare sia l'unica testimonianza in Italia riferita a quel periodo.
FOTO: Fabrizio Di Clemente
L'accesso al complesso architettonico in cui aveva sede la stazione di Rocca di Botte.

Dall'altro lato era situato l'ingresso principale con grande portone che permetteva il passaggio per i cavalli.
Chaffaccemmo dalle sfissure deju portone pe avardà i Carabbigneri che smonteanu da cavaju cogli stivaluni niri, abbevereanu i cavaji aju vascone, reveneanu dalla montagna pe controlla ju cunfine, gireanu pure de notte prechè le femmene eanu a pija la robba dall'ara parte e se lla metteanu sotto alle unnelle. Comme senteanu de sfruscicà saddasconneanu.
La paura era tanta.
Da un racconto fattomi da Filomena la mamma del mio amico Franco, molti anni or sono, racconti tramandati dalla sua nonna.
COSTANZA
L’immagine affrescata a lato dell’ingresso della stazione (1864 – 65), che si evince nella foto in alto è il volto di una donna di nome Costanza Iale. Di Lei si era innamorato il brigadiere comandante la stazione, lo stesso che aveva dipinto in precedenza lo stemma dei Carabinieri Reali sopra l’ingresso.
Costanza non aveva certamente posato per lui, i Carabinieri non potevano entrare in tale confidenza con la popolazione del luogo. Il brigadiere ha riflesso nel muro semplicemente quello che era impresso nella sua mente, cosicché la potesse ammirare ogni qualvolta che varcava la soglia della stazione.
Costanza negli anni a seguire si sposerà con un suo compaesano, tal Getulio Tarquini, avranno due figli: Girolamo e Concetta.
Il mio amico Tarquini Alfredo ricorda Costanza quando era oramai molto anziana e lui era solo un bambino, Alfredo ha oltre ottanta anni.
Non Perdere gli Aggiornamenti alla Pagina
Inserire testo