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LIBERATORIA

ISOLA D'ELBA  2005/2006

A.S. 2004/2005/2006          ULTIME CLASSI          

FINE CORSA.... si va in       pensione...  01- sett - 2006 


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ESAME DI STATO DI EDUCAZIONE FISICA
QUIZ EDUCAZIONE FISICA ESAME DI STATO CONNESSIONI INTERDISCIPLINARI CON VALUTAZIONE
SCHEDA INFORMATIVA ANALITICA DI ED. FISICA PER IL 15 MAGGIO    (word)
SCHEDA INFORMATIVA GENERALE DI E.F PER ESAME  DI STATO
3^ PROVA TIP. B    (word)
TRATTAZIONE SINTETICA TIPOLOGIA - A
Quesiti a risposta singola e multipla : ( tip. b/c )    
SCHEDA VALUTAZIONE EDUCAZIONE FISICA ESAME DI STATO  ........  MINI TESINA  
DISCIPLINE OLIMPICHE
OLIMPIADI MODERNE
Riferimenti per connessioni e collegamenti interdisciplinari alle varie aree.
APPUNTI DI EDUCAZIONE FISICA
ALUNNI  5A - 5B ESAME DI STATO - 2005 - 2006

 

MODULI / TEST DI VALUTAZIONE CON VOTI E PUNTEGGIO...................

  1. MODULO - CORPO UMANO - ED. ALLA SALUTE
  2. MODULO - PRONTO SOCCORSO
  3. MODULO LA PRATICA SPORTIVA
  4. A - TEST EDUCAZIONE FISICA CL. 5^
  5. B - TEST EDUCAZIONE FISICA CL. 5^
  6. QUESTIONARIO / TEST CONNESSIONI INTERDISCIPLINARI CL. 5^

1

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SCHEDA INFORMATIVA  DI ED. FISICA
IPSSAR RIOLO TERME Anno scol._____________________________
Docente prof. Enrico Barbieri
Disciplina: EDUCAZIONE FISICA Classi:______________________________
Scheda informativa GENERALE DI EF PER ESAME DI STATO                         TORNA SU
Metodi di insegnamento: lezioni pratiche collettive, esercitazioni di gruppo, lavoro individuale, discussioni guidate,lezioni teoriche, lezioni teorico-pratiche.
Mezzi di insegnamento: attrezzi ginnico sportivi fissi e mobili, piccoli attrezzi codificati e/o specifici per le varie discipline sportive, fotocopie di argomenti, schede con quesiti o questionari.
Spazi di insegnamento: palestra pallone, spazi aperti nelle vicinanze.
Tempi di insegnamento: 2 ore settimanali – 66 ore annuali c.a.
Criteri e strumenti di valutazione:
Prove scritte di verifica (vedi allegati): tipologia a – b - c
Criteri di valutazione: ( vedi allegati)
Tip. A griglia di verifica con descrittori. Punteggio in 15 mi.
Tip. B/C griglia di verifica in 100 mi
Prove pratiche: osservazione e controllo periodico delle capacità motorie e relativo significato culturale (espressione pratico teorica).
Valutazioni in media tre valutazioni a quadrimestre. Griglia di verifica con voti da 4 a 10.
Moduli/obiettivi: miglioramento resistenza aerobica ed anaerobica, pratica di discipline sportive individuali e di squadra, conoscenza e applicazione dei regolamenti sportivi, miglioramento delle capacità condizionali e coordinative, autocontrollo, socializzazione nel gruppo, autovalutazione, autonomia nel lavoro individuale, nozioni di base sugli infortuni e la prevenzione, pronto soccorso, educazione alimentare, conoscenza e uso dei linguaggi specifici delle regole di gioco delle discipline sportive, consapevolezza del significato culturale e salutistico delle attività motorie (contesti e connessioni con altre materie).
L’insegnante di ed. fisica
______________________________________


Trattazione sintetica tip. A                         TORNA SU
IPSSAR RIOLO TERME (RA) Prof. Enrico Barbieri Data:_________
Alunno:________________________ CL:_________
PROVA DI EDUCAZIONE FISICA
Trattazione sintetica a scelta dei seguenti argomenti ( tip.A ): crocetta il n° dell'argomento da eseguire
1. Lo stress fattore di rischio per la nostra salute. Come affrontarlo, in che modo può aiutarci il movimento, che metodi conosci?
2. Aspetti negativi dello sport: commenta
3. La salute dinamica - rischi della sedentarietà. (esprimi il tuo parere).
4. Il ruolo dello sport nella società di oggi.
5. Benefici dell'attività motoria.
6. Doping sportivo. (esprimi il tuo parere).
7. La tecnologia degli impianti ed attrezzature sportive: commenta
8. Gli aspetti interdisciplinari che si possono cogliere con le altre materie: commenta
9. Sport: mass-media ed economia. (esprimi il tuo parere).
10. L'educazione fisica è una materia obbligatoria nella scuola: sulla base della tua esperienza personale che significato formativo dovrebbe avere sui ragazzi?
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________________________________________________________________________________________________
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_____________________________________________________________________________________max20righe_
Punteggio: 15/14--13--12--11--10--9/6--5/3--2/1
Valutaz: 10 9 8 7 6 5 4/3 2
Obiettivi verificati Punteggio
Pertinenza alla traccia e conoscenza dei contenuti              Da 0 a 5
Articolazione, coesione e coerenza dell'argomentazione    Da 0 a 4
Spunti di originalità nelle opinioni espresse                         Da 0 a 3
Correttezza, efficacia espositiva                                               Da 0 a 3
firma___________________
IPSSAR RIOLO TERME (RA) Prof. Enrico Barbieri

Alunno:________________________ CL:_________

 
PROVA DI EDUCAZIONE FISICA ........................
Quesiti a risposta singola e multipla : ( tip. b/c )              TORNA SU
1 Il riscaldamento muscolare è valido in quanto:
________________________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________________________
2 Che cosa è uno stiramento muscolare.
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3 Che cosa si intende dal punto di vista sportivo per "Doping"
________________________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________________________
4 Metti in ordine il percorso dell'aria inspirata. ( con numerazione ).
____polmoni____trachea____faringe_______bocca/naso____bronchi
5 Sostituisci la parola allenamento con altre parole equivalenti.
A- supercompensazione B - recupero C - adattamento
6 Nella pallavolo la battuta si effettua:
A - da qualunque punto oltre la zona di fondo B - da qualunque zona del campo
7 Per potenziare le gambe esegui:
A - corsa normale B - corsa in salita C - scatti e partenze veloci
8 Il sangue che ritorna al cuore è ricco di anidride carbonica:
VERO FALSO
9 L'acido lattico serve per aumentare una prestazione sportiva:
VERO FALSO
10 Bradicardia vuol dire che il ritmo cardiaco accelera:
VERO FALSO


Data_____________ Pnteggio/voto:__________________Alunno/a:__________________________________
(firma)
Valutazione:
Quesiti a risposta singola Esatti   punti 1 ---- Incompleti punti 0,50----          Errati/nulli punti 0
Quesiti a risposta multipla         " punti 1------------------------------------       " " punti 0
Quesiti a risposta vero/falso      " punti 1 -----------------------------------       " " punti 0
Punteggio totale attribuito ---PUNTI 10


SCHEDA VALUTAZIONE Ed. FISICA per ESAME DI STATO.........MINI - TESINA    TORNA SU

IPSSAR RIOLO TERME (RA) prof. Enrico Barbieri Data:______________
Alunno:________________________________ CL:______________

SCHEDA DI EDUCAZIONE FISICA ESAME DI STATO

DISCIPLINA DEI GIOCHI OLIMPICI:
STORIA DEI GIOCHI OLIMPICI DELL'ANNO:
N.B. - seguire questa traccia - compilare tutte le parti anche se in modo sintetico - scrivere correttamente in stampatello o macchina per scrivere o computer. Questa scheda fa parte della valutazione finale di educazione fisica e dell'esame di stato (colloquio in tutte le materie). Max. tre fogli frontali. Le dimensioni delle varie parti sono libere.
STORIA/ORIGINI:






trattazione sintetica


IL GIOCO - LA GARA ( TECNICHE E TATTICHE ) - TENUTA DI GARA - CAMPO / IMPIANTI - REGOLAMENTI :



PROFILO DELL'ATLETA ( qualità fisiche e neuro muscolari ):





COLLEGAMENTI E CONNESSIONI: ( in base alla storia, alle origini, alle olimpiadi dell'era moderna, alle particolarità della disciplina sportiva scelta, individua una breve connessione, uno spunto, che fornisca un accostamento trasversale col XX secolo, (1800-1900), ed alcuni suoi aspetti relativi alla STORIA (es. imperi, colonie, fascismo, comunismo, guerre mondiali ecc.) - SOCIETA' e PENSIERO ( es: etnie, razzismo, questione femminile, rivoluzioni industriali, ambiente inquinamento, economia, filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia ecc. ) - SCIENZA ( biologia, fisica, aeronautica, geologia, medicina ecc. ) e come questi abbiano influenzato, modificato ecc. l'idea dello sport e dell'educazione fisica.) Anche aneddoti e curiosità.

Obiettivi verificati Punteggio
Pertinenza alla traccia e conoscenza dei contenuti Da 0 a 5
Articolazione, coesione e coerenza dell'argomentazione Da 0 a 4
Spunti di originalità nelle opinioni espresse Da 0 a 3
Correttezza, efficacia espositiva Da 0 a 3


Punteggio: 15/14--13--12--11--10--9/6--5/3--2/1
Valutaz: 10 9 8 7 6 5 4/3 2






Discipline olimpiche .......................................................................TORNA SU
1. Atletica leggera ( Athletics )
2. Badminton ( Badminton )
3. Baseball ( Baseball )
4. Beach volley ( Beach Volleyball )
5. Biathlon ( Biathlon )
6. Bob ( Bobsled )
7. Calcio ( Football )
8. Canoa e kayak - Slalom ( Canoa / Kayak - Slalom )
9. Canoa e kayak - Sprint ( Canoe / Kayak - Sprint )
10. Canottaggio ( Rowing )
11. Ciclismo - Mountain bike ( Cycling - Mountain Bike )
12. Ciclismo - Pista ( Cycling - Track )
13. Ciclismo - Strada ( Cycling - Road race )
14. Croquet ( Croquet )
15. Curling ( Curling )
16. Equitazione ( Equestrian )
17. Ginnastica - Artistica ( Gymnastics - Artistic )
18. Ginnastica - Ritmica ( Gymnastics - Rhythmic )
19. Ginnastica - Trampolino ( Gymnastics - Trampoline )
20. Hockey su ghiaccio ( Ice Hockey )
21. Hockey su prato ( Hockey )
22. Judo ( Judo )
23. Lacrosse ( Lacrosse )
24. Lotta ( Wrestling )
25. Lotta greco-romana ( Wrestling - Greco-Roman )
26. Lotta libera ( Wrestling - Freestyle )
27. Nuoto ( Swimming )
28. Nuoto sincronizzato ( Synchronized Swimming )
29. Pallacanestro ( Basketball )
30. Pallamano ( Handball
31. Pallanuoto ( Water Polo )
32. Pallavolo ( Volleyball )
33. Pattinaggio su ghiaccio - Artistico ( Skating on ice - Figure )
34. Pattinaggio su ghiaccio - Short track ( Skating on ice - Short track )
35. Pattinaggio su ghiaccio - Velocita ( Skating on ice - Speed )
36. Pentathlon moderno ( Modern Pentathlon )
37. Polo ( Polo )
38. Pugilato ( Boxing )
39. Rackets ( Rackets )
40. Roque ( Roque )
41. Rugby ( Rugby )
42. Scherma ( Fencing )
43. Sci alpino ( Alpine skiing )
44. Sci alpino - Freestyle ( Alpine skiing - Freestyle )
45. Sci alpino - Snowboard ( Alpine skiing - Snowboard )
46. Sci nordico ( Nordic skiing )
47. Skeleton ( Skeleton )
48. Slittino ( Luge )
49. Softball ( Softball )
50. Sollevamento pesi ( Weightlifting )
51. Taekwondo ( Taekwondo )
52. Tennis ( Tennis )
53. Tennis tavolo ( Table Tennis )
54. Tiro ( Shooting )
55. Tiro a segno ( Shooting )
56. Tiro a volo ( Trapshooting )
57. Tiro con l'arco ( Archery )
58. Triathlon ( Triathlon )
59. Tuffi ( Diving )
60. Vela ( Sailing )

Olimpiadi moderne.......................................................................................................TORNA SU

GIOCHI ESTIVI I. Atene 1896 II. Parigi 1900 III. Saint Louis 1904 IV. Londra 1908 V. Stoccolma 1912 VI. VII. Anversa 1920 VIII. Parigi 1924 IX. Amsterdam 1928 X. Los Angeles 1932 XI. Berlino 1936 XII. XIII. XIV. Londra 1948 XV. Helsinki 1952 XVI. Melbourne 1956 XVII. Roma 1960 XVIII. Tokyo 1964 XIX. Citta' del Messico 1968 XX. Monaco 1972 XXI. Montreal 1976 XXII. Mosca 1980 XXIII. Los Angeles 1984 XXIV. Seul 1988 XXV. Barcellona 1992 XXVI. Atlanta 1996 XXVII. Sydney 2000 XXVIII. Atene 2004 XXIX. Pechino 2008 GIOCHI INVERNALI I. Chamonix 1924 II. St. Moritz 1928 III. Lake Placid 1932 IV. Garmisch Partenkirchen 1936 V. St. Moritz 1948 VI. Oslo 1952 VII. Cortina d'Ampezzo 1956 VIII. Squaw Valley 1960 IX. Innsbruck 1964 X. Grenoble 1968 XI. Sapporo 1972 XII. Innsbruck 1976 XIII. Lake Placid 1980 XIV. Sarajevo 1984 XV. Calgary 1988 XVI. Albertville 1992 XVII. Lillehammer 1994 XVIII. Nagano 1998 XIX. Salt Lake City 2002 XX. Torino 2006
I giochi della VI, XII e XIII Olimpiade non furono disputati a causa delle vicende belliche della I e II guerra mondiale
Non vengono presi in considerazione i c.d. "giochi intermedi" svoltisi ad Atene dal 22 aprile al 2 maggio 1906 in quanto mai riconosciuti dal Comitato Olimpico Internazionale


Istituto Alberghiero - Riolo Terme (RA) Prof. Barbieri Enrico
Riferimenti per connessioni e collegamenti interdisciplinari alle varie aree.                                  TORNA SU
· Rivoluzione Francese-
· Rivoluzione industriale inglese-
· Colonialismi ed imperialismi-
· Sviluppo industriale in Italia-
· Prima guerra mondiale-
· Seconda guerra mondiale-
· Nazismo e Fascismo-
· La società di massa, trasformazione comportamenti sociali-
· La società post industriale-
· Futurismo-
· Decadentismo-
· Verismo e naturalismo-
· Tecnologia delle comunicazioni e mass media-
· Tecnologia delle attrezzature sportive-
· Tecnologia degli impianti sportivi-
· Sport e ambiente naturale-
· Controlli medici-
· Igiene delle attività sportive-
· Alimentazione sportiva-
· Doping sportivo-
· Sport e società-
· Impegno civile e volontariato-
· Sport come fenomeno di massa-
· Aspetti negativi dello sport-
· Salute e vita moderna-
· Tempo libero-
· Tutela della salute-
· Legislazione sportiva-



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APPUNTI DI EDUCAZIONE FISICA
CAPACITA’ MOTORIE
Parlando di capacità motorie, si usa solitamente suddividerle in capacità condizionali e capacità coordinative:
CAPACITA’ CONDIZIONALI
CAPACITA’ COORDINATIVE
 
VELOCITA’
RESISTENZA
FORZA
MOBILITA’ ARTICOLARE
 
GENERALI
Ø      capacità di apprendimento motorio
Ø      capacità di controllo motorio
Ø      capacità di adattamento e trasformazione dei movimenti
Ø      capacità di automatizzare
SPECIALI
Ø      equilibrio (statico e dinamico)
Ø      coordinazione oculo-manuale
Ø      orientamento spazio temporale
Ø      ritmo
Ø      tecnica e tattica
Ø      ecc.
 
Le capacità condizionali e coordinative si possono migliorare con l’allenamento: facilmente nei soggetti sedentari, con più difficoltà negli atleti già evoluti.
Perché ci sia allenamento, ci deve essere affaticamento, in quanto l’organismo durante il riposo non torna solo a livello iniziale, ma recupera in eccesso “diventando un po' più forte”. Si chiama principio della “super compensazione”.
1^ fase - con l’aumentato dispendio energetico (durante l’allenamento), la capacità di prestazione diminuisce e si produce affaticamento.
2^ fase - le energie consumate vengono ristabilite e ritornano a livello iniziale.
3^ fase - se il carico è stato ottimale si verifica l’aumento del potenziale energetico (fase di super compensazione).
4^ fase - la capacità di prestazione ridiscende ai valori normali
ATTENZIONE:.
·       gli stimoli deboli non provocano adattamenti;
·       gli stimoli medi provocano adattamento e sviluppo;
·       gli stimoli di intensità massima, se protratti a lungo, creano danni;
·       per aumentare le capacità gli stimoli successivi devono essere proposti dopo la 2^ fase  e prima della 4^ fase.                        
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APPRENDIMENTO MOTORIO
Parlando di apprendimento motorio è importante chiarire, anche se in forma semplificata, il concetto di schema motorio (insieme delle immagini motorie apprese) che è alla base di ogni gesto che noi compiamo.
Esso può essere suddiviso in quattro fasi:
PERCEZIONE E ANALISI degli stimoli esterni letti attraverso recettori specifici: recettori ottici (informazioni provenienti dalla retina), recettori statico-dinamici (informazione sull’equilibrio proveniente dal “labirinto” situato nell’orecchio interno), recettori cinestesici (informazioni dai recettori posti su muscoli, tendini, articolazioni), recettori acustici (orecchio  e sistema nervoso che analizza la parola e i suoni convenzionali), recettori tattili (posti nella pelle);
ELABORAZIONE di queste informazioni da parte del sistema nervoso centrale che produce a livello mentale un’immagine motoria del movimento che si intende compiere;
EFFETTUAZIONE cioè realizzazione concreta nella realtà di un atto motorio deciso nella fase precedente;
RIAFFERENZA e MEMORIA (FEED-BACK) cioè controllo, correzione, memorizzazione e automatizzazione della risposta motoria facendo riferimento all’esperienza di situazioni simili già vissute.
 
ATTENZIONE: La capacità di apprendimento motorio varia in base alla situazione di partenza del soggetto e in base alle sue motivazioni.
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LE CAPACITA’ CONDIZIONALI
 
 
DA COSA DIPENDE
 SI DIVIDE IN
COME SI ALLENA
RESISTENZA
Apparato respiratorio
Apparato cardiocircolatorio
Metabolismo cellulare
Percentuale di fibre rosse nel muscolo
Efficacia e ritmo del gesto tecnico
Capacità di resistere alla fatica (fisica e psichica)
Resistenza generale (capacità di opporsi alla fatica in attività che impegnano complessivamente l’organismo, Es: maratona, ciclismo)
Resistenza specifica o speciale (capacità di svolgere con continuità un lavoro specifico non particolarmente intenso).
La resistenza generale si allena con attività prolungate ma di bassa intensità (iniziare con molta gradualità, allenarsi spesso e proseguire con regolarità per molti mesi). Si possono eseguire attività a velocità costante o attività con variazioni di ritmo. Ricercare e allenare  il proprio “steady-state” (stato di equilibrio tra sforzo prodotto ed energia disponibile).
FORZA
Dimensione e tipo delle fibre del muscolo
Velocità di accorciamento delle fibre muscolari
La frequenza degli impulsi che i neuroni motori trasmettono ai muscoli
Numero di fibre che si attivano nella contrazione
Coordinazione tra i gruppi di fibre del muscolo
Coordinazione con i muscoli sinergici (oppositori, che devono rilassarsi)
Disponibilità di riserve energetiche
Esecuzione tecnica corretta
Forza massimale (è la forza massima che il sistema neuro-muscolare è in grado di produrre con un’unica  contrazione volontaria. Es: sollevamento pesi).
Forza veloce o potenza (nelle attività in cui l’impegno muscolare è elevato perché eseguito in forma esplosiva. Es: salto in alto)
Forza resistente (nelle attività dove l’impegno muscolare è intenso e protratto nel tempo. Es: canottaggio).
L’obiettivo può essere  quello della bonificazione o quello del potenziamento.
Gli esercizi possono essere a carico naturale o con sovraccarico.
 Esercizi di contrazione dinamica (isotonica  o concentrica)
Esercizi di contrazione statica (isometrica)
Esercizi di contrazione cedente (eccentrica).
Gli esercizi devono essere combinati tra loro in base agli obiettivi da raggiungere e ai gruppi muscolari  interessati. E’ opportuno farsi consigliare da un esperto per dosare il carico, il numero di ripetizioni, la velocità, i tempi di recupero.
VELOCITA’
Velocità di conduzione degli impulsi nervosi
Rapidità di contrazione dei muscoli
Percentuale di fibre bianche nei muscoli
Forza dei muscoli interessati
Elasticità muscolare
Capacità di rilassamento dinamico
Coordinazione dei movimenti
Tecnica corretta
Velocità di reazione (semplice in situazioni codificate (es: sparo, partenza), complessa nelle attività di situazione (es: mi arriva la palla nel calcio).
Rapidità dei singoli movimenti (siano essi ciclici o aciclici)
Frequenza dei movimenti (capacità di eseguire lo stesso gesto il maggior numero di volte nell’unità di tempo)
Esercizi di miglioramento della forza veloce muscolare. Esercizi specifici per la velocità che si intende sviluppare. Esercizi per automatizzare i gesti tecnici. Gli esercizi devono essere brevi e intensi, curando i tempi di recupero.
MOBILITA’
ARTICOLARE
Grado di efficienza delle articolazioni
Elasticità, estendibilità di muscoli, tendini e legamenti
Coordinazione del movimento
Mobilità attiva
Mobilità passiva
Si effettua cercando di portare al limite il movimento articolare (lentamente, senza dolore, in maniera attiva o passiva). Lo stretching aiuta a tenere la muscolatura allungata a vantaggio anche della capacità articolare..
 
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  SISTEMI ENERGETICI NEL CORPO UMANO
L'energia meccanica espressa dai movimenti del corpo umano deriva dalla trasformazione dell'energia chimica a sua volta tratta dalla trasformazione degli alimenti, in presenza o meno dell'ossigeno Tutti i cibi energetici (carboidrati, grassi e proteine) possono quindi essere degradati nelle cellule, ed in questo processo é liberata una grande quantità di energia. L'energia così prodotta non viene direttamente utilizzata per eseguire lavoro, ma per costituire un composto chimico detto ATP (adenosintrifosfato). La demolizione di questa molecola libera a sua volta energia che può essere impiegata dalle cellule per il proprio lavoro: l'ATP rappresenta quindi la forma di immagazzinamento dell'energia nell'organismo.
ATP Þ ADP (adenosindifosfato) + P (fosforo) + Energia Þ ENERGIA  per contrazione muscolare
La riserva di ATP contenuta in un muscolo gli consente di mantenere la contrazione per una decina di secondi, quindi affinchè il muscolo possa continuare il proprio lavoro e' necessario che l'ATP venga costantemente rigenerato. L'energia necessaria a questo processo è fornita da reazioni chimiche che possono avvenire in assenza di ossigeno (metabolismo anaerobico), o in sua presenza (metabolismo aerobico).
L’energia per la risintesi dell’ATP (ATP Þ energia + P + ADP Þ ATP) viene fornita da:
MECCANISMO ANAEROBICO ALATTACIDO Þ PC (fosfocreatina) Þ P + Energia
MECCANISMO ANAEROBICO LATTACIDO Þ  zuccheri  Þ energia + HL (acido lattico)
MECCANISMO AEROBICO Þ  zuccheri o grassi + ossigeno Þ energia + anid. carbonica + H2O
 
Meccanismo
ANAEROBICO
ALATTACIDO
ANAEROBICO
LATTACIDO
AEROBICO
Utilizza
Fosfocreatina già presente nelle cellule
PC+ADP=C+ATP
Glucosio (già presente nelle fibre muscolari) e glicogeno (composto da molecole di glucosio, richiamato dal fegato)
Lipidi e acidi grassi (ma anche in misura minore glicidi o glucosio) attraverso il Ciclo di Krebs.
Tempo
di intervento
Immediato
10” – 25”
Ottimale dopo 2’-5’
Potenza
 
Molto elevata
Elevata
Non elevata.
Energia disponibile
e durata
Durata molto limitata,
10”-20”
Durata limitata,
20”- 2’
Durata molto elevata,
teoricamente illimitata nel tempo
Tempi medi
di recupero
dopo lo sforzo
2’-5’
45’-60’
15-36 ore
Residuo
combustione
ADP, AMP, creatina
Acido lattico (che provoca il senso di fatica muscolare e arriva a bloccare il lavoro)
Acqua e anidride carbonica
IL RECUPERO POST-ESERCIZIO: alla fase di esercizio segue una fase di recupero che consente all'organismo di ritornare alla condizione di partenza. Il consumo di ossigeno in questa fase resta più elevato che a riposo e viene detto “debito di ossigeno”.
Nel primo momento della fase di recupero viene assorbito il debito alattacido a livello muscolare ripristinando le riserve di ATP e di fosfocreatina. Nel secondo momento relativo al debito lattacido, l'ossigeno è utilizzato per eliminare e trasformare l’acido lattacido rimosso dal sangue.  Esso può essere rimosso in vari modi:  conversione in acido piruvico (ciclo di Krebs) oppure  trasformazione in glucosio e glicogeno oppure  trasformazione in proteine oppure eliminazione attraverso sudore ed urina. La concentrazione di acido lattico viene rimossa in qualche decina di minuti e il “male ai muscoli” del giorno dopo è dovuto a piccoli danni meccanici e non alla presenza di acido lattico.
In un terzo momento, nei giorni successivi allo sforzo, le riserve di glicogeno consumate vengono naturalmente ripristinate.
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  L ’ACQUA E LA REGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA
L’acqua contenuta nel corpo umano corrisponde grosso modo ai 2/3 del peso corporeo e gran parte di questa si trova all’interno dei vari corpi cellulari. Le sue principali funzioni sono: trasporto di sostanze nutritive, partecipazione a reazioni metaboliche, regolazione della temperatura corporea. L’acqua è necessaria per la vita e la sua carenza porta alla disidratazione che non permette il normale svolgimento delle funzioni vitali.  Infatti se si può vivere senza mangiare per diversi giorni, o anche settimane, senz’acqua non è possibile sopravvivere per più di due o tre giorni. L’acqua viene assorbita dall’organismo sotto due forme: bevande (la migliore è l’acqua stessa) e l’acqua contenuta negli alimenti.
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LA REGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA
Durante le sforzo fisico il lavoro muscolare fa aumentare la temperatura corporea perché solo il 20-25% dell’energia prodotta viene trasformato in lavoro meccanico essendo il resto trasformato esclusivamente in calore. La temperatura dell’organismo impegnato in attività motorie continuerebbe perciò a salire (circa 0,3 gradi al minuto in un’attività sportiva media) se contemporaneamente non si cominciasse a produrre sudore. Compito essenziale del sudore è dunque quello di “sistema di raffreddamento” della macchina umana. Ma il sudore è principalmente acqua e la perdita durante uno sforzo prolungato può essere notevole (anche vari litri) e deve perciò essere reintegrata per non perdere in rendimento o addirittura per non mettere in pericolo la propria salute.
Lo stimolo della sete è la spia che ci avverte quando manca liquido al “radiatore” del nostro motore. La sete dipende prevalentemente da stimoli che arrivano al cervello da recettori specifici posti per lo più nelle cellule. Questi corpuscoli sono sensibili alle variazioni di pressione osmotica, cioè ai cambiamenti della quantità d’acqua e di sali all’interno delle cellule o del sangue, e comandano al corpo di bere e nello stesso tempo di ridurre tutte le funzioni dove ci sia consumo di acqua, a partire dalla produzione di urina e di saliva fino alle reazioni chimiche cellulari che richiedono consumo d’acqua, riducendo così il rendimento fisico. Il problema quindi è che la spia della sete si accende solo quando si è persa già troppa acqua ed il fisico è già in difficoltà. Se possibile dunque, specie nelle attività motorie, occorre anticipare la sete, bevendo  prima di sentirne il desiderio. In questo modo l'organismo non finisce mai “a secco” e si evitano i problemi di rendimento connessi alla disidratazione.
Per reintegrare i liquidi e i sali persi col sudore, più ancora dell’acqua, sarebbe opportuno utilizzare le bevande da sport, quelle ipotoniche prima della corsa, quelle isotoniche durante la corsa e quelle ipertoniche al termine; le pastiglie di sale sono consigliate solo per sudorazioni cospicue (oltre 3litri).  E’ comunque possibile prepararsi da se’ un piccolo e poco costoso reintegratore aggiungendo ad un litro d’acqua un cucchiaio di miele, un pizzico di sale (che facilita l’assimilazione dell’acqua stessa e reintegra la lieve perdita di sali con il sudore), il succo di uno o più agrumi: le dosi si devono poi modificare in base alle esigenze o gusti personali.  L’acqua va bevuta a piccoli sorsi (circa mezzo bicchiere ogni 10-15 minuti) e ad una temperatura intorno agli 8° cioè fresca e non ghiacciata: perché abbassa la temperatura corporea e viene assorbita più velocemente. Bere troppa acqua insieme impegna eccessivamente lo stomaco e non viene assimilata subito. Non è consigliata l’acqua gasata che “gonfia” lo stomaco, creando inutili tensioni alle pareti gastriche. Come e quanto bere durante le attività fisiche?
 
Tempo allenamento
Prima dell’attività.
Circa 15 minuti prima.
Durante l’attività.
A intervalli regolari.
Dopo l’attività. Nella mezzora successiva.
30’
200 ml
50 ml
300 ml
1 ora
200 ml
200 ml
400 ml
2 ore
300 ml
400 ml
600 ml
3 ore
450 ml
600 ml
900 ml
      Il fabbisogno d’acqua è comunque soggettivo e varia in funzione della temperatura e dell’umidità dell’ambiente, in funzione del peso dell’atleta, dell’efficienza dei suoi meccanismi di termoregolazione, in funzione del tipo di lavoro svolto.
       Una sudorazione abbondante durante le attività fisiche porta ad un notevole calo di peso (1  litro d’acqua = 1 Kg) che però è solo temporaneo. La sudorazione non può far dimagrire!
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  IL RISCALDAMENTO
            Il riscaldamento ha l’obiettivo di mettere in condizioni la persona di rispondere alle sollecitazioni nei differenti piani. Muscolare, energetico, sensoriale, emotivo. Deve perciò essere completo (preparare tutto il corpo), deve essere graduale (progressività nell’intensità e nella difficoltà), deve essere specifico (deve considerare in modo particolare l’attività che si intende svolgere).
 
EFFETTI DEL RISCALDAMENTO
ATTIVAZIONE DELLA PIENA FUNZIONALITA’ MUSCOLARE
Attraverso l’aumento della temperatura interna:
MIGLIORA l’irrorazione sanguigna (vasodilatazione)
FACILITA gli scambi gassosi periferici ed accelera le reazioni biochimiche fonti della produzione energetica del muscolo.
DIMINUISCE la viscosità muscolare, abbassando la dispersione energetica necessaria a vincere gli attriti interni ed esaltando la rapidità di contrazione e decontrazione del muscolo.
AUMENTA le capacità elastiche dell’individuo
RIDUCE la possibilità di traumi attraverso l’esaltazione dei meccanismi suddetti.
 
MIGLIORAMENTO DELLE CAPACITA’ ORGANICHE FONDAMENTALI PER ALCUNE DISCIPLINE
Attraverso l’attivazione dell’ apparato cardio circolatorio e respiratorio abbiamo:
Il raggiungimento dei regimi cardiorespiratori prossimi a quelli di funzionalità ottimale. Infatti nella fase iniziale di qualsiasi attività prevalentemente aerobica, che richiede lunghe durate, la quantità di ossigeno assorbita ed inviata ai muscoli è relativamente bassa: occorrerà un certo tempo (circa 3 o 4 minuti) perchè si raggiungano i regimi di funzionalità ottimale.
 
ESALTAZIONE DELLE QUALITA’ NERVOSE
Attraverso la sollecitazione del sistema nervoso centrale e periferico che:
MIGLIORA la coordinazione
ACCELERA la reattività
ESALTA la destrezza
INCREMENTA l’agilità
PREDISPONE all’applicazione mentale
 
 
 
NORME PER UN CORRETTO RISCALDAMENTO
 
IL RISCALDAMENTO GENERALMENTE:
DEVE ESSERE: totale, prettamente aerobico, graduale, prevalentemente  a carico naturale, a bassa intensità.
PUO’ AVERE: fasi anaerobiche alattacide (impegno intenso di breve durata, massimo 6/7 secondi), esercitazioni specifiche tecniche
NON DEVE PREVEDERE: durata eccessiva, fasi anaerobiche lattacide (esercitazioni intense di durata superiore ai 6/7 secondi).
DEVE CONTENERE: nella seconda parte esercizi di mobilità articolare ed estensibilità
 
PRE-ALLENAMENTO: presenta una maggiore quantità di intensità, contiene una componente allenante secondaria, può far insorgere i sintomi di una leggera fatica.
 
PRE-GARA:contiene, oltre alla componente muscolare generale, una elevata componente specifica e tecnica per ripetere gli automatismi e le gestualità competitive; non deve assolutamente affaticare nè psicologicamente, nè biochimicamente; va assolutamente evitato il debito lattacido.
 
 
 
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  EFFETTI DELL’ALLENAMENTO E DEL MOVIMENTO
 
L’allenamento e la pratica regolare di attività motorie o sportive consentono all’organismo di stimolare adattamenti che portano a una migliore funzionalità di organi ed apparati:
APPARATO NEURO-MUSCOLARE: Il muscolo che lavora in modo intenso e continuativo diventa più tonico e aumenta la sua forza. Al contrario, l’inattività porta ad una diminuzione sia della forza, sia del volume (pensate a quando uno viene ingessato per molto tempo). In base al tipo di allenamento il muscolo può diventare più elastico, più reattivo, più grosso, più lungo o più corto. Nel muscolo allenato aumenta la capillarizzazione (cioè il numero di vasi sanguigni presenti) e quindi migliora la capacità di rifornire di ossigeno il muscolo. Migliora anche la trasmissione e l’elaborazione degli stimoli nervosi.
APPARATO OSTEO-ARTICOLARE: L’aumentata circolazione sanguigna porta ad un maggior nutrimento del tessuto osseo e quindi ad un maggior rifornimento di calcio. Il movimento favorisce la produzione di nuove cellule ossee (rappresentando uno stimolo importante nella fase di crescita) e favorisce un aumento della loro robustezza. A livello articolare nelle persone allenate si nota una maggiore resistenza delle strutture (capsule, legamenti, ecc.) e, se l’attività è adeguata, si mantiene e sviluppa la mobilità articolare.
APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO E RESPIRATORIO: Durante l’esercizio fisico aumenta il fabbisogno di ossigeno e, di conseguenza, aumenta la frequenza cardiaca e respiratoria, la ventilazione polmonare e la gittata sistolica. Gli adattamenti stabili riguardano la diminuzione dei tempi necessari al recupero dopo lo sforzo e la diminuzione della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria a riposo, che sono molto più basse negli sportivi che nei sedentari. Aumenta dunque la quantità di sangue che il cuore riesce “pompare” ad ogni contrazione e la quantità d’aria che i polmoni riescono a “trattare” in un singolo atto respiratorio.
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SPORT E DOPING
L’origine del termine “doping” è incerta, ma per “doping” si intende una procedura (medica, farmacologica, psicologica o di altra tipo) utilizzata per migliorare la prestazione fisica oltre i limiti dell’allenamento. L’effetto del doping è un miglioramento della prestazione fisica.
Da sempre gli atleti hanno cercato di migliorare le proprie prestazioni fisiche affiancando all’allenamento procedure medico/farmacologiche o psicologiche, ma gran parte di queste procedure hanno numerosi effetti collaterali negativi.
L’utilizzo del doping ha una ricaduta a livello legale, medico, sanitario ed etico ed è pericoloso anche perchè trasmette l’idea che laddove non si può arrivare con la fatica e l’impegno fisico, si può arrivare con altri metodi.
Sostanza
Tipologia
Effetti positivi
Effetti negativi
STEROIDI
ANABOLIZZANTI
Derivati dagli ormoni sessuali maschili
Favoriscono la sintesi proteica, cioè l’aumento rapido della massa muscolare
Diminuzione della crescita in altezza, mascolinizzazione nelle femmine, problemi di fertilità nei maschi, danni alla prostata, elevata incidenza di tumori, cardiopatie, patologie a carico dei tendini, alterazione della personalità
ANFETAMINE,
NARCOTICI,
ANTIDOLORIFICI
Sostanze che non migliorano la prestazione, ma danno senso di benessere
Mascherano la fatica o il dolore permettendo all’atleta di superare il limite fisiologico
Aumento della pressione arteriosa, aritmie, danni ai tendini e ai muscoli, pericolo di colpi di calore
ERITROPOIETINA
(EPO)
Proteina di origine renale che induce la produzione di globuli rossi
Facilità nel trasporto dell’ossigeno ematico
Trombosi, embolie, ipertensione
CREATINA
Molecola proteica che interviene nella reintegrazione dell’ATP
Minori tempi di recupero, maggiore quantità di sforzi massimali
Non ancora studiati
            Ecco le principali motivazioni che spingono all’uso del doping: il successo (modello di efficienza..), la pressione sociale (non si possono deludere gli altri…), evitare la fatica, avere risultati in tempi brevi…
            In questa situazione bisogna: che la scuola e le società sportive diano le giuste informazioni, che l’attività sportiva recuperi la sua dimensione di attività per la salute, che il mondo sportivo ritrovi il valore del gioco limitando l’esasperazione agonistica e gli interessi economici legati al mondo dello spettacolo.
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TRAUMATOLOGIA E PRIMO SOCCORSO
            Gli infortuni possono dividersi in: grandi emergenze e traumi. Nelle grandi emergenze (trauma cranico, vertebrale o pericolo di vita) è necessario quanto prima allertare il pronto soccorso telefonando al 118 (chiamata gratuita da qualsiasi telefono in tutta Italia) lasciando a persone competenti l’intervento e chiedendo eventualmente indicazioni su come intervenire in attesa dei medici. In caso di trauma lieve è opportuno conoscere le norme principali di primo soccorso anche se è sempre opportuno rivolgersi al pronto soccorso o al proprio medico in caso di dubbi o peggioramento delle condizioni fisiche.
 
COS’E’
COME SI PRESENTA
COSA FARE
VESCICHE
E’ un sollevamento della pelle dovuto a sfregamento prolungato (calzature o calze non adatte) che crea una bolla
Tenere umida la zona, eliminare la causa dello sfregamento, se si rompe la bolla disinfettare. Non rompere la bolla
CRAMPO
Contrazione violenta e involontaria di un muscolo che appare contratto e indurito
Allungare lentamente la muscolatura, ripristinare l’eventuale disidratazione. Non proseguire l’attività
“MALE AL FIANCO”
Si localizza vicino al fegato o alla milza, dopo una prolungata attività fisica nei soggetti poco allenati
Ridurre il ritmo di lavoro, regolare il ritmo respiratorio.
PUNTURE
DI INSETTI
Intorno alla puntura può apparire dolore, gonfiore, tumefazione. Nei casi di allergia può comparire nausea, difficoltà di respirazione.
Se presente, rimuovere con delicatezza il pungiglione. Applicare ghiaccio o prodotti specifici.
USTIONE
E’ la distruzione delle cellule della pelle dovuta al  contatto con particolari sostanze o per calore.
Applicare immediatamente acqua fredda corrente. Nei casi gravi contattare il Pronto Soccorso.
CONTUSIONE
E’ la cosiddetta “botta”, crea dolore, arrossamento e gonfiore.
Applicare ghiaccio. Controllare nei giorni successivi il riassorbimento dei liquidi.
STIRAMENTO STRAPPO
E’ la rottura di alcune o molte fibre muscolari.
Mettere a riposo il muscolo coinvolto. Applicare ghiaccio. Fasciare. Non massaggiare.
DISTORSIONE
LUSSAZIONE
E’ l’allontanamento di due capi articolari con stiramento di tendini e legamenti. L’articolazione è dolente e si gonfia. In caso di lussazione i due capi articolari restano fuori sede; in caso di distorsione rientrano in sede.
In caso di lussazione recarsi subito al pronto soccorso. Se distorsione: applicare ghiaccio (per molte ore ad intervalli); fasciare; tenere l’articolazione immobilizzata e sollevata rispetto al cuore.Se necessario recarsi al Pronto Soccorso per accertare il tipo di trauma.
ABRASIONE FERITA
E’ una lacerazione della pelle. Può essere presente emorragia.
Lavare bene la ferita. Togliere corpi estranei. Disinfettare. Coprire con garza o cerotto. Se la ferita è ampia o profonda recarsi al pronto soccorso.
EMORRAGIA
E’ una fuoriuscita di sangue. Può essere interna od esterna.
Cercare di bloccare l’emorragia comprimendo la ferita con materiale sterile. Comprime il vaso sanguineo interessato a monte (emorragia arteriosa) o a valle (emorragia venosa). In caso di emorragia grave dopo il primo intervento trasportare subito l’infortunato al pronto soccorso.
FRATTURA
E’ la rottura di un osso. Si dice “frattura esposta” se uno dei capi ossei fratturati esce dalla pelle. Provoca grande dolore e gonfiore.
Applicare ghiaccio. Se c’è anche ferita procedere come sopra. Immobilizzare la parte. Coprire l’infortunato. Non muovere il ferito.
COLPO DI FREDDO
E’ dovuto alla prolungata esposizione al freddo. Il congelamento può interessare solo la cute o anche i tessuti più profondi. Interessa per lo più le estremità che si presentano doloranti, intorpidite e di colore ceruleo o blu.
Riscaldare le parti per contatto pelle contro pelle. Mettere la parte interessata in acqua a temperatura corporea. Non massaggiare o sfregare. Riscaldare con gradualità evitando il contatto con caloriferi o borse dell’acqua calda.
COLPO DI CALORE
E’ un aumento della temperatura corporea che l’organismo non riesce a smaltire. Pallore, respiro irregolare, stato confusionale.
Mettersi in un luogo fresco, bere acqua fresca, interrompere ogni attività fisica.
TRAUMA CRANICO
(emergenza)
Si verificano a seguito di un contatto violento della testa con una superficie dura. E’ da ritenersi molto grave se  c’è incoscienza (anche per pochi secondi), stato confusionale, nausea, fuoriuscita di liquido dalle orecchie, ematoma nella zona inferiore delle palpebre, disturbi nella vista o nell’equilibrio.
Applicare ghiaccio. Rivolgersi sempre al pronto soccorso, perché eventuali gravi complicazioni potrebbero manifestarsi anche 24-48 ore dopo.
 
E’ importante ricordare che è meglio prevenire che curare: è quindi necessario, in ogni attività, ricercare sempre condizioni che diano sicurezza e limitino i rischi (idoneità preventiva a svolgere l’attività, sicurezza dei mezzi utilizzati e degli ambienti).
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ALIMENTAZIONE
 
Ogni persona ha necessità di assumere elementi nutritivi per permettono quei processi che permettono all'organismo umano di crescere, rinnovarsi, mantenersi attivo. Ecco allora perché nutrirsi  bene, significa, prima di tutto, fornire all'organismo la giusta quantità di principi nutritivi necessari a garantire il mantenimento della salute e dell'efficienza fisica,
Gli elementi nutritivi sono: carboidrati (o zuccheri), grassi e proteine. Il corpo umano ha però la necessità anche di sali minerali, vitamine e acqua.
 
 
dove si trovano
cosa servono
carboidrati
Patate, pastasciutta, zucchero, miele, frutta, ecc. Si trovano in molti vegetali sotto forma di zuccheri semplici (saccarosio, lattosio, fruttosio) e di zuccheri complessi (amidi).
Sono la fonte principale e immediata di energia per il nostro organismo. Sono da preferire i carboidrati complessi (pane, pasta, riso, ecc.). Funzione energetica.
grassi
Si possono dividere tra grassi vegetali (olio, ecc.) e grassi animali (burro, lardo, ecc.)
Intervengono in molti processi (crescita, assorbimento delle vitamine, ecc.) e costituiscono una fonte concentrata di energia. Funzione costruttrice ed energetica.
proteine
Carne, pesce, uova, latte, frutta secca, legumi, cereali.
Sono i "mattoncini" indispensabili per costruire i tessuti (crescita e riparazione) e per fabbricare enzimi, anticorpi, ormoni, ecc. Funzione costruttrice.
vitamine
Soprattutto in frutta e ortaggi freschi
Essenziali regolatori dei principali processi dell'organismo
sali
minerali
Nelle bevande e in quasi tutti gli alimenti.
Importanti nella trasmissione nervosa, nella costruzione di ossa e denti, nella regolazione idrica dell'organismo.
acqua
Negli alimenti e nelle bevande.
Essenziale per la vita: senza cibo si può resistere per settimane, senza acqua si muore dopo pochissimi giorni.
 
Oltre sulla giusta quantità, è necessario concentrare l'interesse anche sulla giusta qualità. Nel mondo moderno, si sono assunte abitudini alimentari scorrette, troppo ricche di zuccheri e di sale, puntando l'attenzione sul sapore più che sul contenuto e la qualità dei cibi. Spesso basta poco per migliorare la propria alimentazione. Se avete problemi di peso o di alimentazione parlatene con il vostro medico o con un dietologo: non sempre servono diete ferree, tante volte è sufficiente semplicemente mangiare meglio
.
DA INCORAGGIARE...
LIMITARE...
- un'alimentazione molto varia, adeguata alla propria età e alla propria attività (la dieta ideale per un giovane deve prevedere mediamente 50-60% di carboidrati, 25% di grassi, 15-20% di proteine, per un totale di circa 2000/3000 kcal);
- l'assunzione di alimenti ricchi di fibra, vitamine, sali minerali e calcio, quale pane e pasta integrale, legumi, frutta e verdura fresca, yogurt e latticini;
- l'utilizzo di prodotti alimentari freschi e della propria zona;
- un'adeguata attività fisica progressivamente più intensa che favorisca il consumo delle calorie ingerite con gli alimenti;
- il bere acqua soprattutto fuori dai pasti, specie mattino e sera;
- l'uso dei piatti unici, tipici della nostra zona (pasta e fagioli, risi e bisi....), pizza, ecc.;
- il consumo frequente del pesce (meglio azzurro, quello mediterraneo) e preferirlo alla carne;
- il consumo e la preparazione della colazione del mattino come un pasto importante;
- la digeribilità e la leggerezza del pranzo (specie se si studia o si lavora subito dopo);
- una cena che reintegri le energie spese nella giornata, senza disturbare il riposo notturno;
- i momenti dei pasti come momenti di sereno incontro fra amici o famigliari (non un frenetico pit-stop);
- il controllo annuale del peso corporeo e della statura.

- l'alimentazione eccessiva;
- l'uso dello zucchero raffinato (meglio senza o il miele);
- l'uso del sale da cucina (meglio quasi eliminarlo)
- l'uso di grassi animali;
- le pietanze fritte;
- le bevande gasate;
- le caramelle,  dolciumi, gli spuntini preconfezionati (esageratamente ricchi di zuccheri semplici, conservanti e coloranti)...
CAL: E' la caloria: l'unità di misura dell'energia totale contenuta in un alimento (1 cal = 4,18 joule) (kcal = 1000cal). In un'ora si spendono: 66 kcal per dormire, 180 kcal per una passeggiata. In un giorno si consumano circa 2200-3500 kcal, in base alle condizioni del soggetto e all'attività svolta.
SMALTIRE...: Un hamburger con patatine fritte mangiato con gli amici ci regala 400kcal. Per riuscire a consumarle bisognerà correre per 50 minuti o andare in bicicletta per più di un'ora.
ALCOLICI: I cosiddetti alcolici (vino, birra, ecc.) se bevuti moderatamente e a stomaco pieno non hanno effetti dannosi. Hanno caratteristiche particolari: non sono un alimento perché non contengono nutrienti; vengono assorbiti dall'intestino rapidamente e con priorità, senza modificazioni; forniscono molto energia che però non migliora il lavoro muscolare. Se l'alcool è assunto in quantità: affatica il fegato, ha effetto anestetizzante sul cervello (impossibile guidare con attenzione!), crea dipendenza. Gli animali si rifiutano, anche se forzati, di bere alcolici.
DIETA MEDITERRANEA: La dieta mediterranea prevede l'utilizzo prevalente di olio di oliva, vino, pane, pasta, legumi secchi, frutta e ortaggi. Questi cibi si integrano poi con piccole quantità di prodotti animali quali il latte, il formaggio, le uova, la carne ed il pesce. La dieta mediterranea viene contrapposta a quelle tipiche dei paesi americani e nord europei (ricche di grassi animali e zuccheri semplici), perché è più sana e previene molte malattie (obesità, arteriosclerosi, malattie cardiache, ecc.). In Italia la dieta mediterranea è ormai scomparsa al nord e sta scomparendo anche al sud.
BULIMIA: è un disturbo psicologico che comporta il desiderio incontrollato di cibo che viene poi vomitato.
ANORESSIA: è un disturbo psicologico dove il soggetto rifiuta di alimentarsi per vari motivi.
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