LO SPECCHIO CONCAVO
ISLAM: VITTIMA O CARNEFICE?
Dicono i soloni e i tromboni di casa nostra che i musulmani migranti verso il continente europeo e verso il nostro paese costituirebbero un pericolo reale per la nostra vita la nostra cultura le nostre tradizioni: essi tenderebbero, lentamente ma inesorabilmente, a islamizzare l’ovest capitalista e civile, a farlo diventare un nuovo paese arabo-africano, a costringerlo ad assumere il loro modo di pensare muoversi vivere.
E dunque noi, poveri disgraziati, saremmo le vittime di questi nuovi barbari che vorrebbero spazzar via tutto quanto di bello e di sano le nostre migliori braccia e le nostre migliori menti hanno creato nei secoli; e lo farebbero per volere di Allah. E anche un po’ per invidia.
Questo nessuno lo dice, ma molti lo pensano. I nuovi arrivati sarebbero invidiosi di noi, belli ricchi buoni generosi intelligenti colti, con una mente elastica quanto e più delle zampe posteriori d’un canguro, telegenici.
E il popolo che non pensa, ma crede, ha concluso che è così: l’Islam è male.
Anche perché nessuno gli ha mai detto, e gli dice, che una cosa è l’Islam, con una grande storia e una rispettabile tradizione alle spalle; una cosa il fondamentalismo islamico, fatto di gente infanaticata e allattata col pregiudizio da pochi violenti.

Chi arriva da noi perlopiù è un islamista, non un fondamentalista. E viene qui perché ha fame. Cerca lavoro, pertanto, per sfamarsi. Quando lo trova, è costretto ad assoggettarsi a regole che gli stessi tromboni e le stesse trombette criticano (si pensi alle morti bianche).
Però…
Però l’islamista, coi suoi costumi la sua religione la sua mentalità, metterebbe in serio pericolo l’occidente.

Ma soloni trombette tromboni non dicono al popolofacciadecazzo che l’Europa già s’è fatta male da sé (ah, se qualcuno ascoltasse Papa Ratzinger!); che ha rinunciato alle proprie tradizioni, ai propri costumi, sinanco alla propria cucina, in nome e per conto dei diritti. E del piacere (meglio sarebbe dire “del vizio”).
L’europeo medio, e l’italiano medio, vuole vivere da sibarita: mangiare bere andare a zonzo, guardare “Un due tre… stalla”, far soldi (molti maledetti e subito), fare sesso. E basta. Diritti? Tutti, anche i più remoti. Doveri? Manco a parlarne.

Una volta alle ragazzine si raccontava la favola di Cenerentola: una povera ragazza, pudica, virtuosa; il cui pudore e le cui virtù alla fine venivano premiate con l’arrivo del principe azzurro.
Da qualche anno Cenerentola è stata messa in soffitta. Si è sostituita con “Pretty woman”, la cui morale è: anche se fai la puttana; anzi, giusto se fai la puttana, troverai anche tu il tuo principe azzurro. E le ragazzine si sono adeguate. Oggi è il loro sogno (quello di fare le puttane. D’alto bordo, possibilmente. La serie B alle africane e alle slave. Possibilmente).

Orbene, se un musulmano padre di famiglia, rispettoso della sua religione, dei costumi dei padri, della sua tradizione, arriva in Occidente e si guarda intorno, che vede?
Governi-pupi e arroganti, economia d’assalto e senza regole, politicanti affaristi e cinici, banche mangiasoldi, fisco affamatore, scuole in cui è regola prendere a pernacchie e píriti gli insegnanti; famiglie dove il padre non fa il padre la madre non fa la madre. Se accende il televisore, è inondato da culi e tette, da un linguaggio osceno e scurrile, da un “tutto se po’ fa’” che mette i brividi.
E allora, il povero padre di famiglia, prova a tener dritta la barra. In casa, almeno. Visto che fuori il bordello è regola.

Ecco allora saltar su tromboni trombette, lobby femministe e gay, politicanti da tre soldi, per lo più de sinistra, a dire che no, non si fa così: quel padre deve lasciar liberi i propri figli di esprimersi a modo loro (i.e. all’occidentale), né più né meno di come fanno i pupetti nostrani.
E dunque, niente velo per le donne (non capisco, però, perché i detti figuri non si battono anche contro il velo alle monache); ombelico fuori, sesso ad libitum, merda in faccia al carabiniere di turno, consumo di droga e alcol alla grande, bar discoteca corsa in automobile. Viaggi. Tanti viaggi. Per conoscere il mondo.
E il tempo per prepararsi un futuro? Ma quale futuro! A quello devono pensare mamma e papà e, perché no?, lo Stato.

Se, però, quel padre ha riflettuto prima di approdare sui nostri dolci lidi, ha potuto vedere che cosa ha creato l’occidente, attraverso il suo capitalismo d’assalto, nei paesi dell’est: una Gomorra.
Allora lui, e con lui tanti altri, si son detti che bisogna stare attenti al continente civile moderno evoluto: questo, per mezzo di lustrini e CocaCola, ci prova anche con loro. Gli affari sono affari, si sa.
E il padre (musulmano) si difende. Come? Talvolta con mezzi leciti, tal altra con mezzi illeciti. Ma pur sempre di legittima difesa si tratta.
Ora si dice: ma questi, quando vengono da noi, devono imparare a rispettare le regole, le nostre regole. E chi dice di no? Il fatto è che noi non abbiamo regole. Abbiamo leggi. Che non rispettiamo. Però vogliamo che il musulmano le rispetti.
Vi domando: chi è il carnefice e chi è la vittima?
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