4 COSTRUZIONE DELL'ALBERO
4.1 L'ALBERO
Ho utilizzato due listelli di Ramino semitondi, (la sagoma è visibile in fig. 46). Dall'unione dei due ricaveremo l'albero.
Dai progetti di Bonaventura è prevista una lunghezza dell'albero di 2 mt. Controllando le modifiche che ho effettuato e confrontandole con le regole di stazza del ns. club per poter partecipare al campionato, la lunghezza dell'albero può arrivare fino ad 1,7*LFT (LFT=Lunghezza fuori tutto).
Nel mio caso, data una LFT di 1385 mm, la lunghezza dell'albero dal ponte può arrivare a:
Ho deciso che la lunghezza dal ponte compreso il buttafuoti dovrà essere di 2300 mm.
In fig. 65 - 67 sono visibile le inferiture create sui due listelli semitondi, utilizzando un mini-drill con l'apposita fresa (visibile in fig. 63 - 64).
I due listelli sono poi stati incollati con collante vinilico per legno e tenuti in pressione tra loro.
Al termine ho sagomato l'albero restringendolo verso l'alto con una pialla per legno e ripassando con carta abrasiva.
Per le crocette, ho suddiviso l'albero in tre tronconi partendo dal basso alla distanza di 75cm, 65cm e 50 cm.
Ho creato una scassa, visibile in fig. 62 in modo che le crocette vengano fissate ad un piano che sia piatto, ed ho predisposto un tondino da 3mm lungo circa 3cm che attraversa l'albero (attenzione a non forare l'albero nell'inferitura della randa!) e che servirà per l'appoggio della crocetta.
4.2 LE CROCETTE
Ho ricavato le crocette ritagliandole da un foglio di vetroresina (tipo quella utilizzata per i circuiti stampati).
Una volta sagomate correttamente (vedi fig. 46) ho provato il piazzamento sull'albero ed ho verificato che l'inclinazione verso poppa sia quella prevista nei disegni.
Per l'incollaggio, le ho prima puntate con qualche goccia di cianoacrilato, e successivamente fissate definitivamente con collante epossidico a due componenti (fig. 47).
Per garantire una migliore resistenza (e speriamo che vada tutto bene) ho applicato sempre con collante epossidico un tondino di acciaio armonico sul bordo superiore delle crocette (fig. 48) in un pezzo unico.
Nelle fig. 49 e 50 è visibile l'albero completato.
In fig. 51 il supporto in tondino d'acciaio per il buttafuori, in fig. 52 le girelle che ho utilizzato per il sartiame ed in fig. 53 l'albero armato con il sartiame e verniciato.
4.3 IL WANG
Su questo scafo, il Wang lavora al contrario. Spinge il boma della randa dall'alto anzichè tirarlo dal basso. Questo mi ha complicato un pò la vita nella ricerca della soluzione più idonea. Sono obbligato ad utilizzare un arridatoio, seppur di un certo peso, anzichè il solito filo tesabile. La struttura che permette al boma ed al wang di ruotare è stata rìcavata dal pieno in alluminio ed i tre pezzi che la compongono sono visibili in fig. 54. Nelle Fig. 55 e 56 è visibile il wang assemblato (il boma è solo simulato!).

5 Costruzione dei TIMONI
Gli scafi classe open60 sono normalmente equipaggiati con due timoni a poppa ed anche il nostro Kingfisher non fa eccezione.
Ho ricavato le forme dai disegni in scala 1:1 di Bonaventura, su una lamina di balsa dello spessore di 4 mm. con l'intenzione di sagomarla a mano con facilità con della carta vetrata, per poi rinforzarla con tessuto di vetro e resina epossidica.
Per l'albero del timone e la guida dello stesso ho utilizzato un kit di albero motore e guida albero utilizzato normalmente negli scafi da velocità. Il loro gioco interno è minimo per non dire quasi nullo, anche se il perno del timone risulta costruito in acciaio, materiale molto resistente, ma, purtroppo, molto pesante!
In fig. 63 i disegni da cui ho ricavato la sagoma dei timoni. In fig. 64 si può notare la scassa aperta nel timone, in cui inserirò l'albero di guida dello stesso. In fig. 65 si vede la scassa che da un lato è stata chiusa con nastro di carta, per permettere il successivo riempimento con collante epossidico bicomponente.
L'impregnazione con tale collante è visibile nelle successive fig. 66, 67 e 68.
Al termine li ho ricoperti in vetroresina con tessuto da 80 g/mq e resina epossidica (fig. 69 e 70).