Home

Sommario




Il Motore Primo

(l'Essere Supremo)

 

«Quando un oggetto ne modifica un altro, e questo ancora un altro, e così via, vi sarà un primo oggetto responsabile di tutti questi movimenti?... Credo che sia necessario affermare che il movimento che è in grado di muovere se stesso sia infinitamente superiore, e tutti gli altri vengano dopo questo.»


Platone, Leggi, X, 894d-895a

 

«E' dunque necessario che ci sia un Principio, la cui sostanza sia l'atto stesso (la perfezione, l'essere che ha in sé la ragione del suo esistere).»


Aristotele, Metafisica, XII, 6

 

«Se dunque una cosa è in movimento, si deve dire che essa è mossa da un altro. Non si può però procedere così all'infinito, poiché in questo caso non si avrebbe un motore primo e senza un motore primo non si avrebbero neppure altri motori, poiché i motori intermedi muovono solo se sono mossi dal motore primo.»


San Tommaso D'Aquino, Summa Theologiae, I, q. 2, a. 3

 

 

  

Lapsus o Verità.


 

Talvolta gli errori palesano la verità.

«Un giovanotto rivolge la parola a una donna che vede per la strada: - Se permette, signorina, vorrei invultarLa. - Evidentemente voleva invitarla ma temeva di insultarla con la sua offerta. Talvolta la papera sostituisce una lunga descrizione di un carattere. Una giovane signora (era lei che comandava in casa) mi narra del marito sofferente che era stato dal medico per chiedere quale dieta seguire, ma il dottore aveva detto che non occorreva dieta. Dunque: "Può mangiare e bere quello che voglio".»


Sigmund Freud, Psicopatologia della Vita Quotidiana

 

 


 

Nascita di una Leggenda.

 

Leggiamo quanto ci narra Erodoto a proposito della nascita della leggenda che riguarda  Ciro, re dei Persiani, che per un sogno avuto dal nonno, il re Astiage, avrebbe dovuto perire, ma fu risparmiato dal confidente del re ed affidato ad una coppia di pastori, Mitradate e Spaco.

 

«...questa donna nella lingua dei Medi aveva nome Spaco, che in greco corrisponde a "Cino", poiché la cagna i Medi la chiamano spaco. I genitori (cioè la figlia ed il genero di Astiage), valendosi di questo nome, per far sì che la salvezza del loro figlio apparisse ancor di più agli occhi dei Persiani come opera divina, sparsero intorno la voce che Ciro, esposto, era stato nutrito da una cagna. Di qui ebbe origine tale leggenda.»


Erodoto, Storie, I, 108-122