ECOLOGICAMENTE
Un altro mondo è possibile se...
L'AFFERMAZIONE DEL TITOLO è una di quelle che l'economista Susan George poneva come scansione del ragionamento portato avanti nel suo bel libro dal titolo, appunto: "Un altro mondo è possibile se..." ("Another world is possible if....) trad. it. di E. Dornetti, Milano: Feltrinelli, 2004.
Partire da quello che è diventato il motto stesso del movimento contro la globalizzazione capitalista, infatti, ci aiuta a recuperare e collegare le varie anime di un'alternativa che sta progressivamente prendendo forma.
Un'alternativa che ha le caratteristiche di una società dove l'economia e la finanza non la facciano da padrone e dove gli unici 'valori' non siano più quelli negoziabili in borsa.
Dove le diversità culturali e naturali non siano continuamente esorcizzate, ma apprezzate e valorizzate.
Dove i conflitti non siano elusi oppure condotti nella solita maniera distruttiva, ma si sappia gestirli in maniera costruttiva e senza violenza. Dove 'sviluppo' non significhi ricerca di un fantomatico progresso senza limiti, bensì liberazione delle potenzialità degli esseri umani e della stessa natura.
Dove quest'ultima non sia più considerata una riserva infinita di materie prime da saccheggiare, ma piuttosto la casa ed il giardino comune, da curare ed amministrare più che da sfruttare.
Susan George insiste molto - e a ragione - sulla necessità d'informarsi, di comprendere le dinamiche e le logiche che s'intende combattere, di identificare esattamente cioè gli attori ed i teatri della globalizzazione capitalista.
"Un mondo diverso è possibile", è anche lo slogan dell'associazione VAS, nella quale da anni sto cercando di portare avanti un impegno ecopacifista, per un nuovo ambientalismo attento alle dinamiche sociali ed alla nonviolenza.
Tutelare la salute del pianeta è il primo imperativo che la George ci propone, perchè se non sapremo difendere la Terra da noi stessi l'umanità non avrà nessun futuro e non ci resterà molto da lasciare alle generazioni che ci seguiranno.
Una Terra sfruttata, violentata nei suoi equilibri naturali, geneticamente modificata, stravolta dalle catastrofi che ci stiamo tirando addosso, infatti, non è certamente quella che i nostri figli si aspettano di ricevere in eredità.
Una Terra dove guerre e distruzioni, inquinamenti e desertificazioni, abbiano lasciato un segno indelebile non è l'ambiente nel quale qualcuno possa augurarsi di vivere.
Una Terra dove ogni diversità, biologica e socio-culturale, è stata azzerata e schiacciata sotto il rullo compressore dell'omologazione e della globalizzazione capitalista non è quella, ricca di varietà e colori, che abbiamo ricevuto.
Certo, dobbiamo impegnarci per tutelare la salute del pianeta, ma dobbiamo farlo in un modo nuovo, coniugando l'ambientalismo con una più complessiva proposta di alternative a quel modello di sviluppo mette in pericolo il futuro stesso della nostra Terra.
Susan George ci suggerisce di stare molto attenti a non trascurare alcuni aspetti fondamentali per la costruzione di un'alternativa.
Bisogna capire bene di che cosa stiamo parlando e chi sono gli attori della globalizzazione, se vogliamo scoprire i veri avversari e stringere le alleanze giuste.
Dobbiamo unire il sapere alla politica, non dobbiamo sottovalutare il ruolo dell'educazione, dobbiamo aprirci a prospettive ed idee nuove e, soprattutto, dobbiamo imparare a praticare la nonviolenza.
Tutto ciò sarà possibile, però, se sapremo uscire dalla frammentazione settoriale di un movimento che troppo spesso si è accontentato di scagliarsi -anche radicalmente - contro un mondo che non ci piace affatto, ma che raramente è riuscito a proporre un'alternativa complessiva e al tempo stesso credibile.
Salvare il Pianeta è un imperativo morale che non si traduce solo nella pur fondamentale tutela degli equilibri naturali e della biodiversità. Occorre anche uno sforzo comune perché su questo pianeta si possa vivere senza calpestare i diritti umani e senza affidare la soluzione dei conflitti alla distruttività della guerra ed alla violenza della prevaricazione.
Un mondo 'diverso' è possibile se sapremo finalmente accettare le diversità naturali e culturali come una ricchezza comune e non come una minaccia.
Essere ecopacifisti, allora, significa ricercare insieme questa soluzione diversa ai problemi che ci costringono a compiere delle scelte ormai irrinunciabili e improrogabili.
Accettare i limiti dello sviluppo, inoltre, significa essere consapevoli che non esiste un progresso illimitato e che le risorse non sono infinite. Ma questo non significa rifiutare una prospettiva che, al contrario, sappia valorizzare potenzialità e sprigionare energie finora mortificate da quello che chiamiamo un po' ipocritamente 'sottosviluppo', come se non sapessimo che si tratta dell'altra faccia del nostro preteso 'sviluppo'.
Un modello di società equa, solidale, pacifica e rispettosa degli equilibri ambientali è quello che dobbiamo perseguire, qui e ora, e proporre agli altri come il "programma costruttivo" di cui parlava Gandhi.
Il fatto è che se è vero che 'pensare globalmente ed agire localmente' è stato a lungo lo slogan del movimento ambientalista, raramente si è tradotto in un nuovo modo di fare politica.
Non ci possiamo consentire il lusso di perdere tempo, perchè di tempo non ce ne resta ancora molto, se vogliamo "salvare il pianeta" e, con la Terra, la stessa Umanità.
Un altro mondo, dunque, sarà possibile solo se noi sapremo viverlo diversamente.
La sfida è tutta qui.

ERMES FERRARO
E' il sito web del Coordinamento dei Circoli della Campania dell'Associazione Nazionale di protezione ambientale VAS (VERDI AMBIENTE E SOCIETA') ONLUS.
E' possibile trovarvi commenti, notizie, comunicati stampa su attività promosse da VAS Campania e materiali sulle campagne ecologiste e pacifiste dell'Associazione.
Per conoscere meglio l'attività nazionale di VAS, invece, occorre collegarsi con: http://www.vasonline.it.
www.vascampania.org
Il Coordinamento Regionale ed il Circolo di Napoli dell'Associazione Verdi Ambiente Società, in occasione della prossima consultazione elettorale per l'elezione dei consigli e delle amministrazioni del Comune e delle 10 Municipalità di Napoli, hanno presentato ufficialmente le "Dodici proposte di VAS per Napoli Città della Biodiversità,
Solidale e Pacifica". Sinteticamente, il documento si articola nei seguenti paragrafi:
1) Necessità di un Bilancio di Consiliatura
2) Lettura di VAS del Bilancio di Consiliatura
3) Un nuovo orizzonte di valori: la cultura della Biodiversità
4) Napoli Città Verde
5) Napoli Città delle Culture
6) Non più periferie: le Città nella Città
7) Napoli Città Pacifica e Denuclearizzata
8) Acque azzurre, acque libere…
9) Napoli libera da inquinamenti e sprechi energetici
10) Una qualità nuova dell’Ordinarietà: rifiuti, strade, sottosuolo
11) Napoli che lavora
12) Napoli Città Sociale e dei Bambini.
E' stato pubblicato a Giugno '05 da VAS Campania l'opuscolo di Ermete Ferraro: "LAUDE DELLA BIODIVERSITA' " - Riflessioni sul messaggio di San Francesco come paradigma per una ecologia cristiana" (pp. 24).
Si tratta di un approfondito e documentato contributo per impostare un'etica ambientale sulla base della tradizione francescana e dello stesso magistero delle Chiese cristiane in materia di "salvaguardia della integrità del Creato".
Il testo è stato presentato il 21 maggio '05 presso la Sala consiliare della Provincia di Napoli, in S. Maria la Nova, alla presenza dell'autore, del Presidente Dino Di Palma, del rev. P. Domenico Pizzuti (gesuita, docente alla Facoltà teologica di Napoli- S. Luigi) e del rev. P. Giuseppe Reale, OFM (direttore del Centro di Cultura Francescana "Oltre il Chiostro".
In una recente lettera, infine, il Ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori, Fr. Josè Rodriguez Carballo, ha espresso il suo apprezzamento per la ricerca di Ferraro, ed in particolare per la sua "chiarezza, serietà e rigore con cui le argomentazioni sono state condotte". Il rev. Ministro Generale dell'OFM così conclude: "...credo che si tratti veramente di un ottimo contributo su un argomento fin troppo serio, ma di cui oggi è purtroppo cosa rara sentir parlare con la sua competenza, soprattutto in riferimento al rapporto che Francesco visse con il creato, da lei, invece, lucidamente esposto...".
Al saggio di Ferraro è dedicata anche una lusinghiera recensione, pubblicata sul settimanale diocesano di Napoli ("Nuova Stagione" - anno LIX - N° 28 - 24 luglio 2005, p.13).
" 'Laude della Biodiversità' - scrive Doriano Vincenzo De Luca - un piccolo ma efficace opuscolo di Ermete Ferraro, si inserisce a pieno titolo nel dibattito intorno alla proposta di un modello evangelico di sviluppo, equo solidale e non violento, e costituisce una valida riflessione sul messaggio di San Francesco come paradigma per un'ecologia cristiana".
Adesioni all'iniziativa di Ferraro sono giunte anche dalla Ministra Generale dell'OFS (Ordine Francescano Secolare), e da P. David B. Couturier, OFM Cap, docente al "St. Mary's Seminary & University" di Baltimora-Maryland (USA).
Padre Couturier - già Presidente dell'Organizzazione "Franciscans International", con sede a New York, ha scritto infatti a Ferraro: "Sono sicuro che le sue riflessioni saranno importantissime per il recupero del messaggio profetico di Samn Francesco nei nostri tempi tormentati. In nostro lavoro all'ONU ha il compito, fra l'altro, di spingere un nuovo pensiero nell'ambito della natura [...] Vogliamo inoltre sottolineare il principio della relazione, che siamo coinvolti in una fraternità cosmica, un'economia fraterna con tutte le creature di un Dio buono...".
Un ultimo riscontro positivo al saggio di E.F. è pervenuto da Fr. Stanislaw Jaromi OFM Conv, Delegato Generale per la Giustizia la Pace e la Salvaguardia del Creato e responsabile del Centro Francescano internazionale per il Dialogo (CEFID) di Assisi.
Padre Jaromi, infatti, scrive a Ferraro che il suo libro "laude della Biodiversità" contiene:"...alcune riflessioni molto interessanti sul messaggio di San Francesco come paradigma per un'ecologia cristiana. [...] Lui, il 'sole della stirpe umana', continuamente invita all'affascianante , anche se non facile, sentiero della riscoperta delle autentiche relazioni della grande famiglia di Dio: al viaggio con la riconoscenza dei misteri della natura e della santità della vita".
IL MANIFESTO PROGRAMMATICO DEI VERDI STATUNITENSI, riportato sopra, costituisce in effetti un sintetico "decalogo" dei principi ispiratori dei Verdi a livello internazionale.
Vi ritroviamo, infatti, l'enunciazione dei "pilastri"stessi di un movimento ambientalista: l'ecologismo, la responsabilità ambientale, il rispetto della diversità, la sostenibilità di uno sviluppo rivolto al futuro.
Vi sono enunciati, però, anche principi di ecologia sociale (come la giustizia sociale, la democrazia dal basso, il decentramento, l'economia su scala comunitaria, il femminismo) e viene indicata con chiarezza la base stessa di un'alternativa ecopacifista, vale a dire la nonviolenza.
Ebbene, non si tratta di sommare semplicemente questi elementi o di considerare il movimento verde come un 'insieme' che li contenga.
Dovremmo, invece, tenere presenti questi dieci "valori-chiave" per formulare un progetto verde globale, cui ispirare le nostre azioni locali.
La prima "lista verde" a Napoli - che mi ha visto protagonista 18 anni fa - era già da allora improntata a tre principi fondamentali: ecologismo, nonviolenza e democrazia dal basso. Forse sarebbe opportuno che oggi, in tempi di globalizzazione e di perdita di valori che non siano quelli negoziabili in borsa, recuperassimo il senso di un'ecologia politica e della politica, che renda davvero alternativo il modello proposto dai Verdi.
E' una sfida impegnativa e sicuramente difficile, ma è l'unica che puù dare spessore e prospettiva alla proposta di un movimento non solo ambientalista, ma ecosociale e pacifista.
E' proprio per questo motivo che ho deciso di riprendere l'attività politica con i Verdi, interrotta 10 anni fa, per candidarmi a Stella-San Carlo all'Arena, una delle nuove Municipalità del Comune di Napoli per le quali andremo a votare a Maggio.
E' il modo più concreto per portare il mio contributo - di idee e di esperienze concrete ventennali . alla realizzazione di un decentramento troppo a lungo rinviato.
E' questo il motivo per cui ho deciso di aggiungere a questo sito personale una pagina specifica (ELETTORALMENTE), che ho poi eliminato, per far spazio ad un nuovo sito "ad hoc".
Il nuovo dominio (www.ermeteferraro.it) nasce infatti proprio per informare su programmi ed iniziative della mia prossima campagna elettorale con i Verdi di Napoli.
Se volete collegarvi direttamente, vi basta "cliccare" sul simbolo del "sole che ride", giusto sotto questo testo.
Spero che questo nuovo strumento riesca nel suo intento e vi auguro di fare le scelte giuste, sia per la consultazione politica del 9-10 aprile prossimi, sia per quella della fine di Maggio, per il rinnovo del Consiglio Comunale e di quelli delle nuove Municipalità.
Ermete Ferraro
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Di formazione cattolica e nonviolenta, negli anni '70 Ermes Ferraro si è occupato soprattutto di antimilitarismo, obiezione di coscienza, difesa civile, ma si è anche impegnato nel movimento antinucleare, in quanto ecopacifista. In particolare, ha partecipato alle manifestazioni contro la presenza inquietante ed inquinante della Centrale nucleare del Garigliano e quella dei natanti a propulsione nucleare nel Golfo di Napoli, dovuta alla militarizzazione del territorio e del mare da parte della NATO e delle Forze Navali USA.
Ha successivamente cominciato ad approfondire tematiche più strettamente ambientaliste.
Nel 1987, E.F. ha contribuito alla nascita anche nella sua città di un soggetto politico "verde". Proposto come capolista della "Lista Verde per Napoli", è stato infatti candidato alle elezioni comunali e circoscrizionali di Napoli, con un programma incentrato sui valori dell'ecologia, della nonviolenza e della democrazia dal basso.
Nella stessa consultazione elettorale E.F. fu eletto Consigliere della Circoscrizione Vomero. In questo quartiere collinare ha poi svolto due mandati, ricoprendo l'incarico anche di capogruppo consiliare dei "Verdi per Napoli".
Nel 1993 è stato nominato addirittura Presidente della stessa Circoscrizione, alla guida di una coalizione rosso-verde di minoranza, che resisterà per circa nove mesi, rilanciando il ruolo degli organismi decentrati.
Nel 1990 è stato candidato per i "Verdi" nel collegio Vomero per le elezioni provinciali, dove ottenne l'11% dei voti. Dal '90 al '95, quindi, ha svolto l'incarico di Consigliere e di Capogruppo dei "Verdi" al Consiglio Provinciale di Napoli, dando il proprio contributo anche ai lavori di alcune importanti commissioni consiliari e promuovendo varie iniziative in difesa del territorio metropolitano dalle continue minacce che ne degradano l'incomparabile ambiente naturale.
All'interno dei "Verdi", inoltre, ha ricoperto vari incarichi di coordinamento, a livello cittadino, provinciale e regionale, ed è stato anche membro del Consiglio Nazionale.
La prima esperienza di associazionismo ambientalista E.F. l'ha portata avanti - da "verde" - dando vita al Circolo di Napoli di "KRONOS 1991", un'associazione nazionale che si definiva "ecopacifista". Dal 1988 al 1990, infatti, egli ne è stato il responsabile, promovendo campagne contro le armi giocattolo, per la riscoperta e tutela del patrimonio naturalistico della provincia di Napoli e su altre problematiche ecologiste e pacifiste.
Nel 1995, scaduto il suo mandato di Consigliere Provinciale ed acuitisi i contrasti con la dirigenza del "Partito dei Verdi", E.F. è stato invitato da Antonio D'Acunto - consigliere regionale uscente e 'leader' dei VERDI ARCOBALENO della Campania, a candidarsi per questa formazione per le successive elezioni provinciali. Egli, condividendone i valori di ecologia sociale e d'impegno per i diritti, è stato allora candidato alla presidenza della Provincia di Napoli per i V.A., pur sapendo che il nuovo sistema elettorale non avrebbe consentito l'ingresso in consiglio provinciale di una formazione minore, per di più non appartenente a nessuna coalizione elettorale.
Da questa esperienza di collaborazione con D'Acunto ed il gruppo di suoi collaboratori è nata, poi, l'idea di costituire un'associazione politico-culturale ambientalista cittadina, che fu denominata "VERDARCOBALENO" ed ebbe come simbolo una tartaruga verde su sfondo iridato. In essa E.F. ha svolto per anni il ruolo di coordinatore per Napoli, collaborando all'organizzazione di varie iniziative sociali e culturali ed a diverse campagne di promozione ambientale.
Negli ultimi otto anni l'impegno ambientalista ed ecopacifista di E.F. si sta esplicitando all'interno di un'Associazione Nazionale di Protezione Ambientale denominata VAS (VERDI AMBIENTE E SOCIETA'), di cui D'Acunto e Ferraro hanno costituito il Circolo di Napoli ed il Coordinamento Regionale della Campania. L'Associazione - che ha una sede nel Centro antico - sta svolgendo, infatti, un'importante ruolo di diffusione della cultura ambientalista e di rinnovamento dello stesso concetto di ambientalismo, ancorandolo ad una complessiva filosofia di tutela della diversità biologica e culturale.
Numerose sono state, poi, le iniziative di educazione ambientale (seminari, convegni, visite guidate), le campagne nazionali portate avanti (contro il rischio amianto, gli OGM, l'inquinamento elettromagnetico, gli incendi boschivi e la minaccia alla fondamentale risorsa costituita dal mare). Moltissime sono state in questi anni le iniziative di sensibilizzazione, denuncia e di mobilitazione anche a livello comunale, provinciale e regionale, con particolare riferimento alle questioni urbanistiche, ai parchi, alla mobilità urbana, ai trasporti, alla sanità e a tutte le forme d'inquinamento (aria, acqua, terreno, etere). All'interno di VAS Campania, E.F. si è occupato in particolare di educazione ambientale, di ecopacifismo e di promozione dei valori della biodiversità e della diversità culturale e linguistica, restando comunque il referente per tutte le altre iniziative cittadine (valorizzazione della risorsa rifiuti, animalismo, inquinamento elettromagnetico, viviblità urbana) e seguendo anche, insieme con A.D'Acunto, l'Ufficio Stampa di VAS.
Negli ultimi 5 anni, E.F. ha partecipato attivamente all'organizzazione della "FESTA VAS DELLA BIODIVERSITA' ", offrendo contributi anche con propri articoli e saggi, fra cui uno sull'ecopacifismo, uno sull'ecologia linguistica e, l'ultimo, sul ruolo di S. Francesco per una "ecologia cristiana".
Per alcuni anni E.F., oltre che Coordinatore di VAS Napoli, è stato anche membro dell'esecutivo regionale di VAS della Campania e Consigliere Nazionale dell'Associazione.
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