Metodi di insegnamento: lezioni pratiche collettive, esercitazioni di gruppo,
lavoro individuale, discussioni guidate,lezioni teoriche, lezioni
teorico-pratiche.
Mezzi di insegnamento: attrezzi ginnico sportivi fissi e mobili, piccoli
attrezzi codificati e/o specifici per le varie discipline sportive, fotocopie di
argomenti, schede con quesiti o questionari.
Spazi di insegnamento: palestra pallone, spazi aperti nelle vicinanze.
Tempi di insegnamento: 2 ore settimanali – 66 ore annuali c.a.
Criteri e strumenti di valutazione:
Prove scritte di verifica (vedi allegati): tipologia a – b - c
Criteri di valutazione: ( vedi allegati)
Tip. A griglia di verifica con descrittori. Punteggio in 15 mi.
Tip. B/C griglia di verifica in 100 mi
Prove pratiche: osservazione e controllo periodico delle capacità motorie e
relativo significato culturale (espressione pratico teorica).
Valutazioni in media tre valutazioni a quadrimestre. Griglia di verifica con
voti da 4 a 10.
Moduli/obiettivi: miglioramento resistenza aerobica ed anaerobica, pratica di
discipline sportive individuali e di squadra, conoscenza e applicazione dei
regolamenti sportivi, miglioramento delle capacità condizionali e coordinative,
autocontrollo, socializzazione nel gruppo, autovalutazione, autonomia nel lavoro
individuale, nozioni di base sugli infortuni e la prevenzione, pronto soccorso,
educazione alimentare, conoscenza e uso dei linguaggi specifici delle regole di
gioco delle discipline sportive, consapevolezza del significato culturale e
salutistico delle attività motorie (contesti e connessioni con altre materie).
L’insegnante di ed. fisica
______________________________________
IPSSAR RIOLO TERME (RA) Prof. Enrico Barbieri Data:_________
Alunno:________________________ CL:_________
PROVA DI EDUCAZIONE FISICA
Trattazione sintetica a scelta dei seguenti argomenti ( tip.A ): crocetta il
n° dell'argomento da eseguire
1. Lo stress fattore di rischio per la nostra salute. Come affrontarlo, in
che modo può aiutarci il movimento, che metodi conosci?
2. Aspetti negativi dello sport: commenta
3. La salute dinamica - rischi della sedentarietà. (esprimi il tuo parere).
4. Il ruolo dello sport nella società di oggi.
5. Benefici dell'attività motoria.
6. Doping sportivo. (esprimi il tuo parere).
7. La tecnologia degli impianti ed attrezzature sportive: commenta
8. Gli aspetti interdisciplinari che si possono cogliere con le altre materie:
commenta
9. Sport: mass-media ed economia. (esprimi il tuo parere).
10. L'educazione fisica è una materia obbligatoria nella scuola: sulla base
della tua esperienza personale che significato formativo dovrebbe avere sui
ragazzi?
=====================================================================================
Obiettivi verificati Punteggio
Pertinenza alla traccia e conoscenza dei contenuti
Da 0 a 5
Articolazione, coesione e coerenza dell'argomentazione Da 0 a 4
Spunti di originalità nelle opinioni espresse
Da 0 a 3
Correttezza, efficacia espositiva
Da 0 a 3
firma___________________
IPSSAR RIOLO TERME (RA) Prof. Enrico Barbieri
Alunno:________________________ CL:_________
PROVA DI EDUCAZIONE FISICA ........................
________________________________________________________________________________________________
2 Che cosa è uno stiramento muscolare.
________________________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________________________
3 Che cosa si intende dal punto di vista sportivo per "Doping"
________________________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________________________
4 Metti in ordine il percorso dell'aria inspirata. ( con numerazione ).
____polmoni____trachea____faringe_______bocca/naso____bronchi
5 Sostituisci la parola allenamento con altre parole equivalenti.
A- supercompensazione B - recupero C - adattamento
6 Nella pallavolo la battuta si effettua:
A - da qualunque punto oltre la zona di fondo B - da qualunque zona del campo
7 Per potenziare le gambe esegui:
A - corsa normale B - corsa in salita C - scatti e partenze veloci
8 Il sangue che ritorna al cuore è ricco di anidride carbonica:
VERO FALSO
9 L'acido lattico serve per aumentare una prestazione sportiva:
VERO FALSO
10 Bradicardia vuol dire che il ritmo cardiaco accelera:
VERO FALSO
Quesiti a risposta singola Esatti punti 1 ---- Incompleti punti 0,50----
Errati/nulli punti 0
Quesiti a risposta multipla " punti
1------------------------------------
" " punti 0
Quesiti a risposta vero/falso " punti 1
-----------------------------------
" " punti 0
Punteggio totale attribuito ---PUNTI 10
N.B. - seguire questa traccia - compilare tutte le parti anche se in modo
sintetico - scrivere correttamente in stampatello o macchina per scrivere o
computer. Questa scheda fa parte della valutazione finale di educazione fisica e
dell'esame di stato (colloquio in tutte le materie). Max. tre fogli frontali. Le
dimensioni delle varie parti sono libere.
STORIA/ORIGINI:
trattazione sintetica
IL GIOCO - LA GARA ( TECNICHE E TATTICHE ) - TENUTA DI GARA - CAMPO /
IMPIANTI - REGOLAMENTI :
PROFILO DELL'ATLETA ( qualità fisiche e neuro muscolari ):
COLLEGAMENTI E CONNESSIONI: ( in base alla storia, alle origini, alle olimpiadi
dell'era moderna, alle particolarità della disciplina sportiva scelta,
individua una breve connessione, uno spunto, che fornisca un accostamento
trasversale col XX secolo, (1800-1900), ed alcuni suoi aspetti relativi alla
STORIA (es. imperi, colonie, fascismo, comunismo, guerre mondiali ecc.) -
SOCIETA' e PENSIERO ( es: etnie, razzismo, questione femminile, rivoluzioni
industriali, ambiente inquinamento, economia, filosofia, pedagogia, psicologia,
sociologia ecc. ) - SCIENZA ( biologia, fisica, aeronautica, geologia, medicina
ecc. ) e come questi abbiano influenzato, modificato ecc. l'idea dello sport e
dell'educazione fisica.) Anche aneddoti e curiosità.
Obiettivi verificati Punteggio
Pertinenza alla traccia e conoscenza dei contenuti Da 0 a 5
Articolazione, coesione e coerenza dell'argomentazione Da 0 a 4
Spunti di originalità nelle opinioni espresse Da 0 a 3
Correttezza, efficacia espositiva Da 0 a 3
Olimpiadi moderne.......................................................................................................TORNA SU
GIOCHI ESTIVI I. Atene 1896 II. Parigi 1900 III. Saint Louis 1904 IV. Londra
1908 V. Stoccolma 1912 VI. VII. Anversa 1920 VIII. Parigi 1924 IX. Amsterdam
1928 X. Los Angeles 1932 XI. Berlino 1936 XII. XIII. XIV. Londra 1948 XV.
Helsinki 1952 XVI. Melbourne 1956 XVII. Roma 1960 XVIII. Tokyo 1964 XIX. Citta'
del Messico 1968 XX. Monaco 1972 XXI. Montreal 1976 XXII. Mosca 1980 XXIII. Los
Angeles 1984 XXIV. Seul 1988 XXV. Barcellona 1992 XXVI. Atlanta 1996 XXVII.
Sydney 2000 XXVIII. Atene 2004 XXIX. Pechino 2008 GIOCHI INVERNALI I. Chamonix
1924 II. St. Moritz 1928 III. Lake Placid 1932 IV. Garmisch Partenkirchen 1936
V. St. Moritz 1948 VI. Oslo 1952 VII. Cortina d'Ampezzo 1956 VIII. Squaw Valley
1960 IX. Innsbruck 1964 X. Grenoble 1968 XI. Sapporo 1972 XII. Innsbruck 1976
XIII. Lake Placid 1980 XIV. Sarajevo 1984 XV. Calgary 1988 XVI. Albertville 1992
XVII. Lillehammer 1994 XVIII. Nagano 1998 XIX. Salt Lake City 2002 XX. Torino
2006
I giochi della VI, XII e XIII Olimpiade non furono disputati a causa delle
vicende belliche della I e II guerra mondiale
Non vengono presi in considerazione i c.d. "giochi intermedi"
svoltisi ad Atene dal 22 aprile al 2 maggio 1906 in quanto mai riconosciuti dal
Comitato Olimpico Internazionale
Istituto Alberghiero - Riolo Terme (RA) Prof. Barbieri Enrico
· Rivoluzione Francese-
· Rivoluzione industriale inglese-
· Colonialismi ed imperialismi-
· Sviluppo industriale in Italia-
· Prima guerra mondiale-
· Seconda guerra mondiale-
· Nazismo e Fascismo-
· La società di massa, trasformazione comportamenti sociali-
· La società post industriale-
· Futurismo-
· Decadentismo-
· Verismo e naturalismo-
· Tecnologia delle comunicazioni e mass media-
· Tecnologia delle attrezzature sportive-
· Tecnologia degli impianti sportivi-
· Sport e ambiente naturale-
· Controlli medici-
· Igiene delle attività sportive-
· Alimentazione sportiva-
· Doping sportivo-
· Sport e società-
· Impegno civile e volontariato-
· Sport come fenomeno di massa-
· Aspetti negativi dello sport-
· Salute e vita moderna-
· Tempo libero-
· Tutela della salute-
· Legislazione sportiva-
Parlando di capacità motorie, si usa solitamente
suddividerle in capacità condizionali
e capacità coordinative:
CAPACITA’
CONDIZIONALI
CAPACITA’ COORDINATIVE
VELOCITA’
RESISTENZA
FORZA
MOBILITA’ ARTICOLARE
GENERALI
Øcapacità di apprendimento motorio
Øcapacità di controllo motorio
Øcapacità di adattamento e trasformazione dei movimenti
Øcapacità di automatizzare
SPECIALI
Øequilibrio
(statico e dinamico)
Øcoordinazione
oculo-manuale
Øorientamento
spazio temporale
Øritmo
Øtecnica
e tattica
Øecc.
Le
capacità condizionali e coordinative si possono migliorare con l’allenamento:
facilmente nei soggetti sedentari, con più difficoltà negli atleti già
evoluti.
Perché
ci sia allenamento, ci deve essere affaticamento, in quanto l’organismo
durante il riposo non torna solo a livello iniziale, ma recupera in eccesso
“diventando un po' più forte”. Si chiama principio della “super
compensazione”.
1^ fase
- con l’aumentato dispendio energetico (durante l’allenamento), la capacità
di prestazione diminuisce e si produce affaticamento.
2^ fase
- le energie consumate vengono ristabilite e ritornano a livello iniziale.
3^ fase
- se il carico è stato ottimale si verifica l’aumento del potenziale
energetico (fase di super compensazione).
4^ fase
- la capacità di prestazione ridiscende ai valori normali
ATTENZIONE:.
·gli
stimoli deboli non provocano adattamenti;
·gli
stimoli medi provocano adattamento e sviluppo;
·gli
stimoli di intensità massima, se protratti a lungo, creano danni;
·per
aumentare le capacità gli stimoli successivi devono essere proposti dopo la 2^
fasee prima della 4^ fase.
Parlando di apprendimento motorio è importante
chiarire, anche se in forma semplificata, il concetto di schema motorio (insieme delle immagini motorie apprese) che è alla
base di ogni gesto che noi compiamo.
Esso può essere suddiviso in quattro fasi:
PERCEZIONE E ANALISI
degli stimoli esterni letti attraverso recettori specifici: recettori
ottici (informazioni provenienti dalla retina), recettori statico-dinamici (informazione sull’equilibrio
proveniente dal “labirinto” situato nell’orecchio interno), recettori cinestesici (informazioni dai recettori posti su muscoli,
tendini, articolazioni), recettori
acustici (orecchioe sistema
nervoso che analizza la parola e i suoni convenzionali), recettori tattili (posti nella pelle);
ELABORAZIONE di queste informazioni da parte del sistema nervoso
centrale che produce a livello mentale un’immagine
motoria del movimento che si intende compiere;
EFFETTUAZIONE cioè realizzazione concreta nella realtà di un
atto motorio deciso nella fase precedente;
RIAFFERENZA e MEMORIA
(FEED-BACK) cioè controllo, correzione, memorizzazione e automatizzazione della
risposta motoria facendo riferimento all’esperienza di situazioni simili già
vissute.
ATTENZIONE:
La capacità di apprendimento motorio varia in base alla situazione
di partenza del soggetto e in base alle sue motivazioni.
Capacità
di resistere alla fatica (fisica e psichica)
Resistenza
generale
(capacità di opporsi alla fatica in attività che impegnano
complessivamente l’organismo, Es: maratona, ciclismo)
Resistenza
specifica o speciale
(capacità di svolgere con continuità un lavoro specifico non
particolarmente intenso).
La
resistenza generale si allena con attività prolungate ma di bassa
intensità (iniziare con molta gradualità, allenarsi spesso e proseguire
con regolarità per molti mesi). Si possono eseguire attività a velocità
costante o attività con variazioni di ritmo. Ricercare e allenareil proprio “steady-state” (stato di equilibrio tra
sforzo prodotto ed energia disponibile).
FORZA
Dimensione
e tipo delle fibre del muscolo
Velocità
di accorciamento delle fibre muscolari
La
frequenza degli impulsi che i neuroni motori trasmettono ai muscoli
Numero
di fibre che si attivano nella contrazione
Coordinazione
tra i gruppi di fibre del muscolo
Coordinazione
con i muscoli sinergici (oppositori, che devono rilassarsi)
Disponibilità
di riserve energetiche
Esecuzione
tecnica corretta
Forza
massimale
(è la forza massima che il sistema neuro-muscolare è in grado di
produrre con un’unicacontrazione
volontaria. Es: sollevamento pesi).
Forza
veloce o potenza
(nelle attività in cui l’impegno muscolare è elevato perché eseguito
in forma esplosiva. Es: salto in alto)
Forza
resistente
(nelle attività dove l’impegno muscolare è intenso e protratto nel
tempo. Es: canottaggio).
L’obiettivo
può esserequello della
bonificazione o quello del potenziamento.
Gli
esercizi possono essere a carico naturale o con sovraccarico.
Esercizi
di contrazione dinamica (isotonicao
concentrica)
Esercizi
di contrazione statica (isometrica)
Esercizi
di contrazione cedente (eccentrica).
Gli
esercizi devono essere combinati tra loro in base agli obiettivi da
raggiungere e ai gruppi muscolariinteressati.
E’ opportuno farsi consigliare da un esperto per dosare il carico, il
numero di ripetizioni, la velocità, i tempi di recupero.
VELOCITA’
Velocità
di conduzione degli impulsi nervosi
Rapidità
di contrazione dei muscoli
Percentuale
di fibre bianche nei muscoli
Forza
dei muscoli interessati
Elasticità
muscolare
Capacità
di rilassamento dinamico
Coordinazione
dei movimenti
Tecnica
corretta
Velocità
di reazione
(semplice in situazioni codificate (es: sparo, partenza), complessa nelle
attività di situazione (es: mi arriva la palla nel calcio).
Rapidità
dei singoli movimenti
(siano essi ciclici o aciclici)
Frequenza
dei movimenti
(capacità di eseguire lo stesso gesto il maggior numero di volte
nell’unità di tempo)
Esercizi
di miglioramento della forza veloce muscolare. Esercizi specifici per la
velocità che si intende sviluppare. Esercizi per automatizzare i gesti
tecnici. Gli esercizi devono essere brevi e intensi, curando i tempi di
recupero.
MOBILITA’
ARTICOLARE
Grado
di efficienza delle articolazioni
Elasticità,
estendibilità di muscoli, tendini e legamenti
Coordinazione
del movimento
Mobilità
attiva
Mobilità
passiva
Si
effettua cercando di portare al limite il movimento articolare
(lentamente, senza dolore, in maniera attiva o passiva). Lo stretching
aiuta a tenere la muscolatura allungata a vantaggio anche della capacità
articolare..
L'energia
meccanica espressa dai movimenti del corpo umano deriva dalla trasformazione
dell'energia chimica a sua volta tratta dalla trasformazione degli alimenti, in
presenza o meno dell'ossigeno Tutti i cibi energetici (carboidrati, grassi e
proteine) possono quindi essere degradati nelle cellule, ed in questo processo
é liberata una grande quantità di energia. L'energia così prodotta non viene
direttamente utilizzata per eseguire lavoro, ma per costituire un composto
chimico detto ATP (adenosintrifosfato). La demolizione di questa molecola libera
a sua volta energia che può essere impiegata dalle cellule per il proprio
lavoro: l'ATP rappresenta quindi la forma di immagazzinamento dell'energia
nell'organismo.
ATP Þ
ADP (adenosindifosfato) + P (fosforo) + Energia Þ
ENERGIAper contrazione muscolare
La
riserva di ATP contenuta in un muscolo gli consente di mantenere la contrazione
per una decina di secondi, quindi affinchè il muscolo possa continuare il
proprio lavoro e' necessario che l'ATP venga costantemente rigenerato. L'energia
necessaria a questo processo è fornita da reazioni chimiche che possono
avvenire in assenza di ossigeno (metabolismo anaerobico), o in sua presenza
(metabolismo aerobico).
L’energia per la risintesi
dell’ATP (ATP Þ
energia + P + ADP Þ
ATP) viene fornita da:
MECCANISMO
ANAEROBICO ALATTACIDOÞ
PC (fosfocreatina) Þ P + Energia
MECCANISMO
ANAEROBICO LATTACIDOÞzuccheriÞ energia + HL (acido lattico)
MECCANISMO
AEROBICOÞzuccheri
o grassi + ossigeno Þ
energia + anid. carbonica + H2O
Meccanismo
ANAEROBICO
ALATTACIDO
ANAEROBICO
LATTACIDO
AEROBICO
Utilizza
Fosfocreatina già presente
nelle cellule
PC+ADP=C+ATP
Glucosio (già presente
nelle fibre muscolari) e glicogeno (composto da molecole di glucosio,
richiamato dal fegato)
Lipidi e acidi grassi (ma
anche in misura minore glicidi o glucosio) attraverso il Ciclo di Krebs.
Tempo
di
intervento
Immediato
10” – 25”
Ottimale dopo 2’-5’
Potenza
Molto elevata
Elevata
Non elevata.
Energia
disponibile
e
durata
Durata molto limitata,
10”-20”
Durata limitata,
20”- 2’
Durata molto elevata,
teoricamente illimitata nel
tempo
Tempi
medi
di
recupero
dopo
lo sforzo
2’-5’
45’-60’
15-36 ore
Residuo
combustione
ADP, AMP, creatina
Acido lattico (che provoca
il senso di fatica muscolare e arriva a bloccare il lavoro)
Acqua e anidride carbonica
IL
RECUPERO POST-ESERCIZIO: alla fase
di esercizio segue una fase di recupero che consente all'organismo di ritornare
alla condizione di partenza. Il consumo di ossigeno in questa fase resta più
elevato che a riposo e viene detto “debito di ossigeno”.
Nel primo momento della fase di recupero viene
assorbito il debito alattacido a livello muscolare ripristinando le riserve di
ATP e di fosfocreatina. Nel secondo momento relativo al debito lattacido,
l'ossigeno è utilizzato per eliminare e trasformare l’acido lattacido rimosso
dal sangue.Esso può essere
rimosso in vari modi:conversione
in acido piruvico (ciclo di Krebs) oppuretrasformazione
in glucosio e glicogeno oppuretrasformazione
in proteine oppure eliminazione attraverso sudore ed urina. La concentrazione di
acido lattico viene rimossa in qualche decina di minuti e il “male ai
muscoli” del giorno dopo è dovuto a piccoli danni meccanici e non alla
presenza di acido lattico.
In un terzo momento, nei giorni successivi allo
sforzo, le riserve di glicogeno consumate vengono naturalmente ripristinate.
L’acqua contenuta nel corpo umano corrisponde
grosso modo ai 2/3 del peso corporeo e gran parte di questa si trova
all’interno dei vari corpi cellulari. Le sue principali funzioni sono: trasporto di sostanze nutritive, partecipazione a reazioni metaboliche, regolazione della temperatura corporea. L’acqua è necessaria per
la vita e la sua carenza porta alla disidratazione che non permette il normale
svolgimento delle funzioni vitali.Infatti
se si può vivere senza mangiare per diversi giorni, o anche settimane,
senz’acqua non è possibile sopravvivere per più di due o tre giorni.
L’acqua viene assorbita dall’organismo sotto due forme: bevande (la migliore
è l’acqua stessa) e l’acqua contenuta negli alimenti.
Durante le sforzo fisico il lavoro muscolare fa
aumentare la temperatura corporea perché solo il 20-25% dell’energia prodotta
viene trasformato in lavoro meccanico essendo il resto trasformato
esclusivamente in calore. La temperatura dell’organismo impegnato in attività
motorie continuerebbe perciò a salire (circa 0,3 gradi al minuto in
un’attività sportiva media) se contemporaneamente non si cominciasse a
produrre sudore. Compito essenziale del sudore è dunque quello di “sistema
di raffreddamento” della macchina umana. Ma il sudore è principalmente
acqua e la perdita durante uno sforzo prolungato può essere notevole (anche
vari litri) e deve perciò essere reintegrata per non perdere in rendimento o
addirittura per non mettere in pericolo la propria salute.
Lo stimolo della sete è la spia che ci avverte
quando manca liquido al “radiatore” del nostro motore. La sete dipende prevalentemente
da stimoli che arrivano al cervello da recettori specifici posti per lo più
nelle cellule. Questi corpuscoli sono sensibili alle variazioni di pressione
osmotica, cioè ai cambiamenti della quantità d’acqua e di sali all’interno
delle cellule o del sangue, e comandano al corpo di bere e nello stesso tempo di
ridurre tutte le funzioni dove ci sia consumo di acqua, a partire dalla
produzione di urina e di saliva fino alle reazioni chimiche cellulari che
richiedono consumo d’acqua, riducendo così il rendimento fisico. Il problema
quindi è che la spia della sete si accende solo quando si è persa già
troppa acqua ed il fisico è già in difficoltà. Se possibile dunque,
specie nelle attività motorie, occorre anticipare la sete, bevendoprima di sentirne il desiderio. In questo modo l'organismo non finisce
mai “a secco” e si evitano i problemi di rendimento connessi alla
disidratazione.
Per reintegrare i liquidi e i sali persi col sudore,
più ancora dell’acqua, sarebbe opportuno utilizzare le bevande da sport,
quelle ipotoniche prima della corsa, quelle isotoniche durante la corsa e quelle
ipertoniche al termine; le pastiglie di sale sono consigliate solo per
sudorazioni cospicue (oltre 3litri).E’
comunque possibile prepararsi da se’ un piccolo e poco costoso reintegratore
aggiungendo ad un litro d’acqua un cucchiaio di miele, un pizzico di sale (che
facilita l’assimilazione dell’acqua stessa e reintegra la lieve perdita di
sali con il sudore), il succo di uno o più agrumi: le dosi si devono poi
modificare in base alle esigenze o gusti personali.L’acqua va bevuta a piccoli sorsi (circa mezzo bicchiere ogni 10-15
minuti) e ad una temperatura intorno agli 8° cioè fresca e non ghiacciata:
perché abbassa la temperatura corporea e viene assorbita più velocemente. Bere
troppa acqua insieme impegna eccessivamente lo stomaco e non viene assimilata
subito. Non è consigliata l’acqua gasata che “gonfia” lo stomaco, creando
inutili tensioni alle pareti gastriche. Come e quanto bere durante le attività
fisiche?
Tempo
allenamento
Prima
dell’attività.
Circa
15 minuti prima.
Durante
l’attività.
A
intervalli regolari.
Dopo
l’attività.
Nella mezzora successiva.
30’
200
ml
50
ml
300
ml
1
ora
200
ml
200
ml
400
ml
2
ore
300
ml
400
ml
600
ml
3
ore
450
ml
600
ml
900
ml
Il fabbisogno d’acqua è comunque soggettivo e varia in funzione della
temperatura e dell’umidità dell’ambiente, in funzione del peso
dell’atleta, dell’efficienza dei suoi meccanismi di termoregolazione, in
funzione del tipo di lavoro svolto.
Una sudorazione abbondante durante le attività fisiche porta ad un
notevole calo di peso (1litro
d’acqua = 1 Kg) che però è solo temporaneo. La sudorazione non può far
dimagrire!
Il riscaldamento ha l’obiettivo di mettere in condizioni la persona di
rispondere alle sollecitazioni nei differenti piani. Muscolare, energetico,
sensoriale, emotivo. Deve perciò essere completo
(preparare tutto il corpo), deve essere graduale
(progressività nell’intensità e nella difficoltà), deve essere specifico
(deve considerare in modo particolare l’attività che si intende svolgere).
FACILITA
gli scambi gassosi periferici ed accelera le reazioni biochimiche fonti
della produzione energetica del muscolo.
DIMINUISCE
la viscosità muscolare, abbassando la dispersione energetica necessaria a
vincere gli attriti interni ed esaltando la rapidità di contrazione e
decontrazione del muscolo.
AUMENTA
le capacità elastiche dell’individuo
RIDUCE
la possibilità di traumi attraverso l’esaltazione dei meccanismi
suddetti.
MIGLIORAMENTO
DELLE CAPACITA’ ORGANICHE FONDAMENTALI PER ALCUNE DISCIPLINE
Attraverso
l’attivazione dell’ apparato cardio circolatorio e respiratorio
abbiamo:
Il
raggiungimento dei regimi cardiorespiratori prossimi a quelli di
funzionalità ottimale. Infatti nella fase iniziale di qualsiasi attività
prevalentemente aerobica, che richiede lunghe durate, la quantità di
ossigeno assorbita ed inviata ai muscoli è relativamente bassa: occorrerà
un certo tempo (circa 3 o 4 minuti) perchè si raggiungano i regimi di
funzionalità ottimale.
ESALTAZIONE
DELLE QUALITA’ NERVOSE
Attraverso
la sollecitazione del sistema nervoso centrale e periferico che:
MIGLIORA
la coordinazione
ACCELERA
la reattività
ESALTA
la destrezza
INCREMENTA
l’agilità
PREDISPONE
all’applicazione mentale
NORME PER UN
CORRETTO RISCALDAMENTO
IL
RISCALDAMENTO GENERALMENTE:
DEVE
ESSERE: totale, prettamente aerobico, graduale, prevalentementea carico naturale, a bassa intensità.
PUO’
AVERE: fasi anaerobiche alattacide (impegno intenso di breve durata,
massimo 6/7 secondi), esercitazioni specifiche tecniche
NON
DEVE PREVEDERE: durata eccessiva, fasi anaerobiche lattacide
(esercitazioni intense di durata superiore ai 6/7 secondi).
DEVE
CONTENERE: nella seconda parte esercizi di mobilità articolare ed
estensibilità
PRE-ALLENAMENTO:
presenta una maggiore quantità di intensità, contiene una componente
allenante secondaria, può far insorgere i sintomi di una leggera fatica.
PRE-GARA:contiene,
oltre alla componente muscolare generale, una elevata componente specifica
e tecnica per ripetere gli automatismi e le gestualità competitive; non
deve assolutamente affaticare nè psicologicamente, nè biochimicamente;
va assolutamente evitato il debito lattacido.
L’allenamento e la pratica regolare di attività
motorie o sportive consentono all’organismo di stimolare adattamenti che
portano a una migliore funzionalità di organi ed apparati:
APPARATO
NEURO-MUSCOLARE: Il muscolo che lavora in modo intenso e continuativo diventa più
tonico e aumenta la sua forza. Al contrario, l’inattività porta ad una
diminuzione sia della forza, sia del volume (pensate a quando uno viene
ingessato per molto tempo). In base al tipo di allenamento il muscolo può
diventare più elastico, più reattivo, più grosso, più lungo o più corto.
Nel muscolo allenato aumenta la capillarizzazione (cioè il numero di vasi
sanguigni presenti) e quindi migliora la capacità di rifornire di ossigeno il
muscolo. Migliora anche la trasmissione e l’elaborazione degli stimoli
nervosi.
APPARATO
OSTEO-ARTICOLARE:
L’aumentata circolazione sanguigna porta ad un maggior nutrimento del tessuto
osseo e quindi ad un maggior rifornimento di calcio. Il movimento favorisce la
produzione di nuove cellule ossee (rappresentando uno stimolo importante nella
fase di crescita) e favorisce un aumento della loro robustezza. A livello
articolare nelle persone allenate si nota una maggiore resistenza delle
strutture (capsule, legamenti, ecc.) e, se l’attività è adeguata, si
mantiene e sviluppa la mobilità articolare.
APPARATO
CARDIOCIRCOLATORIO E RESPIRATORIO: Durante l’esercizio fisico aumenta il fabbisogno
di ossigeno e, di conseguenza, aumenta la frequenza cardiaca e respiratoria, la
ventilazione polmonare e la gittata sistolica. Gli adattamenti stabili
riguardano la diminuzione dei tempi necessari al recupero dopo lo sforzo e la
diminuzione della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria a riposo,
che sono molto più basse negli sportivi che nei sedentari. Aumenta dunque la
quantità di sangue che il cuore riesce “pompare” ad ogni contrazione e la
quantità d’aria che i polmoni riescono a “trattare” in un singolo atto
respiratorio.
L’origine del termine “doping” è incerta, ma
per “doping” si intende una procedura (medica, farmacologica, psicologica o
di altra tipo) utilizzata per migliorare la prestazione fisica oltre i limiti
dell’allenamento. L’effetto del doping è un miglioramento della prestazione
fisica.
Da sempre gli atleti hanno cercato di migliorare le
proprie prestazioni fisiche affiancando all’allenamento procedure medico/farmacologiche
o psicologiche, ma gran parte di queste procedure hanno numerosi effetti
collaterali negativi.
L’utilizzo del doping ha una ricaduta a livello
legale, medico, sanitario ed etico ed è pericoloso anche perchè trasmette
l’idea che laddove non si può arrivare con la fatica e l’impegno fisico, si
può arrivare con altri metodi.
Sostanza
Tipologia
Effetti
positivi
Effetti
negativi
STEROIDI
ANABOLIZZANTI
Derivati
dagli ormoni sessuali maschili
Favoriscono
la sintesi proteica, cioè l’aumento rapido della massa muscolare
Diminuzione
della crescita in altezza, mascolinizzazione nelle femmine, problemi di
fertilità nei maschi, danni alla prostata, elevata incidenza di tumori,
cardiopatie, patologie a carico dei tendini, alterazione della personalità
ANFETAMINE,
NARCOTICI,
ANTIDOLORIFICI
Sostanze
che non migliorano la prestazione, ma danno senso di benessere
Mascherano
la fatica o il dolore permettendo all’atleta di superare il limite
fisiologico
Aumento
della pressione arteriosa, aritmie, danni ai tendini e ai muscoli,
pericolo di colpi di calore
ERITROPOIETINA
(EPO)
Proteina
di origine renale che induce la produzione di globuli rossi
Facilità
nel trasporto dell’ossigeno ematico
Trombosi,
embolie, ipertensione
CREATINA
Molecola
proteica che interviene nella reintegrazione dell’ATP
Minori
tempi di recupero, maggiore quantità di sforzi massimali
Non
ancora studiati
Ecco le principali motivazioni che spingono all’uso del doping: il
successo (modello di efficienza..), la pressione sociale (non si possono
deludere gli altri…), evitare la fatica, avere risultati in tempi brevi…
In questa situazione bisogna: che la scuola e le società sportive diano
le giuste informazioni, che l’attività sportiva recuperi la sua dimensione di attività per
la salute, che il mondo sportivo ritrovi il valore del gioco limitando
l’esasperazione agonistica e gli interessi economici legati al mondo dello
spettacolo.
Gli infortuni possono dividersi in: grandi emergenze e traumi. Nelle grandi
emergenze (trauma cranico, vertebrale o pericolo di vita) è necessario
quanto prima allertare il pronto soccorso telefonando al 118 (chiamata gratuita da qualsiasi telefono in tutta Italia)
lasciando a persone competenti l’intervento e chiedendo eventualmente
indicazioni su come intervenire in attesa dei medici. In caso di trauma
lieve è opportuno conoscere le norme principali di primo soccorso anche se
è sempre opportuno rivolgersi al pronto soccorso o al proprio medico in caso di
dubbi o peggioramento delle condizioni fisiche.
COS’E’
COME
SI PRESENTA
COSA
FARE
VESCICHE
E’
un sollevamento della pelle dovuto a sfregamento prolungato (calzature o
calze non adatte) che crea una bolla
Tenere
umida la zona, eliminare la causa dello sfregamento, se si rompe la bolla
disinfettare. Non rompere la bolla
CRAMPO
Contrazione
violenta e involontaria di un muscolo che appare contratto e indurito
Allungare
lentamente la muscolatura, ripristinare l’eventuale disidratazione. Non
proseguire l’attività
“MALE
AL FIANCO”
Si
localizza vicino al fegato o alla milza, dopo una prolungata attività
fisica nei soggetti poco allenati
Ridurre
il ritmo di lavoro, regolare il ritmo respiratorio.
PUNTURE
DI
INSETTI
Intorno
alla puntura può apparire dolore, gonfiore, tumefazione. Nei casi di
allergia può comparire nausea, difficoltà di respirazione.
Se
presente, rimuovere con delicatezza il pungiglione. Applicare ghiaccio o
prodotti specifici.
USTIONE
E’
la distruzione delle cellule della pelle dovuta alcontatto con particolari sostanze o per calore.
Applicare
immediatamente acqua fredda corrente. Nei casi gravi contattare il Pronto
Soccorso.
CONTUSIONE
E’
la cosiddetta “botta”, crea dolore, arrossamento e gonfiore.
Applicare
ghiaccio. Controllare nei giorni successivi il riassorbimento dei liquidi.
STIRAMENTO
STRAPPO
E’
la rottura di alcune o molte fibre muscolari.
Mettere
a riposo il muscolo coinvolto. Applicare ghiaccio. Fasciare. Non
massaggiare.
DISTORSIONE
LUSSAZIONE
E’
l’allontanamento di due capi articolari con stiramento di tendini e
legamenti. L’articolazione è dolente e si gonfia. In caso di lussazione
i due capi articolari restano fuori sede; in caso di distorsione rientrano
in sede.
In
caso di lussazione recarsi subito al pronto soccorso. Se distorsione:
applicare ghiaccio (per molte ore ad intervalli); fasciare; tenere
l’articolazione immobilizzata e sollevata rispetto al cuore.Se
necessario recarsi al Pronto Soccorso per accertare il tipo di trauma.
ABRASIONE
FERITA
E’
una lacerazione della pelle. Può essere presente emorragia.
Lavare
bene la ferita. Togliere corpi estranei. Disinfettare. Coprire con garza o
cerotto. Se la ferita è ampia o profonda recarsi al pronto soccorso.
EMORRAGIA
E’
una fuoriuscita di sangue. Può essere interna od esterna.
Cercare
di bloccare l’emorragia comprimendo la ferita con materiale sterile.
Comprime il vaso sanguineo interessato a monte (emorragia arteriosa) o a
valle (emorragia venosa). In caso di emorragia grave dopo il primo
intervento trasportare subito l’infortunato al pronto soccorso.
FRATTURA
E’
la rottura di un osso. Si dice “frattura esposta” se uno dei capi
ossei fratturati esce dalla pelle. Provoca grande dolore e gonfiore.
Applicare
ghiaccio. Se c’è anche ferita procedere come sopra. Immobilizzare la
parte. Coprire l’infortunato. Non muovere il ferito.
COLPO
DI FREDDO
E’
dovuto alla prolungata esposizione al freddo. Il congelamento può
interessare solo la cute o anche i tessuti più profondi. Interessa per lo
più le estremità che si presentano doloranti, intorpidite e di colore
ceruleo o blu.
Riscaldare
le parti per contatto pelle contro pelle. Mettere la parte interessata in
acqua a temperatura corporea. Non massaggiare o sfregare. Riscaldare con
gradualità evitando il contatto con caloriferi o borse dell’acqua
calda.
COLPO
DI CALORE
E’
un aumento della temperatura corporea che l’organismo non riesce a
smaltire. Pallore, respiro irregolare, stato confusionale.
Mettersi
in un luogo fresco, bere acqua fresca, interrompere ogni attività fisica.
TRAUMA
CRANICO
(emergenza)
Si
verificano a seguito di un contatto violento della testa con una
superficie dura. E’ da ritenersi molto grave sec’è incoscienza (anche per pochi secondi), stato confusionale,
nausea, fuoriuscita di liquido dalle orecchie, ematoma nella zona
inferiore delle palpebre, disturbi nella vista o nell’equilibrio.
Applicare
ghiaccio. Rivolgersi sempre al pronto soccorso, perché eventuali gravi
complicazioni potrebbero manifestarsi anche 24-48 ore dopo.
E’ importante ricordare che è meglio prevenire che curare: è quindi necessario, in ogni
attività, ricercare sempre condizioni che diano sicurezza e limitino i rischi
(idoneità preventiva a svolgere l’attività, sicurezza dei mezzi utilizzati e
degli ambienti).
Ogni
persona ha necessità di assumere elementi nutritivi per permettono quei
processi che permettono all'organismo umano di crescere, rinnovarsi, mantenersi
attivo. Ecco allora perché nutrirsibene,
significa, prima di tutto, fornire all'organismo la
giusta quantità di principi nutritivi necessari a garantire il mantenimento
della salute e dell'efficienza fisica,
Gli
elementi nutritivi sono: carboidrati (o zuccheri), grassi e proteine. Il corpo
umano ha però la necessità anche di sali minerali, vitamine e acqua.
dove
si trovano
cosa
servono
carboidrati
Patate,
pastasciutta, zucchero, miele, frutta, ecc. Si trovano in molti vegetali
sotto forma di zuccheri semplici (saccarosio, lattosio, fruttosio) e di
zuccheri complessi (amidi).
Sono
la fonte principale e immediata di energia per il nostro organismo. Sono
da preferire i carboidrati complessi (pane, pasta, riso, ecc.). Funzione
energetica.
grassi
Si
possono dividere tra grassi vegetali (olio, ecc.) e grassi animali (burro,
lardo, ecc.)
Intervengono
in molti processi (crescita, assorbimento delle vitamine, ecc.) e
costituiscono una fonte concentrata di energia. Funzione costruttrice ed
energetica.
Sono
i "mattoncini" indispensabili per costruire i tessuti (crescita
e riparazione) e per fabbricare enzimi, anticorpi, ormoni, ecc. Funzione
costruttrice.
vitamine
Soprattutto
in frutta e ortaggi freschi
Essenziali
regolatori dei principali processi dell'organismo
sali
minerali
Nelle
bevande e in quasi tutti gli alimenti.
Importanti
nella trasmissione nervosa, nella costruzione di ossa e denti, nella
regolazione idrica dell'organismo.
acqua
Negli
alimenti e nelle bevande.
Essenziale
per la vita: senza cibo si può resistere per settimane, senza acqua si
muore dopo pochissimi giorni.
Oltre
sulla giusta quantità, è necessario concentrare l'interesse anche sulla giusta
qualità. Nel mondo moderno, si sono assunte abitudini alimentari scorrette, troppo
ricche di zuccheri e di sale, puntando l'attenzione sul sapore più che sul
contenuto e la qualità dei cibi. Spesso basta poco per migliorare la propria
alimentazione. Se avete problemi di peso o di alimentazione parlatene con il
vostro medico o con un dietologo: non sempre servono diete ferree, tante volte
è sufficiente semplicemente mangiare meglio
.
DA
INCORAGGIARE...
LIMITARE...
-
un'alimentazione molto varia, adeguata alla propria età e alla propria
attività (la dieta ideale per un giovane deve prevedere mediamente 50-60%
di carboidrati, 25%di grassi,
15-20% di proteine, per un totale di circa 2000/3000 kcal);
-
l'assunzione di alimenti ricchi di fibra, vitamine, sali minerali e
calcio, quale pane e pasta integrale, legumi, frutta e verdura fresca,
yogurt e latticini;
-
l'utilizzo di prodotti alimentari freschi e della propria zona;
-
un'adeguata attività fisica progressivamente più intensa che favorisca
il consumo delle calorie ingerite con gli alimenti;
-
il bere acqua soprattutto fuori dai pasti, specie mattino e sera;
-
l'uso dei piatti unici, tipici della nostra zona (pasta e fagioli, risi e
bisi....), pizza, ecc.;
-
il consumo frequente del pesce (meglio azzurro, quello mediterraneo) e
preferirlo alla carne;
- il consumo e la
preparazione della colazione del mattino come un pasto importante;
- la digeribilità e
la leggerezza del pranzo (specie se si studia o si lavora subito dopo);
- una cena che
reintegri le energie spese nella giornata, senza disturbare il riposo
notturno;
-
i momenti dei pasti come momenti di sereno incontro fra amici o famigliari
(non un frenetico pit-stop);
-
il controllo annuale del peso corporeo e della statura.
-
l'alimentazione eccessiva;
-
l'uso dello zucchero raffinato (meglio senza o il miele);
-
l'uso del sale da cucina (meglio quasi eliminarlo)
-
l'uso di grassi animali;
-
le pietanze fritte;
-
le bevande gasate;
-
le caramelle,dolciumi, gli
spuntini preconfezionati (esageratamente ricchi di zuccheri semplici,
conservanti e coloranti)...
CAL:
E' la caloria: l'unità di misura dell'energia totale contenuta in un alimento
(1 cal = 4,18 joule) (kcal = 1000cal). In un'ora si spendono: 66 kcal per
dormire, 180 kcal per una passeggiata. In un giorno si consumano circa 2200-3500
kcal, in base alle condizioni del soggetto e all'attività svolta.
SMALTIRE...:
Un hamburger con patatine fritte mangiato con gli amici ci regala 400kcal. Per
riuscire a consumarle bisognerà correre per 50 minuti o andare in bicicletta
per più di un'ora.
ALCOLICI:
I cosiddetti alcolici (vino, birra, ecc.) se bevuti moderatamente e a stomaco
pieno non hanno effetti dannosi. Hanno caratteristiche particolari: non sono un
alimento perché non contengono nutrienti; vengono assorbiti dall'intestino
rapidamente e con priorità, senza modificazioni; forniscono molto energia che
però non migliora il lavoro muscolare. Se l'alcool è assunto in quantità:
affatica il fegato, ha effetto anestetizzante sul cervello (impossibile guidare
con attenzione!), crea dipendenza. Gli animali si rifiutano, anche se forzati,
di bere alcolici.
DIETA
MEDITERRANEA: La dieta mediterranea prevede l'utilizzo prevalente di olio di
oliva, vino, pane, pasta, legumi secchi, frutta e ortaggi. Questi cibi si
integrano poi con piccole quantità di prodotti animali quali il latte, il
formaggio, le uova, la carne ed il pesce. La dieta mediterranea viene
contrapposta a quelle tipiche dei paesi americani e nord europei (ricche di
grassi animali e zuccheri semplici), perché è più sana e previene molte
malattie (obesità, arteriosclerosi, malattie cardiache, ecc.). In Italia la
dieta mediterranea è ormai scomparsa al nord e sta scomparendo anche al sud.
BULIMIA:
è un disturbo psicologico che comporta il desiderio incontrollato di cibo che
viene poi vomitato.
ANORESSIA:
è un disturbo psicologico dove il soggetto rifiuta di alimentarsi per vari
motivi.