EDUCATAMENTE
CURRICULUM PROFESSIONALE

ERMETE FERRARO è laureato con lode in lettere moderne ed abilitato all'insegnamento delle materie letterarie sia nelle scuole medie inferiori sia in quelle superiori.
Ha insegnato a lungo presso la S.M.S. "Maglione" di Casoria (NA), dove è stato anche referente per l'educazione alla legalità ed alla pace.
Da alcuni anni lavora presso la S.M.S. "A. Sogliano" di Napoli, che si trova nella popolare zona della Vicaria, dove ha svolto anche il ruolo di "funzione strumentale" per l'area 3 e dove continua ad occuparsi anche di disagio scolastico e d'integrazione degli alunni stranieri.
Alla "Sogliano" è attualmente impegnato nella realizzazione della quarta edizione del progetto "Napulitanamente", un Laboratorio di Lingua e Cultura Napoletana, ed in altri progetti socio-educativi (tra cui "Linguingioco", dedicato ai giochi linguistici).
Da molti anni impegnato in attività di formazione dei docenti, si è occupato a lungo di diffondere la sua proposta di "educazione linguistica nonviolenta" e di confrontarsi con i colleghi-e sulle questioni riguardanti l'educazione alla legalità, alla pace ed alla salvaguardia della biodiversità.
Nella scuola si è occupato anche della sua gestione (come componente dei Consigli di entrambi gli Istituti dove ha lavorato) e, più recentemente, di diritti dei lavoratori (come componente della R.S.U. della SMS "Sogliano", eletto per due volte per COBAS-scuola).
Educ-azione: per costruire dal basso un'alternativa sociale e culturale
EDUCARE: questo verbo mi riguarda da quattro punti di vista.
(1) Il primo, ovviamente, è come docente, che da circa 20 anni insegna nelle scuole medie di Napoli e provincia, come titolare di una cattedra di materie letterarie (italiano, storia, educazione civica e geografia).

(2) Il secondo aspetto è quello relativo alla mia ancor più antica attività di "educatore alla pace", impegnato nella formazione degli obiettori di coscienza, nella diffusione i Italia di un libro sulla "educazione linguistica nonviolenta" ed in diversi seminari e corsi di 'peace education', presso varie istituzioni ed organizzazioni (dal 'Centro Educazione alla Pace che operava presso l'Università di Napoli, all'I.P.R.I.; dalla "Università Verde" ai seminari organizzati più di recente dalla "Scuola di Pace" e dallo "Archivio Pace Disarmo e Diritti Umani", promosso dalla Regione Campania.

(3)Il terzo ambito in cui opero come educatore è quello dell'educazione ambientale, con particolare riferimento alla diffusione fra i giovani di una consapevolezza maggiore circa la necessità di salvaguardare la biodiversità e la diversità culturale.

In ciascuno di questi campi, come potete vedere nella bibliografia alla pagina precedente, ho cercato di offrire un piccolo contributo in termini di articoli o saggi un po' più approfonditi.

(4) Il quarto ed ultimo aspetto è quello dell'educazione informale, di quella 'animazione socio-culturale' di cui mi sono occupato per un decennio, operando con i minori a rischio e con altri segmenti deboli di una società sempre più mercantile e sempre meno capace di cogliere le proprie radici culturali e di valorizzarle al meglio.
Quello che conta, però, è soprattutto la pratica educativa quotidiana che, grazie all'insegnamento, mi consente di verificare direttamente quanto ci sia ancora da fare e come educare davvero stia diventando un lavoro sempre più difficile e controcorrente.

(5) In effetti, ci sarebbe una quinta attività educativa: quella riguardante l'ecologia delle lingue e la rivalutazione del patrimonio linguistico e culturale del Napoletano. Anche in questo caso,come negli altri, si tratta di portare avanti quella che Paulo Freire chiamava 'educazione come pratica della libertà', che si pone l'obiettivo di 'coscientizzare' più che di distribuire cultura di seconda mano.
Ma, come ho detto e scritto altrove, non è possibile rifugiarsi nella sola dimensione educativa, se essa non è accompagnata dalla ricerca personale e dall'azione diretta.

Ricerca, azione ed educazione, infatti, restano un trinomio inscindibile per tentare di portare avanti un progetto globale di trasformazione dal basso della società, a partire dai cambiamenti che ci riguardano in prima persona.
Spero di esserci riuscito almeno un po'... (E.F.)
Nella foto in alto a sinistra, E.F. con la prof.ssa Olimpia Pagnotta, la collega di Lettere con la quale due anni fa ha svolto il II Laboratorio di Napoletano alla SMS "Sogliano" di Napoli.
Nella foto in basso, E.F. con i suoi alunni-e della "Sogliano" durante una gita scolastica a Procida (maggio '05).
Sotto il "curriculum professionale": 'logo' della S.M.S. "Antonio Sogliano" di Napoli.
Un gioco interessante da fare potrebbe essere quello di applicare al sostantivo "scuola" - come ho fatto nel titolo - tutte le varie preposizioni disponibili. In questo modo, oltre a mettere alla prova la nostra competenza nell'utilizzo dei vari complementi indiretti possibili, potremmo tentare di darci una risposta complessiva sulla funzione stessa della scuola.
Ovviamente, io proverò a dare le risposte che mi sono proprie, che fanno parte, cioè, del mio vissuto di allievo e, da un bel po' di tempo, di docente di scuola media.
Cominciamo dalla preposizione "di"
--> UNA SCUOLA DI...persone, di esseri umani diversi, di individui che sono fin troppo 'omogeneizzati' dall'educazione dei 'media' e che hanno bisogno di essere aiutati ad accettarsi per quello che sono, ma anche a scoprire quello che potrebbero essere e diventare.
--> UNA SCUOLA A...misura delle esigenze espressive, creative, comunicative e sociali di un/a ragazzo/a che ha già un suo mondo, ma ha bisogno di confrontarsi con gli altri e di percorrere con loro un cammino comune per alcuni anni di formazione.
--> UNA SCUOLA DA...adulti a ragazzi, ma anche da ragazzi a ragazzi, dove cioè sia possibile imparare dagli insegnanti, ma anche dal dialogo e dallo scambio quotidiano tra pari, mettendo in comune conoscenze, esperienze ed emozioni.
--> UNA SCUOLA IN... un contesto ambientale e sociale che non va mai negato, ma conosciuto, rispettato e possibilmente utilizzato come base per nuove esperienze.
--> UNA SCUOLA CON...gli altri, dove cioè sia possibile crescere emotivamente e mentalmente grazie all'interazione con altri soggetti, con-dividendone conoscenze, esperienze e sentimenti.
--> UNA SCUOLA SU...argomenti, questioni e problemi che aiutino davvero gli alunni/e a diventare più consapevoli e responsabili, a partire dal proprio vissuto e da esperienze formative stimolanti e interessanti.
--> UNA SCUOLA PER...conoscere la realtà, ambientale e sociale, per riuscire ad accettarla e ad inserirsi nel modo più giusto, ma anche per cambiarla in meglio, insieme con gli altri.
--> UNA SCUOLA TRA...uguali ma anche tra diversi, dove il rispetto dei diritti renda uguali ma non cancelli il diritto alla diversità e sappia invece valorizzarla come una risorsa per tutti.
Ecco: queste sono solo alcune proposte. Sarebbe bello, però, se anche chi legge queste poche righe decidesse di partecipare a questo gioco, manifestando le sue proposte ed osservazioni con una e-mail, dando così seguito a questo articolo-stimolo.
Grazie e...a presto.
E.F.
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