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.: Approfondimenti - Situazione Politica Italiana VIII - XIII secolo :.

Italia

L'inizio della vicenda si svolge nel periodo storico in cui in Italia regna un clima di inquietudine a causa della "lotta per le investiture" tra il papa e l'imperatore, quando nascono i primi Comuni e le Repubbliche Marinare.
Viene quindi presentata la situazione politica italiana tra il secolo VIII e il secolo XIII, in quanto gli eventi del XI secolo sono una naturale evoluzione dei secoli precedenti.
[ Informazioni rielaborate da Wikipedia ]


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Eventi
VIII secolo
700 – 800
L’VIII secolo si apre con una grave crisi dinastica che per 10 anni vede il regno Longobardo in Italia dilaniato da colpi di stato, guerre civili e regicidi. Soltanto con l’ascesa al trono di Liutprando, l’Italia longobarda non solo ritrova la compattezza, ma vede il suo periodo di massimo splendore.

Il suo successore Rachis, il “re monaco”, non riesce ad opporsi alle pressioni del papa e dei suoi alleati Franchi. Viene quindi deposto e sostituito dal fratello Astolfo, che riprese la via dell’espansione territoriale arrivando ad occupare Ravenna.

Tanto potere preoccupa il pontefice Stefano II che vede minacciato il suo Ducato Romano. Invoca quindi l’aiuto del re dei Franchi, Pipino il Breve, che sconfigge Astolfo e lo costringe a rinunciare alle conquiste.

Il successore di Astolfo, Desiderio punta a una maggiore coesione interna e favorisce l’integrazione con i Romanici e con la Chiesa Cattolica e costringe il papa ad accettare una forma di tutela da parte del re longobardo.

Il nuovo pontefice Stefano III invoca l’intervento del nuovo re dei Franchi, Carlo Magno, contro Desiderio. La guerra si conclude con la vittoria di Carlo che unifica i due regni e concede piena autonomia al papa.

IX secolo
800 – 900
Con la morte di Carlo Magno e di suo figlio Pipino, comincia una lotta di potere tra gli eredi, finita con una sorta di anarchia feudale dei territori del Regno d’Italia, nonostante alcuni deboli imperatori si avvicendino sul trono talvolta addirittura incoronati dal papa.

X secolo
900 – 1000
La lotta per il titolo di re d’Italia continua per circa mezzo secolo, fino a quando interviene l’imperatore tedesco Ottone I, che lega la corona italiana a quella dell’Impero romano-germanico, ereditata così automaticamente dai successori.

Durante l’Alto Medioevo la Chiesa Cattolica è l’unico potere che si dimostra capace di conservare, tramandare e sviluppare la cultura latina, sia attraverso il monachesimo sia mediante la creazione di un potere temporale concretizzato nel centro Italia con lo Stato della Chiesa e capace di conservare la propria autonomia.

Il cristianesimo è il collante che permette la convivenza e l’integrazione di due mondi distanti tra loro: quello romano e quello germanico. La condivisione della religione cristiana e l’intersezione culturale tra elementi germanici ed elementi romanici, porta agli apici la cultura e la spiritualità, le innovazioni tecnologiche, la fioritura delle università come luoghi di diffusione e di ricerca del sapere.

XI secolo
1000 – 1100
La carica di Vescovi-conti, come vassalli dell’imperatore con cariche religiose, ideata da Ottone I, porta allo scontro tra Papato e Impero sulla loro nomina: il papato la reclama in quanto vescovi, mentre l’impero la reclama in quanto vassalli. All’origine della disputa, chiamata lotta per le investiture, c’è anche il Privilegium Othonis, legislazione secondo la quale l’elezione del pontefice avviene solo con il consenso dell’imperatore.

Tale lotta entra nel vivo con l’imperatore Enrico IV e il papa Gregorio VII. Il papa pubblica il Dictatus Papae, un documento nel quale sostiene che solo il papa può nominare e deporre i vescovi e minaccia l’imperatore di scomunica. L’imperatore e il papa si scomunicano a vicenda, più volte. L’ultima delle quali ma Enrico IV, preoccupato da una rivolta dei baroni, chiede e ottiene il perdono del pontefice.

Il papa scomunica nuovamente Enrico, che risponde nominando antipapa Clemente III e occupa Roma, ma è costretto alla ritirata per l’intervento del normanno Roberto il Guiscardo, alleato del papa. L’intervento del normanno si traduce però in un saccheggio. Il papa è costretto a seguire il normanno a Salerno, dove muore.

I Normanni, popolo proveniente dalla Normandia, si espandono in sud Italia. Il papa Leone IX, preoccupato per questa nuova potenza, tenta di arginarne l’espansione ma viene sconfitto. Papa Niccolò II riconosce ufficialmente i territori Normanni del Meridione affidando a Roberto il Guiscardo il titolo di duca di Sicilia, sebbene l’isola sia ancora in mano agli arabi. Il fratello di Roberto, Ruggiero d’Altavilla, conquista l’isola e crea uno stato fortemente accentrato, simile ai moderni stati nazionali.

A seguito della fine delle invasioni si ha una ripresa demografica, l’introduzione di nuove tecniche agricole (come la rotazione triennale e l’aratro pesante), il trasferimento della popolazione dalle campagne alle città, che diventano i nuovi centri della società, si sviluppano artigianato e commercio e la moneta assume un’importanza maggiore, nascono nuove classi sociali quali il mercante e il banchiere, che non si conciliano con le istituzioni feudali.

Molte città tendono a staccarsi dalle istituzioni feudali e divenire indipendenti dal potere imperiale. Città come Milano, Verona, Bologna, Firenze, Siena ecc. si costituiscono “liberi comuni”. Il protrarsi degli scontri tra impero e chiesa, la nascita di una borghesia mercantile, la lotta delle classi dirigenti per acquisire autonomia sempre più ampia, porta la società comunale a dar vita a una serie di correnti e schieramenti contrapposti. Particolare rilievo hanno le fazione dei Guelfi (sostenuti dal Papato) e dei Ghibellini (sostenuti dall’Impero).

Analogamente ai comuni, nati nell’entroterra, sulla costa si formano le Repubbliche Marinare, città che si liberano dal potere feudale e si affermano grazie al commercio marittimo. Le principali sono: Amalfi, Pisa, Genova e Venezia.

Amalfi è la prima a svilupparsi e mantenere il monopolio commerciale con l’Impero Bizantino. E’ la prima delle città occidentali ad adottare la bussola e a stabilire il codice commerciale. Il suo sviluppo è però stroncato dall’affermazione del regno Normanno a causa della sua politica fortemente accentrata.

Genova e Pisa impongono la loro egemonia sul Mar Tirreno scacciano di Saraceni dalla Sardegna e dalla Corsica. I loro rapporti, inizialmente ottimi, vanno a sfociare in una guerra aperta che nel XIII secolo si concluderà con la sconfitta di Pisa.

Venezia diviene un importante nodo commerciale in quanto in ottimi rapporti con Bisanzio. Nel 1082 ottiene dai Bizantini la libertà di commercio in tutto l’impero e l’esenzione dalle imposte commerciali. La città è governata dal Doge, eletto tra le famiglie più ricche.

XII secolo
1100 – 1200
Nel 1152 viene incoronato imperatore del Sacro Romano Impero Federico I Hohenstaufen detto Barbarossa, che tenta di attuare una politica di restaurazione dell’antico potere imperiale venendo in conflitto con il Papato e con i comuni del nord Italia: egli afferma gli antichi privilegi feudali sulle città che si erano rese indipendenti e ordina che siano ricondotte di nuovo sotto il potere imperiale.

Molte città si ribellano provocando una durissima reazione del Barbarossa, che distrugge Crema e assedia Milano per circa due anni e costretta alla resa e infine rasa al suolo.

Tentando di influire sulla nomina del successore del papa si inimica il Papato dando inizio a una nuova lotta.

Cominciano a formarsi leghe anti imperiali tra i comuni, appoggiate sia dal Papato che da Venezia. Le due principali leghe anti imperiali, capeggiate da Verona e Cremona, si fondono per formare la Lega Lombarda. Barbarossa viene sconfitto rovinosamente nella battaglia di Legnano che segna la definitiva sconfitta dell’imperatore, costretto a riconoscere ampie autonomie ai comuni.

XIII secolo
1200 – 1300
Barbarossa, tramite un’accorta politica matrimoniale, riesce ad insediare sul trono del Regno di Napoli suo figlio, Enrico IV, costituendo un’unità territoriale che va dal Sud Italia alla Germania, chiudendo in una morsa il Papato.

All’improvvisa morte di Enrico, il papa Innocenzo III prende in tutela il figlio di questi, Federico II, sperando di farne un fedele alleato per restaurare il potere papale.

Salito sul trono del regno di Napoli e dell’Impero, Federico II continua la politica accentratrice cominciata dai Normanni.

Scomunicato dal papa Gregorio IX per il mancato adempimento della promessa di una crociata in Terra Santa, Federico II parte alla volta di Gerusalemme dove riesce ad ottenere grosse concessioni per i cristiani con il solo uso della diplomazia. Ciò appare come uno scandalo agli occhi del pontefice, che costituisce così una lega anti imperiale alla quale presero parte i comuni italiani. La lotta andrà avanti fino alla morte dell’imperatore.

Il papa, approfittando della situazione, cerca di insediare sul trono del regno di Napoli, Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia. Carlo trova però l’opposizione di Manfredi, figlio di Federico II.

Dopo una serie di battaglie prevale Carlo, ma la sua dominazione si aliena le simpatie del popolo in seguito all’imposizione di grosse tasse e alla sistemazione in posti di comando di baroni francesi. Comincia una rivolta a cui prende parte Pietro III d’Aragona, marito della figlia di Manfredi, conclusa con la pace di Caltabellotta, secondo cui la Sicilia sarebbe passata alla Casa d’Aragona, mentre il Regno di Napoli sarebbe rimasto sotto la dominazione Angioina.

Firenze inizialmente governata dai Ghibellini, passa nel 1250 nelle mani dei Guelfi. Nel 1260, i Ghibellini, alleati di Manfredi, restaurano il loro dominio sulla città. Alla sconfitta di Manfredi da parte di Carlo d’Angiò, la città passa definitivamente ai Guelfi.

Alla fine del secolo, iniziano le lotte interne tra i Guelfi Bianchi e i Guelfi Neri. Il conflitto sfocia in una guerra civile che si conclude con l’intervento di papa Bonifacio VIII con l’esilio dei Bianchi (tra cui Dante Alighieri).