La Seconda Guerra Mondiale , fu per gli eserciti che vi parteciparono e in modo più significativo per quello tedesco, una sfida inimmaginabile non solo sui campi di battaglia di mezzo mondo, ma anche nel versante delle trasmissioni radio. Per una macchina bellica micidiale e perfetta costruita in soli cinque anni e nella semiclandestinità, il fattore comunicazioni divenne primario. La strategia tedesca basata su attacchi fulminei e decisi in fronti a volte molto estesi, l'inseparabile e vincente binomio truppe corazzate (punta di diamante penetrativa) e Luftwaffe che oltre a bombardare le linee nemiche, era un punto d'osservazione aereo, necessitava di un sicuro ed affidabile supporto radio.

Verso la fine del 1943 e l'inizio del ' 44, l 'estendersi della lotta partigiana nei territori occupati e con essa la rete clandestina che legava i gruppi di Resistenza in frequente contatto radio tra loro e l'Inghilterra, costrinse i tedeschi ad intensificare un'attività capillare di repressione, utilizzando "radiogoniometri" montati su camioncini Opelblitz, attrezzati per la ricerca di seganli radio ad onde corte. Una volta captati i segnali che indicavano la presenza di radiotrasmettitori, si procedeva alla localizzazione circoscrivendo la zona.

I radiotelegrafisti operavano sistemati all'interno dell'automezzo, tracciavano la mappa ed individuato il percorso, informavano contestualemente i reparti preposti alla repressione di tali fenomeni eversivi.

La sempre maggiore necessità di avere strumenti in grado di essere trasportati ovunque e che non arrecassero ingombro negli spostamenti, oltre al bisogno d'apparecchiature in grado di coprire con le proprie frequenze lunghe distanze, acuì il bisogno d'installare postazioni fisse che si snodavano lungo tutto il perimetro interessato, a volte coprendo lunghissimi tratti di fronte e collegandosi attraverso l'ausilio di ponti radio, con le retrovie e con i comandi divisionali e d'armata. Gli apparati divennero con il trascorrere degli anni e l'estendersi del conflitto, strumenti sempre più sofisticati. La corsa a migliorare i propri indispensabili equipaggiamenti a renderli sempre più efficaci, fu una prerogativa ed una priorità sia per le forze dell'Asse che per gli Alleati.

  In effetti le operazioni di spionaggio condotte sia dalla Resistenza locale spinta ed incentivata da Londra, sia dagli agenti Alleati infiltrati nei territori occupati, arrecavano non pochi problemi alle forze dell'Asse.  Il "Rapporto Oslo" superata una prima fase di scetticismo, rivelò quanto poteva ancora essere pericolosa la Germania in fatto di tecnologie avanzate. I contatti clandestini tra la Resistenza ed il controspionaggio britannico, ispirò operazioni di commandos guastatori, ancora oggi coperte dal segreto di Stato, consentendo di rallentare la produzione industriale dei razzi V1 e V2, oltre a vari altri progetti poi abbandonati e rimasti solo sulla carta.

Questo fu proprio uno dei punti di forza che ebbe la Wermacht, soprattutto agli inizi del conflitto, l'insuperabile capacità di comunicare gli ordini e le situazioni di volta in volta a seconda che le esigenze rendevano necessari cambiamenti repentini e contrordini immediati, dovevano essere eseguiti nel più breve tempo possibile per non compromettere le azioni in corso. Ogni reparto, anche al minimo livello era dotato di una o più radioricetrasmittenti. Benché fosse un esercito a maggioranza ippotrainato, era l'unico che dotasse ogni suo carro di un'apparato radio. E naturalmente più si saliva di livello e più importante diveniva la necessità e la possibilità di comunicare tempestivamente con tutte le unità impegnate nelle operazioni.

 E' interessante scoprire trattando di argomenti concernenti le comunicazioni radio, importantissime in un conflitto moderno, come gli inglesi abbiano imbastito uno dei più grandi bluff della storia, in riferimento ad uno dei più spettacolari scontri della guerra aerea. Secondo la storiografia ufficiale la Royal Air Force , vinse la Battaglia d'Inghilterra contro la Luftwaffe, non solo per la superiorità dei suoi Spitfire, ma anche e soprattutto grazie al radar; (all'epoca denominato raditelemetro) strutture fisse di antenne alte anche 55 metri , posizionate lungo tutta la costa orientale e meridionale dell'isola.  A distanza di anni dalla fine del conflitto, si è venuti a conoscenza di un'altra tesi, molto più pratica della precedente anche se meno romantica. Durante le missioni sul suolo inglese, gli equipaggi dei bombardieri tedeschi ed i loro caccia di scorta, utilizzavano le frequenze radio per comunicare.Queste venivano intercettate dalla guardia costiera, e ciò consentiva ai famosi Hurricane della RAF, di avere un preallarme di almeno due ore, insieme ad altre particolareggiate e preziose informazioni; come il numero delle formazioni, le rotte, l'altitudine e l'identità degli aerei che avrebbero attaccato. In sostanza lo spionaggio radio ha avuto un ruolo se non determinante, molto influente nell'andamento della guerra tecnologica. Un aspetto  tutt' oggi considerato riservato. Il mito del radar e del ruolo che ebbe nel capovolgere le sorti del conflitto, nasce per nascondere il vero artefice delle intercettazioni, lo spionaggio radio (che all'Italia costò il disastro di Matapan e non solo quello). Lo scontro tra Italiani e Inglesi nelle acque del Mediterraneo, dimostrò come nella guerra navale, l'assenza di un'efficace rete comunicativa era un handicap insuperabile.

 Numerose ed attendibili pubblicazioni citano di progetti per ampliare e potenziare con innovazioni tecnologiche impensabili per l'epoca, la rete trasmissioni e la motoristica. Piani sottratti ai tedeschi da agenti dell'Intelligence Service, e di cui gli Alleati erano perfettamente al corrente sin dal novembre 1942.  Nonostante fossero venuti in possesso di queste preziose informazioni, gli inglesi frenarono l'entusiasmo americano, che vedeva in "Enigma" (la macchina che permetteva di cifrare messaggi in codice e decrittarli) la chiave del successo, per neutralizzare la marina tedesca.