Acquesi famosi
Politici
Tra conservazione e rivoluzione
Giuseppe Saracco
Il Senatore Saracco.
La nota biografiaa lato
camilla ravera
Camilla Ravera è nata ad Acqui Terme il18 giugno del 1889 da Domenico e da Emilia Ferrero. Insegnante elementare, aderì al Partito Socialista e nel 1919 fece parte, con Antonio Gramsci, del gruppo torinese di “Ordine Nuovo” . Al teatro Carlo Goldoni fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia (1921) di cui assunse la guida dell’organizzazione femminile e fondò il periodico“La Compagna”.
Dopo l’inizio della dittatura fascista fuggì all’estero e, nel 1927, assunse la segreteria del PCd’I che tenne fino al 1930 quando, rientrata in Italia dal centro francese, venne arrestata e incarcerata e condannata al confino. Nel 1939, insieme a Umberto Terracini, condannò il patto russo-tedesco (Ribbentrop-Molotov) per la spartizione della Polonia e venne espulsa dal Partito. Riacquistata la libertà (era reclusa a Ventotene) Camilla Ravera raggiunse - dopo varie peripezie i suoi famigliari - che erano sfollati a San Secondo di Pinerolo.
Dopo l’8 settembre 1943, sapendo di essere ricercata dai fascisti, la Ravera riparò in un casolare sulle colline, che diventò presto luogo di incontri politici clandestini. Dovette abbandonarlo quando le camice nere cominciarono a dare alle fiamme tutti i casolari della zona.
Nel dopoguerra la linea togliattiana assunta dal Partito Comunista Italiano (il “partito nuovo” voluto da Palmiro Togliatti) le permise di ritornare nel partito per cui fu eletta nel 1946 al comune di Torino e che poi rappresentò in Parlamento dal 1948 al 1958. . Nel frattempo fu tra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane – UDI – con Ada Gobetti del Partito d’Azione (1947).
Camilla Ravera ha lasciato molte pubblicazioni. Al suo libro Diario di trent’anni è andato il "Premio Prato" (1973). Nel 1978 la sua Breve storia del movimento femminile in Italia ha avuto il "Premio Viareggio". Nel 1979 gli Editori Riuniti hanno raccolto in volume le Lettere al Partito e alla famiglia. Nel 1982 il Presidente della repubblica Sandro Pertini, anche lui antifascista e vittima della carcerazione del regime, la nominò (prima donna nella storia italiana) senatrice a vita: rimase sugli scranni di Palazzo Madama fino a quando, quasi centenaria, morì a Roma (14 giugno 1988)
Nel 1992 la Fondazione Istituto Gramsci ha acquisito l’Archivio Storico delle donne "Camilla Ravera", costituito nel 1987 dalla Commissione femminile del PCI.
Ad Acqui non esiste una via a lei dedicata, le è stato dedicata il circolo del Partito della Rifondazione Comunista, poi diventato il circolo del PdCI.
Giuseppe Saracco


Fra i concittadini gli acquesi possono vantare un Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia, il senatore Saracco, che ricoprì questa carica dal 24 giugno 1900 al 15 febbraio 1901. La morte di Umberto I, assassinato a Monza il 29 luglio 1900, diede notorietà alla sua figura piuttosto incolore, non paragonabile hai suoi immediati successori (Giuseppe Zanardelli e Giovanni Giolitti). Quel che è certo e che comunque il suo governo rappresento un momento di transizione per l’Italia, che aveva rischiato con Pelloux una svolta autoritaria e l’aperture alle masse e alle loro rivendicazioni dei governi successivi (minime ma importanti).
Saracco nacque a Bistagno l’8 ottobre 1821, da adulto praticherà l’attività forense come avvocato e si dedicherà presto alla politica entrando nel Parlamento piemontese nel 1849. Sostenitore di Cavour alla morte di quest’ultimo si lego a Rattazzi che lo fece sottosegretario ai Lavori pubblici nel suo governo (1862): nel 1864 lo ritroveremo accanto a Quintino Sella al ministero delle Finanze e nel 1865 diventa senatore dimostrandosi sempre un amministratore col pallino del pareggio del bilancio, incurante dei sacrifici che ciò comportava alle classi deboli.
Fece una comparsata al governo, come ministro dei Lavori Pubblici, sotto Agostino Depretis (1887) e Francesco Crispi (1893). Eletto alla presidenza del Senato (anche in virtù dell’“anzianità di servizio”) nel 1898 che il trampolino di lancio per diventare presidente del governo di pacificazione nazionale nel 1900. Cadde agli inizi dell’anno successivo perché fu giudicato debole il suo atteggiamento contro i portuali genovesi entrati in sciopero.
Nel 1898 era stato insignito del Collare dell’Annunziata da Umberto I.
Gli acquesi lo ricordano nella città termale con un monumento, e l’intestazione alla sua memoria dei portici, del Liceo Classico e delle scuole elementari.
Filosofi e Poeti
Il mondo e le colline
Norberto Bobbio

Nato a Torino il 18 ottobre 1909 da Luigi, uno dei più noti chirurghi della città, primario all'ospedale San Giovanni, originario della provincia di Alessandria. Gli anni della sua formazione vedono Torino come centro di grande elaborazione culturale e politica. Al Liceo Massimo D'Azeglio conosce Vittorio Foa, Leone Ginzburg, Cesare Pavese. All' Università diventa amico di Alessandro Galante Garrone. Si laurea in legge e in filosofia. Dopo aver studiato Filosofia del diritto con Gioiele Solari, insegna questa disciplina a Camerino (1935-38) e Siena (1938-40) e Padova (1940-48) frequentando in queste città vari gruppi di antifascisti. A Camerino conosce Guido Calogero e Aldo Capitini e partecipa alle riunioni del movimento liberalsocialista. Trasferitosi a Siena collabora con Mario delle Piane, a Padova diventa amico di Antonio Giuriolo. Collabora anche con il gruppo torinese di Giustizia e Libertà, con Vittorio Foa, Leone e Natalia Ginzburg, Franco Antonicelli, Massimo Mila. Nel '42 aderisce al Partito d'Azione. A Padova, collabora con la Resistenza, frequentando Giancarlo Tonolo e Silvio Trentin. Viene arrestato nel 1943.Verrà nuovamente arrestato nel 1944. Intanto nel 1943, si era sposato a Torino con Valeria Cova (morta nel 2001) dalla quale ebbe tre figli.
Nel dopoguerra, insegna Filosofia del diritto all'Università di Torino (1948-72) e Filosofia della politica, ancora a Torino, dal 1972 al 1979. Dal 1979 è professore emerito dell'Università di Torino. Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, dal 1966 è socio corrispondente della British Academy. Pur non facendo politica attiva Bobbio è un protagonista. presente e partecipe, della stessa come punto di riferimento nel dibattito intellettuale e politico: nel '66 è fermo sostenitore del processo di unificazione tra socialisti e socialdemocratici. Nel 1984, il filosofo apre una forte polemica con la "democrazia dell'applauso" varata da Craxi nel Congresso di Verona e Sandro Pertini, Presidente della Repubblica, scrive alla moglie del filosofo dice: "Glielo dica, glielo dica, i suoi giudizi sono anche i miei". Nel luglio del 1984lo stesso Pertini lo nominerà senatore a vita. Ha avuto la laurea ad honorem nelle Università di Parigi, di Buenos Aires, di Madrid (Complutense), di Bologna, di Chambéry. È stato a lungo direttore della Rivista di filosofia insieme con Nicola Abbagnano. E' morto a Torino il 9 gennaio del 2004.
Una breve analisi del pensiero di Bobbio la prendiamo da Wikipedia:“Il pensiero di Bobbio prese le distanze dagli aspetti retorici dell'idealismo, da quelli irrazionalistici dell'esistenzialismo e da quelli utopistici del marxismo, per orientarsi sempre di più verso la filosofia analitica anglosassone, che egli applicò allo studio del linguaggio giuridico. Secondo Bobbio, per evitare ogni cedimento ad atteggiamenti dogmatici o metafisici, l'unica strada che la filosofia può percorrere è la continuazione del razionalismo metodologico dell'Illuminismo, garanzia di rigore e di impegno.
Il suo "neoilluminismo" investì altri campi, come la storia della filosofia e delle dottrine politiche, la storia della cultura e degli intellettuali nell'Italia contemporanea, nonchè il dibattito politico sui temi di attualità (i diritti umani, il rapporto tra politica e cultura, la democrazia, le relazioni tra uguaglianza e libertà, la giustizia, il binomio pace-guerra) nell'intento di ampliare il dialogo e il pluralismo, che sono alla base della convivenza democratica”.
norberto bobbio
guido cornaglia
Guido Cornaglia

Poeta dialettale,giornalista e allenatore (1942-2002)
Presto l'angolo degli sportivi
Solo poche settimane ancora per le note biografiche di Musso e Biato