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Una fonte per la ricostruzione del quadro insediativo e del paesaggio nell’alto medioevo: presenze monastiche nell’Abruzzo teramano.
- Archeologia Medievale XXVI, 1999, pp. 299-338.
-Autori: Andrea Staffa e Simona Pannunzi.

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Valle Castellana: S. Angelo in Vulturino.

Preesistenze: l’ubicazione della struttura all’interno di una grotta sembrerebbe suggerire,…,che il luogo di culto cristiano fosse andato ad occupare con la connessa presenza monastico un luogo venerato già in precedenza.

Descrizione: Il monastero doveva già esistere da tempo nella prima metà del X secolo,tanto che ne dipendeva l’articolata curtis S. Angeli in Valle Veneria menzionata tra i possedimenti di Farfa nel 939, poi con essa passato a S. Salvatore Maggiore di Rieti, e reso autonomo nel 1234.
Nel XIII secolo facevano capo a questo importante centro monastico tutti gli insediamenti eremitici benedettini dell’Ascolano, Teramano, Reatino ed Aquilano. Parte del luogo di culto era in grotta, e all’epoca del Palma erano ancora visibili avanzi del monastero, una cisterna e la grotta in cui era adattata la chiesa.

Dipendenze:

Valle Castellana: S.Benedetto in località Macchia (Canavine)

Descrizione: menzionata nel 1252 come dipendenza di S.Angelo in Vulturino ne rimanevano ancora visibili alcuni resti nel secolo scorso (XIX).

Valle Castellana: S.Croce in località Corano.

Descrizione:risale al XII secolo e nelle sue vicinanze esisteva nel XIII secolo anche il monastero femminile cistercense di S.Maria de Cerro.

Valle Castellana: grotte di Santa Maria Maddalena in Monte Polo (Montagna dei Fiori) e S.Maria Interfoci.

Descrizione: si tratta di altri interessanti casi di insediamento monastico eremitico rupestre, in situazioni generalmente di antichissima frequentazione cultuale.

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DA: MACCHIA ED IL SUO TERRITORIO di Narciso Galié e R. Vecchioni:

SAN BENEDETTO DE FLAVIANO era un cenobio situato nella località omonima, vicino alle Cannavine. Il monastero fu distrutto da una slavina: si intravedono spezzoni delle mura perimetrali.
Dalla parte opposta era situata una piccola chiesa, quella di SAN GIORGIO. Le ultime notizie risalgono alla fine del tredicesimo secolo.
Sulla stessa strada, dopo Corano, era localizzato il convento di monache cistercensi di SANTA MARIA DE CERRO. Esso era stato costruito vicino all'antico sito benedettino di SANTA CROCE (SEC XII).
Nel 1276, oltre al monastero era presente anche una chiesa; entrambi gli edifici furono distrutti da un incendio, nel 1668.
Uniche memorie, qualche rudere lungo la strada e il toponimo LE MONACHE.

DA STORIA NATURALE INORGANICA DELLA PROVINCIA TERAMANA DI ANTONIO AMARY

PAG 92. NEVE... nella notte de' 13 marzo 1824 una valanga di straordinaria mole gremita di grandi macigni, distaccandosi dalla vetta del monte de' fiori, precipitò nella sottostante valle detta de' canapini, laddove trovasi una rustica casa che fece crollare interamente, seppellendo in mezzo alle macerie 23 individui , dei quali tre soli rimasero in vita perchè trovarono scampo al di sotto delle travi,che servirono loro di scudo contro le pietre ; nel mentrechè i rimanenti tutti miseramente perirono, ed ora una rozza croce soltanto che si eleva in mezzo ai ruderi ricorda ai pastori il luogo in cui questi infelici vissero ed ebbero tomba.

 

NOTE:

# Valle Veneria dovrebbe coincidere con la valle de Il Rio, torrente affluente del Castellano, sotto Cesano.

# S.Angelo a Vulturino perde il priorato nel 1468 passando alle dipendenze del monastero di S. Angelo Magno di Ascoli. Da questa data il fenomeno eremitico, nella zona, va ad esaurirsi.

# Considerazioni climatiche suscitate dall’episodio della slavina del 1824: da frequentatore della montagna mi è sembrato quasi impossibile che si fosse generata una slavina di quelle proporzioni.Sicuramente il manto nevoso doveva essere molto spesso, la cosa è confortata dal fatto che in quegli anni gli inverni erano più rigidi e nevosi, i climatologi fanno cadere intorno alla metà dell’ottocento la fine della piccola età glaciale, si rimanda al link : http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale.
E, per alleggerire il quadro, qualche anno prima vi era stato uno sconvolgimento climatico a causa dell’eruzione del Tambora che determinò un inverno1815-16 eccezionalmente nevoso e l’estate a seguire mancò (l’anno senza estate) su questo stesso sito ( CLICCA)