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Il Castello di Verruti

La Cisterna

Dal Palma -Storia civile ed ecclesiastica della provincia di Teramo- vol IV:

“Abetemozzo: In un solo Parroco sono riunite da un pezzo quattro Chiese curate: S.Maria di Abete-mozzo, S.Pietro delle Fajete, S.Rufina di Nocella, S. Andrea di Corvacchiano, in ciascuna delle quali esisteva il fonte battesimale nella visita del 1614 ( vol 76.).  Nella prima, e propriamente nella cappella del Rosario,  fu eretto nel 1698  il beneficio di S. Antonio di Padova, patronato dai Felicetti trasmigrati a Monte-Silvano. Noterò talvolta le Chiesette, le congregazioni ed i semplici beneficj de’ meno popolosi Paesi, onde il lettore argomenti il numero da dirsi ingente, che si è  stato ne’ luoghi più grandi.

Ad oriente di Abetemozzo fu il castello Verruti, la cui forte ed  alpestre situazione corrisponde benissimo al significato di Verruca, giusta l’autorità di Catone (op. Gell. 3.7.) vocabolo da sembrare di Osca radice. Né è diverso il significato d’Iscarelli, quinta villetta della parrocchia, ma dal greco Ischiros, luogo alto, scosceso, forte.”

 

carta  dell'area relativa al feudo dei signori di Verruti.

l'arcigno colle cisterna

la sommità del colle con la cisterna dell'antica rocca.

 

Il Castello

Il colle detto”Cisterna” altro non è che il luogo ove era il Castello  Verruti.
Per arrivare al piano sommitale, bisogna fare una bella scarpinata sul costone a ponente, fra una vegetazione di alberi con piccolo fusto, ed una volta in cima si è sorpresi nel trovare questa cisterna perfettamente conservata.  Inoltre si notano  incavi  di forma quadrata per incastrare travi, frammenti di terracotta…

Nelle vicinanze ci sono diversi colli più bassi: l’ultimo verso il fiume, un po’ distaccato e molto panoramico, è detto “Colle Castello”.

In DAT (Documenti Abruzzo teramano edito Tercas) si segnala l'esistenza di ruderi di fortificazioni medievali ma da un mio sopralluogo niente ho potuto rilevare. Probabilmente si tratta di un disguido nella elaborazione grafica , resta comunque da chiarire  il perché  si chiami "Colle Castello".

 

frammenti

incavi disposti sul bordo del salto roccioso


I feudatari Signori di Verruti

Da una ricerca sull’opera del Palma  al Vol II

“… La nostra Regione non poteva non risentire i tristi effetti. I Magistrati di Teramo non lasciavano mezzo intentato per ripopolare la Città, a discapito de’  vicini paesi, e con dispiacere de’ Baroni, i quali non amavano perdere i Vassalli, ed i profitti che da costoro traevano (Nota: qui il Palma sintetizza molto bene una situazione che fu simile in tutta Italia: la resistenza della vecchia feudalità all’espandersi e al prevalere del Comune).

Più  degli altri indispettito Gualtieri Signore di Bellante, collegassi coi Camplesi, e coi Signori di Verruti (Nota: a settentrione di Abetemozzo ed a levante di Corvacchiano rimangono gli avanzi di Verruti, villaggio da pochi anni disabitato, e che dava il nome ad un Comune, composto da Abetemozzo, Corvacchiano, Nocella,ed Iscarelli), di Poggiolo, di Tizzano, di Joanella, di Melatino, di Poggio Rattieri, di Rocca Totonesca, di Frontino, di Morricone, di Caprifico, di Forcella e di qualche altro feudo…”

Quindi i Verruti erano i signori feudatari di questa parte della montagna teramana, ed il colle oggi detto "cisterna" altro non era che il loro castello.

 

Una ricerca su Internet

Nel sito www.cultura.abruzzoworld.com, un testo molto interessante  firmato Gianfranco Spitilli : Storia e memoria in un’area dei Monti della Laga, riporta:" La tradizione orale plasma il paesaggio con i racconti e le leggende: essa è il vissuto del rapporto mai finito tra il presente e il passato.

…Tra Abetemozzo e il vicino paese di Ginepri si erge un’aspra altura dalla forma conica chiamata Cisterna ( 902 metri s.l.m.); secondo la tradizione orale la cima dell’altura è cava e contiene una camera, nella quale furono nascoste armi del tempo del brigantaggio ……

Ulteriori leggende relative alla Cisterna -alimentate da alcuni ritrovamenti casuali dei contadini del luogo di piccoli reperti di terracotta e resti di ossa umane di grandi dimensioni- parlano di una galleria di collegamento con San Giorgio a sud e Civitella  del Tronto a nord e di tesori custoditi all’interno della montagna.”

Questo brano dà a questo luogo una dimensione fantastica, invece è tutto perfettamente realistico: la supposizione dell’esistenza di gallerie si trova spesso associata a fortezze e castelli ( anche se immaginarie); nel nostro caso rafforza l'ipotesi che qui sopra ci fosse il castello.

 

Il sentiero Verruti-Abetemozzo.

Di grande fascino è il sentiero che da Abetemozzo porta al Castello . Alcuni tratti risultano selciati dando la suggestione di una via antica, probabilmente medievale.

Il castello si trova in una vallata a pochi km da Monte Fano (tempio romano) e dall’altra parte del Tordino si vede Pagliaroli, ove era un  altro tempio . Questi due importanti siti molto probabilmente erano collegati e se la via esisteva, doveva essere questa che passa per Abetemozzo e poi sotto al castello. Molto probabilmente questi sentieri hanno servito l'uomo dai tempi antichi fino ai nostri giorni: un signore di queste parti mi diceva che al tempo in cui ci si spostava a piedi (qualche decennio fa) , per recarsi a Teramo si scendeva per Abetemozzo e poi seguendo il fiume, si raggiungeva la città.
 

Abetemozzo dal sentiero che sale al Colle Cisterna (Castello di Verruti)

tratto pavimentato

siamo al valico: il sentiero si indirizza verso Ginepri riscendendo per un breve tratto