risorseTV09

La canea berlusconiana contro il cosiddetto “ canone RAI”

(nota di E.Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)


La canea berlusconiana sta lanciando l’ennesimo attacco – falso e strumentale- contro il “canone RAI” per qualche programma scomodo di RAI3. Aveva già chiesto ai “prenditori” il boicottaggio pubblicitario contro i quotidiani “Unità e Repubblica”perché criticano il premier. Il silenzio della RAI - ormai berlusconizzata- sul tema delle risorse TV favorisce la rozza campagna governativa.

I dati qui riportati sono quelli ufficiali della relazione AGcom del 2009 , riferiti all’anno 2008.


Quello che viene definito da tutti i mass-media “canone RAI” e così recepito dalla opinione pubblica disinformata, è in realtà una IMPOSTA che ciascun cittadino- se utente di programmi e servizi radiotelevisivi – paga allo Stato italiano , in quanto “CONCEDE” alla RAI ed ai PRIVATI (di fatto ai monopoli Mediaset e Sky) l’uso dell’etere, BENE PUBBLICO essenziale e limitato. Attraverso l’etere vengono trasmessi programmi e servizi radiotelevisivi (terrestri e da satellite, in chiaro e/o a pagamento) dai CONCESSIONARI ammessi (RAI- servizio pubblico e privati), un numero molto limitato di gestori .

Questo schema non ha nulla a che vedere con la situazione di altri comparti produttivi privati, perché qui i privati sono concessionari non “imprenditori” , puri od impuri, con propri capitali.

Tutti i concessionari si finanziano in due modi complementari : con la pubblicità – pagata dai cittadini/consumatori sul costo di prodotti e servizi acquisiti – e con i CANONI- cioè tramite abbonamento prefissato : annuale /mensile (pay TV), o per programma/servizio fruito (pay per view).

Per la RAI- servizio pubblico nazionale- con una serie pesanti oneri di servizio , non remunerativi ed estranei ai gestori privati (diffusione capillare delle reti, qualità e quantità dei programmi autoprodotti, oneri di concessione e di contratto di servizio, ecc.) – il canone 2009 (fissato dal governo) è di 107,5 euro/anno e rappresenta un ricavo complessivo di 1.603 ml di euro (2008). Questo canone – il più basso tra quello di radiodiffusori pubblici europei- sconta anche una enorme evasione ( almeno il 26% ufficialmente).Inoltre, dal 2002 (94 euro/anno) è cresciuto meno dell’inflazione.

La RAI- per favorire per decreto il concorrente MEDIASET- ha un tetto pubblicitario fissato dalla legge Gasparri (berlusconiano) a tavolino : il 12% per ogni ora di trasmissione. Mediaset ha invece un tetto del 18%, che viene ampiamente ed impunemente superato in certi periodi (fino al 25% ).

Con questo “giochetto” berlusca-governativo, che viola ogni legge di mercato (sempre osannata), la RAI introita 1096 ML /anno , Mediaset 2165 ML/anno (differenza = 1069 ML di euro). Se si seguisse una logica di mercato- legata all’audience medio dei due soggetti – si avrebbero queste cifre :

RAI – audience media = 42,29% = 1380 ML di euro ( 2072 ML di euro , se riferiti al totale pubblicitario)

Mediaset – audience media = 39,4 %= 1284 ML di euro (1930 ML di euro, riferiti al totale pubblicitario).

Ancora più vantaggioso per RAI è l’ascolto di “prima serata : 44,05% contro 39,55%, cioè almeno 1436 ML di euro contro 1290 ML di euro). In sostanza, la RAI perde e cede a Mediaset almeno 300-400 ml euro/anno. Invece che 1284 ML di euro, Mediaset incassa 880 ml di euro in più (che scippa a RAI ed altri gestori). La stessa AGcom conferma che Mediaset ha il monopolio privato della pubblicità TV, perché SKY ne introita solo 232 ml di euro /anno. Com’ è ovvio, la pubblicità non conosce evasori, rappresenta danaro fresco e sicuro, dando al gestore ogni ulteriore chance ( selezionare e condizionare gli investitori, modulare le tariffe a piacimento, sforare i tetti, ecc.). Il cosiddetto “canone RAI” è soggetto invece all’arbitrio continuato del governatore/concorrente. Se la RAI non avesse la pubblicità- che non è affatto un bene privato –gli utenti dovrebbero pagare canoni ben più costosi per i programmi che ricevono. Tutto ciò - ovviamente- non significa che i programmi RAI debbano costare più di quelli analoghi di altri gestori pubblici europei.

A questo punto gli imbonitori obiettano : ma la RAI ha il canone…Mediaset NO. E’ un falso macroscopico! Mediaset – con una offerta TV inferiore a quella RAI per quantità e qualità e senza vincoli di servizio–introita salati canoni di pay TV e di pay per view (anche qui più liberi, sicuri , tempestivi) : 200 ml di euro.

Sky ne introita oltre 10 volte di più - 2373 ML di euro (+9% in un anno) – perché offre programmi migliori, mentre Mediaset punta sul suo comodo ed assistito monopolio pubblicitario. I suoi programmi Pay TV non “tirano” .Altro che “mercato”, “concorrenza”, “efficienza privatistica” ed altre balle …. neoliberistiche italiote !

In sostanza, i ricavi complessivi TV 2008 in Italia sono stati di 8,4 ML di euro, così distribuiti tra i tre dominanti, non comparabili tra loro, perché solo la RAI è il gestore nazionale pubblico :

  1. RAI = 2723 ml di eruro (canone+pubblicità+ vendita di programmi /servizi e ricavi aggiuntivi)

  2. SKY = 2640 ml di euro ( essenzialmente canoni di pay TV= 2373 ML di euro)

  3. Mediaset = 2531 ml di euro ( essenzialmente da pubblicità = 2165 ML di euro).

Inoltre il trend di crescita annua dei ricavi penalizza la RAI, a vantaggio di Sky e Mediaset. In un anno

la RAI ha perso il 2% sul canone e il 3,6% sulla pubblicità . Poiché la platea TV è aumentata, sia come media giornaliera che come “prime time”- oltre 9 ml di ascoltatori in media, ed oltre 24 ml nel prime time - se ne desume che è aumentata l’evasione del canone RAI ed è diminuita la pubblicità.

Nello stesso periodo, Sky ha aumentato gli introiti da canone del 6% e di pubblicità del 16 %. Mediaset ha mantenuto costanti quelli da pubblicità (- 0,3%) e aumentato del 6% quelli da canone pay TV.

Perciò Sky e Mediaset crescono più del servizio pubblico RAI, riducendone ulteriormente il ruolo pubblico, ormai assunto solo da alcuni programmi di RAI3. Da qui l’accanimento berlusconiano, da un lato verso RAI3 - non ancora omologato - dall’altro verso il concorrente privato di pay TV : SKY .

Uno Stato “normale” che volesse tenere bassi i canoni TV- soprattutto quelli dei monopolisti – ripartirebbe la pubblicità TV in base all’audience realizzato, incentivando così i programmi e gestori migliori. Alla RAI- cui competono oneri aggiuntivi di servizio pubblico ben quantificabili- dovrebbe comunque dare la copertura dei costi documentati e prevedibili (analoghi a quelli di altri Paesi europei), se necessario, con risorse ad hoc. Il canone RAI potrebbe essere ridotto insieme all’evasione illegale.

Inoltre i canoni di PAY TV debbono essere correlati ai costi di produzione dei concessionari privati.

La relazione annuale 2009 AGcom è composta da oltre 400 pagine che pochissimi leggono. Invece una marea di berlusconidi – approfittando del silenzio RAI- faranno finta di nulla o manipoleranno a loro comodo i dati della relazione. Essi nascondono che il vero parassita assistito di sistema è Mediaset che vive di pubblicità, cioè di una risorsa padronale , di segno governativo ed ideologico (neoliberista).

Alla loro sgangherata campagna anti-RAI(3) bisogna rispondere con gli argomenti qui esposti e inoltre :


a)- che i CANONI TV privati sono rilevanti, onerosissimi, comodi e sottaciuti : essi vanno regolati;

b)- che il cosiddetto “canone RAI “ – come ogni altro servizio- è una imposta statale sui servizi radiotelevisivi pubblici e privati in concessione. Evaderla è un reato che deve comportare la cessazione dei servizi radio e TV per l’evasore. Se lo Stato – per Concessione e per Contratto di servizio - vuole un servizio pubblico con una minima qualità/quantità di programmi , deve garantirne la copertura dei costi. Se non può farlo, deve trovare risorse altre (es. payTV a RAI) o ridurre le sue onerose richieste a RAI.

c)- che la campagna contro il “canone RAI” deve essere contrastata da una contestuale campagna di boicottaggio dei canoni di pay TV privati , diffondendo i dati di questa nota (anche su RAI3).

d)- che il sistema radiotelevisivo e comunicativo italiano non può più essere monopolizzato e mercificato da due monopoli privati- Mediaset e Sky- alla faccia della nostra Costituzione e delle univoche sentenze della Corte costituzionale, finora violate, beffate ed ignorate impunemente. Il servizio pubblico radiotelevisivo e le emittenti comunitarie- fulcro della democrazia costituzionale ed argine decisivo contro ogni monopolio commerciale – debbono diventare parte prevalente nel panorama comunicativo nazionale . Un servizio pubblico rifondato, qualificato, rilanciato, efficiente e controllabile, come chiedono utenti e lavoratori.

Le proposte del Forum DAC vanno appunto in questa direzione (sito WEB citato).

Purtroppo anche tra politici e giornalisti di “opposizione” vi è grande ignoranza e confusione sul problema. Molti di questi- critici per una RAI privatizzata e berlusconizzata- invece di lottare per “liberarla” dalla ultradecennale ingerenza governativa e partitica, si accodano al coro dominante : boicottare il “canone RAI” e ridurre le potenzialità e le risorse della RAI, favorendo ancor più Berlusconi/Mediaset.






Roma 7 ottobre 2008







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