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Da  ARCHITETTURA E URBANISTICA NEL MEDIOEVO TERAMANO
di Arturo Stuard
Tercas. Cassa di risparmio della provincia di Teramo.

Tipo:Castello:"Castello Manfrino"

Comune MACCHIA DA SOLE (frazione di Valle Castellana).


 

Epoca XII-XIII sec

Caratteri architettonici:
Macchia da Sole si trova a poca distanza dal comune di Valle Castellana su un alto rilievo posto fra i monti dei Fiori e di Campli nei pressi del fiume Salinello.Il castello,che è posto su uno spuntone roccioso,è raggiungibile attraverso due percorsi di montagna dei quali uno parte da Macchia(mulattiera) e l'altro (sentiero) dalla strada Macchia da Sole Canavine.
Il castello Manfrino fu fatto costruire , su probabili preesistenti fortificazioni,da Manfredo di Svevia.Nel XII secolo alla morte di questi il castello divenne proprietà di Armellino di Macchia figlio di Giacomo, che cacciato come ribelle  fu sostituito dall'"Angioino" Pietro d'Isola ucciso poco dopo in seguito all'insurrezione degli ascolani capeggiati dal vecchio proprietario.La rivolta fu dovuta ai forti contrasti che gli ascolani ebbero con Carlo d'Angiò che per assediare il castello dove si erano arroccati i ribelli,fece costruire (due)  fortificazioni di diversa dimensione.Nel 1273 il castello venne espugnato subendo gravi danni alle strutture di perimetro con l'apertura di larghe brecce e con il diroccamento delle torri,e fu dato in feudo a Riccardo di Agello . Nel 1280 Re Carlo mandò a Macchia da Sole Mastro Pietro D'Angicourt (autore del disegno del castello di Barletta) per studiare i lavori di restauro.
"Il Castello , che asseconda per tutta la sua lunghezza lo spuntone roccioso su cui sorge, ha la forma di un "budello" di larghezza variabile da 8 a 20 metri e della lunghezza di 120 metri; l'incuria e il maltempo lo hanno fortemente danneggiato tantochè le sue strutture più che vedersi si possono intuire.Le mura sono di uno spessore che varia da  cm 50 a cm 100 e sono state costruite cementando sassi di fiume levigati solo nella parte esterna, in modo da formare una parete liscia e compatta.
Si accede all'interno attraverso un'apertura tra le mura che presumibilmente corrisponde all'antica entrata del Castello,in quanto la continuità delle mura stesse non è interrotta in altri punti tranne che all'estremità opposta ove era impossibile che ci fosse una entrata. Nell'entrare,sulla destra, si notano i resti di una grande torre,all'interno della quale,a detta di alcuni del posto, pare che scavatori clandestini abbiano trovato e portato via una grande aquila in pietra,probabilmente appartenente allo stemma della "Casa di Svevia".
Dall'odierno ingresso si apre uno stretto corridoio limitato sulla sinistra dal muro di cinta,sulla destra dai resti di una cisterna e da una serie di stanze allineate,di cui si intravedono solo le sagome,sino ad arrivare,restringendosi,alla torre centrale alta circa 10 metri.  Alla base di questa,in un lato esterno, si intravede ancora  una cappa sporca di fuligine dove quasi certamente veniva bollito l'olio in caso di assedio; ne danno prova le due caldaie rinvenute alcuni anni fa nei pressi del "fiume Rivolta" che scorre alla base del picco su cui si erge il Castello.
Tra la torre centrale e la terza torre, i cui muri cadono a piombo sulle rocce nel punto meno accessibile del Castello, si notano le tracce di una costruzione a forma quadrata , di notevoli dimensioni,che senza dubbio doveva avere una funzione rilevante in quanto si trova in una posizione che è la più protetta di tutto il Castello. Di quest'ultima rimangono solo quattro muretti dell'altezza di cm 30 dal piano attuale.
Dai sondaggi effettuati in epoche diverse sono emersi degli elementi di un certo interesse: frammenti di ceramica del'500 e '600 (negli strati superiori),alcune punte di frecce in ferro (le cosiddette "quadrelle"),delle monete e dallo svuotamento della terza torre, un affresco ed una complessa sovrapposizione di piani di calpestio e di strutture al disotto dell'attuale livello"( dalla relazione tecnica degli studi compiuti dal Consorzio Aprutino Patrimonio Storico Artistico Teramo).
 

 di Secondo Balena -Ascoli nel Piceno , l'assedio di Castel Manfrino.