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Per Ciarelli, nellappennino teramano il 14/3/2010.

L’interesse per il paesello è scaturito dalla lettura di alcune pagine di un quaderno della chiesa di Ciarelli, quaderno in cui i Curati annotavano le vicende più rilevanti della comunità.

Tra i vari fatti, il curato Cocchi annota nel 1815 la particolare situazione climatica che si determinò: cominciò a nevicare a novembre e terminò ad aprile del 1816, e fatto singolare , addirittura nevicò anche cenere. Nella parrocchia morirono diverse persone, a causa del clima rigido e perché i raccolti, nell’anno 1816, furono pressoché inesistenti, e nel 1817 si dovette subire una tremenda carestia.

Questo particolare comportamento climatico è da attribuire, con ogni probabilità, all’eruzione del vulcano Tambora , nell’isola di Sumbawa nell’arcipelago indonesiano della Sonda, eruzione avvenuta nell’aprile del 1815.

Bella lezione sulla precarietà del sistema terra!

Un evento eccezionale sì, ma che potesse modificare la vita agli antipodi, in un paesello dell’appennino sembra proprio incredibile.

La descrizione di questi eventi è in una pagina e mezza . Il contenuto di queste poche righe esercita un forte richiamo sulle problematiche attuali relativamente alle emissioni dei gas serra e sul riscaldamento del pianeta che ne deriverebbe.

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_Approfondimenti:

  •  Storia della città e della Diocesi di Teramo. Di Niccola Palma. Clicca qui

  •  Amary :Storia naturale della provincia teramana (1854). Clicca qui    

  •  "Wikipedia"  la voce:  "Tambora "     Clicca qui

  •  "Wikipedia"  la voce:   "anno senza estate"      Clicca qui

  •  Da  Focus giugno 2010   Clicca qui


Carrellata di foto sul paese di Ciarelli (comune di Rocca Santa Maria (Te))


Ciarelli a 30 Km da Teramo e altrettanti da Ascoli Piceno. Collocato in modo da essere riparato dai venti da nord , ed esposto a sud ; si intravede nell’angolo di sinistra della foto la cima di Pizzo di Moscio (2411 mslm), una delle cime più belle dei Monti della Laga.


Le due pagine  evidenziano: a sinistra, la sigla del Vescovo Stanislao di Teramo; a destra la descrizione dell’evento climatico, la cui trascrizione è riportata sotto.
 

Nel 1815 sotto il dì 4 novembre fece

in questi luoghi una cinta di neve e

poi successivamente fin a tutto Aprile

1816 fecero in unum palmi ventidue

di neve. Qual invernata nevosa cagio-

nò nel 1816 un anno sterile di ogni

specie di generi, e poi nel 1817 si spe-

rimentò da tutti gran fame, per cui

i poveri viventi morivano in mezzo

nelle strade, per le campagne; de cit-

tadini della parrocchia di Ciarelli ne

perirono venticinque.

Iddio ci liberi di incontrar più simil

flagello, come anche i nostri posteri.

Il grano a ducati diciotto ed il

granturco a ducati quindici a mo-

neta contante; l’oglio grana trenta

cinque e trentasei la garafa

carlo Emidio Cocchi di Tizzano econo-

mo curato di Ciarelli lo segnala.

Ben inteso…….

ancora, che nel mese di marzo fece

una cinta di neve, che questi luo

ghi sembravano una cola… ,e sem-

brava sopra della neve avere ne

vigata la cenere, per cui, a ter-

riti erano gl’abitanti osser-

vando una singolar deposizio-

ne del Cielo.


Ciarelli: un pugno di case, con la chiesetta al centro, sullo sfondo i campi di lavoro. I prati per la pastorizia in alto, oltre i 1500 m.


Un passaggio (gafio) fra due unità abitative, tipico dei paesi delle nostre montagne. Nella casetta di sinistra vi era la scuola elementare.


Nella piccola chiesetta, una lapide ricorda una tragedia: un ragazzo ventenne muore lavorando come boscaiolo il 21/6/1916.
Un signore del luogo  ci ha manifestato l’interesse a far conoscere la storia; perché è memoria del paese che nessuna persona amica o di famiglia si sia fatta viva per partecipare al dolore che l’evento comportava.

Una classica casa costruita con le pietre della Laga