Gli eremi del colle San Marco :
Come ci si arriva:
dal pianoro di Colle San Marco , sopra Ascoli Piceno, in corrispondenza del
Sacrario partigiano, si nota un sentiero che porta a scendere la rupe di
travertino. All'inizio si percorrono scale molto ripide su terra, e dopo
qualche minuto si è in ambiente veramente unico, con una vegetazione molto
intensa, soprattutto di castagni e molte altre specie arboree. In un'ora il
circuito si chiude, riportando l'escursionista sul piano di San Marco.
Si incontrano i ruderi di San Lorenzo alle Piagge , la grotta del Beato Corrado, ed il
bellissimo eremo di San Marco.
Altra area di grande interesse, naturalistico e storico, è data dalle gole del
Salinello dove si possono osservare eremi rupestri .

Da: Ascoli Piceno, itinerari arte storia folklore.
Di Latini A. e Rodilossi A.
Il colle
San Marco: “Tebaide” ascolana.
………..”Qui
nei secoli,ci sono stati gli eremiti. Qui i conventi. Qui, questa chiesa
nata da una grotta naturale, sasso su sasso.
Qui, anche il Dito del diavolo, strana roccia a torrione e tu ti perdi a
pensare alla mano nascosta nel sasso, enorme, se poco poco si muove,
quella mano, va per aria il nostro bel verde colle San Marco. E come
facciamo noi dopo, senza colle San Marco? Noi ascolani che il colle ce lo
portiamo nel cuore, come tatuaggio.
Fantasticherie. Intanto, se mano del diavolo è, non potrà mai avere la
forza di muoversi con tutti i ricordi di santi e di eremiti, segnati qua e
là, sul colle.
Dunque, vicino a questo Dito del diavolo, possiamo trovare i ruderi del
monastero di San Lorenzo dell’VIII secolo. Qui, al convento di San
Lorenzo, venne San Francesco nel 1215, e qui, vestirono il saio
francescano il Beato Corrado Migliani, c’è vicino la grotta dove viveva, e
Girolamo Masci di Lisciano che poi diventò papa col nome di Nicolò IV. Qui
, sempre nel convento di San Lorenzo, Saladino Saladini, reduce dalle
crociate, nel 1213, visse in una grotta per ventotto anni fino alla morte.
Sempre da questo convento, acceso di sacro fuoco francescano, frate
Ippolito scese in Ascoli per la costruzione del tempio di San Francesco,
quel miracolo di architettura, di travertino argenteo, che illumina Piazza
del Popolo, questo bellissimo tempio che t’incanta e sa parlare la lingua
di San Francesco, a bene ascoltarla.
Sempre sul San Marco, più in basso, il convento di San Savino, incorporato
nella villa Cesari, qui nel 1471 venne san Giacomo della Marca…..”
Sulle
figure de:
Beato Corrado d'Ascoli,
Girolamo Masci di Lisciano (Nicolò IV) e
Giacomo della Marca.
(i link portano al dizionario bibliografico degli italiani Treccani)