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A SPASSO PER LAGRANDE MELA
Lunedì 6 agosto 2001
Arrivati nella Grande Mela, sbrigato le formalità, sistemati i bagagli i fantastici quattro si recano da un venditore di chiare origini asiatiche per acquistare le schede telefoniche necessarie per poter chiamare in Italia e tranquillizzare i familiari. Per far funzionare queste schede ci sono volute una dozzina di imprecazioni ma alla fine tutto si è risolto. Il tempo di una pizza nel ristorante sottostante l'albergo (con personale brasiliano, italiano, equadoregno e lituano) e poi tutti a nanna : chi al DA VINCI e chi al PARK CENTRAL HOTEL, situato all'incrocio tra la Seventh Avenue e la 56th Street. La notte è un continuo suono di sirene di ambulanze e polizia. Tutto questo è un po' angosciante e rappresenta l'altra faccia di New York (o forse, una delle tante facce di New York). Comunque, il sonno prende il sopravvento.
Good Night!
Martedì 7 agosto 2001
La giornata inizia presto perché è così che devi fare se vuoi berti più succo di Mela possibile. Alle 8.45, i nostri amici sono già sul bus che li porterà in giro per MANHATTAN per più di quattro ore. A tal proposito fissiamo alcuni utili concetti:
- gli Stati Uniti d'America sono una confederazione di 50 stati e un distretto federale (il District of Columbia, dove c'è la capitale Washington);
- uno di questi stati è New York;
la capitale dello stato di New York è Albany, ma ovviamente la città più importante è New York City;
- New York City è composta da 5 distretti: Manhattan, Brooklyn, Bronx, Queens e Staten Island. Fatta questa doverosa precisazione possiamo procedere col racconto del tour di Manhattan. Il bus è guidato con sapienza e saggezza da una giovane ragazza afro-cubana, il cicerone è l'argentino Nestor Lombardo (che parla egregiamente l'italiano) ed i passeggeri sono tutti italiani. Si comincia a fiancheggiare il lato ovest di Central Park apprezzando i lussuosi edifici (abitati, tra l'altro, da molte star del cinema e della canzone) che gli fanno da cornice. La prima sosta è sulla 72th Street per vedere il DAKOTA, il palazzo dove abitava e dove è stato ucciso, nel 1980, John Lennon. Tuttora vi risiedono Yoko Ono e l'attrice Lauren Bacali (vedova di Humphrey Bogart). Di fronte al Dakota, in un angolo di Central Park ci sono i giardini di STRAWBERRY FIELDS, creati da Yoko Ono in memoria del marito. Fatta qualche fotografia, si riparte per proseguire verso nord, fino ad entrare nel quartiere di HARLEM. Qui la storia cambia decisamente, perché questa è un'altra delle tante facce di N.Y.. Pur essendo di fronte a Central Park, infatti, al posto degli sfarzosi edifici abbiamo palazzacci decrepiti abitatati principalmente da neri ed ispanici. Ad onor del vero, questa è la parte di Harlem che è prevista nel tour. Ci sono, però, altre zone che vale la pena di vedere sia per gli edifici che per i musei (magari la prossima volta). Tornando verso sud, sulla 5a Avenue, si costeggia il lato est di Central Park, potendo così vedere (solo esternamente) un'incredibile serie di musei : il MUSEO DEL BARRIO dedicato alle arti dell'America Latina e di Portorico, il MUSEUM OF THE CITY OF NEW YORK nel quale è illustrata la storia della città, il JEWISH MUSEUM (il Museo Ebraico), il museo del design COOPER HEWITT, il GUGGENHEIM MUSEUM che contiene numerosi capolavori astratti ed impressionisti, il METROPOLITAN MUSEUM OF ART che custodisce i più grandi capolavori dell'arte mondiale, la FRICK COLLECTION che contiene meravigliosi dipinti e il MUSEUM OF MODERA.
ART (MOMA) vero tempio dell'arte moderna. Proseguendo, si arriva sulla Broadway, una via che offre un'incredibile varietà di teatri, cinema ed altre attrazioni. Solo una via così ricca di creatività poteva essere diversa dalle altre. Se osserviamo, infatti, la mappa di Manhattan, notiamo che, escludendo la parte sud, la città è come una grata formata da vie che vanno da nord a sud (avenues), incrociate a vie che vanno da ovest ad est (streets). Broadway, invece, è come un serpente che taglia in diagonale la città. Si percorre, poi, la 34th Street, la ex via del peccato e della prostituzione che l'attuale sindaco Giuliani ha ripulito per bene. Tra la Broadway e la 5a Avenue, si può osservare il FLATIRON BUILDING, che i newyorkesi chiamano simpaticamente "II ferro da stiro". Dopo aver visto, di sfuggita, il quartiere cinese di CHINATOWN (che si sta sempre più espandendo) arriva il momento di visitare il quartiere italiano di LITTLE ITALY, dove sembra veramente di essere in Italia. Qui, infatti, si sente parlare italiano, le insegne dei negozi sono in italiano e quasi tutte le nostre regioni sono presenti. I nostri amici, grazie al consiglio di Nestor, trovano una drogheria dove con pochi dollari si prendono un bel paninazzo ed una fresca bibitazza. Dopo qualche rutto digestivo, si risale sul bus e si completa il tour andando a vedere un po' la zona di BATTERY PARK (che tratteremo più avanti) e facendo poi capolinea nella zona MIDTOWN. Da questo momento si prosegue a piedi per la Metropoli. Ci si trova praticamente nel ROCKEFELLER CENTER, un complesso a due passi dalla 5a Avenue e compreso tra la 47th e la 52nd Street. Collocato su un'area di più di 11 ettari, è formato da un insieme di eleganti costruzioni degli anni '30, da giardini e passeggiate. Alle spalle di questo complesso si trova il RADIO CITY MUSIC HALL, uno dei più importanti teatri del mondo, con una capienza di 6000 posti. Tra una fotografia e l'altra si arriva alla più grande chiesa cattolica degli Stati Uniti : ST. PATRICK'S CATHEDRAL, stupenda, e la mitica gioielleria TIFFANY e poi visitiamo il simpatico negozio di giocattoli FAO SCHWARZ e WALT DISNEY. Si rientra in albergo per sistemarsi e si esce nuovamente per una bella passeggiata serale, che porterà, dopo una bella cena a base di carne argentina (da "Tad's"), a ripercorrere Broadway, ad ammirare l'illuminata TIMES SQUARE (da molti considerata il centro di New York) e la 42th Street. In quest'ultima strada, tra le altre cose, c'è una vera e propria chicca : la GRAND CENTRAL STATION, la stazione ferroviaria dove venne girata la scena finale di Cariilo's way (film con Al Pacino ed un cotonatissimo Sean Penn). Molto bella anche la visione ravvicinata del CHRYSLER BUILDING (sempre sulla 42th Street), un grattacielo di 77 piani costruito nel 1930 e sempre amatissimo dai newyorkesi. Ragazzi, che giornata piena! Ora tutti a letto perché domani ci aspettano nuove sorprese.
Buona notte.
Mercoledì 8 agosto 2001
Sveglia alle 7.00. Dopo aver fatto colazione, ci si reca a Columbus Circle per prendere la metropolitana. Ogni giornata offre nuove insidie per l'apparato cardio-vascolare dei nostri pionieri. Dopo varie imprecazioni si riesce a capire dove acquistare le tessere giornaliere per la subway. Una volta acquistate, però, sorge un altro problema: una tessera non funziona molto bene e una poverina rischia di rimanere imprigionata tra le sbarre girevoli. Per fortuna, un simpaticissimo black man di passaggio, utilizzando la sua tessera, sblocca le sbarre e libera la signora che ormai aveva già lanciato vari anatemi contro la subway. Finalmente i nostri salgono sul treno e si dirigono verso sud. Si scende alla fermata South Ferry. Qui si prende il traghetto e in 15 minuti (durante i quali ci si può gustare uno dei classici panorami di Manhattan) si arriva a LIBERTY ISLAND, dove si trova, ovviamente, la STATUA DELLA LIBERTA’, costruita nel 1886 e alta 93 metri. Sotto un sole cocente, ci si mette in fila e dopo più di un ora si prendono le scale interne per salire sulla Statua. I nostri amici hanno deciso di arrivare solo sul basamento, dal quale si possono scattare varie fotografie di Manhattan, Brooklyn, New Jersey e della stessa Statua dal basso. A questo punto, si prende nuovamente il traghetto per andare a visitare ELLIS ISLAND (detta anche / 'isola delle lacrime) dove si trova il MUSEO DELL'IMMIGRAZIONE, inteso a ricordare gli oltre 17 milioni di nuovi americani che approdarono a N.Y. tra il 1892 e il 1954. Dopo questa visita, si è preso il traghetto per ritornare al porto e per fare un giretto per BATTERY PARK, uno spazio verde di 8,5 ettari vicino al quale sorge BATTERY PARK CITY, con i suoi moderni grattacieli (risalgono agli anni '80 e sono gli ultimi costruii a Manhattan). Dopo essersi rifocillati con un buon solito paninazzo, i nostri vacanzieri si dirigono all'entusiasmante MUSEO DEGLI INDIANI D'AMERICA, una delle maggiori collezioni al mondo dedicata ai nativi americani. Sempre rimanendo in zona, si percorre la mitica WALL STREET, si vede la Borsa (New YORK STOCK EXCHANGE), si palpa la statua del TORO e si ammira la TRINITY CHURCH. A questo punto, si rientra temporaneamente in albergo per darsi una sistemata, in quanto è arrivato il momento del tour serale (il New York by night). Vediamo quindi in cosa consiste. La prima tappa è al WORLD TRADE CENTER per fare un'altra bella foto vicino al toro (visto che dicono che chi tocca il toro ritorna a New York!) ed ammirare lo splendido WINTER GARDEN (il giardino d'inverno), una stupefacente galleria dall'alta volta di vetro, che ospita caffè e negozi all'ombra delle palme. Si riparte verso Battery Park, dove si prende il traghetto per STATEN ISLAND, il distretto dimenticato, così chiamato dai newyorkesi perché l'unico mezzo per raggiungerlo da Manhattan è proprio il ferry. I nostri amici, in questo modo hanno la possibilità di ammirare un bellissimo panorama notturno di Manhattan. Dopo circa venticinque minuti si arriva a Staten Island, dove, percorrendone le strade, si notano le tipiche casette americane immerse in una quiete che nulla ha a che fare con la Grande Mela. Attraversando il VERRAZZANO BRIDGE si arriva al distretto di BROOKLYN, dove le casette lasciano nuovamente il posto ai grattacieli. Arrivati ai piedi del BROOKLYN BRIDGE (il ponte che, finito nel 1897, collega Manhattan a Brooklyn) si effettua un'altra sosta perché il colpo d'occhio è meraviglioso. Si riparte, e, percorrendo il mitico ponte, la guida (un brillantissimo uruguayano) inserisce un nastro con incisa la mitologica New York, New York cantata da Frank Sinatra. Grande emozione, silenzioso tripudio e commozione tra gli occupanti del pulmino. Si arriva, quindi, nuovamente al World Trade Center per salire su una delle TWIN TOWERS (110 piani - 405 metri di altezza) e precisamente la SOUTH TOWER. Con gli ascensori supersonici si accede all'osservatorio per godersi un fantastico panorama fatto di mille luci. A questo punto, anche questa giornata finisce con una cena al solito ristorante sotto il Da Vinci Hotel.
Buona notte N.Y.
Giovedì 9 agosto 2001
La prima tappa di oggi è L'EMPIRE STATE BUILDING, sulla 34th Street, con i suoi 443 metri. Ancora ascensori velocissimi per poter arrivare in cima all'edificio e gustare questa volta un fantastico panorama alla luce del giorno. Tornati con i piedi per terra, dopo una bella camminata si arriva all'imponente New YORK PUBLIC LIBRARY, che però non si è capito bene a chi dei quattro interessava e cosa li ha spinti a fare tutta quella fatica. La tappa successiva è da MACY'S, il mitico grande magazzino sulla 34th Street (pubblicizzato come il più vasto del mondo), per una visita durata non più di venti minuti in quanto non ha riscosso l'interesse di alcuno. Mah! A questo punto, salta subito all'occhio dell'attento osservatore che le ultime due tappe sono state un mezzo fiasco. Per recuperare entusiasmo si fa tappa al lussuosissimo PLAZA HOTEL. Qui facciamo un giretto all'interno della hall, rivivendo per cinque minuti la surreale e cortese atmosfera di Shining (non c'entra niente, ma la situazione era quella). Subito dopo, viene fatta una capatina da FAO SCHWARZ per acquistare un bel cagnolone, in modo che l'orsone acquistato due giorni prima non rimanesse solo. Ora ci attende la TRUMP TOWER, sulla 5a Avenue, dove la prima cosa che i nostri amici visitano è il ristorante. Dopo cinque minuti che si sono seduti, si accorgono che quel sinistro sfregolio che sentono, è provocato da un cameriere originario dell'India, il quale sfegandosi le mani (ancora un po' e sanguinano) ripete in continuazione tank you, tank you. Capiscono finalmente che vuole la mancia e lo accontentano. Dopo mangiato, si ammirano i vari negozi ed il giardino interno. Una volta usciti, si prende la metropolitana, direzione sud e fermata Chambers Street, la più vicina al BROOKLYN BRIDGE. Questo ponte è, tra le altre cose, una splendida tribuna sopraelevata per avere una visione privilegiata del fiume e dei grattacieli. E' stata una bella camminata, durante la quale è stato anche possibile ammirare il MANHATTAN BRIDGE, l'altro ponte che collega Manhattan a Brooklyn. Dopo l'emozione del ponte, si riprende la metropolitana per arrivare al GREENWICH VILLAGE, un quartiere molto eccentrico e dove i prezzi delle case sono più contenuti rispetto al centro. In questa tranquilla atmosfera si è potuto ammirare la JEFFERSON MARKET COURTHOUSE (è stata giudicato il quinto edificio più bello d'America), WASHINGTON SQUARE (vero cuore del Village, dove c'è anche il WASHINGTON SQUARE ARCH), e il GAY VILLAGE. La giornata verrà conclusa con una bella cena ed un giro ALL'HARD ROCK CAFE, sulla 57th Street, per acquistare qualche maglietta ed assistere ad un bel concerto di un gruppo sconosciuto ma veramente tosto.
Sogni d'oro!
Venerdì 10 agosto 2001
Questa è l'ultima giornata ed era già stato deciso di trascorrerla a CENTRAL PARK, il bellissimo polmone verde di New York. Gli alberghi dei nostri amici sono vicinissimi al parco, ma, osservando la cartina topografica si nota la presenza di un lago molto grande, il RESERVOIR , che si trova all'altezza della 96th Street. Decidono quindi di prendere la metropolitana. Quando arrivano, scoprono che questo lago è semplicemente la riserva idrica della città, dietrofront verso la parte sud dove il CENTRAL PARK da il meglio di se grazie ai laghetti, alle anatre, alle piante, alle statue, alle fontane, al verde, ai ponticelli, allo zoo ed ai bellissimi edifici che fanno da cornice a tutto ciò. Insomma, grazie alla vera essenza di Central Park. La mattina passa così, all'insegna del relax. Nel pomeriggio si va a fare un giro al negozio N.B.A. di Mike Jordan. Poi al bar-negozio della HARLEY-DAVIDSON . La pioggia, poi, costringerà i nostri a tornare in albergo. Ultima cena.
Ultima Good Night.
Sabato 11 agosto 2001
All'alba, presso la hall del PARK CENTRAL HOTEL, i quattro avventurieri si salutano. E' stata una vacanza stupenda, dove tutto ha funzionato alla perfezione, dove anche gli scazzi si sono trasformati in risate, dove tutti sono andati d'accordo. Hanno avuto la possibilità di vedere una città incredibile dove tutto è spettacolare e funzionale allo stesso tempo. Hanno avuto la possibilità di amare questa città piena di razze, di religioni, di lingue, di dialetti, di giganti di cemento, di luci, di rumore, di fantasia, di contraddizioni. Ora le loro strade si divideranno (chi andrà verso l'Honduras, e chi volerà verso il Canada). Da questo momento, la parola.
New York sarà solo sinonimo di incredibile vacanza. O forse NO? Sarebbe stato sicuramente SI, se il tempo avesse deciso di saltare un giorno, un MALEDETTO GIORNO.
Martedì 11 settembre 2001
Ore 00.01 : il miracolo non è avvenuto, il tempo ha deciso di non fare sconti.
Ore 08.47 : ultima possibilità di ripensamento.
Ore 08.48 : un aereo di linea americano, pilotato da terroristi, si schianta contro una delle Twin
Towers.
Ore 09.03 : un secondo aereo di linea americano si schianta sulla seconda torre. Ore 10.05 : la torre sud crolla su se stessa, dopo essere esplosa, sollevando una enorme nuvola di
polvere. Ore 10.28 : crolla anche la torre nord, scagliando migliaia di detriti sulle strade circostanti. Una
mostruosa nuvola di polvere ricopre tutta la parte sud di Manhattan. Ore 10.30 : il bellissimo panorama di Manhattan è cambiato definitivamente, migliaia di vite sono
state cancellate.
Non riesco proprio a credere alle notizie di oggi. Non posso chiudere gli occhi per fingere che nulla sia successo.
MA PER QUANTO TEMPO, PER QUANTO TEMPO ANCORA DOVREMMO SOPPORTARE QUESTE COSE?
Questa sera già potremmo essere uniti. I bambini scalzi che calpestano cocci di vetro e i cadaveri allineati
sul fondo di una strada senza uscita.........
.........questa lotta è solo all'inizio ma ci sono
già molte perdite : ma dimmi, in realtà chi ha vinto? Hanno vinto le trincee scavate nei nostri cuori e i fratelli, i piccoli delle madri,
le sorelle, strappati dalla lotta......
...... PER QUANTO, QUANTO ANCORA CI TOCCHERA’ QUESTA SORTE?...
......asciuga le lacrime dai tuoi occhi, scuotile
e allontanale. Asciugati gli occhi arrossati
dal pianto......
......si, è vero, ormai siamo immuni, visto che
la realtà passa per finzione e la TV è la bibbia, ma oggi sono milioni coloro che piangono. Noi mangiamo, beviamo e domani invece questi moriranno.
...LA VERA LOTTA E’ SOLO AGLI INIZI…
SUNDAY BLOODY SUNDAY (U2-1983)
In memoria di tutte le vittime di New York, Kabul, Washington, Jalalabad, Pittsburgh, Kandahar.
In memoria di tutte le vittime di tutte le guerre, di tutti i regimi, di tutte le violenze.
GUERRA. Lei è una profuga, lo vedo dal viso, lo vedo da come mi fìssa quando la
osservo......
......al mattino è sempre in attesa, aspetta che
sia la sua nave a salpare, per andare lontano da qui. Qui, però, lei ha un cuore. GUERRA. Papa va in guerra, va a battersi, solo che non sa per che motivo. GUERRA. Papa va in guerra e sua madre le dice che, un giorno, lui tornerà da quei luoghi lontani. È il battito di un cuore, io riesco a sentire un cuore che pulsa. Anche di sera, lei è sempre in attesa, in attesa del suo uomo. Aspetta che lui torni per prenderla per mano e condurla in questa terra promessa.. GUERRA Lei ha un bel viso, ma è nata nel momento e nel luogo sbagliato...
THE REFUGEE (U2-1983)
il testo è del nostro amico Marco | |
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