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 Le caverne degli uomini primitivi nella Valle della Vibrata.

Pagine tratte dalle "Opere complete"(1871) di Concezio Rosa, biblioteca M.Delfico,Teramo.(Pagg 88/95) capitolo quinto.

I primi uomini cresciuti di numero e fatti più ardimentosi incominciarono a contrastare agli orsi ed alle iene le loro dimore. Le prime abitazioni umane furono certamente le caverne , come han dimostrato le recenti e varie scoperte fatte in località diverse; dappoichè incominciati gli studi positivi sui tempi preistorici, parecchi scienziati si volsero a cercare in essi i documenti dell'alta antichità dell'uomo.Si accese allora una nobile gara, che spinse gli esploratori non solo nelle varie parti d'Europa, ma nell'Algeria, nell'Egitto, nella Siria e nel Brasile.
In molte caverne della Francia furono rinvenuti avanzi di uomini primitivi ed oggetti riferibili alla loro industria, ed in questo genere di ricerche si distinsero il Tournol, il De Cristol, il De Vibraye, il Lartet, il Chiristy, il Garrigou, il Filhol, il Guérin e tanti altri.Fecero altrettanto nel Belgio, specialmente lo Schmerling ed il Dupont, ed in Inghilterra il Buckland, L'Henry , il Prestwick, il Falconer, il Busk ed altri molti.
Anche l'Italia ha presentate caverne abitate dall'uomo, e questo fatto fu prima notato dal Boucher de Perthes, il quale narra che osservò e raccolse selci tagliate in una caverna ossifera presso Palo nella campagna romana .Ma in seguito non fu questa più esplorata per mancanza di mezzi necessari in operazioni sì costose, secondochè dichiara il De Rossi ; come non lo furono tutte quelle esistenti nella penisola,specialmente quella dell'Italia meridionale, dove le ricerche potrebbero riuscire molto fruttuose, massime nelle Calabrie.Ma la poca sicurezza di quei monti, specialmente nei passati anni  per causa del brigantaggio, ha fatto trascurare le indagini in quelle caverne.
Non sono mancati però anche tra noi solerti esploratori, che han visitate non poche caverne con vantaggio degli studi preistorici. E son da ricordare nell'Italia settentrionale le esplorazioni del Costa,dell'Issel nel Genovesato, del Forel presso Mentone, del Lioy nel Veronese , del marchese Strozzi , del Regnoli e del Foresi in Toscana ,del Bonucci e del Botti nelle provincie  napoletane, finalmente del Barone Anea , del Falconer , del Gemellaro , e del marchese Dalla Rosa in Sicilia.
Non dovevano mancare dimore stabili ai popoli primitivi  della Val Vibrata ,avendovi rinvenuti numerosi avanzi della loro industria.Le ricercai nel sovrastante monte di Civitella del Tronto, e ve le rinvenni.In quella parte dell'Appennino ho potuto comprovare la esistenza di 45 grotte o caverne , che sono a breve distanza tra loro, la cui posizione può osservarsi nella carta topografica Tav I, dove sono indicate con la lettera C. Ecco la denominazione delle suddette caverne o grotte come sono appellate da quei montanari .
1 grotta di Salomone;2  grotta di Sant'Angelo a mezzodì;3 e 4 due piccole grotte vicine a quella di Sant'Angelo;5  grotta de' Tisselli;6  grotta dei Cacciatori;7 grotta di Faragalli;8  grotta tra le Vene;9 grotta di S.Maria Scalena;10 grotta dei Banditi;11 altra grotta dei banditi a settentrione;12 grotta di fede;13 grotta dell'orso;14  grotta Porta delle grotte;15  grotta Tonna;16 grotta di Pozzo Cambiano;17 Grotta di Gianni;18  grotta di S.M.maddalena;19 e20 due piccole grotte vicine alla precedente;21 grotta di Pagliaro;22 Grotta Gomma; 23 Grotta di Cecalupo;24 Grotta Scala;25 Grotta Vena della Stora; 26 Grotta del Valzo delle Pecre;27 Grotta di Biancone;28 Grotta Coccovelli;29 Grotta Alta;30 Grotta di Scocchietti;31 Grotta di San Francesco;32 Grotta del Mele;33 Grotta dei Piccioni;34  Grotta dei Serpi;35 Grotta di Scambiato;36 Grotta del Valzo Rapino;37 Grotta di San Marco;38 Grotta del Valzo Lungo;39 Grotta della Vallonata;40 e 41 due piccole grotte vicine alla precedente;42  grotta della Vena del Pescio;43 e 44 due Grotte di Cuparanna;45 Grotta di Sant'Angelo a Settentrione.
Ora di queste grotte o ceverne parecchie furono visitate da me,ed alla mia presenza furono eseguiti gli scavi,facendomi sempre buona compagnia il Sacerdote don Felice Leombruni di Villa Ripa,e spesso il canonico Cornacchia.Ma non tutte sono praticabili;così nella caverna de' Piccioni che all'aspetto esterno sembra bastamente spaziosa,a memoria d'uomo nessuno vi ha mai penetrato. Alcune sono di sì difficile e pericoloso accesso, che una diecina di giorni prima che io vi fossi ,un pastore rotolandosi presso a quelle caverne, vi perdè miseramente la vita.Basti il dire , che per introdursi nella grotta dei Banditi a settentrione bisogna farci scendere un uomo legato ad una lunga fune.Sicchè feci queste visitare da persone del luogo,avvezze a girare per quei balzi,e dovetti contentarmi delle loro relazioni,che debbo ritenere come veridiche,avendo usato tutte le possibili cautele per non essere ingannato.
Nella maggior parte siffatte caverne sono esposte a mezzogiorno e poche a settentrione.Queste ultime non han presentata alcuna traccia di abitazione umana,ad onta che alcune fossero alquanto ampie , come è quella di Sant'Angelo a settentrione sopra San Vito Teramano.Lo stesso si è verificato per quelle che rimangono profondamente sotterra,e che sono molto umide,come ho potuto accertarmi nella caverna dei Banditi a mezzodì,dove quantunque vi fossero non solo stallattiti, ma profondi strati di stallagmiti, pure vifeci ripetuti scavi di saggio.
Nelle caverne invece che guardano il  mezzogiorno si son rinvenuti certi segnni,che l'uomo vi ebbe dimora nell'epoca della pietra.Parecchie di queste caverne nei primi tempi cristiani furono dedidate a Santi ed addette ad uso sacro;anzi servirono di ritiro a solitari,che abbandonando il mondo,condussero in quei burroni e in quelle spelonche vita tutta contemplativa e di penitenza.Altre poi furono sempre abitate da pastori,forse senza interruzione dai tempi preistorici fino a noi.
La caverna di Scocchietti è abitata la maggior parte dell'anno da un pastore cos' soprannominato, che divide con le sue capre quella dimora.E' un robusto vecchio settuagenario,che io vidi mentre menava i suoi animali alla pastura,e con lui parlai,essendo venuto a trovarmi nella caverna di San Francesco, mentre vi faceva gli scavi.Mi diede l'idea dei selvaggi,che nell'età della pietra dimoravano in quei luoghi.Era vestito tutto di pelle,e mi diceva,che il suo maggior nutrimento consisteva nel latte delle sue capre,nelle quali poppava sdraiandosi per terra.
In alcune caverne vedesi la viva roccia nel fondo,che è stato lavato dalle acque,come è quella de' Tisselli e le due vicine alla grande di Sant'Angelo a mezzodì.In altre poi osservasi un riempimento breccioso più o meno profondo,che ne rende difficile la esplorazione,e perciò non poca lunga e costosa:tali sono le caverne Gomma e di Cuparanna.
Dopo aver dato uno sguardo generale alle diverse caverne,vengo a dir qualchecosa di quelle ,che han presentati oggetti riferibili agli uomini primitivi che le abitarano.
Caverna di Salomone. Alla distanza circa di tre km da Villa Ripa versoSO, andando sul monte si incontra una caverna che chiamano Grotta di Salomone.Essa  ha una grande apertura poco meno della sua totale larghezza che è di m 6 ,ed ha una profondità di m 9,ed un'altezza nel mezzo di m 7.Essa serve spesso di ricovero ai pastori ed al bestiame.Fatto uno scavo appena di cm 30, s'incontrarono subito segni di antichissima dimora fattavi dall'uomo.Vi trovai stoviglie di diverso grado di lavorazione;alcune sono delle più rozze che io abbia mai viste, ed altre meno grossolane;ma tutte son fatte senza aiuto di tornio,e sono crude e pochissimo cotte,sicchè si rinvengono tutte in frammenti.Vi raccolsi un'accetta di pietra pulita che potrebbe piuttosto dirsi ascia, perchè il taglio presentasi da una parte un po' concavo dall'altro convesso;un coltello di bellissima piromaca nera (Tav VII, fig 11), ed altri in frammenti;una fusaiola in arenaria(Tav X, fig 7);un ciottolo calcareo discoidale, che presenta una parte più levigata,con leggiere solcature longitudinali,servita probabilmente per lisciare.Vi rinvenni inoltre un pezzo di arenaria avente forma della metà di un ovoide schiacciato,lungo centm. 20;largo alla base centim. 19, con grossezza di centim. 10.Ha una faccia spianata artificialmente,e pare sia stato adoperato per uso di macina.Vi raccolsi infine molte ossa,e tra queste un pezzo di mascella  superiore umana;le ossa lunghe son tutte rotte  e spaccate, elasciano ancora vedere i ricevuti colpi per la estrazione del midollo.Fu cavato fino alla profondità di un metro con grande difficoltà,perchè tra la terra nerastra,che presentava traccia di carbone e cenere,erano molti pezzi della roccia del monte,caduto dalla volta della caverna.
Caverna di Sant'Angelo.Dalla caverna di Salomone procedendo innanzi ed in alto sene incontra un'altra più spaziosa chiamata da quei popolani Grotta di Sant'Angelo.Si entra in essa per un ingresso alto m 2 e largo 1.20, al quale si è adattata una imposta,e percorso dolcemente salendo un andito di 17 metri di lunghezza , questo si allarga verso la metà di sinistra,presentando altre caverne ridotte in seguito a celle di eremiti.Passato l'andito si trova altra porta artificialmente accomodata,per la quale chi si fa dentro trova una vasta caverna,che va in lungo m 29.50, in largo da metri 8 a13, ed in alto da m 15 a 30.É questa dedicata a San Michele Arcangelo, al quale fu eretto un rozzo altare che a caratteri gotici porta segnato l'annno MCCXXXVI, e nel quale anche presentemente si ufficia.
A destra di chi entra e verso l'estremitàed in alto vedasi una fenditura nel monte,alla quale con murato si è fatto un finestrone,pel quale penetra la luce,e qualche raggio di sole a rianimare quel luogo tenebroso.Alla estremità opposta la caverna si allarga e per darle una certa figura di parallelogramma si è alzato di fronte all'ingresso un muro,in cui si è lasciata una piccola porta.Chi passa e va oltre trova un sito buio ed assai tertro che chiamano grotta oscura,la quale illuminata con fiaccole vi si osserva diversi meati,antri e gallerie,in cui si ammirano forme svariate di stalattiti,fra le quali una grande colonna alabastrina,che dal fondo si eleva fino alla volta.
Questa fu la prima caverna da me visitata, dove mi portai la mattina dell'11 marzo 1871.Dopo osservatela in tutte le sue parti, feci praticare un primo scavo di saggio all'ingresso della grotta oscura,e subito si cominciò a vedere una terra rosso brunastra composta di carbone,cenere e resti organici.E continuando acavare fino alla profondità di un metro,vi rinvenni molti frammenti di stoviglie di grossolano lavoro, un trincetto di selce con schegge, e qualchenucleo,un'accetta di arenaria compatta,tre punteruoli di osso,che parve rotta allora nello scavare,ed infine ossa avanzi di pasto.Le quali cose mi fecero certo,che quel luogo aveva servito da abitazione all'uomo nell'epoca della pietra.
Però la stagione non essendo propizia a siffatte esplorazioni,dovei sospenderle e retrocedere.
Il 24 Aprile ripresi i lavori nella caverna di Sant'Angelo e feci eseguire scavi alle due estremità,ed in diversi altri punti.Per ritrovare nel fondo la roccia viva del monte si dovè cavare nel centro della caverna fino a  metri 2.40.Si trovò dappertutto la medesima terra rosso-brunastra con frammenti di stoviglie e di ossa ;fra queste notavansi le lunghe tutte spaccate e fratturate,ed una mandibola umana spezzata in una branca.Vi  rinvennialcuni coltelli,fra i quli uno di piromaca oscura di mill118; un brunitoio  o scalpello di schisto(Tav XI, fig 8), e parecchie ossa appuntate,come pure la parte inferiore della stecca  di cui fu trovata precedentemete la parte superiore(Tav IX, fig 16).
Nelle sezioni verticali risultanti da vari scavi,osservai diversi strati di carbone e cenere dell'altezza di 4 centimetri fino a 21.Questi strati sono dovuti a diversi focolari, che si sovrapposero al riempimento,che veniva facendosi nel fondo della caverna con avanzi di pasti,rifiuti di cucina ed altre immondizie.Di siffatti strati ne contai nel mezzo fino a cinque,ed in alfre parti non meno di tre,ed avendoli rinvenuti in tutti i punti,è da ritenere ,che quella caverna dava ricovero contemporaneamente a parecchie famiglie.
Questa caverna-Chiesa nel fianco dirimpetto alla porta di ingresso presenta due buche all'altezza di 3 a 4 metri.L'una più piccola ha il diametro di circa un metro;e fattomi dentro non senza qualche difficoltà,trovai una piccola grotta di forma pressochè rotonda, avente il diametro di metri 2.50, la quale riceveva  una fioca luce dall'altra buca.Scavato il fondo vi rinvenni pure le tracce di un focolare con frammenti di ossa e stoviglie;e di quest'ultime alcune con ornati a graffito che accennano all'età del bronzo.
Non essendosi rinvenute stoviglie così fine nella caverna di Sant'Angelo,nè in altre ,ma solo in questo luogo,è da supporre, che quivi era l'appartamentino del capo di quei selvaggi,al quale erano riserbati siffatti utensili di lusso.Al di sopra di questa piccola grotta all'altezza di metri 3.50 vedevasi altra buca,del diametro di cm 75.Fattovi entrare un ragazzo si trovò altra grotticella più bassa, ma più profonda,da cui si ritrassero pure ossa e stoviglie.
Pochi avanzi riferibili all'uomo dell'età della pitra,fra i quali frammentid di grossolane stoviglie,rinvenni nelle caverne di Santa Maria Scalena, di San Francesco e di Fede.
Ben veggo che la esplorazione delle suddette caverne è assai incompleta, e che negli strati profondi sono da rintracciare fatti di maggiore importanza,riferibili a periodi più remoti.
Ma come ho accennato ,occorrono per far ciò lunghe fatiche ed ingenti spese che sono superiori alle forze di un privato,mentre per i miei studi preistorici sulla Valle della Vibrata è bastevole l'aver scoperto, che in quelle caverne abitarono i suoi popoli primitivi.
Ma qual'è il loro tipo?Mi duole di non poter rispondere per ora a questa domanda.Non ha mancato far ricerche sul proposito, ed ho trovati avanzi umani nella caverna Scala ,e di Santa Maria Maddalena,e specialmente in quest'ultima ho raccolto con altre ossa un cranio intero;ma pare a me,che non si può farli risalire  a tempi preistorici.É da sperare, che nuove scoperte potranno un dì colmare questa lacuna.
Si conosce però che il loro alimento traevano in gran parte dal regno animale.Ora di mammiferi e di uccelli si son rinvenuti in abbondanza;e si son riconosciute quelle del bue(Bos), della capra(capra hircus),della pecra(ovis)e del porco(sus).Le ossa lunghe e quelle dei crani veggonsi rotte e fratturate,per estrarvi il midollo e il cervello, di cui erano ghiotti,o per la preparazione delle pelli,secondo alcuni,come usano gli attuali selvaggi dell'America settentrinale.
Erano essi antropofagi?Dalle varie ricerche fatte si son rinvenute prove di antropofagismo in parecchie caverne di località diverse;ed oggi va diffondendosi la convinzione , che nell'età della pietra sì barbara abitudine era estesa a molte contrade.Nel Congresso internazionale di Archeologia preistorica riunito in Danimarca fecero in appoggio di questa opinione interessanti comunicazioni lo Spring, il Dupont,il Worsaae,il Quatrefages ed il Peterson.Anche inalcune caverne italiane fu notato questo fatto,e  specialmente in quella della Spezia esplorata dal Capellini;il quale mi mostrò a Bologna le ossa umane raccoltevi, avanzi di fiero pasto di quei cannibali,che quivi dimorarono. Alcune appartenenti alla nostra specie,rinvenute nelle caverne di Sant'Angelo e Salomone , miste a quelle di altri animali,fanno nascere qualche sospetto. Ma finchè non saranno fatte scoperte più decisive sul proposito, non oso lanciare l'accusa di tanta atrocità contro gli uomini primitivi della nostra valle.